fbpx
Categorie
Senza categoria

Consigli per un top cucina… al top!

Consigli per un top cucina… al top!

Una delle componenti più importanti della vostra cucina è il top, cioè il piano di lavoro principale su cui vi troverete a trascorrere la maggior parte del vostro tempo e di tutte le lavorazioni necessarie per cucinare.

Come tutti gli elementi di una nuova casa, quando si parla di ristrutturare, deve unire in sé funzionalità e stile: non sarà solo utile ma anche fondamentale per portare un valore estetico aggiunto a tutto l’ambiente.

Il top cucina è fondamentale non solo quando si ristruttura una cucina interamente ma anche semplicemente per rinnovarla e rinfrescare tutto l’ambiente: la sua influenza sarà molto profonda anche sul resto della vostra cucina. Per tutti questi motivi, la scelta del materiale in cui realizzarlo sarà molto delicata e dovrà tenere conto di molti fattori diversi.

Prezzo, manutenzione, design, funzionalità, durata: molte caratteristiche da bilanciare con attenzione, possibilmente con l’aiuto di un interior designer professionista.

Marmo.

Il marmo è un materiale lussuoso, elegante e senza tempo. Dal punto di vista estetico è anche molto versatile, in quanto è possibile acquistarne di diverse tonalità, dai colori più chiari a quelli più intensi e scuri.

È però anche molto delicato: la sua porosità lo rende piuttosto sensibile a certi liquidi come olio, vino e caffè e alle sostanze chimiche. Inoltre richiede una manutenzione accurata con prodotti specifici. È altresì resistente agli urti ma non al calore, che potrebbe causare delle crepe.

Sicuramente è un materiale in grado di garantire alla vostra cucina una raffinatezza unica, luminosa, naturale: particolarmente adatto se lo stile da voi prescelto è quello classico.

Granito.

Per coniugare estetica e funzionalità, il granito può essere un’ottima scelta: resistente al calore e alle abrasioni, disponibile in vari colori e fantasie naturali, è flessibile, potendosi adattare sia agli stili più moderni che i più retrò.

Perfetto per fronteggiare pentole ed altri utensili, presenta comunque una certa porosità e quindi una minor resistenza alle macchie e al contatto con i liquidi.

Legno.

Il legno massello rappresenta un’opzione molto valida per il top cucina: è in grado di conferire calore, armonia, e personalità all’intera cucina. È una soluzione economica e di grande valore estetico: venature e nodi rendono ogni top unico ed originale.

La vasta gamma di varietà (quercia, ciliegio, acero) consente di creare un design unico e particolare per ogni cucina, coniugando eleganza a resistenza all’usura e al tempo.

Il legno si rivela quindi una scelta economica e sostenibile, specie se curato nel modo adeguato, e seppur sensibile ad umidità e sollecitazioni meccaniche, è molto versatile: perfetto con lo stile rustico o shabby chic.

Quarzo.

Il quarzo è un’opzione perfetta per molti stili diversi: classico, minima, country, contemporaneo. Insomma, un jolly di grande impmattico estetico e molto performante. È infatti molto resistente a macchie e graffi, anche se sensibile al calore; è inoltre impermeabile.

Laminato.

Il laminato è una soluzione particolarmente economica e versatile: ha il duplice vantaggio di salvare il vostro budget e risolvere non pochi problemi di design. Può essere inserito facilmente in cucine moderne a isola ed è molto facile da manutenere: leggero, facile da pulire, richiede solo un po’ di attenzione in più per quanto riguarda eventuali graffi e shock termici.

Acciaio inossidabile.

L’acciaio inossidabile è un’opzione irriducibile per il top cucina: moderno, versatile, igienico e molto semplice da gestire per quanto riguarda la manutenzione. Se da un lato il prezzo è più alto rispetto ad altri materiali, dall’altro si viene ricompensati dalla sua grande resistenza alle macchie ed all’usura nel tempo. È molto consigliato per quelle cucine che si trovano particolarmente esposte all’umidità ed in generale agli agenti atmosferici.

L’acciaio ha inoltre la capacità di invecchiare nel tempo: spesso i segni di usura contribuiscono a dargli fascino, un vissuto industriale che ben si sposa con una cucina molto attiva, dove è viva la passione per le creazioni culinarie e la condivisione. Perfetto per gli stili contemporaneo, industriale e minimalista.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa. Se siete persone originali, estrose, con un gran voglia di raccontare la vostra unicità anche attraverso gli spazi della vostra casa, lo stile boho chic fa decisamente per voi! Il nome di questo stile deriva dall’unione del termine bohemian, che richiama lo stile di vita di intellettuali ed artisti del XIX secolo, la parola francese chic, sinonimo di eleganza. Nasce agli inizi del 2000, come nuova tendenza nel settore della moda destinata a raggiungere presto anche quello dell’interior design. Lo stile boho chic è un piccolo universo di citazioni e suggestioni: far west, movimento hippy, stile etnico e quello nordico. Unisce tratti più minimali ad altri decisamente ricchi ed estrosi: la parola chiave è originalità, ed infatti si compone di molti pezzi unici, al punto che ogni casa acquisisce inevitabilmente una propria personalità spiccata e totalmente diversa da ogni altra. Tra innovazione e tradizione. Il fascino del boho chic è dato proprio dall’essere un originale mix tra ciò che è moderno e nuovo e ciò che invece è vintage. Ogni spazio così si anima di ricordi, aneddoti e storie da raccontare legate alla vita degli abitanti della casa. Nessuna casa in stile boho chic assomiglia ad un’altra perché tutte le persone sono uniche nel loro vissuto. Eppure, alcuni elementi di questo stile possono essere riconoscibili. Avete presente il Coachella Music Festival, che si svolge in California annualmente? Bene, l’atmosfera che si respira e soprattutto la mise dei partecipanti e del pubblico sono perfettamente in stile boho chic. Colori sgargianti ma anche al contrario chiari e candidi, stoffe per lo più naturali, richiami hippie, un’eccentricità che punta ad un’armonia ed una serenità senza tempo. L’arte di riciclare. Un’ altra caratteristica importante dello stile boho chic è la sua sostenibilità: gran parte dei suoi elementi si ottengono donando nuova vita e funzionalità ad oggetti ed arredi del passato. Questa operazione non è solo “etica” ma anche molto affascinante e, in un certo senso, artistica: bisogna diventare maestri nella ricerca di vecchi cimeli e tesori, facendo rivivere i ricordi più preziosi. Ci vuole pazienza e creatività: una casa boho chic è in continua trasformazione. Gli elementi dello stile boho chic. In particolare l’arredamento boho chic prevede l’utilizzo di: accessori ed arredi dal sapore etnico; mobili per lo più in legno grezzo o in arte povera; filati naturali come il cotone, il lino, stoffe ricamate finemente, tessuti San Gallo, ecc.; piante e fiori anche esotici, veri o artificiali come i kokedama; arredi e complementi di classe, anche moderni, magari trattati con colori luminosi come l’oro e l’argento; dettagli colorati, accessori stravaganti, decorazioni anche mistiche o dal mood spirituale o religioso come cuori votivi, crocifissi, santini, ecc. Lo stile boho chic è davvero particolare e richiama molto quelle case coloniali di un tempo, ricche per qualità dei mobili, rasserenanti, vivaci ma allo stesso tempo composte. Questo genere mixa dettagli ed arredi di terre lontane con il gusto europeo e grazie all’abilità di un progettista si potrà portare questa atmosfera anche nelle case urbane di oggi. Molto utilizzate nell’arredamento in stile boho chic sono le lanterne orientali, i pouf multicolore etnici sia provenienti da isole lontane sia realizzati in Italia. Immancabili sono poi complementi d’arredo iconici che donano maggiore modernità agli ambienti: tappeti, quadri e stampe, specchi, poltrone in vimini o midollino, ma anche sedute da appendere al soffitto. Tutto però deve essere di gran classe: questa è la sostanziale differenza tra boho ed il più comune etnico. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento!

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento! Il pavimento è una delle componenti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa. Scegliere il materiale più adatto potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto: a giorno d’oggi i materiali disponibili sono sempre di più. Se quelli di ultima generazione offrono vantaggi innovativi, anche quelli più tradizionali possono riservare delle sorprese e diventare delle nuove tendenze. Uno di questi è proprio il linoleum, uno dei materiali ormai più in voga del momento. Uno dei suoi più grandi pregi è la sostenibilità e la capacità di adattarsi a molti stili ed ambienti differenti. Inventato in Scozia negli anni ’60, viene oggi utilizzato per edifici pubblici e privati, per ambienti esterni, interni e per capannoni industriali. Degno di nota è l’incremento del suo utilizzo proprio in ambito privato: resiliente, facile da curare e altamente igienico. Linoleum: un identikit. Il linoleum è un materiale totalmente amico dell’ambiente: la sua ecosostenibilità è dovuta alla sua composizione in materie prime naturali quali resina, sughero, tuta, olio di semi di lino. Si tratta di un rivestimento resiliente ed elastico, piuttosto sottile, facilmente lavorabile e lavabile, nonché isolante ed impermeabile. È inoltre totalmente riciclabile, dura a lungo ed ha proprietà antiscivolo, che lo rendono anche piuttosto sicuro in caso di bambini ed anziani. Quest’ultima caratteristica giustifica chiaramente il suo ampio utilizzo, nel corso dei decenni, in edifici pubblici come ospedali, scuole, palestre, aeroporti, biblioteche, cinema. Come detto sopra, attualmente il suo utilizzo si sta decisamente diffondendo anche in ambito privato, grazie alla sua versatilità e resistenza, nonché alla sua capacità di creare ambienti caldi, accoglienti, confortevoli. Via libera dunque al suo utilizzo in alberghi ed abitazioni, tenendo presente che scegliere il linoleum come rivestimento significa optare per una soluzione rapida ed efficiente. Un pavimento in linoleum può essere velocemente sovrapposto ad una pavimentazione preesistente oltre che disposto come supporto di nuova costruzione. Qualche svantaggio: tende a deformarsi nel tempo a causa di temperatura e sbalzi termici, nonché dell’umidità che può essere presente in ambienti come il bagno o la cucina; necessita davvero di una posa a regola d’arte, che eviti la formazione di sacche d’aria o umidità sotto la sua superficie, col rischio di compromettere l’ambiente circostante. Ricapitolando, un pavimento in linoleum è una soluzione economica, pratica ed ecologica, perfetta se il budget di ristrutturazione è contenuto. Basti pensare che il suo costo base di partenza si aggira sui 22 euro al mq, indecentemente dal taglio a piastrella o a rotolo. Una variazione di prezzo è prevista sulla base della tipologia e dello spessore. Come posare il linoleum. Il linoleum può essere posato a colla oppure a secco. Scegliere fra le due tipologie dipende molto dal tipo di ambiente circostante al pavimento: se l’esigenza primaria è l’igiene conviene optare per una posa a secco, che garantisce una pulizia più facile ed efficace, mentre per un piccolo ambiente senza esigenze particolari si può scegliere invece una posa a colla, perfetta in caso di un taglio del linoleum a piastrelle. La praticità di questo materiale si traduce nella possibilità di poterlo installare in autonomia, sebbene sia fondamentale fare molta attenzione ad evitare la formazione di sacche d’aria o di umidità, come detto sopra. È consigliabile, a questo proposito, aiutarsi con uno spazzolone per meglio stenderlo ed evitare corrugamenti. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress.

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress. Spesso si pensa di ristrutturare la propria casa autonomamente, senza sapere a quante complicazioni burocratiche si vada incontro. Noi di Ristrutturare Casa Italia vogliamo proporvi una breve guida, facile ed intuitiva, su quali sono le principali pratiche edilizie (e non solo) necessarie per le ristrutturazioni. Non sempre è necessaria una pratica edilizia per ristrutturare casa, anche se lo è nella maggior parte dei casi. Ci sono inoltre documenti collaterali che vanno allegati o comunque che potrebbero essere richiesti. Bisogna tenere presente che è una materia estremamente complessa dal punto di vista legale, regolamentata non solo a livello nazionale ma anche regionale e comunale. La casistica pertanto è davvero infinita, e quindi è sempre necessario rivolgersi a professionisti che esaminino il vostro caso e curino le migliori soluzioni per voi. Noi di Ristrutturare Casa Italia metteremo a vostra disposizione professionisti altamente qualificati, che sappiano guidarvi passo dopo passo. Perché le pratiche edilizie sono importanti? Presupposto obbligatorio per poter fruire delle detrazioni fiscali, è che la casa sia in regola. Lavori eseguiti senza pratica edilizia quando era necessaria, o con pratiche edilizie incomplete e/o sbagliate, non hanno diritto alle detrazioni fiscali, che possono essere revocate dall’Agenzia delle Entrate fino a cinque anni dopo quello di godimento, anche con la restituzione delle somme già godute. La burocrazia edilizia. Il riferimento legislativo italiano per tutto ciò che riguarda i procedimenti edilizi privati è il Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 380/2001. Questo testo normativo si riferisce a tutte le opere edilizie nel loro complesso, quindi sia ristrutturazioni che nuove costruzioni. I tipi di interventi edilizi possibili sono stati suddivisi, all’art. 3 del T.U.E. in sei categorie, sulla base del loro impatto sull’assetto edilizio complessivo: Manutenzione Ordinaria Manutenzione Straordinaria Restauro e Risanamento Conservativo Ristrutturazione Edilizia Nuova Costruzione  Ristrutturazione Urbanistica Le due categorie che interessano la maggioranza delle ristrutturazioni sono le prime due: manutenzione ordinaria e straordinaria. Mentre le ultime due riguardano interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, la terza e la quarta riguardano gli edifici vincolati, cioè una minima parte degli edifici costruiti. È importante poi tenere presente che i Piani Regolatori Comunali disciplinano le categorie di intervento applicabili ad un singolo edificio o una determinata parte del territorio. Sicuramente le prime due categorie di intervento sono sempre applicabili a tutti gli edifici esistenti, in quanto fondamentali per garantirne la funzionalità. Inoltre è bene ricordare che nessun intervento edilizio può essere effettuato su edifici che presentano abusi o difformità. Quali opere rientrano nella manutenzione ordinaria? Rientrano in questa categoria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. Si parla quindi di pavimenti, sanitari, porte, finestre, finiture varie, rivestimenti ecc. ma anche di controsoffitti, rifacimento di intonaci, condizionatori, pannelli fotovoltaici e riparazione degli impianti esistenti. Quali opere rientrano nella manutenzione straordinaria? Rientrano in questa categoria “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati, necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”. Si parla quindi di lavori edilizi ed impiantistici oppure di interventi rilevanti dal punto di vista urbanistico. Le pratiche edilizie. In caso di opere rientranti nella manutenzione ordinaria non è necessario presentare alcuna pratica edilizia, infatti si sta parlando di edilizia libera. Attenzione però: alcuni comuni possono comunque richiedere la presentazione di una comunicazione per determinati tipi di interventi rientranti nella manutenzione ordinaria Invece, in caso di opere rientranti nella manutenzione straordinaria, ma senza l’esecuzione di opere strutturali, la pratica edilizia da presentare è la CILA. In questo caso la manutenzione straordinaria si dice “leggera” ed è la classica tipologia di intervento della maggior parte delle ristrutturazioni. Per le opere rientranti nella manutenzione straordinaria ma che prevedono anche l’esecuzione lavori strutturali, la pratica edilizia da presentare è la SCIA. In questo caso si parla di manutenzione straordinaria “pesante”. La CILA. La sigla CILA sta per comunicazione di inizio lavori asseverata. Da ciò si evince che: è una comunicazione e non una richiesta di autorizzazione 2) deve essere asseverata: cioè ci deve essere qualcuno che, apponendo un timbro e una firma, certifichi che tutto quello dichiarato nella pratica edilizia è corretto. Questo qualcuno è obbligatoriamente un tecnico abilitato: architetto, ingegnere o geometra. In sintesi la pratica dovrà contenere: la comunicazione resa su un modello a firma del titolare di diritti sull’immobile (proprietario, usufruttuario, locatario, etc.);  l’asseverazione a firma del tecnico abilitato, anche questa resa su un modello;  una serie di allegati (documenti di identità di tutti i soggetti coinvolti, ricevuta di versamento dei diritti di segreteria – solitamente tra i 50 e i 300 euro -, gli elaborati progettuali – solitamente una relazione, una pianta dello stato di fatto ed una pianta del progetto). Può inoltre essere necessario allegare: piante con gli schemi impiantistici, stima dei rifiuti prodotti dalle demolizioni con relativo contratto di discarica per lo smaltimento, dichiarazione di affidamento di incarico al tecnico con sua dichiarazione di avvenuto pagamento, DURC dell’impresa con dichiarazione di contratto collettivo applicato, titolo di proprietà dell’immobile, planimetria e visura catastale. Resta ferma la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre obblighi

Leggi Tutto »

Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio!

Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio! Rinnovare la propria casa in modo ecosostenibile è ancora più conveniente per te e per l’ambiente. Spesso non occorre sostituire completamente l’arredamento: basta dare nuova linfa a quello esistente. Se qualche mobile ormai non è più di vostro gusto e ha decisamente molti anni di vita, potrebbe essere la perfetta occasione per cimentarvi in una pratica antica ed affascinante, dai risultati sorprendenti. Stiamo parlando del decapaggio, una tecnica raffinata che è quasi un’arte e che potrebbe rivelarsi anche molto divertente da soli o in compagnia. Consiste nel rimuovere lo strato superficiale della vernice di un mobile per conferirgli un aspetto volutamente consumato e dare l’impressione che sia molto più antico. È una strategia che consente di ridare nuova vita a mobili che magari, per molti motivi, ci hanno stufato o sono danneggiati. A cosa serve? Il termine decapare deriva dal francese decapèr, che significa rimuovere la cappa, la copertura, e la tecnica ha origini molto antiche, rintracciabili alla metà del 1700 circa. Gli artigiani decapavano il legno per proteggerlo dai tarli, lavandolo prima con la soda e passando poi una mano di calce con cui disinfestarne pori e fessure. Oggi numerosi corsi di fai da te hanno permesso la riscoperta e diffusione di quest’arte manuale che permette di recuperare mobili antichi o semplicemente di renderli più affascinanti ed adatti a precise esigenze di gusto. È infatti sempre più diffuso il cosiddetto shabby chic, uno stile basato sull’utilizzo di un arredamento volutamente antichizzato, con l’utilizzo di vernici dalle tinte tenui, quasi sbiadite, che richiamano l’epoca vittoriana o addirittura rinascimentale. Sono oggetto di decapaggio non solo mobili vecchi, ma anche in legno grezzo: si può lavorare quindi anche su elementi di arredamento appena acquistati. La giusta tecnica. Per decapare un mobile occorre innanzitutto avere i giusti strumenti: occhiali, guanti protettivi, un pennello piatto, una spazzola metallica, della lana d’acciaio, meglio se a grana extra, stucco, carta vetrata, vernice acrilica chiara e scura. Per procedere è opportuno trovarsi all’aperto o in un locale ben ventilato, dal momento che si utilizzeranno vernici e si produrranno sostanze nocive come polveri sottili; è inoltre consigliabile dotarsi delle giuste protezioni, come una tuta, dei guanti, degli occhiali e una mascherina. Prese queste precauzioni, si può iniziare a decapare il proprio mobile: carteggiare con la carta vetrata per rimuovere accuratamente la vernice Stuccare le parti danneggiate e lasciare asciugare Spazzolare la superficie del legno con la spazzola metallica, in modo da creare piccoli solchi che faciliteranno la penetrazione della cera Impregnare la lana d’acciaio con la pasta di cera e spalmarla sul legno Lasciare asciugare per circa 30 minuti Usare di nuovo la lana d’acciaio, immersa questa volta nella cera più scura, per rimuovere la cera chiara ed ottenere l’effetto desiderato Lucidare il mobile secondo il proprio gusto Tipologie e manutenzione. La manutenzione di un mobile decapato non richiede altro che la rimozione della polvere in eccesso ed un panno imbevuto di cera chiara per mobili. Le tipologie di questa tecnica invece sono molte: shabby chic, per una casa elegante e raffinata, shabby french per richiamare atmosfere francesi di fine Ottocento, shabby total white se gli arredi saranno totalmente bianchi, country chic per un effetto rustico ma elegante, rustic worn per un rustico vissuto. È possibile decapare moltissimi mobili diversi: poltrone, sedie, sgabelli, tavoli di qualunque forma e dimensione, divani, specchiere, armadi, madie, mensole, cassettiere. Potrete davvero dare sfogo alla vostra creatività! Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Calore e comfort con il grès effetto legno.

Calore e comfort con il grès effetto legno. Il grès porcellanato effetto legno è una scelta sicuramente innovativa, perché si parla di un tipo di ceramica compatta, lavorata fino a raggiungere un alto grado di durezza e resistenza ad agenti chimici ed atmosferici, nonché a sollecitazioni meccaniche come graffi, abrasioni, flessioni, urti. Il grès effetto legno è inoltre impermeabile ai liquidi, ma senza l’utilizzo di impermeabilizzanti chimici, vernici o resine, cosa che lo rende un materiale molto più salubre rispetto ad alternative simili. Quante sensazioni può dare un pavimento sotto i nostri piedi? Infinite. Calore, sicurezza, comfort, pulizia, ricercatezza. Nel vasto panorama delle possibilità di rivestimento, il nostro showroom in questo articolo ve ne propone una che raduna tutte queste caratteristiche e non solo. Una caratteristica importante per qualunque pavimento è quella di essere il più possibile resistente al tempo ed all’usura: il grès porcellanato effetto legno sicuramente soddisfa queste esigenze, essendo un rivestimento ideale per qualunque zona della casa. Non assorbe odori e non rilascia sostanze nocive per l’uomo, non si usura nel tempo e resiste ad un elevato calpestio. È questa una scelta notevole anche da un punto di vista strettamente estetico: il calore armonioso del legno, elegante e raffinato, si combina ad una serie di vantaggi rispetto ad un’alternativa in vero legno o in altri materiali che lo imitano. Infatti non è solo economicamente più conveniente, ma anche più ecologico, dal momento che previene la deforestazione e predilige l’utilizzo di materiali di scarto (argille, sabbie e feldspati) che ne fondano la resistenza. La sua versatilità lo rende ottimo per gli interni come per gli esterni ed è possibile sbizzarrirsi con le molteplici possibilità cromatiche e di texture: spesso si scelgono colori chiari, perfetti da abbinare a decine di altre tonalità, per gli effetti più estrosi ed originali. Ma non sono da sottovalutare neppure le sue tonalità più scure, come ad esempio il marrone o il nero, che ben si prestano a contrasti piacevoli, sorprendenti, da valorizzare e bilanciare con l’illuminotecnica; così come può essere un’ottima alternativa il grigio, che in accostamento a tonalità più forti ed accese rimane neutro ma viene valorizzato al massimo. È un materiale facile da gestire nel tempo, non necessitando di tutte le cure specifiche di cui invece ha bisogno un pavimento in parquet, e per tenerlo pulito è sufficiente acqua ed un detergente specifico per pavimenti. È quindi un materiale jolly, adatto ai più diversi stili di arredamento: dai più classici ai più moderni, dal minimal ai più eccentrici, proponendo un’eleganza ed una semplicità durature, che non passano mai di moda. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Romanticismo e natura: lo stile provenzale.

Romanticismo e natura: lo stile provenzale. Chi è stato in Provenza almeno una volta nella vita, sicuramente subirà il fascino dello stile provenzale: quell’atmosfera tersa, lenta, poetica, che accompagna le campagne e le città del sud della Francia. Un’aura che rimane nel cuore e che sa ispirare, al punto da non riuscire a dimenticarla. Se desiderate portarla con voi, nella vostra casa, sappiate che è possibile! Ma andiamo con ordine: innanzitutto lo stile provenzale affonda le sue radici nel 1600, nella Versailles di Luigi XIV che ingaggiò i più prestigiosi artisti ed artigiani dell’epoca per renderla un’icona assoluta di lusso e stile. Gli influssi della capitale si diffusero presto anche in campagna, in particolare nel territorio provenzale. Ed ecco che rustiche case contadine cominciano ad impreziosirsi di influenze lussuose provenienti da Parigi, segnando per sempre la cifra distintiva dello stile provenzale. Oggi l’arredamento in stile provenzale si è ormai consolidato come uno dei più amati al mondo. Ricordando lo shabby chic e lo stile country francese, si presenta come un affascinante mix di comfort, raffinatezza ed un’elegante rusticità che lo rendono sofisticato e genuino allo stesso tempo. In particolare si differenzia dallo shabby chic sopra citato per l’atmosfera: qui infatti vige un mood più romantico, fatato, si azzardano di più tinte glicine, lilla, salvia, mentre nello shabby è preferito il candore del bianco e delle tinte neutre. Colori naturali, tinte pastello e tanta fantasia. I colori e la natura del sud della Francia splendono cristallizzati in questo genere di arredamento. Una vita semplice, en plen air, armoniosa e rilassata, sono la fonte di questa estetica così vivace ed accogliente. La delicatezza è il comune denominatore dei colori e dei materiali usati: la lavanda spicca su tutti, dal fiore così diffuso in Provenza, che ogni anno regala meravigliose ed abbondanti fioriture. Molto utilizzate anche tutte le altre tinte pastello (in particolare verde salvia ed azzurro) meglio se intrecciate con con varianti del bianco e dell’avorio, del blu e del giallo. Lo stile provenzale utilizza molto anche i tessuti: soprattutto lino e cotone leggero, da usare con tende, cuscini, divani, sofà, biancheria e trapunte. Le fantasie predilette sono invece quelle floreali. I materiali. Il legno è il principale materiale utilizzato in questo stile: si tratta però di legno recuperato e decapato a regola d’arte, ovvero sottoposto ad una tecnica che regale un aspetto antichizzato e vissuto. Un altro materiale ricorrente, che si ritrova in sedie, testiere o tavolini, è il ferro battuto, di solito laccato di bianco o avorio. Il gusto decorativo per far fiorire la tua casa. Fiori, fiori ed ancora fiori! I motivi floreali sono il cuore di questo stile, che vuole rendere tutto il respiro delle campagne provenzali, la vitalità e le piccole gioie di una vita rilassata, in armonia con la natura ed i suoi colori. Lavanda, salvia, ranuncoli, rose, margherite, gipsofila… è davvero vasto il panorama di possibilità da applicare a questo stile. Il risultato sarà sorprendente: un profumato abbraccio di accoglienza e comfort, rinforzato dall’utilizzo di candele, cuscini, tendaggi, tappeti, mazzi di fiori freschi, saponette profumate, cesti di pot-pourri in materiali naturali come il vimini, ma anche pentole in rame e porcellane sapientemente esposte. Come arredare in stile provenzale. Potrai ricreare comunque un ambiente provenzale utilizzando tutti i topic dello shabby chic, arricchendoli con: decorazioni che richiamano la provenza come quadretti naturalistici, magari con scritte in francese o simili. tende e tessuti nei toni pastello; fiori freschi o secchi come la lavanda, capace pure di regalare fragranze rasserenanti; rivestimenti non prettamente bianchi, ma anche polverosi come il rosa cipria, il verde pistacchio o il salvia, il crema, il grigio, ecc.; Lo stile provenzale è perfetto per arredare casa in campagna, ma pure nelle case al mare o di villeggiatura, dal momento che ispira leggerezza, primavera ed estate. Nelle case rustiche poi si ha la possibilità di sfruttare proprio l’architettura tipica, cornice ideale per questo genere d’arredo. Ed anche in questo caso può essere mitigato e personalizzato grazie all’intervento di un abile architetto. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Contatti

Sede legale: Savona via Gramsci 6/4

Telefono: 800909275

Email: info@ristrutturare-casa-italia.com

© 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Categorie
Senza categoria

Fotomurali per arricchire la tua casa.

Fotomurali per arricchire la tua casa.

Ristrutturare la propria casa non significa solo pensare a tutti gli aspetti progettuali, funzionali e di arredo ma anche a renderla personale ed originale.

Qui si entra nella dimensione decorativa, che è tanto stimolante e divertente quanto delicata. Riuscire ad abbellire la propria casa senza renderla pacchiana o inserire elementi che presto potrebbero stufare lo sguardo e risultare eccessivi non è cosa da poco.

Spesso affidarsi al proprio istinto o al consiglio di amici e conoscenti non è la strada più indicata: ci si può far trasportare dallo slancio del momento senza pensare al futuro. È sempre bene farsi guidare da designer professionisti che sappiano esporvi tutte le opzioni possibili, con pro e contro di ognuna.

Ciò detto, una delle alternative più versatili e scenografiche è quella di decorare le pareti, non solo con quadri o singoli elementi artistici, ma trasformando l’intera superficie in un’opera d’arte. Stiamo parlando della wall art, cioè dei fotomurali.

Caratteristiche.

I fotomurali rappresentano un trend sempre più diffuso nell’ambito dell’interior design: si tratta di gigantografie da parete, composte da pannelli modulari oppure teli unici, che ben si adattano ad ogni metratura. Sono un’alternativa alla carta da parati ancora più scenografica e dal grande valore artistico, in grado di arredare l’ambiente in modo spettacolare e personale.

I soggetti possono essere davvero molto vari: forme e fantasie geometriche, floreali, astratte, vedute di paesaggi o città, animali, piante e personaggi iconici della cultura pop. Insomma sono in grado di soddisfare praticamente ogni preferenza.

I fotomurali personalizzati, inoltre, permettono di bypassare direttamente le fantasie disponibili in commercio per raccontare qualcosa della vostra storia personale: una foto ricordo importante, un ritratto, un momento speciale delle vostre vite fatto stampare appositamente per adornare una parete.

Una delle opzioni più in voga del momento è quella di creare delle vere e proprie gallerie personalizzate, composte da alcuni momenti iconici, magari raccolti in fotomurali di dimensioni e stili diversi.

I materiali.

I fotomurali possono essere realizzati con un’ampia gamma di materiali: carta da parati tradizionale o autoadesiva, tessuto o tela, carta da parati ecologica, carta fibra di vetro, vinile lavabile.

Come installare un fotomurale.

Tra i vantaggi di scegliere un fotomurale per decorare una parete, c’è l’economicità del suo montaggio rispetto, ad esempio, alla carta da parati.

È possibile infatti applicarlo in modo autonomo, risparmiando sui costi di manodopera: bastano della pasta adesiva per tappezzeria, un rullo o un pennello per stendere la colla, il livello a bolla, un taglierino o un paio di forbici.

Innanzitutto occorre preparare adeguatamente la parete: deve essere pulita, liscia e priva di irregolarità. Se appena tinteggiata, assicuratevi inoltre che sia completamente asciutta.

Poi occorre misurare la parete e tagliare adeguatamente il fotomurale, se necessario; mescolare la pasta adesiva seguendo le apposite istruzioni sulla confezione, fino ad ottenere una consistenza omogenea ed uniforme; applicare la pasta adesiva sulla parete utilizzando il pennello o il rullo, in modo uniforme e facendo attenzione a ricopre anche gli angoli e i bordi; attaccare il fotomurale, iniziando dall’alto e premendo delicatamente verso il basso per evitare la formazione di bolle d’aria; livellate il fotomurale assicurandovi che sia dritto e ritagliando eventuali eccessi di carta, pressate ed asciugate.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa. Se siete persone originali, estrose, con un gran voglia di raccontare la vostra unicità anche attraverso gli spazi della vostra casa, lo stile boho chic fa decisamente per voi! Il nome di questo stile deriva dall’unione del termine bohemian, che richiama lo stile di vita di intellettuali ed artisti del XIX secolo, la parola francese chic, sinonimo di eleganza. Nasce agli inizi del 2000, come nuova tendenza nel settore della moda destinata a raggiungere presto anche quello dell’interior design. Lo stile boho chic è un piccolo universo di citazioni e suggestioni: far west, movimento hippy, stile etnico e quello nordico. Unisce tratti più minimali ad altri decisamente ricchi ed estrosi: la parola chiave è originalità, ed infatti si compone di molti pezzi unici, al punto che ogni casa acquisisce inevitabilmente una propria personalità spiccata e totalmente diversa da ogni altra. Tra innovazione e tradizione. Il fascino del boho chic è dato proprio dall’essere un originale mix tra ciò che è moderno e nuovo e ciò che invece è vintage. Ogni spazio così si anima di ricordi, aneddoti e storie da raccontare legate alla vita degli abitanti della casa. Nessuna casa in stile boho chic assomiglia ad un’altra perché tutte le persone sono uniche nel loro vissuto. Eppure, alcuni elementi di questo stile possono essere riconoscibili. Avete presente il Coachella Music Festival, che si svolge in California annualmente? Bene, l’atmosfera che si respira e soprattutto la mise dei partecipanti e del pubblico sono perfettamente in stile boho chic. Colori sgargianti ma anche al contrario chiari e candidi, stoffe per lo più naturali, richiami hippie, un’eccentricità che punta ad un’armonia ed una serenità senza tempo. L’arte di riciclare. Un’ altra caratteristica importante dello stile boho chic è la sua sostenibilità: gran parte dei suoi elementi si ottengono donando nuova vita e funzionalità ad oggetti ed arredi del passato. Questa operazione non è solo “etica” ma anche molto affascinante e, in un certo senso, artistica: bisogna diventare maestri nella ricerca di vecchi cimeli e tesori, facendo rivivere i ricordi più preziosi. Ci vuole pazienza e creatività: una casa boho chic è in continua trasformazione. Gli elementi dello stile boho chic. In particolare l’arredamento boho chic prevede l’utilizzo di: accessori ed arredi dal sapore etnico; mobili per lo più in legno grezzo o in arte povera; filati naturali come il cotone, il lino, stoffe ricamate finemente, tessuti San Gallo, ecc.; piante e fiori anche esotici, veri o artificiali come i kokedama; arredi e complementi di classe, anche moderni, magari trattati con colori luminosi come l’oro e l’argento; dettagli colorati, accessori stravaganti, decorazioni anche mistiche o dal mood spirituale o religioso come cuori votivi, crocifissi, santini, ecc. Lo stile boho chic è davvero particolare e richiama molto quelle case coloniali di un tempo, ricche per qualità dei mobili, rasserenanti, vivaci ma allo stesso tempo composte. Questo genere mixa dettagli ed arredi di terre lontane con il gusto europeo e grazie all’abilità di un progettista si potrà portare questa atmosfera anche nelle case urbane di oggi. Molto utilizzate nell’arredamento in stile boho chic sono le lanterne orientali, i pouf multicolore etnici sia provenienti da isole lontane sia realizzati in Italia. Immancabili sono poi complementi d’arredo iconici che donano maggiore modernità agli ambienti: tappeti, quadri e stampe, specchi, poltrone in vimini o midollino, ma anche sedute da appendere al soffitto. Tutto però deve essere di gran classe: questa è la sostanziale differenza tra boho ed il più comune etnico. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento!

