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Riscaldamento a pavimento: quello che c’è da sapere.


Riscaldamento a pavimento: quello che c’è da sapere.

Il riscaldamento a pavimento, che ultimamente risulta piuttosto in voga, in realtà non è una novità assoluta: è un metodo inventato addirittura tra gli anni ’50 e ’70, ma oggi viene riscoperto e potenziato da tutte le migliorie tecnologiche del caso.

È un sistema costituito da tubature (nel caso di un riscaldamento ad acqua) o resistenze elettriche (nel caso di un impianto elettrico), disposte sotto il pavimento ed appoggiate a pannelli isolanti, che emettono calore uniformemente dal basso verso l’alto.

La sua caratteristica principale, nonché punto di forza, è quello di assicurare una distribuzione del calore uniforme ed ottimale negli ambienti della casa, attraverso il principio dell’irraggiamento, dal pavimento al soffitto.

Questo è un evidente vantaggio rispetto ad un sistema di riscaldamento tradizionale, dove il calore tende a concentrarsi maggiormente in prossimità delle fonti di calore, quindi dei caloriferi.

Un altro vantaggio di questo sistema di riscaldamento è tutto a beneficio dell’ambiente: per un ottimo funzionamento sono sufficienti anche basse temperature dell’acqua, circa la metà di quelle dei radiatori.

È importante tenere presente che la longevità di questo impianto, che può essere persino di mezzo secolo, dipende fortemente dalla qualità dei lavori i installazione: è fondamentale quindi rivolgersi ad una ditta altamente specializzata, in grado di assicurare una realizzazione a regola d’arte.

Perché scegliere un riscaldamento a pavimento?

Il riscaldamento a pavimento è una soluzione che porta numerosi vantaggi.

Innanzitutto un vantaggio economico: sebbene le spese di acquisto e realizzazione siano superiori a quelle previste per un normale sistema di riscaldamento, tale spesa è facilmente ammortizzabile nel giro di breve tempo grazie ad un importante risparmio energetico (anche del 35%)

Vi è poi il beneficio di avere due funzioni in una: abbassando la temperatura dell’acqua, ecco che l’impianto di riscaldamento si converte automaticamente in un impianto di raffreddamento,  non rendendo necessaria un’ulteriore spesa per un condizionatore.

La resa di un riscaldamento a pavimento, come detto sopra, è migliore e più uniforme di quella di un riscaldamento tradizionale, con un minor impatto inquinante (perché rende possibile l’utilizzo di energie rinnovabili a differenza di quanto succede con i radiatori, a causa della maggiore temperatura dell’acqua necessaria per il funzionamento di questi ultimi) e con una minore produzione di muffe, acari e polveri nocive: con il riscaldamento a pavimento, infatti, l’aria non si riscalda e conserva il tasso di umidità necessario al decadimento delle particelle nocive. Un toccasana soprattutto per chi soffre di allergie.

Da non sottovalutare la maggiore libertà di arredo degli interni che questa opzione garantisce: i radiatori sono spesso un’ostacolo ingombrante e non propriamente estetico alla libera disposizione dei mobili e delle varie scelte di arredo, comprese quelle dei pavimenti. Con questo sistema di riscaldamento si può scegliere il tipo di pavimento che più si preferisce.

Infine bisogna ricordare che un sistema di riscaldamento a pavimento necessita di una manutenzione piuttosto ridotta, rispetto ai tradizionali radiatori: bisogna dedicargli delle cure periodiche, soprattutto per evitare la presenza di calcare, alghe e fanghi o di fenomeni corrosivi.

Il risparmio energetico è garantito nel caso in cui si voglia optare per l’utilizzo di un termostato, grazie al cui collocamento ogni stanza potrà avere una temperatura ideale e sempre sotto controllo.

Fare attenzione ad alcuni svantaggi.

Fra i contro di questo sistema troviamo, come detto, gli alti costi di realizzazione, la possibilità che si danneggino le tubazioni con obbligo di una rimozione almeno parziale del pavimento, possibili danni ai pavimenti in legno, l’obbligo di una pavimentazione rialzata di almeno 5 cm e l’impossibilità di un’accensione ad intermittenza.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa. Se siete persone originali, estrose, con un gran voglia di raccontare la vostra unicità anche attraverso gli spazi della vostra casa, lo stile boho chic fa decisamente per voi!Il nome di questo stile deriva dall’unione del termine bohemian, che richiama lo stile di vita di intellettuali ed artisti del XIX secolo, la parola francese chic, sinonimo di eleganza. Nasce agli inizi del 2000, come nuova tendenza nel settore della moda destinata a raggiungere presto anche quello dell’interior design.Lo stile boho chic è un piccolo universo di citazioni e suggestioni: far west, movimento hippy, stile etnico e quello nordico. Unisce tratti più minimali ad altri decisamente ricchi ed estrosi: la parola chiave è originalità, ed infatti si compone di molti pezzi unici, al punto che ogni casa acquisisce inevitabilmente una propria personalità spiccata e totalmente diversa da ogni altra.Tra innovazione e tradizione.Il fascino del boho chic è dato proprio dall’essere un originale mix tra ciò che è moderno e nuovo e ciò che invece è vintage. Ogni spazio così si anima di ricordi, aneddoti e storie da raccontare legate alla vita degli abitanti della casa. Nessuna casa in stile boho chic assomiglia ad un’altra perché tutte le persone sono uniche nel loro vissuto.Eppure, alcuni elementi di questo stile possono essere riconoscibili.Avete presente il Coachella Music Festival, che si svolge in California annualmente? Bene, l’atmosfera che si respira e soprattutto la mise dei partecipanti e del pubblico sono perfettamente in stile boho chic.Colori sgargianti ma anche al contrario chiari e candidi, stoffe per lo più naturali, richiami hippie, un’eccentricità che punta ad un’armonia ed una serenità senza tempo.L’arte di riciclare.Un’ altra caratteristica importante dello stile boho chic è la sua sostenibilità: gran parte dei suoi elementi si ottengono donando nuova vita e funzionalità ad oggetti ed arredi del passato.Questa operazione non è solo “etica” ma anche molto affascinante e, in un certo senso, artistica: bisogna diventare maestri nella ricerca di vecchi cimeli e tesori, facendo rivivere i ricordi più preziosi. Ci vuole pazienza e creatività: una casa boho chic è in continua trasformazione.Gli elementi dello stile boho chic.In particolare l’arredamento boho chic prevede l’utilizzo di:accessori ed arredi dal sapore etnico;mobili per lo più in legno grezzo o in arte povera;filati naturali come il cotone, il lino, stoffe ricamate finemente, tessuti San Gallo, ecc.;piante e fiori anche esotici, veri o artificiali come i kokedama;arredi e complementi di classe, anche moderni, magari trattati con colori luminosi come l’oro e l’argento;dettagli colorati, accessori stravaganti, decorazioni anche mistiche o dal mood spirituale o religioso come cuori votivi, crocifissi, santini, ecc.Lo stile boho chic è davvero particolare e richiama molto quelle case coloniali di un tempo, ricche per qualità dei mobili, rasserenanti, vivaci ma allo stesso tempo composte.Questo genere mixa dettagli ed arredi di terre lontane con il gusto europeo e grazie all’abilità di un progettista si potrà portare questa atmosfera anche nelle case urbane di oggi.Molto utilizzate nell’arredamento in stile boho chic sono le lanterne orientali, i pouf multicolore etnici sia provenienti da isole lontane sia realizzati in Italia.Immancabili sono poi complementi d’arredo iconici che donano maggiore modernità agli ambienti: tappeti, quadri e stampe, specchi, poltrone in vimini o midollino, ma anche sedute da appendere al soffitto.Tutto però deve essere di gran classe: questa è la sostanziale differenza tra boho ed il più comune etnico. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento!

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento! Il pavimento è una delle componenti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa. Scegliere il materiale più adatto potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto: a giorno d’oggi i materiali disponibili sono sempre di più. Se quelli di ultima generazione offrono vantaggi innovativi, anche quelli più tradizionali possono riservare delle sorprese e diventare delle nuove tendenze. Uno di questi è proprio il linoleum, uno dei materiali ormai più in voga del momento. Uno dei suoi più grandi pregi è la sostenibilità e la capacità di adattarsi a molti stili ed ambienti differenti. Inventato in Scozia negli anni ’60, viene oggi utilizzato per edifici pubblici e privati, per ambienti esterni, interni e per capannoni industriali. Degno di nota è l’incremento del suo utilizzo proprio in ambito privato: resiliente, facile da curare e altamente igienico. Linoleum: un identikit. Il linoleum è un materiale totalmente amico dell’ambiente: la sua ecosostenibilità è dovuta alla sua composizione in materie prime naturali quali resina, sughero, tuta, olio di semi di lino. Si tratta di un rivestimento resiliente ed elastico, piuttosto sottile, facilmente lavorabile e lavabile, nonché isolante ed impermeabile. È inoltre totalmente riciclabile, dura a lungo ed ha proprietà antiscivolo, che lo rendono anche piuttosto sicuro in caso di bambini ed anziani. Quest’ultima caratteristica giustifica chiaramente il suo ampio utilizzo, nel corso dei decenni, in edifici pubblici come ospedali, scuole, palestre, aeroporti, biblioteche, cinema. Come detto sopra, attualmente il suo utilizzo si sta decisamente diffondendo anche in ambito privato, grazie alla sua versatilità e resistenza, nonché alla sua capacità di creare ambienti caldi, accoglienti, confortevoli. Via libera dunque al suo utilizzo in alberghi ed abitazioni, tenendo presente che scegliere il linoleum come rivestimento significa optare per una soluzione rapida ed efficiente. Un pavimento in linoleum può essere velocemente sovrapposto ad una pavimentazione preesistente oltre che disposto come supporto di nuova costruzione. Qualche svantaggio: tende a deformarsi nel tempo a causa di temperatura e sbalzi termici, nonché dell’umidità che può essere presente in ambienti come il bagno o la cucina; necessita davvero di una posa a regola d’arte, che eviti la formazione di sacche d’aria o umidità sotto la sua superficie, col rischio di compromettere l’ambiente circostante. Ricapitolando, un pavimento in linoleum è una soluzione economica, pratica ed ecologica, perfetta se il budget di ristrutturazione è contenuto. Basti pensare che il suo costo base di partenza si aggira sui 22 euro al mq, indecentemente dal taglio a piastrella o a rotolo. Una variazione di prezzo è prevista sulla base della tipologia e dello spessore. Come posare il linoleum. Il linoleum può essere posato a colla oppure a secco. Scegliere fra le due tipologie dipende molto dal tipo di ambiente circostante al pavimento: se l’esigenza primaria è l’igiene conviene optare per una posa a secco, che garantisce una pulizia più facile ed efficace, mentre per un piccolo ambiente senza esigenze particolari si può scegliere invece una posa a colla, perfetta in caso di un taglio del linoleum a piastrelle. La praticità di questo materiale si traduce nella possibilità di poterlo installare in autonomia, sebbene sia fondamentale fare molta attenzione ad evitare la formazione di sacche d’aria o di umidità, come detto sopra. È consigliabile, a questo proposito, aiutarsi con uno spazzolone per meglio stenderlo ed evitare corrugamenti. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress.

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress. Spesso si pensa di ristrutturare la propria casa autonomamente, senza sapere a quante complicazioni burocratiche si vada incontro. Noi di Ristrutturare Casa Italia vogliamo proporvi una breve guida, facile ed intuitiva, su quali sono le principali pratiche edilizie (e non solo) necessarie per le ristrutturazioni. Non sempre è necessaria una pratica edilizia per ristrutturare casa, anche se lo è nella maggior parte dei casi. Ci sono inoltre documenti collaterali che vanno allegati o comunque che potrebbero essere richiesti. Bisogna tenere presente che è una materia estremamente complessa dal punto di vista legale, regolamentata non solo a livello nazionale ma anche regionale e comunale. La casistica pertanto è davvero infinita, e quindi è sempre necessario rivolgersi a professionisti che esaminino il vostro caso e curino le migliori soluzioni per voi. Noi di Ristrutturare Casa Italia metteremo a vostra disposizione professionisti altamente qualificati, che sappiano guidarvi passo dopo passo. Perché le pratiche edilizie sono importanti? Presupposto obbligatorio per poter fruire delle detrazioni fiscali, è che la casa sia in regola. Lavori eseguiti senza pratica edilizia quando era necessaria, o con pratiche edilizie incomplete e/o sbagliate, non hanno diritto alle detrazioni fiscali, che possono essere revocate dall’Agenzia delle Entrate fino a cinque anni dopo quello di godimento, anche con la restituzione delle somme già godute. La burocrazia edilizia. Il riferimento legislativo italiano per tutto ciò che riguarda i procedimenti edilizi privati è il Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 380/2001. Questo testo normativo si riferisce a tutte le opere edilizie nel loro complesso, quindi sia ristrutturazioni che nuove costruzioni. I tipi di interventi edilizi possibili sono stati suddivisi, all’art. 3 del T.U.E. in sei categorie, sulla base del loro impatto sull’assetto edilizio complessivo: Manutenzione Ordinaria Manutenzione Straordinaria Restauro e Risanamento Conservativo Ristrutturazione Edilizia Nuova Costruzione  Ristrutturazione Urbanistica Le due categorie che interessano la maggioranza delle ristrutturazioni sono le prime due: manutenzione ordinaria e straordinaria. Mentre le ultime due riguardano interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, la terza e la quarta riguardano gli edifici vincolati, cioè una minima parte degli edifici costruiti. È importante poi tenere presente che i Piani Regolatori Comunali disciplinano le categorie di intervento applicabili ad un singolo edificio o una determinata parte del territorio. Sicuramente le prime due categorie di intervento sono sempre applicabili a tutti gli edifici esistenti, in quanto fondamentali per garantirne la funzionalità. Inoltre è bene ricordare che nessun intervento edilizio può essere effettuato su edifici che presentano abusi o difformità. Quali opere rientrano nella manutenzione ordinaria? Rientrano in questa categoria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. Si parla quindi di pavimenti, sanitari, porte, finestre, finiture varie, rivestimenti ecc. ma anche di controsoffitti, rifacimento di intonaci, condizionatori, pannelli fotovoltaici e riparazione degli impianti esistenti. Quali opere rientrano nella manutenzione straordinaria? Rientrano in questa categoria “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati, necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”. Si parla quindi di lavori edilizi ed impiantistici oppure di interventi rilevanti dal punto di vista urbanistico. Le pratiche edilizie. In caso di opere rientranti nella manutenzione ordinaria non è necessario presentare alcuna pratica edilizia, infatti si sta parlando di edilizia libera. Attenzione però: alcuni comuni possono comunque richiedere la presentazione di una comunicazione per determinati tipi di interventi rientranti nella manutenzione ordinaria Invece, in caso di opere rientranti nella manutenzione straordinaria, ma senza l’esecuzione di opere strutturali, la pratica edilizia da presentare è la CILA. In questo caso la manutenzione straordinaria si dice “leggera” ed è la classica tipologia di intervento della maggior parte delle ristrutturazioni. Per le opere rientranti nella manutenzione straordinaria ma che prevedono anche l’esecuzione lavori strutturali, la pratica edilizia da presentare è la SCIA. In questo caso si parla di manutenzione straordinaria “pesante”. La CILA. La sigla CILA sta per comunicazione di inizio lavori asseverata. Da ciò si evince che: è una comunicazione e non una richiesta di autorizzazione 2) deve essere asseverata: cioè ci deve essere qualcuno che, apponendo un timbro e una firma, certifichi che tutto quello dichiarato nella pratica edilizia è corretto. Questo qualcuno è obbligatoriamente un tecnico abilitato: architetto, ingegnere o geometra. In sintesi la pratica dovrà contenere: la comunicazione resa su un modello a firma del titolare di diritti sull’immobile (proprietario, usufruttuario, locatario, etc.);  l’asseverazione a firma del tecnico abilitato, anche questa resa su un modello;  una serie di allegati (documenti di identità di tutti i soggetti coinvolti, ricevuta di versamento dei diritti di segreteria – solitamente tra i 50 e i 300 euro -, gli elaborati progettuali – solitamente una relazione, una pianta dello stato di fatto ed una pianta del progetto). Può inoltre essere necessario allegare: piante con gli schemi impiantistici, stima dei rifiuti prodotti dalle demolizioni con relativo contratto di discarica per lo smaltimento, dichiarazione di affidamento di incarico al tecnico con sua dichiarazione di avvenuto pagamento, DURC dell’impresa con dichiarazione di contratto collettivo applicato, titolo di proprietà dell’immobile, planimetria e visura catastale. Resta ferma la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre obblighi

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Grès porcellanato: via libera alla creatività.


Grès porcellanato: via libera alla creatività.

 

I materiali sono ciò che consente di modellare la propria casa dei sogni: una risorsa estetica e funzionale che, se conosciuta in tutte le sue potenzialità, permette all’immaginazione di diventare realtà senza limiti.

Nel nostro nuovo showroom, a Savona in Piazza del Popolo 5oR, mettiamo a disposizione dei nostri clienti degli interior designer altamente qualificati, che li seguano passo dopo passo e possano consigliare loro le migliori soluzioni in rapporto al loro budget ed ai loro desideri di progetto.

Sicuramente un’opzione spesso richiesta è quella del grès porcellanato, un materiale estremamente versatile e dalla sicura resa estetica.

Si tratta di un materiale sintetico, derivato da minerali, argilla, caolino, feldspati, che vengono pressati insieme senza aggiunta di colle o resine.

Il risultato è una ceramica compatta, dalla resistenza fuori dal comune e dalla grande versatilità stilistica: è possibile riprodurre texture che rendano ad esempio l’effetto del legno, del marmo o della pietra, ma sicuramente ad un prezzo più economico.

L’effetto estetico è impeccabile e di grande impatto visivo: per questo scegliere il grès significa avere una garanzia di eleganza e bellezza, che va a sposarsi facilmente con tutti gli ambienti della casa, dal bagno al soggiorno, dalla cucina ai locali esterni.

Come è fatta una mattonella in grès?

La mattonella di grés si presenta compatta, pur essendo composta da una parte di supporto, che le conferisce la tipica resistenza, ed una invece esterna smaltata.

La sua bassissima porosità la rende fortemente impermeabile, resistente allo sporco, alle intemperie ed agli sbalzi di temperatura, alle abrasioni ed in generale a tutte le sollecitazioni dovute all’usura. Tutto questo fa sì che il grès un materiale fra i più durevoli in assoluto, perfetto per garantire alla vostra casa dei rivestimenti impeccabili e che mantengano la loro bellezza nel tempo.

Da evidenziare anche la stabilità cromatica di questo materiale: i suoi colori non si alterano nel tempo, perché sono resistenti allo smog ed agli agenti atmosferici.

Quali tipi di grés ci sono?

Esistono due grandi categorie di grés porcellanato: quello naturale e quello smaltato. Il primo è molto simile al marmo, di colore generalmente beige chiaro ma sono possibili anche altre colorazioni. Il secondo invece beneficia della presenza di uno smalto che chiude i pori della ceramica, rendendola ancora più impermeabile allo sporco, ed ampliando le potenzialità estetiche e di texture del materiale.

È davvero possibile sbizzarrirsi dal punto di vista dei colori e delle finiture: chi sceglie questo materiale può dare libero sfogo all’immaginazione ed alla creatività, sapendo di ottenere dei rivestimenti durevoli, facili da pulire (sia con detersivi naturali che chimici), ecosostenibili.

È un materiale prediletto da architetti e designer grazie alla sua facile lavorabilità: può essere forato, tagliato e lavorato al pari di una pietra naturale. Le sue infinite varianti lo rendono un jolly adatto a sposarsi con le più diverse idee progettuali e scelte di arredamento.

Scegliere i rivestimenti è forse uno degli aspetti più importanti della ristrutturazione: determina il modo in cui le persone interagiscono con la casa, la libertà di vivere gli spazi, le scelte di arredo e l’armonia degli ambienti.

Fare degli errori è molto più facile di quanto si pensi: spesso una scelta bellissima sulla carta, poi non si armonizza per niente con lo spazio a cui è destinata, e non solo non lo esalta, ma rischia pure di comprometterlo.

Per non spendere inutilmente il vostro denaro ed il vostro tempo, affidatevi a professionisti qualificati, che sappiano guidarvi con entusiasmo nel processo meraviglioso e complesso del ristrutturare una casa.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa. Se siete persone originali, estrose, con un gran voglia di raccontare la vostra unicità anche attraverso gli spazi della vostra casa, lo stile boho chic fa decisamente per voi! Il nome di questo stile deriva dall’unione del termine bohemian, che richiama lo stile di vita di intellettuali ed artisti del XIX secolo, la parola francese chic, sinonimo di eleganza. Nasce agli inizi del 2000, come nuova tendenza nel settore della moda destinata a raggiungere presto anche quello dell’interior design. Lo stile boho chic è un piccolo universo di citazioni e suggestioni: far west, movimento hippy, stile etnico e quello nordico. Unisce tratti più minimali ad altri decisamente ricchi ed estrosi: la parola chiave è originalità, ed infatti si compone di molti pezzi unici, al punto che ogni casa acquisisce inevitabilmente una propria personalità spiccata e totalmente diversa da ogni altra. Tra innovazione e tradizione. Il fascino del boho chic è dato proprio dall’essere un originale mix tra ciò che è moderno e nuovo e ciò che invece è vintage. Ogni spazio così si anima di ricordi, aneddoti e storie da raccontare legate alla vita degli abitanti della casa. Nessuna casa in stile boho chic assomiglia ad un’altra perché tutte le persone sono uniche nel loro vissuto. Eppure, alcuni elementi di questo stile possono essere riconoscibili. Avete presente il Coachella Music Festival, che si svolge in California annualmente? Bene, l’atmosfera che si respira e soprattutto la mise dei partecipanti e del pubblico sono perfettamente in stile boho chic. Colori sgargianti ma anche al contrario chiari e candidi, stoffe per lo più naturali, richiami hippie, un’eccentricità che punta ad un’armonia ed una serenità senza tempo. L’arte di riciclare. Un’ altra caratteristica importante dello stile boho chic è la sua sostenibilità: gran parte dei suoi elementi si ottengono donando nuova vita e funzionalità ad oggetti ed arredi del passato. Questa operazione non è solo “etica” ma anche molto affascinante e, in un certo senso, artistica: bisogna diventare maestri nella ricerca di vecchi cimeli e tesori, facendo rivivere i ricordi più preziosi. Ci vuole pazienza e creatività: una casa boho chic è in continua trasformazione. Gli elementi dello stile boho chic. In particolare l’arredamento boho chic prevede l’utilizzo di: accessori ed arredi dal sapore etnico; mobili per lo più in legno grezzo o in arte povera; filati naturali come il cotone, il lino, stoffe ricamate finemente, tessuti San Gallo, ecc.; piante e fiori anche esotici, veri o artificiali come i kokedama; arredi e complementi di classe, anche moderni, magari trattati con colori luminosi come l’oro e l’argento; dettagli colorati, accessori stravaganti, decorazioni anche mistiche o dal mood spirituale o religioso come cuori votivi, crocifissi, santini, ecc. Lo stile boho chic è davvero particolare e richiama molto quelle case coloniali di un tempo, ricche per qualità dei mobili, rasserenanti, vivaci ma allo stesso tempo composte. Questo genere mixa dettagli ed arredi di terre lontane con il gusto europeo e grazie all’abilità di un progettista si potrà portare questa atmosfera anche nelle case urbane di oggi. Molto utilizzate nell’arredamento in stile boho chic sono le lanterne orientali, i pouf multicolore etnici sia provenienti da isole lontane sia realizzati in Italia. Immancabili sono poi complementi d’arredo iconici che donano maggiore modernità agli ambienti: tappeti, quadri e stampe, specchi, poltrone in vimini o midollino, ma anche sedute da appendere al soffitto. Tutto però deve essere di gran classe: questa è la sostanziale differenza tra boho ed il più comune etnico. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento!

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento! Il pavimento è una delle componenti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa. Scegliere il materiale più adatto potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto: a giorno d’oggi i materiali disponibili sono sempre di più. Se quelli di ultima generazione offrono vantaggi innovativi, anche quelli più tradizionali possono riservare delle sorprese e diventare delle nuove tendenze. Uno di questi è proprio il linoleum, uno dei materiali ormai più in voga del momento. Uno dei suoi più grandi pregi è la sostenibilità e la capacità di adattarsi a molti stili ed ambienti differenti. Inventato in Scozia negli anni ’60, viene oggi utilizzato per edifici pubblici e privati, per ambienti esterni, interni e per capannoni industriali. Degno di nota è l’incremento del suo utilizzo proprio in ambito privato: resiliente, facile da curare e altamente igienico. Linoleum: un identikit. Il linoleum è un materiale totalmente amico dell’ambiente: la sua ecosostenibilità è dovuta alla sua composizione in materie prime naturali quali resina, sughero, tuta, olio di semi di lino. Si tratta di un rivestimento resiliente ed elastico, piuttosto sottile, facilmente lavorabile e lavabile, nonché isolante ed impermeabile. È inoltre totalmente riciclabile, dura a lungo ed ha proprietà antiscivolo, che lo rendono anche piuttosto sicuro in caso di bambini ed anziani. Quest’ultima caratteristica giustifica chiaramente il suo ampio utilizzo, nel corso dei decenni, in edifici pubblici come ospedali, scuole, palestre, aeroporti, biblioteche, cinema. Come detto sopra, attualmente il suo utilizzo si sta decisamente diffondendo anche in ambito privato, grazie alla sua versatilità e resistenza, nonché alla sua capacità di creare ambienti caldi, accoglienti, confortevoli. Via libera dunque al suo utilizzo in alberghi ed abitazioni, tenendo presente che scegliere il linoleum come rivestimento significa optare per una soluzione rapida ed efficiente. Un pavimento in linoleum può essere velocemente sovrapposto ad una pavimentazione preesistente oltre che disposto come supporto di nuova costruzione. Qualche svantaggio: tende a deformarsi nel tempo a causa di temperatura e sbalzi termici, nonché dell’umidità che può essere presente in ambienti come il bagno o la cucina; necessita davvero di una posa a regola d’arte, che eviti la formazione di sacche d’aria o umidità sotto la sua superficie, col rischio di compromettere l’ambiente circostante. Ricapitolando, un pavimento in linoleum è una soluzione economica, pratica ed ecologica, perfetta se il budget di ristrutturazione è contenuto. Basti pensare che il suo costo base di partenza si aggira sui 22 euro al mq, indecentemente dal taglio a piastrella o a rotolo. Una variazione di prezzo è prevista sulla base della tipologia e dello spessore. Come posare il linoleum. Il linoleum può essere posato a colla oppure a secco. Scegliere fra le due tipologie dipende molto dal tipo di ambiente circostante al pavimento: se l’esigenza primaria è l’igiene conviene optare per una posa a secco, che garantisce una pulizia più facile ed efficace, mentre per un piccolo ambiente senza esigenze particolari si può scegliere invece una posa a colla, perfetta in caso di un taglio del linoleum a piastrelle. La praticità di questo materiale si traduce nella possibilità di poterlo installare in autonomia, sebbene sia fondamentale fare molta attenzione ad evitare la formazione di sacche d’aria o di umidità, come detto sopra. È consigliabile, a questo proposito, aiutarsi con uno spazzolone per meglio stenderlo ed evitare corrugamenti. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress.

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress. Spesso si pensa di ristrutturare la propria casa autonomamente, senza sapere a quante complicazioni burocratiche si vada incontro. Noi di Ristrutturare Casa Italia vogliamo proporvi una breve guida, facile ed intuitiva, su quali sono le principali pratiche edilizie (e non solo) necessarie per le ristrutturazioni. Non sempre è necessaria una pratica edilizia per ristrutturare casa, anche se lo è nella maggior parte dei casi. Ci sono inoltre documenti collaterali che vanno allegati o comunque che potrebbero essere richiesti. Bisogna tenere presente che è una materia estremamente complessa dal punto di vista legale, regolamentata non solo a livello nazionale ma anche regionale e comunale. La casistica pertanto è davvero infinita, e quindi è sempre necessario rivolgersi a professionisti che esaminino il vostro caso e curino le migliori soluzioni per voi. Noi di Ristrutturare Casa Italia metteremo a vostra disposizione professionisti altamente qualificati, che sappiano guidarvi passo dopo passo. Perché le pratiche edilizie sono importanti? Presupposto obbligatorio per poter fruire delle detrazioni fiscali, è che la casa sia in regola. Lavori eseguiti senza pratica edilizia quando era necessaria, o con pratiche edilizie incomplete e/o sbagliate, non hanno diritto alle detrazioni fiscali, che possono essere revocate dall’Agenzia delle Entrate fino a cinque anni dopo quello di godimento, anche con la restituzione delle somme già godute. La burocrazia edilizia. Il riferimento legislativo italiano per tutto ciò che riguarda i procedimenti edilizi privati è il Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 380/2001. Questo testo normativo si riferisce a tutte le opere edilizie nel loro complesso, quindi sia ristrutturazioni che nuove costruzioni. I tipi di interventi edilizi possibili sono stati suddivisi, all’art. 3 del T.U.E. in sei categorie, sulla base del loro impatto sull’assetto edilizio complessivo: Manutenzione Ordinaria Manutenzione Straordinaria Restauro e Risanamento Conservativo Ristrutturazione Edilizia Nuova Costruzione  Ristrutturazione Urbanistica Le due categorie che interessano la maggioranza delle ristrutturazioni sono le prime due: manutenzione ordinaria e straordinaria. Mentre le ultime due riguardano interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, la terza e la quarta riguardano gli edifici vincolati, cioè una minima parte degli edifici costruiti. È importante poi tenere presente che i Piani Regolatori Comunali disciplinano le categorie di intervento applicabili ad un singolo edificio o una determinata parte del territorio. Sicuramente le prime due categorie di intervento sono sempre applicabili a tutti gli edifici esistenti, in quanto fondamentali per garantirne la funzionalità. Inoltre è bene ricordare che nessun intervento edilizio può essere effettuato su edifici che presentano abusi o difformità. Quali opere rientrano nella manutenzione ordinaria? Rientrano in questa categoria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. Si parla quindi di pavimenti, sanitari, porte, finestre, finiture varie, rivestimenti ecc. ma anche di controsoffitti, rifacimento di intonaci, condizionatori, pannelli fotovoltaici e riparazione degli impianti esistenti. Quali opere rientrano nella manutenzione straordinaria? Rientrano in questa categoria “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati, necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”. Si parla quindi di lavori edilizi ed impiantistici oppure di interventi rilevanti dal punto di vista urbanistico. Le pratiche edilizie. In caso di opere rientranti nella manutenzione ordinaria non è necessario presentare alcuna pratica edilizia, infatti si sta parlando di edilizia libera. Attenzione però: alcuni comuni possono comunque richiedere la presentazione di una comunicazione per determinati tipi di interventi rientranti nella manutenzione ordinaria Invece, in caso di opere rientranti nella manutenzione straordinaria, ma senza l’esecuzione di opere strutturali, la pratica edilizia da presentare è la CILA. In questo caso la manutenzione straordinaria si dice “leggera” ed è la classica tipologia di intervento della maggior parte delle ristrutturazioni. Per le opere rientranti nella manutenzione straordinaria ma che prevedono anche l’esecuzione lavori strutturali, la pratica edilizia da presentare è la SCIA. In questo caso si parla di manutenzione straordinaria “pesante”. La CILA. La sigla CILA sta per comunicazione di inizio lavori asseverata. Da ciò si evince che: è una comunicazione e non una richiesta di autorizzazione 2) deve essere asseverata: cioè ci deve essere qualcuno che, apponendo un timbro e una firma, certifichi che tutto quello dichiarato nella pratica edilizia è corretto. Questo qualcuno è obbligatoriamente un tecnico abilitato: architetto, ingegnere o geometra. In sintesi la pratica dovrà contenere: la comunicazione resa su un modello a firma del titolare di diritti sull’immobile (proprietario, usufruttuario, locatario, etc.);  l’asseverazione a firma del tecnico abilitato, anche questa resa su un modello;  una serie di allegati (documenti di identità di tutti i soggetti coinvolti, ricevuta di versamento dei diritti di segreteria – solitamente tra i 50 e i 300 euro -, gli elaborati progettuali – solitamente una relazione, una pianta dello stato di fatto ed una pianta del progetto). Può inoltre essere necessario allegare: piante con gli schemi impiantistici, stima dei rifiuti prodotti dalle demolizioni con relativo contratto di discarica per lo smaltimento, dichiarazione di affidamento di incarico al tecnico con sua dichiarazione di avvenuto pagamento, DURC dell’impresa con dichiarazione di contratto collettivo applicato, titolo di proprietà dell’immobile, planimetria e visura catastale. Resta ferma la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre obblighi

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Linoleum: un rivestimento pratico e versatile.


Linoleum: un rivestimento pratico e versatile.

 

Le possibilità per rinnovare un pavimento sono davvero tante: esistono moltissime soluzioni di rivestimento, che sfruttano materiali più tradizionali o più innovativi al fine di essere in linea con le esigenze delle persone.

Nel nostro showroom lo sappiamo bene, ed infatti abbiamo un’attenzione assoluta per le aspettative dei nostri clienti: vedere i loro sguardi accendersi di entusiasmo e curiosità per una nostra proposta è una delle cose più belle e gratificanti del nostro lavoro. Siamo ben consapevoli di quanto un nuovo pavimento sia una scelta delicata e fondamentale dentro il più ampio processo della ristrutturazione: è forse uno degli aspetti più importanti in assoluto, essendo in grado di influenzare profondamente tutto l’ambiente circostante ed il modo in cui le persone si relazionano alla loro nuova casa.

In tanti luoghi pubblici come palestre, cinema, scuole, biblioteche, università, i pavimenti sono spesso ricoperti in linoleum: è una scelta talmente diffusa da risultare quasi d’obbligo. Questo perché si tratta di un materiale altamente versatile, caratteristica che ne ha decretato il successo sin dalla sua invenzione negli anni ’60.

È sempre stato utilizzato in interni, esterni e capannoni industriali, ma oggi si registra un deciso incremento per quanto riguarda la sua presenza nelle abitazioni private.

Se infatti cercate un rivestimento versatile, duraturo, resistente, che garantisca un effetto di comfort e di calore al tatto, questo materiale fa decisamente al caso vostro!

La lista dei suoi vantaggi è piuttosto lunga: innanzitutto è sostenibile, in quanto realizzato con materie prime naturali come juta, olio di semi di lino, resina di sughero; è riciclabile al 100%, ha una grande elasticità, uno spessore ridotto ed è estremamente facile da lavorare. Inoltre è un ottimo isolante.

Spesso si desidera rinnovare la propria casa rapidamente, senza rimanere impantanati in lavorazioni eccessivamente lunghe e complesse: questa è un’ottima soluzione, dal momento che il linoleum può essere posato direttamente sopra la pavimentazione preesistente.

Da tenere in considerazione anche la sua economicità: sul mercato ne esistono delle varietà notevolmente meno costose di molte piastrelle. È infine molto semplice e rapido da pulire, un aspetto da non sottovalutare.

Ha sicuramente qualche controindicazione: nel tempo tende a deformarsi, essendo molto sensibile alla temperatura ed ai suoi sbalzi, ed è poco adatto agli ambienti umidi; inoltre è fondamentale che venga posato a regola d’arte, per evitare di intrappolare dell’umidità sotto la sua superficie, con la formazione di bolle ed avvallamenti.

Un rivestimento in linoleum può essere applicato sia sottoforma di piastrelle pre tagliate, sia tramite taglio a rotolo per ottenere un pezzo unico; la posa può avvenire sia tramite colla che a secco. Quest’ultima risulta preferibile se destinata ad un ambiente da igienizzare spesso, visto che favorisce una pulizia più efficace.

Il linoleum viene a volte confuso con il vinil amianto, materiale cancerogeno usato soprattutto negli anni ’60, oggi da smaltire con tutte le accortezze previste per l’amianto; a differenza di questo, fortunatamente, non è assolutamente cancerogeno.

Ha inoltre delle somiglianze con il PVC, ma se ne distingue intanto per l’origine 100% naturale, poi per la compatibilità con gli spazi esterni e la flessibilità che lo rende adatto a molteplici utilizzi.

Entrambi sono materiali robusti ma morbidi, facili da installare rapidamente e compatibili con il riscaldamento a pavimento.

Insomma è venuto il momento di rivalutare un materiale che per molto tempo il nostro immaginario associava solo ai luoghi pubblici ed un po’ asettici: potrebbe essere una soluzione sorprendente ed utile per risolvere la ristrutturazione di uno o più pavimenti in casa vostra.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa. Se siete persone originali, estrose, con un gran voglia di raccontare la vostra unicità anche attraverso gli spazi della vostra casa, lo stile boho chic fa decisamente per voi! Il nome di questo stile deriva dall’unione del termine bohemian, che richiama lo stile di vita di intellettuali ed artisti del XIX secolo, la parola francese chic, sinonimo di eleganza. Nasce agli inizi del 2000, come nuova tendenza nel settore della moda destinata a raggiungere presto anche quello dell’interior design. Lo stile boho chic è un piccolo universo di citazioni e suggestioni: far west, movimento hippy, stile etnico e quello nordico. Unisce tratti più minimali ad altri decisamente ricchi ed estrosi: la parola chiave è originalità, ed infatti si compone di molti pezzi unici, al punto che ogni casa acquisisce inevitabilmente una propria personalità spiccata e totalmente diversa da ogni altra. Tra innovazione e tradizione. Il fascino del boho chic è dato proprio dall’essere un originale mix tra ciò che è moderno e nuovo e ciò che invece è vintage. Ogni spazio così si anima di ricordi, aneddoti e storie da raccontare legate alla vita degli abitanti della casa. Nessuna casa in stile boho chic assomiglia ad un’altra perché tutte le persone sono uniche nel loro vissuto. Eppure, alcuni elementi di questo stile possono essere riconoscibili. Avete presente il Coachella Music Festival, che si svolge in California annualmente? Bene, l’atmosfera che si respira e soprattutto la mise dei partecipanti e del pubblico sono perfettamente in stile boho chic. Colori sgargianti ma anche al contrario chiari e candidi, stoffe per lo più naturali, richiami hippie, un’eccentricità che punta ad un’armonia ed una serenità senza tempo. L’arte di riciclare. Un’ altra caratteristica importante dello stile boho chic è la sua sostenibilità: gran parte dei suoi elementi si ottengono donando nuova vita e funzionalità ad oggetti ed arredi del passato. Questa operazione non è solo “etica” ma anche molto affascinante e, in un certo senso, artistica: bisogna diventare maestri nella ricerca di vecchi cimeli e tesori, facendo rivivere i ricordi più preziosi. Ci vuole pazienza e creatività: una casa boho chic è in continua trasformazione. Gli elementi dello stile boho chic. In particolare l’arredamento boho chic prevede l’utilizzo di: accessori ed arredi dal sapore etnico; mobili per lo più in legno grezzo o in arte povera; filati naturali come il cotone, il lino, stoffe ricamate finemente, tessuti San Gallo, ecc.; piante e fiori anche esotici, veri o artificiali come i kokedama; arredi e complementi di classe, anche moderni, magari trattati con colori luminosi come l’oro e l’argento; dettagli colorati, accessori stravaganti, decorazioni anche mistiche o dal mood spirituale o religioso come cuori votivi, crocifissi, santini, ecc. Lo stile boho chic è davvero particolare e richiama molto quelle case coloniali di un tempo, ricche per qualità dei mobili, rasserenanti, vivaci ma allo stesso tempo composte. Questo genere mixa dettagli ed arredi di terre lontane con il gusto europeo e grazie all’abilità di un progettista si potrà portare questa atmosfera anche nelle case urbane di oggi. Molto utilizzate nell’arredamento in stile boho chic sono le lanterne orientali, i pouf multicolore etnici sia provenienti da isole lontane sia realizzati in Italia. Immancabili sono poi complementi d’arredo iconici che donano maggiore modernità agli ambienti: tappeti, quadri e stampe, specchi, poltrone in vimini o midollino, ma anche sedute da appendere al soffitto. Tutto però deve essere di gran classe: questa è la sostanziale differenza tra boho ed il più comune etnico. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento!