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento! Il pavimento è una delle componenti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa. Scegliere il materiale più adatto potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto: a giorno d’oggi i materiali disponibili sono sempre di più. Se quelli di ultima generazione offrono vantaggi innovativi, anche quelli più tradizionali possono riservare delle sorprese e diventare delle nuove tendenze. Uno di questi è proprio il linoleum, uno dei materiali ormai più in voga del momento. Uno dei suoi più grandi pregi è la sostenibilità e la capacità di adattarsi a molti stili ed ambienti differenti. Inventato in Scozia negli anni ’60, viene oggi utilizzato per edifici pubblici e privati, per ambienti esterni, interni e per capannoni industriali. Degno di nota è l’incremento del suo utilizzo proprio in ambito privato: resiliente, facile da curare e altamente igienico. Linoleum: un identikit. Il linoleum è un materiale totalmente amico dell’ambiente: la sua ecosostenibilità è dovuta alla sua composizione in materie prime naturali quali resina, sughero, tuta, olio di semi di lino. Si tratta di un rivestimento resiliente ed elastico, piuttosto sottile, facilmente lavorabile e lavabile, nonché isolante ed impermeabile. È inoltre totalmente riciclabile, dura a lungo ed ha proprietà antiscivolo, che lo rendono anche piuttosto sicuro in caso di bambini ed anziani. Quest’ultima caratteristica giustifica chiaramente il suo ampio utilizzo, nel corso dei decenni, in edifici pubblici come ospedali, scuole, palestre, aeroporti, biblioteche, cinema. Come detto sopra, attualmente il suo utilizzo si sta decisamente diffondendo anche in ambito privato, grazie alla sua versatilità e resistenza, nonché alla sua capacità di creare ambienti caldi, accoglienti, confortevoli. Via libera dunque al suo utilizzo in alberghi ed abitazioni, tenendo presente che scegliere il linoleum come rivestimento significa optare per una soluzione rapida ed efficiente. Un pavimento in linoleum può essere velocemente sovrapposto ad una pavimentazione preesistente oltre che disposto come supporto di nuova costruzione. Qualche svantaggio: tende a deformarsi nel tempo a causa di temperatura e sbalzi termici, nonché dell’umidità che può essere presente in ambienti come il bagno o la cucina; necessita davvero di una posa a regola d’arte, che eviti la formazione di sacche d’aria o umidità sotto la sua superficie, col rischio di compromettere l’ambiente circostante. Ricapitolando, un pavimento in linoleum è una soluzione economica, pratica ed ecologica, perfetta se il budget di ristrutturazione è contenuto. Basti pensare che il suo costo base di partenza si aggira sui 22 euro al mq, indecentemente dal taglio a piastrella o a rotolo. Una variazione di prezzo è prevista sulla base della tipologia e dello spessore. Come posare il linoleum. Il linoleum può essere posato a colla oppure a secco. Scegliere fra le due tipologie dipende molto dal tipo di ambiente circostante al pavimento: se l’esigenza primaria è l’igiene conviene optare per una posa a secco, che garantisce una pulizia più facile ed efficace, mentre per un piccolo ambiente senza esigenze particolari si può scegliere invece una posa a colla, perfetta in caso di un taglio del linoleum a piastrelle. La praticità di questo materiale si traduce nella possibilità di poterlo installare in autonomia, sebbene sia fondamentale fare molta attenzione ad evitare la formazione di sacche d’aria o di umidità, come detto sopra. È consigliabile, a questo proposito, aiutarsi con uno spazzolone per meglio stenderlo ed evitare corrugamenti. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress.

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress. Spesso si pensa di ristrutturare la propria casa autonomamente, senza sapere a quante complicazioni burocratiche si vada incontro. Noi di Ristrutturare Casa Italia vogliamo proporvi una breve guida, facile ed intuitiva, su quali sono le principali pratiche edilizie (e non solo) necessarie per le ristrutturazioni. Non sempre è necessaria una pratica edilizia per ristrutturare casa, anche se lo è nella maggior parte dei casi. Ci sono inoltre documenti collaterali che vanno allegati o comunque che potrebbero essere richiesti. Bisogna tenere presente che è una materia estremamente complessa dal punto di vista legale, regolamentata non solo a livello nazionale ma anche regionale e comunale. La casistica pertanto è davvero infinita, e quindi è sempre necessario rivolgersi a professionisti che esaminino il vostro caso e curino le migliori soluzioni per voi. Noi di Ristrutturare Casa Italia metteremo a vostra disposizione professionisti altamente qualificati, che sappiano guidarvi passo dopo passo. Perché le pratiche edilizie sono importanti? Presupposto obbligatorio per poter fruire delle detrazioni fiscali, è che la casa sia in regola. Lavori eseguiti senza pratica edilizia quando era necessaria, o con pratiche edilizie incomplete e/o sbagliate, non hanno diritto alle detrazioni fiscali, che possono essere revocate dall’Agenzia delle Entrate fino a cinque anni dopo quello di godimento, anche con la restituzione delle somme già godute. La burocrazia edilizia. Il riferimento legislativo italiano per tutto ciò che riguarda i procedimenti edilizi privati è il Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 380/2001. Questo testo normativo si riferisce a tutte le opere edilizie nel loro complesso, quindi sia ristrutturazioni che nuove costruzioni. I tipi di interventi edilizi possibili sono stati suddivisi, all’art. 3 del T.U.E. in sei categorie, sulla base del loro impatto sull’assetto edilizio complessivo: Manutenzione Ordinaria Manutenzione Straordinaria Restauro e Risanamento Conservativo Ristrutturazione Edilizia Nuova Costruzione  Ristrutturazione Urbanistica Le due categorie che interessano la maggioranza delle ristrutturazioni sono le prime due: manutenzione ordinaria e straordinaria. Mentre le ultime due riguardano interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, la terza e la quarta riguardano gli edifici vincolati, cioè una minima parte degli edifici costruiti. È importante poi tenere presente che i Piani Regolatori Comunali disciplinano le categorie di intervento applicabili ad un singolo edificio o una determinata parte del territorio. Sicuramente le prime due categorie di intervento sono sempre applicabili a tutti gli edifici esistenti, in quanto fondamentali per garantirne la funzionalità. Inoltre è bene ricordare che nessun intervento edilizio può essere effettuato su edifici che presentano abusi o difformità. Quali opere rientrano nella manutenzione ordinaria? Rientrano in questa categoria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. Si parla quindi di pavimenti, sanitari, porte, finestre, finiture varie, rivestimenti ecc. ma anche di controsoffitti, rifacimento di intonaci, condizionatori, pannelli fotovoltaici e riparazione degli impianti esistenti. Quali opere rientrano nella manutenzione straordinaria? Rientrano in questa categoria “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati, necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”. Si parla quindi di lavori edilizi ed impiantistici oppure di interventi rilevanti dal punto di vista urbanistico. Le pratiche edilizie. In caso di opere rientranti nella manutenzione ordinaria non è necessario presentare alcuna pratica edilizia, infatti si sta parlando di edilizia libera. Attenzione però: alcuni comuni possono comunque richiedere la presentazione di una comunicazione per determinati tipi di interventi rientranti nella manutenzione ordinaria Invece, in caso di opere rientranti nella manutenzione straordinaria, ma senza l’esecuzione di opere strutturali, la pratica edilizia da presentare è la CILA. In questo caso la manutenzione straordinaria si dice “leggera” ed è la classica tipologia di intervento della maggior parte delle ristrutturazioni. Per le opere rientranti nella manutenzione straordinaria ma che prevedono anche l’esecuzione lavori strutturali, la pratica edilizia da presentare è la SCIA. In questo caso si parla di manutenzione straordinaria “pesante”. La CILA. La sigla CILA sta per comunicazione di inizio lavori asseverata. Da ciò si evince che: è una comunicazione e non una richiesta di autorizzazione 2) deve essere asseverata: cioè ci deve essere qualcuno che, apponendo un timbro e una firma, certifichi che tutto quello dichiarato nella pratica edilizia è corretto. Questo qualcuno è obbligatoriamente un tecnico abilitato: architetto, ingegnere o geometra. In sintesi la pratica dovrà contenere: la comunicazione resa su un modello a firma del titolare di diritti sull’immobile (proprietario, usufruttuario, locatario, etc.);  l’asseverazione a firma del tecnico abilitato, anche questa resa su un modello;  una serie di allegati (documenti di identità di tutti i soggetti coinvolti, ricevuta di versamento dei diritti di segreteria – solitamente tra i 50 e i 300 euro -, gli elaborati progettuali – solitamente una relazione, una pianta dello stato di fatto ed una pianta del progetto). Può inoltre essere necessario allegare: piante con gli schemi impiantistici, stima dei rifiuti prodotti dalle demolizioni con relativo contratto di discarica per lo smaltimento, dichiarazione di affidamento di incarico al tecnico con sua dichiarazione di avvenuto pagamento, DURC dell’impresa con dichiarazione di contratto collettivo applicato, titolo di proprietà dell’immobile, planimetria e visura catastale. Resta ferma la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre obblighi

Leggi Tutto »

Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio!

Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio! Rinnovare la propria casa in modo ecosostenibile è ancora più conveniente per te e per l’ambiente. Spesso non occorre sostituire completamente l’arredamento: basta dare nuova linfa a quello esistente. Se qualche mobile ormai non è più di vostro gusto e ha decisamente molti anni di vita, potrebbe essere la perfetta occasione per cimentarvi in una pratica antica ed affascinante, dai risultati sorprendenti. Stiamo parlando del decapaggio, una tecnica raffinata che è quasi un’arte e che potrebbe rivelarsi anche molto divertente da soli o in compagnia. Consiste nel rimuovere lo strato superficiale della vernice di un mobile per conferirgli un aspetto volutamente consumato e dare l’impressione che sia molto più antico. È una strategia che consente di ridare nuova vita a mobili che magari, per molti motivi, ci hanno stufato o sono danneggiati. A cosa serve? Il termine decapare deriva dal francese decapèr, che significa rimuovere la cappa, la copertura, e la tecnica ha origini molto antiche, rintracciabili alla metà del 1700 circa. Gli artigiani decapavano il legno per proteggerlo dai tarli, lavandolo prima con la soda e passando poi una mano di calce con cui disinfestarne pori e fessure. Oggi numerosi corsi di fai da te hanno permesso la riscoperta e diffusione di quest’arte manuale che permette di recuperare mobili antichi o semplicemente di renderli più affascinanti ed adatti a precise esigenze di gusto. È infatti sempre più diffuso il cosiddetto shabby chic, uno stile basato sull’utilizzo di un arredamento volutamente antichizzato, con l’utilizzo di vernici dalle tinte tenui, quasi sbiadite, che richiamano l’epoca vittoriana o addirittura rinascimentale. Sono oggetto di decapaggio non solo mobili vecchi, ma anche in legno grezzo: si può lavorare quindi anche su elementi di arredamento appena acquistati. La giusta tecnica. Per decapare un mobile occorre innanzitutto avere i giusti strumenti: occhiali, guanti protettivi, un pennello piatto, una spazzola metallica, della lana d’acciaio, meglio se a grana extra, stucco, carta vetrata, vernice acrilica chiara e scura. Per procedere è opportuno trovarsi all’aperto o in un locale ben ventilato, dal momento che si utilizzeranno vernici e si produrranno sostanze nocive come polveri sottili; è inoltre consigliabile dotarsi delle giuste protezioni, come una tuta, dei guanti, degli occhiali e una mascherina. Prese queste precauzioni, si può iniziare a decapare il proprio mobile: carteggiare con la carta vetrata per rimuovere accuratamente la vernice Stuccare le parti danneggiate e lasciare asciugare Spazzolare la superficie del legno con la spazzola metallica, in modo da creare piccoli solchi che faciliteranno la penetrazione della cera Impregnare la lana d’acciaio con la pasta di cera e spalmarla sul legno Lasciare asciugare per circa 30 minuti Usare di nuovo la lana d’acciaio, immersa questa volta nella cera più scura, per rimuovere la cera chiara ed ottenere l’effetto desiderato Lucidare il mobile secondo il proprio gusto Tipologie e manutenzione. La manutenzione di un mobile decapato non richiede altro che la rimozione della polvere in eccesso ed un panno imbevuto di cera chiara per mobili. Le tipologie di questa tecnica invece sono molte: shabby chic, per una casa elegante e raffinata, shabby french per richiamare atmosfere francesi di fine Ottocento, shabby total white se gli arredi saranno totalmente bianchi, country chic per un effetto rustico ma elegante, rustic worn per un rustico vissuto. È possibile decapare moltissimi mobili diversi: poltrone, sedie, sgabelli, tavoli di qualunque forma e dimensione, divani, specchiere, armadi, madie, mensole, cassettiere. Potrete davvero dare sfogo alla vostra creatività! Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Calore e comfort con il grès effetto legno.

Calore e comfort con il grès effetto legno. Il grès porcellanato effetto legno è una scelta sicuramente innovativa, perché si parla di un tipo di ceramica compatta, lavorata fino a raggiungere un alto grado di durezza e resistenza ad agenti chimici ed atmosferici, nonché a sollecitazioni meccaniche come graffi, abrasioni, flessioni, urti. Il grès effetto legno è inoltre impermeabile ai liquidi, ma senza l’utilizzo di impermeabilizzanti chimici, vernici o resine, cosa che lo rende un materiale molto più salubre rispetto ad alternative simili. Quante sensazioni può dare un pavimento sotto i nostri piedi? Infinite. Calore, sicurezza, comfort, pulizia, ricercatezza. Nel vasto panorama delle possibilità di rivestimento, il nostro showroom in questo articolo ve ne propone una che raduna tutte queste caratteristiche e non solo. Una caratteristica importante per qualunque pavimento è quella di essere il più possibile resistente al tempo ed all’usura: il grès porcellanato effetto legno sicuramente soddisfa queste esigenze, essendo un rivestimento ideale per qualunque zona della casa. Non assorbe odori e non rilascia sostanze nocive per l’uomo, non si usura nel tempo e resiste ad un elevato calpestio. È questa una scelta notevole anche da un punto di vista strettamente estetico: il calore armonioso del legno, elegante e raffinato, si combina ad una serie di vantaggi rispetto ad un’alternativa in vero legno o in altri materiali che lo imitano. Infatti non è solo economicamente più conveniente, ma anche più ecologico, dal momento che previene la deforestazione e predilige l’utilizzo di materiali di scarto (argille, sabbie e feldspati) che ne fondano la resistenza. La sua versatilità lo rende ottimo per gli interni come per gli esterni ed è possibile sbizzarrirsi con le molteplici possibilità cromatiche e di texture: spesso si scelgono colori chiari, perfetti da abbinare a decine di altre tonalità, per gli effetti più estrosi ed originali. Ma non sono da sottovalutare neppure le sue tonalità più scure, come ad esempio il marrone o il nero, che ben si prestano a contrasti piacevoli, sorprendenti, da valorizzare e bilanciare con l’illuminotecnica; così come può essere un’ottima alternativa il grigio, che in accostamento a tonalità più forti ed accese rimane neutro ma viene valorizzato al massimo. È un materiale facile da gestire nel tempo, non necessitando di tutte le cure specifiche di cui invece ha bisogno un pavimento in parquet, e per tenerlo pulito è sufficiente acqua ed un detergente specifico per pavimenti. È quindi un materiale jolly, adatto ai più diversi stili di arredamento: dai più classici ai più moderni, dal minimal ai più eccentrici, proponendo un’eleganza ed una semplicità durature, che non passano mai di moda. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Romanticismo e natura: lo stile provenzale.

Romanticismo e natura: lo stile provenzale. Chi è stato in Provenza almeno una volta nella vita, sicuramente subirà il fascino dello stile provenzale: quell’atmosfera tersa, lenta, poetica, che accompagna le campagne e le città del sud della Francia. Un’aura che rimane nel cuore e che sa ispirare, al punto da non riuscire a dimenticarla. Se desiderate portarla con voi, nella vostra casa, sappiate che è possibile! Ma andiamo con ordine: innanzitutto lo stile provenzale affonda le sue radici nel 1600, nella Versailles di Luigi XIV che ingaggiò i più prestigiosi artisti ed artigiani dell’epoca per renderla un’icona assoluta di lusso e stile. Gli influssi della capitale si diffusero presto anche in campagna, in particolare nel territorio provenzale. Ed ecco che rustiche case contadine cominciano ad impreziosirsi di influenze lussuose provenienti da Parigi, segnando per sempre la cifra distintiva dello stile provenzale. Oggi l’arredamento in stile provenzale si è ormai consolidato come uno dei più amati al mondo. Ricordando lo shabby chic e lo stile country francese, si presenta come un affascinante mix di comfort, raffinatezza ed un’elegante rusticità che lo rendono sofisticato e genuino allo stesso tempo. In particolare si differenzia dallo shabby chic sopra citato per l’atmosfera: qui infatti vige un mood più romantico, fatato, si azzardano di più tinte glicine, lilla, salvia, mentre nello shabby è preferito il candore del bianco e delle tinte neutre. Colori naturali, tinte pastello e tanta fantasia. I colori e la natura del sud della Francia splendono cristallizzati in questo genere di arredamento. Una vita semplice, en plen air, armoniosa e rilassata, sono la fonte di questa estetica così vivace ed accogliente. La delicatezza è il comune denominatore dei colori e dei materiali usati: la lavanda spicca su tutti, dal fiore così diffuso in Provenza, che ogni anno regala meravigliose ed abbondanti fioriture. Molto utilizzate anche tutte le altre tinte pastello (in particolare verde salvia ed azzurro) meglio se intrecciate con con varianti del bianco e dell’avorio, del blu e del giallo. Lo stile provenzale utilizza molto anche i tessuti: soprattutto lino e cotone leggero, da usare con tende, cuscini, divani, sofà, biancheria e trapunte. Le fantasie predilette sono invece quelle floreali. I materiali. Il legno è il principale materiale utilizzato in questo stile: si tratta però di legno recuperato e decapato a regola d’arte, ovvero sottoposto ad una tecnica che regale un aspetto antichizzato e vissuto. Un altro materiale ricorrente, che si ritrova in sedie, testiere o tavolini, è il ferro battuto, di solito laccato di bianco o avorio. Il gusto decorativo per far fiorire la tua casa. Fiori, fiori ed ancora fiori! I motivi floreali sono il cuore di questo stile, che vuole rendere tutto il respiro delle campagne provenzali, la vitalità e le piccole gioie di una vita rilassata, in armonia con la natura ed i suoi colori. Lavanda, salvia, ranuncoli, rose, margherite, gipsofila… è davvero vasto il panorama di possibilità da applicare a questo stile. Il risultato sarà sorprendente: un profumato abbraccio di accoglienza e comfort, rinforzato dall’utilizzo di candele, cuscini, tendaggi, tappeti, mazzi di fiori freschi, saponette profumate, cesti di pot-pourri in materiali naturali come il vimini, ma anche pentole in rame e porcellane sapientemente esposte. Come arredare in stile provenzale. Potrai ricreare comunque un ambiente provenzale utilizzando tutti i topic dello shabby chic, arricchendoli con: decorazioni che richiamano la provenza come quadretti naturalistici, magari con scritte in francese o simili. tende e tessuti nei toni pastello; fiori freschi o secchi come la lavanda, capace pure di regalare fragranze rasserenanti; rivestimenti non prettamente bianchi, ma anche polverosi come il rosa cipria, il verde pistacchio o il salvia, il crema, il grigio, ecc.; Lo stile provenzale è perfetto per arredare casa in campagna, ma pure nelle case al mare o di villeggiatura, dal momento che ispira leggerezza, primavera ed estate. Nelle case rustiche poi si ha la possibilità di sfruttare proprio l’architettura tipica, cornice ideale per questo genere d’arredo. Ed anche in questo caso può essere mitigato e personalizzato grazie all’intervento di un abile architetto. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Contatti

Sede legale: Savona via Gramsci 6/4

Telefono: 800909275

Email: info@ristrutturare-casa-italia.com

© 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Categorie
Senza categoria

Insonorizzare per stare bene.

Ristrutturare Casa | Ristrutturare Bagno

Insonorizzare per stare bene.

Il benessere abitativo è uno degli aspetti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa.

È sicuramente un traguardo complesso da raggiungere, perché richiede componenti e competenze diverse. Rivolgersi a professionisti qualificati è fondamentale per lavori fatti a regola d’arte e soprattutto per rendersi conto, a priori, di quali e quanti interventi siano necessari per ottenere una casa salubre e confortevole.

L’isolamento acustico è uno dei fattori fondamentali per ottenere tutto questo. Poche cose sono stressanti come convivere ogni giorno con rumori molesti dalla strada, musica ad alto volume proveniente dai locali notturni, vicini rumorosi ed altro. Tutto questo può influire negativamente sulla qualità della vita diurna e sul sonno, causando affaticamento, mancanza di concentrazione e di produttività, irritazione ed ansia.

Sebbene in fase di costruzione si tenda spesso a risparmiare su questo aspetto, rendendo quindi complicato e molto costoso insonorizzare un’intera casa a posteriori, l’isolamento acustico di un singolo ambiente, come una camera da letto o uno studio, oppure una singola parete o il pavimento, è senz’altro possibile ed abbordabile dal punto di vista economico.

Materiali fonoassorbenti e fonoisolanti.

I due termini indicano proprietà ben distinte: un materiale fonoassorbente (lana di vetro o di roccia, spugna ecc) incamera parte delle onde sonore riducendo i rimbalzi del suono sulle pareti e quindi l’effetto di riverbero; un materiale fonoisolante invece permette di insonorizzare una stanza, impedendo che i suoni passino dall’esterno verso l’interno e viceversa.

Come insonorizzare un ambiente.

Le componenti di un ambiente che possono essere isolate acusticamente sono pareti, pavimento e soffitto, oltre naturalmente agli infissi, che però meritano un approfondimento a parte.

I materiali fonoisolanti sono materiali ad alta densità come copopren, poliuretano, gommapiombo e polietilene che, a seconda dello spessore, hanno un potere di insonorizzazione che oscilla tra i 20 e i 60 db.

Dopo l’applicazione necessitano di essere ulteriormente rivestiti da un altro materiale come legno o cartongesso. Le cifre si aggirano tra i 6 ed i 30 euro a mq, escluse le spese di installazione.

Esistono poi panelli fonoisolanti già rivestiti in cartongesso, ideali per controsoffitti o contropareti insonorizzati, di prezzo maggiore: si parla di circa 50 euro a mq.

Per insonorizzare il pavimento occorre rivestirlo di pannelli fonoisolanti fino al battiscopa per poi ricoprire con la superficie calpestabile. Molto indicato a questo scopo è il parquet flottante, oppure, previo strato di cemento di alcuni cm, delle piastrelle.

Per insonorizzare una parete è necessario rivestirla innanzitutto con il materiale fonoisolante, quindi ricoprire il tutto con il cartongesso, rifinire ed tinteggiare. Le pareti da insonorizzare sono quelle che danno sulla strada oppure quelle divisorie tra due appartamenti, in modo da evitare di sacrificare inutilmente dello spazio prezioso isolandole tutte.

Importante poi installare degli infissi che abbiano già un buon potere fonoisolante di base.

Per insonorizzare il soffitto è necessario invece disporre il materiale fonoisolante su tutta la sua superficie, dopo incollarci sopra il cartongesso, rifinire ed imbiancare. In questo caso, essendo la procedura più complessa, è sicuramente molto indicato rivolgersi a dei tecnici professionisti (buona norma anche per gli altri casi).

Boho chic: eleganza originale ed estrosa.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa. Se siete persone originali, estrose, con un gran voglia di raccontare la vostra unicità anche attraverso gli spazi della vostra casa, lo stile boho chic fa decisamente per voi! Il nome di questo stile deriva dall’unione del termine bohemian, che richiama lo stile di vita di intellettuali ed artisti del XIX secolo, la parola francese chic, sinonimo di eleganza. Nasce agli inizi del 2000, come nuova tendenza nel settore della moda destinata a raggiungere presto anche quello dell’interior design. Lo stile boho chic è un piccolo universo di citazioni e suggestioni: far west, movimento hippy, stile etnico e quello nordico. Unisce tratti più minimali ad altri decisamente ricchi ed estrosi: la parola chiave è originalità, ed infatti si compone di molti pezzi unici, al punto che ogni casa acquisisce inevitabilmente una propria personalità spiccata e totalmente diversa da ogni altra. Tra innovazione e tradizione. Il fascino del boho chic è dato proprio dall’essere un originale mix tra ciò che è moderno e nuovo e ciò che invece è vintage. Ogni spazio così si anima di ricordi, aneddoti e storie da raccontare legate alla vita degli abitanti della casa. Nessuna casa in stile boho chic assomiglia ad un’altra perché tutte le persone sono uniche nel loro vissuto. Eppure, alcuni elementi di questo stile possono essere riconoscibili. Avete presente il Coachella Music Festival, che si svolge in California annualmente? Bene, l’atmosfera che si respira e soprattutto la mise dei partecipanti e del pubblico sono perfettamente in stile boho chic. Colori sgargianti ma anche al contrario chiari e candidi, stoffe per lo più naturali, richiami hippie, un’eccentricità che punta ad un’armonia ed una serenità senza tempo. L’arte di riciclare. Un’ altra caratteristica importante dello stile boho chic è la sua sostenibilità: gran parte dei suoi elementi si ottengono donando nuova vita e funzionalità ad oggetti ed arredi del passato. Questa operazione non è solo “etica” ma anche molto affascinante e, in un certo senso, artistica: bisogna diventare maestri nella ricerca di vecchi cimeli e tesori, facendo rivivere i ricordi più preziosi. Ci vuole pazienza e creatività: una casa boho chic è in continua trasformazione. Gli elementi dello stile boho chic. In particolare l’arredamento boho chic prevede l’utilizzo di: accessori ed arredi dal sapore etnico; mobili per lo più in legno grezzo o in arte povera; filati naturali come il cotone, il lino, stoffe ricamate finemente, tessuti San Gallo, ecc.; piante e fiori anche esotici, veri o artificiali come i kokedama; arredi e complementi di classe, anche moderni, magari trattati con colori luminosi come l’oro e l’argento; dettagli colorati, accessori stravaganti, decorazioni anche mistiche o dal mood spirituale o religioso come cuori votivi, crocifissi, santini, ecc. Lo stile boho chic è davvero particolare e richiama molto quelle case coloniali di un tempo, ricche per qualità dei mobili, rasserenanti, vivaci ma allo stesso tempo composte. Questo genere mixa dettagli ed arredi di terre lontane con il gusto europeo e grazie all’abilità di un progettista si potrà portare questa atmosfera anche nelle case urbane di oggi. Molto utilizzate nell’arredamento in stile boho chic sono le lanterne orientali, i pouf multicolore etnici sia provenienti da isole lontane sia realizzati in Italia. Immancabili sono poi complementi d’arredo iconici che donano maggiore modernità agli ambienti: tappeti, quadri e stampe, specchi, poltrone in vimini o midollino, ma anche sedute da appendere al soffitto. Tutto però deve essere di gran classe: questa è la sostanziale differenza tra boho ed il più comune etnico. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento!

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento! Il pavimento è una delle componenti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa. Scegliere il materiale più adatto potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto: a giorno d’oggi i materiali disponibili sono sempre di più. Se quelli di ultima generazione offrono vantaggi innovativi, anche quelli più tradizionali possono riservare delle sorprese e diventare delle nuove tendenze. Uno di questi è proprio il linoleum, uno dei materiali ormai più in voga del momento. Uno dei suoi più grandi pregi è la sostenibilità e la capacità di adattarsi a molti stili ed ambienti differenti. Inventato in Scozia negli anni ’60, viene oggi utilizzato per edifici pubblici e privati, per ambienti esterni, interni e per capannoni industriali. Degno di nota è l’incremento del suo utilizzo proprio in ambito privato: resiliente, facile da curare e altamente igienico. Linoleum: un identikit. Il linoleum è un materiale totalmente amico dell’ambiente: la sua ecosostenibilità è dovuta alla sua composizione in materie prime naturali quali resina, sughero, tuta, olio di semi di lino. Si tratta di un rivestimento resiliente ed elastico, piuttosto sottile, facilmente lavorabile e lavabile, nonché isolante ed impermeabile. È inoltre totalmente riciclabile, dura a lungo ed ha proprietà antiscivolo, che lo rendono anche piuttosto sicuro in caso di bambini ed anziani. Quest’ultima caratteristica giustifica chiaramente il suo ampio utilizzo, nel corso dei decenni, in edifici pubblici come ospedali, scuole, palestre, aeroporti, biblioteche, cinema. Come detto sopra, attualmente il suo utilizzo si sta decisamente diffondendo anche in ambito privato, grazie alla sua versatilità e resistenza, nonché alla sua capacità di creare ambienti caldi, accoglienti, confortevoli. Via libera dunque al suo utilizzo in alberghi ed abitazioni, tenendo presente che scegliere il linoleum come rivestimento significa optare per una soluzione rapida ed efficiente. Un pavimento in linoleum può essere velocemente sovrapposto ad una pavimentazione preesistente oltre che disposto come supporto di nuova costruzione. Qualche svantaggio: tende a deformarsi nel tempo a causa di temperatura e sbalzi termici, nonché dell’umidità che può essere presente in ambienti come il bagno o la cucina; necessita davvero di una posa a regola d’arte, che eviti la formazione di sacche d’aria o umidità sotto la sua superficie, col rischio di compromettere l’ambiente circostante. Ricapitolando, un pavimento in linoleum è una soluzione economica, pratica ed ecologica, perfetta se il budget di ristrutturazione è contenuto. Basti pensare che il suo costo base di partenza si aggira sui 22 euro al mq, indecentemente dal taglio a piastrella o a rotolo. Una variazione di prezzo è prevista sulla base della tipologia e dello spessore. Come posare il linoleum. Il linoleum può essere posato a colla oppure a secco. Scegliere fra le due tipologie dipende molto dal tipo di ambiente circostante al pavimento: se l’esigenza primaria è l’igiene conviene optare per una posa a secco, che garantisce una pulizia più facile ed efficace, mentre per un piccolo ambiente senza esigenze particolari si può scegliere invece una posa a colla, perfetta in caso di un taglio del linoleum a piastrelle. La praticità di questo materiale si traduce nella possibilità di poterlo installare in autonomia, sebbene sia fondamentale fare molta attenzione ad evitare la formazione di sacche d’aria o di umidità, come detto sopra. È consigliabile, a questo proposito, aiutarsi con uno spazzolone per meglio stenderlo ed evitare corrugamenti. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress.