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento! Il pavimento è una delle componenti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa. Scegliere il materiale più adatto potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto: a giorno d’oggi i materiali disponibili sono sempre di più. Se quelli di ultima generazione offrono vantaggi innovativi, anche quelli più tradizionali possono riservare delle sorprese e diventare delle nuove tendenze. Uno di questi è proprio il linoleum, uno dei materiali ormai più in voga del momento. Uno dei suoi più grandi pregi è la sostenibilità e la capacità di adattarsi a molti stili ed ambienti differenti. Inventato in Scozia negli anni ’60, viene oggi utilizzato per edifici pubblici e privati, per ambienti esterni, interni e per capannoni industriali. Degno di nota è l’incremento del suo utilizzo proprio in ambito privato: resiliente, facile da curare e altamente igienico. Linoleum: un identikit. Il linoleum è un materiale totalmente amico dell’ambiente: la sua ecosostenibilità è dovuta alla sua composizione in materie prime naturali quali resina, sughero, tuta, olio di semi di lino. Si tratta di un rivestimento resiliente ed elastico, piuttosto sottile, facilmente lavorabile e lavabile, nonché isolante ed impermeabile. È inoltre totalmente riciclabile, dura a lungo ed ha proprietà antiscivolo, che lo rendono anche piuttosto sicuro in caso di bambini ed anziani. Quest’ultima caratteristica giustifica chiaramente il suo ampio utilizzo, nel corso dei decenni, in edifici pubblici come ospedali, scuole, palestre, aeroporti, biblioteche, cinema. Come detto sopra, attualmente il suo utilizzo si sta decisamente diffondendo anche in ambito privato, grazie alla sua versatilità e resistenza, nonché alla sua capacità di creare ambienti caldi, accoglienti, confortevoli. Via libera dunque al suo utilizzo in alberghi ed abitazioni, tenendo presente che scegliere il linoleum come rivestimento significa optare per una soluzione rapida ed efficiente. Un pavimento in linoleum può essere velocemente sovrapposto ad una pavimentazione preesistente oltre che disposto come supporto di nuova costruzione. Qualche svantaggio: tende a deformarsi nel tempo a causa di temperatura e sbalzi termici, nonché dell’umidità che può essere presente in ambienti come il bagno o la cucina; necessita davvero di una posa a regola d’arte, che eviti la formazione di sacche d’aria o umidità sotto la sua superficie, col rischio di compromettere l’ambiente circostante. Ricapitolando, un pavimento in linoleum è una soluzione economica, pratica ed ecologica, perfetta se il budget di ristrutturazione è contenuto. Basti pensare che il suo costo base di partenza si aggira sui 22 euro al mq, indecentemente dal taglio a piastrella o a rotolo. Una variazione di prezzo è prevista sulla base della tipologia e dello spessore. Come posare il linoleum. Il linoleum può essere posato a colla oppure a secco. Scegliere fra le due tipologie dipende molto dal tipo di ambiente circostante al pavimento: se l’esigenza primaria è l’igiene conviene optare per una posa a secco, che garantisce una pulizia più facile ed efficace, mentre per un piccolo ambiente senza esigenze particolari si può scegliere invece una posa a colla, perfetta in caso di un taglio del linoleum a piastrelle. La praticità di questo materiale si traduce nella possibilità di poterlo installare in autonomia, sebbene sia fondamentale fare molta attenzione ad evitare la formazione di sacche d’aria o di umidità, come detto sopra. È consigliabile, a questo proposito, aiutarsi con uno spazzolone per meglio stenderlo ed evitare corrugamenti. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress.

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress. Spesso si pensa di ristrutturare la propria casa autonomamente, senza sapere a quante complicazioni burocratiche si vada incontro. Noi di Ristrutturare Casa Italia vogliamo proporvi una breve guida, facile ed intuitiva, su quali sono le principali pratiche edilizie (e non solo) necessarie per le ristrutturazioni. Non sempre è necessaria una pratica edilizia per ristrutturare casa, anche se lo è nella maggior parte dei casi. Ci sono inoltre documenti collaterali che vanno allegati o comunque che potrebbero essere richiesti. Bisogna tenere presente che è una materia estremamente complessa dal punto di vista legale, regolamentata non solo a livello nazionale ma anche regionale e comunale. La casistica pertanto è davvero infinita, e quindi è sempre necessario rivolgersi a professionisti che esaminino il vostro caso e curino le migliori soluzioni per voi. Noi di Ristrutturare Casa Italia metteremo a vostra disposizione professionisti altamente qualificati, che sappiano guidarvi passo dopo passo. Perché le pratiche edilizie sono importanti? Presupposto obbligatorio per poter fruire delle detrazioni fiscali, è che la casa sia in regola. Lavori eseguiti senza pratica edilizia quando era necessaria, o con pratiche edilizie incomplete e/o sbagliate, non hanno diritto alle detrazioni fiscali, che possono essere revocate dall’Agenzia delle Entrate fino a cinque anni dopo quello di godimento, anche con la restituzione delle somme già godute. La burocrazia edilizia. Il riferimento legislativo italiano per tutto ciò che riguarda i procedimenti edilizi privati è il Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 380/2001. Questo testo normativo si riferisce a tutte le opere edilizie nel loro complesso, quindi sia ristrutturazioni che nuove costruzioni. I tipi di interventi edilizi possibili sono stati suddivisi, all’art. 3 del T.U.E. in sei categorie, sulla base del loro impatto sull’assetto edilizio complessivo: Manutenzione Ordinaria Manutenzione Straordinaria Restauro e Risanamento Conservativo Ristrutturazione Edilizia Nuova Costruzione  Ristrutturazione Urbanistica Le due categorie che interessano la maggioranza delle ristrutturazioni sono le prime due: manutenzione ordinaria e straordinaria. Mentre le ultime due riguardano interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, la terza e la quarta riguardano gli edifici vincolati, cioè una minima parte degli edifici costruiti. È importante poi tenere presente che i Piani Regolatori Comunali disciplinano le categorie di intervento applicabili ad un singolo edificio o una determinata parte del territorio. Sicuramente le prime due categorie di intervento sono sempre applicabili a tutti gli edifici esistenti, in quanto fondamentali per garantirne la funzionalità. Inoltre è bene ricordare che nessun intervento edilizio può essere effettuato su edifici che presentano abusi o difformità. Quali opere rientrano nella manutenzione ordinaria? Rientrano in questa categoria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. Si parla quindi di pavimenti, sanitari, porte, finestre, finiture varie, rivestimenti ecc. ma anche di controsoffitti, rifacimento di intonaci, condizionatori, pannelli fotovoltaici e riparazione degli impianti esistenti. Quali opere rientrano nella manutenzione straordinaria? Rientrano in questa categoria “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati, necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”. Si parla quindi di lavori edilizi ed impiantistici oppure di interventi rilevanti dal punto di vista urbanistico. Le pratiche edilizie. In caso di opere rientranti nella manutenzione ordinaria non è necessario presentare alcuna pratica edilizia, infatti si sta parlando di edilizia libera. Attenzione però: alcuni comuni possono comunque richiedere la presentazione di una comunicazione per determinati tipi di interventi rientranti nella manutenzione ordinaria Invece, in caso di opere rientranti nella manutenzione straordinaria, ma senza l’esecuzione di opere strutturali, la pratica edilizia da presentare è la CILA. In questo caso la manutenzione straordinaria si dice “leggera” ed è la classica tipologia di intervento della maggior parte delle ristrutturazioni. Per le opere rientranti nella manutenzione straordinaria ma che prevedono anche l’esecuzione lavori strutturali, la pratica edilizia da presentare è la SCIA. In questo caso si parla di manutenzione straordinaria “pesante”. La CILA. La sigla CILA sta per comunicazione di inizio lavori asseverata. Da ciò si evince che: è una comunicazione e non una richiesta di autorizzazione 2) deve essere asseverata: cioè ci deve essere qualcuno che, apponendo un timbro e una firma, certifichi che tutto quello dichiarato nella pratica edilizia è corretto. Questo qualcuno è obbligatoriamente un tecnico abilitato: architetto, ingegnere o geometra. In sintesi la pratica dovrà contenere: la comunicazione resa su un modello a firma del titolare di diritti sull’immobile (proprietario, usufruttuario, locatario, etc.);  l’asseverazione a firma del tecnico abilitato, anche questa resa su un modello;  una serie di allegati (documenti di identità di tutti i soggetti coinvolti, ricevuta di versamento dei diritti di segreteria – solitamente tra i 50 e i 300 euro -, gli elaborati progettuali – solitamente una relazione, una pianta dello stato di fatto ed una pianta del progetto). Può inoltre essere necessario allegare: piante con gli schemi impiantistici, stima dei rifiuti prodotti dalle demolizioni con relativo contratto di discarica per lo smaltimento, dichiarazione di affidamento di incarico al tecnico con sua dichiarazione di avvenuto pagamento, DURC dell’impresa con dichiarazione di contratto collettivo applicato, titolo di proprietà dell’immobile, planimetria e visura catastale. Resta ferma la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre obblighi

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Una casa ecosostenibile: qualche consiglio.


Una casa ecosostenibile: qualche consiglio.

 

Il nostro pianeta grida aiuto. Tutti noi, con piccoli gesti nel quotidiano, possiamo contribuire al fine di salvaguardarlo.

Un aspetto sicuramente da non sottovalutare è quello degli accorgimenti per avere una casa ecosostenibile, attenta ai prodotti e materiali utilizzati e ad evitare dispersioni e sprechi di energia.

Oltre alle principali soluzioni esterne come pannelli fotovoltaici, pareti ventilate, cappotto d’isolamento termico, giardini verticali, è possibile concentrarsi su una serie di elementi interni alla casa, per renderla subito più green ed amica dell’ambiente.

Un ruolo fondamentale è giocato dai rivestimenti naturali, ovvero quelli che limitano al massimo l’impatto ambientale grazie all’assenza di prodotti chimici nella loro composizione. Tra questi vi sono materiali come la terra cruda, la calce, l’argilla ed ovviamente il legno, che ha l’ulteriore vantaggio di essere un eccellente termoregolatore, trattenendo il calore e regolando l’umidità.

Il parquet è sicuramente un rivestimento dal fascino senza tempo: trasmette un’istantanea sensazione di accoglienza, calore e familiarità; è sempre più richiesto perché, nonostante sia relativamente delicato, è un materiale in grado di aumentare il suo fascino col trascorrere del tempo. Alcuni segni del vissuto non fanno altro che arricchirne l’espressività ed il calore. Oggi è inoltre disponibile in nuove versioni ancora più green ottenute dal sughero o dal bambù, anallergiche e resistenti all’acqua (cosa che lo rende più facile da gestire per quanto riguarda la manutenzione).

In questo caso il legno non viene ottenuto dall’abbattimento di foreste ma viene recuperato come materiale già utilizzato da barche, capannoni abbandonati, alberi caduti, vecchi edifici.

Se poi nelle vostre case fossero presenti pietre e mattoni a vista, forse è il caso di valorizzarli al massimo, non coprendoli ma andando proprio a risaltarli con le scelte di illuminazione e di arredo. Proprio per curare questo aspetto, i nostri professionisti saranno ben felici di aiutarvi, con proposte originali e creative. È possibile ottenere degli effetti sorprendenti, affidandosi alla competenza ed alla passione di professionisti altamente qualificati.

Per quanto riguarda invece mobili e pareti, è auspicabile optare per vernici biologiche ed ecologiche, verificando sempre che siano a base d’acqua, prive di formaldeide e VOC.

Sempre sulla linea del recupero, è buona norma scegliere di dare una seconda vita a vecchi mobili o utilizzare prodotti riciclati, che contribuiscono anche a dare un tocco vintage oggi spesso ricercato e di tendenza.

I mobili realizzati con procedimenti non inquinanti sono a basso impatto ambientale e costituiscono una scelta senz’altro vincente se li si affianca ad un impianto demotico di ultima generazione, di cui vi abbiamo già parlato in un articolo precedente.

La domotica rende possibile controllare ogni funzionalità della casa, dalla climatizzazione all’illuminazione, dal riscaldamento ai sistemi di sicurezza ed irrigazione, favorendo un controllo di elettrodomestici e dispositivi che assicuri una riduzione degli sprechi e delle dispersioni di energia.

Ultime ma non certo meno importanti: le piante!

Possono trovare il loro spazio un po’ dovunque nella vostra casa ed anche all’esterno, in giardino o sul balcone. Oltre ad esaltare l’estetica della casa e a consentire delle soluzioni di arredo e design davvero originali, aumentano la salubrità degli ambienti, riducendo l’inquinamento e l’elettricità statica, purificando l’aria, favorendo il benessere psicofisico.

Sono anche utili da un punto di vista economico, laddove consentano di coltivare autonomamente spezie, frutta e verdura senza doverle acquistare.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa. Se siete persone originali, estrose, con un gran voglia di raccontare la vostra unicità anche attraverso gli spazi della vostra casa, lo stile boho chic fa decisamente per voi! Il nome di questo stile deriva dall’unione del termine bohemian, che richiama lo stile di vita di intellettuali ed artisti del XIX secolo, la parola francese chic, sinonimo di eleganza. Nasce agli inizi del 2000, come nuova tendenza nel settore della moda destinata a raggiungere presto anche quello dell’interior design. Lo stile boho chic è un piccolo universo di citazioni e suggestioni: far west, movimento hippy, stile etnico e quello nordico. Unisce tratti più minimali ad altri decisamente ricchi ed estrosi: la parola chiave è originalità, ed infatti si compone di molti pezzi unici, al punto che ogni casa acquisisce inevitabilmente una propria personalità spiccata e totalmente diversa da ogni altra. Tra innovazione e tradizione. Il fascino del boho chic è dato proprio dall’essere un originale mix tra ciò che è moderno e nuovo e ciò che invece è vintage. Ogni spazio così si anima di ricordi, aneddoti e storie da raccontare legate alla vita degli abitanti della casa. Nessuna casa in stile boho chic assomiglia ad un’altra perché tutte le persone sono uniche nel loro vissuto. Eppure, alcuni elementi di questo stile possono essere riconoscibili. Avete presente il Coachella Music Festival, che si svolge in California annualmente? Bene, l’atmosfera che si respira e soprattutto la mise dei partecipanti e del pubblico sono perfettamente in stile boho chic. Colori sgargianti ma anche al contrario chiari e candidi, stoffe per lo più naturali, richiami hippie, un’eccentricità che punta ad un’armonia ed una serenità senza tempo. L’arte di riciclare. Un’ altra caratteristica importante dello stile boho chic è la sua sostenibilità: gran parte dei suoi elementi si ottengono donando nuova vita e funzionalità ad oggetti ed arredi del passato. Questa operazione non è solo “etica” ma anche molto affascinante e, in un certo senso, artistica: bisogna diventare maestri nella ricerca di vecchi cimeli e tesori, facendo rivivere i ricordi più preziosi. Ci vuole pazienza e creatività: una casa boho chic è in continua trasformazione. Gli elementi dello stile boho chic. In particolare l’arredamento boho chic prevede l’utilizzo di: accessori ed arredi dal sapore etnico; mobili per lo più in legno grezzo o in arte povera; filati naturali come il cotone, il lino, stoffe ricamate finemente, tessuti San Gallo, ecc.; piante e fiori anche esotici, veri o artificiali come i kokedama; arredi e complementi di classe, anche moderni, magari trattati con colori luminosi come l’oro e l’argento; dettagli colorati, accessori stravaganti, decorazioni anche mistiche o dal mood spirituale o religioso come cuori votivi, crocifissi, santini, ecc. Lo stile boho chic è davvero particolare e richiama molto quelle case coloniali di un tempo, ricche per qualità dei mobili, rasserenanti, vivaci ma allo stesso tempo composte. Questo genere mixa dettagli ed arredi di terre lontane con il gusto europeo e grazie all’abilità di un progettista si potrà portare questa atmosfera anche nelle case urbane di oggi. Molto utilizzate nell’arredamento in stile boho chic sono le lanterne orientali, i pouf multicolore etnici sia provenienti da isole lontane sia realizzati in Italia. Immancabili sono poi complementi d’arredo iconici che donano maggiore modernità agli ambienti: tappeti, quadri e stampe, specchi, poltrone in vimini o midollino, ma anche sedute da appendere al soffitto. Tutto però deve essere di gran classe: questa è la sostanziale differenza tra boho ed il più comune etnico. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento!

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento! Il pavimento è una delle componenti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa. Scegliere il materiale più adatto potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto: a giorno d’oggi i materiali disponibili sono sempre di più. Se quelli di ultima generazione offrono vantaggi innovativi, anche quelli più tradizionali possono riservare delle sorprese e diventare delle nuove tendenze. Uno di questi è proprio il linoleum, uno dei materiali ormai più in voga del momento. Uno dei suoi più grandi pregi è la sostenibilità e la capacità di adattarsi a molti stili ed ambienti differenti. Inventato in Scozia negli anni ’60, viene oggi utilizzato per edifici pubblici e privati, per ambienti esterni, interni e per capannoni industriali. Degno di nota è l’incremento del suo utilizzo proprio in ambito privato: resiliente, facile da curare e altamente igienico. Linoleum: un identikit. Il linoleum è un materiale totalmente amico dell’ambiente: la sua ecosostenibilità è dovuta alla sua composizione in materie prime naturali quali resina, sughero, tuta, olio di semi di lino. Si tratta di un rivestimento resiliente ed elastico, piuttosto sottile, facilmente lavorabile e lavabile, nonché isolante ed impermeabile. È inoltre totalmente riciclabile, dura a lungo ed ha proprietà antiscivolo, che lo rendono anche piuttosto sicuro in caso di bambini ed anziani. Quest’ultima caratteristica giustifica chiaramente il suo ampio utilizzo, nel corso dei decenni, in edifici pubblici come ospedali, scuole, palestre, aeroporti, biblioteche, cinema. Come detto sopra, attualmente il suo utilizzo si sta decisamente diffondendo anche in ambito privato, grazie alla sua versatilità e resistenza, nonché alla sua capacità di creare ambienti caldi, accoglienti, confortevoli. Via libera dunque al suo utilizzo in alberghi ed abitazioni, tenendo presente che scegliere il linoleum come rivestimento significa optare per una soluzione rapida ed efficiente. Un pavimento in linoleum può essere velocemente sovrapposto ad una pavimentazione preesistente oltre che disposto come supporto di nuova costruzione. Qualche svantaggio: tende a deformarsi nel tempo a causa di temperatura e sbalzi termici, nonché dell’umidità che può essere presente in ambienti come il bagno o la cucina; necessita davvero di una posa a regola d’arte, che eviti la formazione di sacche d’aria o umidità sotto la sua superficie, col rischio di compromettere l’ambiente circostante. Ricapitolando, un pavimento in linoleum è una soluzione economica, pratica ed ecologica, perfetta se il budget di ristrutturazione è contenuto. Basti pensare che il suo costo base di partenza si aggira sui 22 euro al mq, indecentemente dal taglio a piastrella o a rotolo. Una variazione di prezzo è prevista sulla base della tipologia e dello spessore. Come posare il linoleum. Il linoleum può essere posato a colla oppure a secco. Scegliere fra le due tipologie dipende molto dal tipo di ambiente circostante al pavimento: se l’esigenza primaria è l’igiene conviene optare per una posa a secco, che garantisce una pulizia più facile ed efficace, mentre per un piccolo ambiente senza esigenze particolari si può scegliere invece una posa a colla, perfetta in caso di un taglio del linoleum a piastrelle. La praticità di questo materiale si traduce nella possibilità di poterlo installare in autonomia, sebbene sia fondamentale fare molta attenzione ad evitare la formazione di sacche d’aria o di umidità, come detto sopra. È consigliabile, a questo proposito, aiutarsi con uno spazzolone per meglio stenderlo ed evitare corrugamenti. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress.

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress. Spesso si pensa di ristrutturare la propria casa autonomamente, senza sapere a quante complicazioni burocratiche si vada incontro. Noi di Ristrutturare Casa Italia vogliamo proporvi una breve guida, facile ed intuitiva, su quali sono le principali pratiche edilizie (e non solo) necessarie per le ristrutturazioni. Non sempre è necessaria una pratica edilizia per ristrutturare casa, anche se lo è nella maggior parte dei casi. Ci sono inoltre documenti collaterali che vanno allegati o comunque che potrebbero essere richiesti. Bisogna tenere presente che è una materia estremamente complessa dal punto di vista legale, regolamentata non solo a livello nazionale ma anche regionale e comunale. La casistica pertanto è davvero infinita, e quindi è sempre necessario rivolgersi a professionisti che esaminino il vostro caso e curino le migliori soluzioni per voi. Noi di Ristrutturare Casa Italia metteremo a vostra disposizione professionisti altamente qualificati, che sappiano guidarvi passo dopo passo. Perché le pratiche edilizie sono importanti? Presupposto obbligatorio per poter fruire delle detrazioni fiscali, è che la casa sia in regola. Lavori eseguiti senza pratica edilizia quando era necessaria, o con pratiche edilizie incomplete e/o sbagliate, non hanno diritto alle detrazioni fiscali, che possono essere revocate dall’Agenzia delle Entrate fino a cinque anni dopo quello di godimento, anche con la restituzione delle somme già godute. La burocrazia edilizia. Il riferimento legislativo italiano per tutto ciò che riguarda i procedimenti edilizi privati è il Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 380/2001. Questo testo normativo si riferisce a tutte le opere edilizie nel loro complesso, quindi sia ristrutturazioni che nuove costruzioni. I tipi di interventi edilizi possibili sono stati suddivisi, all’art. 3 del T.U.E. in sei categorie, sulla base del loro impatto sull’assetto edilizio complessivo: Manutenzione Ordinaria Manutenzione Straordinaria Restauro e Risanamento Conservativo Ristrutturazione Edilizia Nuova Costruzione  Ristrutturazione Urbanistica Le due categorie che interessano la maggioranza delle ristrutturazioni sono le prime due: manutenzione ordinaria e straordinaria. Mentre le ultime due riguardano interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, la terza e la quarta riguardano gli edifici vincolati, cioè una minima parte degli edifici costruiti. È importante poi tenere presente che i Piani Regolatori Comunali disciplinano le categorie di intervento applicabili ad un singolo edificio o una determinata parte del territorio. Sicuramente le prime due categorie di intervento sono sempre applicabili a tutti gli edifici esistenti, in quanto fondamentali per garantirne la funzionalità. Inoltre è bene ricordare che nessun intervento edilizio può essere effettuato su edifici che presentano abusi o difformità. Quali opere rientrano nella manutenzione ordinaria? Rientrano in questa categoria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. Si parla quindi di pavimenti, sanitari, porte, finestre, finiture varie, rivestimenti ecc. ma anche di controsoffitti, rifacimento di intonaci, condizionatori, pannelli fotovoltaici e riparazione degli impianti esistenti. Quali opere rientrano nella manutenzione straordinaria? Rientrano in questa categoria “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati, necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”. Si parla quindi di lavori edilizi ed impiantistici oppure di interventi rilevanti dal punto di vista urbanistico. Le pratiche edilizie. In caso di opere rientranti nella manutenzione ordinaria non è necessario presentare alcuna pratica edilizia, infatti si sta parlando di edilizia libera. Attenzione però: alcuni comuni possono comunque richiedere la presentazione di una comunicazione per determinati tipi di interventi rientranti nella manutenzione ordinaria Invece, in caso di opere rientranti nella manutenzione straordinaria, ma senza l’esecuzione di opere strutturali, la pratica edilizia da presentare è la CILA. In questo caso la manutenzione straordinaria si dice “leggera” ed è la classica tipologia di intervento della maggior parte delle ristrutturazioni. Per le opere rientranti nella manutenzione straordinaria ma che prevedono anche l’esecuzione lavori strutturali, la pratica edilizia da presentare è la SCIA. In questo caso si parla di manutenzione straordinaria “pesante”. La CILA. La sigla CILA sta per comunicazione di inizio lavori asseverata. Da ciò si evince che: è una comunicazione e non una richiesta di autorizzazione 2) deve essere asseverata: cioè ci deve essere qualcuno che, apponendo un timbro e una firma, certifichi che tutto quello dichiarato nella pratica edilizia è corretto. Questo qualcuno è obbligatoriamente un tecnico abilitato: architetto, ingegnere o geometra. In sintesi la pratica dovrà contenere: la comunicazione resa su un modello a firma del titolare di diritti sull’immobile (proprietario, usufruttuario, locatario, etc.);  l’asseverazione a firma del tecnico abilitato, anche questa resa su un modello;  una serie di allegati (documenti di identità di tutti i soggetti coinvolti, ricevuta di versamento dei diritti di segreteria – solitamente tra i 50 e i 300 euro -, gli elaborati progettuali – solitamente una relazione, una pianta dello stato di fatto ed una pianta del progetto). Può inoltre essere necessario allegare: piante con gli schemi impiantistici, stima dei rifiuti prodotti dalle demolizioni con relativo contratto di discarica per lo smaltimento, dichiarazione di affidamento di incarico al tecnico con sua dichiarazione di avvenuto pagamento, DURC dell’impresa con dichiarazione di contratto collettivo applicato, titolo di proprietà dell’immobile, planimetria e visura catastale. Resta ferma la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre obblighi

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Creatività in cartongesso: scopri i suoi molti usi.


Creatività in cartongesso: scopri i suoi molti usi.

A nominare il cartongesso, viene subito in mente la controsoffittatura. 

In realtà questo materiale è molto più versatile di quanto non si possa pensare su due piedi: si presta ad utilizzi originali, mai scontati, in grado di creare effetti armoniosi e sorprendenti.

Come è fatto il cartongesso? 

Per chi non lo sapesse, si tratta di un materiale da costruzione tra i più usati attualmente, viste le sue peculiari caratteristiche tecniche e la sua velocità di applicazione che lo rendono molto adatto all’edilizia leggera.

Viene utilizzato in lastre riciclabili al 100%, con un altissimo contenuto di gesso riciclato al loro interno.

Come si usa di solito?

Viene applicato all’interno degli edifici per realizzare comunemente pareti, contropareti e controsoffitti; ma le continue innovazioni hanno permesso e diffuso il suo utilizzo anche all’esterno, ad esempio per le facciate.

É un materiale con molti vantaggi: rende molto agevole la realizzazione di superfici piane e lisce che andranno successivamente decorate e rifinite. La sua leggerezza e flessibilità lo rendono inoltre adatto per creare anche superfici curve.

Infine permette di soddisfare facilmente le normative di isolamento acustico, protezione dal fuoco, resistenza all’umidità e resistenza termica.

Quali altri utilizzi può avere?

Il cartongesso può avere numerosi altri utilizzi meno strutturali e più legati all’arredamento.

Scegliere di realizzare qualche elemento d’arredo in cartongesso significa optare per uno stile moderno, che sfugge alle convenzioni, e che si armonizza in modo naturale e fluido con le pareti e la struttura portante della casa.

Si può utilizzare per creare librerie, mensole, cabine armadio, ripiani e supporti di varia natura, elementi divisori, velette con illuminazione Led per creare giochi di luce originali e variegati, diverse quote di soffitti con una versatilità che spazia dai profili curvi a quelli quadrati.

Insomma è un materiale che permette di dare libero sfogo alla creatività ed all’immaginazione, in tutte le zone della casa.

Immaginate ad esempio quanto sarebbe bello avere, accanto alla vostra nuova vasca idromassaggio, magari posta sotto una finestra, un comodo ripiano in cartongesso, per sostenere asciugamani, saponi, profumi, elementi d’arredo decorativi come ad esempio vasi, portaincenso, portacandele, cornici, piantine e fiori. 

Non dimentichiamo che il bagno è nello specifico uno dei luoghi fondamentali della nostra casa: ci accoglie in tanti momenti diversi ed è dove ci prendiamo cura di noi stessi in tante modalità. Un ripiano così pensato contribuirebbe in modo sostanziale a renderlo un luogo anche molto personalizzato ed originale, raccontando qualcosa che ci sta a cuore.

Oppure ancora: non sarebbe interessante creare un gioco di più livelli sul vostro soffitto, mescolando tagli curvi e squadrati ad un gioco di plafoniere, faretti, applique e tagli luce? Niente di più suggestivo per i vostri ospiti e per un momento di relax da condividere ogni giorno con i vostri cari.

Che dire di una bella libreria che sembra trovare spazio direttamente in una delle vostre pareti, senza l’effetto più impattante di un supporto ulteriore?

Questo e molto altro vi offre un uso sapiente del cartongesso: per poterne scoprire tutte le potenzialità creative, vi consigliamo di affidarvi ai nostri professionisti, in grado di guidarvi nel modo migliore in questo meraviglioso processo di immaginazione e costruzione!

Boho chic: eleganza originale ed estrosa.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa. Se siete persone originali, estrose, con un gran voglia di raccontare la vostra unicità anche attraverso gli spazi della vostra casa, lo stile boho chic fa decisamente per voi! Il nome di questo stile deriva dall’unione del termine bohemian, che richiama lo stile di vita di intellettuali ed artisti del XIX secolo, la parola francese chic, sinonimo di eleganza. Nasce agli inizi del 2000, come nuova tendenza nel settore della moda destinata a raggiungere presto anche quello dell’interior design. Lo stile boho chic è un piccolo universo di citazioni e suggestioni: far west, movimento hippy, stile etnico e quello nordico. Unisce tratti più minimali ad altri decisamente ricchi ed estrosi: la parola chiave è originalità, ed infatti si compone di molti pezzi unici, al punto che ogni casa acquisisce inevitabilmente una propria personalità spiccata e totalmente diversa da ogni altra. Tra innovazione e tradizione. Il fascino del boho chic è dato proprio dall’essere un originale mix tra ciò che è moderno e nuovo e ciò che invece è vintage. Ogni spazio così si anima di ricordi, aneddoti e storie da raccontare legate alla vita degli abitanti della casa. Nessuna casa in stile boho chic assomiglia ad un’altra perché tutte le persone sono uniche nel loro vissuto. Eppure, alcuni elementi di questo stile possono essere riconoscibili. Avete presente il Coachella Music Festival, che si svolge in California annualmente? Bene, l’atmosfera che si respira e soprattutto la mise dei partecipanti e del pubblico sono perfettamente in stile boho chic. Colori sgargianti ma anche al contrario chiari e candidi, stoffe per lo più naturali, richiami hippie, un’eccentricità che punta ad un’armonia ed una serenità senza tempo. L’arte di riciclare. Un’ altra caratteristica importante dello stile boho chic è la sua sostenibilità: gran parte dei suoi elementi si ottengono donando nuova vita e funzionalità ad oggetti ed arredi del passato. Questa operazione non è solo “etica” ma anche molto affascinante e, in un certo senso, artistica: bisogna diventare maestri nella ricerca di vecchi cimeli e tesori, facendo rivivere i ricordi più preziosi. Ci vuole pazienza e creatività: una casa boho chic è in continua trasformazione. Gli elementi dello stile boho chic. In particolare l’arredamento boho chic prevede l’utilizzo di: accessori ed arredi dal sapore etnico; mobili per lo più in legno grezzo o in arte povera; filati naturali come il cotone, il lino, stoffe ricamate finemente, tessuti San Gallo, ecc.; piante e fiori anche esotici, veri o artificiali come i kokedama; arredi e complementi di classe, anche moderni, magari trattati con colori luminosi come l’oro e l’argento; dettagli colorati, accessori stravaganti, decorazioni anche mistiche o dal mood spirituale o religioso come cuori votivi, crocifissi, santini, ecc. Lo stile boho chic è davvero particolare e richiama molto quelle case coloniali di un tempo, ricche per qualità dei mobili, rasserenanti, vivaci ma allo stesso tempo composte. Questo genere mixa dettagli ed arredi di terre lontane con il gusto europeo e grazie all’abilità di un progettista si potrà portare questa atmosfera anche nelle case urbane di oggi. Molto utilizzate nell’arredamento in stile boho chic sono le lanterne orientali, i pouf multicolore etnici sia provenienti da isole lontane sia realizzati in Italia. Immancabili sono poi complementi d’arredo iconici che donano maggiore modernità agli ambienti: tappeti, quadri e stampe, specchi, poltrone in vimini o midollino, ma anche sedute da appendere al soffitto. Tutto però deve essere di gran classe: questa è la sostanziale differenza tra boho ed il più comune etnico. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento!

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento! Il pavimento è una delle componenti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa. Scegliere il materiale più adatto potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto: a giorno d’oggi i materiali disponibili sono sempre di più. Se quelli di ultima generazione offrono vantaggi innovativi, anche quelli più tradizionali possono riservare delle sorprese e diventare delle nuove tendenze. Uno di questi è proprio il linoleum, uno dei materiali ormai più in voga del momento. Uno dei suoi più grandi pregi è la sostenibilità e la capacità di adattarsi a molti stili ed ambienti differenti. Inventato in Scozia negli anni ’60, viene oggi utilizzato per edifici pubblici e privati, per ambienti esterni, interni e per capannoni industriali. Degno di nota è l’incremento del suo utilizzo proprio in ambito privato: resiliente, facile da curare e altamente igienico. Linoleum: un identikit. Il linoleum è un materiale totalmente amico dell’ambiente: la sua ecosostenibilità è dovuta alla sua composizione in materie prime naturali quali resina, sughero, tuta, olio di semi di lino. Si tratta di un rivestimento resiliente ed elastico, piuttosto sottile, facilmente lavorabile e lavabile, nonché isolante ed impermeabile. È inoltre totalmente riciclabile, dura a lungo ed ha proprietà antiscivolo, che lo rendono anche piuttosto sicuro in caso di bambini ed anziani. Quest’ultima caratteristica giustifica chiaramente il suo ampio utilizzo, nel corso dei decenni, in edifici pubblici come ospedali, scuole, palestre, aeroporti, biblioteche, cinema. Come detto sopra, attualmente il suo utilizzo si sta decisamente diffondendo anche in ambito privato, grazie alla sua versatilità e resistenza, nonché alla sua capacità di creare ambienti caldi, accoglienti, confortevoli. Via libera dunque al suo utilizzo in alberghi ed abitazioni, tenendo presente che scegliere il linoleum come rivestimento significa optare per una soluzione rapida ed efficiente. Un pavimento in linoleum può essere velocemente sovrapposto ad una pavimentazione preesistente oltre che disposto come supporto di nuova costruzione. Qualche svantaggio: tende a deformarsi nel tempo a causa di temperatura e sbalzi termici, nonché dell’umidità che può essere presente in ambienti come il bagno o la cucina; necessita davvero di una posa a regola d’arte, che eviti la formazione di sacche d’aria o umidità sotto la sua superficie, col rischio di compromettere l’ambiente circostante. Ricapitolando, un pavimento in linoleum è una soluzione economica, pratica ed ecologica, perfetta se il budget di ristrutturazione è contenuto. Basti pensare che il suo costo base di partenza si aggira sui 22 euro al mq, indecentemente dal taglio a piastrella o a rotolo. Una variazione di prezzo è prevista sulla base della tipologia e dello spessore. Come posare il linoleum. Il linoleum può essere posato a colla oppure a secco. Scegliere fra le due tipologie dipende molto dal tipo di ambiente circostante al pavimento: se l’esigenza primaria è l’igiene conviene optare per una posa a secco, che garantisce una pulizia più facile ed efficace, mentre per un piccolo ambiente senza esigenze particolari si può scegliere invece una posa a colla, perfetta in caso di un taglio del linoleum a piastrelle. La praticità di questo materiale si traduce nella possibilità di poterlo installare in autonomia, sebbene sia fondamentale fare molta attenzione ad evitare la formazione di sacche d’aria o di umidità, come detto sopra. È consigliabile, a questo proposito, aiutarsi con uno spazzolone per meglio stenderlo ed evitare corrugamenti. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress.

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress. Spesso si pensa di ristrutturare la propria casa autonomamente, senza sapere a quante complicazioni burocratiche si vada incontro. Noi di Ristrutturare Casa Italia vogliamo proporvi una breve guida, facile ed intuitiva, su quali sono le principali pratiche edilizie (e non solo) necessarie per le ristrutturazioni. Non sempre è necessaria una pratica edilizia per ristrutturare casa, anche se lo è nella maggior parte dei casi. Ci sono inoltre documenti collaterali che vanno allegati o comunque che potrebbero essere richiesti. Bisogna tenere presente che è una materia estremamente complessa dal punto di vista legale, regolamentata non solo a livello nazionale ma anche regionale e comunale. La casistica pertanto è davvero infinita, e quindi è sempre necessario rivolgersi a professionisti che esaminino il vostro caso e curino le migliori soluzioni per voi. Noi di Ristrutturare Casa Italia metteremo a vostra disposizione professionisti altamente qualificati, che sappiano guidarvi passo dopo passo. Perché le pratiche edilizie sono importanti? Presupposto obbligatorio per poter fruire delle detrazioni fiscali, è che la casa sia in regola. Lavori eseguiti senza pratica edilizia quando era necessaria, o con pratiche edilizie incomplete e/o sbagliate, non hanno diritto alle detrazioni fiscali, che possono essere revocate dall’Agenzia delle Entrate fino a cinque anni dopo quello di godimento, anche con la restituzione delle somme già godute. La burocrazia edilizia. Il riferimento legislativo italiano per tutto ciò che riguarda i procedimenti edilizi privati è il Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 380/2001. Questo testo normativo si riferisce a tutte le opere edilizie nel loro complesso, quindi sia ristrutturazioni che nuove costruzioni. I tipi di interventi edilizi possibili sono stati suddivisi, all’art. 3 del T.U.E. in sei categorie, sulla base del loro impatto sull’assetto edilizio complessivo: Manutenzione Ordinaria Manutenzione Straordinaria Restauro e Risanamento Conservativo Ristrutturazione Edilizia Nuova Costruzione  Ristrutturazione Urbanistica Le due categorie che interessano la maggioranza delle ristrutturazioni sono le prime due: manutenzione ordinaria e straordinaria. Mentre le ultime due riguardano interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, la terza e la quarta riguardano gli edifici vincolati, cioè una minima parte degli edifici costruiti. È importante poi tenere presente che i Piani Regolatori Comunali disciplinano le categorie di intervento applicabili ad un singolo edificio o una determinata parte del territorio. Sicuramente le prime due categorie di intervento sono sempre applicabili a tutti gli edifici esistenti, in quanto fondamentali per garantirne la funzionalità. Inoltre è bene ricordare che nessun intervento edilizio può essere effettuato su edifici che presentano abusi o difformità. Quali opere rientrano nella manutenzione ordinaria? Rientrano in questa categoria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. Si parla quindi di pavimenti, sanitari, porte, finestre, finiture varie, rivestimenti ecc. ma anche di controsoffitti, rifacimento di intonaci, condizionatori, pannelli fotovoltaici e riparazione degli impianti esistenti. Quali opere rientrano nella manutenzione straordinaria? Rientrano in questa categoria “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati, necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”. Si parla quindi di lavori edilizi ed impiantistici oppure di interventi rilevanti dal punto di vista urbanistico. Le pratiche edilizie. In caso di opere rientranti nella manutenzione ordinaria non è necessario presentare alcuna pratica edilizia, infatti si sta parlando di edilizia libera. Attenzione però: alcuni comuni possono comunque richiedere la presentazione di una comunicazione per determinati tipi di interventi rientranti nella manutenzione ordinaria Invece, in caso di opere rientranti nella manutenzione straordinaria, ma senza l’esecuzione di opere strutturali, la pratica edilizia da presentare è la CILA. In questo caso la manutenzione straordinaria si dice “leggera” ed è la classica tipologia di intervento della maggior parte delle ristrutturazioni. Per le opere rientranti nella manutenzione straordinaria ma che prevedono anche l’esecuzione lavori strutturali, la pratica edilizia da presentare è la SCIA. In questo caso si parla di manutenzione straordinaria “pesante”. La CILA. La sigla CILA sta per comunicazione di inizio lavori asseverata. Da ciò si evince che: è una comunicazione e non una richiesta di autorizzazione 2) deve essere asseverata: cioè ci deve essere qualcuno che, apponendo un timbro e una firma, certifichi che tutto quello dichiarato nella pratica edilizia è corretto. Questo qualcuno è obbligatoriamente un tecnico abilitato: architetto, ingegnere o geometra. In sintesi la pratica dovrà contenere: la comunicazione resa su un modello a firma del titolare di diritti sull’immobile (proprietario, usufruttuario, locatario, etc.);  l’asseverazione a firma del tecnico abilitato, anche questa resa su un modello;  una serie di allegati (documenti di identità di tutti i soggetti coinvolti, ricevuta di versamento dei diritti di segreteria – solitamente tra i 50 e i 300 euro -, gli elaborati progettuali – solitamente una relazione, una pianta dello stato di fatto ed una pianta del progetto). Può inoltre essere necessario allegare: piante con gli schemi impiantistici, stima dei rifiuti prodotti dalle demolizioni con relativo contratto di discarica per lo smaltimento, dichiarazione di affidamento di incarico al tecnico con sua dichiarazione di avvenuto pagamento, DURC dell’impresa con dichiarazione di contratto collettivo applicato, titolo di proprietà dell’immobile, planimetria e visura catastale. Resta ferma la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre obblighi

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Come avere un corridoio speciale: consigli ed idee.


Come avere un corridoio speciale: consigli ed idee.

 

Il corridoio è una parte della casa molto particolare: aldilà della sua estensione, il suo collegare le stanze e gli ambienti lo fa percepire erroneamente come un elemento secondario e di passaggio.

Il loro essere spesso spogli e non bene illuminati lega i corridoi, da sempre, ad un nutrito immaginario di scene cupe, disturbanti, misteriose, sospese.

Insomma vengono spesso percepiti come un elemento asettico, quasi inospitale.

Ci sono però una serie di accorgimenti ed idee che possono rivoluzionare questa percezione e rendere il corridoio di casa tua un luogo caldo, interessante, vivo. Una dimensione in cui regni stile, eleganza e che si colleghi armoniosamente al resto della casa, facendo sentire i suoi abitanti e gli ospiti bene accolti e a loro completo agio.

L’illuminazione.

Come sempre, l’illuminazione gioca un ruolo fondamentale nella percezione degli spazi: non si parla solo della sua quantità ma anche delle sue fonti. 

In un corridoio è bene puntare su fonti di luce multiple, divertenti ed interessanti nel loro design, che abbiano stile e personalità.