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress. Spesso si pensa di ristrutturare la propria casa autonomamente, senza sapere a quante complicazioni burocratiche si vada incontro. Noi di Ristrutturare Casa Italia vogliamo proporvi una breve guida, facile ed intuitiva, su quali sono le principali pratiche edilizie (e non solo) necessarie per le ristrutturazioni. Non sempre è necessaria una pratica edilizia per ristrutturare casa, anche se lo è nella maggior parte dei casi. Ci sono inoltre documenti collaterali che vanno allegati o comunque che potrebbero essere richiesti. Bisogna tenere presente che è una materia estremamente complessa dal punto di vista legale, regolamentata non solo a livello nazionale ma anche regionale e comunale. La casistica pertanto è davvero infinita, e quindi è sempre necessario rivolgersi a professionisti che esaminino il vostro caso e curino le migliori soluzioni per voi. Noi di Ristrutturare Casa Italia metteremo a vostra disposizione professionisti altamente qualificati, che sappiano guidarvi passo dopo passo. Perché le pratiche edilizie sono importanti? Presupposto obbligatorio per poter fruire delle detrazioni fiscali, è che la casa sia in regola. Lavori eseguiti senza pratica edilizia quando era necessaria, o con pratiche edilizie incomplete e/o sbagliate, non hanno diritto alle detrazioni fiscali, che possono essere revocate dall’Agenzia delle Entrate fino a cinque anni dopo quello di godimento, anche con la restituzione delle somme già godute. La burocrazia edilizia. Il riferimento legislativo italiano per tutto ciò che riguarda i procedimenti edilizi privati è il Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 380/2001. Questo testo normativo si riferisce a tutte le opere edilizie nel loro complesso, quindi sia ristrutturazioni che nuove costruzioni. I tipi di interventi edilizi possibili sono stati suddivisi, all’art. 3 del T.U.E. in sei categorie, sulla base del loro impatto sull’assetto edilizio complessivo: Manutenzione Ordinaria Manutenzione Straordinaria Restauro e Risanamento Conservativo Ristrutturazione Edilizia Nuova Costruzione  Ristrutturazione Urbanistica Le due categorie che interessano la maggioranza delle ristrutturazioni sono le prime due: manutenzione ordinaria e straordinaria. Mentre le ultime due riguardano interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, la terza e la quarta riguardano gli edifici vincolati, cioè una minima parte degli edifici costruiti. È importante poi tenere presente che i Piani Regolatori Comunali disciplinano le categorie di intervento applicabili ad un singolo edificio o una determinata parte del territorio. Sicuramente le prime due categorie di intervento sono sempre applicabili a tutti gli edifici esistenti, in quanto fondamentali per garantirne la funzionalità. Inoltre è bene ricordare che nessun intervento edilizio può essere effettuato su edifici che presentano abusi o difformità. Quali opere rientrano nella manutenzione ordinaria? Rientrano in questa categoria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. Si parla quindi di pavimenti, sanitari, porte, finestre, finiture varie, rivestimenti ecc. ma anche di controsoffitti, rifacimento di intonaci, condizionatori, pannelli fotovoltaici e riparazione degli impianti esistenti. Quali opere rientrano nella manutenzione straordinaria? Rientrano in questa categoria “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati, necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”. Si parla quindi di lavori edilizi ed impiantistici oppure di interventi rilevanti dal punto di vista urbanistico. Le pratiche edilizie. In caso di opere rientranti nella manutenzione ordinaria non è necessario presentare alcuna pratica edilizia, infatti si sta parlando di edilizia libera. Attenzione però: alcuni comuni possono comunque richiedere la presentazione di una comunicazione per determinati tipi di interventi rientranti nella manutenzione ordinaria Invece, in caso di opere rientranti nella manutenzione straordinaria, ma senza l’esecuzione di opere strutturali, la pratica edilizia da presentare è la CILA. In questo caso la manutenzione straordinaria si dice “leggera” ed è la classica tipologia di intervento della maggior parte delle ristrutturazioni. Per le opere rientranti nella manutenzione straordinaria ma che prevedono anche l’esecuzione lavori strutturali, la pratica edilizia da presentare è la SCIA. In questo caso si parla di manutenzione straordinaria “pesante”. La CILA. La sigla CILA sta per comunicazione di inizio lavori asseverata. Da ciò si evince che: è una comunicazione e non una richiesta di autorizzazione 2) deve essere asseverata: cioè ci deve essere qualcuno che, apponendo un timbro e una firma, certifichi che tutto quello dichiarato nella pratica edilizia è corretto. Questo qualcuno è obbligatoriamente un tecnico abilitato: architetto, ingegnere o geometra. In sintesi la pratica dovrà contenere: la comunicazione resa su un modello a firma del titolare di diritti sull’immobile (proprietario, usufruttuario, locatario, etc.);  l’asseverazione a firma del tecnico abilitato, anche questa resa su un modello;  una serie di allegati (documenti di identità di tutti i soggetti coinvolti, ricevuta di versamento dei diritti di segreteria – solitamente tra i 50 e i 300 euro -, gli elaborati progettuali – solitamente una relazione, una pianta dello stato di fatto ed una pianta del progetto). Può inoltre essere necessario allegare: piante con gli schemi impiantistici, stima dei rifiuti prodotti dalle demolizioni con relativo contratto di discarica per lo smaltimento, dichiarazione di affidamento di incarico al tecnico con sua dichiarazione di avvenuto pagamento, DURC dell’impresa con dichiarazione di contratto collettivo applicato, titolo di proprietà dell’immobile, planimetria e visura catastale. Resta ferma la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre obblighi

Leggi Tutto »

Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio!

Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio! Rinnovare la propria casa in modo ecosostenibile è ancora più conveniente per te e per l’ambiente. Spesso non occorre sostituire completamente l’arredamento: basta dare nuova linfa a quello esistente. Se qualche mobile ormai non è più di vostro gusto e ha decisamente molti anni di vita, potrebbe essere la perfetta occasione per cimentarvi in una pratica antica ed affascinante, dai risultati sorprendenti. Stiamo parlando del decapaggio, una tecnica raffinata che è quasi un’arte e che potrebbe rivelarsi anche molto divertente da soli o in compagnia. Consiste nel rimuovere lo strato superficiale della vernice di un mobile per conferirgli un aspetto volutamente consumato e dare l’impressione che sia molto più antico. È una strategia che consente di ridare nuova vita a mobili che magari, per molti motivi, ci hanno stufato o sono danneggiati. A cosa serve? Il termine decapare deriva dal francese decapèr, che significa rimuovere la cappa, la copertura, e la tecnica ha origini molto antiche, rintracciabili alla metà del 1700 circa. Gli artigiani decapavano il legno per proteggerlo dai tarli, lavandolo prima con la soda e passando poi una mano di calce con cui disinfestarne pori e fessure. Oggi numerosi corsi di fai da te hanno permesso la riscoperta e diffusione di quest’arte manuale che permette di recuperare mobili antichi o semplicemente di renderli più affascinanti ed adatti a precise esigenze di gusto. È infatti sempre più diffuso il cosiddetto shabby chic, uno stile basato sull’utilizzo di un arredamento volutamente antichizzato, con l’utilizzo di vernici dalle tinte tenui, quasi sbiadite, che richiamano l’epoca vittoriana o addirittura rinascimentale. Sono oggetto di decapaggio non solo mobili vecchi, ma anche in legno grezzo: si può lavorare quindi anche su elementi di arredamento appena acquistati. La giusta tecnica. Per decapare un mobile occorre innanzitutto avere i giusti strumenti: occhiali, guanti protettivi, un pennello piatto, una spazzola metallica, della lana d’acciaio, meglio se a grana extra, stucco, carta vetrata, vernice acrilica chiara e scura. Per procedere è opportuno trovarsi all’aperto o in un locale ben ventilato, dal momento che si utilizzeranno vernici e si produrranno sostanze nocive come polveri sottili; è inoltre consigliabile dotarsi delle giuste protezioni, come una tuta, dei guanti, degli occhiali e una mascherina. Prese queste precauzioni, si può iniziare a decapare il proprio mobile: carteggiare con la carta vetrata per rimuovere accuratamente la vernice Stuccare le parti danneggiate e lasciare asciugare Spazzolare la superficie del legno con la spazzola metallica, in modo da creare piccoli solchi che faciliteranno la penetrazione della cera Impregnare la lana d’acciaio con la pasta di cera e spalmarla sul legno Lasciare asciugare per circa 30 minuti Usare di nuovo la lana d’acciaio, immersa questa volta nella cera più scura, per rimuovere la cera chiara ed ottenere l’effetto desiderato Lucidare il mobile secondo il proprio gusto Tipologie e manutenzione. La manutenzione di un mobile decapato non richiede altro che la rimozione della polvere in eccesso ed un panno imbevuto di cera chiara per mobili. Le tipologie di questa tecnica invece sono molte: shabby chic, per una casa elegante e raffinata, shabby french per richiamare atmosfere francesi di fine Ottocento, shabby total white se gli arredi saranno totalmente bianchi, country chic per un effetto rustico ma elegante, rustic worn per un rustico vissuto. È possibile decapare moltissimi mobili diversi: poltrone, sedie, sgabelli, tavoli di qualunque forma e dimensione, divani, specchiere, armadi, madie, mensole, cassettiere. Potrete davvero dare sfogo alla vostra creatività! Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Calore e comfort con il grès effetto legno.

Calore e comfort con il grès effetto legno. Il grès porcellanato effetto legno è una scelta sicuramente innovativa, perché si parla di un tipo di ceramica compatta, lavorata fino a raggiungere un alto grado di durezza e resistenza ad agenti chimici ed atmosferici, nonché a sollecitazioni meccaniche come graffi, abrasioni, flessioni, urti. Il grès effetto legno è inoltre impermeabile ai liquidi, ma senza l’utilizzo di impermeabilizzanti chimici, vernici o resine, cosa che lo rende un materiale molto più salubre rispetto ad alternative simili. Quante sensazioni può dare un pavimento sotto i nostri piedi? Infinite. Calore, sicurezza, comfort, pulizia, ricercatezza. Nel vasto panorama delle possibilità di rivestimento, il nostro showroom in questo articolo ve ne propone una che raduna tutte queste caratteristiche e non solo. Una caratteristica importante per qualunque pavimento è quella di essere il più possibile resistente al tempo ed all’usura: il grès porcellanato effetto legno sicuramente soddisfa queste esigenze, essendo un rivestimento ideale per qualunque zona della casa. Non assorbe odori e non rilascia sostanze nocive per l’uomo, non si usura nel tempo e resiste ad un elevato calpestio. È questa una scelta notevole anche da un punto di vista strettamente estetico: il calore armonioso del legno, elegante e raffinato, si combina ad una serie di vantaggi rispetto ad un’alternativa in vero legno o in altri materiali che lo imitano. Infatti non è solo economicamente più conveniente, ma anche più ecologico, dal momento che previene la deforestazione e predilige l’utilizzo di materiali di scarto (argille, sabbie e feldspati) che ne fondano la resistenza. La sua versatilità lo rende ottimo per gli interni come per gli esterni ed è possibile sbizzarrirsi con le molteplici possibilità cromatiche e di texture: spesso si scelgono colori chiari, perfetti da abbinare a decine di altre tonalità, per gli effetti più estrosi ed originali. Ma non sono da sottovalutare neppure le sue tonalità più scure, come ad esempio il marrone o il nero, che ben si prestano a contrasti piacevoli, sorprendenti, da valorizzare e bilanciare con l’illuminotecnica; così come può essere un’ottima alternativa il grigio, che in accostamento a tonalità più forti ed accese rimane neutro ma viene valorizzato al massimo. È un materiale facile da gestire nel tempo, non necessitando di tutte le cure specifiche di cui invece ha bisogno un pavimento in parquet, e per tenerlo pulito è sufficiente acqua ed un detergente specifico per pavimenti. È quindi un materiale jolly, adatto ai più diversi stili di arredamento: dai più classici ai più moderni, dal minimal ai più eccentrici, proponendo un’eleganza ed una semplicità durature, che non passano mai di moda. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Romanticismo e natura: lo stile provenzale.

Romanticismo e natura: lo stile provenzale. Chi è stato in Provenza almeno una volta nella vita, sicuramente subirà il fascino dello stile provenzale: quell’atmosfera tersa, lenta, poetica, che accompagna le campagne e le città del sud della Francia. Un’aura che rimane nel cuore e che sa ispirare, al punto da non riuscire a dimenticarla. Se desiderate portarla con voi, nella vostra casa, sappiate che è possibile! Ma andiamo con ordine: innanzitutto lo stile provenzale affonda le sue radici nel 1600, nella Versailles di Luigi XIV che ingaggiò i più prestigiosi artisti ed artigiani dell’epoca per renderla un’icona assoluta di lusso e stile. Gli influssi della capitale si diffusero presto anche in campagna, in particolare nel territorio provenzale. Ed ecco che rustiche case contadine cominciano ad impreziosirsi di influenze lussuose provenienti da Parigi, segnando per sempre la cifra distintiva dello stile provenzale. Oggi l’arredamento in stile provenzale si è ormai consolidato come uno dei più amati al mondo. Ricordando lo shabby chic e lo stile country francese, si presenta come un affascinante mix di comfort, raffinatezza ed un’elegante rusticità che lo rendono sofisticato e genuino allo stesso tempo. In particolare si differenzia dallo shabby chic sopra citato per l’atmosfera: qui infatti vige un mood più romantico, fatato, si azzardano di più tinte glicine, lilla, salvia, mentre nello shabby è preferito il candore del bianco e delle tinte neutre. Colori naturali, tinte pastello e tanta fantasia. I colori e la natura del sud della Francia splendono cristallizzati in questo genere di arredamento. Una vita semplice, en plen air, armoniosa e rilassata, sono la fonte di questa estetica così vivace ed accogliente. La delicatezza è il comune denominatore dei colori e dei materiali usati: la lavanda spicca su tutti, dal fiore così diffuso in Provenza, che ogni anno regala meravigliose ed abbondanti fioriture. Molto utilizzate anche tutte le altre tinte pastello (in particolare verde salvia ed azzurro) meglio se intrecciate con con varianti del bianco e dell’avorio, del blu e del giallo. Lo stile provenzale utilizza molto anche i tessuti: soprattutto lino e cotone leggero, da usare con tende, cuscini, divani, sofà, biancheria e trapunte. Le fantasie predilette sono invece quelle floreali. I materiali. Il legno è il principale materiale utilizzato in questo stile: si tratta però di legno recuperato e decapato a regola d’arte, ovvero sottoposto ad una tecnica che regale un aspetto antichizzato e vissuto. Un altro materiale ricorrente, che si ritrova in sedie, testiere o tavolini, è il ferro battuto, di solito laccato di bianco o avorio. Il gusto decorativo per far fiorire la tua casa. Fiori, fiori ed ancora fiori! I motivi floreali sono il cuore di questo stile, che vuole rendere tutto il respiro delle campagne provenzali, la vitalità e le piccole gioie di una vita rilassata, in armonia con la natura ed i suoi colori. Lavanda, salvia, ranuncoli, rose, margherite, gipsofila… è davvero vasto il panorama di possibilità da applicare a questo stile. Il risultato sarà sorprendente: un profumato abbraccio di accoglienza e comfort, rinforzato dall’utilizzo di candele, cuscini, tendaggi, tappeti, mazzi di fiori freschi, saponette profumate, cesti di pot-pourri in materiali naturali come il vimini, ma anche pentole in rame e porcellane sapientemente esposte. Come arredare in stile provenzale. Potrai ricreare comunque un ambiente provenzale utilizzando tutti i topic dello shabby chic, arricchendoli con: decorazioni che richiamano la provenza come quadretti naturalistici, magari con scritte in francese o simili. tende e tessuti nei toni pastello; fiori freschi o secchi come la lavanda, capace pure di regalare fragranze rasserenanti; rivestimenti non prettamente bianchi, ma anche polverosi come il rosa cipria, il verde pistacchio o il salvia, il crema, il grigio, ecc.; Lo stile provenzale è perfetto per arredare casa in campagna, ma pure nelle case al mare o di villeggiatura, dal momento che ispira leggerezza, primavera ed estate. Nelle case rustiche poi si ha la possibilità di sfruttare proprio l’architettura tipica, cornice ideale per questo genere d’arredo. Ed anche in questo caso può essere mitigato e personalizzato grazie all’intervento di un abile architetto. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Contatti

Sede legale: Savona via Gramsci 6/4

Telefono: 800909275

Email: info@ristrutturare-casa-italia.com

© 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Categorie
Senza categoria

Bagno industrial chic: tra funzionalità e stile.

Bagno industrial chic: tra funzionalità e stile.

Spesso si tende a sottovalutare l’importanza del progettare il proprio bagno ma, a ben vedere, è un luogo in cui lo stile ed il comfort contano moltissimo.

Creare un ambiente armonioso, curato ed esteticamente bello oltre che funzionale, è fondamentale.

Fra le tante soluzioni di stile, quello industrial chic è sicuramente un’opzione molto interessante, in grado di combinare materiali funzionali in modo raffinato ed elegante.

Perché industrial chic?

Questo stile ha origine nella New York degli anni ’50, come conseguenza del ricercare spazi vivibili a basso costo e della riqualificazione di ambienti adibiti al lavoro come vecchie fabbriche e uffici.

Quello che ne consegue è uno stile che mescola linee dure, tagli squadrati, ambienti asettici a dettagli ricercati e raffinati.

L’estetica si compenetra nella funzionalità più essenziale, con ambienti armoniosi e ricercati.

Arredare il bagno in stile industrial chic.

Sono sempre più persone a decidere di arredare il loro bagno ed altri ambienti della casa in questo stile.

Il primo elemento da cui partire sono i materiali: devono essere il più possibile grezzi e funzionali, quindi acciaio, vetro, cemento, legno per quanto riguarda infissi e sanitari, mentre per le pareti sono particolarmente indicati rivestimenti in pietra.

I dettagli saranno fondamentali per suggerire, a colpo d’occhio, un ambiente con un’anima industriale: ganci per asciugamani, dispenser e cesti in metallo, porta sapone, lavabi in pietra o ceramica. Doccia con pareti in vetro, specchi con cornici in metallo grezzo o legno invecchiato, vasche ovali con piedini in ottone sono ulteriori elementi che potranno fare al caso vostro.

Sostenibilità e funzionalità.

I due cardini di questo stile sono sostenibilità e funzionalità. Ambienti  disegnati da geometrie lineari e squadrate, che puntano a razionalizzare il più possibile gli spazi contenuti, sfruttandoli al massimo e rendendoli confortevoli e raffinati.

L’industrial chic non disdegna affatto complementi d’arredo eleganti come opere d’arte astratta, oggetti vintage richiamati a nuova vita, tendaggi, cuscini ed asciugamani in tessuti sostenibili, che donino calore rispettando l’ambiente e raccontino qualcosa di personale.

Illuminazione.

Questo è il tocco più importante per dare plasticità all’ambiente, trasformare le atmosfere e mettere in risalto ogni elemento di design: si consigliano lampade a sospensione in acciaio, in vetro soffiato o opaco.

Anche le lampadine a filamento possono essere ottime per creare una luce più soffusa e giochi di luce ed ombra che favoriscono il relax ed un sano distacco dalla routine giornaliera. Gli specchi, infine, riflettendo la luce naturale o artificiale, contribuiranno a creare un senso di spazio e giochi prospettici interessanti.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa. Se siete persone originali, estrose, con un gran voglia di raccontare la vostra unicità anche attraverso gli spazi della vostra casa, lo stile boho chic fa decisamente per voi! Il nome di questo stile deriva dall’unione del termine bohemian, che richiama lo stile di vita di intellettuali ed artisti del XIX secolo, la parola francese chic, sinonimo di eleganza. Nasce agli inizi del 2000, come nuova tendenza nel settore della moda destinata a raggiungere presto anche quello dell’interior design. Lo stile boho chic è un piccolo universo di citazioni e suggestioni: far west, movimento hippy, stile etnico e quello nordico. Unisce tratti più minimali ad altri decisamente ricchi ed estrosi: la parola chiave è originalità, ed infatti si compone di molti pezzi unici, al punto che ogni casa acquisisce inevitabilmente una propria personalità spiccata e totalmente diversa da ogni altra. Tra innovazione e tradizione. Il fascino del boho chic è dato proprio dall’essere un originale mix tra ciò che è moderno e nuovo e ciò che invece è vintage. Ogni spazio così si anima di ricordi, aneddoti e storie da raccontare legate alla vita degli abitanti della casa. Nessuna casa in stile boho chic assomiglia ad un’altra perché tutte le persone sono uniche nel loro vissuto. Eppure, alcuni elementi di questo stile possono essere riconoscibili. Avete presente il Coachella Music Festival, che si svolge in California annualmente? Bene, l’atmosfera che si respira e soprattutto la mise dei partecipanti e del pubblico sono perfettamente in stile boho chic. Colori sgargianti ma anche al contrario chiari e candidi, stoffe per lo più naturali, richiami hippie, un’eccentricità che punta ad un’armonia ed una serenità senza tempo. L’arte di riciclare. Un’ altra caratteristica importante dello stile boho chic è la sua sostenibilità: gran parte dei suoi elementi si ottengono donando nuova vita e funzionalità ad oggetti ed arredi del passato. Questa operazione non è solo “etica” ma anche molto affascinante e, in un certo senso, artistica: bisogna diventare maestri nella ricerca di vecchi cimeli e tesori, facendo rivivere i ricordi più preziosi. Ci vuole pazienza e creatività: una casa boho chic è in continua trasformazione. Gli elementi dello stile boho chic. In particolare l’arredamento boho chic prevede l’utilizzo di: accessori ed arredi dal sapore etnico; mobili per lo più in legno grezzo o in arte povera; filati naturali come il cotone, il lino, stoffe ricamate finemente, tessuti San Gallo, ecc.; piante e fiori anche esotici, veri o artificiali come i kokedama; arredi e complementi di classe, anche moderni, magari trattati con colori luminosi come l’oro e l’argento; dettagli colorati, accessori stravaganti, decorazioni anche mistiche o dal mood spirituale o religioso come cuori votivi, crocifissi, santini, ecc. Lo stile boho chic è davvero particolare e richiama molto quelle case coloniali di un tempo, ricche per qualità dei mobili, rasserenanti, vivaci ma allo stesso tempo composte. Questo genere mixa dettagli ed arredi di terre lontane con il gusto europeo e grazie all’abilità di un progettista si potrà portare questa atmosfera anche nelle case urbane di oggi. Molto utilizzate nell’arredamento in stile boho chic sono le lanterne orientali, i pouf multicolore etnici sia provenienti da isole lontane sia realizzati in Italia. Immancabili sono poi complementi d’arredo iconici che donano maggiore modernità agli ambienti: tappeti, quadri e stampe, specchi, poltrone in vimini o midollino, ma anche sedute da appendere al soffitto. Tutto però deve essere di gran classe: questa è la sostanziale differenza tra boho ed il più comune etnico. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento!

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento! Il pavimento è una delle componenti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa. Scegliere il materiale più adatto potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto: a giorno d’oggi i materiali disponibili sono sempre di più. Se quelli di ultima generazione offrono vantaggi innovativi, anche quelli più tradizionali possono riservare delle sorprese e diventare delle nuove tendenze. Uno di questi è proprio il linoleum, uno dei materiali ormai più in voga del momento. Uno dei suoi più grandi pregi è la sostenibilità e la capacità di adattarsi a molti stili ed ambienti differenti. Inventato in Scozia negli anni ’60, viene oggi utilizzato per edifici pubblici e privati, per ambienti esterni, interni e per capannoni industriali. Degno di nota è l’incremento del suo utilizzo proprio in ambito privato: resiliente, facile da curare e altamente igienico. Linoleum: un identikit. Il linoleum è un materiale totalmente amico dell’ambiente: la sua ecosostenibilità è dovuta alla sua composizione in materie prime naturali quali resina, sughero, tuta, olio di semi di lino. Si tratta di un rivestimento resiliente ed elastico, piuttosto sottile, facilmente lavorabile e lavabile, nonché isolante ed impermeabile. È inoltre totalmente riciclabile, dura a lungo ed ha proprietà antiscivolo, che lo rendono anche piuttosto sicuro in caso di bambini ed anziani. Quest’ultima caratteristica giustifica chiaramente il suo ampio utilizzo, nel corso dei decenni, in edifici pubblici come ospedali, scuole, palestre, aeroporti, biblioteche, cinema. Come detto sopra, attualmente il suo utilizzo si sta decisamente diffondendo anche in ambito privato, grazie alla sua versatilità e resistenza, nonché alla sua capacità di creare ambienti caldi, accoglienti, confortevoli. Via libera dunque al suo utilizzo in alberghi ed abitazioni, tenendo presente che scegliere il linoleum come rivestimento significa optare per una soluzione rapida ed efficiente. Un pavimento in linoleum può essere velocemente sovrapposto ad una pavimentazione preesistente oltre che disposto come supporto di nuova costruzione. Qualche svantaggio: tende a deformarsi nel tempo a causa di temperatura e sbalzi termici, nonché dell’umidità che può essere presente in ambienti come il bagno o la cucina; necessita davvero di una posa a regola d’arte, che eviti la formazione di sacche d’aria o umidità sotto la sua superficie, col rischio di compromettere l’ambiente circostante. Ricapitolando, un pavimento in linoleum è una soluzione economica, pratica ed ecologica, perfetta se il budget di ristrutturazione è contenuto. Basti pensare che il suo costo base di partenza si aggira sui 22 euro al mq, indecentemente dal taglio a piastrella o a rotolo. Una variazione di prezzo è prevista sulla base della tipologia e dello spessore. Come posare il linoleum. Il linoleum può essere posato a colla oppure a secco. Scegliere fra le due tipologie dipende molto dal tipo di ambiente circostante al pavimento: se l’esigenza primaria è l’igiene conviene optare per una posa a secco, che garantisce una pulizia più facile ed efficace, mentre per un piccolo ambiente senza esigenze particolari si può scegliere invece una posa a colla, perfetta in caso di un taglio del linoleum a piastrelle. La praticità di questo materiale si traduce nella possibilità di poterlo installare in autonomia, sebbene sia fondamentale fare molta attenzione ad evitare la formazione di sacche d’aria o di umidità, come detto sopra. È consigliabile, a questo proposito, aiutarsi con uno spazzolone per meglio stenderlo ed evitare corrugamenti. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress.

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress. Spesso si pensa di ristrutturare la propria casa autonomamente, senza sapere a quante complicazioni burocratiche si vada incontro. Noi di Ristrutturare Casa Italia vogliamo proporvi una breve guida, facile ed intuitiva, su quali sono le principali pratiche edilizie (e non solo) necessarie per le ristrutturazioni. Non sempre è necessaria una pratica edilizia per ristrutturare casa, anche se lo è nella maggior parte dei casi. Ci sono inoltre documenti collaterali che vanno allegati o comunque che potrebbero essere richiesti. Bisogna tenere presente che è una materia estremamente complessa dal punto di vista legale, regolamentata non solo a livello nazionale ma anche regionale e comunale. La casistica pertanto è davvero infinita, e quindi è sempre necessario rivolgersi a professionisti che esaminino il vostro caso e curino le migliori soluzioni per voi. Noi di Ristrutturare Casa Italia metteremo a vostra disposizione professionisti altamente qualificati, che sappiano guidarvi passo dopo passo. Perché le pratiche edilizie sono importanti? Presupposto obbligatorio per poter fruire delle detrazioni fiscali, è che la casa sia in regola. Lavori eseguiti senza pratica edilizia quando era necessaria, o con pratiche edilizie incomplete e/o sbagliate, non hanno diritto alle detrazioni fiscali, che possono essere revocate dall’Agenzia delle Entrate fino a cinque anni dopo quello di godimento, anche con la restituzione delle somme già godute. La burocrazia edilizia. Il riferimento legislativo italiano per tutto ciò che riguarda i procedimenti edilizi privati è il Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 380/2001. Questo testo normativo si riferisce a tutte le opere edilizie nel loro complesso, quindi sia ristrutturazioni che nuove costruzioni. I tipi di interventi edilizi possibili sono stati suddivisi, all’art. 3 del T.U.E. in sei categorie, sulla base del loro impatto sull’assetto edilizio complessivo: Manutenzione Ordinaria Manutenzione Straordinaria Restauro e Risanamento Conservativo Ristrutturazione Edilizia Nuova Costruzione  Ristrutturazione Urbanistica Le due categorie che interessano la maggioranza delle ristrutturazioni sono le prime due: manutenzione ordinaria e straordinaria. Mentre le ultime due riguardano interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, la terza e la quarta riguardano gli edifici vincolati, cioè una minima parte degli edifici costruiti. È importante poi tenere presente che i Piani Regolatori Comunali disciplinano le categorie di intervento applicabili ad un singolo edificio o una determinata parte del territorio. Sicuramente le prime due categorie di intervento sono sempre applicabili a tutti gli edifici esistenti, in quanto fondamentali per garantirne la funzionalità. Inoltre è bene ricordare che nessun intervento edilizio può essere effettuato su edifici che presentano abusi o difformità. Quali opere rientrano nella manutenzione ordinaria? Rientrano in questa categoria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. Si parla quindi di pavimenti, sanitari, porte, finestre, finiture varie, rivestimenti ecc. ma anche di controsoffitti, rifacimento di intonaci, condizionatori, pannelli fotovoltaici e riparazione degli impianti esistenti. Quali opere rientrano nella manutenzione straordinaria? Rientrano in questa categoria “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati, necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”. Si parla quindi di lavori edilizi ed impiantistici oppure di interventi rilevanti dal punto di vista urbanistico. Le pratiche edilizie. In caso di opere rientranti nella manutenzione ordinaria non è necessario presentare alcuna pratica edilizia, infatti si sta parlando di edilizia libera. Attenzione però: alcuni comuni possono comunque richiedere la presentazione di una comunicazione per determinati tipi di interventi rientranti nella manutenzione ordinaria Invece, in caso di opere rientranti nella manutenzione straordinaria, ma senza l’esecuzione di opere strutturali, la pratica edilizia da presentare è la CILA. In questo caso la manutenzione straordinaria si dice “leggera” ed è la classica tipologia di intervento della maggior parte delle ristrutturazioni. Per le opere rientranti nella manutenzione straordinaria ma che prevedono anche l’esecuzione lavori strutturali, la pratica edilizia da presentare è la SCIA. In questo caso si parla di manutenzione straordinaria “pesante”. La CILA. La sigla CILA sta per comunicazione di inizio lavori asseverata. Da ciò si evince che: è una comunicazione e non una richiesta di autorizzazione 2) deve essere asseverata: cioè ci deve essere qualcuno che, apponendo un timbro e una firma, certifichi che tutto quello dichiarato nella pratica edilizia è corretto. Questo qualcuno è obbligatoriamente un tecnico abilitato: architetto, ingegnere o geometra. In sintesi la pratica dovrà contenere: la comunicazione resa su un modello a firma del titolare di diritti sull’immobile (proprietario, usufruttuario, locatario, etc.);  l’asseverazione a firma del tecnico abilitato, anche questa resa su un modello;  una serie di allegati (documenti di identità di tutti i soggetti coinvolti, ricevuta di versamento dei diritti di segreteria – solitamente tra i 50 e i 300 euro -, gli elaborati progettuali – solitamente una relazione, una pianta dello stato di fatto ed una pianta del progetto). Può inoltre essere necessario allegare: piante con gli schemi impiantistici, stima dei rifiuti prodotti dalle demolizioni con relativo contratto di discarica per lo smaltimento, dichiarazione di affidamento di incarico al tecnico con sua dichiarazione di avvenuto pagamento, DURC dell’impresa con dichiarazione di contratto collettivo applicato, titolo di proprietà dell’immobile, planimetria e visura catastale. Resta ferma la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre obblighi

Leggi Tutto »

Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio!

Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio! Rinnovare la propria casa in modo ecosostenibile è ancora più conveniente per te e per l’ambiente. Spesso non occorre sostituire completamente l’arredamento: basta dare nuova linfa a quello esistente. Se qualche mobile ormai non è più di vostro gusto e ha decisamente molti anni di vita, potrebbe essere la perfetta occasione per cimentarvi in una pratica antica ed affascinante, dai risultati sorprendenti. Stiamo parlando del decapaggio, una tecnica raffinata che è quasi un’arte e che potrebbe rivelarsi anche molto divertente da soli o in compagnia. Consiste nel rimuovere lo strato superficiale della vernice di un mobile per conferirgli un aspetto volutamente consumato e dare l’impressione che sia molto più antico. È una strategia che consente di ridare nuova vita a mobili che magari, per molti motivi, ci hanno stufato o sono danneggiati. A cosa serve? Il termine decapare deriva dal francese decapèr, che significa rimuovere la cappa, la copertura, e la tecnica ha origini molto antiche, rintracciabili alla metà del 1700 circa. Gli artigiani decapavano il legno per proteggerlo dai tarli, lavandolo prima con la soda e passando poi una mano di calce con cui disinfestarne pori e fessure. Oggi numerosi corsi di fai da te hanno permesso la riscoperta e diffusione di quest’arte manuale che permette di recuperare mobili antichi o semplicemente di renderli più affascinanti ed adatti a precise esigenze di gusto. È infatti sempre più diffuso il cosiddetto shabby chic, uno stile basato sull’utilizzo di un arredamento volutamente antichizzato, con l’utilizzo di vernici dalle tinte tenui, quasi sbiadite, che richiamano l’epoca vittoriana o addirittura rinascimentale. Sono oggetto di decapaggio non solo mobili vecchi, ma anche in legno grezzo: si può lavorare quindi anche su elementi di arredamento appena acquistati. La giusta tecnica. Per decapare un mobile occorre innanzitutto avere i giusti strumenti: occhiali, guanti protettivi, un pennello piatto, una spazzola metallica, della lana d’acciaio, meglio se a grana extra, stucco, carta vetrata, vernice acrilica chiara e scura. Per procedere è opportuno trovarsi all’aperto o in un locale ben ventilato, dal momento che si utilizzeranno vernici e si produrranno sostanze nocive come polveri sottili; è inoltre consigliabile dotarsi delle giuste protezioni, come una tuta, dei guanti, degli occhiali e una mascherina. Prese queste precauzioni, si può iniziare a decapare il proprio mobile: carteggiare con la carta vetrata per rimuovere accuratamente la vernice Stuccare le parti danneggiate e lasciare asciugare Spazzolare la superficie del legno con la spazzola metallica, in modo da creare piccoli solchi che faciliteranno la penetrazione della cera Impregnare la lana d’acciaio con la pasta di cera e spalmarla sul legno Lasciare asciugare per circa 30 minuti Usare di nuovo la lana d’acciaio, immersa questa volta nella cera più scura, per rimuovere la cera chiara ed ottenere l’effetto desiderato Lucidare il mobile secondo il proprio gusto Tipologie e manutenzione. La manutenzione di un mobile decapato non richiede altro che la rimozione della polvere in eccesso ed un panno imbevuto di cera chiara per mobili. Le tipologie di questa tecnica invece sono molte: shabby chic, per una casa elegante e raffinata, shabby french per richiamare atmosfere francesi di fine Ottocento, shabby total white se gli arredi saranno totalmente bianchi, country chic per un effetto rustico ma elegante, rustic worn per un rustico vissuto. È possibile decapare moltissimi mobili diversi: poltrone, sedie, sgabelli, tavoli di qualunque forma e dimensione, divani, specchiere, armadi, madie, mensole, cassettiere. Potrete davvero dare sfogo alla vostra creatività! Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Calore e comfort con il grès effetto legno.