Ci si può sbizzarrire con faretti singoli o a grappolo, plafoniere, applique che diano una nuova aura alle pareti o puntino l’attenzione su singoli elementi di arredo, lampade nel caso in cui siano presenti mobili o librerie, o ancora tagli luce (Led incastonati nella parete) e velette in cartongesso che illuminano sempre tramite Led, per giochi di luce originali e scenografici.

L’arredamento.

Per rendere il corridoio più accogliente e caldo, è utile pensare ad un arredamento particolare, che abbia personalità e racconti qualcosa della storia degli abitanti della casa. 

Mensole, comò, librerie, cassapanche, armadi, cornici di foto singole da ripiano o multiple da parete, vasi, fiori e piante, oggetti con una storia particolare o un legame speciale con gli abitanti della casa: perché non rivalutare la natura di transizione del corridoio per renderlo un luogo di racconto delle trasformazioni della vostra vita? Libri, ricordi, souvenir: ogni oggetto può essere interessante e particolare se scelto con estro, gusto, magari una giusta dose di humour che possa intrattenere chi è in visita.

In generale è consigliabile optare per arredi che siano comunque meno ingombranti e più funzionali, in modo da sfruttare al massimo le dimensioni non troppo estese di questo spazio.

Specchi.

Un elemento a sé nell’arredamento è costituito dagli specchi: sono entità funzionali ed estetiche allo stesso tempo, che possono creare effetti di luce, spazialità, decorazione; ma anche assolvere ad esigenze pratiche (in un corridoio può sempre tornare utile averne almeno uno).

Ormai è possibile sbizzarrirsi nella scelta di forme, colori, dimensioni: sono oggetti di design sempre più originali ed estrosi, in grado di dire molto di chi li sceglie. Saperli posizionare nel modo giusto è un’arte che consente di creare un effetto di maggiore spazialità.

Quadri.

Un quadro è sempre un oggetto che porta arte e calore alla parete e a tutto lo spazio circostante. Meglio ancora se i colori utilizzati si sposano felicemente con lo spazio che andranno ad arricchire.

Le potenzialità di atmosfera e suggestione sono infinite: l’importante è scegliere sempre con attenzione ed armonia rispetto ai propri gusti ed alle proprie esigenze.

Più il corridoio è stretto e lungo, più sarà opportuno creare una vera e propria gallery che accompagni chi vi transita. Vale anche per le foto.

Tappeti.

Forse l’elemento di calore per eccellenza, un tappeto rende uno spazio immediatamente più accogliente ed affascinante.

Come per le altre scelte, anche in questo caso contano molto i colori, il tessuto, lo stile; fondamentale è inoltre saperli disporre nel modo più opportuno per creare un impeccabile equilibrio cromatico con le pareti e gli altri elementi di arredo presenti.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa. Se siete persone originali, estrose, con un gran voglia di raccontare la vostra unicità anche attraverso gli spazi della vostra casa, lo stile boho chic fa decisamente per voi! Il nome di questo stile deriva dall’unione del termine bohemian, che richiama lo stile di vita di intellettuali ed artisti del XIX secolo, la parola francese chic, sinonimo di eleganza. Nasce agli inizi del 2000, come nuova tendenza nel settore della moda destinata a raggiungere presto anche quello dell’interior design. Lo stile boho chic è un piccolo universo di citazioni e suggestioni: far west, movimento hippy, stile etnico e quello nordico. Unisce tratti più minimali ad altri decisamente ricchi ed estrosi: la parola chiave è originalità, ed infatti si compone di molti pezzi unici, al punto che ogni casa acquisisce inevitabilmente una propria personalità spiccata e totalmente diversa da ogni altra. Tra innovazione e tradizione. Il fascino del boho chic è dato proprio dall’essere un originale mix tra ciò che è moderno e nuovo e ciò che invece è vintage. Ogni spazio così si anima di ricordi, aneddoti e storie da raccontare legate alla vita degli abitanti della casa. Nessuna casa in stile boho chic assomiglia ad un’altra perché tutte le persone sono uniche nel loro vissuto. Eppure, alcuni elementi di questo stile possono essere riconoscibili. Avete presente il Coachella Music Festival, che si svolge in California annualmente? Bene, l’atmosfera che si respira e soprattutto la mise dei partecipanti e del pubblico sono perfettamente in stile boho chic. Colori sgargianti ma anche al contrario chiari e candidi, stoffe per lo più naturali, richiami hippie, un’eccentricità che punta ad un’armonia ed una serenità senza tempo. L’arte di riciclare. Un’ altra caratteristica importante dello stile boho chic è la sua sostenibilità: gran parte dei suoi elementi si ottengono donando nuova vita e funzionalità ad oggetti ed arredi del passato. Questa operazione non è solo “etica” ma anche molto affascinante e, in un certo senso, artistica: bisogna diventare maestri nella ricerca di vecchi cimeli e tesori, facendo rivivere i ricordi più preziosi. Ci vuole pazienza e creatività: una casa boho chic è in continua trasformazione. Gli elementi dello stile boho chic. In particolare l’arredamento boho chic prevede l’utilizzo di: accessori ed arredi dal sapore etnico; mobili per lo più in legno grezzo o in arte povera; filati naturali come il cotone, il lino, stoffe ricamate finemente, tessuti San Gallo, ecc.; piante e fiori anche esotici, veri o artificiali come i kokedama; arredi e complementi di classe, anche moderni, magari trattati con colori luminosi come l’oro e l’argento; dettagli colorati, accessori stravaganti, decorazioni anche mistiche o dal mood spirituale o religioso come cuori votivi, crocifissi, santini, ecc. Lo stile boho chic è davvero particolare e richiama molto quelle case coloniali di un tempo, ricche per qualità dei mobili, rasserenanti, vivaci ma allo stesso tempo composte. Questo genere mixa dettagli ed arredi di terre lontane con il gusto europeo e grazie all’abilità di un progettista si potrà portare questa atmosfera anche nelle case urbane di oggi. Molto utilizzate nell’arredamento in stile boho chic sono le lanterne orientali, i pouf multicolore etnici sia provenienti da isole lontane sia realizzati in Italia. Immancabili sono poi complementi d’arredo iconici che donano maggiore modernità agli ambienti: tappeti, quadri e stampe, specchi, poltrone in vimini o midollino, ma anche sedute da appendere al soffitto. Tutto però deve essere di gran classe: questa è la sostanziale differenza tra boho ed il più comune etnico. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento!

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento! Il pavimento è una delle componenti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa. Scegliere il materiale più adatto potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto: a giorno d’oggi i materiali disponibili sono sempre di più. Se quelli di ultima generazione offrono vantaggi innovativi, anche quelli più tradizionali possono riservare delle sorprese e diventare delle nuove tendenze. Uno di questi è proprio il linoleum, uno dei materiali ormai più in voga del momento. Uno dei suoi più grandi pregi è la sostenibilità e la capacità di adattarsi a molti stili ed ambienti differenti. Inventato in Scozia negli anni ’60, viene oggi utilizzato per edifici pubblici e privati, per ambienti esterni, interni e per capannoni industriali. Degno di nota è l’incremento del suo utilizzo proprio in ambito privato: resiliente, facile da curare e altamente igienico. Linoleum: un identikit. Il linoleum è un materiale totalmente amico dell’ambiente: la sua ecosostenibilità è dovuta alla sua composizione in materie prime naturali quali resina, sughero, tuta, olio di semi di lino. Si tratta di un rivestimento resiliente ed elastico, piuttosto sottile, facilmente lavorabile e lavabile, nonché isolante ed impermeabile. È inoltre totalmente riciclabile, dura a lungo ed ha proprietà antiscivolo, che lo rendono anche piuttosto sicuro in caso di bambini ed anziani. Quest’ultima caratteristica giustifica chiaramente il suo ampio utilizzo, nel corso dei decenni, in edifici pubblici come ospedali, scuole, palestre, aeroporti, biblioteche, cinema. Come detto sopra, attualmente il suo utilizzo si sta decisamente diffondendo anche in ambito privato, grazie alla sua versatilità e resistenza, nonché alla sua capacità di creare ambienti caldi, accoglienti, confortevoli. Via libera dunque al suo utilizzo in alberghi ed abitazioni, tenendo presente che scegliere il linoleum come rivestimento significa optare per una soluzione rapida ed efficiente. Un pavimento in linoleum può essere velocemente sovrapposto ad una pavimentazione preesistente oltre che disposto come supporto di nuova costruzione. Qualche svantaggio: tende a deformarsi nel tempo a causa di temperatura e sbalzi termici, nonché dell’umidità che può essere presente in ambienti come il bagno o la cucina; necessita davvero di una posa a regola d’arte, che eviti la formazione di sacche d’aria o umidità sotto la sua superficie, col rischio di compromettere l’ambiente circostante. Ricapitolando, un pavimento in linoleum è una soluzione economica, pratica ed ecologica, perfetta se il budget di ristrutturazione è contenuto. Basti pensare che il suo costo base di partenza si aggira sui 22 euro al mq, indecentemente dal taglio a piastrella o a rotolo. Una variazione di prezzo è prevista sulla base della tipologia e dello spessore. Come posare il linoleum. Il linoleum può essere posato a colla oppure a secco. Scegliere fra le due tipologie dipende molto dal tipo di ambiente circostante al pavimento: se l’esigenza primaria è l’igiene conviene optare per una posa a secco, che garantisce una pulizia più facile ed efficace, mentre per un piccolo ambiente senza esigenze particolari si può scegliere invece una posa a colla, perfetta in caso di un taglio del linoleum a piastrelle. La praticità di questo materiale si traduce nella possibilità di poterlo installare in autonomia, sebbene sia fondamentale fare molta attenzione ad evitare la formazione di sacche d’aria o di umidità, come detto sopra. È consigliabile, a questo proposito, aiutarsi con uno spazzolone per meglio stenderlo ed evitare corrugamenti. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress.

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress. Spesso si pensa di ristrutturare la propria casa autonomamente, senza sapere a quante complicazioni burocratiche si vada incontro. Noi di Ristrutturare Casa Italia vogliamo proporvi una breve guida, facile ed intuitiva, su quali sono le principali pratiche edilizie (e non solo) necessarie per le ristrutturazioni. Non sempre è necessaria una pratica edilizia per ristrutturare casa, anche se lo è nella maggior parte dei casi. Ci sono inoltre documenti collaterali che vanno allegati o comunque che potrebbero essere richiesti. Bisogna tenere presente che è una materia estremamente complessa dal punto di vista legale, regolamentata non solo a livello nazionale ma anche regionale e comunale. La casistica pertanto è davvero infinita, e quindi è sempre necessario rivolgersi a professionisti che esaminino il vostro caso e curino le migliori soluzioni per voi. Noi di Ristrutturare Casa Italia metteremo a vostra disposizione professionisti altamente qualificati, che sappiano guidarvi passo dopo passo. Perché le pratiche edilizie sono importanti? Presupposto obbligatorio per poter fruire delle detrazioni fiscali, è che la casa sia in regola. Lavori eseguiti senza pratica edilizia quando era necessaria, o con pratiche edilizie incomplete e/o sbagliate, non hanno diritto alle detrazioni fiscali, che possono essere revocate dall’Agenzia delle Entrate fino a cinque anni dopo quello di godimento, anche con la restituzione delle somme già godute. La burocrazia edilizia. Il riferimento legislativo italiano per tutto ciò che riguarda i procedimenti edilizi privati è il Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 380/2001. Questo testo normativo si riferisce a tutte le opere edilizie nel loro complesso, quindi sia ristrutturazioni che nuove costruzioni. I tipi di interventi edilizi possibili sono stati suddivisi, all’art. 3 del T.U.E. in sei categorie, sulla base del loro impatto sull’assetto edilizio complessivo: Manutenzione Ordinaria Manutenzione Straordinaria Restauro e Risanamento Conservativo Ristrutturazione Edilizia Nuova Costruzione  Ristrutturazione Urbanistica Le due categorie che interessano la maggioranza delle ristrutturazioni sono le prime due: manutenzione ordinaria e straordinaria. Mentre le ultime due riguardano interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, la terza e la quarta riguardano gli edifici vincolati, cioè una minima parte degli edifici costruiti. È importante poi tenere presente che i Piani Regolatori Comunali disciplinano le categorie di intervento applicabili ad un singolo edificio o una determinata parte del territorio. Sicuramente le prime due categorie di intervento sono sempre applicabili a tutti gli edifici esistenti, in quanto fondamentali per garantirne la funzionalità. Inoltre è bene ricordare che nessun intervento edilizio può essere effettuato su edifici che presentano abusi o difformità. Quali opere rientrano nella manutenzione ordinaria? Rientrano in questa categoria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. Si parla quindi di pavimenti, sanitari, porte, finestre, finiture varie, rivestimenti ecc. ma anche di controsoffitti, rifacimento di intonaci, condizionatori, pannelli fotovoltaici e riparazione degli impianti esistenti. Quali opere rientrano nella manutenzione straordinaria? Rientrano in questa categoria “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati, necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”. Si parla quindi di lavori edilizi ed impiantistici oppure di interventi rilevanti dal punto di vista urbanistico. Le pratiche edilizie. In caso di opere rientranti nella manutenzione ordinaria non è necessario presentare alcuna pratica edilizia, infatti si sta parlando di edilizia libera. Attenzione però: alcuni comuni possono comunque richiedere la presentazione di una comunicazione per determinati tipi di interventi rientranti nella manutenzione ordinaria Invece, in caso di opere rientranti nella manutenzione straordinaria, ma senza l’esecuzione di opere strutturali, la pratica edilizia da presentare è la CILA. In questo caso la manutenzione straordinaria si dice “leggera” ed è la classica tipologia di intervento della maggior parte delle ristrutturazioni. Per le opere rientranti nella manutenzione straordinaria ma che prevedono anche l’esecuzione lavori strutturali, la pratica edilizia da presentare è la SCIA. In questo caso si parla di manutenzione straordinaria “pesante”. La CILA. La sigla CILA sta per comunicazione di inizio lavori asseverata. Da ciò si evince che: è una comunicazione e non una richiesta di autorizzazione 2) deve essere asseverata: cioè ci deve essere qualcuno che, apponendo un timbro e una firma, certifichi che tutto quello dichiarato nella pratica edilizia è corretto. Questo qualcuno è obbligatoriamente un tecnico abilitato: architetto, ingegnere o geometra. In sintesi la pratica dovrà contenere: la comunicazione resa su un modello a firma del titolare di diritti sull’immobile (proprietario, usufruttuario, locatario, etc.);  l’asseverazione a firma del tecnico abilitato, anche questa resa su un modello;  una serie di allegati (documenti di identità di tutti i soggetti coinvolti, ricevuta di versamento dei diritti di segreteria – solitamente tra i 50 e i 300 euro -, gli elaborati progettuali – solitamente una relazione, una pianta dello stato di fatto ed una pianta del progetto). Può inoltre essere necessario allegare: piante con gli schemi impiantistici, stima dei rifiuti prodotti dalle demolizioni con relativo contratto di discarica per lo smaltimento, dichiarazione di affidamento di incarico al tecnico con sua dichiarazione di avvenuto pagamento, DURC dell’impresa con dichiarazione di contratto collettivo applicato, titolo di proprietà dell’immobile, planimetria e visura catastale. Resta ferma la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre obblighi

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Natural chic, un cuore selvaggio.

Una casa natural chic: vicina al cuore selvaggio.

La natura ha tutto quello di cui abbiamo bisogno per sentirci nutriti, vitali, in equilibrio. Scegliere uno stile natural chic significa voler sentire le fibre di quella natura dentro la propria casa e ricordarsi ogni giorno, in qualche modo, della sua vicinanza e della sua energia vitale.

In che modo possiamo ripristinare questo fondamentale contatto con la natura dentro le nostre pareti domestiche? Sembrerà forse una contraddizione, ma nutrire la propria casa di “vibrazioni selvagge” non solo è possibile ma anche molto più divertente ed affascinante di quanto si pensi. 

L’importante è avere i giusti accorgimenti, per poter trasformare una casa che sentiamo un pò spenta od opprimente, in uno spazio vivo, luminoso, pieno di energie.

L’importanza dei colori.

Sicuramente il primo elemento da tenere presente è scegliere elementi d’arredo, rivestimenti, tendaggi, tessuti che abbiano i principali colori della natura: verde, azzurro, giallo, ed in particolare tutte le gradazioni del marrone, dalle più intense alle sfumature color sabbia. 

Oltre a richiamare naturalmente la vegetazione, la terra, il cielo, il sole, soprattutto per quanto riguarda il color sabbia si riscontra una notevole facilità di abbinamento ad altre tonalità più decise e particolari.

Il color sabbia è nello specifico un colore piuttosto neutro, riposante, duraturo nel tempo perché difficilmente stanca lo sguardo o passa di moda. 

Si tratta di colori che, in generale, producono un impatto visivo molto riposante e si prestano bene ai più vari ambienti della casa.

Fantasie dei rivestimenti.

Oltre alle tinte unite, anche le fantasie dei rivestimenti giocano un ruolo fondamentale. Stili vegetali e floreali donano subito squarci di natura all’ambiente domestico, dalle opzioni più ricche ed impegnative alle più sobrie, dove l’elemento naturale è essenziale ed appena accennato.

È una questione di gusto soggettivo ed anche di ricerca di un rapporto equilibrato tra i vari elementi.

Qui sotto vi proponiamo alcuni splendidi nuovi arrivi del nostro showroom: tre diverse possibilità di rivestimento, adatte in primo luogo al bagno ma, con un po’ di estro e fantasia, anche ad altri ambienti come ad esempio la zona living.

   

L’elemento floreale e vegetale è ben visibile in tutte e tre le alternative, così come anche i colori della palette naturale: fantasie delicate, eleganti, che portano subito un respiro vivo e pieno di fascino all’ambiente.

La scelta dei materiali.

Un altro tassello importantissimo per costruire uno stile natural chic è la scelta dei materiali: pietra, legno, materiali alternativi che ne richiamino la texture, e poi tessuti realizzati con fibre naturali, meglio se nella loro forma più grezza ed artigianale.

Il legno è il materiale più indicato per creare un effetto di calore armonioso ed accogliente, sia se utilizzato per i pavimenti, sia per generici rivestimenti o altri elementi di arredo: piantane, comodini, applique, cassapanche, mensole, armadi, librerie e molto altro.

Crea subito una sensazione di familiarità, durevolezza, e di contatto fra generazioni: un legno naturalmente invecchiato o antichizzato ha sicuramente un fascino maggiore di un normale pavimento intaccato dai segni del tempo.

La pietra, dal canto suo, si presta benissimo ad accostamenti originali, inconsueti, che danno un tocco di rusticità all’ambiente oppure di ricercatezza stilistica.

Pietre vere, o ricreate da materiali alternativi, realizzano rivestimenti con una vitalità tutta particolare e da scoprire.

Luci e piante.

Infine non va dimenticata la fondamentale importanza delle piante (per chi ha il pollice verde) e dell’illuminazione. 

Piante e fiori sono l’incarnazione della natura dentro le nostre case: versatili, scenografiche, si prestano ai più diversi ambienti e soluzioni. Inoltre donano un tocco di freschezza, bellezza e maggiore vivibilità agli spazi della casa.

Aggiungete la giusta illuminazione ed il gioco è fatto!

La sinergia che si crea fra gli elementi di uno stile natural chic e la luce può produrre un’autentica magia. 

Si parla in primo luogo dell’illuminazione naturale, per favorire la quale sono fondamentali i giusti infissi: il più grandi possibile e con telai chiari, in grado di riflettere la luce esterna. L’effetto è ancora più riuscito se li si accompagna ad altri infissi scorrevoli, per esempio in alluminio o PVC, che garantiscono ambienti privi di ostacoli, in cui la luce può fluire liberamente.

Anche l’illuminazione artificiale viene in soccorso, meglio se proveniente da fonti che richiamino la natura nel design e nei materiali.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa. Se siete persone originali, estrose, con un gran voglia di raccontare la vostra unicità anche attraverso gli spazi della vostra casa, lo stile boho chic fa decisamente per voi! Il nome di questo stile deriva dall’unione del termine bohemian, che richiama lo stile di vita di intellettuali ed artisti del XIX secolo, la parola francese chic, sinonimo di eleganza. Nasce agli inizi del 2000, come nuova tendenza nel settore della moda destinata a raggiungere presto anche quello dell’interior design. Lo stile boho chic è un piccolo universo di citazioni e suggestioni: far west, movimento hippy, stile etnico e quello nordico. Unisce tratti più minimali ad altri decisamente ricchi ed estrosi: la parola chiave è originalità, ed infatti si compone di molti pezzi unici, al punto che ogni casa acquisisce inevitabilmente una propria personalità spiccata e totalmente diversa da ogni altra. Tra innovazione e tradizione. Il fascino del boho chic è dato proprio dall’essere un originale mix tra ciò che è moderno e nuovo e ciò che invece è vintage. Ogni spazio così si anima di ricordi, aneddoti e storie da raccontare legate alla vita degli abitanti della casa. Nessuna casa in stile boho chic assomiglia ad un’altra perché tutte le persone sono uniche nel loro vissuto. Eppure, alcuni elementi di questo stile possono essere riconoscibili. Avete presente il Coachella Music Festival, che si svolge in California annualmente? Bene, l’atmosfera che si respira e soprattutto la mise dei partecipanti e del pubblico sono perfettamente in stile boho chic. Colori sgargianti ma anche al contrario chiari e candidi, stoffe per lo più naturali, richiami hippie, un’eccentricità che punta ad un’armonia ed una serenità senza tempo. L’arte di riciclare. Un’ altra caratteristica importante dello stile boho chic è la sua sostenibilità: gran parte dei suoi elementi si ottengono donando nuova vita e funzionalità ad oggetti ed arredi del passato. Questa operazione non è solo “etica” ma anche molto affascinante e, in un certo senso, artistica: bisogna diventare maestri nella ricerca di vecchi cimeli e tesori, facendo rivivere i ricordi più preziosi. Ci vuole pazienza e creatività: una casa boho chic è in continua trasformazione. Gli elementi dello stile boho chic. In particolare l’arredamento boho chic prevede l’utilizzo di: accessori ed arredi dal sapore etnico; mobili per lo più in legno grezzo o in arte povera; filati naturali come il cotone, il lino, stoffe ricamate finemente, tessuti San Gallo, ecc.; piante e fiori anche esotici, veri o artificiali come i kokedama; arredi e complementi di classe, anche moderni, magari trattati con colori luminosi come l’oro e l’argento; dettagli colorati, accessori stravaganti, decorazioni anche mistiche o dal mood spirituale o religioso come cuori votivi, crocifissi, santini, ecc. Lo stile boho chic è davvero particolare e richiama molto quelle case coloniali di un tempo, ricche per qualità dei mobili, rasserenanti, vivaci ma allo stesso tempo composte. Questo genere mixa dettagli ed arredi di terre lontane con il gusto europeo e grazie all’abilità di un progettista si potrà portare questa atmosfera anche nelle case urbane di oggi. Molto utilizzate nell’arredamento in stile boho chic sono le lanterne orientali, i pouf multicolore etnici sia provenienti da isole lontane sia realizzati in Italia. Immancabili sono poi complementi d’arredo iconici che donano maggiore modernità agli ambienti: tappeti, quadri e stampe, specchi, poltrone in vimini o midollino, ma anche sedute da appendere al soffitto. Tutto però deve essere di gran classe: questa è la sostanziale differenza tra boho ed il più comune etnico. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento!

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento! Il pavimento è una delle componenti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa. Scegliere il materiale più adatto potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto: a giorno d’oggi i materiali disponibili sono sempre di più. Se quelli di ultima generazione offrono vantaggi innovativi, anche quelli più tradizionali possono riservare delle sorprese e diventare delle nuove tendenze. Uno di questi è proprio il linoleum, uno dei materiali ormai più in voga del momento. Uno dei suoi più grandi pregi è la sostenibilità e la capacità di adattarsi a molti stili ed ambienti differenti. Inventato in Scozia negli anni ’60, viene oggi utilizzato per edifici pubblici e privati, per ambienti esterni, interni e per capannoni industriali. Degno di nota è l’incremento del suo utilizzo proprio in ambito privato: resiliente, facile da curare e altamente igienico. Linoleum: un identikit. Il linoleum è un materiale totalmente amico dell’ambiente: la sua ecosostenibilità è dovuta alla sua composizione in materie prime naturali quali resina, sughero, tuta, olio di semi di lino. Si tratta di un rivestimento resiliente ed elastico, piuttosto sottile, facilmente lavorabile e lavabile, nonché isolante ed impermeabile. È inoltre totalmente riciclabile, dura a lungo ed ha proprietà antiscivolo, che lo rendono anche piuttosto sicuro in caso di bambini ed anziani. Quest’ultima caratteristica giustifica chiaramente il suo ampio utilizzo, nel corso dei decenni, in edifici pubblici come ospedali, scuole, palestre, aeroporti, biblioteche, cinema. Come detto sopra, attualmente il suo utilizzo si sta decisamente diffondendo anche in ambito privato, grazie alla sua versatilità e resistenza, nonché alla sua capacità di creare ambienti caldi, accoglienti, confortevoli. Via libera dunque al suo utilizzo in alberghi ed abitazioni, tenendo presente che scegliere il linoleum come rivestimento significa optare per una soluzione rapida ed efficiente. Un pavimento in linoleum può essere velocemente sovrapposto ad una pavimentazione preesistente oltre che disposto come supporto di nuova costruzione. Qualche svantaggio: tende a deformarsi nel tempo a causa di temperatura e sbalzi termici, nonché dell’umidità che può essere presente in ambienti come il bagno o la cucina; necessita davvero di una posa a regola d’arte, che eviti la formazione di sacche d’aria o umidità sotto la sua superficie, col rischio di compromettere l’ambiente circostante. Ricapitolando, un pavimento in linoleum è una soluzione economica, pratica ed ecologica, perfetta se il budget di ristrutturazione è contenuto. Basti pensare che il suo costo base di partenza si aggira sui 22 euro al mq, indecentemente dal taglio a piastrella o a rotolo. Una variazione di prezzo è prevista sulla base della tipologia e dello spessore. Come posare il linoleum. Il linoleum può essere posato a colla oppure a secco. Scegliere fra le due tipologie dipende molto dal tipo di ambiente circostante al pavimento: se l’esigenza primaria è l’igiene conviene optare per una posa a secco, che garantisce una pulizia più facile ed efficace, mentre per un piccolo ambiente senza esigenze particolari si può scegliere invece una posa a colla, perfetta in caso di un taglio del linoleum a piastrelle. La praticità di questo materiale si traduce nella possibilità di poterlo installare in autonomia, sebbene sia fondamentale fare molta attenzione ad evitare la formazione di sacche d’aria o di umidità, come detto sopra. È consigliabile, a questo proposito, aiutarsi con uno spazzolone per meglio stenderlo ed evitare corrugamenti. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress.

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress. Spesso si pensa di ristrutturare la propria casa autonomamente, senza sapere a quante complicazioni burocratiche si vada incontro. Noi di Ristrutturare Casa Italia vogliamo proporvi una breve guida, facile ed intuitiva, su quali sono le principali pratiche edilizie (e non solo) necessarie per le ristrutturazioni. Non sempre è necessaria una pratica edilizia per ristrutturare casa, anche se lo è nella maggior parte dei casi. Ci sono inoltre documenti collaterali che vanno allegati o comunque che potrebbero essere richiesti. Bisogna tenere presente che è una materia estremamente complessa dal punto di vista legale, regolamentata non solo a livello nazionale ma anche regionale e comunale. La casistica pertanto è davvero infinita, e quindi è sempre necessario rivolgersi a professionisti che esaminino il vostro caso e curino le migliori soluzioni per voi. Noi di Ristrutturare Casa Italia metteremo a vostra disposizione professionisti altamente qualificati, che sappiano guidarvi passo dopo passo. Perché le pratiche edilizie sono importanti? Presupposto obbligatorio per poter fruire delle detrazioni fiscali, è che la casa sia in regola. Lavori eseguiti senza pratica edilizia quando era necessaria, o con pratiche edilizie incomplete e/o sbagliate, non hanno diritto alle detrazioni fiscali, che possono essere revocate dall’Agenzia delle Entrate fino a cinque anni dopo quello di godimento, anche con la restituzione delle somme già godute. La burocrazia edilizia. Il riferimento legislativo italiano per tutto ciò che riguarda i procedimenti edilizi privati è il Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 380/2001. Questo testo normativo si riferisce a tutte le opere edilizie nel loro complesso, quindi sia ristrutturazioni che nuove costruzioni. I tipi di interventi edilizi possibili sono stati suddivisi, all’art. 3 del T.U.E. in sei categorie, sulla base del loro impatto sull’assetto edilizio complessivo: Manutenzione Ordinaria Manutenzione Straordinaria Restauro e Risanamento Conservativo Ristrutturazione Edilizia Nuova Costruzione  Ristrutturazione Urbanistica Le due categorie che interessano la maggioranza delle ristrutturazioni sono le prime due: manutenzione ordinaria e straordinaria. Mentre le ultime due riguardano interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, la terza e la quarta riguardano gli edifici vincolati, cioè una minima parte degli edifici costruiti. È importante poi tenere presente che i Piani Regolatori Comunali disciplinano le categorie di intervento applicabili ad un singolo edificio o una determinata parte del territorio. Sicuramente le prime due categorie di intervento sono sempre applicabili a tutti gli edifici esistenti, in quanto fondamentali per garantirne la funzionalità. Inoltre è bene ricordare che nessun intervento edilizio può essere effettuato su edifici che presentano abusi o difformità. Quali opere rientrano nella manutenzione ordinaria? Rientrano in questa categoria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. Si parla quindi di pavimenti, sanitari, porte, finestre, finiture varie, rivestimenti ecc. ma anche di controsoffitti, rifacimento di intonaci, condizionatori, pannelli fotovoltaici e riparazione degli impianti esistenti. Quali opere rientrano nella manutenzione straordinaria? Rientrano in questa categoria “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati, necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”. Si parla quindi di lavori edilizi ed impiantistici oppure di interventi rilevanti dal punto di vista urbanistico. Le pratiche edilizie. In caso di opere rientranti nella manutenzione ordinaria non è necessario presentare alcuna pratica edilizia, infatti si sta parlando di edilizia libera. Attenzione però: alcuni comuni possono comunque richiedere la presentazione di una comunicazione per determinati tipi di interventi rientranti nella manutenzione ordinaria Invece, in caso di opere rientranti nella manutenzione straordinaria, ma senza l’esecuzione di opere strutturali, la pratica edilizia da presentare è la CILA. In questo caso la manutenzione straordinaria si dice “leggera” ed è la classica tipologia di intervento della maggior parte delle ristrutturazioni. Per le opere rientranti nella manutenzione straordinaria ma che prevedono anche l’esecuzione lavori strutturali, la pratica edilizia da presentare è la SCIA. In questo caso si parla di manutenzione straordinaria “pesante”. La CILA. La sigla CILA sta per comunicazione di inizio lavori asseverata. Da ciò si evince che: è una comunicazione e non una richiesta di autorizzazione 2) deve essere asseverata: cioè ci deve essere qualcuno che, apponendo un timbro e una firma, certifichi che tutto quello dichiarato nella pratica edilizia è corretto. Questo qualcuno è obbligatoriamente un tecnico abilitato: architetto, ingegnere o geometra. In sintesi la pratica dovrà contenere: la comunicazione resa su un modello a firma del titolare di diritti sull’immobile (proprietario, usufruttuario, locatario, etc.);  l’asseverazione a firma del tecnico abilitato, anche questa resa su un modello;  una serie di allegati (documenti di identità di tutti i soggetti coinvolti, ricevuta di versamento dei diritti di segreteria – solitamente tra i 50 e i 300 euro -, gli elaborati progettuali – solitamente una relazione, una pianta dello stato di fatto ed una pianta del progetto). Può inoltre essere necessario allegare: piante con gli schemi impiantistici, stima dei rifiuti prodotti dalle demolizioni con relativo contratto di discarica per lo smaltimento, dichiarazione di affidamento di incarico al tecnico con sua dichiarazione di avvenuto pagamento, DURC dell’impresa con dichiarazione di contratto collettivo applicato, titolo di proprietà dell’immobile, planimetria e visura catastale. Resta ferma la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre obblighi

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Qualche consiglio per le piastrelle del bagno.

Qualche consiglio per le piastrelle del bagno.

Che sia piccolo o grande poco importa: il bagno è uno dei luoghi più delicati ed importanti della casa. Qui ci si prende cura di se stessi, ci si prepara ad affrontare un’intera giornata di lavoro come una piacevole occasione insieme ai propri cari; è un luogo estetico e fisiologico nello stesso tempo, dove comfort e stile si fondono. L’obiettivo è quello di creare una dimensione che sia sempre pronta ad accogliervi nel modo giusto, qualunque siano le vostre esigenze ed il vostro mood del momento.

Scegliere i rivestimenti del vostro nuovo bagno è un passaggio sicuramente importantissimo: ormai le proposte sul mercato sono davvero infinite, e lo showroom di Ristrutturare Casa Italia esiste proprio per proporvele senza lasciarvi soli nella scelta. È un’impresa delicata ma allo stesso tempo molto divertente, specie se deciderai di affidarti ai nostri professionisti: partendo dalle tue esigenze e dal tuo gusto, sapranno guidarti per trovare l’alternativa che fa al caso tuo.

Qui vogliamo darti qualche spunto su una delle principali possibilità di rivestimento per il tuo bagno: le piastrelle.

È facile capire come mai le piastrelle siano forse il rivestimento più usato per questa zona della casa: altamente igieniche, totalmente impermeabili, facili da pulire.

Questi ingredienti le rendono adatte ad ogni evenienza, e garantiscono un bagno facile da gestire.

Altro punto di forza è sicuramente la versatilità di forme, colori, dimensioni e trame, che le rende adatte alle più varie soluzioni stilistiche.

Quanto ai materiali, solitamente le piastrelle sono in ceramica o porcellana, ma se ne trovano molte realizzate con pietre naturali.

Se la terracotta darà un tocco di rusticità al vostro bagno, marmo, ardesia e travertino lo renderanno subito un luogo assolutamente elegante e pregiato. Vi sono però soluzioni più economiche che, imitando le trame di queste pietre, vi garantiranno uno straordinario effetto visivo ad un budget decisamente più contenuto. A questo proposito si possono tenere presenti il grès e, più nello specifico, il laminam.

Un altro aspetto assolutamente da non sottovalutare è la scelta delle dimensioni delle vostre piastrelle: è opportuno che siano direttamente proporzionali alle dimensioni del bagno. Sicuramente mattonelle troppo grandi in un bagno di piccole dimensioni non faranno altro che farlo apparire ancora più piccolo; viceversa se le dimensioni del vostro bagno sono generose, sarà possibile optare per piastrelle più importanti.

Anche il colore consente di trovare un buon equilibrio rispetto all’estensione del bagno: sfumature più chiare aiutano a rendere un effetto di maggior spazio e maggiore luce, specie se abbinate a sapienti giochi di specchi. Viceversa sono consentiti colori più scuri ed intensi, opportunamente illuminati, se il vostro bagno è di dimensioni più estese.

Le attuali tendenze dell’interior design puntano senz’altro su soluzioni cromatiche sobrie, colori freddi ed abbinamenti della stessa palette (di bianco, grigi ghiaccio e legni) per evitare effetti troppo pesanti. È però sempre possibile rompere gli schemi optando per fantasie e trame decisamente più estrose.

È poi bene decidere se e come differenziare le piastrelle utilizzate per il pavimento rispetto a quelle per le pareti ed i dettagli; ed inoltre se rivestire interamente le pareti oppure fermarsi a tre quarti.

Per creare interessanti giochi di colore, sia a sfumatura che a contrasto, si può poi optare per la soluzione delle mattonelle a mosaico, che consentono sempre di realizzare rivestimenti altamente originali e personalizzati.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa. Se siete persone originali, estrose, con un gran voglia di raccontare la vostra unicità anche attraverso gli spazi della vostra casa, lo stile boho chic fa decisamente per voi! Il nome di questo stile deriva dall’unione del termine bohemian, che richiama lo stile di vita di intellettuali ed artisti del XIX secolo, la parola francese chic, sinonimo di eleganza. Nasce agli inizi del 2000, come nuova tendenza nel settore della moda destinata a raggiungere presto anche quello dell’interior design. Lo stile boho chic è un piccolo universo di citazioni e suggestioni: far west, movimento hippy, stile etnico e quello nordico. Unisce tratti più minimali ad altri decisamente ricchi ed estrosi: la parola chiave è originalità, ed infatti si compone di molti pezzi unici, al punto che ogni casa acquisisce inevitabilmente una propria personalità spiccata e totalmente diversa da ogni altra. Tra innovazione e tradizione. Il fascino del boho chic è dato proprio dall’essere un originale mix tra ciò che è moderno e nuovo e ciò che invece è vintage. Ogni spazio così si anima di ricordi, aneddoti e storie da raccontare legate alla vita degli abitanti della casa. Nessuna casa in stile boho chic assomiglia ad un’altra perché tutte le persone sono uniche nel loro vissuto. Eppure, alcuni elementi di questo stile possono essere riconoscibili. Avete presente il Coachella Music Festival, che si svolge in California annualmente? Bene, l’atmosfera che si respira e soprattutto la mise dei partecipanti e del pubblico sono perfettamente in stile boho chic. Colori sgargianti ma anche al contrario chiari e candidi, stoffe per lo più naturali, richiami hippie, un’eccentricità che punta ad un’armonia ed una serenità senza tempo. L’arte di riciclare. Un’ altra caratteristica importante dello stile boho chic è la sua sostenibilità: gran parte dei suoi elementi si ottengono donando nuova vita e funzionalità ad oggetti ed arredi del passato. Questa operazione non è solo “etica” ma anche molto affascinante e, in un certo senso, artistica: bisogna diventare maestri nella ricerca di vecchi cimeli e tesori, facendo rivivere i ricordi più preziosi. Ci vuole pazienza e creatività: una casa boho chic è in continua trasformazione. Gli elementi dello stile boho chic. In particolare l’arredamento boho chic prevede l’utilizzo di: accessori ed arredi dal sapore etnico; mobili per lo più in legno grezzo o in arte povera; filati naturali come il cotone, il lino, stoffe ricamate finemente, tessuti San Gallo, ecc.; piante e fiori anche esotici, veri o artificiali come i kokedama; arredi e complementi di classe, anche moderni, magari trattati con colori luminosi come l’oro e l’argento; dettagli colorati, accessori stravaganti, decorazioni anche mistiche o dal mood spirituale o religioso come cuori votivi, crocifissi, santini, ecc. Lo stile boho chic è davvero particolare e richiama molto quelle case coloniali di un tempo, ricche per qualità dei mobili, rasserenanti, vivaci ma allo stesso tempo composte. Questo genere mixa dettagli ed arredi di terre lontane con il gusto europeo e grazie all’abilità di un progettista si potrà portare questa atmosfera anche nelle case urbane di oggi. Molto utilizzate nell’arredamento in stile boho chic sono le lanterne orientali, i pouf multicolore etnici sia provenienti da isole lontane sia realizzati in Italia. Immancabili sono poi complementi d’arredo iconici che donano maggiore modernità agli ambienti: tappeti, quadri e stampe, specchi, poltrone in vimini o midollino, ma anche sedute da appendere al soffitto. Tutto però deve essere di gran classe: questa è la sostanziale differenza tra boho ed il più comune etnico. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento!

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento! Il pavimento è una delle componenti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa. Scegliere il materiale più adatto potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto: a giorno d’oggi i materiali disponibili sono sempre di più. Se quelli di ultima generazione offrono vantaggi innovativi, anche quelli più tradizionali possono riservare delle sorprese e diventare delle nuove tendenze. Uno di questi è proprio il linoleum, uno dei materiali ormai più in voga del momento. Uno dei suoi più grandi pregi è la sostenibilità e la capacità di adattarsi a molti stili ed ambienti differenti. Inventato in Scozia negli anni ’60, viene oggi utilizzato per edifici pubblici e privati, per ambienti esterni, interni e per capannoni industriali. Degno di nota è l’incremento del suo utilizzo proprio in ambito privato: resiliente, facile da curare e altamente igienico. Linoleum: un identikit. Il linoleum è un materiale totalmente amico dell’ambiente: la sua ecosostenibilità è dovuta alla sua composizione in materie prime naturali quali resina, sughero, tuta, olio di semi di lino. Si tratta di un rivestimento resiliente ed elastico, piuttosto sottile, facilmente lavorabile e lavabile, nonché isolante ed impermeabile. È inoltre totalmente riciclabile, dura a lungo ed ha proprietà antiscivolo, che lo rendono anche piuttosto sicuro in caso di bambini ed anziani. Quest’ultima caratteristica giustifica chiaramente il suo ampio utilizzo, nel corso dei decenni, in edifici pubblici come ospedali, scuole, palestre, aeroporti, biblioteche, cinema. Come detto sopra, attualmente il suo utilizzo si sta decisamente diffondendo anche in ambito privato, grazie alla sua versatilità e resistenza, nonché alla sua capacità di creare ambienti caldi, accoglienti, confortevoli. Via libera dunque al suo utilizzo in alberghi ed abitazioni, tenendo presente che scegliere il linoleum come rivestimento significa optare per una soluzione rapida ed efficiente. Un pavimento in linoleum può essere velocemente sovrapposto ad una pavimentazione preesistente oltre che disposto come supporto di nuova costruzione. Qualche svantaggio: tende a deformarsi nel tempo a causa di temperatura e sbalzi termici, nonché dell’umidità che può essere presente in ambienti come il bagno o la cucina; necessita davvero di una posa a regola d’arte, che eviti la formazione di sacche d’aria o umidità sotto la sua superficie, col rischio di compromettere l’ambiente circostante. Ricapitolando, un pavimento in linoleum è una soluzione economica, pratica ed ecologica, perfetta se il budget di ristrutturazione è contenuto. Basti pensare che il suo costo base di partenza si aggira sui 22 euro al mq, indecentemente dal taglio a piastrella o a rotolo. Una variazione di prezzo è prevista sulla base della tipologia e dello spessore. Come posare il linoleum. Il linoleum può essere posato a colla oppure a secco. Scegliere fra le due tipologie dipende molto dal tipo di ambiente circostante al pavimento: se l’esigenza primaria è l’igiene conviene optare per una posa a secco, che garantisce una pulizia più facile ed efficace, mentre per un piccolo ambiente senza esigenze particolari si può scegliere invece una posa a colla, perfetta in caso di un taglio del linoleum a piastrelle. La praticità di questo materiale si traduce nella possibilità di poterlo installare in autonomia, sebbene sia fondamentale fare molta attenzione ad evitare la formazione di sacche d’aria o di umidità, come detto sopra. È consigliabile, a questo proposito, aiutarsi con uno spazzolone per meglio stenderlo ed evitare corrugamenti. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress.