Calore e comfort con il grès effetto legno. Il grès porcellanato effetto legno è una scelta sicuramente innovativa, perché si parla di un tipo di ceramica compatta, lavorata fino a raggiungere un alto grado di durezza e resistenza ad agenti chimici ed atmosferici, nonché a sollecitazioni meccaniche come graffi, abrasioni, flessioni, urti. Il grès effetto legno è inoltre impermeabile ai liquidi, ma senza l’utilizzo di impermeabilizzanti chimici, vernici o resine, cosa che lo rende un materiale molto più salubre rispetto ad alternative simili. Quante sensazioni può dare un pavimento sotto i nostri piedi? Infinite. Calore, sicurezza, comfort, pulizia, ricercatezza. Nel vasto panorama delle possibilità di rivestimento, il nostro showroom in questo articolo ve ne propone una che raduna tutte queste caratteristiche e non solo. Una caratteristica importante per qualunque pavimento è quella di essere il più possibile resistente al tempo ed all’usura: il grès porcellanato effetto legno sicuramente soddisfa queste esigenze, essendo un rivestimento ideale per qualunque zona della casa. Non assorbe odori e non rilascia sostanze nocive per l’uomo, non si usura nel tempo e resiste ad un elevato calpestio. È questa una scelta notevole anche da un punto di vista strettamente estetico: il calore armonioso del legno, elegante e raffinato, si combina ad una serie di vantaggi rispetto ad un’alternativa in vero legno o in altri materiali che lo imitano. Infatti non è solo economicamente più conveniente, ma anche più ecologico, dal momento che previene la deforestazione e predilige l’utilizzo di materiali di scarto (argille, sabbie e feldspati) che ne fondano la resistenza. La sua versatilità lo rende ottimo per gli interni come per gli esterni ed è possibile sbizzarrirsi con le molteplici possibilità cromatiche e di texture: spesso si scelgono colori chiari, perfetti da abbinare a decine di altre tonalità, per gli effetti più estrosi ed originali. Ma non sono da sottovalutare neppure le sue tonalità più scure, come ad esempio il marrone o il nero, che ben si prestano a contrasti piacevoli, sorprendenti, da valorizzare e bilanciare con l’illuminotecnica; così come può essere un’ottima alternativa il grigio, che in accostamento a tonalità più forti ed accese rimane neutro ma viene valorizzato al massimo. È un materiale facile da gestire nel tempo, non necessitando di tutte le cure specifiche di cui invece ha bisogno un pavimento in parquet, e per tenerlo pulito è sufficiente acqua ed un detergente specifico per pavimenti. È quindi un materiale jolly, adatto ai più diversi stili di arredamento: dai più classici ai più moderni, dal minimal ai più eccentrici, proponendo un’eleganza ed una semplicità durature, che non passano mai di moda. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Romanticismo e natura: lo stile provenzale.

Romanticismo e natura: lo stile provenzale. Chi è stato in Provenza almeno una volta nella vita, sicuramente subirà il fascino dello stile provenzale: quell’atmosfera tersa, lenta, poetica, che accompagna le campagne e le città del sud della Francia. Un’aura che rimane nel cuore e che sa ispirare, al punto da non riuscire a dimenticarla. Se desiderate portarla con voi, nella vostra casa, sappiate che è possibile! Ma andiamo con ordine: innanzitutto lo stile provenzale affonda le sue radici nel 1600, nella Versailles di Luigi XIV che ingaggiò i più prestigiosi artisti ed artigiani dell’epoca per renderla un’icona assoluta di lusso e stile. Gli influssi della capitale si diffusero presto anche in campagna, in particolare nel territorio provenzale. Ed ecco che rustiche case contadine cominciano ad impreziosirsi di influenze lussuose provenienti da Parigi, segnando per sempre la cifra distintiva dello stile provenzale. Oggi l’arredamento in stile provenzale si è ormai consolidato come uno dei più amati al mondo. Ricordando lo shabby chic e lo stile country francese, si presenta come un affascinante mix di comfort, raffinatezza ed un’elegante rusticità che lo rendono sofisticato e genuino allo stesso tempo. In particolare si differenzia dallo shabby chic sopra citato per l’atmosfera: qui infatti vige un mood più romantico, fatato, si azzardano di più tinte glicine, lilla, salvia, mentre nello shabby è preferito il candore del bianco e delle tinte neutre. Colori naturali, tinte pastello e tanta fantasia. I colori e la natura del sud della Francia splendono cristallizzati in questo genere di arredamento. Una vita semplice, en plen air, armoniosa e rilassata, sono la fonte di questa estetica così vivace ed accogliente. La delicatezza è il comune denominatore dei colori e dei materiali usati: la lavanda spicca su tutti, dal fiore così diffuso in Provenza, che ogni anno regala meravigliose ed abbondanti fioriture. Molto utilizzate anche tutte le altre tinte pastello (in particolare verde salvia ed azzurro) meglio se intrecciate con con varianti del bianco e dell’avorio, del blu e del giallo. Lo stile provenzale utilizza molto anche i tessuti: soprattutto lino e cotone leggero, da usare con tende, cuscini, divani, sofà, biancheria e trapunte. Le fantasie predilette sono invece quelle floreali. I materiali. Il legno è il principale materiale utilizzato in questo stile: si tratta però di legno recuperato e decapato a regola d’arte, ovvero sottoposto ad una tecnica che regale un aspetto antichizzato e vissuto. Un altro materiale ricorrente, che si ritrova in sedie, testiere o tavolini, è il ferro battuto, di solito laccato di bianco o avorio. Il gusto decorativo per far fiorire la tua casa. Fiori, fiori ed ancora fiori! I motivi floreali sono il cuore di questo stile, che vuole rendere tutto il respiro delle campagne provenzali, la vitalità e le piccole gioie di una vita rilassata, in armonia con la natura ed i suoi colori. Lavanda, salvia, ranuncoli, rose, margherite, gipsofila… è davvero vasto il panorama di possibilità da applicare a questo stile. Il risultato sarà sorprendente: un profumato abbraccio di accoglienza e comfort, rinforzato dall’utilizzo di candele, cuscini, tendaggi, tappeti, mazzi di fiori freschi, saponette profumate, cesti di pot-pourri in materiali naturali come il vimini, ma anche pentole in rame e porcellane sapientemente esposte. Come arredare in stile provenzale. Potrai ricreare comunque un ambiente provenzale utilizzando tutti i topic dello shabby chic, arricchendoli con: decorazioni che richiamano la provenza come quadretti naturalistici, magari con scritte in francese o simili. tende e tessuti nei toni pastello; fiori freschi o secchi come la lavanda, capace pure di regalare fragranze rasserenanti; rivestimenti non prettamente bianchi, ma anche polverosi come il rosa cipria, il verde pistacchio o il salvia, il crema, il grigio, ecc.; Lo stile provenzale è perfetto per arredare casa in campagna, ma pure nelle case al mare o di villeggiatura, dal momento che ispira leggerezza, primavera ed estate. Nelle case rustiche poi si ha la possibilità di sfruttare proprio l’architettura tipica, cornice ideale per questo genere d’arredo. Ed anche in questo caso può essere mitigato e personalizzato grazie all’intervento di un abile architetto. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Contatti

Sede legale: Savona via Gramsci 6/4

Telefono: 800909275

Email: info@ristrutturare-casa-italia.com

© 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Categorie
Senza categoria

Come richiedere i bonus per l’edilizia 2024.

Come richiedere i bonus per l’edilizia 2024.

Se richiedere delle agevolazioni per ristrutturare vi interessa ma non sapete bene come fare ed il solo pensiero vi scoraggia… questo articolo fa per voi!

Vi proponiamo di seguito una breve guida per capire come accedere a tutti i bonus edilizi di questo 2024.

1. Individuare il bonus e verificare i requisiti richiesti:

In base alle vostre esigenze, identificate quale bonus fa al caso vostro e dopodiché verificate con attenzione quali requisiti devono essere rispettati: ogni agevolazione ha infatti delle specifiche ben precise.

2. Preparare la documentazione necessaria:

Il possesso dei requisiti richiesti, chiaramente, va documentato con cura attraverso fatture, ricevute, documenti di pagamento eccetera.

3. Compilazione:

Per alcuni bonus potrebbe essere necessario compilare un modello o una dichiarazione specifica forniti dal sito dell’Agenzia delle Entrate o presso gli uffici fiscali.

4. Presentazione della richiesta:

Avviene solitamente presentando la documentazione necessaria all’Agenzia delle Entrate, fisicamente o presso i loro canali online.

5. Verifica dello stato della richiesta:

È possibile monitorare lo stato della vostra richiesta online, sempre tramite il sito web dell’Agenzia delle Entrate, oppure telefonicamente, contattando l’apposito servizio clienti.

6. Consulenza professionale:

Affidarsi a consulenti professionali è importante per ottenere una guida precisa in merito a quali agevolazioni siano più indicate per le proprie esigenze e a come ottenerle.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa. Se siete persone originali, estrose, con un gran voglia di raccontare la vostra unicità anche attraverso gli spazi della vostra casa, lo stile boho chic fa decisamente per voi! Il nome di questo stile deriva dall’unione del termine bohemian, che richiama lo stile di vita di intellettuali ed artisti del XIX secolo, la parola francese chic, sinonimo di eleganza. Nasce agli inizi del 2000, come nuova tendenza nel settore della moda destinata a raggiungere presto anche quello dell’interior design. Lo stile boho chic è un piccolo universo di citazioni e suggestioni: far west, movimento hippy, stile etnico e quello nordico. Unisce tratti più minimali ad altri decisamente ricchi ed estrosi: la parola chiave è originalità, ed infatti si compone di molti pezzi unici, al punto che ogni casa acquisisce inevitabilmente una propria personalità spiccata e totalmente diversa da ogni altra. Tra innovazione e tradizione. Il fascino del boho chic è dato proprio dall’essere un originale mix tra ciò che è moderno e nuovo e ciò che invece è vintage. Ogni spazio così si anima di ricordi, aneddoti e storie da raccontare legate alla vita degli abitanti della casa. Nessuna casa in stile boho chic assomiglia ad un’altra perché tutte le persone sono uniche nel loro vissuto. Eppure, alcuni elementi di questo stile possono essere riconoscibili. Avete presente il Coachella Music Festival, che si svolge in California annualmente? Bene, l’atmosfera che si respira e soprattutto la mise dei partecipanti e del pubblico sono perfettamente in stile boho chic. Colori sgargianti ma anche al contrario chiari e candidi, stoffe per lo più naturali, richiami hippie, un’eccentricità che punta ad un’armonia ed una serenità senza tempo. L’arte di riciclare. Un’ altra caratteristica importante dello stile boho chic è la sua sostenibilità: gran parte dei suoi elementi si ottengono donando nuova vita e funzionalità ad oggetti ed arredi del passato. Questa operazione non è solo “etica” ma anche molto affascinante e, in un certo senso, artistica: bisogna diventare maestri nella ricerca di vecchi cimeli e tesori, facendo rivivere i ricordi più preziosi. Ci vuole pazienza e creatività: una casa boho chic è in continua trasformazione. Gli elementi dello stile boho chic. In particolare l’arredamento boho chic prevede l’utilizzo di: accessori ed arredi dal sapore etnico; mobili per lo più in legno grezzo o in arte povera; filati naturali come il cotone, il lino, stoffe ricamate finemente, tessuti San Gallo, ecc.; piante e fiori anche esotici, veri o artificiali come i kokedama; arredi e complementi di classe, anche moderni, magari trattati con colori luminosi come l’oro e l’argento; dettagli colorati, accessori stravaganti, decorazioni anche mistiche o dal mood spirituale o religioso come cuori votivi, crocifissi, santini, ecc. Lo stile boho chic è davvero particolare e richiama molto quelle case coloniali di un tempo, ricche per qualità dei mobili, rasserenanti, vivaci ma allo stesso tempo composte. Questo genere mixa dettagli ed arredi di terre lontane con il gusto europeo e grazie all’abilità di un progettista si potrà portare questa atmosfera anche nelle case urbane di oggi. Molto utilizzate nell’arredamento in stile boho chic sono le lanterne orientali, i pouf multicolore etnici sia provenienti da isole lontane sia realizzati in Italia. Immancabili sono poi complementi d’arredo iconici che donano maggiore modernità agli ambienti: tappeti, quadri e stampe, specchi, poltrone in vimini o midollino, ma anche sedute da appendere al soffitto. Tutto però deve essere di gran classe: questa è la sostanziale differenza tra boho ed il più comune etnico. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento!

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento! Il pavimento è una delle componenti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa. Scegliere il materiale più adatto potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto: a giorno d’oggi i materiali disponibili sono sempre di più. Se quelli di ultima generazione offrono vantaggi innovativi, anche quelli più tradizionali possono riservare delle sorprese e diventare delle nuove tendenze. Uno di questi è proprio il linoleum, uno dei materiali ormai più in voga del momento. Uno dei suoi più grandi pregi è la sostenibilità e la capacità di adattarsi a molti stili ed ambienti differenti. Inventato in Scozia negli anni ’60, viene oggi utilizzato per edifici pubblici e privati, per ambienti esterni, interni e per capannoni industriali. Degno di nota è l’incremento del suo utilizzo proprio in ambito privato: resiliente, facile da curare e altamente igienico. Linoleum: un identikit. Il linoleum è un materiale totalmente amico dell’ambiente: la sua ecosostenibilità è dovuta alla sua composizione in materie prime naturali quali resina, sughero, tuta, olio di semi di lino. Si tratta di un rivestimento resiliente ed elastico, piuttosto sottile, facilmente lavorabile e lavabile, nonché isolante ed impermeabile. È inoltre totalmente riciclabile, dura a lungo ed ha proprietà antiscivolo, che lo rendono anche piuttosto sicuro in caso di bambini ed anziani. Quest’ultima caratteristica giustifica chiaramente il suo ampio utilizzo, nel corso dei decenni, in edifici pubblici come ospedali, scuole, palestre, aeroporti, biblioteche, cinema. Come detto sopra, attualmente il suo utilizzo si sta decisamente diffondendo anche in ambito privato, grazie alla sua versatilità e resistenza, nonché alla sua capacità di creare ambienti caldi, accoglienti, confortevoli. Via libera dunque al suo utilizzo in alberghi ed abitazioni, tenendo presente che scegliere il linoleum come rivestimento significa optare per una soluzione rapida ed efficiente. Un pavimento in linoleum può essere velocemente sovrapposto ad una pavimentazione preesistente oltre che disposto come supporto di nuova costruzione. Qualche svantaggio: tende a deformarsi nel tempo a causa di temperatura e sbalzi termici, nonché dell’umidità che può essere presente in ambienti come il bagno o la cucina; necessita davvero di una posa a regola d’arte, che eviti la formazione di sacche d’aria o umidità sotto la sua superficie, col rischio di compromettere l’ambiente circostante. Ricapitolando, un pavimento in linoleum è una soluzione economica, pratica ed ecologica, perfetta se il budget di ristrutturazione è contenuto. Basti pensare che il suo costo base di partenza si aggira sui 22 euro al mq, indecentemente dal taglio a piastrella o a rotolo. Una variazione di prezzo è prevista sulla base della tipologia e dello spessore. Come posare il linoleum. Il linoleum può essere posato a colla oppure a secco. Scegliere fra le due tipologie dipende molto dal tipo di ambiente circostante al pavimento: se l’esigenza primaria è l’igiene conviene optare per una posa a secco, che garantisce una pulizia più facile ed efficace, mentre per un piccolo ambiente senza esigenze particolari si può scegliere invece una posa a colla, perfetta in caso di un taglio del linoleum a piastrelle. La praticità di questo materiale si traduce nella possibilità di poterlo installare in autonomia, sebbene sia fondamentale fare molta attenzione ad evitare la formazione di sacche d’aria o di umidità, come detto sopra. È consigliabile, a questo proposito, aiutarsi con uno spazzolone per meglio stenderlo ed evitare corrugamenti. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress.

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress. Spesso si pensa di ristrutturare la propria casa autonomamente, senza sapere a quante complicazioni burocratiche si vada incontro. Noi di Ristrutturare Casa Italia vogliamo proporvi una breve guida, facile ed intuitiva, su quali sono le principali pratiche edilizie (e non solo) necessarie per le ristrutturazioni. Non sempre è necessaria una pratica edilizia per ristrutturare casa, anche se lo è nella maggior parte dei casi. Ci sono inoltre documenti collaterali che vanno allegati o comunque che potrebbero essere richiesti. Bisogna tenere presente che è una materia estremamente complessa dal punto di vista legale, regolamentata non solo a livello nazionale ma anche regionale e comunale. La casistica pertanto è davvero infinita, e quindi è sempre necessario rivolgersi a professionisti che esaminino il vostro caso e curino le migliori soluzioni per voi. Noi di Ristrutturare Casa Italia metteremo a vostra disposizione professionisti altamente qualificati, che sappiano guidarvi passo dopo passo. Perché le pratiche edilizie sono importanti? Presupposto obbligatorio per poter fruire delle detrazioni fiscali, è che la casa sia in regola. Lavori eseguiti senza pratica edilizia quando era necessaria, o con pratiche edilizie incomplete e/o sbagliate, non hanno diritto alle detrazioni fiscali, che possono essere revocate dall’Agenzia delle Entrate fino a cinque anni dopo quello di godimento, anche con la restituzione delle somme già godute. La burocrazia edilizia. Il riferimento legislativo italiano per tutto ciò che riguarda i procedimenti edilizi privati è il Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 380/2001. Questo testo normativo si riferisce a tutte le opere edilizie nel loro complesso, quindi sia ristrutturazioni che nuove costruzioni. I tipi di interventi edilizi possibili sono stati suddivisi, all’art. 3 del T.U.E. in sei categorie, sulla base del loro impatto sull’assetto edilizio complessivo: Manutenzione Ordinaria Manutenzione Straordinaria Restauro e Risanamento Conservativo Ristrutturazione Edilizia Nuova Costruzione  Ristrutturazione Urbanistica Le due categorie che interessano la maggioranza delle ristrutturazioni sono le prime due: manutenzione ordinaria e straordinaria. Mentre le ultime due riguardano interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, la terza e la quarta riguardano gli edifici vincolati, cioè una minima parte degli edifici costruiti. È importante poi tenere presente che i Piani Regolatori Comunali disciplinano le categorie di intervento applicabili ad un singolo edificio o una determinata parte del territorio. Sicuramente le prime due categorie di intervento sono sempre applicabili a tutti gli edifici esistenti, in quanto fondamentali per garantirne la funzionalità. Inoltre è bene ricordare che nessun intervento edilizio può essere effettuato su edifici che presentano abusi o difformità. Quali opere rientrano nella manutenzione ordinaria? Rientrano in questa categoria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. Si parla quindi di pavimenti, sanitari, porte, finestre, finiture varie, rivestimenti ecc. ma anche di controsoffitti, rifacimento di intonaci, condizionatori, pannelli fotovoltaici e riparazione degli impianti esistenti. Quali opere rientrano nella manutenzione straordinaria? Rientrano in questa categoria “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati, necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”. Si parla quindi di lavori edilizi ed impiantistici oppure di interventi rilevanti dal punto di vista urbanistico. Le pratiche edilizie. In caso di opere rientranti nella manutenzione ordinaria non è necessario presentare alcuna pratica edilizia, infatti si sta parlando di edilizia libera. Attenzione però: alcuni comuni possono comunque richiedere la presentazione di una comunicazione per determinati tipi di interventi rientranti nella manutenzione ordinaria Invece, in caso di opere rientranti nella manutenzione straordinaria, ma senza l’esecuzione di opere strutturali, la pratica edilizia da presentare è la CILA. In questo caso la manutenzione straordinaria si dice “leggera” ed è la classica tipologia di intervento della maggior parte delle ristrutturazioni. Per le opere rientranti nella manutenzione straordinaria ma che prevedono anche l’esecuzione lavori strutturali, la pratica edilizia da presentare è la SCIA. In questo caso si parla di manutenzione straordinaria “pesante”. La CILA. La sigla CILA sta per comunicazione di inizio lavori asseverata. Da ciò si evince che: è una comunicazione e non una richiesta di autorizzazione 2) deve essere asseverata: cioè ci deve essere qualcuno che, apponendo un timbro e una firma, certifichi che tutto quello dichiarato nella pratica edilizia è corretto. Questo qualcuno è obbligatoriamente un tecnico abilitato: architetto, ingegnere o geometra. In sintesi la pratica dovrà contenere: la comunicazione resa su un modello a firma del titolare di diritti sull’immobile (proprietario, usufruttuario, locatario, etc.);  l’asseverazione a firma del tecnico abilitato, anche questa resa su un modello;  una serie di allegati (documenti di identità di tutti i soggetti coinvolti, ricevuta di versamento dei diritti di segreteria – solitamente tra i 50 e i 300 euro -, gli elaborati progettuali – solitamente una relazione, una pianta dello stato di fatto ed una pianta del progetto). Può inoltre essere necessario allegare: piante con gli schemi impiantistici, stima dei rifiuti prodotti dalle demolizioni con relativo contratto di discarica per lo smaltimento, dichiarazione di affidamento di incarico al tecnico con sua dichiarazione di avvenuto pagamento, DURC dell’impresa con dichiarazione di contratto collettivo applicato, titolo di proprietà dell’immobile, planimetria e visura catastale. Resta ferma la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre obblighi

Leggi Tutto »

Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio!

Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio! Rinnovare la propria casa in modo ecosostenibile è ancora più conveniente per te e per l’ambiente. Spesso non occorre sostituire completamente l’arredamento: basta dare nuova linfa a quello esistente. Se qualche mobile ormai non è più di vostro gusto e ha decisamente molti anni di vita, potrebbe essere la perfetta occasione per cimentarvi in una pratica antica ed affascinante, dai risultati sorprendenti. Stiamo parlando del decapaggio, una tecnica raffinata che è quasi un’arte e che potrebbe rivelarsi anche molto divertente da soli o in compagnia. Consiste nel rimuovere lo strato superficiale della vernice di un mobile per conferirgli un aspetto volutamente consumato e dare l’impressione che sia molto più antico. È una strategia che consente di ridare nuova vita a mobili che magari, per molti motivi, ci hanno stufato o sono danneggiati. A cosa serve? Il termine decapare deriva dal francese decapèr, che significa rimuovere la cappa, la copertura, e la tecnica ha origini molto antiche, rintracciabili alla metà del 1700 circa. Gli artigiani decapavano il legno per proteggerlo dai tarli, lavandolo prima con la soda e passando poi una mano di calce con cui disinfestarne pori e fessure. Oggi numerosi corsi di fai da te hanno permesso la riscoperta e diffusione di quest’arte manuale che permette di recuperare mobili antichi o semplicemente di renderli più affascinanti ed adatti a precise esigenze di gusto. È infatti sempre più diffuso il cosiddetto shabby chic, uno stile basato sull’utilizzo di un arredamento volutamente antichizzato, con l’utilizzo di vernici dalle tinte tenui, quasi sbiadite, che richiamano l’epoca vittoriana o addirittura rinascimentale. Sono oggetto di decapaggio non solo mobili vecchi, ma anche in legno grezzo: si può lavorare quindi anche su elementi di arredamento appena acquistati. La giusta tecnica. Per decapare un mobile occorre innanzitutto avere i giusti strumenti: occhiali, guanti protettivi, un pennello piatto, una spazzola metallica, della lana d’acciaio, meglio se a grana extra, stucco, carta vetrata, vernice acrilica chiara e scura. Per procedere è opportuno trovarsi all’aperto o in un locale ben ventilato, dal momento che si utilizzeranno vernici e si produrranno sostanze nocive come polveri sottili; è inoltre consigliabile dotarsi delle giuste protezioni, come una tuta, dei guanti, degli occhiali e una mascherina. Prese queste precauzioni, si può iniziare a decapare il proprio mobile: carteggiare con la carta vetrata per rimuovere accuratamente la vernice Stuccare le parti danneggiate e lasciare asciugare Spazzolare la superficie del legno con la spazzola metallica, in modo da creare piccoli solchi che faciliteranno la penetrazione della cera Impregnare la lana d’acciaio con la pasta di cera e spalmarla sul legno Lasciare asciugare per circa 30 minuti Usare di nuovo la lana d’acciaio, immersa questa volta nella cera più scura, per rimuovere la cera chiara ed ottenere l’effetto desiderato Lucidare il mobile secondo il proprio gusto Tipologie e manutenzione. La manutenzione di un mobile decapato non richiede altro che la rimozione della polvere in eccesso ed un panno imbevuto di cera chiara per mobili. Le tipologie di questa tecnica invece sono molte: shabby chic, per una casa elegante e raffinata, shabby french per richiamare atmosfere francesi di fine Ottocento, shabby total white se gli arredi saranno totalmente bianchi, country chic per un effetto rustico ma elegante, rustic worn per un rustico vissuto. È possibile decapare moltissimi mobili diversi: poltrone, sedie, sgabelli, tavoli di qualunque forma e dimensione, divani, specchiere, armadi, madie, mensole, cassettiere. Potrete davvero dare sfogo alla vostra creatività! Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Calore e comfort con il grès effetto legno.

Calore e comfort con il grès effetto legno. Il grès porcellanato effetto legno è una scelta sicuramente innovativa, perché si parla di un tipo di ceramica compatta, lavorata fino a raggiungere un alto grado di durezza e resistenza ad agenti chimici ed atmosferici, nonché a sollecitazioni meccaniche come graffi, abrasioni, flessioni, urti. Il grès effetto legno è inoltre impermeabile ai liquidi, ma senza l’utilizzo di impermeabilizzanti chimici, vernici o resine, cosa che lo rende un materiale molto più salubre rispetto ad alternative simili. Quante sensazioni può dare un pavimento sotto i nostri piedi? Infinite. Calore, sicurezza, comfort, pulizia, ricercatezza. Nel vasto panorama delle possibilità di rivestimento, il nostro showroom in questo articolo ve ne propone una che raduna tutte queste caratteristiche e non solo. Una caratteristica importante per qualunque pavimento è quella di essere il più possibile resistente al tempo ed all’usura: il grès porcellanato effetto legno sicuramente soddisfa queste esigenze, essendo un rivestimento ideale per qualunque zona della casa. Non assorbe odori e non rilascia sostanze nocive per l’uomo, non si usura nel tempo e resiste ad un elevato calpestio. È questa una scelta notevole anche da un punto di vista strettamente estetico: il calore armonioso del legno, elegante e raffinato, si combina ad una serie di vantaggi rispetto ad un’alternativa in vero legno o in altri materiali che lo imitano. Infatti non è solo economicamente più conveniente, ma anche più ecologico, dal momento che previene la deforestazione e predilige l’utilizzo di materiali di scarto (argille, sabbie e feldspati) che ne fondano la resistenza. La sua versatilità lo rende ottimo per gli interni come per gli esterni ed è possibile sbizzarrirsi con le molteplici possibilità cromatiche e di texture: spesso si scelgono colori chiari, perfetti da abbinare a decine di altre tonalità, per gli effetti più estrosi ed originali. Ma non sono da sottovalutare neppure le sue tonalità più scure, come ad esempio il marrone o il nero, che ben si prestano a contrasti piacevoli, sorprendenti, da valorizzare e bilanciare con l’illuminotecnica; così come può essere un’ottima alternativa il grigio, che in accostamento a tonalità più forti ed accese rimane neutro ma viene valorizzato al massimo. È un materiale facile da gestire nel tempo, non necessitando di tutte le cure specifiche di cui invece ha bisogno un pavimento in parquet, e per tenerlo pulito è sufficiente acqua ed un detergente specifico per pavimenti. È quindi un materiale jolly, adatto ai più diversi stili di arredamento: dai più classici ai più moderni, dal minimal ai più eccentrici, proponendo un’eleganza ed una semplicità durature, che non passano mai di moda. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Romanticismo e natura: lo stile provenzale.

Romanticismo e natura: lo stile provenzale. Chi è stato in Provenza almeno una volta nella vita, sicuramente subirà il fascino dello stile provenzale: quell’atmosfera tersa, lenta, poetica, che accompagna le campagne e le città del sud della Francia. Un’aura che rimane nel cuore e che sa ispirare, al punto da non riuscire a dimenticarla. Se desiderate portarla con voi, nella vostra casa, sappiate che è possibile! Ma andiamo con ordine: innanzitutto lo stile provenzale affonda le sue radici nel 1600, nella Versailles di Luigi XIV che ingaggiò i più prestigiosi artisti ed artigiani dell’epoca per renderla un’icona assoluta di lusso e stile. Gli influssi della capitale si diffusero presto anche in campagna, in particolare nel territorio provenzale. Ed ecco che rustiche case contadine cominciano ad impreziosirsi di influenze lussuose provenienti da Parigi, segnando per sempre la cifra distintiva dello stile provenzale. Oggi l’arredamento in stile provenzale si è ormai consolidato come uno dei più amati al mondo. Ricordando lo shabby chic e lo stile country francese, si presenta come un affascinante mix di comfort, raffinatezza ed un’elegante rusticità che lo rendono sofisticato e genuino allo stesso tempo. In particolare si differenzia dallo shabby chic sopra citato per l’atmosfera: qui infatti vige un mood più romantico, fatato, si azzardano di più tinte glicine, lilla, salvia, mentre nello shabby è preferito il candore del bianco e delle tinte neutre. Colori naturali, tinte pastello e tanta fantasia. I colori e la natura del sud della Francia splendono cristallizzati in questo genere di arredamento. Una vita semplice, en plen air, armoniosa e rilassata, sono la fonte di questa estetica così vivace ed accogliente. La delicatezza è il comune denominatore dei colori e dei materiali usati: la lavanda spicca su tutti, dal fiore così diffuso in Provenza, che ogni anno regala meravigliose ed abbondanti fioriture. Molto utilizzate anche tutte le altre tinte pastello (in particolare verde salvia ed azzurro) meglio se intrecciate con con varianti del bianco e dell’avorio, del blu e del giallo. Lo stile provenzale utilizza molto anche i tessuti: soprattutto lino e cotone leggero, da usare con tende, cuscini, divani, sofà, biancheria e trapunte. Le fantasie predilette sono invece quelle floreali. I materiali. Il legno è il principale materiale utilizzato in questo stile: si tratta però di legno recuperato e decapato a regola d’arte, ovvero sottoposto ad una tecnica che regale un aspetto antichizzato e vissuto. Un altro materiale ricorrente, che si ritrova in sedie, testiere o tavolini, è il ferro battuto, di solito laccato di bianco o avorio. Il gusto decorativo per far fiorire la tua casa. Fiori, fiori ed ancora fiori! I motivi floreali sono il cuore di questo stile, che vuole rendere tutto il respiro delle campagne provenzali, la vitalità e le piccole gioie di una vita rilassata, in armonia con la natura ed i suoi colori. Lavanda, salvia, ranuncoli, rose, margherite, gipsofila… è davvero vasto il panorama di possibilità da applicare a questo stile. Il risultato sarà sorprendente: un profumato abbraccio di accoglienza e comfort, rinforzato dall’utilizzo di candele, cuscini, tendaggi, tappeti, mazzi di fiori freschi, saponette profumate, cesti di pot-pourri in materiali naturali come il vimini, ma anche pentole in rame e porcellane sapientemente esposte. Come arredare in stile provenzale. Potrai ricreare comunque un ambiente provenzale utilizzando tutti i topic dello shabby chic, arricchendoli con: decorazioni che richiamano la provenza come quadretti naturalistici, magari con scritte in francese o simili. tende e tessuti nei toni pastello; fiori freschi o secchi come la lavanda, capace pure di regalare fragranze rasserenanti; rivestimenti non prettamente bianchi, ma anche polverosi come il rosa cipria, il verde pistacchio o il salvia, il crema, il grigio, ecc.; Lo stile provenzale è perfetto per arredare casa in campagna, ma pure nelle case al mare o di villeggiatura, dal momento che ispira leggerezza, primavera ed estate. Nelle case rustiche poi si ha la possibilità di sfruttare proprio l’architettura tipica, cornice ideale per questo genere d’arredo. Ed anche in questo caso può essere mitigato e personalizzato grazie all’intervento di un abile architetto. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Contatti

Sede legale: Savona via Gramsci 6/4

Telefono: 800909275

Email: info@ristrutturare-casa-italia.com

© 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo.

Categorie
Senza categoria

Bonus casa 2024: quello che c’è da sapere tra conferme e novità.

Bonus casa 2024: quello che c’è da sapere tra conferme e novità.

Chiunque sia sul punto di ristrutturare la propria casa o intervenire per una riqualificazione energetica, sarà sicuramente interessato a sapere quali novità ci sono per il 2024 in merito ai bonus sull’edilizia.

L’attuale legge di bilancio ne ha confermati diversi, anche se con qualche limitazione.

Superbonus per la riqualificazione energetica.

L’articolo 119 del Decreto Rilancio prevedeva dal 1 luglio 2020 una detrazione del 110% per la realizzazione di lavori legati alla riqualificazione energetica alla riduzione del rischio sismico e al consolidamento statico degli edifici. 

La misura è stata confermata per il biennio 2024-2025 con le seguenti modifiche:

  •  
  • fino al 31 dicembre 2025 nelle seguenti misure:
    • 110% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2023;
    • 70% per le spese sostenute nel 2024;
    • 65% per le spese sostenute nel 2025.
  • può essere richiesto solo ed esclusivamente da alcuni soggetti come i condomini e i proprietari di edifici da 2 a 4 unità immobiliari;
  • sono compresi gli interventi effettuati dalle persone fisiche sulle singole unità immobiliari all’interno dello stesso condominio o dello stesso edificio ma anche su edifici oggetto di demolizione e ricostruzione;
  • i massimali si differenziano a seconda dell’intervento;
  • coloro che effettuano interventi nei Comuni dei territori in cui è stato dichiarato uno stato d’emergenza a causa di eventi sismici (verificatasi dall’01.04.2009) possono continuare ad usufruire di un’aliquota pari al 110%.

Sisma bonus 2024.

Gli interventi di messa in sicurezza che rientrano nel sisma bonus 2024 sono volti ad incentivare la riqualificazione di edifici residenziali e commerciali nelle zone ad alto rischio (zona 1 e zona 2) e nelle zone sismiche a rischio minore (zona 3).

L’agevolazione riguarda sia le persone fisiche che le imprese, soggetti titolari o detentori dell’immobile per il quale abbiano sostenuto le spese.

Ecco tutti gli interventi che vengono riconosciuti per la detrazione del sisma bonus:

  • Adeguamento e miglioramento sismico;
  • Interventi sulle strutture verticali e sulle coperture orizzontali;
  • Acquisto dei materiali;
  • Spese accessorie per prestazioni professionali finalizzate all’esecuzione dei lavori, spese per sopralluoghi, perizie e documentazione correlata, oneri fiscali di vario tipo.

Per il 2024 è possibile usufruire del bonus dedicato agli interventi antisismici per un massimale di spesa pari a 96.000 euro per unità, con un’aliquota variabile tra il 50% l’85%. Il cosiddetto “sisma bonus ordinario” è applicabile ad interventi che includono demolizione e ricostruzione finalizzati al potenziamento della sicurezza sismica degli immobili. L’agevolazione del sismabonus ordinario resta valida fino al 31 dicembre 2024 e viene ripartita in 5 rate annuali.

Il sismabonus 110 o “super sisma bonus” invece è rivolto a soggetti vari, compresi contribuenti IRPEF, condomini, IACP, cooperative, organizzazioni senza scopo di lucro e imprenditori individuali che possono usufruire della misura fino al 31 dicembre 2025 sfruttando anche la cessione del credito e lo sconto in fattura.

Una misura simile è quella degli eco sismabonus combinati sulle parti comuni:

Questo incentivo è stato confermato solo per l’anno corrente! Di cosa si tratta? Un bonus che cumula i benefici fiscali previsti dall’ecobonus e dal sisma bonus. L’aliquota varia dall’80% all’85% mentre il massimale di spesa è pari a 136.000 euro per unità immobiliare con una detrazione massima fino a 108.000€.

Bonus ristrutturazione casa 2024.

Il bonus ristrutturazione era già stato prorogato dal Governo e rimane in vigore la detrazione Irpef del 50% per i lavori fino al 31 dicembre 2024. A seguito del decreto di legge del 16 febbraio 2023 non è più possibile ricorrere alla cessione del credito o allo sconto in fattura ma si potrà richiedere la detrazione nella dichiarazione dei redditi su un limite massimo di 96.000 euro per il 2024. Novità è che dal primo marzo 2024 la legge di Bilancio ha previsto un incremento sulla ritenuta effettuata sui bonifici per le detrazioni fiscali che passa dall’8% all’11%.

La detrazione del 50% rimane confermata per tutti i contribuenti che abbiamo sostenuto spese per i lavori di riqualificazione edilizia. 

A chi spetta dunque la detrazione -50%?

  • Ai condomini, per lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, risanamento e restauro, ristrutturazione edilizia effettuati perciò su parti comuni;
  • Agli immobili residenziali per interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singole unità residenziali di qualsiasi categoria catastale e anche rurali. Sono previste detrazioni anche per interventi eseguiti in economia e cioè in proprio, già vagliati dall’Agenzia delle Entrate, limitatamente all’acquisto dei materiali.

Nel 2025, non essendo al momento previsti cambiamenti, l’aliquota scenderà al 36% per un massimo di spesa di 48.000 euro.

Bonus Barriere Architettoniche.

Anche il bonus per l’eliminazione delle barriere architettoniche rientra in parte nel bonus ristrutturazioni. Destinato a cittadini, imprese, enti pubblici e privati per i prossimi due anni continuano a ricevere l’agevolazione per l’eliminazione degli ostacoli alla mobilità (sia nelle abitazioni sia nei luoghi di lavoro). L’aliquota prevista corrisponde al 75% e i massimali sono variabili in base agli specifici interventi. Inoltre, solo per il 2024 in casi particolari è possibile ricevere la cessione del credito e lo sconto in fattura.

Rimangono inoltre ancora attive alcune incentivazioni già stabilite negli anni passati. Di seguito le misure alle quali si potrà continuare ad accedere per tutto il 2024.

Bonus mobili.

Il bonus mobili ed elettrodomestici è previsto soltanto per il 2024 con un’aliquota pari al 50% e un massimale di spesa che scende a 5.000 euro. Si potranno quindi detrarre complessivamente fino a 2.500 euro. Non dimenticate che gli elettrodomestici per cui è prevista l’agevolazione devono rispettare determinate classi energetiche (classe A per i forni; classe E per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie; classe F per frigoriferi e congelatori).

Bonus Verde.

Resta in vigore il bonus verde relativo al rifacimento e alla sistemazione di giardini, aree verdi, giardini e terrazzi di immobili residenziali con un massimale di spesa pari a 5000 euro per unità immobiliare e l’aliquota è pari al 36%. (per un recupero in 10 anni di un massimo di 1.800 euro). L’agevolazione non è stata confermata per il 2025!

Boho chic: eleganza originale ed estrosa.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa. Se siete persone originali, estrose, con un gran voglia di raccontare la vostra unicità anche attraverso gli spazi della vostra casa, lo stile boho chic fa decisamente per voi! Il nome di questo stile deriva dall’unione del termine bohemian, che richiama lo stile di vita di intellettuali ed artisti del XIX secolo, la parola francese chic, sinonimo di eleganza. Nasce agli inizi del 2000, come nuova tendenza nel settore della moda destinata a raggiungere presto anche quello dell’interior design. Lo stile boho chic è un piccolo universo di citazioni e suggestioni: far west, movimento hippy, stile etnico e quello nordico. Unisce tratti più minimali ad altri decisamente ricchi ed estrosi: la parola chiave è originalità, ed infatti si compone di molti pezzi unici, al punto che ogni casa acquisisce inevitabilmente una propria personalità spiccata e totalmente diversa da ogni altra. Tra innovazione e tradizione. Il fascino del boho chic è dato proprio dall’essere un originale mix tra ciò che è moderno e nuovo e ciò che invece è vintage. Ogni spazio così si anima di ricordi, aneddoti e storie da raccontare legate alla vita degli abitanti della casa. Nessuna casa in stile boho chic assomiglia ad un’altra perché tutte le persone sono uniche nel loro vissuto. Eppure, alcuni elementi di questo stile possono essere riconoscibili. Avete presente il Coachella Music Festival, che si svolge in California annualmente? Bene, l’atmosfera che si respira e soprattutto la mise dei partecipanti e del pubblico sono perfettamente in stile boho chic. Colori sgargianti ma anche al contrario chiari e candidi, stoffe per lo più naturali, richiami hippie, un’eccentricità che punta ad un’armonia ed una serenità senza tempo. L’arte di riciclare. Un’ altra caratteristica importante dello stile boho chic è la sua sostenibilità: gran parte dei suoi elementi si ottengono donando nuova vita e funzionalità ad oggetti ed arredi del passato. Questa operazione non è solo “etica” ma anche molto affascinante e, in un certo senso, artistica: bisogna diventare maestri nella ricerca di vecchi cimeli e tesori, facendo rivivere i ricordi più preziosi. Ci vuole pazienza e creatività: una casa boho chic è in continua trasformazione. Gli elementi dello stile boho chic. In particolare l’arredamento boho chic prevede l’utilizzo di: accessori ed arredi dal sapore etnico; mobili per lo più in legno grezzo o in arte povera; filati naturali come il cotone, il lino, stoffe ricamate finemente, tessuti San Gallo, ecc.; piante e fiori anche esotici, veri o artificiali come i kokedama; arredi e complementi di classe, anche moderni, magari trattati con colori luminosi come l’oro e l’argento; dettagli colorati, accessori stravaganti, decorazioni anche mistiche o dal mood spirituale o religioso come cuori votivi, crocifissi, santini, ecc. Lo stile boho chic è davvero particolare e richiama molto quelle case coloniali di un tempo, ricche per qualità dei mobili, rasserenanti, vivaci ma allo stesso tempo composte. Questo genere mixa dettagli ed arredi di terre lontane con il gusto europeo e grazie all’abilità di un progettista si potrà portare questa atmosfera anche nelle case urbane di oggi. Molto utilizzate nell’arredamento in stile boho chic sono le lanterne orientali, i pouf multicolore etnici sia provenienti da isole lontane sia realizzati in Italia. Immancabili sono poi complementi d’arredo iconici che donano maggiore modernità agli ambienti: tappeti, quadri e stampe, specchi, poltrone in vimini o midollino, ma anche sedute da appendere al soffitto. Tutto però deve essere di gran classe: questa è la sostanziale differenza tra boho ed il più comune etnico. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento!

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento! Il pavimento è una delle componenti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa. Scegliere il materiale più adatto potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto: a giorno d’oggi i materiali disponibili sono sempre di più. Se quelli di ultima generazione offrono vantaggi innovativi, anche quelli più tradizionali possono riservare delle sorprese e diventare delle nuove tendenze. Uno di questi è proprio il linoleum, uno dei materiali ormai più in voga del momento. Uno dei suoi più grandi pregi è la sostenibilità e la capacità di adattarsi a molti stili ed ambienti differenti. Inventato in Scozia negli anni ’60, viene oggi utilizzato per edifici pubblici e privati, per ambienti esterni, interni e per capannoni industriali. Degno di nota è l’incremento del suo utilizzo proprio in ambito privato: resiliente, facile da curare e altamente igienico. Linoleum: un identikit. Il linoleum è un materiale totalmente amico dell’ambiente: la sua ecosostenibilità è dovuta alla sua composizione in materie prime naturali quali resina, sughero, tuta, olio di semi di lino. Si tratta di un rivestimento resiliente ed elastico, piuttosto sottile, facilmente lavorabile e lavabile, nonché isolante ed impermeabile. È inoltre totalmente riciclabile, dura a lungo ed ha proprietà antiscivolo, che lo rendono anche piuttosto sicuro in caso di bambini ed anziani. Quest’ultima caratteristica giustifica chiaramente il suo ampio utilizzo, nel corso dei decenni, in edifici pubblici come ospedali, scuole, palestre, aeroporti, biblioteche, cinema. Come detto sopra, attualmente il suo utilizzo si sta decisamente diffondendo anche in ambito privato, grazie alla sua versatilità e resistenza, nonché alla sua capacità di creare ambienti caldi, accoglienti, confortevoli. Via libera dunque al suo utilizzo in alberghi ed abitazioni, tenendo presente che scegliere il linoleum come rivestimento significa optare per una soluzione rapida ed efficiente. Un pavimento in linoleum può essere velocemente sovrapposto ad una pavimentazione preesistente oltre che disposto come supporto di nuova costruzione. Qualche svantaggio: tende a deformarsi nel tempo a causa di temperatura e sbalzi termici, nonché dell’umidità che può essere presente in ambienti come il bagno o la cucina; necessita davvero di una posa a regola d’arte, che eviti la formazione di sacche d’aria o umidità sotto la sua superficie, col rischio di compromettere l’ambiente circostante. Ricapitolando, un pavimento in linoleum è una soluzione economica, pratica ed ecologica, perfetta se il budget di ristrutturazione è contenuto. Basti pensare che il suo costo base di partenza si aggira sui 22 euro al mq, indecentemente dal taglio a piastrella o a rotolo. Una variazione di prezzo è prevista sulla base della tipologia e dello spessore. Come posare il linoleum. Il linoleum può essere posato a colla oppure a secco. Scegliere fra le due tipologie dipende molto dal tipo di ambiente circostante al pavimento: se l’esigenza primaria è l’igiene conviene optare per una posa a secco, che garantisce una pulizia più facile ed efficace, mentre per un piccolo ambiente senza esigenze particolari si può scegliere invece una posa a colla, perfetta in caso di un taglio del linoleum a piastrelle. La praticità di questo materiale si traduce nella possibilità di poterlo installare in autonomia, sebbene sia fondamentale fare molta attenzione ad evitare la formazione di sacche d’aria o di umidità, come detto sopra. È consigliabile, a questo proposito, aiutarsi con uno spazzolone per meglio stenderlo ed evitare corrugamenti. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress.

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress. Spesso si pensa di ristrutturare la propria casa autonomamente, senza sapere a quante complicazioni burocratiche si vada incontro. Noi di Ristrutturare Casa Italia vogliamo proporvi una breve guida, facile ed intuitiva, su quali sono le principali pratiche edilizie (e non solo) necessarie per le ristrutturazioni. Non sempre è necessaria una pratica edilizia per ristrutturare casa, anche se lo è nella maggior parte dei casi. Ci sono inoltre documenti collaterali che vanno allegati o comunque che potrebbero essere richiesti. Bisogna tenere presente che è una materia estremamente complessa dal punto di vista legale, regolamentata non solo a livello nazionale ma anche regionale e comunale. La casistica pertanto è davvero infinita, e quindi è sempre necessario rivolgersi a professionisti che esaminino il vostro caso e curino le migliori soluzioni per voi. Noi di Ristrutturare Casa Italia metteremo a vostra disposizione professionisti altamente qualificati, che sappiano guidarvi passo dopo passo. Perché le pratiche edilizie sono importanti? Presupposto obbligatorio per poter fruire delle detrazioni fiscali, è che la casa sia in regola. Lavori eseguiti senza pratica edilizia quando era necessaria, o con pratiche edilizie incomplete e/o sbagliate, non hanno diritto alle detrazioni fiscali, che possono essere revocate dall’Agenzia delle Entrate fino a cinque anni dopo quello di godimento, anche con la restituzione delle somme già godute. La burocrazia edilizia. Il riferimento legislativo italiano per tutto ciò che riguarda i procedimenti edilizi privati è il Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 380/2001. Questo testo normativo si riferisce a tutte le opere edilizie nel loro complesso, quindi sia ristrutturazioni che nuove costruzioni. I tipi di interventi edilizi possibili sono stati suddivisi, all’art. 3 del T.U.E. in sei categorie, sulla base del loro impatto sull’assetto edilizio complessivo: Manutenzione Ordinaria Manutenzione Straordinaria Restauro e Risanamento Conservativo Ristrutturazione Edilizia Nuova Costruzione  Ristrutturazione Urbanistica Le due categorie che interessano la maggioranza delle ristrutturazioni sono le prime due: manutenzione ordinaria e straordinaria. Mentre le ultime due riguardano interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, la terza e la quarta riguardano gli edifici vincolati, cioè una minima parte degli edifici costruiti. È importante poi tenere presente che i Piani Regolatori Comunali disciplinano le categorie di intervento applicabili ad un singolo edificio o una determinata parte del territorio. Sicuramente le prime due categorie di intervento sono sempre applicabili a tutti gli edifici esistenti, in quanto fondamentali per garantirne la funzionalità. Inoltre è bene ricordare che nessun intervento edilizio può essere effettuato su edifici che presentano abusi o difformità. Quali opere rientrano nella manutenzione ordinaria? Rientrano in questa categoria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. Si parla quindi di pavimenti, sanitari, porte, finestre, finiture varie, rivestimenti ecc. ma anche di controsoffitti, rifacimento di intonaci, condizionatori, pannelli fotovoltaici e riparazione degli impianti esistenti. Quali opere rientrano nella manutenzione straordinaria? Rientrano in questa categoria “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati, necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”. Si parla quindi di lavori edilizi ed impiantistici oppure di interventi rilevanti dal punto di vista urbanistico. Le pratiche edilizie. In caso di opere rientranti nella manutenzione ordinaria non è necessario presentare alcuna pratica edilizia, infatti si sta parlando di edilizia libera. Attenzione però: alcuni comuni possono comunque richiedere la presentazione di una comunicazione per determinati tipi di interventi rientranti nella manutenzione ordinaria Invece, in caso di opere rientranti nella manutenzione straordinaria, ma senza l’esecuzione di opere strutturali, la pratica edilizia da presentare è la CILA. In questo caso la manutenzione straordinaria si dice “leggera” ed è la classica tipologia di intervento della maggior parte delle ristrutturazioni. Per le opere rientranti nella manutenzione straordinaria ma che prevedono anche l’esecuzione lavori strutturali, la pratica edilizia da presentare è la SCIA. In questo caso si parla di manutenzione straordinaria “pesante”. La CILA. La sigla CILA sta per comunicazione di inizio lavori asseverata. Da ciò si evince che: è una comunicazione e non una richiesta di autorizzazione 2) deve essere asseverata: cioè ci deve essere qualcuno che, apponendo un timbro e una firma, certifichi che tutto quello dichiarato nella pratica edilizia è corretto. Questo qualcuno è obbligatoriamente un tecnico abilitato: architetto, ingegnere o geometra. In sintesi la pratica dovrà contenere: la comunicazione resa su un modello a firma del titolare di diritti sull’immobile (proprietario, usufruttuario, locatario, etc.);  l’asseverazione a firma del tecnico abilitato, anche questa resa su un modello;  una serie di allegati (documenti di identità di tutti i soggetti coinvolti, ricevuta di versamento dei diritti di segreteria – solitamente tra i 50 e i 300 euro -, gli elaborati progettuali – solitamente una relazione, una pianta dello stato di fatto ed una pianta del progetto). Può inoltre essere necessario allegare: piante con gli schemi impiantistici, stima dei rifiuti prodotti dalle demolizioni con relativo contratto di discarica per lo smaltimento, dichiarazione di affidamento di incarico al tecnico con sua dichiarazione di avvenuto pagamento, DURC dell’impresa con dichiarazione di contratto collettivo applicato, titolo di proprietà dell’immobile, planimetria e visura catastale. Resta ferma la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre obblighi

Leggi Tutto »

Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio!

Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio! Rinnovare la propria casa in modo ecosostenibile è ancora più conveniente per te e per l’ambiente. Spesso non occorre sostituire completamente l’arredamento: basta dare nuova linfa a quello esistente. Se qualche mobile ormai non è più di vostro gusto e ha decisamente molti anni di vita, potrebbe essere la perfetta occasione per cimentarvi in una pratica antica ed affascinante, dai risultati sorprendenti. Stiamo parlando del decapaggio, una tecnica raffinata che è quasi un’arte e che potrebbe rivelarsi anche molto divertente da soli o in compagnia. Consiste nel rimuovere lo strato superficiale della vernice di un mobile per conferirgli un aspetto volutamente consumato e dare l’impressione che sia molto più antico. È una strategia che consente di ridare nuova vita a mobili che magari, per molti motivi, ci hanno stufato o sono danneggiati. A cosa serve? Il termine decapare deriva dal francese decapèr, che significa rimuovere la cappa, la copertura, e la tecnica ha origini molto antiche, rintracciabili alla metà del 1700 circa. Gli artigiani decapavano il legno per proteggerlo dai tarli, lavandolo prima con la soda e passando poi una mano di calce con cui disinfestarne pori e fessure. Oggi numerosi corsi di fai da te hanno permesso la riscoperta e diffusione di quest’arte manuale che permette di recuperare mobili antichi o semplicemente di renderli più affascinanti ed adatti a precise esigenze di gusto. È infatti sempre più diffuso il cosiddetto shabby chic, uno stile basato sull’utilizzo di un arredamento volutamente antichizzato, con l’utilizzo di vernici dalle tinte tenui, quasi sbiadite, che richiamano l’epoca vittoriana o addirittura rinascimentale. Sono oggetto di decapaggio non solo mobili vecchi, ma anche in legno grezzo: si può lavorare quindi anche su elementi di arredamento appena acquistati. La giusta tecnica. Per decapare un mobile occorre innanzitutto avere i giusti strumenti: occhiali, guanti protettivi, un pennello piatto, una spazzola metallica, della lana d’acciaio, meglio se a grana extra, stucco, carta vetrata, vernice acrilica chiara e scura. Per procedere è opportuno trovarsi all’aperto o in un locale ben ventilato, dal momento che si utilizzeranno vernici e si produrranno sostanze nocive come polveri sottili; è inoltre consigliabile dotarsi delle giuste protezioni, come una tuta, dei guanti, degli occhiali e una mascherina. Prese queste precauzioni, si può iniziare a decapare il proprio mobile: carteggiare con la carta vetrata per rimuovere accuratamente la vernice Stuccare le parti danneggiate e lasciare asciugare Spazzolare la superficie del legno con la spazzola metallica, in modo da creare piccoli solchi che faciliteranno la penetrazione della cera Impregnare la lana d’acciaio con la pasta di cera e spalmarla sul legno Lasciare asciugare per circa 30 minuti Usare di nuovo la lana d’acciaio, immersa questa volta nella cera più scura, per rimuovere la cera chiara ed ottenere l’effetto desiderato Lucidare il mobile secondo il proprio gusto Tipologie e manutenzione. La manutenzione di un mobile decapato non richiede altro che la rimozione della polvere in eccesso ed un panno imbevuto di cera chiara per mobili. Le tipologie di questa tecnica invece sono molte: shabby chic, per una casa elegante e raffinata, shabby french per richiamare atmosfere francesi di fine Ottocento, shabby total white se gli arredi saranno totalmente bianchi, country chic per un effetto rustico ma elegante, rustic worn per un rustico vissuto. È possibile decapare moltissimi mobili diversi: poltrone, sedie, sgabelli, tavoli di qualunque forma e dimensione, divani, specchiere, armadi, madie, mensole, cassettiere. Potrete davvero dare sfogo alla vostra creatività! Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Calore e comfort con il grès effetto legno.

Calore e comfort con il grès effetto legno. Il grès porcellanato effetto legno è una scelta sicuramente innovativa, perché si parla di un tipo di ceramica compatta, lavorata fino a raggiungere un alto grado di durezza e resistenza ad agenti chimici ed atmosferici, nonché a sollecitazioni meccaniche come graffi, abrasioni, flessioni, urti. Il grès effetto legno è inoltre impermeabile ai liquidi, ma senza l’utilizzo di impermeabilizzanti chimici, vernici o resine, cosa che lo rende un materiale molto più salubre rispetto ad alternative simili. Quante sensazioni può dare un pavimento sotto i nostri piedi? Infinite. Calore, sicurezza, comfort, pulizia, ricercatezza. Nel vasto panorama delle possibilità di rivestimento, il nostro showroom in questo articolo ve ne propone una che raduna tutte queste caratteristiche e non solo. Una caratteristica importante per qualunque pavimento è quella di essere il più possibile resistente al tempo ed all’usura: il grès porcellanato effetto legno sicuramente soddisfa queste esigenze, essendo un rivestimento ideale per qualunque zona della casa. Non assorbe odori e non rilascia sostanze nocive per l’uomo, non si usura nel tempo e resiste ad un elevato calpestio. È questa una scelta notevole anche da un punto di vista strettamente estetico: il calore armonioso del legno, elegante e raffinato, si combina ad una serie di vantaggi rispetto ad un’alternativa in vero legno o in altri materiali che lo imitano. Infatti non è solo economicamente più conveniente, ma anche più ecologico, dal momento che previene la deforestazione e predilige l’utilizzo di materiali di scarto (argille, sabbie e feldspati) che ne fondano la resistenza. La sua versatilità lo rende ottimo per gli interni come per gli esterni ed è possibile sbizzarrirsi con le molteplici possibilità cromatiche e di texture: spesso si scelgono colori chiari, perfetti da abbinare a decine di altre tonalità, per gli effetti più estrosi ed originali. Ma non sono da sottovalutare neppure le sue tonalità più scure, come ad esempio il marrone o il nero, che ben si prestano a contrasti piacevoli, sorprendenti, da valorizzare e bilanciare con l’illuminotecnica; così come può essere un’ottima alternativa il grigio, che in accostamento a tonalità più forti ed accese rimane neutro ma viene valorizzato al massimo. È un materiale facile da gestire nel tempo, non necessitando di tutte le cure specifiche di cui invece ha bisogno un pavimento in parquet, e per tenerlo pulito è sufficiente acqua ed un detergente specifico per pavimenti. È quindi un materiale jolly, adatto ai più diversi stili di arredamento: dai più classici ai più moderni, dal minimal ai più eccentrici, proponendo un’eleganza ed una semplicità durature, che non passano mai di moda. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Romanticismo e natura: lo stile provenzale.

Romanticismo e natura: lo stile provenzale. Chi è stato in Provenza almeno una volta nella vita, sicuramente subirà il fascino dello stile provenzale: quell’atmosfera tersa, lenta, poetica, che accompagna le campagne e le città del sud della Francia. Un’aura che rimane nel cuore e che sa ispirare, al punto da non riuscire a dimenticarla. Se desiderate portarla con voi, nella vostra casa, sappiate che è possibile! Ma andiamo con ordine: innanzitutto lo stile provenzale affonda le sue radici nel 1600, nella Versailles di Luigi XIV che ingaggiò i più prestigiosi artisti ed artigiani dell’epoca per renderla un’icona assoluta di lusso e stile. Gli influssi della capitale si diffusero presto anche in campagna, in particolare nel territorio provenzale. Ed ecco che rustiche case contadine cominciano ad impreziosirsi di influenze lussuose provenienti da Parigi, segnando per sempre la cifra distintiva dello stile provenzale. Oggi l’arredamento in stile provenzale si è ormai consolidato come uno dei più amati al mondo. Ricordando lo shabby chic e lo stile country francese, si presenta come un affascinante mix di comfort, raffinatezza ed un’elegante rusticità che lo rendono sofisticato e genuino allo stesso tempo. In particolare si differenzia dallo shabby chic sopra citato per l’atmosfera: qui infatti vige un mood più romantico, fatato, si azzardano di più tinte glicine, lilla, salvia, mentre nello shabby è preferito il candore del bianco e delle tinte neutre. Colori naturali, tinte pastello e tanta fantasia. I colori e la natura del sud della Francia splendono cristallizzati in questo genere di arredamento. Una vita semplice, en plen air, armoniosa e rilassata, sono la fonte di questa estetica così vivace ed accogliente. La delicatezza è il comune denominatore dei colori e dei materiali usati: la lavanda spicca su tutti, dal fiore così diffuso in Provenza, che ogni anno regala meravigliose ed abbondanti fioriture. Molto utilizzate anche tutte le altre tinte pastello (in particolare verde salvia ed azzurro) meglio se intrecciate con con varianti del bianco e dell’avorio, del blu e del giallo. Lo stile provenzale utilizza molto anche i tessuti: soprattutto lino e cotone leggero, da usare con tende, cuscini, divani, sofà, biancheria e trapunte. Le fantasie predilette sono invece quelle floreali. I materiali. Il legno è il principale materiale utilizzato in questo stile: si tratta però di legno recuperato e decapato a regola d’arte, ovvero sottoposto ad una tecnica che regale un aspetto antichizzato e vissuto. Un altro materiale ricorrente, che si ritrova in sedie, testiere o tavolini, è il ferro battuto, di solito laccato di bianco o avorio. Il gusto decorativo per far fiorire la tua casa. Fiori, fiori ed ancora fiori! I motivi floreali sono il cuore di questo stile, che vuole rendere tutto il respiro delle campagne provenzali, la vitalità e le piccole gioie di una vita rilassata, in armonia con la natura ed i suoi colori. Lavanda, salvia, ranuncoli, rose, margherite, gipsofila… è davvero vasto il panorama di possibilità da applicare a questo stile. Il risultato sarà sorprendente: un profumato abbraccio di accoglienza e comfort, rinforzato dall’utilizzo di candele, cuscini, tendaggi, tappeti, mazzi di fiori freschi, saponette profumate, cesti di pot-pourri in materiali naturali come il vimini, ma anche pentole in rame e porcellane sapientemente esposte. Come arredare in stile provenzale. Potrai ricreare comunque un ambiente provenzale utilizzando tutti i topic dello shabby chic, arricchendoli con: decorazioni che richiamano la provenza come quadretti naturalistici, magari con scritte in francese o simili. tende e tessuti nei toni pastello; fiori freschi o secchi come la lavanda, capace pure di regalare fragranze rasserenanti; rivestimenti non prettamente bianchi, ma anche polverosi come il rosa cipria, il verde pistacchio o il salvia, il crema, il grigio, ecc.; Lo stile provenzale è perfetto per arredare casa in campagna, ma pure nelle case al mare o di villeggiatura, dal momento che ispira leggerezza, primavera ed estate. Nelle case rustiche poi si ha la possibilità di sfruttare proprio l’architettura tipica, cornice ideale per questo genere d’arredo. Ed anche in questo caso può essere mitigato e personalizzato grazie all’intervento di un abile architetto. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Contatti

Sede legale: Savona via Gramsci 6/4

Telefono: 800909275

Email: info@ristrutturare-casa-italia.com

© 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Categorie
Senza categoria

Pillole di stile per la tua living room.

Pillole di stile per la tua living room.

A prescindere dalla sua conformazione e metratura, il soggiorno, salotto o salone che dir si voglia ha un ruolo fondamentale nella vita di ogni persona.

Qui si accolgono gli ospiti e le persone care, qui ci si dedica al relax e si ha davvero l’impressione di poter contemplare il lato più piacevole ed estetico della propria casa.

Il termine inglese “living room”, non a caso, pone l’accento proprio su quanto sia lo spazio dedicato in generale al vivere, senza che abbia per forza particolari funzionalità dettate da esigenze di lavoro o fisiologiche.

A metà fra un biglietto da visita per gli ospiti ed un rifugio piacevole e sicuro in cui ritirarsi dalla fatica e dalla frenesia del quotidiano, anche il salone deve comunque rispondere a certe caratteristiche, improntate in questo caso soprattutto al comfort ed allo stile.

Le scelte di arredo per questa zona della casa sono più delicate di quanto si pensi: laddove ci sono infinite possibilità e una vasta gamma di prodotti di grande qualità, solo l’occhio competente ed esperto di un interior designer professionista potrà aiutarvi nel fare la scelta migliore.

Minimal e chic.

Scegliere arredi minimalisti, caratterizzati da un taglio geometrico ed essenziale, significa fare una scelta di tendenza, semplice e chic allo stesso tempo.

La pulizia di questo stile renderà il vostro soggiorno una zona ariosa, dallo stile contemporaneo e dinamico, arricchita da elementi di arredo con una personalità particolare, come divani dalle forme originali, lampade di design in materiali innovativi e dalla linea spiccata.

Giocare poi sui tocchi di colore e sui contrasti aiuterà a riscaldare questo stile, scongiurando il pericolo di farlo diventare troppo asettico ed impersonale, magari optando soprattutto per il calore tradizionale del legno come rivestimento di pavimenti ed altri arredi.

Per gli amanti della tradizione.

Il fascino di un salotto più tradizionale è indiscutibile: un ambiente caldo, genuino, che faccia sentire accolti senza troppi virtuosismi stilistici.

È sempre bene, però, saper reinterpretare la tradizione, in modo da renderla contemporanea e non appesantire. Non c’è niente di peggio di un soggiorno kitsch e pacchiano, più simile ad un negozio di antiquariato che ad uno spazio in cui si vive.

Da evitare quindi la raccolta forsennata di ninnoli, soprammobili, suppellettili, ma anche mobilio troppo pensate e datato.

Meglio puntare su pochi elementi scelti, di valore o anche antichi, ma con i quali sia evidente un legame affettivo, da mettere in risalto con cura in un ambiente che è a tratti più leggero e spazioso. Meglio puntare, di base, su colori chiari e neutri, come il bianco, il panna o il beige.

Divani importanti, poltrone comode e di personalità, grandi cuscini, tendaggi, quadri, vasi, oggetti particolari: spiccheranno tutti in modo molto più sobrio ed elegante in una cornice “pulita”.

Trucchi per una metratura ridotta.

Se lo spazio non è dei più estesi, niente paura: anche in questo caso un interior designer professionista saprà guidarvi con sapienza negli accorgimenti più importanti da prendere.

La parola d’ordine sarà sempre “sobrietà”: meglio lasciare il più possibile spazio tra i mobili, evitare di riempire ogni centimetro a disposizione con oggetti che non sono necessari, optare per l’utilizzo del vetro per tavoli, credenze, tavolini, ripiani, privilegiare colori chiari e neutri, dimensioni degli arredi proporzionate alla metratura, specchi e punti luce.

Anche la scelta dell’illuminazione sarà molto importante e strategica: meglio un’illuminazione fredda e diffusa, con fonti di luce particolareggiate per esaltare alcuni arredi e zone.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa. Se siete persone originali, estrose, con un gran voglia di raccontare la vostra unicità anche attraverso gli spazi della vostra casa, lo stile boho chic fa decisamente per voi! Il nome di questo stile deriva dall’unione del termine bohemian, che richiama lo stile di vita di intellettuali ed artisti del XIX secolo, la parola francese chic, sinonimo di eleganza. Nasce agli inizi del 2000, come nuova tendenza nel settore della moda destinata a raggiungere presto anche quello dell’interior design. Lo stile boho chic è un piccolo universo di citazioni e suggestioni: far west, movimento hippy, stile etnico e quello nordico. Unisce tratti più minimali ad altri decisamente ricchi ed estrosi: la parola chiave è originalità, ed infatti si compone di molti pezzi unici, al punto che ogni casa acquisisce inevitabilmente una propria personalità spiccata e totalmente diversa da ogni altra. Tra innovazione e tradizione. Il fascino del boho chic è dato proprio dall’essere un originale mix tra ciò che è moderno e nuovo e ciò che invece è vintage. Ogni spazio così si anima di ricordi, aneddoti e storie da raccontare legate alla vita degli abitanti della casa. Nessuna casa in stile boho chic assomiglia ad un’altra perché tutte le persone sono uniche nel loro vissuto. Eppure, alcuni elementi di questo stile possono essere riconoscibili. Avete presente il Coachella Music Festival, che si svolge in California annualmente? Bene, l’atmosfera che si respira e soprattutto la mise dei partecipanti e del pubblico sono perfettamente in stile boho chic. Colori sgargianti ma anche al contrario chiari e candidi, stoffe per lo più naturali, richiami hippie, un’eccentricità che punta ad un’armonia ed una serenità senza tempo. L’arte di riciclare. Un’ altra caratteristica importante dello stile boho chic è la sua sostenibilità: gran parte dei suoi elementi si ottengono donando nuova vita e funzionalità ad oggetti ed arredi del passato. Questa operazione non è solo “etica” ma anche molto affascinante e, in un certo senso, artistica: bisogna diventare maestri nella ricerca di vecchi cimeli e tesori, facendo rivivere i ricordi più preziosi. Ci vuole pazienza e creatività: una casa boho chic è in continua trasformazione. Gli elementi dello stile boho chic. In particolare l’arredamento boho chic prevede l’utilizzo di: accessori ed arredi dal sapore etnico; mobili per lo più in legno grezzo o in arte povera; filati naturali come il cotone, il lino, stoffe ricamate finemente, tessuti San Gallo, ecc.; piante e fiori anche esotici, veri o artificiali come i kokedama; arredi e complementi di classe, anche moderni, magari trattati con colori luminosi come l’oro e l’argento; dettagli colorati, accessori stravaganti, decorazioni anche mistiche o dal mood spirituale o religioso come cuori votivi, crocifissi, santini, ecc. Lo stile boho chic è davvero particolare e richiama molto quelle case coloniali di un tempo, ricche per qualità dei mobili, rasserenanti, vivaci ma allo stesso tempo composte. Questo genere mixa dettagli ed arredi di terre lontane con il gusto europeo e grazie all’abilità di un progettista si potrà portare questa atmosfera anche nelle case urbane di oggi. Molto utilizzate nell’arredamento in stile boho chic sono le lanterne orientali, i pouf multicolore etnici sia provenienti da isole lontane sia realizzati in Italia. Immancabili sono poi complementi d’arredo iconici che donano maggiore modernità agli ambienti: tappeti, quadri e stampe, specchi, poltrone in vimini o midollino, ma anche sedute da appendere al soffitto. Tutto però deve essere di gran classe: questa è la sostanziale differenza tra boho ed il più comune etnico. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento!