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress. Spesso si pensa di ristrutturare la propria casa autonomamente, senza sapere a quante complicazioni burocratiche si vada incontro. Noi di Ristrutturare Casa Italia vogliamo proporvi una breve guida, facile ed intuitiva, su quali sono le principali pratiche edilizie (e non solo) necessarie per le ristrutturazioni. Non sempre è necessaria una pratica edilizia per ristrutturare casa, anche se lo è nella maggior parte dei casi. Ci sono inoltre documenti collaterali che vanno allegati o comunque che potrebbero essere richiesti. Bisogna tenere presente che è una materia estremamente complessa dal punto di vista legale, regolamentata non solo a livello nazionale ma anche regionale e comunale. La casistica pertanto è davvero infinita, e quindi è sempre necessario rivolgersi a professionisti che esaminino il vostro caso e curino le migliori soluzioni per voi. Noi di Ristrutturare Casa Italia metteremo a vostra disposizione professionisti altamente qualificati, che sappiano guidarvi passo dopo passo. Perché le pratiche edilizie sono importanti? Presupposto obbligatorio per poter fruire delle detrazioni fiscali, è che la casa sia in regola. Lavori eseguiti senza pratica edilizia quando era necessaria, o con pratiche edilizie incomplete e/o sbagliate, non hanno diritto alle detrazioni fiscali, che possono essere revocate dall’Agenzia delle Entrate fino a cinque anni dopo quello di godimento, anche con la restituzione delle somme già godute. La burocrazia edilizia. Il riferimento legislativo italiano per tutto ciò che riguarda i procedimenti edilizi privati è il Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 380/2001. Questo testo normativo si riferisce a tutte le opere edilizie nel loro complesso, quindi sia ristrutturazioni che nuove costruzioni. I tipi di interventi edilizi possibili sono stati suddivisi, all’art. 3 del T.U.E. in sei categorie, sulla base del loro impatto sull’assetto edilizio complessivo: Manutenzione Ordinaria Manutenzione Straordinaria Restauro e Risanamento Conservativo Ristrutturazione Edilizia Nuova Costruzione  Ristrutturazione Urbanistica Le due categorie che interessano la maggioranza delle ristrutturazioni sono le prime due: manutenzione ordinaria e straordinaria. Mentre le ultime due riguardano interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, la terza e la quarta riguardano gli edifici vincolati, cioè una minima parte degli edifici costruiti. È importante poi tenere presente che i Piani Regolatori Comunali disciplinano le categorie di intervento applicabili ad un singolo edificio o una determinata parte del territorio. Sicuramente le prime due categorie di intervento sono sempre applicabili a tutti gli edifici esistenti, in quanto fondamentali per garantirne la funzionalità. Inoltre è bene ricordare che nessun intervento edilizio può essere effettuato su edifici che presentano abusi o difformità. Quali opere rientrano nella manutenzione ordinaria? Rientrano in questa categoria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. Si parla quindi di pavimenti, sanitari, porte, finestre, finiture varie, rivestimenti ecc. ma anche di controsoffitti, rifacimento di intonaci, condizionatori, pannelli fotovoltaici e riparazione degli impianti esistenti. Quali opere rientrano nella manutenzione straordinaria? Rientrano in questa categoria “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati, necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”. Si parla quindi di lavori edilizi ed impiantistici oppure di interventi rilevanti dal punto di vista urbanistico. Le pratiche edilizie. In caso di opere rientranti nella manutenzione ordinaria non è necessario presentare alcuna pratica edilizia, infatti si sta parlando di edilizia libera. Attenzione però: alcuni comuni possono comunque richiedere la presentazione di una comunicazione per determinati tipi di interventi rientranti nella manutenzione ordinaria Invece, in caso di opere rientranti nella manutenzione straordinaria, ma senza l’esecuzione di opere strutturali, la pratica edilizia da presentare è la CILA. In questo caso la manutenzione straordinaria si dice “leggera” ed è la classica tipologia di intervento della maggior parte delle ristrutturazioni. Per le opere rientranti nella manutenzione straordinaria ma che prevedono anche l’esecuzione lavori strutturali, la pratica edilizia da presentare è la SCIA. In questo caso si parla di manutenzione straordinaria “pesante”. La CILA. La sigla CILA sta per comunicazione di inizio lavori asseverata. Da ciò si evince che: è una comunicazione e non una richiesta di autorizzazione 2) deve essere asseverata: cioè ci deve essere qualcuno che, apponendo un timbro e una firma, certifichi che tutto quello dichiarato nella pratica edilizia è corretto. Questo qualcuno è obbligatoriamente un tecnico abilitato: architetto, ingegnere o geometra. In sintesi la pratica dovrà contenere: la comunicazione resa su un modello a firma del titolare di diritti sull’immobile (proprietario, usufruttuario, locatario, etc.);  l’asseverazione a firma del tecnico abilitato, anche questa resa su un modello;  una serie di allegati (documenti di identità di tutti i soggetti coinvolti, ricevuta di versamento dei diritti di segreteria – solitamente tra i 50 e i 300 euro -, gli elaborati progettuali – solitamente una relazione, una pianta dello stato di fatto ed una pianta del progetto). Può inoltre essere necessario allegare: piante con gli schemi impiantistici, stima dei rifiuti prodotti dalle demolizioni con relativo contratto di discarica per lo smaltimento, dichiarazione di affidamento di incarico al tecnico con sua dichiarazione di avvenuto pagamento, DURC dell’impresa con dichiarazione di contratto collettivo applicato, titolo di proprietà dell’immobile, planimetria e visura catastale. Resta ferma la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre obblighi

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Perché scegliere Ristrutturare Casa Italia?

Perché scegliere Ristrutturare Casa Italia?

La casa è uno degli aspetti più importanti della vita di ogni persona e di ogni famiglia. 

Immagina di svegliarti domattina in una casa che finalmente rispecchi al cento per cento chi sei, la tua storia, la tua personalità, le tue aspirazioni. Una casa che è il centro del tuo vivere ed anche del tuo sognare, una fonte di ispirazione e di energie positive.

Purtroppo quando si parla di ristrutturare poi si aprono gli occhi e tornare alla realtà significa dover fare i conti con numerosi problemi, in quanto le ristrutturazioni sono una delle cose più complesse che una persona possa trovarsi ad affrontare.

Il rischio di commettere errori è altissimo: e non certo per mancanza di intelligenza ed abilità, ma perché in questo ambiente se ne vedono di cotte e di crude. Una ristrutturazione può trasformarsi in un vero ginepraio di problematiche, sia prima di iniziare i lavori che durante e dopo. Insomma, da un evento gioioso ad un incubo stressante il passo è breve.

A cosa ci riferiamo? 

Alla scelta delle imprese, che spesso giocano al ribasso con i prezzi ma propongono poi una bassa qualità dei lavori, tempistiche infinite e costi che lievitano a sorpresa; alla scelta dei professionisti che poi lavorano per compartimenti stagni, senza una vera coordinazione d’insieme, e si rivolgono a te per ogni problema; alle scelte di progettazione e di arredo della tua casa, perché magari hai un ottimo gusto per arredare, ma il rischio di commettere errori per via dell’inesperienza è molto alto, con il risultato di acquistare elementi di arredo bellissimi sulla carta ma che poi non funzionano in casa. 

Non si tratta di scegliere per gioco qualche mobile, si tratta di decisioni anche molto complesse che influiscono sul futuro tuo e della tua casa, sui momenti che condividerai con la tua famiglia ed i tuoi ospiti, sulla bellezza di uno spazio che potrebbe rovinarsi per una scelta sbagliata (e magari anche inutilmente costosa!).

Non crediamo proprio che buttare via tempo e denaro sia qualcosa che tu sia intenzionato a fare.

Molto bene. Qui vogliamo raccontarti come questi problemi si possano risolvere e come una ristrutturazione possa diventare una cosa semplice.

Impossibile, dirai. Troppe cose da gestire, troppi imprevisti nel lungo periodo, si sa quando si comincia ma non quando si finisce… insomma, non so se me la sento. Tanti problemi nel quotidiano, meglio rimandare.

Ecco, è proprio qui che ti preghiamo di fermarti. Smetti di pensare: “meglio rimandare”. Una cosa importante come vivere in una casa che rispecchi al meglio chi sei, la tua storia e tutto quello che ami, è una priorità.

Questo significa che è in cima alla lista delle cose su cui concentrarsi, e non si può buttare via del tempo prezioso (parliamo di mesi o anni) che avresti potuto trascorrere in un ambiente davvero amato ed adatto a tutte le esigenze tue e dei tuoi cari.

Noi sappiamo tutto questo: sappiamo che è complesso ma che è importantissimo per te e per il tuo futuro. Per questo la nostra missione è sempre stata, fin dall’inizio, quella di semplificare il processo della ristrutturazione, farlo diventare solo un piacere per chi si affida a noi.

Come è possibile tutto questo? 

È possibile grazie a tre parole chiave: competenza, determinazione, passione.

La competenza ci rende professionisti leader nel settore, attenti ad ogni dettaglio della ristrutturazione: noi non ammettiamo errori, imprecisioni, leggerezze. Per noi tutto deve essere curato e tutelato in ogni momento. Soprattutto, deve essere sotto controllo.

Non abbiamo intenzione di riempirti di chiacchiere ma di garanzie che ti tutelino al cento per cento, tra cui:

  • Un preventivo senza rischi di costi aggiuntivi. Hai capito bene: avrai la garanzia di non vedere alcun costo lievitare a sorpresa e di avere ogni voce di spesa espressa in modo chiaro e sotto il tuo controllo. Tutto verrà calibrato nel modo più opportuno e sensato rispetto al tuo budget.
  • Termine dei lavori alla data stabilita. Noi non ti proponiamo tempi di consegna irrealistici, che renderebbero impossibile un lavoro di qualità. Però la data stabilita è anche garantita: se per qualsiasi motivo non dovesse essere rispettata, avrai il 60% di sconto sull’anno, ovvero il 5% al mese dal primo giorno.
  • Una garanzia legale e fiscale. Avrai i nostri specialisti a tua disposizione, tra cui un commercialista, per seguire con cura ogni comunicazione all’Agenzia delle Entrate, ed un avvocato che si prenderà cura di tutta la contrattualistica e la comunicazione degli importi. Zero rischi, rispondiamo noi di qualunque problema.
  • I migliori professionisti e solo maestranze certificate, per lavori la cui qualità ed etica è garantita al 100%.
  • Consulenza finanziaria. Avrai un consulente dedicato che ti aiuterà a trovare la soluzione di pagamento più sicura e vantaggiosa.

Per noi la fiducia delle persone è la prima cosa che conta.

La determinazione ci rende la prima vera e propria agenzia di ristrutturazioni chiavi in mano in Italia, ovvero una realtà che ti offre qualcosa di unico: un insieme di servizi che curino ogni aspetto della ristrutturazione, dalla prima pratica (CILA) alle scelte di arredo, fornendoti tutta la manodopera ed i professionisti di cui hai bisogno. 

La passione ci rende semplicemente quelli che siamo, come azienda e come persone.

Fin dalla sua nascita, Ristrutturare Casa Italia continua a crescere ed evolvere ogni giorno. Cosa significa questo? Significa non solo espandersi e migliorare continuamente i propri servizi ed il proprio rapporto con i clienti e con le loro esigenze, ma anche essere sempre al passo con i tempi. 

Ci interroghiamo continuamente su cosa possa essere proposto di nuovo e migliore alle persone che cercano qualcuno come noi: un’azienda giovane, perché creata da chi ha esperienza ed alimentata da giovani che vogliono fare la differenza, facendo valere la loro competenza, la loro devozione, il loro spirito di sacrificio e soprattutto il loro senso etico.

Lo facciamo perché ci crediamo ed amiamo farlo, perché sappiamo a ragion veduta che etica e qualità fanno la differenza, sempre. 

E noi continueremo a farla.U

Boho chic: eleganza originale ed estrosa.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa. Se siete persone originali, estrose, con un gran voglia di raccontare la vostra unicità anche attraverso gli spazi della vostra casa, lo stile boho chic fa decisamente per voi! Il nome di questo stile deriva dall’unione del termine bohemian, che richiama lo stile di vita di intellettuali ed artisti del XIX secolo, la parola francese chic, sinonimo di eleganza. Nasce agli inizi del 2000, come nuova tendenza nel settore della moda destinata a raggiungere presto anche quello dell’interior design. Lo stile boho chic è un piccolo universo di citazioni e suggestioni: far west, movimento hippy, stile etnico e quello nordico. Unisce tratti più minimali ad altri decisamente ricchi ed estrosi: la parola chiave è originalità, ed infatti si compone di molti pezzi unici, al punto che ogni casa acquisisce inevitabilmente una propria personalità spiccata e totalmente diversa da ogni altra. Tra innovazione e tradizione. Il fascino del boho chic è dato proprio dall’essere un originale mix tra ciò che è moderno e nuovo e ciò che invece è vintage. Ogni spazio così si anima di ricordi, aneddoti e storie da raccontare legate alla vita degli abitanti della casa. Nessuna casa in stile boho chic assomiglia ad un’altra perché tutte le persone sono uniche nel loro vissuto. Eppure, alcuni elementi di questo stile possono essere riconoscibili. Avete presente il Coachella Music Festival, che si svolge in California annualmente? Bene, l’atmosfera che si respira e soprattutto la mise dei partecipanti e del pubblico sono perfettamente in stile boho chic. Colori sgargianti ma anche al contrario chiari e candidi, stoffe per lo più naturali, richiami hippie, un’eccentricità che punta ad un’armonia ed una serenità senza tempo. L’arte di riciclare. Un’ altra caratteristica importante dello stile boho chic è la sua sostenibilità: gran parte dei suoi elementi si ottengono donando nuova vita e funzionalità ad oggetti ed arredi del passato. Questa operazione non è solo “etica” ma anche molto affascinante e, in un certo senso, artistica: bisogna diventare maestri nella ricerca di vecchi cimeli e tesori, facendo rivivere i ricordi più preziosi. Ci vuole pazienza e creatività: una casa boho chic è in continua trasformazione. Gli elementi dello stile boho chic. In particolare l’arredamento boho chic prevede l’utilizzo di: accessori ed arredi dal sapore etnico; mobili per lo più in legno grezzo o in arte povera; filati naturali come il cotone, il lino, stoffe ricamate finemente, tessuti San Gallo, ecc.; piante e fiori anche esotici, veri o artificiali come i kokedama; arredi e complementi di classe, anche moderni, magari trattati con colori luminosi come l’oro e l’argento; dettagli colorati, accessori stravaganti, decorazioni anche mistiche o dal mood spirituale o religioso come cuori votivi, crocifissi, santini, ecc. Lo stile boho chic è davvero particolare e richiama molto quelle case coloniali di un tempo, ricche per qualità dei mobili, rasserenanti, vivaci ma allo stesso tempo composte. Questo genere mixa dettagli ed arredi di terre lontane con il gusto europeo e grazie all’abilità di un progettista si potrà portare questa atmosfera anche nelle case urbane di oggi. Molto utilizzate nell’arredamento in stile boho chic sono le lanterne orientali, i pouf multicolore etnici sia provenienti da isole lontane sia realizzati in Italia. Immancabili sono poi complementi d’arredo iconici che donano maggiore modernità agli ambienti: tappeti, quadri e stampe, specchi, poltrone in vimini o midollino, ma anche sedute da appendere al soffitto. Tutto però deve essere di gran classe: questa è la sostanziale differenza tra boho ed il più comune etnico. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento!

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento! Il pavimento è una delle componenti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa. Scegliere il materiale più adatto potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto: a giorno d’oggi i materiali disponibili sono sempre di più. Se quelli di ultima generazione offrono vantaggi innovativi, anche quelli più tradizionali possono riservare delle sorprese e diventare delle nuove tendenze. Uno di questi è proprio il linoleum, uno dei materiali ormai più in voga del momento. Uno dei suoi più grandi pregi è la sostenibilità e la capacità di adattarsi a molti stili ed ambienti differenti. Inventato in Scozia negli anni ’60, viene oggi utilizzato per edifici pubblici e privati, per ambienti esterni, interni e per capannoni industriali. Degno di nota è l’incremento del suo utilizzo proprio in ambito privato: resiliente, facile da curare e altamente igienico. Linoleum: un identikit. Il linoleum è un materiale totalmente amico dell’ambiente: la sua ecosostenibilità è dovuta alla sua composizione in materie prime naturali quali resina, sughero, tuta, olio di semi di lino. Si tratta di un rivestimento resiliente ed elastico, piuttosto sottile, facilmente lavorabile e lavabile, nonché isolante ed impermeabile. È inoltre totalmente riciclabile, dura a lungo ed ha proprietà antiscivolo, che lo rendono anche piuttosto sicuro in caso di bambini ed anziani. Quest’ultima caratteristica giustifica chiaramente il suo ampio utilizzo, nel corso dei decenni, in edifici pubblici come ospedali, scuole, palestre, aeroporti, biblioteche, cinema. Come detto sopra, attualmente il suo utilizzo si sta decisamente diffondendo anche in ambito privato, grazie alla sua versatilità e resistenza, nonché alla sua capacità di creare ambienti caldi, accoglienti, confortevoli. Via libera dunque al suo utilizzo in alberghi ed abitazioni, tenendo presente che scegliere il linoleum come rivestimento significa optare per una soluzione rapida ed efficiente. Un pavimento in linoleum può essere velocemente sovrapposto ad una pavimentazione preesistente oltre che disposto come supporto di nuova costruzione. Qualche svantaggio: tende a deformarsi nel tempo a causa di temperatura e sbalzi termici, nonché dell’umidità che può essere presente in ambienti come il bagno o la cucina; necessita davvero di una posa a regola d’arte, che eviti la formazione di sacche d’aria o umidità sotto la sua superficie, col rischio di compromettere l’ambiente circostante. Ricapitolando, un pavimento in linoleum è una soluzione economica, pratica ed ecologica, perfetta se il budget di ristrutturazione è contenuto. Basti pensare che il suo costo base di partenza si aggira sui 22 euro al mq, indecentemente dal taglio a piastrella o a rotolo. Una variazione di prezzo è prevista sulla base della tipologia e dello spessore. Come posare il linoleum. Il linoleum può essere posato a colla oppure a secco. Scegliere fra le due tipologie dipende molto dal tipo di ambiente circostante al pavimento: se l’esigenza primaria è l’igiene conviene optare per una posa a secco, che garantisce una pulizia più facile ed efficace, mentre per un piccolo ambiente senza esigenze particolari si può scegliere invece una posa a colla, perfetta in caso di un taglio del linoleum a piastrelle. La praticità di questo materiale si traduce nella possibilità di poterlo installare in autonomia, sebbene sia fondamentale fare molta attenzione ad evitare la formazione di sacche d’aria o di umidità, come detto sopra. È consigliabile, a questo proposito, aiutarsi con uno spazzolone per meglio stenderlo ed evitare corrugamenti. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress.