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento! Il pavimento è una delle componenti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa. Scegliere il materiale più adatto potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto: a giorno d’oggi i materiali disponibili sono sempre di più. Se quelli di ultima generazione offrono vantaggi innovativi, anche quelli più tradizionali possono riservare delle sorprese e diventare delle nuove tendenze. Uno di questi è proprio il linoleum, uno dei materiali ormai più in voga del momento. Uno dei suoi più grandi pregi è la sostenibilità e la capacità di adattarsi a molti stili ed ambienti differenti. Inventato in Scozia negli anni ’60, viene oggi utilizzato per edifici pubblici e privati, per ambienti esterni, interni e per capannoni industriali. Degno di nota è l’incremento del suo utilizzo proprio in ambito privato: resiliente, facile da curare e altamente igienico. Linoleum: un identikit. Il linoleum è un materiale totalmente amico dell’ambiente: la sua ecosostenibilità è dovuta alla sua composizione in materie prime naturali quali resina, sughero, tuta, olio di semi di lino. Si tratta di un rivestimento resiliente ed elastico, piuttosto sottile, facilmente lavorabile e lavabile, nonché isolante ed impermeabile. È inoltre totalmente riciclabile, dura a lungo ed ha proprietà antiscivolo, che lo rendono anche piuttosto sicuro in caso di bambini ed anziani. Quest’ultima caratteristica giustifica chiaramente il suo ampio utilizzo, nel corso dei decenni, in edifici pubblici come ospedali, scuole, palestre, aeroporti, biblioteche, cinema. Come detto sopra, attualmente il suo utilizzo si sta decisamente diffondendo anche in ambito privato, grazie alla sua versatilità e resistenza, nonché alla sua capacità di creare ambienti caldi, accoglienti, confortevoli. Via libera dunque al suo utilizzo in alberghi ed abitazioni, tenendo presente che scegliere il linoleum come rivestimento significa optare per una soluzione rapida ed efficiente. Un pavimento in linoleum può essere velocemente sovrapposto ad una pavimentazione preesistente oltre che disposto come supporto di nuova costruzione. Qualche svantaggio: tende a deformarsi nel tempo a causa di temperatura e sbalzi termici, nonché dell’umidità che può essere presente in ambienti come il bagno o la cucina; necessita davvero di una posa a regola d’arte, che eviti la formazione di sacche d’aria o umidità sotto la sua superficie, col rischio di compromettere l’ambiente circostante. Ricapitolando, un pavimento in linoleum è una soluzione economica, pratica ed ecologica, perfetta se il budget di ristrutturazione è contenuto. Basti pensare che il suo costo base di partenza si aggira sui 22 euro al mq, indecentemente dal taglio a piastrella o a rotolo. Una variazione di prezzo è prevista sulla base della tipologia e dello spessore. Come posare il linoleum. Il linoleum può essere posato a colla oppure a secco. Scegliere fra le due tipologie dipende molto dal tipo di ambiente circostante al pavimento: se l’esigenza primaria è l’igiene conviene optare per una posa a secco, che garantisce una pulizia più facile ed efficace, mentre per un piccolo ambiente senza esigenze particolari si può scegliere invece una posa a colla, perfetta in caso di un taglio del linoleum a piastrelle. La praticità di questo materiale si traduce nella possibilità di poterlo installare in autonomia, sebbene sia fondamentale fare molta attenzione ad evitare la formazione di sacche d’aria o di umidità, come detto sopra. È consigliabile, a questo proposito, aiutarsi con uno spazzolone per meglio stenderlo ed evitare corrugamenti. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress.

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress. Spesso si pensa di ristrutturare la propria casa autonomamente, senza sapere a quante complicazioni burocratiche si vada incontro. Noi di Ristrutturare Casa Italia vogliamo proporvi una breve guida, facile ed intuitiva, su quali sono le principali pratiche edilizie (e non solo) necessarie per le ristrutturazioni. Non sempre è necessaria una pratica edilizia per ristrutturare casa, anche se lo è nella maggior parte dei casi. Ci sono inoltre documenti collaterali che vanno allegati o comunque che potrebbero essere richiesti. Bisogna tenere presente che è una materia estremamente complessa dal punto di vista legale, regolamentata non solo a livello nazionale ma anche regionale e comunale. La casistica pertanto è davvero infinita, e quindi è sempre necessario rivolgersi a professionisti che esaminino il vostro caso e curino le migliori soluzioni per voi. Noi di Ristrutturare Casa Italia metteremo a vostra disposizione professionisti altamente qualificati, che sappiano guidarvi passo dopo passo. Perché le pratiche edilizie sono importanti? Presupposto obbligatorio per poter fruire delle detrazioni fiscali, è che la casa sia in regola. Lavori eseguiti senza pratica edilizia quando era necessaria, o con pratiche edilizie incomplete e/o sbagliate, non hanno diritto alle detrazioni fiscali, che possono essere revocate dall’Agenzia delle Entrate fino a cinque anni dopo quello di godimento, anche con la restituzione delle somme già godute. La burocrazia edilizia. Il riferimento legislativo italiano per tutto ciò che riguarda i procedimenti edilizi privati è il Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 380/2001. Questo testo normativo si riferisce a tutte le opere edilizie nel loro complesso, quindi sia ristrutturazioni che nuove costruzioni. I tipi di interventi edilizi possibili sono stati suddivisi, all’art. 3 del T.U.E. in sei categorie, sulla base del loro impatto sull’assetto edilizio complessivo: Manutenzione Ordinaria Manutenzione Straordinaria Restauro e Risanamento Conservativo Ristrutturazione Edilizia Nuova Costruzione  Ristrutturazione Urbanistica Le due categorie che interessano la maggioranza delle ristrutturazioni sono le prime due: manutenzione ordinaria e straordinaria. Mentre le ultime due riguardano interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, la terza e la quarta riguardano gli edifici vincolati, cioè una minima parte degli edifici costruiti. È importante poi tenere presente che i Piani Regolatori Comunali disciplinano le categorie di intervento applicabili ad un singolo edificio o una determinata parte del territorio. Sicuramente le prime due categorie di intervento sono sempre applicabili a tutti gli edifici esistenti, in quanto fondamentali per garantirne la funzionalità. Inoltre è bene ricordare che nessun intervento edilizio può essere effettuato su edifici che presentano abusi o difformità. Quali opere rientrano nella manutenzione ordinaria? Rientrano in questa categoria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. Si parla quindi di pavimenti, sanitari, porte, finestre, finiture varie, rivestimenti ecc. ma anche di controsoffitti, rifacimento di intonaci, condizionatori, pannelli fotovoltaici e riparazione degli impianti esistenti. Quali opere rientrano nella manutenzione straordinaria? Rientrano in questa categoria “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati, necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”. Si parla quindi di lavori edilizi ed impiantistici oppure di interventi rilevanti dal punto di vista urbanistico. Le pratiche edilizie. In caso di opere rientranti nella manutenzione ordinaria non è necessario presentare alcuna pratica edilizia, infatti si sta parlando di edilizia libera. Attenzione però: alcuni comuni possono comunque richiedere la presentazione di una comunicazione per determinati tipi di interventi rientranti nella manutenzione ordinaria Invece, in caso di opere rientranti nella manutenzione straordinaria, ma senza l’esecuzione di opere strutturali, la pratica edilizia da presentare è la CILA. In questo caso la manutenzione straordinaria si dice “leggera” ed è la classica tipologia di intervento della maggior parte delle ristrutturazioni. Per le opere rientranti nella manutenzione straordinaria ma che prevedono anche l’esecuzione lavori strutturali, la pratica edilizia da presentare è la SCIA. In questo caso si parla di manutenzione straordinaria “pesante”. La CILA. La sigla CILA sta per comunicazione di inizio lavori asseverata. Da ciò si evince che: è una comunicazione e non una richiesta di autorizzazione 2) deve essere asseverata: cioè ci deve essere qualcuno che, apponendo un timbro e una firma, certifichi che tutto quello dichiarato nella pratica edilizia è corretto. Questo qualcuno è obbligatoriamente un tecnico abilitato: architetto, ingegnere o geometra. In sintesi la pratica dovrà contenere: la comunicazione resa su un modello a firma del titolare di diritti sull’immobile (proprietario, usufruttuario, locatario, etc.);  l’asseverazione a firma del tecnico abilitato, anche questa resa su un modello;  una serie di allegati (documenti di identità di tutti i soggetti coinvolti, ricevuta di versamento dei diritti di segreteria – solitamente tra i 50 e i 300 euro -, gli elaborati progettuali – solitamente una relazione, una pianta dello stato di fatto ed una pianta del progetto). Può inoltre essere necessario allegare: piante con gli schemi impiantistici, stima dei rifiuti prodotti dalle demolizioni con relativo contratto di discarica per lo smaltimento, dichiarazione di affidamento di incarico al tecnico con sua dichiarazione di avvenuto pagamento, DURC dell’impresa con dichiarazione di contratto collettivo applicato, titolo di proprietà dell’immobile, planimetria e visura catastale. Resta ferma la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre obblighi

Leggi Tutto »

Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio!

Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio! Rinnovare la propria casa in modo ecosostenibile è ancora più conveniente per te e per l’ambiente. Spesso non occorre sostituire completamente l’arredamento: basta dare nuova linfa a quello esistente. Se qualche mobile ormai non è più di vostro gusto e ha decisamente molti anni di vita, potrebbe essere la perfetta occasione per cimentarvi in una pratica antica ed affascinante, dai risultati sorprendenti. Stiamo parlando del decapaggio, una tecnica raffinata che è quasi un’arte e che potrebbe rivelarsi anche molto divertente da soli o in compagnia. Consiste nel rimuovere lo strato superficiale della vernice di un mobile per conferirgli un aspetto volutamente consumato e dare l’impressione che sia molto più antico. È una strategia che consente di ridare nuova vita a mobili che magari, per molti motivi, ci hanno stufato o sono danneggiati. A cosa serve? Il termine decapare deriva dal francese decapèr, che significa rimuovere la cappa, la copertura, e la tecnica ha origini molto antiche, rintracciabili alla metà del 1700 circa. Gli artigiani decapavano il legno per proteggerlo dai tarli, lavandolo prima con la soda e passando poi una mano di calce con cui disinfestarne pori e fessure. Oggi numerosi corsi di fai da te hanno permesso la riscoperta e diffusione di quest’arte manuale che permette di recuperare mobili antichi o semplicemente di renderli più affascinanti ed adatti a precise esigenze di gusto. È infatti sempre più diffuso il cosiddetto shabby chic, uno stile basato sull’utilizzo di un arredamento volutamente antichizzato, con l’utilizzo di vernici dalle tinte tenui, quasi sbiadite, che richiamano l’epoca vittoriana o addirittura rinascimentale. Sono oggetto di decapaggio non solo mobili vecchi, ma anche in legno grezzo: si può lavorare quindi anche su elementi di arredamento appena acquistati. La giusta tecnica. Per decapare un mobile occorre innanzitutto avere i giusti strumenti: occhiali, guanti protettivi, un pennello piatto, una spazzola metallica, della lana d’acciaio, meglio se a grana extra, stucco, carta vetrata, vernice acrilica chiara e scura. Per procedere è opportuno trovarsi all’aperto o in un locale ben ventilato, dal momento che si utilizzeranno vernici e si produrranno sostanze nocive come polveri sottili; è inoltre consigliabile dotarsi delle giuste protezioni, come una tuta, dei guanti, degli occhiali e una mascherina. Prese queste precauzioni, si può iniziare a decapare il proprio mobile: carteggiare con la carta vetrata per rimuovere accuratamente la vernice Stuccare le parti danneggiate e lasciare asciugare Spazzolare la superficie del legno con la spazzola metallica, in modo da creare piccoli solchi che faciliteranno la penetrazione della cera Impregnare la lana d’acciaio con la pasta di cera e spalmarla sul legno Lasciare asciugare per circa 30 minuti Usare di nuovo la lana d’acciaio, immersa questa volta nella cera più scura, per rimuovere la cera chiara ed ottenere l’effetto desiderato Lucidare il mobile secondo il proprio gusto Tipologie e manutenzione. La manutenzione di un mobile decapato non richiede altro che la rimozione della polvere in eccesso ed un panno imbevuto di cera chiara per mobili. Le tipologie di questa tecnica invece sono molte: shabby chic, per una casa elegante e raffinata, shabby french per richiamare atmosfere francesi di fine Ottocento, shabby total white se gli arredi saranno totalmente bianchi, country chic per un effetto rustico ma elegante, rustic worn per un rustico vissuto. È possibile decapare moltissimi mobili diversi: poltrone, sedie, sgabelli, tavoli di qualunque forma e dimensione, divani, specchiere, armadi, madie, mensole, cassettiere. Potrete davvero dare sfogo alla vostra creatività! Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Calore e comfort con il grès effetto legno.

Calore e comfort con il grès effetto legno. Il grès porcellanato effetto legno è una scelta sicuramente innovativa, perché si parla di un tipo di ceramica compatta, lavorata fino a raggiungere un alto grado di durezza e resistenza ad agenti chimici ed atmosferici, nonché a sollecitazioni meccaniche come graffi, abrasioni, flessioni, urti. Il grès effetto legno è inoltre impermeabile ai liquidi, ma senza l’utilizzo di impermeabilizzanti chimici, vernici o resine, cosa che lo rende un materiale molto più salubre rispetto ad alternative simili. Quante sensazioni può dare un pavimento sotto i nostri piedi? Infinite. Calore, sicurezza, comfort, pulizia, ricercatezza. Nel vasto panorama delle possibilità di rivestimento, il nostro showroom in questo articolo ve ne propone una che raduna tutte queste caratteristiche e non solo. Una caratteristica importante per qualunque pavimento è quella di essere il più possibile resistente al tempo ed all’usura: il grès porcellanato effetto legno sicuramente soddisfa queste esigenze, essendo un rivestimento ideale per qualunque zona della casa. Non assorbe odori e non rilascia sostanze nocive per l’uomo, non si usura nel tempo e resiste ad un elevato calpestio. È questa una scelta notevole anche da un punto di vista strettamente estetico: il calore armonioso del legno, elegante e raffinato, si combina ad una serie di vantaggi rispetto ad un’alternativa in vero legno o in altri materiali che lo imitano. Infatti non è solo economicamente più conveniente, ma anche più ecologico, dal momento che previene la deforestazione e predilige l’utilizzo di materiali di scarto (argille, sabbie e feldspati) che ne fondano la resistenza. La sua versatilità lo rende ottimo per gli interni come per gli esterni ed è possibile sbizzarrirsi con le molteplici possibilità cromatiche e di texture: spesso si scelgono colori chiari, perfetti da abbinare a decine di altre tonalità, per gli effetti più estrosi ed originali. Ma non sono da sottovalutare neppure le sue tonalità più scure, come ad esempio il marrone o il nero, che ben si prestano a contrasti piacevoli, sorprendenti, da valorizzare e bilanciare con l’illuminotecnica; così come può essere un’ottima alternativa il grigio, che in accostamento a tonalità più forti ed accese rimane neutro ma viene valorizzato al massimo. È un materiale facile da gestire nel tempo, non necessitando di tutte le cure specifiche di cui invece ha bisogno un pavimento in parquet, e per tenerlo pulito è sufficiente acqua ed un detergente specifico per pavimenti. È quindi un materiale jolly, adatto ai più diversi stili di arredamento: dai più classici ai più moderni, dal minimal ai più eccentrici, proponendo un’eleganza ed una semplicità durature, che non passano mai di moda. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Romanticismo e natura: lo stile provenzale.

Romanticismo e natura: lo stile provenzale. Chi è stato in Provenza almeno una volta nella vita, sicuramente subirà il fascino dello stile provenzale: quell’atmosfera tersa, lenta, poetica, che accompagna le campagne e le città del sud della Francia. Un’aura che rimane nel cuore e che sa ispirare, al punto da non riuscire a dimenticarla. Se desiderate portarla con voi, nella vostra casa, sappiate che è possibile! Ma andiamo con ordine: innanzitutto lo stile provenzale affonda le sue radici nel 1600, nella Versailles di Luigi XIV che ingaggiò i più prestigiosi artisti ed artigiani dell’epoca per renderla un’icona assoluta di lusso e stile. Gli influssi della capitale si diffusero presto anche in campagna, in particolare nel territorio provenzale. Ed ecco che rustiche case contadine cominciano ad impreziosirsi di influenze lussuose provenienti da Parigi, segnando per sempre la cifra distintiva dello stile provenzale. Oggi l’arredamento in stile provenzale si è ormai consolidato come uno dei più amati al mondo. Ricordando lo shabby chic e lo stile country francese, si presenta come un affascinante mix di comfort, raffinatezza ed un’elegante rusticità che lo rendono sofisticato e genuino allo stesso tempo. In particolare si differenzia dallo shabby chic sopra citato per l’atmosfera: qui infatti vige un mood più romantico, fatato, si azzardano di più tinte glicine, lilla, salvia, mentre nello shabby è preferito il candore del bianco e delle tinte neutre. Colori naturali, tinte pastello e tanta fantasia. I colori e la natura del sud della Francia splendono cristallizzati in questo genere di arredamento. Una vita semplice, en plen air, armoniosa e rilassata, sono la fonte di questa estetica così vivace ed accogliente. La delicatezza è il comune denominatore dei colori e dei materiali usati: la lavanda spicca su tutti, dal fiore così diffuso in Provenza, che ogni anno regala meravigliose ed abbondanti fioriture. Molto utilizzate anche tutte le altre tinte pastello (in particolare verde salvia ed azzurro) meglio se intrecciate con con varianti del bianco e dell’avorio, del blu e del giallo. Lo stile provenzale utilizza molto anche i tessuti: soprattutto lino e cotone leggero, da usare con tende, cuscini, divani, sofà, biancheria e trapunte. Le fantasie predilette sono invece quelle floreali. I materiali. Il legno è il principale materiale utilizzato in questo stile: si tratta però di legno recuperato e decapato a regola d’arte, ovvero sottoposto ad una tecnica che regale un aspetto antichizzato e vissuto. Un altro materiale ricorrente, che si ritrova in sedie, testiere o tavolini, è il ferro battuto, di solito laccato di bianco o avorio. Il gusto decorativo per far fiorire la tua casa. Fiori, fiori ed ancora fiori! I motivi floreali sono il cuore di questo stile, che vuole rendere tutto il respiro delle campagne provenzali, la vitalità e le piccole gioie di una vita rilassata, in armonia con la natura ed i suoi colori. Lavanda, salvia, ranuncoli, rose, margherite, gipsofila… è davvero vasto il panorama di possibilità da applicare a questo stile. Il risultato sarà sorprendente: un profumato abbraccio di accoglienza e comfort, rinforzato dall’utilizzo di candele, cuscini, tendaggi, tappeti, mazzi di fiori freschi, saponette profumate, cesti di pot-pourri in materiali naturali come il vimini, ma anche pentole in rame e porcellane sapientemente esposte. Come arredare in stile provenzale. Potrai ricreare comunque un ambiente provenzale utilizzando tutti i topic dello shabby chic, arricchendoli con: decorazioni che richiamano la provenza come quadretti naturalistici, magari con scritte in francese o simili. tende e tessuti nei toni pastello; fiori freschi o secchi come la lavanda, capace pure di regalare fragranze rasserenanti; rivestimenti non prettamente bianchi, ma anche polverosi come il rosa cipria, il verde pistacchio o il salvia, il crema, il grigio, ecc.; Lo stile provenzale è perfetto per arredare casa in campagna, ma pure nelle case al mare o di villeggiatura, dal momento che ispira leggerezza, primavera ed estate. Nelle case rustiche poi si ha la possibilità di sfruttare proprio l’architettura tipica, cornice ideale per questo genere d’arredo. Ed anche in questo caso può essere mitigato e personalizzato grazie all’intervento di un abile architetto. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Contatti

Sede legale: Savona via Gramsci 6/4

Telefono: 800909275

Email: info@ristrutturare-casa-italia.com

© 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Categorie
Senza categoria

Sua maestà il divano: scegli quello perfetto!

Sua maestà il divano: scegli quello perfetto!

Universalmente riconosciuto come simbolo di relax, comfort e stile, il divano è forse uno degli elementi di arredo più importanti di una casa.

Grazie alla straordinaria varietà di modelli, colori, design, ogni divano può avere una personalità molto definita, influenzando l’impatto visivo di tutto l’ambiente in cui si trova. Scegliere il divano giusto, proprio per questi motivi, è molto importante ma allo stesso tempo più complicato di quanto si immagini: i cataloghi sono pieni di divani bellissimi, che possono piacere facilmente, ma quanti di quelli davvero si adattano allo stile della tua casa e alla conformazione degli spazi?

Farsi conquistare dal divano sbagliato è davvero fallimentare: fidati, non c’è niente di peggio che spendere cifre importanti trascinati dall’entusiasmo, per poi scoprire una volta a casa che il divano non si intona con il resto dello stile, sacrifica la metratura del salone o copre altri elementi importanti.

Per questo affidarsi ad un interior designer professionista non è un vezzo ma una scelta obbligata per chiunque voglia arredare la propria casa con gioia e serenità, puntando al meglio senza errori e senza rischiare di perdere tempo e denaro preziosi.

Vediamo di seguito alcuni elementi importanti da tenere in considerazione quando si è in cerca del divano perfetto per la propria zona living, salone, stanza o salotto.

L’imbottitura.

Uno degli elementi che più influiscono sul divano è proprio il tipo di imbottitura, che può essere sintetica o naturale.

Fra quelle sintetiche troviamo il lattice, la gommapiuma o il poliuretano espanso, mentre quelle naturali sono in piuma d’oca.

Se questa seconda opzione è decisamente più cara della prima, una buona soluzione può essere quella di scegliere un’imbottitura mista, che ha il pregio di evitare quel fastidioso effetto di sprofondamento quando ci si siede.

Il rivestimento.

Un altro elemento fondamentale è il rivestimento: sarà la parte del divano più vissuta, quella che entrerà in contatto, giorno per giorno, con voi e gli altri abitanti della casa, con le vostre abitudini, ma anche con quelle degli ospiti.

Soprattutto se si hanno bambini piccoli o animali, sarà saggio optare per un rivestimento facilmente lavabile, che consenta in breve tempo di rimediare ad incidenti ma anche di essere più igienico.

Tra i rivestimenti naturali ci sono il lino ed il cotone, versatili dal punto di vista estetico e spesso sfoderabili e lavabili in lavatrice.

Tra quelli sintetici abbiamo invece ad esempio la microfibra, molto resistente all’usura ed anche, banalmente, ad essere stropicciata o deformata quando ci si siede. È comunque meno traspirante di una fibra naturale.

Se la pelle è uno dei rivestimenti più lussuosi e resistenti nel tempo, è molto costosa e fastidiosa al contatto d’estate.

Un’altra opzione può essere infine quella dell’alcantara, un tessuto non tessuto, perché priva di trama e tessitura, molto resistente e disponibile in moltissimi colori e fantasie differenti. Si tratta di una grande alleata per chi ricerca uno stile originale, moderno e contemporaneo.

Divani: tipologie e funzioni.

Oltre al lato estetico, i divani si differenziano naturalmente per la loro funzione. Un divano letto è il trasformista per eccellenza: in breve tempo vi consentirà di ricavare uno o più posti letto, salvando naturalmente molto spazio nella vostra sala o camera.

Un altro alleato per ottimizzare gli spazi è il divano contenitore: oltre ad assicurare comfort e stile, ha fra le sue risorse la capienza, che permette di organizzare e ritirare oggetti e biancheria, liberando la casa dal disordine.

Tra i divani tradizionali, è possibile fare un’ulteriore distinzione formale: accanto a quelli più classici da due o tre posti, sono presenti anche i divani angolati o con penisola, adatti alle metrature più ampie.

Questi ultimi sono in grado non solo di accogliere più persone, ma anche di organizzare e plasmare visivamente gli open space.

Nelle loro versioni più piccole, comunque, si adattano bene anche a spazi più contenuti.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa. Se siete persone originali, estrose, con un gran voglia di raccontare la vostra unicità anche attraverso gli spazi della vostra casa, lo stile boho chic fa decisamente per voi! Il nome di questo stile deriva dall’unione del termine bohemian, che richiama lo stile di vita di intellettuali ed artisti del XIX secolo, la parola francese chic, sinonimo di eleganza. Nasce agli inizi del 2000, come nuova tendenza nel settore della moda destinata a raggiungere presto anche quello dell’interior design. Lo stile boho chic è un piccolo universo di citazioni e suggestioni: far west, movimento hippy, stile etnico e quello nordico. Unisce tratti più minimali ad altri decisamente ricchi ed estrosi: la parola chiave è originalità, ed infatti si compone di molti pezzi unici, al punto che ogni casa acquisisce inevitabilmente una propria personalità spiccata e totalmente diversa da ogni altra. Tra innovazione e tradizione. Il fascino del boho chic è dato proprio dall’essere un originale mix tra ciò che è moderno e nuovo e ciò che invece è vintage. Ogni spazio così si anima di ricordi, aneddoti e storie da raccontare legate alla vita degli abitanti della casa. Nessuna casa in stile boho chic assomiglia ad un’altra perché tutte le persone sono uniche nel loro vissuto. Eppure, alcuni elementi di questo stile possono essere riconoscibili. Avete presente il Coachella Music Festival, che si svolge in California annualmente? Bene, l’atmosfera che si respira e soprattutto la mise dei partecipanti e del pubblico sono perfettamente in stile boho chic. Colori sgargianti ma anche al contrario chiari e candidi, stoffe per lo più naturali, richiami hippie, un’eccentricità che punta ad un’armonia ed una serenità senza tempo. L’arte di riciclare. Un’ altra caratteristica importante dello stile boho chic è la sua sostenibilità: gran parte dei suoi elementi si ottengono donando nuova vita e funzionalità ad oggetti ed arredi del passato. Questa operazione non è solo “etica” ma anche molto affascinante e, in un certo senso, artistica: bisogna diventare maestri nella ricerca di vecchi cimeli e tesori, facendo rivivere i ricordi più preziosi. Ci vuole pazienza e creatività: una casa boho chic è in continua trasformazione. Gli elementi dello stile boho chic. In particolare l’arredamento boho chic prevede l’utilizzo di: accessori ed arredi dal sapore etnico; mobili per lo più in legno grezzo o in arte povera; filati naturali come il cotone, il lino, stoffe ricamate finemente, tessuti San Gallo, ecc.; piante e fiori anche esotici, veri o artificiali come i kokedama; arredi e complementi di classe, anche moderni, magari trattati con colori luminosi come l’oro e l’argento; dettagli colorati, accessori stravaganti, decorazioni anche mistiche o dal mood spirituale o religioso come cuori votivi, crocifissi, santini, ecc. Lo stile boho chic è davvero particolare e richiama molto quelle case coloniali di un tempo, ricche per qualità dei mobili, rasserenanti, vivaci ma allo stesso tempo composte. Questo genere mixa dettagli ed arredi di terre lontane con il gusto europeo e grazie all’abilità di un progettista si potrà portare questa atmosfera anche nelle case urbane di oggi. Molto utilizzate nell’arredamento in stile boho chic sono le lanterne orientali, i pouf multicolore etnici sia provenienti da isole lontane sia realizzati in Italia. Immancabili sono poi complementi d’arredo iconici che donano maggiore modernità agli ambienti: tappeti, quadri e stampe, specchi, poltrone in vimini o midollino, ma anche sedute da appendere al soffitto. Tutto però deve essere di gran classe: questa è la sostanziale differenza tra boho ed il più comune etnico. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento!

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento! Il pavimento è una delle componenti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa. Scegliere il materiale più adatto potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto: a giorno d’oggi i materiali disponibili sono sempre di più. Se quelli di ultima generazione offrono vantaggi innovativi, anche quelli più tradizionali possono riservare delle sorprese e diventare delle nuove tendenze. Uno di questi è proprio il linoleum, uno dei materiali ormai più in voga del momento. Uno dei suoi più grandi pregi è la sostenibilità e la capacità di adattarsi a molti stili ed ambienti differenti. Inventato in Scozia negli anni ’60, viene oggi utilizzato per edifici pubblici e privati, per ambienti esterni, interni e per capannoni industriali. Degno di nota è l’incremento del suo utilizzo proprio in ambito privato: resiliente, facile da curare e altamente igienico. Linoleum: un identikit. Il linoleum è un materiale totalmente amico dell’ambiente: la sua ecosostenibilità è dovuta alla sua composizione in materie prime naturali quali resina, sughero, tuta, olio di semi di lino. Si tratta di un rivestimento resiliente ed elastico, piuttosto sottile, facilmente lavorabile e lavabile, nonché isolante ed impermeabile. È inoltre totalmente riciclabile, dura a lungo ed ha proprietà antiscivolo, che lo rendono anche piuttosto sicuro in caso di bambini ed anziani. Quest’ultima caratteristica giustifica chiaramente il suo ampio utilizzo, nel corso dei decenni, in edifici pubblici come ospedali, scuole, palestre, aeroporti, biblioteche, cinema. Come detto sopra, attualmente il suo utilizzo si sta decisamente diffondendo anche in ambito privato, grazie alla sua versatilità e resistenza, nonché alla sua capacità di creare ambienti caldi, accoglienti, confortevoli. Via libera dunque al suo utilizzo in alberghi ed abitazioni, tenendo presente che scegliere il linoleum come rivestimento significa optare per una soluzione rapida ed efficiente. Un pavimento in linoleum può essere velocemente sovrapposto ad una pavimentazione preesistente oltre che disposto come supporto di nuova costruzione. Qualche svantaggio: tende a deformarsi nel tempo a causa di temperatura e sbalzi termici, nonché dell’umidità che può essere presente in ambienti come il bagno o la cucina; necessita davvero di una posa a regola d’arte, che eviti la formazione di sacche d’aria o umidità sotto la sua superficie, col rischio di compromettere l’ambiente circostante. Ricapitolando, un pavimento in linoleum è una soluzione economica, pratica ed ecologica, perfetta se il budget di ristrutturazione è contenuto. Basti pensare che il suo costo base di partenza si aggira sui 22 euro al mq, indecentemente dal taglio a piastrella o a rotolo. Una variazione di prezzo è prevista sulla base della tipologia e dello spessore. Come posare il linoleum. Il linoleum può essere posato a colla oppure a secco. Scegliere fra le due tipologie dipende molto dal tipo di ambiente circostante al pavimento: se l’esigenza primaria è l’igiene conviene optare per una posa a secco, che garantisce una pulizia più facile ed efficace, mentre per un piccolo ambiente senza esigenze particolari si può scegliere invece una posa a colla, perfetta in caso di un taglio del linoleum a piastrelle. La praticità di questo materiale si traduce nella possibilità di poterlo installare in autonomia, sebbene sia fondamentale fare molta attenzione ad evitare la formazione di sacche d’aria o di umidità, come detto sopra. È consigliabile, a questo proposito, aiutarsi con uno spazzolone per meglio stenderlo ed evitare corrugamenti. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress.