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress. Spesso si pensa di ristrutturare la propria casa autonomamente, senza sapere a quante complicazioni burocratiche si vada incontro. Noi di Ristrutturare Casa Italia vogliamo proporvi una breve guida, facile ed intuitiva, su quali sono le principali pratiche edilizie (e non solo) necessarie per le ristrutturazioni. Non sempre è necessaria una pratica edilizia per ristrutturare casa, anche se lo è nella maggior parte dei casi. Ci sono inoltre documenti collaterali che vanno allegati o comunque che potrebbero essere richiesti. Bisogna tenere presente che è una materia estremamente complessa dal punto di vista legale, regolamentata non solo a livello nazionale ma anche regionale e comunale. La casistica pertanto è davvero infinita, e quindi è sempre necessario rivolgersi a professionisti che esaminino il vostro caso e curino le migliori soluzioni per voi. Noi di Ristrutturare Casa Italia metteremo a vostra disposizione professionisti altamente qualificati, che sappiano guidarvi passo dopo passo. Perché le pratiche edilizie sono importanti? Presupposto obbligatorio per poter fruire delle detrazioni fiscali, è che la casa sia in regola. Lavori eseguiti senza pratica edilizia quando era necessaria, o con pratiche edilizie incomplete e/o sbagliate, non hanno diritto alle detrazioni fiscali, che possono essere revocate dall’Agenzia delle Entrate fino a cinque anni dopo quello di godimento, anche con la restituzione delle somme già godute. La burocrazia edilizia. Il riferimento legislativo italiano per tutto ciò che riguarda i procedimenti edilizi privati è il Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 380/2001. Questo testo normativo si riferisce a tutte le opere edilizie nel loro complesso, quindi sia ristrutturazioni che nuove costruzioni. I tipi di interventi edilizi possibili sono stati suddivisi, all’art. 3 del T.U.E. in sei categorie, sulla base del loro impatto sull’assetto edilizio complessivo: Manutenzione Ordinaria Manutenzione Straordinaria Restauro e Risanamento Conservativo Ristrutturazione Edilizia Nuova Costruzione  Ristrutturazione Urbanistica Le due categorie che interessano la maggioranza delle ristrutturazioni sono le prime due: manutenzione ordinaria e straordinaria. Mentre le ultime due riguardano interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, la terza e la quarta riguardano gli edifici vincolati, cioè una minima parte degli edifici costruiti. È importante poi tenere presente che i Piani Regolatori Comunali disciplinano le categorie di intervento applicabili ad un singolo edificio o una determinata parte del territorio. Sicuramente le prime due categorie di intervento sono sempre applicabili a tutti gli edifici esistenti, in quanto fondamentali per garantirne la funzionalità. Inoltre è bene ricordare che nessun intervento edilizio può essere effettuato su edifici che presentano abusi o difformità. Quali opere rientrano nella manutenzione ordinaria? Rientrano in questa categoria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. Si parla quindi di pavimenti, sanitari, porte, finestre, finiture varie, rivestimenti ecc. ma anche di controsoffitti, rifacimento di intonaci, condizionatori, pannelli fotovoltaici e riparazione degli impianti esistenti. Quali opere rientrano nella manutenzione straordinaria? Rientrano in questa categoria “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati, necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”. Si parla quindi di lavori edilizi ed impiantistici oppure di interventi rilevanti dal punto di vista urbanistico. Le pratiche edilizie. In caso di opere rientranti nella manutenzione ordinaria non è necessario presentare alcuna pratica edilizia, infatti si sta parlando di edilizia libera. Attenzione però: alcuni comuni possono comunque richiedere la presentazione di una comunicazione per determinati tipi di interventi rientranti nella manutenzione ordinaria Invece, in caso di opere rientranti nella manutenzione straordinaria, ma senza l’esecuzione di opere strutturali, la pratica edilizia da presentare è la CILA. In questo caso la manutenzione straordinaria si dice “leggera” ed è la classica tipologia di intervento della maggior parte delle ristrutturazioni. Per le opere rientranti nella manutenzione straordinaria ma che prevedono anche l’esecuzione lavori strutturali, la pratica edilizia da presentare è la SCIA. In questo caso si parla di manutenzione straordinaria “pesante”. La CILA. La sigla CILA sta per comunicazione di inizio lavori asseverata. Da ciò si evince che: è una comunicazione e non una richiesta di autorizzazione 2) deve essere asseverata: cioè ci deve essere qualcuno che, apponendo un timbro e una firma, certifichi che tutto quello dichiarato nella pratica edilizia è corretto. Questo qualcuno è obbligatoriamente un tecnico abilitato: architetto, ingegnere o geometra. In sintesi la pratica dovrà contenere: la comunicazione resa su un modello a firma del titolare di diritti sull’immobile (proprietario, usufruttuario, locatario, etc.);  l’asseverazione a firma del tecnico abilitato, anche questa resa su un modello;  una serie di allegati (documenti di identità di tutti i soggetti coinvolti, ricevuta di versamento dei diritti di segreteria – solitamente tra i 50 e i 300 euro -, gli elaborati progettuali – solitamente una relazione, una pianta dello stato di fatto ed una pianta del progetto). Può inoltre essere necessario allegare: piante con gli schemi impiantistici, stima dei rifiuti prodotti dalle demolizioni con relativo contratto di discarica per lo smaltimento, dichiarazione di affidamento di incarico al tecnico con sua dichiarazione di avvenuto pagamento, DURC dell’impresa con dichiarazione di contratto collettivo applicato, titolo di proprietà dell’immobile, planimetria e visura catastale. Resta ferma la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre obblighi

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Grès effetto legno: una scelta raffinata.

Photo credit: files.synapp.it

Grès effetto legno: una scelta raffinata.

Ogni casa si scopre passo dopo passo. Nel libro Donne che corrono con i lupi, di Clarissa Pinkola Estés, si racconta come anticamente la saggezza delle donne fosse concentrata sulla pianta dei loro piedi. E che quel prezioso ed ancestrale contatto col terreno fosse la fonte di ogni vera conoscenza. 

Quante sensazioni può dare un pavimento sotto i nostri piedi? Infinite. 

Calore, sicurezza, comfort, pulizia, ricercatezza. Nel vasto panorama delle possibilità di rivestimento, il nostro showroom in questo articolo ve ne propone una che raduna tutte queste caratteristiche e non solo: è il grès porcellanato effetto legno. 

Caratteristiche e vantaggi.

Si parla di un tipo di ceramica compatta, lavorata fino a raggiungere un alto grado di durezza e resistenza ad agenti chimici ed atmosferici, nonché a sollecitazioni meccaniche come graffi, abrasioni, flessioni, urti. 

Il grès effetto legno è inoltre impermeabile ai liquidi, ma senza l’utilizzo di impermeabilizzanti chimici, vernici o resine, cosa che lo rende un materiale molto più salubre rispetto ad alternative simili.

Una caratteristica importante per qualunque pavimento è quella di essere il più possibile resistente al tempo ed all’usura: il grès porcellanato effetto legno sicuramente soddisfa queste esigenze, essendo un rivestimento ideale per qualunque zona della casa. Non assorbe odori e non rilascia sostanze nocive per l’uomo, non si usura nel tempo e resiste ad un elevato calpestio.

È questa una scelta notevole anche da un punto di vista strettamente estetico: il calore armonioso del legno, elegante e raffinato, si combina ad una serie di vantaggi rispetto ad un’alternativa in vero legno o in altri materiali che lo imitano. Infatti non è solo economicamente più conveniente, ma anche più ecologico, dal momento che previene la deforestazione e predilige l’utilizzo di materiali di scarto (argille, sabbie e feldspati) che ne fondano la resistenza.

È un materiale facile da gestire nel tempo, non necessitando di tutte le cure specifiche di cui invece ha bisogno un pavimento in parquet, e per tenerlo pulito è sufficiente acqua ed un detergente specifico per pavimenti.

La sua versatilità lo rende ottimo per gli interni come per gli esterni ed è possibile sbizzarrirsi con le molteplici possibilità cromatiche e di texture: spesso si scelgono colori chiari, perfetti da abbinare a decine di altre tonalità, per gli effetti più estrosi ed originali. Ma non sono da sottovalutare neppure le sue tonalità più scure, come ad esempio il marrone o il nero, che ben si prestano a contrasti piacevoli, sorprendenti, da valorizzare e bilanciare con l’illuminotecnica; così come può essere un’ottima alternativa il grigio, che in accostamento a tonalità più forti ed accese rimane neutro ma viene valorizzato al massimo.

È quindi un materiale jolly, adatto ai più diversi stili di arredamento: dai più classici ai più moderni, dal minimal ai più eccentrici, proponendo un’eleganza ed una semplicità durature, che non passano mai di moda.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa. Se siete persone originali, estrose, con un gran voglia di raccontare la vostra unicità anche attraverso gli spazi della vostra casa, lo stile boho chic fa decisamente per voi! Il nome di questo stile deriva dall’unione del termine bohemian, che richiama lo stile di vita di intellettuali ed artisti del XIX secolo, la parola francese chic, sinonimo di eleganza. Nasce agli inizi del 2000, come nuova tendenza nel settore della moda destinata a raggiungere presto anche quello dell’interior design. Lo stile boho chic è un piccolo universo di citazioni e suggestioni: far west, movimento hippy, stile etnico e quello nordico. Unisce tratti più minimali ad altri decisamente ricchi ed estrosi: la parola chiave è originalità, ed infatti si compone di molti pezzi unici, al punto che ogni casa acquisisce inevitabilmente una propria personalità spiccata e totalmente diversa da ogni altra. Tra innovazione e tradizione. Il fascino del boho chic è dato proprio dall’essere un originale mix tra ciò che è moderno e nuovo e ciò che invece è vintage. Ogni spazio così si anima di ricordi, aneddoti e storie da raccontare legate alla vita degli abitanti della casa. Nessuna casa in stile boho chic assomiglia ad un’altra perché tutte le persone sono uniche nel loro vissuto. Eppure, alcuni elementi di questo stile possono essere riconoscibili. Avete presente il Coachella Music Festival, che si svolge in California annualmente? Bene, l’atmosfera che si respira e soprattutto la mise dei partecipanti e del pubblico sono perfettamente in stile boho chic. Colori sgargianti ma anche al contrario chiari e candidi, stoffe per lo più naturali, richiami hippie, un’eccentricità che punta ad un’armonia ed una serenità senza tempo. L’arte di riciclare. Un’ altra caratteristica importante dello stile boho chic è la sua sostenibilità: gran parte dei suoi elementi si ottengono donando nuova vita e funzionalità ad oggetti ed arredi del passato. Questa operazione non è solo “etica” ma anche molto affascinante e, in un certo senso, artistica: bisogna diventare maestri nella ricerca di vecchi cimeli e tesori, facendo rivivere i ricordi più preziosi. Ci vuole pazienza e creatività: una casa boho chic è in continua trasformazione. Gli elementi dello stile boho chic. In particolare l’arredamento boho chic prevede l’utilizzo di: accessori ed arredi dal sapore etnico; mobili per lo più in legno grezzo o in arte povera; filati naturali come il cotone, il lino, stoffe ricamate finemente, tessuti San Gallo, ecc.; piante e fiori anche esotici, veri o artificiali come i kokedama; arredi e complementi di classe, anche moderni, magari trattati con colori luminosi come l’oro e l’argento; dettagli colorati, accessori stravaganti, decorazioni anche mistiche o dal mood spirituale o religioso come cuori votivi, crocifissi, santini, ecc. Lo stile boho chic è davvero particolare e richiama molto quelle case coloniali di un tempo, ricche per qualità dei mobili, rasserenanti, vivaci ma allo stesso tempo composte. Questo genere mixa dettagli ed arredi di terre lontane con il gusto europeo e grazie all’abilità di un progettista si potrà portare questa atmosfera anche nelle case urbane di oggi. Molto utilizzate nell’arredamento in stile boho chic sono le lanterne orientali, i pouf multicolore etnici sia provenienti da isole lontane sia realizzati in Italia. Immancabili sono poi complementi d’arredo iconici che donano maggiore modernità agli ambienti: tappeti, quadri e stampe, specchi, poltrone in vimini o midollino, ma anche sedute da appendere al soffitto. Tutto però deve essere di gran classe: questa è la sostanziale differenza tra boho ed il più comune etnico. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento!

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento! Il pavimento è una delle componenti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa. Scegliere il materiale più adatto potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto: a giorno d’oggi i materiali disponibili sono sempre di più. Se quelli di ultima generazione offrono vantaggi innovativi, anche quelli più tradizionali possono riservare delle sorprese e diventare delle nuove tendenze. Uno di questi è proprio il linoleum, uno dei materiali ormai più in voga del momento. Uno dei suoi più grandi pregi è la sostenibilità e la capacità di adattarsi a molti stili ed ambienti differenti. Inventato in Scozia negli anni ’60, viene oggi utilizzato per edifici pubblici e privati, per ambienti esterni, interni e per capannoni industriali. Degno di nota è l’incremento del suo utilizzo proprio in ambito privato: resiliente, facile da curare e altamente igienico. Linoleum: un identikit. Il linoleum è un materiale totalmente amico dell’ambiente: la sua ecosostenibilità è dovuta alla sua composizione in materie prime naturali quali resina, sughero, tuta, olio di semi di lino. Si tratta di un rivestimento resiliente ed elastico, piuttosto sottile, facilmente lavorabile e lavabile, nonché isolante ed impermeabile. È inoltre totalmente riciclabile, dura a lungo ed ha proprietà antiscivolo, che lo rendono anche piuttosto sicuro in caso di bambini ed anziani. Quest’ultima caratteristica giustifica chiaramente il suo ampio utilizzo, nel corso dei decenni, in edifici pubblici come ospedali, scuole, palestre, aeroporti, biblioteche, cinema. Come detto sopra, attualmente il suo utilizzo si sta decisamente diffondendo anche in ambito privato, grazie alla sua versatilità e resistenza, nonché alla sua capacità di creare ambienti caldi, accoglienti, confortevoli. Via libera dunque al suo utilizzo in alberghi ed abitazioni, tenendo presente che scegliere il linoleum come rivestimento significa optare per una soluzione rapida ed efficiente. Un pavimento in linoleum può essere velocemente sovrapposto ad una pavimentazione preesistente oltre che disposto come supporto di nuova costruzione. Qualche svantaggio: tende a deformarsi nel tempo a causa di temperatura e sbalzi termici, nonché dell’umidità che può essere presente in ambienti come il bagno o la cucina; necessita davvero di una posa a regola d’arte, che eviti la formazione di sacche d’aria o umidità sotto la sua superficie, col rischio di compromettere l’ambiente circostante. Ricapitolando, un pavimento in linoleum è una soluzione economica, pratica ed ecologica, perfetta se il budget di ristrutturazione è contenuto. Basti pensare che il suo costo base di partenza si aggira sui 22 euro al mq, indecentemente dal taglio a piastrella o a rotolo. Una variazione di prezzo è prevista sulla base della tipologia e dello spessore. Come posare il linoleum. Il linoleum può essere posato a colla oppure a secco. Scegliere fra le due tipologie dipende molto dal tipo di ambiente circostante al pavimento: se l’esigenza primaria è l’igiene conviene optare per una posa a secco, che garantisce una pulizia più facile ed efficace, mentre per un piccolo ambiente senza esigenze particolari si può scegliere invece una posa a colla, perfetta in caso di un taglio del linoleum a piastrelle. La praticità di questo materiale si traduce nella possibilità di poterlo installare in autonomia, sebbene sia fondamentale fare molta attenzione ad evitare la formazione di sacche d’aria o di umidità, come detto sopra. È consigliabile, a questo proposito, aiutarsi con uno spazzolone per meglio stenderlo ed evitare corrugamenti. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress.

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress. Spesso si pensa di ristrutturare la propria casa autonomamente, senza sapere a quante complicazioni burocratiche si vada incontro. Noi di Ristrutturare Casa Italia vogliamo proporvi una breve guida, facile ed intuitiva, su quali sono le principali pratiche edilizie (e non solo) necessarie per le ristrutturazioni. Non sempre è necessaria una pratica edilizia per ristrutturare casa, anche se lo è nella maggior parte dei casi. Ci sono inoltre documenti collaterali che vanno allegati o comunque che potrebbero essere richiesti. Bisogna tenere presente che è una materia estremamente complessa dal punto di vista legale, regolamentata non solo a livello nazionale ma anche regionale e comunale. La casistica pertanto è davvero infinita, e quindi è sempre necessario rivolgersi a professionisti che esaminino il vostro caso e curino le migliori soluzioni per voi. Noi di Ristrutturare Casa Italia metteremo a vostra disposizione professionisti altamente qualificati, che sappiano guidarvi passo dopo passo. Perché le pratiche edilizie sono importanti? Presupposto obbligatorio per poter fruire delle detrazioni fiscali, è che la casa sia in regola. Lavori eseguiti senza pratica edilizia quando era necessaria, o con pratiche edilizie incomplete e/o sbagliate, non hanno diritto alle detrazioni fiscali, che possono essere revocate dall’Agenzia delle Entrate fino a cinque anni dopo quello di godimento, anche con la restituzione delle somme già godute. La burocrazia edilizia. Il riferimento legislativo italiano per tutto ciò che riguarda i procedimenti edilizi privati è il Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 380/2001. Questo testo normativo si riferisce a tutte le opere edilizie nel loro complesso, quindi sia ristrutturazioni che nuove costruzioni. I tipi di interventi edilizi possibili sono stati suddivisi, all’art. 3 del T.U.E. in sei categorie, sulla base del loro impatto sull’assetto edilizio complessivo: Manutenzione Ordinaria Manutenzione Straordinaria Restauro e Risanamento Conservativo Ristrutturazione Edilizia Nuova Costruzione  Ristrutturazione Urbanistica Le due categorie che interessano la maggioranza delle ristrutturazioni sono le prime due: manutenzione ordinaria e straordinaria. Mentre le ultime due riguardano interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, la terza e la quarta riguardano gli edifici vincolati, cioè una minima parte degli edifici costruiti. È importante poi tenere presente che i Piani Regolatori Comunali disciplinano le categorie di intervento applicabili ad un singolo edificio o una determinata parte del territorio. Sicuramente le prime due categorie di intervento sono sempre applicabili a tutti gli edifici esistenti, in quanto fondamentali per garantirne la funzionalità. Inoltre è bene ricordare che nessun intervento edilizio può essere effettuato su edifici che presentano abusi o difformità. Quali opere rientrano nella manutenzione ordinaria? Rientrano in questa categoria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. Si parla quindi di pavimenti, sanitari, porte, finestre, finiture varie, rivestimenti ecc. ma anche di controsoffitti, rifacimento di intonaci, condizionatori, pannelli fotovoltaici e riparazione degli impianti esistenti. Quali opere rientrano nella manutenzione straordinaria? Rientrano in questa categoria “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati, necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”. Si parla quindi di lavori edilizi ed impiantistici oppure di interventi rilevanti dal punto di vista urbanistico. Le pratiche edilizie. In caso di opere rientranti nella manutenzione ordinaria non è necessario presentare alcuna pratica edilizia, infatti si sta parlando di edilizia libera. Attenzione però: alcuni comuni possono comunque richiedere la presentazione di una comunicazione per determinati tipi di interventi rientranti nella manutenzione ordinaria Invece, in caso di opere rientranti nella manutenzione straordinaria, ma senza l’esecuzione di opere strutturali, la pratica edilizia da presentare è la CILA. In questo caso la manutenzione straordinaria si dice “leggera” ed è la classica tipologia di intervento della maggior parte delle ristrutturazioni. Per le opere rientranti nella manutenzione straordinaria ma che prevedono anche l’esecuzione lavori strutturali, la pratica edilizia da presentare è la SCIA. In questo caso si parla di manutenzione straordinaria “pesante”. La CILA. La sigla CILA sta per comunicazione di inizio lavori asseverata. Da ciò si evince che: è una comunicazione e non una richiesta di autorizzazione 2) deve essere asseverata: cioè ci deve essere qualcuno che, apponendo un timbro e una firma, certifichi che tutto quello dichiarato nella pratica edilizia è corretto. Questo qualcuno è obbligatoriamente un tecnico abilitato: architetto, ingegnere o geometra. In sintesi la pratica dovrà contenere: la comunicazione resa su un modello a firma del titolare di diritti sull’immobile (proprietario, usufruttuario, locatario, etc.);  l’asseverazione a firma del tecnico abilitato, anche questa resa su un modello;  una serie di allegati (documenti di identità di tutti i soggetti coinvolti, ricevuta di versamento dei diritti di segreteria – solitamente tra i 50 e i 300 euro -, gli elaborati progettuali – solitamente una relazione, una pianta dello stato di fatto ed una pianta del progetto). Può inoltre essere necessario allegare: piante con gli schemi impiantistici, stima dei rifiuti prodotti dalle demolizioni con relativo contratto di discarica per lo smaltimento, dichiarazione di affidamento di incarico al tecnico con sua dichiarazione di avvenuto pagamento, DURC dell’impresa con dichiarazione di contratto collettivo applicato, titolo di proprietà dell’immobile, planimetria e visura catastale. Resta ferma la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre obblighi

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