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress. Spesso si pensa di ristrutturare la propria casa autonomamente, senza sapere a quante complicazioni burocratiche si vada incontro. Noi di Ristrutturare Casa Italia vogliamo proporvi una breve guida, facile ed intuitiva, su quali sono le principali pratiche edilizie (e non solo) necessarie per le ristrutturazioni. Non sempre è necessaria una pratica edilizia per ristrutturare casa, anche se lo è nella maggior parte dei casi. Ci sono inoltre documenti collaterali che vanno allegati o comunque che potrebbero essere richiesti. Bisogna tenere presente che è una materia estremamente complessa dal punto di vista legale, regolamentata non solo a livello nazionale ma anche regionale e comunale. La casistica pertanto è davvero infinita, e quindi è sempre necessario rivolgersi a professionisti che esaminino il vostro caso e curino le migliori soluzioni per voi. Noi di Ristrutturare Casa Italia metteremo a vostra disposizione professionisti altamente qualificati, che sappiano guidarvi passo dopo passo. Perché le pratiche edilizie sono importanti? Presupposto obbligatorio per poter fruire delle detrazioni fiscali, è che la casa sia in regola. Lavori eseguiti senza pratica edilizia quando era necessaria, o con pratiche edilizie incomplete e/o sbagliate, non hanno diritto alle detrazioni fiscali, che possono essere revocate dall’Agenzia delle Entrate fino a cinque anni dopo quello di godimento, anche con la restituzione delle somme già godute. La burocrazia edilizia. Il riferimento legislativo italiano per tutto ciò che riguarda i procedimenti edilizi privati è il Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 380/2001. Questo testo normativo si riferisce a tutte le opere edilizie nel loro complesso, quindi sia ristrutturazioni che nuove costruzioni. I tipi di interventi edilizi possibili sono stati suddivisi, all’art. 3 del T.U.E. in sei categorie, sulla base del loro impatto sull’assetto edilizio complessivo: Manutenzione Ordinaria Manutenzione Straordinaria Restauro e Risanamento Conservativo Ristrutturazione Edilizia Nuova Costruzione  Ristrutturazione Urbanistica Le due categorie che interessano la maggioranza delle ristrutturazioni sono le prime due: manutenzione ordinaria e straordinaria. Mentre le ultime due riguardano interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, la terza e la quarta riguardano gli edifici vincolati, cioè una minima parte degli edifici costruiti. È importante poi tenere presente che i Piani Regolatori Comunali disciplinano le categorie di intervento applicabili ad un singolo edificio o una determinata parte del territorio. Sicuramente le prime due categorie di intervento sono sempre applicabili a tutti gli edifici esistenti, in quanto fondamentali per garantirne la funzionalità. Inoltre è bene ricordare che nessun intervento edilizio può essere effettuato su edifici che presentano abusi o difformità. Quali opere rientrano nella manutenzione ordinaria? Rientrano in questa categoria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. Si parla quindi di pavimenti, sanitari, porte, finestre, finiture varie, rivestimenti ecc. ma anche di controsoffitti, rifacimento di intonaci, condizionatori, pannelli fotovoltaici e riparazione degli impianti esistenti. Quali opere rientrano nella manutenzione straordinaria? Rientrano in questa categoria “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati, necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”. Si parla quindi di lavori edilizi ed impiantistici oppure di interventi rilevanti dal punto di vista urbanistico. Le pratiche edilizie. In caso di opere rientranti nella manutenzione ordinaria non è necessario presentare alcuna pratica edilizia, infatti si sta parlando di edilizia libera. Attenzione però: alcuni comuni possono comunque richiedere la presentazione di una comunicazione per determinati tipi di interventi rientranti nella manutenzione ordinaria Invece, in caso di opere rientranti nella manutenzione straordinaria, ma senza l’esecuzione di opere strutturali, la pratica edilizia da presentare è la CILA. In questo caso la manutenzione straordinaria si dice “leggera” ed è la classica tipologia di intervento della maggior parte delle ristrutturazioni. Per le opere rientranti nella manutenzione straordinaria ma che prevedono anche l’esecuzione lavori strutturali, la pratica edilizia da presentare è la SCIA. In questo caso si parla di manutenzione straordinaria “pesante”. La CILA. La sigla CILA sta per comunicazione di inizio lavori asseverata. Da ciò si evince che: è una comunicazione e non una richiesta di autorizzazione 2) deve essere asseverata: cioè ci deve essere qualcuno che, apponendo un timbro e una firma, certifichi che tutto quello dichiarato nella pratica edilizia è corretto. Questo qualcuno è obbligatoriamente un tecnico abilitato: architetto, ingegnere o geometra. In sintesi la pratica dovrà contenere: la comunicazione resa su un modello a firma del titolare di diritti sull’immobile (proprietario, usufruttuario, locatario, etc.);  l’asseverazione a firma del tecnico abilitato, anche questa resa su un modello;  una serie di allegati (documenti di identità di tutti i soggetti coinvolti, ricevuta di versamento dei diritti di segreteria – solitamente tra i 50 e i 300 euro -, gli elaborati progettuali – solitamente una relazione, una pianta dello stato di fatto ed una pianta del progetto). Può inoltre essere necessario allegare: piante con gli schemi impiantistici, stima dei rifiuti prodotti dalle demolizioni con relativo contratto di discarica per lo smaltimento, dichiarazione di affidamento di incarico al tecnico con sua dichiarazione di avvenuto pagamento, DURC dell’impresa con dichiarazione di contratto collettivo applicato, titolo di proprietà dell’immobile, planimetria e visura catastale. Resta ferma la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre obblighi

Leggi Tutto »

Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio!

Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio! Rinnovare la propria casa in modo ecosostenibile è ancora più conveniente per te e per l’ambiente. Spesso non occorre sostituire completamente l’arredamento: basta dare nuova linfa a quello esistente. Se qualche mobile ormai non è più di vostro gusto e ha decisamente molti anni di vita, potrebbe essere la perfetta occasione per cimentarvi in una pratica antica ed affascinante, dai risultati sorprendenti. Stiamo parlando del decapaggio, una tecnica raffinata che è quasi un’arte e che potrebbe rivelarsi anche molto divertente da soli o in compagnia. Consiste nel rimuovere lo strato superficiale della vernice di un mobile per conferirgli un aspetto volutamente consumato e dare l’impressione che sia molto più antico. È una strategia che consente di ridare nuova vita a mobili che magari, per molti motivi, ci hanno stufato o sono danneggiati. A cosa serve? Il termine decapare deriva dal francese decapèr, che significa rimuovere la cappa, la copertura, e la tecnica ha origini molto antiche, rintracciabili alla metà del 1700 circa. Gli artigiani decapavano il legno per proteggerlo dai tarli, lavandolo prima con la soda e passando poi una mano di calce con cui disinfestarne pori e fessure. Oggi numerosi corsi di fai da te hanno permesso la riscoperta e diffusione di quest’arte manuale che permette di recuperare mobili antichi o semplicemente di renderli più affascinanti ed adatti a precise esigenze di gusto. È infatti sempre più diffuso il cosiddetto shabby chic, uno stile basato sull’utilizzo di un arredamento volutamente antichizzato, con l’utilizzo di vernici dalle tinte tenui, quasi sbiadite, che richiamano l’epoca vittoriana o addirittura rinascimentale. Sono oggetto di decapaggio non solo mobili vecchi, ma anche in legno grezzo: si può lavorare quindi anche su elementi di arredamento appena acquistati. La giusta tecnica. Per decapare un mobile occorre innanzitutto avere i giusti strumenti: occhiali, guanti protettivi, un pennello piatto, una spazzola metallica, della lana d’acciaio, meglio se a grana extra, stucco, carta vetrata, vernice acrilica chiara e scura. Per procedere è opportuno trovarsi all’aperto o in un locale ben ventilato, dal momento che si utilizzeranno vernici e si produrranno sostanze nocive come polveri sottili; è inoltre consigliabile dotarsi delle giuste protezioni, come una tuta, dei guanti, degli occhiali e una mascherina. Prese queste precauzioni, si può iniziare a decapare il proprio mobile: carteggiare con la carta vetrata per rimuovere accuratamente la vernice Stuccare le parti danneggiate e lasciare asciugare Spazzolare la superficie del legno con la spazzola metallica, in modo da creare piccoli solchi che faciliteranno la penetrazione della cera Impregnare la lana d’acciaio con la pasta di cera e spalmarla sul legno Lasciare asciugare per circa 30 minuti Usare di nuovo la lana d’acciaio, immersa questa volta nella cera più scura, per rimuovere la cera chiara ed ottenere l’effetto desiderato Lucidare il mobile secondo il proprio gusto Tipologie e manutenzione. La manutenzione di un mobile decapato non richiede altro che la rimozione della polvere in eccesso ed un panno imbevuto di cera chiara per mobili. Le tipologie di questa tecnica invece sono molte: shabby chic, per una casa elegante e raffinata, shabby french per richiamare atmosfere francesi di fine Ottocento, shabby total white se gli arredi saranno totalmente bianchi, country chic per un effetto rustico ma elegante, rustic worn per un rustico vissuto. È possibile decapare moltissimi mobili diversi: poltrone, sedie, sgabelli, tavoli di qualunque forma e dimensione, divani, specchiere, armadi, madie, mensole, cassettiere. Potrete davvero dare sfogo alla vostra creatività! Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Calore e comfort con il grès effetto legno.

Calore e comfort con il grès effetto legno. Il grès porcellanato effetto legno è una scelta sicuramente innovativa, perché si parla di un tipo di ceramica compatta, lavorata fino a raggiungere un alto grado di durezza e resistenza ad agenti chimici ed atmosferici, nonché a sollecitazioni meccaniche come graffi, abrasioni, flessioni, urti. Il grès effetto legno è inoltre impermeabile ai liquidi, ma senza l’utilizzo di impermeabilizzanti chimici, vernici o resine, cosa che lo rende un materiale molto più salubre rispetto ad alternative simili. Quante sensazioni può dare un pavimento sotto i nostri piedi? Infinite. Calore, sicurezza, comfort, pulizia, ricercatezza. Nel vasto panorama delle possibilità di rivestimento, il nostro showroom in questo articolo ve ne propone una che raduna tutte queste caratteristiche e non solo. Una caratteristica importante per qualunque pavimento è quella di essere il più possibile resistente al tempo ed all’usura: il grès porcellanato effetto legno sicuramente soddisfa queste esigenze, essendo un rivestimento ideale per qualunque zona della casa. Non assorbe odori e non rilascia sostanze nocive per l’uomo, non si usura nel tempo e resiste ad un elevato calpestio. È questa una scelta notevole anche da un punto di vista strettamente estetico: il calore armonioso del legno, elegante e raffinato, si combina ad una serie di vantaggi rispetto ad un’alternativa in vero legno o in altri materiali che lo imitano. Infatti non è solo economicamente più conveniente, ma anche più ecologico, dal momento che previene la deforestazione e predilige l’utilizzo di materiali di scarto (argille, sabbie e feldspati) che ne fondano la resistenza. La sua versatilità lo rende ottimo per gli interni come per gli esterni ed è possibile sbizzarrirsi con le molteplici possibilità cromatiche e di texture: spesso si scelgono colori chiari, perfetti da abbinare a decine di altre tonalità, per gli effetti più estrosi ed originali. Ma non sono da sottovalutare neppure le sue tonalità più scure, come ad esempio il marrone o il nero, che ben si prestano a contrasti piacevoli, sorprendenti, da valorizzare e bilanciare con l’illuminotecnica; così come può essere un’ottima alternativa il grigio, che in accostamento a tonalità più forti ed accese rimane neutro ma viene valorizzato al massimo. È un materiale facile da gestire nel tempo, non necessitando di tutte le cure specifiche di cui invece ha bisogno un pavimento in parquet, e per tenerlo pulito è sufficiente acqua ed un detergente specifico per pavimenti. È quindi un materiale jolly, adatto ai più diversi stili di arredamento: dai più classici ai più moderni, dal minimal ai più eccentrici, proponendo un’eleganza ed una semplicità durature, che non passano mai di moda. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Romanticismo e natura: lo stile provenzale.

Romanticismo e natura: lo stile provenzale. Chi è stato in Provenza almeno una volta nella vita, sicuramente subirà il fascino dello stile provenzale: quell’atmosfera tersa, lenta, poetica, che accompagna le campagne e le città del sud della Francia. Un’aura che rimane nel cuore e che sa ispirare, al punto da non riuscire a dimenticarla. Se desiderate portarla con voi, nella vostra casa, sappiate che è possibile! Ma andiamo con ordine: innanzitutto lo stile provenzale affonda le sue radici nel 1600, nella Versailles di Luigi XIV che ingaggiò i più prestigiosi artisti ed artigiani dell’epoca per renderla un’icona assoluta di lusso e stile. Gli influssi della capitale si diffusero presto anche in campagna, in particolare nel territorio provenzale. Ed ecco che rustiche case contadine cominciano ad impreziosirsi di influenze lussuose provenienti da Parigi, segnando per sempre la cifra distintiva dello stile provenzale. Oggi l’arredamento in stile provenzale si è ormai consolidato come uno dei più amati al mondo. Ricordando lo shabby chic e lo stile country francese, si presenta come un affascinante mix di comfort, raffinatezza ed un’elegante rusticità che lo rendono sofisticato e genuino allo stesso tempo. In particolare si differenzia dallo shabby chic sopra citato per l’atmosfera: qui infatti vige un mood più romantico, fatato, si azzardano di più tinte glicine, lilla, salvia, mentre nello shabby è preferito il candore del bianco e delle tinte neutre. Colori naturali, tinte pastello e tanta fantasia. I colori e la natura del sud della Francia splendono cristallizzati in questo genere di arredamento. Una vita semplice, en plen air, armoniosa e rilassata, sono la fonte di questa estetica così vivace ed accogliente. La delicatezza è il comune denominatore dei colori e dei materiali usati: la lavanda spicca su tutti, dal fiore così diffuso in Provenza, che ogni anno regala meravigliose ed abbondanti fioriture. Molto utilizzate anche tutte le altre tinte pastello (in particolare verde salvia ed azzurro) meglio se intrecciate con con varianti del bianco e dell’avorio, del blu e del giallo. Lo stile provenzale utilizza molto anche i tessuti: soprattutto lino e cotone leggero, da usare con tende, cuscini, divani, sofà, biancheria e trapunte. Le fantasie predilette sono invece quelle floreali. I materiali. Il legno è il principale materiale utilizzato in questo stile: si tratta però di legno recuperato e decapato a regola d’arte, ovvero sottoposto ad una tecnica che regale un aspetto antichizzato e vissuto. Un altro materiale ricorrente, che si ritrova in sedie, testiere o tavolini, è il ferro battuto, di solito laccato di bianco o avorio. Il gusto decorativo per far fiorire la tua casa. Fiori, fiori ed ancora fiori! I motivi floreali sono il cuore di questo stile, che vuole rendere tutto il respiro delle campagne provenzali, la vitalità e le piccole gioie di una vita rilassata, in armonia con la natura ed i suoi colori. Lavanda, salvia, ranuncoli, rose, margherite, gipsofila… è davvero vasto il panorama di possibilità da applicare a questo stile. Il risultato sarà sorprendente: un profumato abbraccio di accoglienza e comfort, rinforzato dall’utilizzo di candele, cuscini, tendaggi, tappeti, mazzi di fiori freschi, saponette profumate, cesti di pot-pourri in materiali naturali come il vimini, ma anche pentole in rame e porcellane sapientemente esposte. Come arredare in stile provenzale. Potrai ricreare comunque un ambiente provenzale utilizzando tutti i topic dello shabby chic, arricchendoli con: decorazioni che richiamano la provenza come quadretti naturalistici, magari con scritte in francese o simili. tende e tessuti nei toni pastello; fiori freschi o secchi come la lavanda, capace pure di regalare fragranze rasserenanti; rivestimenti non prettamente bianchi, ma anche polverosi come il rosa cipria, il verde pistacchio o il salvia, il crema, il grigio, ecc.; Lo stile provenzale è perfetto per arredare casa in campagna, ma pure nelle case al mare o di villeggiatura, dal momento che ispira leggerezza, primavera ed estate. Nelle case rustiche poi si ha la possibilità di sfruttare proprio l’architettura tipica, cornice ideale per questo genere d’arredo. Ed anche in questo caso può essere mitigato e personalizzato grazie all’intervento di un abile architetto. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Contatti

Sede legale: Savona via Gramsci 6/4

Telefono: 800909275

Email: info@ristrutturare-casa-italia.com

© 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Categorie
Senza categoria

Qualche consiglio per una casa amica dell’ambiente.

Qualche consiglio per una casa amica dell’ambiente.

Oggi le tematiche ambientali sono sempre più sentite ed importanti per le persone. Se spesso fare qualcosa di concreto per l’ambiente sembra una prerogativa di forze e poteri molto superiori a quelli del singolo individuo, in realtà il contributo di ciascuno di noi è molto più importante di quello che si pensi.

Il nostro stile di vita influisce direttamente sull’ambiente, le nostre abitudini possono fare la differenza. Così anche la nostra abitazione può essere amica o meno dell’ambiente a seconda delle scelte strutturali che facciamo.

Materiali sostenibili.

Il primo passo fondamentale per avere una casa eco-friendly è scegliere materiali di costruzioni esclusivamente naturali, a ridotto impatto ambientale. Bambù, sughero, legno, pietra, alluminio, sono alleati dell’ambiente ma anche materiali che richiamano specifici stili di design e dalle molteplici potenzialità estetiche.

Efficientamento energetico.

L’energia che consumiamo si riflette inevitabilmente sull’ambiente (oltre che sulle bollette). Puntare ad avere una casa il più possibile efficiente sotto questo punto di vista significa scegliere sistemi all’avanguardia, puntare a ridurre i consumi e le dispersioni termiche attraverso infissi di qualità, durevoli ed efficaci, e sistemi di isolamento come il cappotto termico.

Riscaldamento e risorse rinnovabili.

Riscaldare la propria casa è forse una delle attività più inquinanti in assoluto, poiché ad oggi le risorse utilizzate a questo scopo sono in maggioranza molto inquinanti. Quello che si può fare è scegliere sistemi di riscaldamento più ecologici, come le stufe a pellet, e fonti di energia rinnovabile come gli impianti eolici, i pannelli solari, gli impianti geotermici e le biomasse.

In questo modo è possibile produrre energia conservando quella in eccesso per momenti di maggiore necessità, senza sprechi.

Per quanto riguarda l’illuminazione la scelta più green è senz’altro quella delle lampade LED, che offrono un risparmio energetico ed economico davvero significativo, fino al 90%.

Arredamento.

Anche arredare la propria casa può essere una scelta sensibile nei confronti dell’ambiente. Recuperare in modo creativo vecchi mobili, oggetti, cimeli, trasformandoli anche profondamente e restituendogli una nuova vita, può non solo salvare l’ambiente ma essere anche una meravigliosa occasione di dare espressione alla propria fantasia e creatività, riportando alla luce oggetti preziosi a livello personale e non solo.

La tecnica del decapaggio è proprio basata su questa filosofia, perfetta per stili come lo shabby chic, il provenzale e diversi altri, in grado di rendere ogni ambiente molto più raffinato, caldo ed affascinante.

Anche riciclare direttamente mobili già usati, senza dover per forza acquistarne di nuovi, può essere una scelta etica dal punto di vista ecologico.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa. Se siete persone originali, estrose, con un gran voglia di raccontare la vostra unicità anche attraverso gli spazi della vostra casa, lo stile boho chic fa decisamente per voi! Il nome di questo stile deriva dall’unione del termine bohemian, che richiama lo stile di vita di intellettuali ed artisti del XIX secolo, la parola francese chic, sinonimo di eleganza. Nasce agli inizi del 2000, come nuova tendenza nel settore della moda destinata a raggiungere presto anche quello dell’interior design. Lo stile boho chic è un piccolo universo di citazioni e suggestioni: far west, movimento hippy, stile etnico e quello nordico. Unisce tratti più minimali ad altri decisamente ricchi ed estrosi: la parola chiave è originalità, ed infatti si compone di molti pezzi unici, al punto che ogni casa acquisisce inevitabilmente una propria personalità spiccata e totalmente diversa da ogni altra. Tra innovazione e tradizione. Il fascino del boho chic è dato proprio dall’essere un originale mix tra ciò che è moderno e nuovo e ciò che invece è vintage. Ogni spazio così si anima di ricordi, aneddoti e storie da raccontare legate alla vita degli abitanti della casa. Nessuna casa in stile boho chic assomiglia ad un’altra perché tutte le persone sono uniche nel loro vissuto. Eppure, alcuni elementi di questo stile possono essere riconoscibili. Avete presente il Coachella Music Festival, che si svolge in California annualmente? Bene, l’atmosfera che si respira e soprattutto la mise dei partecipanti e del pubblico sono perfettamente in stile boho chic. Colori sgargianti ma anche al contrario chiari e candidi, stoffe per lo più naturali, richiami hippie, un’eccentricità che punta ad un’armonia ed una serenità senza tempo. L’arte di riciclare. Un’ altra caratteristica importante dello stile boho chic è la sua sostenibilità: gran parte dei suoi elementi si ottengono donando nuova vita e funzionalità ad oggetti ed arredi del passato. Questa operazione non è solo “etica” ma anche molto affascinante e, in un certo senso, artistica: bisogna diventare maestri nella ricerca di vecchi cimeli e tesori, facendo rivivere i ricordi più preziosi. Ci vuole pazienza e creatività: una casa boho chic è in continua trasformazione. Gli elementi dello stile boho chic. In particolare l’arredamento boho chic prevede l’utilizzo di: accessori ed arredi dal sapore etnico; mobili per lo più in legno grezzo o in arte povera; filati naturali come il cotone, il lino, stoffe ricamate finemente, tessuti San Gallo, ecc.; piante e fiori anche esotici, veri o artificiali come i kokedama; arredi e complementi di classe, anche moderni, magari trattati con colori luminosi come l’oro e l’argento; dettagli colorati, accessori stravaganti, decorazioni anche mistiche o dal mood spirituale o religioso come cuori votivi, crocifissi, santini, ecc. Lo stile boho chic è davvero particolare e richiama molto quelle case coloniali di un tempo, ricche per qualità dei mobili, rasserenanti, vivaci ma allo stesso tempo composte. Questo genere mixa dettagli ed arredi di terre lontane con il gusto europeo e grazie all’abilità di un progettista si potrà portare questa atmosfera anche nelle case urbane di oggi. Molto utilizzate nell’arredamento in stile boho chic sono le lanterne orientali, i pouf multicolore etnici sia provenienti da isole lontane sia realizzati in Italia. Immancabili sono poi complementi d’arredo iconici che donano maggiore modernità agli ambienti: tappeti, quadri e stampe, specchi, poltrone in vimini o midollino, ma anche sedute da appendere al soffitto. Tutto però deve essere di gran classe: questa è la sostanziale differenza tra boho ed il più comune etnico. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento!

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento! Il pavimento è una delle componenti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa. Scegliere il materiale più adatto potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto: a giorno d’oggi i materiali disponibili sono sempre di più. Se quelli di ultima generazione offrono vantaggi innovativi, anche quelli più tradizionali possono riservare delle sorprese e diventare delle nuove tendenze. Uno di questi è proprio il linoleum, uno dei materiali ormai più in voga del momento. Uno dei suoi più grandi pregi è la sostenibilità e la capacità di adattarsi a molti stili ed ambienti differenti. Inventato in Scozia negli anni ’60, viene oggi utilizzato per edifici pubblici e privati, per ambienti esterni, interni e per capannoni industriali. Degno di nota è l’incremento del suo utilizzo proprio in ambito privato: resiliente, facile da curare e altamente igienico. Linoleum: un identikit. Il linoleum è un materiale totalmente amico dell’ambiente: la sua ecosostenibilità è dovuta alla sua composizione in materie prime naturali quali resina, sughero, tuta, olio di semi di lino. Si tratta di un rivestimento resiliente ed elastico, piuttosto sottile, facilmente lavorabile e lavabile, nonché isolante ed impermeabile. È inoltre totalmente riciclabile, dura a lungo ed ha proprietà antiscivolo, che lo rendono anche piuttosto sicuro in caso di bambini ed anziani. Quest’ultima caratteristica giustifica chiaramente il suo ampio utilizzo, nel corso dei decenni, in edifici pubblici come ospedali, scuole, palestre, aeroporti, biblioteche, cinema. Come detto sopra, attualmente il suo utilizzo si sta decisamente diffondendo anche in ambito privato, grazie alla sua versatilità e resistenza, nonché alla sua capacità di creare ambienti caldi, accoglienti, confortevoli. Via libera dunque al suo utilizzo in alberghi ed abitazioni, tenendo presente che scegliere il linoleum come rivestimento significa optare per una soluzione rapida ed efficiente. Un pavimento in linoleum può essere velocemente sovrapposto ad una pavimentazione preesistente oltre che disposto come supporto di nuova costruzione. Qualche svantaggio: tende a deformarsi nel tempo a causa di temperatura e sbalzi termici, nonché dell’umidità che può essere presente in ambienti come il bagno o la cucina; necessita davvero di una posa a regola d’arte, che eviti la formazione di sacche d’aria o umidità sotto la sua superficie, col rischio di compromettere l’ambiente circostante. Ricapitolando, un pavimento in linoleum è una soluzione economica, pratica ed ecologica, perfetta se il budget di ristrutturazione è contenuto. Basti pensare che il suo costo base di partenza si aggira sui 22 euro al mq, indecentemente dal taglio a piastrella o a rotolo. Una variazione di prezzo è prevista sulla base della tipologia e dello spessore. Come posare il linoleum. Il linoleum può essere posato a colla oppure a secco. Scegliere fra le due tipologie dipende molto dal tipo di ambiente circostante al pavimento: se l’esigenza primaria è l’igiene conviene optare per una posa a secco, che garantisce una pulizia più facile ed efficace, mentre per un piccolo ambiente senza esigenze particolari si può scegliere invece una posa a colla, perfetta in caso di un taglio del linoleum a piastrelle. La praticità di questo materiale si traduce nella possibilità di poterlo installare in autonomia, sebbene sia fondamentale fare molta attenzione ad evitare la formazione di sacche d’aria o di umidità, come detto sopra. È consigliabile, a questo proposito, aiutarsi con uno spazzolone per meglio stenderlo ed evitare corrugamenti. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress.

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress. Spesso si pensa di ristrutturare la propria casa autonomamente, senza sapere a quante complicazioni burocratiche si vada incontro. Noi di Ristrutturare Casa Italia vogliamo proporvi una breve guida, facile ed intuitiva, su quali sono le principali pratiche edilizie (e non solo) necessarie per le ristrutturazioni. Non sempre è necessaria una pratica edilizia per ristrutturare casa, anche se lo è nella maggior parte dei casi. Ci sono inoltre documenti collaterali che vanno allegati o comunque che potrebbero essere richiesti. Bisogna tenere presente che è una materia estremamente complessa dal punto di vista legale, regolamentata non solo a livello nazionale ma anche regionale e comunale. La casistica pertanto è davvero infinita, e quindi è sempre necessario rivolgersi a professionisti che esaminino il vostro caso e curino le migliori soluzioni per voi. Noi di Ristrutturare Casa Italia metteremo a vostra disposizione professionisti altamente qualificati, che sappiano guidarvi passo dopo passo. Perché le pratiche edilizie sono importanti? Presupposto obbligatorio per poter fruire delle detrazioni fiscali, è che la casa sia in regola. Lavori eseguiti senza pratica edilizia quando era necessaria, o con pratiche edilizie incomplete e/o sbagliate, non hanno diritto alle detrazioni fiscali, che possono essere revocate dall’Agenzia delle Entrate fino a cinque anni dopo quello di godimento, anche con la restituzione delle somme già godute. La burocrazia edilizia. Il riferimento legislativo italiano per tutto ciò che riguarda i procedimenti edilizi privati è il Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 380/2001. Questo testo normativo si riferisce a tutte le opere edilizie nel loro complesso, quindi sia ristrutturazioni che nuove costruzioni. I tipi di interventi edilizi possibili sono stati suddivisi, all’art. 3 del T.U.E. in sei categorie, sulla base del loro impatto sull’assetto edilizio complessivo: Manutenzione Ordinaria Manutenzione Straordinaria Restauro e Risanamento Conservativo Ristrutturazione Edilizia Nuova Costruzione  Ristrutturazione Urbanistica Le due categorie che interessano la maggioranza delle ristrutturazioni sono le prime due: manutenzione ordinaria e straordinaria. Mentre le ultime due riguardano interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, la terza e la quarta riguardano gli edifici vincolati, cioè una minima parte degli edifici costruiti. È importante poi tenere presente che i Piani Regolatori Comunali disciplinano le categorie di intervento applicabili ad un singolo edificio o una determinata parte del territorio. Sicuramente le prime due categorie di intervento sono sempre applicabili a tutti gli edifici esistenti, in quanto fondamentali per garantirne la funzionalità. Inoltre è bene ricordare che nessun intervento edilizio può essere effettuato su edifici che presentano abusi o difformità. Quali opere rientrano nella manutenzione ordinaria? Rientrano in questa categoria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. Si parla quindi di pavimenti, sanitari, porte, finestre, finiture varie, rivestimenti ecc. ma anche di controsoffitti, rifacimento di intonaci, condizionatori, pannelli fotovoltaici e riparazione degli impianti esistenti. Quali opere rientrano nella manutenzione straordinaria? Rientrano in questa categoria “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati, necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”. Si parla quindi di lavori edilizi ed impiantistici oppure di interventi rilevanti dal punto di vista urbanistico. Le pratiche edilizie. In caso di opere rientranti nella manutenzione ordinaria non è necessario presentare alcuna pratica edilizia, infatti si sta parlando di edilizia libera. Attenzione però: alcuni comuni possono comunque richiedere la presentazione di una comunicazione per determinati tipi di interventi rientranti nella manutenzione ordinaria Invece, in caso di opere rientranti nella manutenzione straordinaria, ma senza l’esecuzione di opere strutturali, la pratica edilizia da presentare è la CILA. In questo caso la manutenzione straordinaria si dice “leggera” ed è la classica tipologia di intervento della maggior parte delle ristrutturazioni. Per le opere rientranti nella manutenzione straordinaria ma che prevedono anche l’esecuzione lavori strutturali, la pratica edilizia da presentare è la SCIA. In questo caso si parla di manutenzione straordinaria “pesante”. La CILA. La sigla CILA sta per comunicazione di inizio lavori asseverata. Da ciò si evince che: è una comunicazione e non una richiesta di autorizzazione 2) deve essere asseverata: cioè ci deve essere qualcuno che, apponendo un timbro e una firma, certifichi che tutto quello dichiarato nella pratica edilizia è corretto. Questo qualcuno è obbligatoriamente un tecnico abilitato: architetto, ingegnere o geometra. In sintesi la pratica dovrà contenere: la comunicazione resa su un modello a firma del titolare di diritti sull’immobile (proprietario, usufruttuario, locatario, etc.);  l’asseverazione a firma del tecnico abilitato, anche questa resa su un modello;  una serie di allegati (documenti di identità di tutti i soggetti coinvolti, ricevuta di versamento dei diritti di segreteria – solitamente tra i 50 e i 300 euro -, gli elaborati progettuali – solitamente una relazione, una pianta dello stato di fatto ed una pianta del progetto). Può inoltre essere necessario allegare: piante con gli schemi impiantistici, stima dei rifiuti prodotti dalle demolizioni con relativo contratto di discarica per lo smaltimento, dichiarazione di affidamento di incarico al tecnico con sua dichiarazione di avvenuto pagamento, DURC dell’impresa con dichiarazione di contratto collettivo applicato, titolo di proprietà dell’immobile, planimetria e visura catastale. Resta ferma la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre obblighi

Leggi Tutto »

Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio!

Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio! Rinnovare la propria casa in modo ecosostenibile è ancora più conveniente per te e per l’ambiente. Spesso non occorre sostituire completamente l’arredamento: basta dare nuova linfa a quello esistente. Se qualche mobile ormai non è più di vostro gusto e ha decisamente molti anni di vita, potrebbe essere la perfetta occasione per cimentarvi in una pratica antica ed affascinante, dai risultati sorprendenti. Stiamo parlando del decapaggio, una tecnica raffinata che è quasi un’arte e che potrebbe rivelarsi anche molto divertente da soli o in compagnia. Consiste nel rimuovere lo strato superficiale della vernice di un mobile per conferirgli un aspetto volutamente consumato e dare l’impressione che sia molto più antico. È una strategia che consente di ridare nuova vita a mobili che magari, per molti motivi, ci hanno stufato o sono danneggiati. A cosa serve? Il termine decapare deriva dal francese decapèr, che significa rimuovere la cappa, la copertura, e la tecnica ha origini molto antiche, rintracciabili alla metà del 1700 circa. Gli artigiani decapavano il legno per proteggerlo dai tarli, lavandolo prima con la soda e passando poi una mano di calce con cui disinfestarne pori e fessure. Oggi numerosi corsi di fai da te hanno permesso la riscoperta e diffusione di quest’arte manuale che permette di recuperare mobili antichi o semplicemente di renderli più affascinanti ed adatti a precise esigenze di gusto. È infatti sempre più diffuso il cosiddetto shabby chic, uno stile basato sull’utilizzo di un arredamento volutamente antichizzato, con l’utilizzo di vernici dalle tinte tenui, quasi sbiadite, che richiamano l’epoca vittoriana o addirittura rinascimentale. Sono oggetto di decapaggio non solo mobili vecchi, ma anche in legno grezzo: si può lavorare quindi anche su elementi di arredamento appena acquistati. La giusta tecnica. Per decapare un mobile occorre innanzitutto avere i giusti strumenti: occhiali, guanti protettivi, un pennello piatto, una spazzola metallica, della lana d’acciaio, meglio se a grana extra, stucco, carta vetrata, vernice acrilica chiara e scura. Per procedere è opportuno trovarsi all’aperto o in un locale ben ventilato, dal momento che si utilizzeranno vernici e si produrranno sostanze nocive come polveri sottili; è inoltre consigliabile dotarsi delle giuste protezioni, come una tuta, dei guanti, degli occhiali e una mascherina. Prese queste precauzioni, si può iniziare a decapare il proprio mobile: carteggiare con la carta vetrata per rimuovere accuratamente la vernice Stuccare le parti danneggiate e lasciare asciugare Spazzolare la superficie del legno con la spazzola metallica, in modo da creare piccoli solchi che faciliteranno la penetrazione della cera Impregnare la lana d’acciaio con la pasta di cera e spalmarla sul legno Lasciare asciugare per circa 30 minuti Usare di nuovo la lana d’acciaio, immersa questa volta nella cera più scura, per rimuovere la cera chiara ed ottenere l’effetto desiderato Lucidare il mobile secondo il proprio gusto Tipologie e manutenzione. La manutenzione di un mobile decapato non richiede altro che la rimozione della polvere in eccesso ed un panno imbevuto di cera chiara per mobili. Le tipologie di questa tecnica invece sono molte: shabby chic, per una casa elegante e raffinata, shabby french per richiamare atmosfere francesi di fine Ottocento, shabby total white se gli arredi saranno totalmente bianchi, country chic per un effetto rustico ma elegante, rustic worn per un rustico vissuto. È possibile decapare moltissimi mobili diversi: poltrone, sedie, sgabelli, tavoli di qualunque forma e dimensione, divani, specchiere, armadi, madie, mensole, cassettiere. Potrete davvero dare sfogo alla vostra creatività! Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Calore e comfort con il grès effetto legno.

Calore e comfort con il grès effetto legno. Il grès porcellanato effetto legno è una scelta sicuramente innovativa, perché si parla di un tipo di ceramica compatta, lavorata fino a raggiungere un alto grado di durezza e resistenza ad agenti chimici ed atmosferici, nonché a sollecitazioni meccaniche come graffi, abrasioni, flessioni, urti. Il grès effetto legno è inoltre impermeabile ai liquidi, ma senza l’utilizzo di impermeabilizzanti chimici, vernici o resine, cosa che lo rende un materiale molto più salubre rispetto ad alternative simili. Quante sensazioni può dare un pavimento sotto i nostri piedi? Infinite. Calore, sicurezza, comfort, pulizia, ricercatezza. Nel vasto panorama delle possibilità di rivestimento, il nostro showroom in questo articolo ve ne propone una che raduna tutte queste caratteristiche e non solo. Una caratteristica importante per qualunque pavimento è quella di essere il più possibile resistente al tempo ed all’usura: il grès porcellanato effetto legno sicuramente soddisfa queste esigenze, essendo un rivestimento ideale per qualunque zona della casa. Non assorbe odori e non rilascia sostanze nocive per l’uomo, non si usura nel tempo e resiste ad un elevato calpestio. È questa una scelta notevole anche da un punto di vista strettamente estetico: il calore armonioso del legno, elegante e raffinato, si combina ad una serie di vantaggi rispetto ad un’alternativa in vero legno o in altri materiali che lo imitano. Infatti non è solo economicamente più conveniente, ma anche più ecologico, dal momento che previene la deforestazione e predilige l’utilizzo di materiali di scarto (argille, sabbie e feldspati) che ne fondano la resistenza. La sua versatilità lo rende ottimo per gli interni come per gli esterni ed è possibile sbizzarrirsi con le molteplici possibilità cromatiche e di texture: spesso si scelgono colori chiari, perfetti da abbinare a decine di altre tonalità, per gli effetti più estrosi ed originali. Ma non sono da sottovalutare neppure le sue tonalità più scure, come ad esempio il marrone o il nero, che ben si prestano a contrasti piacevoli, sorprendenti, da valorizzare e bilanciare con l’illuminotecnica; così come può essere un’ottima alternativa il grigio, che in accostamento a tonalità più forti ed accese rimane neutro ma viene valorizzato al massimo. È un materiale facile da gestire nel tempo, non necessitando di tutte le cure specifiche di cui invece ha bisogno un pavimento in parquet, e per tenerlo pulito è sufficiente acqua ed un detergente specifico per pavimenti. È quindi un materiale jolly, adatto ai più diversi stili di arredamento: dai più classici ai più moderni, dal minimal ai più eccentrici, proponendo un’eleganza ed una semplicità durature, che non passano mai di moda. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Romanticismo e natura: lo stile provenzale.

Romanticismo e natura: lo stile provenzale. Chi è stato in Provenza almeno una volta nella vita, sicuramente subirà il fascino dello stile provenzale: quell’atmosfera tersa, lenta, poetica, che accompagna le campagne e le città del sud della Francia. Un’aura che rimane nel cuore e che sa ispirare, al punto da non riuscire a dimenticarla. Se desiderate portarla con voi, nella vostra casa, sappiate che è possibile! Ma andiamo con ordine: innanzitutto lo stile provenzale affonda le sue radici nel 1600, nella Versailles di Luigi XIV che ingaggiò i più prestigiosi artisti ed artigiani dell’epoca per renderla un’icona assoluta di lusso e stile. Gli influssi della capitale si diffusero presto anche in campagna, in particolare nel territorio provenzale. Ed ecco che rustiche case contadine cominciano ad impreziosirsi di influenze lussuose provenienti da Parigi, segnando per sempre la cifra distintiva dello stile provenzale. Oggi l’arredamento in stile provenzale si è ormai consolidato come uno dei più amati al mondo. Ricordando lo shabby chic e lo stile country francese, si presenta come un affascinante mix di comfort, raffinatezza ed un’elegante rusticità che lo rendono sofisticato e genuino allo stesso tempo. In particolare si differenzia dallo shabby chic sopra citato per l’atmosfera: qui infatti vige un mood più romantico, fatato, si azzardano di più tinte glicine, lilla, salvia, mentre nello shabby è preferito il candore del bianco e delle tinte neutre. Colori naturali, tinte pastello e tanta fantasia. I colori e la natura del sud della Francia splendono cristallizzati in questo genere di arredamento. Una vita semplice, en plen air, armoniosa e rilassata, sono la fonte di questa estetica così vivace ed accogliente. La delicatezza è il comune denominatore dei colori e dei materiali usati: la lavanda spicca su tutti, dal fiore così diffuso in Provenza, che ogni anno regala meravigliose ed abbondanti fioriture. Molto utilizzate anche tutte le altre tinte pastello (in particolare verde salvia ed azzurro) meglio se intrecciate con con varianti del bianco e dell’avorio, del blu e del giallo. Lo stile provenzale utilizza molto anche i tessuti: soprattutto lino e cotone leggero, da usare con tende, cuscini, divani, sofà, biancheria e trapunte. Le fantasie predilette sono invece quelle floreali. I materiali. Il legno è il principale materiale utilizzato in questo stile: si tratta però di legno recuperato e decapato a regola d’arte, ovvero sottoposto ad una tecnica che regale un aspetto antichizzato e vissuto. Un altro materiale ricorrente, che si ritrova in sedie, testiere o tavolini, è il ferro battuto, di solito laccato di bianco o avorio. Il gusto decorativo per far fiorire la tua casa. Fiori, fiori ed ancora fiori! I motivi floreali sono il cuore di questo stile, che vuole rendere tutto il respiro delle campagne provenzali, la vitalità e le piccole gioie di una vita rilassata, in armonia con la natura ed i suoi colori. Lavanda, salvia, ranuncoli, rose, margherite, gipsofila… è davvero vasto il panorama di possibilità da applicare a questo stile. Il risultato sarà sorprendente: un profumato abbraccio di accoglienza e comfort, rinforzato dall’utilizzo di candele, cuscini, tendaggi, tappeti, mazzi di fiori freschi, saponette profumate, cesti di pot-pourri in materiali naturali come il vimini, ma anche pentole in rame e porcellane sapientemente esposte. Come arredare in stile provenzale. Potrai ricreare comunque un ambiente provenzale utilizzando tutti i topic dello shabby chic, arricchendoli con: decorazioni che richiamano la provenza come quadretti naturalistici, magari con scritte in francese o simili. tende e tessuti nei toni pastello; fiori freschi o secchi come la lavanda, capace pure di regalare fragranze rasserenanti; rivestimenti non prettamente bianchi, ma anche polverosi come il rosa cipria, il verde pistacchio o il salvia, il crema, il grigio, ecc.; Lo stile provenzale è perfetto per arredare casa in campagna, ma pure nelle case al mare o di villeggiatura, dal momento che ispira leggerezza, primavera ed estate. Nelle case rustiche poi si ha la possibilità di sfruttare proprio l’architettura tipica, cornice ideale per questo genere d’arredo. Ed anche in questo caso può essere mitigato e personalizzato grazie all’intervento di un abile architetto. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Contatti

Sede legale: Savona via Gramsci 6/4

Telefono: 800909275

Email: info@ristrutturare-casa-italia.com

© 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Categorie
Senza categoria

Il cappotto termico: quello che c’è da sapere.

Ristrutturare Casa | Ristrutturare Bagno

Il cappotto termico: quello che c’è da sapere.

Una casa ideale non è caratterizzata solo dallo stile e dal comfort, ma anche dall’efficientamento energetico, dall’ecosostenibilità e dalla funzionalità.

Uno degli aspetti da non sottovalutare è quello di poter avere sempre, facilmente, una temperatura ottimale, che si adatti perfettamente alle vostre esigenze. Una soluzione vantaggiosa e duratura per rendere possibile tutto questo è proprio il cappotto termico.

Si tratta di un sistema di isolamento che si applica agli edifici proprio per ottimizzare la loro efficienza energetica. Attraverso interventi che migliorano il comfort abitativo, si stabilizzano le temperature in tutte le stagioni e si incide in maniera molto positiva sui consumi e quindi le bollette.

Si può pensare al cappotto termico come ad una sorta di rivestimento che protegge l’abitazione con pannelli isolanti di vario tipo, realizzati con materiali sintetici, minerali e naturali. Ogni materiale ha, chiaramente, le sue proprietà specifiche ed i suoi vantaggi. È importante rivolgersi a professionisti certificati per la sua posa, essendo un’operazione complessa e delicata.

Tipologie.

Esistono due tipologie di cappotto termico: quello esterno e quello interno. Come scegliere tra le due?

Ci si indirizza su un cappotto termico interno nel momento in cui non è possibile modificare la facciata esterna del proprio palazzo; in caso contrario, quello esterno è da preferire, dal momento che garantisce prestazioni ottimali e durevoli nel tempo.

Vantaggi e svantaggi.

Un cappotto termico realizzato e posato a regola d’arte, risponde in maniera ottimale all’esigenza di efficientamento energetico di ogni abitazione, con un grande contenimento dei costi e dei consumi, garantendo il miglior equilibrio termico degli ambienti in ogni stagione.

Dite addio a stanze gelide che impiegano molto tempo a riscaldarsi, così come ad ambienti soffocanti in estate che difficilmente riescono a refrigerarsi in tempi e modi accettabili.

Un cappotto termico vi garantirà una sensibile riduzione della dispersione di calore, temperature stabili e, di conseguenza, ambienti molto più salubri e vivibili.

Inoltre, fra le conseguenze di dotare un’abitazione del cappotto termico vi sono quella di far aumentare significativamente il valore dell’immobile sul mercato, perché edifici così strutturati risultano decisamente più appetibili; si ha accesso ad incentivi e sgravi fiscali, contribuendo il cappotto termico a rendere la casa più green ed ecosostenibile; l’immobile avrà un basso impatto ambientale, poiché i materiali dei pannelli sono sempre più spesso appartenenti al mondo della bioarchitettura, come cellulosa, canapa, fibra di legno.

Fra gli svantaggi vanno sicuramente considerati i costi di applicazione (ci si deve rivolgere a professionisti specializzati) e dei materiali (usare materiali di qualità costa ma è anche un investimento a lungo termine) nonché l’importanza e complessità strutturale di un intervento del genere, che andrà a modificare sensibilmente l’aspetto estetico dell’immobile e la possibilità di effettuare altri interventi nel tempo.

Margini di risparmio.

Si stima che con l’applicazione del cappotto termico si possa risparmiare dal 20 al 40% dei costi annui, grazie al minor uso di combustibili per il riscaldamento d’inverno e di energia per il raffreddamento d’estate.

Si tratta quindi di un grande investimento a lungo termine, lungimirante anche per la salute del pianeta e per la salubrità degli ambienti domestici. È molto importante affidarsi a ditte e professionisti qualificati, competenti, sia per la natura dell’intervento che per i costi, adeguatamente informati anche su tutto il lato burocratico inerente alle detrazioni ed ai bonus fiscali.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa. Se siete persone originali, estrose, con un gran voglia di raccontare la vostra unicità anche attraverso gli spazi della vostra casa, lo stile boho chic fa decisamente per voi! Il nome di questo stile deriva dall’unione del termine bohemian, che richiama lo stile di vita di intellettuali ed artisti del XIX secolo, la parola francese chic, sinonimo di eleganza. Nasce agli inizi del 2000, come nuova tendenza nel settore della moda destinata a raggiungere presto anche quello dell’interior design. Lo stile boho chic è un piccolo universo di citazioni e suggestioni: far west, movimento hippy, stile etnico e quello nordico. Unisce tratti più minimali ad altri decisamente ricchi ed estrosi: la parola chiave è originalità, ed infatti si compone di molti pezzi unici, al punto che ogni casa acquisisce inevitabilmente una propria personalità spiccata e totalmente diversa da ogni altra. Tra innovazione e tradizione. Il fascino del boho chic è dato proprio dall’essere un originale mix tra ciò che è moderno e nuovo e ciò che invece è vintage. Ogni spazio così si anima di ricordi, aneddoti e storie da raccontare legate alla vita degli abitanti della casa. Nessuna casa in stile boho chic assomiglia ad un’altra perché tutte le persone sono uniche nel loro vissuto. Eppure, alcuni elementi di questo stile possono essere riconoscibili. Avete presente il Coachella Music Festival, che si svolge in California annualmente? Bene, l’atmosfera che si respira e soprattutto la mise dei partecipanti e del pubblico sono perfettamente in stile boho chic. Colori sgargianti ma anche al contrario chiari e candidi, stoffe per lo più naturali, richiami hippie, un’eccentricità che punta ad un’armonia ed una serenità senza tempo. L’arte di riciclare. Un’ altra caratteristica importante dello stile boho chic è la sua sostenibilità: gran parte dei suoi elementi si ottengono donando nuova vita e funzionalità ad oggetti ed arredi del passato. Questa operazione non è solo “etica” ma anche molto affascinante e, in un certo senso, artistica: bisogna diventare maestri nella ricerca di vecchi cimeli e tesori, facendo rivivere i ricordi più preziosi. Ci vuole pazienza e creatività: una casa boho chic è in continua trasformazione. Gli elementi dello stile boho chic. In particolare l’arredamento boho chic prevede l’utilizzo di: accessori ed arredi dal sapore etnico; mobili per lo più in legno grezzo o in arte povera; filati naturali come il cotone, il lino, stoffe ricamate finemente, tessuti San Gallo, ecc.; piante e fiori anche esotici, veri o artificiali come i kokedama; arredi e complementi di classe, anche moderni, magari trattati con colori luminosi come l’oro e l’argento; dettagli colorati, accessori stravaganti, decorazioni anche mistiche o dal mood spirituale o religioso come cuori votivi, crocifissi, santini, ecc. Lo stile boho chic è davvero particolare e richiama molto quelle case coloniali di un tempo, ricche per qualità dei mobili, rasserenanti, vivaci ma allo stesso tempo composte. Questo genere mixa dettagli ed arredi di terre lontane con il gusto europeo e grazie all’abilità di un progettista si potrà portare questa atmosfera anche nelle case urbane di oggi. Molto utilizzate nell’arredamento in stile boho chic sono le lanterne orientali, i pouf multicolore etnici sia provenienti da isole lontane sia realizzati in Italia. Immancabili sono poi complementi d’arredo iconici che donano maggiore modernità agli ambienti: tappeti, quadri e stampe, specchi, poltrone in vimini o midollino, ma anche sedute da appendere al soffitto. Tutto però deve essere di gran classe: questa è la sostanziale differenza tra boho ed il più comune etnico. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento!

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento! Il pavimento è una delle componenti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa. Scegliere il materiale più adatto potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto: a giorno d’oggi i materiali disponibili sono sempre di più. Se quelli di ultima generazione offrono vantaggi innovativi, anche quelli più tradizionali possono riservare delle sorprese e diventare delle nuove tendenze. Uno di questi è proprio il linoleum, uno dei materiali ormai più in voga del momento. Uno dei suoi più grandi pregi è la sostenibilità e la capacità di adattarsi a molti stili ed ambienti differenti. Inventato in Scozia negli anni ’60, viene oggi utilizzato per edifici pubblici e privati, per ambienti esterni, interni e per capannoni industriali. Degno di nota è l’incremento del suo utilizzo proprio in ambito privato: resiliente, facile da curare e altamente igienico. Linoleum: un identikit. Il linoleum è un materiale totalmente amico dell’ambiente: la sua ecosostenibilità è dovuta alla sua composizione in materie prime naturali quali resina, sughero, tuta, olio di semi di lino. Si tratta di un rivestimento resiliente ed elastico, piuttosto sottile, facilmente lavorabile e lavabile, nonché isolante ed impermeabile. È inoltre totalmente riciclabile, dura a lungo ed ha proprietà antiscivolo, che lo rendono anche piuttosto sicuro in caso di bambini ed anziani. Quest’ultima caratteristica giustifica chiaramente il suo ampio utilizzo, nel corso dei decenni, in edifici pubblici come ospedali, scuole, palestre, aeroporti, biblioteche, cinema. Come detto sopra, attualmente il suo utilizzo si sta decisamente diffondendo anche in ambito privato, grazie alla sua versatilità e resistenza, nonché alla sua capacità di creare ambienti caldi, accoglienti, confortevoli. Via libera dunque al suo utilizzo in alberghi ed abitazioni, tenendo presente che scegliere il linoleum come rivestimento significa optare per una soluzione rapida ed efficiente. Un pavimento in linoleum può essere velocemente sovrapposto ad una pavimentazione preesistente oltre che disposto come supporto di nuova costruzione. Qualche svantaggio: tende a deformarsi nel tempo a causa di temperatura e sbalzi termici, nonché dell’umidità che può essere presente in ambienti come il bagno o la cucina; necessita davvero di una posa a regola d’arte, che eviti la formazione di sacche d’aria o umidità sotto la sua superficie, col rischio di compromettere l’ambiente circostante. Ricapitolando, un pavimento in linoleum è una soluzione economica, pratica ed ecologica, perfetta se il budget di ristrutturazione è contenuto. Basti pensare che il suo costo base di partenza si aggira sui 22 euro al mq, indecentemente dal taglio a piastrella o a rotolo. Una variazione di prezzo è prevista sulla base della tipologia e dello spessore. Come posare il linoleum. Il linoleum può essere posato a colla oppure a secco. Scegliere fra le due tipologie dipende molto dal tipo di ambiente circostante al pavimento: se l’esigenza primaria è l’igiene conviene optare per una posa a secco, che garantisce una pulizia più facile ed efficace, mentre per un piccolo ambiente senza esigenze particolari si può scegliere invece una posa a colla, perfetta in caso di un taglio del linoleum a piastrelle. La praticità di questo materiale si traduce nella possibilità di poterlo installare in autonomia, sebbene sia fondamentale fare molta attenzione ad evitare la formazione di sacche d’aria o di umidità, come detto sopra. È consigliabile, a questo proposito, aiutarsi con uno spazzolone per meglio stenderlo ed evitare corrugamenti. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress.

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress. Spesso si pensa di ristrutturare la propria casa autonomamente, senza sapere a quante complicazioni burocratiche si vada incontro. Noi di Ristrutturare Casa Italia vogliamo proporvi una breve guida, facile ed intuitiva, su quali sono le principali pratiche edilizie (e non solo) necessarie per le ristrutturazioni. Non sempre è necessaria una pratica edilizia per ristrutturare casa, anche se lo è nella maggior parte dei casi. Ci sono inoltre documenti collaterali che vanno allegati o comunque che potrebbero essere richiesti. Bisogna tenere presente che è una materia estremamente complessa dal punto di vista legale, regolamentata non solo a livello nazionale ma anche regionale e comunale. La casistica pertanto è davvero infinita, e quindi è sempre necessario rivolgersi a professionisti che esaminino il vostro caso e curino le migliori soluzioni per voi. Noi di Ristrutturare Casa Italia metteremo a vostra disposizione professionisti altamente qualificati, che sappiano guidarvi passo dopo passo. Perché le pratiche edilizie sono importanti? Presupposto obbligatorio per poter fruire delle detrazioni fiscali, è che la casa sia in regola. Lavori eseguiti senza pratica edilizia quando era necessaria, o con pratiche edilizie incomplete e/o sbagliate, non hanno diritto alle detrazioni fiscali, che possono essere revocate dall’Agenzia delle Entrate fino a cinque anni dopo quello di godimento, anche con la restituzione delle somme già godute. La burocrazia edilizia. Il riferimento legislativo italiano per tutto ciò che riguarda i procedimenti edilizi privati è il Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 380/2001. Questo testo normativo si riferisce a tutte le opere edilizie nel loro complesso, quindi sia ristrutturazioni che nuove costruzioni. I tipi di interventi edilizi possibili sono stati suddivisi, all’art. 3 del T.U.E. in sei categorie, sulla base del loro impatto sull’assetto edilizio complessivo: Manutenzione Ordinaria Manutenzione Straordinaria Restauro e Risanamento Conservativo Ristrutturazione Edilizia Nuova Costruzione  Ristrutturazione Urbanistica Le due categorie che interessano la maggioranza delle ristrutturazioni sono le prime due: manutenzione ordinaria e straordinaria. Mentre le ultime due riguardano interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, la terza e la quarta riguardano gli edifici vincolati, cioè una minima parte degli edifici costruiti. È importante poi tenere presente che i Piani Regolatori Comunali disciplinano le categorie di intervento applicabili ad un singolo edificio o una determinata parte del territorio. Sicuramente le prime due categorie di intervento sono sempre applicabili a tutti gli edifici esistenti, in quanto fondamentali per garantirne la funzionalità. Inoltre è bene ricordare che nessun intervento edilizio può essere effettuato su edifici che presentano abusi o difformità. Quali opere rientrano nella manutenzione ordinaria? Rientrano in questa categoria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. Si parla quindi di pavimenti, sanitari, porte, finestre, finiture varie, rivestimenti ecc. ma anche di controsoffitti, rifacimento di intonaci, condizionatori, pannelli fotovoltaici e riparazione degli impianti esistenti. Quali opere rientrano nella manutenzione straordinaria? Rientrano in questa categoria “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati, necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”. Si parla quindi di lavori edilizi ed impiantistici oppure di interventi rilevanti dal punto di vista urbanistico. Le pratiche edilizie. In caso di opere rientranti nella manutenzione ordinaria non è necessario presentare alcuna pratica edilizia, infatti si sta parlando di edilizia libera. Attenzione però: alcuni comuni possono comunque richiedere la presentazione di una comunicazione per determinati tipi di interventi rientranti nella manutenzione ordinaria Invece, in caso di opere rientranti nella manutenzione straordinaria, ma senza l’esecuzione di opere strutturali, la pratica edilizia da presentare è la CILA. In questo caso la manutenzione straordinaria si dice “leggera” ed è la classica tipologia di intervento della maggior parte delle ristrutturazioni. Per le opere rientranti nella manutenzione straordinaria ma che prevedono anche l’esecuzione lavori strutturali, la pratica edilizia da presentare è la SCIA. In questo caso si parla di manutenzione straordinaria “pesante”. La CILA. La sigla CILA sta per comunicazione di inizio lavori asseverata. Da ciò si evince che: è una comunicazione e non una richiesta di autorizzazione 2) deve essere asseverata: cioè ci deve essere qualcuno che, apponendo un timbro e una firma, certifichi che tutto quello dichiarato nella pratica edilizia è corretto. Questo qualcuno è obbligatoriamente un tecnico abilitato: architetto, ingegnere o geometra. In sintesi la pratica dovrà contenere: la comunicazione resa su un modello a firma del titolare di diritti sull’immobile (proprietario, usufruttuario, locatario, etc.);  l’asseverazione a firma del tecnico abilitato, anche questa resa su un modello;  una serie di allegati (documenti di identità di tutti i soggetti coinvolti, ricevuta di versamento dei diritti di segreteria – solitamente tra i 50 e i 300 euro -, gli elaborati progettuali – solitamente una relazione, una pianta dello stato di fatto ed una pianta del progetto). Può inoltre essere necessario allegare: piante con gli schemi impiantistici, stima dei rifiuti prodotti dalle demolizioni con relativo contratto di discarica per lo smaltimento, dichiarazione di affidamento di incarico al tecnico con sua dichiarazione di avvenuto pagamento, DURC dell’impresa con dichiarazione di contratto collettivo applicato, titolo di proprietà dell’immobile, planimetria e visura catastale. Resta ferma la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre obblighi

Leggi Tutto »

Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio!

Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio! Rinnovare la propria casa in modo ecosostenibile è ancora più conveniente per te e per l’ambiente. Spesso non occorre sostituire completamente l’arredamento: basta dare nuova linfa a quello esistente. Se qualche mobile ormai non è più di vostro gusto e ha decisamente molti anni di vita, potrebbe essere la perfetta occasione per cimentarvi in una pratica antica ed affascinante, dai risultati sorprendenti. Stiamo parlando del decapaggio, una tecnica raffinata che è quasi un’arte e che potrebbe rivelarsi anche molto divertente da soli o in compagnia. Consiste nel rimuovere lo strato superficiale della vernice di un mobile per conferirgli un aspetto volutamente consumato e dare l’impressione che sia molto più antico. È una strategia che consente di ridare nuova vita a mobili che magari, per molti motivi, ci hanno stufato o sono danneggiati. A cosa serve? Il termine decapare deriva dal francese decapèr, che significa rimuovere la cappa, la copertura, e la tecnica ha origini molto antiche, rintracciabili alla metà del 1700 circa. Gli artigiani decapavano il legno per proteggerlo dai tarli, lavandolo prima con la soda e passando poi una mano di calce con cui disinfestarne pori e fessure. Oggi numerosi corsi di fai da te hanno permesso la riscoperta e diffusione di quest’arte manuale che permette di recuperare mobili antichi o semplicemente di renderli più affascinanti ed adatti a precise esigenze di gusto. È infatti sempre più diffuso il cosiddetto shabby chic, uno stile basato sull’utilizzo di un arredamento volutamente antichizzato, con l’utilizzo di vernici dalle tinte tenui, quasi sbiadite, che richiamano l’epoca vittoriana o addirittura rinascimentale. Sono oggetto di decapaggio non solo mobili vecchi, ma anche in legno grezzo: si può lavorare quindi anche su elementi di arredamento appena acquistati. La giusta tecnica. Per decapare un mobile occorre innanzitutto avere i giusti strumenti: occhiali, guanti protettivi, un pennello piatto, una spazzola metallica, della lana d’acciaio, meglio se a grana extra, stucco, carta vetrata, vernice acrilica chiara e scura. Per procedere è opportuno trovarsi all’aperto o in un locale ben ventilato, dal momento che si utilizzeranno vernici e si produrranno sostanze nocive come polveri sottili; è inoltre consigliabile dotarsi delle giuste protezioni, come una tuta, dei guanti, degli occhiali e una mascherina. Prese queste precauzioni, si può iniziare a decapare il proprio mobile: carteggiare con la carta vetrata per rimuovere accuratamente la vernice Stuccare le parti danneggiate e lasciare asciugare Spazzolare la superficie del legno con la spazzola metallica, in modo da creare piccoli solchi che faciliteranno la penetrazione della cera Impregnare la lana d’acciaio con la pasta di cera e spalmarla sul legno Lasciare asciugare per circa 30 minuti Usare di nuovo la lana d’acciaio, immersa questa volta nella cera più scura, per rimuovere la cera chiara ed ottenere l’effetto desiderato Lucidare il mobile secondo il proprio gusto Tipologie e manutenzione. La manutenzione di un mobile decapato non richiede altro che la rimozione della polvere in eccesso ed un panno imbevuto di cera chiara per mobili. Le tipologie di questa tecnica invece sono molte: shabby chic, per una casa elegante e raffinata, shabby french per richiamare atmosfere francesi di fine Ottocento, shabby total white se gli arredi saranno totalmente bianchi, country chic per un effetto rustico ma elegante, rustic worn per un rustico vissuto. È possibile decapare moltissimi mobili diversi: poltrone, sedie, sgabelli, tavoli di qualunque forma e dimensione, divani, specchiere, armadi, madie, mensole, cassettiere. Potrete davvero dare sfogo alla vostra creatività! Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Calore e comfort con il grès effetto legno.

Calore e comfort con il grès effetto legno. Il grès porcellanato effetto legno è una scelta sicuramente innovativa, perché si parla di un tipo di ceramica compatta, lavorata fino a raggiungere un alto grado di durezza e resistenza ad agenti chimici ed atmosferici, nonché a sollecitazioni meccaniche come graffi, abrasioni, flessioni, urti. Il grès effetto legno è inoltre impermeabile ai liquidi, ma senza l’utilizzo di impermeabilizzanti chimici, vernici o resine, cosa che lo rende un materiale molto più salubre rispetto ad alternative simili. Quante sensazioni può dare un pavimento sotto i nostri piedi? Infinite. Calore, sicurezza, comfort, pulizia, ricercatezza. Nel vasto panorama delle possibilità di rivestimento, il nostro showroom in questo articolo ve ne propone una che raduna tutte queste caratteristiche e non solo. Una caratteristica importante per qualunque pavimento è quella di essere il più possibile resistente al tempo ed all’usura: il grès porcellanato effetto legno sicuramente soddisfa queste esigenze, essendo un rivestimento ideale per qualunque zona della casa. Non assorbe odori e non rilascia sostanze nocive per l’uomo, non si usura nel tempo e resiste ad un elevato calpestio. È questa una scelta notevole anche da un punto di vista strettamente estetico: il calore armonioso del legno, elegante e raffinato, si combina ad una serie di vantaggi rispetto ad un’alternativa in vero legno o in altri materiali che lo imitano. Infatti non è solo economicamente più conveniente, ma anche più ecologico, dal momento che previene la deforestazione e predilige l’utilizzo di materiali di scarto (argille, sabbie e feldspati) che ne fondano la resistenza. La sua versatilità lo rende ottimo per gli interni come per gli esterni ed è possibile sbizzarrirsi con le molteplici possibilità cromatiche e di texture: spesso si scelgono colori chiari, perfetti da abbinare a decine di altre tonalità, per gli effetti più estrosi ed originali. Ma non sono da sottovalutare neppure le sue tonalità più scure, come ad esempio il marrone o il nero, che ben si prestano a contrasti piacevoli, sorprendenti, da valorizzare e bilanciare con l’illuminotecnica; così come può essere un’ottima alternativa il grigio, che in accostamento a tonalità più forti ed accese rimane neutro ma viene valorizzato al massimo. È un materiale facile da gestire nel tempo, non necessitando di tutte le cure specifiche di cui invece ha bisogno un pavimento in parquet, e per tenerlo pulito è sufficiente acqua ed un detergente specifico per pavimenti. È quindi un materiale jolly, adatto ai più diversi stili di arredamento: dai più classici ai più moderni, dal minimal ai più eccentrici, proponendo un’eleganza ed una semplicità durature, che non passano mai di moda. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Romanticismo e natura: lo stile provenzale.

Romanticismo e natura: lo stile provenzale. Chi è stato in Provenza almeno una volta nella vita, sicuramente subirà il fascino dello stile provenzale: quell’atmosfera tersa, lenta, poetica, che accompagna le campagne e le città del sud della Francia. Un’aura che rimane nel cuore e che sa ispirare, al punto da non riuscire a dimenticarla. Se desiderate portarla con voi, nella vostra casa, sappiate che è possibile! Ma andiamo con ordine: innanzitutto lo stile provenzale affonda le sue radici nel 1600, nella Versailles di Luigi XIV che ingaggiò i più prestigiosi artisti ed artigiani dell’epoca per renderla un’icona assoluta di lusso e stile. Gli influssi della capitale si diffusero presto anche in campagna, in particolare nel territorio provenzale. Ed ecco che rustiche case contadine cominciano ad impreziosirsi di influenze lussuose provenienti da Parigi, segnando per sempre la cifra distintiva dello stile provenzale. Oggi l’arredamento in stile provenzale si è ormai consolidato come uno dei più amati al mondo. Ricordando lo shabby chic e lo stile country francese, si presenta come un affascinante mix di comfort, raffinatezza ed un’elegante rusticità che lo rendono sofisticato e genuino allo stesso tempo. In particolare si differenzia dallo shabby chic sopra citato per l’atmosfera: qui infatti vige un mood più romantico, fatato, si azzardano di più tinte glicine, lilla, salvia, mentre nello shabby è preferito il candore del bianco e delle tinte neutre. Colori naturali, tinte pastello e tanta fantasia. I colori e la natura del sud della Francia splendono cristallizzati in questo genere di arredamento. Una vita semplice, en plen air, armoniosa e rilassata, sono la fonte di questa estetica così vivace ed accogliente. La delicatezza è il comune denominatore dei colori e dei materiali usati: la lavanda spicca su tutti, dal fiore così diffuso in Provenza, che ogni anno regala meravigliose ed abbondanti fioriture. Molto utilizzate anche tutte le altre tinte pastello (in particolare verde salvia ed azzurro) meglio se intrecciate con con varianti del bianco e dell’avorio, del blu e del giallo. Lo stile provenzale utilizza molto anche i tessuti: soprattutto lino e cotone leggero, da usare con tende, cuscini, divani, sofà, biancheria e trapunte. Le fantasie predilette sono invece quelle floreali. I materiali. Il legno è il principale materiale utilizzato in questo stile: si tratta però di legno recuperato e decapato a regola d’arte, ovvero sottoposto ad una tecnica che regale un aspetto antichizzato e vissuto. Un altro materiale ricorrente, che si ritrova in sedie, testiere o tavolini, è il ferro battuto, di solito laccato di bianco o avorio. Il gusto decorativo per far fiorire la tua casa. Fiori, fiori ed ancora fiori! I motivi floreali sono il cuore di questo stile, che vuole rendere tutto il respiro delle campagne provenzali, la vitalità e le piccole gioie di una vita rilassata, in armonia con la natura ed i suoi colori. Lavanda, salvia, ranuncoli, rose, margherite, gipsofila… è davvero vasto il panorama di possibilità da applicare a questo stile. Il risultato sarà sorprendente: un profumato abbraccio di accoglienza e comfort, rinforzato dall’utilizzo di candele, cuscini, tendaggi, tappeti, mazzi di fiori freschi, saponette profumate, cesti di pot-pourri in materiali naturali come il vimini, ma anche pentole in rame e porcellane sapientemente esposte. Come arredare in stile provenzale. Potrai ricreare comunque un ambiente provenzale utilizzando tutti i topic dello shabby chic, arricchendoli con: decorazioni che richiamano la provenza come quadretti naturalistici, magari con scritte in francese o simili. tende e tessuti nei toni pastello; fiori freschi o secchi come la lavanda, capace pure di regalare fragranze rasserenanti; rivestimenti non prettamente bianchi, ma anche polverosi come il rosa cipria, il verde pistacchio o il salvia, il crema, il grigio, ecc.; Lo stile provenzale è perfetto per arredare casa in campagna, ma pure nelle case al mare o di villeggiatura, dal momento che ispira leggerezza, primavera ed estate. Nelle case rustiche poi si ha la possibilità di sfruttare proprio l’architettura tipica, cornice ideale per questo genere d’arredo. Ed anche in questo caso può essere mitigato e personalizzato grazie all’intervento di un abile architetto. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

Leggi Tutto »

Contatti

Sede legale: Savona via Gramsci 6/4

Telefono: 800909275

Email: info@ristrutturare-casa-italia.com

© 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy