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Alternative al riscaldamento tradizionale.

Ristrutturare Casa | Ristrutturare Bagno

Alternative al riscaldamento tradizionale.

Sta per arrivare il periodo più freddo dell’anno e, se i riscaldamenti sono ormai accesi, trovare alcune alternative per rendere gli ambienti più caldi senza di loro può essere molto utile sia in termini ecologici, sia di risparmio sulla bolletta.

Ciò potrebbe essere molto utile anche per spazi particolari, come un garage, una stanza particolarmente fredda e distante dal termostato, oppure una seconda casa senza impianto tradizionale.

Stufe a biomassa.

Le stufe a legna o a pellet possono essere una scelta molto valida se si vuole evitare il riscaldamento a metano. Laddove non sia presente un impianto tradizionale, si ricorre a caldaie a biomassa e termostufe per generare l’acqua calda necessaria ai termosifoni.

Sono sicuramente ricche di vantaggi: ecologiche, facili da posizionare, di grande impatto estetico con le loro fiamme a vista ed in grado di riscaldare anche ambienti vicini a quello dove sono state posizionate. Sono economiche, programmabili e dotate di una buona autonomia.

Meno comoda è la gestione del combustibile, che va caricato nella stufa manualmente ed è abbastanza impegnativo anche per quanto riguarda lo stoccaggio.

Riscaldamento elettrico.

Il riscaldamento elettrico, essendo una soluzione piuttosto dispendiosa, può essere indicato soprattutto per un singolo ambiente, che magari necessita di essere riscaldato solo di tanto in tanto.

In questo caso si potrà scegliere tra termoconvettori e termoventilatori, stufette a infrarossi, a petrolio, a gas o a bioetanolo.

Tra i loro punti di forza c’è la praticità con cui possono essere installati e spostati, nonché la rapidità con cui riescono a riscaldare un ambiente. Sono inoltre molto sicuri, poiché non emettono fumi e quindi non necessitano di uno sfogo all’esterno.

Pompe di calore.

Le pompe di calore rappresentano un sistema di riscaldamento del futuro: nelle abitazioni di nuova costruzione vengono sicuramente preferite al tradizionale impianto a gas.

Consentono infatti un risparmio considerevole, possono rinfrescare oltre che riscaldare e non emettono fumi di combustione. Per una piena sostenibilità ecologica (ed economica), tuttavia, ove possibile è necessario abbinare questo sistema a dei pannelli fotovoltaici, così da abbattere i consumi.

Nelle case di nuova realizzazione, le pompe di calore si utilizzano tramite serpentine a pavimento a bassa temperatura, altrimenti fan coil o spalti ad aria. È una scelta molto valida anche come integrazione e supporto ad un sistema di riscaldamento tradizionale, permettendo di intervenire su quegli ambienti che rimangono particolarmente freddi.

Se scegliere un riscaldamento con pompa di calore comporta un investimento iniziale, questo viene ampiamente recuperato sul lungo periodo, con risparmi significativi sia economici sia in termini energetici e quindi ecologici.

In questi casi è sempre bene rivolgersi a dei tecnici specializzati per valutare le soluzioni migliori e per calcolare un preventivo che tenga conto anche di alcuni accorgimenti importanti, al fine di contenere il consumo energetico e di calore.

Potrebbe essere importante sostituire i serramenti, rendere l’involucro della casa meno dispersivo, applicare una membrana isolante sui muri esterni, se possibile inserire un impianto fotovoltaico o solare termico, oppure ancora uno smart system per l’ottimizzazione dei consumi.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa. Se siete persone originali, estrose, con un gran voglia di raccontare la vostra unicità anche attraverso gli spazi della vostra casa, lo stile boho chic fa decisamente per voi! Il nome di questo stile deriva dall’unione del termine bohemian, che richiama lo stile di vita di intellettuali ed artisti del XIX secolo, la parola francese chic, sinonimo di eleganza. Nasce agli inizi del 2000, come nuova tendenza nel settore della moda destinata a raggiungere presto anche quello dell’interior design. Lo stile boho chic è un piccolo universo di citazioni e suggestioni: far west, movimento hippy, stile etnico e quello nordico. Unisce tratti più minimali ad altri decisamente ricchi ed estrosi: la parola chiave è originalità, ed infatti si compone di molti pezzi unici, al punto che ogni casa acquisisce inevitabilmente una propria personalità spiccata e totalmente diversa da ogni altra. Tra innovazione e tradizione. Il fascino del boho chic è dato proprio dall’essere un originale mix tra ciò che è moderno e nuovo e ciò che invece è vintage. Ogni spazio così si anima di ricordi, aneddoti e storie da raccontare legate alla vita degli abitanti della casa. Nessuna casa in stile boho chic assomiglia ad un’altra perché tutte le persone sono uniche nel loro vissuto. Eppure, alcuni elementi di questo stile possono essere riconoscibili. Avete presente il Coachella Music Festival, che si svolge in California annualmente? Bene, l’atmosfera che si respira e soprattutto la mise dei partecipanti e del pubblico sono perfettamente in stile boho chic. Colori sgargianti ma anche al contrario chiari e candidi, stoffe per lo più naturali, richiami hippie, un’eccentricità che punta ad un’armonia ed una serenità senza tempo. L’arte di riciclare. Un’ altra caratteristica importante dello stile boho chic è la sua sostenibilità: gran parte dei suoi elementi si ottengono donando nuova vita e funzionalità ad oggetti ed arredi del passato. Questa operazione non è solo “etica” ma anche molto affascinante e, in un certo senso, artistica: bisogna diventare maestri nella ricerca di vecchi cimeli e tesori, facendo rivivere i ricordi più preziosi. Ci vuole pazienza e creatività: una casa boho chic è in continua trasformazione. Gli elementi dello stile boho chic. In particolare l’arredamento boho chic prevede l’utilizzo di: accessori ed arredi dal sapore etnico; mobili per lo più in legno grezzo o in arte povera; filati naturali come il cotone, il lino, stoffe ricamate finemente, tessuti San Gallo, ecc.; piante e fiori anche esotici, veri o artificiali come i kokedama; arredi e complementi di classe, anche moderni, magari trattati con colori luminosi come l’oro e l’argento; dettagli colorati, accessori stravaganti, decorazioni anche mistiche o dal mood spirituale o religioso come cuori votivi, crocifissi, santini, ecc. Lo stile boho chic è davvero particolare e richiama molto quelle case coloniali di un tempo, ricche per qualità dei mobili, rasserenanti, vivaci ma allo stesso tempo composte. Questo genere mixa dettagli ed arredi di terre lontane con il gusto europeo e grazie all’abilità di un progettista si potrà portare questa atmosfera anche nelle case urbane di oggi. Molto utilizzate nell’arredamento in stile boho chic sono le lanterne orientali, i pouf multicolore etnici sia provenienti da isole lontane sia realizzati in Italia. Immancabili sono poi complementi d’arredo iconici che donano maggiore modernità agli ambienti: tappeti, quadri e stampe, specchi, poltrone in vimini o midollino, ma anche sedute da appendere al soffitto. Tutto però deve essere di gran classe: questa è la sostanziale differenza tra boho ed il più comune etnico. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento!

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento! Il pavimento è una delle componenti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa. Scegliere il materiale più adatto potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto: a giorno d’oggi i materiali disponibili sono sempre di più. Se quelli di ultima generazione offrono vantaggi innovativi, anche quelli più tradizionali possono riservare delle sorprese e diventare delle nuove tendenze. Uno di questi è proprio il linoleum, uno dei materiali ormai più in voga del momento. Uno dei suoi più grandi pregi è la sostenibilità e la capacità di adattarsi a molti stili ed ambienti differenti. Inventato in Scozia negli anni ’60, viene oggi utilizzato per edifici pubblici e privati, per ambienti esterni, interni e per capannoni industriali. Degno di nota è l’incremento del suo utilizzo proprio in ambito privato: resiliente, facile da curare e altamente igienico. Linoleum: un identikit. Il linoleum è un materiale totalmente amico dell’ambiente: la sua ecosostenibilità è dovuta alla sua composizione in materie prime naturali quali resina, sughero, tuta, olio di semi di lino. Si tratta di un rivestimento resiliente ed elastico, piuttosto sottile, facilmente lavorabile e lavabile, nonché isolante ed impermeabile. È inoltre totalmente riciclabile, dura a lungo ed ha proprietà antiscivolo, che lo rendono anche piuttosto sicuro in caso di bambini ed anziani. Quest’ultima caratteristica giustifica chiaramente il suo ampio utilizzo, nel corso dei decenni, in edifici pubblici come ospedali, scuole, palestre, aeroporti, biblioteche, cinema. Come detto sopra, attualmente il suo utilizzo si sta decisamente diffondendo anche in ambito privato, grazie alla sua versatilità e resistenza, nonché alla sua capacità di creare ambienti caldi, accoglienti, confortevoli. Via libera dunque al suo utilizzo in alberghi ed abitazioni, tenendo presente che scegliere il linoleum come rivestimento significa optare per una soluzione rapida ed efficiente. Un pavimento in linoleum può essere velocemente sovrapposto ad una pavimentazione preesistente oltre che disposto come supporto di nuova costruzione. Qualche svantaggio: tende a deformarsi nel tempo a causa di temperatura e sbalzi termici, nonché dell’umidità che può essere presente in ambienti come il bagno o la cucina; necessita davvero di una posa a regola d’arte, che eviti la formazione di sacche d’aria o umidità sotto la sua superficie, col rischio di compromettere l’ambiente circostante. Ricapitolando, un pavimento in linoleum è una soluzione economica, pratica ed ecologica, perfetta se il budget di ristrutturazione è contenuto. Basti pensare che il suo costo base di partenza si aggira sui 22 euro al mq, indecentemente dal taglio a piastrella o a rotolo. Una variazione di prezzo è prevista sulla base della tipologia e dello spessore. Come posare il linoleum. Il linoleum può essere posato a colla oppure a secco. Scegliere fra le due tipologie dipende molto dal tipo di ambiente circostante al pavimento: se l’esigenza primaria è l’igiene conviene optare per una posa a secco, che garantisce una pulizia più facile ed efficace, mentre per un piccolo ambiente senza esigenze particolari si può scegliere invece una posa a colla, perfetta in caso di un taglio del linoleum a piastrelle. La praticità di questo materiale si traduce nella possibilità di poterlo installare in autonomia, sebbene sia fondamentale fare molta attenzione ad evitare la formazione di sacche d’aria o di umidità, come detto sopra. È consigliabile, a questo proposito, aiutarsi con uno spazzolone per meglio stenderlo ed evitare corrugamenti. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress.

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress. Spesso si pensa di ristrutturare la propria casa autonomamente, senza sapere a quante complicazioni burocratiche si vada incontro. Noi di Ristrutturare Casa Italia vogliamo proporvi una breve guida, facile ed intuitiva, su quali sono le principali pratiche edilizie (e non solo) necessarie per le ristrutturazioni. Non sempre è necessaria una pratica edilizia per ristrutturare casa, anche se lo è nella maggior parte dei casi. Ci sono inoltre documenti collaterali che vanno allegati o comunque che potrebbero essere richiesti. Bisogna tenere presente che è una materia estremamente complessa dal punto di vista legale, regolamentata non solo a livello nazionale ma anche regionale e comunale. La casistica pertanto è davvero infinita, e quindi è sempre necessario rivolgersi a professionisti che esaminino il vostro caso e curino le migliori soluzioni per voi. Noi di Ristrutturare Casa Italia metteremo a vostra disposizione professionisti altamente qualificati, che sappiano guidarvi passo dopo passo. Perché le pratiche edilizie sono importanti? Presupposto obbligatorio per poter fruire delle detrazioni fiscali, è che la casa sia in regola. Lavori eseguiti senza pratica edilizia quando era necessaria, o con pratiche edilizie incomplete e/o sbagliate, non hanno diritto alle detrazioni fiscali, che possono essere revocate dall’Agenzia delle Entrate fino a cinque anni dopo quello di godimento, anche con la restituzione delle somme già godute. La burocrazia edilizia. Il riferimento legislativo italiano per tutto ciò che riguarda i procedimenti edilizi privati è il Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 380/2001. Questo testo normativo si riferisce a tutte le opere edilizie nel loro complesso, quindi sia ristrutturazioni che nuove costruzioni. I tipi di interventi edilizi possibili sono stati suddivisi, all’art. 3 del T.U.E. in sei categorie, sulla base del loro impatto sull’assetto edilizio complessivo: Manutenzione Ordinaria Manutenzione Straordinaria Restauro e Risanamento Conservativo Ristrutturazione Edilizia Nuova Costruzione  Ristrutturazione Urbanistica Le due categorie che interessano la maggioranza delle ristrutturazioni sono le prime due: manutenzione ordinaria e straordinaria. Mentre le ultime due riguardano interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, la terza e la quarta riguardano gli edifici vincolati, cioè una minima parte degli edifici costruiti. È importante poi tenere presente che i Piani Regolatori Comunali disciplinano le categorie di intervento applicabili ad un singolo edificio o una determinata parte del territorio. Sicuramente le prime due categorie di intervento sono sempre applicabili a tutti gli edifici esistenti, in quanto fondamentali per garantirne la funzionalità. Inoltre è bene ricordare che nessun intervento edilizio può essere effettuato su edifici che presentano abusi o difformità. Quali opere rientrano nella manutenzione ordinaria? Rientrano in questa categoria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. Si parla quindi di pavimenti, sanitari, porte, finestre, finiture varie, rivestimenti ecc. ma anche di controsoffitti, rifacimento di intonaci, condizionatori, pannelli fotovoltaici e riparazione degli impianti esistenti. Quali opere rientrano nella manutenzione straordinaria? Rientrano in questa categoria “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati, necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”. Si parla quindi di lavori edilizi ed impiantistici oppure di interventi rilevanti dal punto di vista urbanistico. Le pratiche edilizie. In caso di opere rientranti nella manutenzione ordinaria non è necessario presentare alcuna pratica edilizia, infatti si sta parlando di edilizia libera. Attenzione però: alcuni comuni possono comunque richiedere la presentazione di una comunicazione per determinati tipi di interventi rientranti nella manutenzione ordinaria Invece, in caso di opere rientranti nella manutenzione straordinaria, ma senza l’esecuzione di opere strutturali, la pratica edilizia da presentare è la CILA. In questo caso la manutenzione straordinaria si dice “leggera” ed è la classica tipologia di intervento della maggior parte delle ristrutturazioni. Per le opere rientranti nella manutenzione straordinaria ma che prevedono anche l’esecuzione lavori strutturali, la pratica edilizia da presentare è la SCIA. In questo caso si parla di manutenzione straordinaria “pesante”. La CILA. La sigla CILA sta per comunicazione di inizio lavori asseverata. Da ciò si evince che: è una comunicazione e non una richiesta di autorizzazione 2) deve essere asseverata: cioè ci deve essere qualcuno che, apponendo un timbro e una firma, certifichi che tutto quello dichiarato nella pratica edilizia è corretto. Questo qualcuno è obbligatoriamente un tecnico abilitato: architetto, ingegnere o geometra. In sintesi la pratica dovrà contenere: la comunicazione resa su un modello a firma del titolare di diritti sull’immobile (proprietario, usufruttuario, locatario, etc.);  l’asseverazione a firma del tecnico abilitato, anche questa resa su un modello;  una serie di allegati (documenti di identità di tutti i soggetti coinvolti, ricevuta di versamento dei diritti di segreteria – solitamente tra i 50 e i 300 euro -, gli elaborati progettuali – solitamente una relazione, una pianta dello stato di fatto ed una pianta del progetto). Può inoltre essere necessario allegare: piante con gli schemi impiantistici, stima dei rifiuti prodotti dalle demolizioni con relativo contratto di discarica per lo smaltimento, dichiarazione di affidamento di incarico al tecnico con sua dichiarazione di avvenuto pagamento, DURC dell’impresa con dichiarazione di contratto collettivo applicato, titolo di proprietà dell’immobile, planimetria e visura catastale. Resta ferma la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre obblighi

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Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio!

Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio! Rinnovare la propria casa in modo ecosostenibile è ancora più conveniente per te e per l’ambiente. Spesso non occorre sostituire completamente l’arredamento: basta dare nuova linfa a quello esistente. Se qualche mobile ormai non è più di vostro gusto e ha decisamente molti anni di vita, potrebbe essere la perfetta occasione per cimentarvi in una pratica antica ed affascinante, dai risultati sorprendenti. Stiamo parlando del decapaggio, una tecnica raffinata che è quasi un’arte e che potrebbe rivelarsi anche molto divertente da soli o in compagnia. Consiste nel rimuovere lo strato superficiale della vernice di un mobile per conferirgli un aspetto volutamente consumato e dare l’impressione che sia molto più antico. È una strategia che consente di ridare nuova vita a mobili che magari, per molti motivi, ci hanno stufato o sono danneggiati. A cosa serve? Il termine decapare deriva dal francese decapèr, che significa rimuovere la cappa, la copertura, e la tecnica ha origini molto antiche, rintracciabili alla metà del 1700 circa. Gli artigiani decapavano il legno per proteggerlo dai tarli, lavandolo prima con la soda e passando poi una mano di calce con cui disinfestarne pori e fessure. Oggi numerosi corsi di fai da te hanno permesso la riscoperta e diffusione di quest’arte manuale che permette di recuperare mobili antichi o semplicemente di renderli più affascinanti ed adatti a precise esigenze di gusto. È infatti sempre più diffuso il cosiddetto shabby chic, uno stile basato sull’utilizzo di un arredamento volutamente antichizzato, con l’utilizzo di vernici dalle tinte tenui, quasi sbiadite, che richiamano l’epoca vittoriana o addirittura rinascimentale. Sono oggetto di decapaggio non solo mobili vecchi, ma anche in legno grezzo: si può lavorare quindi anche su elementi di arredamento appena acquistati. La giusta tecnica. Per decapare un mobile occorre innanzitutto avere i giusti strumenti: occhiali, guanti protettivi, un pennello piatto, una spazzola metallica, della lana d’acciaio, meglio se a grana extra, stucco, carta vetrata, vernice acrilica chiara e scura. Per procedere è opportuno trovarsi all’aperto o in un locale ben ventilato, dal momento che si utilizzeranno vernici e si produrranno sostanze nocive come polveri sottili; è inoltre consigliabile dotarsi delle giuste protezioni, come una tuta, dei guanti, degli occhiali e una mascherina. Prese queste precauzioni, si può iniziare a decapare il proprio mobile: carteggiare con la carta vetrata per rimuovere accuratamente la vernice Stuccare le parti danneggiate e lasciare asciugare Spazzolare la superficie del legno con la spazzola metallica, in modo da creare piccoli solchi che faciliteranno la penetrazione della cera Impregnare la lana d’acciaio con la pasta di cera e spalmarla sul legno Lasciare asciugare per circa 30 minuti Usare di nuovo la lana d’acciaio, immersa questa volta nella cera più scura, per rimuovere la cera chiara ed ottenere l’effetto desiderato Lucidare il mobile secondo il proprio gusto Tipologie e manutenzione. La manutenzione di un mobile decapato non richiede altro che la rimozione della polvere in eccesso ed un panno imbevuto di cera chiara per mobili. Le tipologie di questa tecnica invece sono molte: shabby chic, per una casa elegante e raffinata, shabby french per richiamare atmosfere francesi di fine Ottocento, shabby total white se gli arredi saranno totalmente bianchi, country chic per un effetto rustico ma elegante, rustic worn per un rustico vissuto. È possibile decapare moltissimi mobili diversi: poltrone, sedie, sgabelli, tavoli di qualunque forma e dimensione, divani, specchiere, armadi, madie, mensole, cassettiere. Potrete davvero dare sfogo alla vostra creatività! Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Calore e comfort con il grès effetto legno.

Calore e comfort con il grès effetto legno. Il grès porcellanato effetto legno è una scelta sicuramente innovativa, perché si parla di un tipo di ceramica compatta, lavorata fino a raggiungere un alto grado di durezza e resistenza ad agenti chimici ed atmosferici, nonché a sollecitazioni meccaniche come graffi, abrasioni, flessioni, urti. Il grès effetto legno è inoltre impermeabile ai liquidi, ma senza l’utilizzo di impermeabilizzanti chimici, vernici o resine, cosa che lo rende un materiale molto più salubre rispetto ad alternative simili. Quante sensazioni può dare un pavimento sotto i nostri piedi? Infinite. Calore, sicurezza, comfort, pulizia, ricercatezza. Nel vasto panorama delle possibilità di rivestimento, il nostro showroom in questo articolo ve ne propone una che raduna tutte queste caratteristiche e non solo. Una caratteristica importante per qualunque pavimento è quella di essere il più possibile resistente al tempo ed all’usura: il grès porcellanato effetto legno sicuramente soddisfa queste esigenze, essendo un rivestimento ideale per qualunque zona della casa. Non assorbe odori e non rilascia sostanze nocive per l’uomo, non si usura nel tempo e resiste ad un elevato calpestio. È questa una scelta notevole anche da un punto di vista strettamente estetico: il calore armonioso del legno, elegante e raffinato, si combina ad una serie di vantaggi rispetto ad un’alternativa in vero legno o in altri materiali che lo imitano. Infatti non è solo economicamente più conveniente, ma anche più ecologico, dal momento che previene la deforestazione e predilige l’utilizzo di materiali di scarto (argille, sabbie e feldspati) che ne fondano la resistenza. La sua versatilità lo rende ottimo per gli interni come per gli esterni ed è possibile sbizzarrirsi con le molteplici possibilità cromatiche e di texture: spesso si scelgono colori chiari, perfetti da abbinare a decine di altre tonalità, per gli effetti più estrosi ed originali. Ma non sono da sottovalutare neppure le sue tonalità più scure, come ad esempio il marrone o il nero, che ben si prestano a contrasti piacevoli, sorprendenti, da valorizzare e bilanciare con l’illuminotecnica; così come può essere un’ottima alternativa il grigio, che in accostamento a tonalità più forti ed accese rimane neutro ma viene valorizzato al massimo. È un materiale facile da gestire nel tempo, non necessitando di tutte le cure specifiche di cui invece ha bisogno un pavimento in parquet, e per tenerlo pulito è sufficiente acqua ed un detergente specifico per pavimenti. È quindi un materiale jolly, adatto ai più diversi stili di arredamento: dai più classici ai più moderni, dal minimal ai più eccentrici, proponendo un’eleganza ed una semplicità durature, che non passano mai di moda. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Romanticismo e natura: lo stile provenzale.

Romanticismo e natura: lo stile provenzale. Chi è stato in Provenza almeno una volta nella vita, sicuramente subirà il fascino dello stile provenzale: quell’atmosfera tersa, lenta, poetica, che accompagna le campagne e le città del sud della Francia. Un’aura che rimane nel cuore e che sa ispirare, al punto da non riuscire a dimenticarla. Se desiderate portarla con voi, nella vostra casa, sappiate che è possibile! Ma andiamo con ordine: innanzitutto lo stile provenzale affonda le sue radici nel 1600, nella Versailles di Luigi XIV che ingaggiò i più prestigiosi artisti ed artigiani dell’epoca per renderla un’icona assoluta di lusso e stile. Gli influssi della capitale si diffusero presto anche in campagna, in particolare nel territorio provenzale. Ed ecco che rustiche case contadine cominciano ad impreziosirsi di influenze lussuose provenienti da Parigi, segnando per sempre la cifra distintiva dello stile provenzale. Oggi l’arredamento in stile provenzale si è ormai consolidato come uno dei più amati al mondo. Ricordando lo shabby chic e lo stile country francese, si presenta come un affascinante mix di comfort, raffinatezza ed un’elegante rusticità che lo rendono sofisticato e genuino allo stesso tempo. In particolare si differenzia dallo shabby chic sopra citato per l’atmosfera: qui infatti vige un mood più romantico, fatato, si azzardano di più tinte glicine, lilla, salvia, mentre nello shabby è preferito il candore del bianco e delle tinte neutre. Colori naturali, tinte pastello e tanta fantasia. I colori e la natura del sud della Francia splendono cristallizzati in questo genere di arredamento. Una vita semplice, en plen air, armoniosa e rilassata, sono la fonte di questa estetica così vivace ed accogliente. La delicatezza è il comune denominatore dei colori e dei materiali usati: la lavanda spicca su tutti, dal fiore così diffuso in Provenza, che ogni anno regala meravigliose ed abbondanti fioriture. Molto utilizzate anche tutte le altre tinte pastello (in particolare verde salvia ed azzurro) meglio se intrecciate con con varianti del bianco e dell’avorio, del blu e del giallo. Lo stile provenzale utilizza molto anche i tessuti: soprattutto lino e cotone leggero, da usare con tende, cuscini, divani, sofà, biancheria e trapunte. Le fantasie predilette sono invece quelle floreali. I materiali. Il legno è il principale materiale utilizzato in questo stile: si tratta però di legno recuperato e decapato a regola d’arte, ovvero sottoposto ad una tecnica che regale un aspetto antichizzato e vissuto. Un altro materiale ricorrente, che si ritrova in sedie, testiere o tavolini, è il ferro battuto, di solito laccato di bianco o avorio. Il gusto decorativo per far fiorire la tua casa. Fiori, fiori ed ancora fiori! I motivi floreali sono il cuore di questo stile, che vuole rendere tutto il respiro delle campagne provenzali, la vitalità e le piccole gioie di una vita rilassata, in armonia con la natura ed i suoi colori. Lavanda, salvia, ranuncoli, rose, margherite, gipsofila… è davvero vasto il panorama di possibilità da applicare a questo stile. Il risultato sarà sorprendente: un profumato abbraccio di accoglienza e comfort, rinforzato dall’utilizzo di candele, cuscini, tendaggi, tappeti, mazzi di fiori freschi, saponette profumate, cesti di pot-pourri in materiali naturali come il vimini, ma anche pentole in rame e porcellane sapientemente esposte. Come arredare in stile provenzale. Potrai ricreare comunque un ambiente provenzale utilizzando tutti i topic dello shabby chic, arricchendoli con: decorazioni che richiamano la provenza come quadretti naturalistici, magari con scritte in francese o simili. tende e tessuti nei toni pastello; fiori freschi o secchi come la lavanda, capace pure di regalare fragranze rasserenanti; rivestimenti non prettamente bianchi, ma anche polverosi come il rosa cipria, il verde pistacchio o il salvia, il crema, il grigio, ecc.; Lo stile provenzale è perfetto per arredare casa in campagna, ma pure nelle case al mare o di villeggiatura, dal momento che ispira leggerezza, primavera ed estate. Nelle case rustiche poi si ha la possibilità di sfruttare proprio l’architettura tipica, cornice ideale per questo genere d’arredo. Ed anche in questo caso può essere mitigato e personalizzato grazie all’intervento di un abile architetto. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Una mappa per ristrutturare la tua casa.

Una mappa per ristrutturare la tua casa.

Se il solo pensiero di ristrutturare la tua casa ti fa stressare e temere problemi e complicazioni, non temere. Noi abbiamo la soluzione perfetta per te.

Qui di seguito abbiamo pensato a tracciare un percorso semplice e ben definito per una ristrutturazione tipo. Troverai tutte le tappe di questo viaggio complesso e meraviglioso, che noi amiamo rendere semplice e gioioso per le persone.

Ristrutturare Casa Italia ti prende per mano e ti accompagna passo dopo passo, in assoluta sicurezza, affinché tutto sia semplice e a regola d’arte.

Esattezza di esecuzione e massima precisione nella burocrazia, perché il mondo dell’edilizia è una vera giungla e noi lo sappiamo bene!

Concept Home.

Per prima cosa, un’ora dedicata a te e a tutti i componenti della famiglia! Durante una consulenza specializzata presso i nostri spazi, Open Space, insieme andremo a scoprire passo dopo passo tutte le vostre esigenze e a selezionare le finiture perfette per il vostro stile di vita.

Tutto parte sempre dai tuoi desideri e da quelli dei componenti della tua famiglia: sarà poi compito nostro, durante la consulenza specializzata del concept home, trovare la miglior soluzione per voi.

Dedicheremo la massima attenzione a comprendere e risolvere ogni dubbio, mettendo a disposizione anni di esperienza e competenza.

Eviterai così di commettere errori e fare scelte sbagliate che potrebbero costarti molti soldi!

Prima di tutto è molto importante capire qual è lo stile più adatto all’abitazione, in base alle esigenze e al tuo gusto personale.

Una volta individuato, potremo rispondere a tutte le domande relative all’arredamento: colori, materiali, illuminazione e complementi d’arredo.

Nel frattempo prenderemo appunti su tutti gli argomenti affrontati insieme e nulla verrà lasciato al caso.

.Colori & Materiali

Una volta steso il quadro generale, un interior designer a voi dedicato si metterà al lavoro per realizzare la casa dei vostri sogni. Nella settimana successiva proseguiremo con lo sviluppo del progetto fino alla realizzazione di tre soluzioni progettuali.

Space Design.

È ora di definire gli spazi e per questo saranno preparate per te due o più soluzioni di distribuzione degli ambienti. In questo modo avrai una prospettiva completa di tutto ciò che la casa può offrirti e potrai scegliere quale delle soluzioni è adatta al tuo stile e rispecchia le esigenze tue e di tutta la famiglia.

Scegliendo la soluzione più congeniale con le misure degli ambienti avremo una visione chiara di come verranno distribuiti tutti gli spazi e potremo realizzare il computo metrico.

Il computo metrico servirà a te e all’impresa che seguirà i lavori per sapere la quantità di materiale da comprare.

Riceverai un file con le superfici in mq dei vari materiali da acquistare (pavimenti, rivestimenti a muro, pittura, ecc). In questa fase verrai supervisionato da noi in modo da tenere sotto mano i costi della ristrutturazione ed il budget prefissato insieme durante il nostro primo incontro.

A questo punto è ora di iniziare la gara d’appalto, scegliere la migliore ditta per realizzare una ristrutturazione impeccabile: una volta ricevuti tutti i preventivi, li analizzeremo insieme.

Life Style.

Ora arriva la parte più bella: andiamo insieme a scegliere tutte le finiture e a personalizzare gli spazi secondo i gusti di tutti i componenti della famiglia. Dalle piastrelle per i pavimenti ai rivestimenti per bagno e cucina: colorazione degli ambienti, carta da parati, arredo bagno, sanitari, box doccia, rubinetteria ecc.

Una volta prese tutte le decisioni, in 5/7 giorni lavorativi i nostri architetti e interior designer si confronteranno, realizzando il tuo progetto su misura.

Realistic rendering.

La realizzazione su misura in 3D, ver­sa­ti­le per la pro­get­ta­zio­ne d’in­ter­ni, dal­la pri­ma idea alla stan­za fi­ni­ta. Il nostro cad 3D ti accompagnerà dal pri­mo di­se­g­no alla ges­tio­ne del can­tie­re. Potrai entrare all’interno della tua casa, vede­re e percepire le tue scelte e, una volta confermato il progetto, si procederà ad or­di­na­re i ma­te­ria­li ne­ces­sa­ri e a crea­re abbinamenti e planimetrie per­fet­te ,che evi­teranno er­ro­ri in can­tie­re.

Tut­te le fun­zio­ni del nos­tro soft­ware CAD sono svi­lup­pa­te da es­per­ti e ven­go­no cos­tan­te­men­te ot­ti­miz­za­te. Nel fare ques­to, avremo semp­re a portata di mano le esi­gen­ze del vos­tro cantiere.

Questa sarà la mappa della tua ristrutturazione impeccabile e in totale sicurezza, con la gioia e felicità di realizzare la casa dei tuoi sogni senza pensieri. Un insieme di step e di strategie, di processi e di strumenti finalizzati a tracciare una vera e propria linea guida, strutturata con prodotti e servizi connessi fra loro. Grazie ad un sistema di ristrutturazione completo, una famiglia può unire tutti i passaggi e semplificare gran parte dei processi di ristrutturazione, rendere scientifici e misurabili tutti i costi e le tempistiche di consegna della casa dei propri sogni.

Senza un sistema di ristrutturazione ben definito, una famiglia è inevitabilmente costretta a dipendere dalla disponibilità dei professionisti e a subire ritardi, incomprensioni tra professionisti e spesso anche costi lievitati, per non parlare della quantità di stress come inevitabile conseguenza di tutto ciò. Il sistema di ristrutturazione ideato e consolidato dalla nostra azienda è articolato in 16 step misurabili: pratiche edilizie, sicurezza, cantiere, demolizioni, identificazione impianti, apertura crene, realizzazione impianti, prova impianti, muratura impianti, rasatura, piastrellatura pavimenti e rivestimenti, pittura, completamento impianto elettrico, installazione condizionatori, posa arredo bagno, installazione infissi, consegna del cantiere, certificazioni e fine lavori.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa. Se siete persone originali, estrose, con un gran voglia di raccontare la vostra unicità anche attraverso gli spazi della vostra casa, lo stile boho chic fa decisamente per voi! Il nome di questo stile deriva dall’unione del termine bohemian, che richiama lo stile di vita di intellettuali ed artisti del XIX secolo, la parola francese chic, sinonimo di eleganza. Nasce agli inizi del 2000, come nuova tendenza nel settore della moda destinata a raggiungere presto anche quello dell’interior design. Lo stile boho chic è un piccolo universo di citazioni e suggestioni: far west, movimento hippy, stile etnico e quello nordico. Unisce tratti più minimali ad altri decisamente ricchi ed estrosi: la parola chiave è originalità, ed infatti si compone di molti pezzi unici, al punto che ogni casa acquisisce inevitabilmente una propria personalità spiccata e totalmente diversa da ogni altra. Tra innovazione e tradizione. Il fascino del boho chic è dato proprio dall’essere un originale mix tra ciò che è moderno e nuovo e ciò che invece è vintage. Ogni spazio così si anima di ricordi, aneddoti e storie da raccontare legate alla vita degli abitanti della casa. Nessuna casa in stile boho chic assomiglia ad un’altra perché tutte le persone sono uniche nel loro vissuto. Eppure, alcuni elementi di questo stile possono essere riconoscibili. Avete presente il Coachella Music Festival, che si svolge in California annualmente? Bene, l’atmosfera che si respira e soprattutto la mise dei partecipanti e del pubblico sono perfettamente in stile boho chic. Colori sgargianti ma anche al contrario chiari e candidi, stoffe per lo più naturali, richiami hippie, un’eccentricità che punta ad un’armonia ed una serenità senza tempo. L’arte di riciclare. Un’ altra caratteristica importante dello stile boho chic è la sua sostenibilità: gran parte dei suoi elementi si ottengono donando nuova vita e funzionalità ad oggetti ed arredi del passato. Questa operazione non è solo “etica” ma anche molto affascinante e, in un certo senso, artistica: bisogna diventare maestri nella ricerca di vecchi cimeli e tesori, facendo rivivere i ricordi più preziosi. Ci vuole pazienza e creatività: una casa boho chic è in continua trasformazione. Gli elementi dello stile boho chic. In particolare l’arredamento boho chic prevede l’utilizzo di: accessori ed arredi dal sapore etnico; mobili per lo più in legno grezzo o in arte povera; filati naturali come il cotone, il lino, stoffe ricamate finemente, tessuti San Gallo, ecc.; piante e fiori anche esotici, veri o artificiali come i kokedama; arredi e complementi di classe, anche moderni, magari trattati con colori luminosi come l’oro e l’argento; dettagli colorati, accessori stravaganti, decorazioni anche mistiche o dal mood spirituale o religioso come cuori votivi, crocifissi, santini, ecc. Lo stile boho chic è davvero particolare e richiama molto quelle case coloniali di un tempo, ricche per qualità dei mobili, rasserenanti, vivaci ma allo stesso tempo composte. Questo genere mixa dettagli ed arredi di terre lontane con il gusto europeo e grazie all’abilità di un progettista si potrà portare questa atmosfera anche nelle case urbane di oggi. Molto utilizzate nell’arredamento in stile boho chic sono le lanterne orientali, i pouf multicolore etnici sia provenienti da isole lontane sia realizzati in Italia. Immancabili sono poi complementi d’arredo iconici che donano maggiore modernità agli ambienti: tappeti, quadri e stampe, specchi, poltrone in vimini o midollino, ma anche sedute da appendere al soffitto. Tutto però deve essere di gran classe: questa è la sostanziale differenza tra boho ed il più comune etnico. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento!

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento! Il pavimento è una delle componenti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa. Scegliere il materiale più adatto potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto: a giorno d’oggi i materiali disponibili sono sempre di più. Se quelli di ultima generazione offrono vantaggi innovativi, anche quelli più tradizionali possono riservare delle sorprese e diventare delle nuove tendenze. Uno di questi è proprio il linoleum, uno dei materiali ormai più in voga del momento. Uno dei suoi più grandi pregi è la sostenibilità e la capacità di adattarsi a molti stili ed ambienti differenti. Inventato in Scozia negli anni ’60, viene oggi utilizzato per edifici pubblici e privati, per ambienti esterni, interni e per capannoni industriali. Degno di nota è l’incremento del suo utilizzo proprio in ambito privato: resiliente, facile da curare e altamente igienico. Linoleum: un identikit. Il linoleum è un materiale totalmente amico dell’ambiente: la sua ecosostenibilità è dovuta alla sua composizione in materie prime naturali quali resina, sughero, tuta, olio di semi di lino. Si tratta di un rivestimento resiliente ed elastico, piuttosto sottile, facilmente lavorabile e lavabile, nonché isolante ed impermeabile. È inoltre totalmente riciclabile, dura a lungo ed ha proprietà antiscivolo, che lo rendono anche piuttosto sicuro in caso di bambini ed anziani. Quest’ultima caratteristica giustifica chiaramente il suo ampio utilizzo, nel corso dei decenni, in edifici pubblici come ospedali, scuole, palestre, aeroporti, biblioteche, cinema. Come detto sopra, attualmente il suo utilizzo si sta decisamente diffondendo anche in ambito privato, grazie alla sua versatilità e resistenza, nonché alla sua capacità di creare ambienti caldi, accoglienti, confortevoli. Via libera dunque al suo utilizzo in alberghi ed abitazioni, tenendo presente che scegliere il linoleum come rivestimento significa optare per una soluzione rapida ed efficiente. Un pavimento in linoleum può essere velocemente sovrapposto ad una pavimentazione preesistente oltre che disposto come supporto di nuova costruzione. Qualche svantaggio: tende a deformarsi nel tempo a causa di temperatura e sbalzi termici, nonché dell’umidità che può essere presente in ambienti come il bagno o la cucina; necessita davvero di una posa a regola d’arte, che eviti la formazione di sacche d’aria o umidità sotto la sua superficie, col rischio di compromettere l’ambiente circostante. Ricapitolando, un pavimento in linoleum è una soluzione economica, pratica ed ecologica, perfetta se il budget di ristrutturazione è contenuto. Basti pensare che il suo costo base di partenza si aggira sui 22 euro al mq, indecentemente dal taglio a piastrella o a rotolo. Una variazione di prezzo è prevista sulla base della tipologia e dello spessore. Come posare il linoleum. Il linoleum può essere posato a colla oppure a secco. Scegliere fra le due tipologie dipende molto dal tipo di ambiente circostante al pavimento: se l’esigenza primaria è l’igiene conviene optare per una posa a secco, che garantisce una pulizia più facile ed efficace, mentre per un piccolo ambiente senza esigenze particolari si può scegliere invece una posa a colla, perfetta in caso di un taglio del linoleum a piastrelle. La praticità di questo materiale si traduce nella possibilità di poterlo installare in autonomia, sebbene sia fondamentale fare molta attenzione ad evitare la formazione di sacche d’aria o di umidità, come detto sopra. È consigliabile, a questo proposito, aiutarsi con uno spazzolone per meglio stenderlo ed evitare corrugamenti. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress.

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress. Spesso si pensa di ristrutturare la propria casa autonomamente, senza sapere a quante complicazioni burocratiche si vada incontro. Noi di Ristrutturare Casa Italia vogliamo proporvi una breve guida, facile ed intuitiva, su quali sono le principali pratiche edilizie (e non solo) necessarie per le ristrutturazioni. Non sempre è necessaria una pratica edilizia per ristrutturare casa, anche se lo è nella maggior parte dei casi. Ci sono inoltre documenti collaterali che vanno allegati o comunque che potrebbero essere richiesti. Bisogna tenere presente che è una materia estremamente complessa dal punto di vista legale, regolamentata non solo a livello nazionale ma anche regionale e comunale. La casistica pertanto è davvero infinita, e quindi è sempre necessario rivolgersi a professionisti che esaminino il vostro caso e curino le migliori soluzioni per voi. Noi di Ristrutturare Casa Italia metteremo a vostra disposizione professionisti altamente qualificati, che sappiano guidarvi passo dopo passo. Perché le pratiche edilizie sono importanti? Presupposto obbligatorio per poter fruire delle detrazioni fiscali, è che la casa sia in regola. Lavori eseguiti senza pratica edilizia quando era necessaria, o con pratiche edilizie incomplete e/o sbagliate, non hanno diritto alle detrazioni fiscali, che possono essere revocate dall’Agenzia delle Entrate fino a cinque anni dopo quello di godimento, anche con la restituzione delle somme già godute. La burocrazia edilizia. Il riferimento legislativo italiano per tutto ciò che riguarda i procedimenti edilizi privati è il Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 380/2001. Questo testo normativo si riferisce a tutte le opere edilizie nel loro complesso, quindi sia ristrutturazioni che nuove costruzioni. I tipi di interventi edilizi possibili sono stati suddivisi, all’art. 3 del T.U.E. in sei categorie, sulla base del loro impatto sull’assetto edilizio complessivo: Manutenzione Ordinaria Manutenzione Straordinaria Restauro e Risanamento Conservativo Ristrutturazione Edilizia Nuova Costruzione  Ristrutturazione Urbanistica Le due categorie che interessano la maggioranza delle ristrutturazioni sono le prime due: manutenzione ordinaria e straordinaria. Mentre le ultime due riguardano interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, la terza e la quarta riguardano gli edifici vincolati, cioè una minima parte degli edifici costruiti. È importante poi tenere presente che i Piani Regolatori Comunali disciplinano le categorie di intervento applicabili ad un singolo edificio o una determinata parte del territorio. Sicuramente le prime due categorie di intervento sono sempre applicabili a tutti gli edifici esistenti, in quanto fondamentali per garantirne la funzionalità. Inoltre è bene ricordare che nessun intervento edilizio può essere effettuato su edifici che presentano abusi o difformità. Quali opere rientrano nella manutenzione ordinaria? Rientrano in questa categoria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. Si parla quindi di pavimenti, sanitari, porte, finestre, finiture varie, rivestimenti ecc. ma anche di controsoffitti, rifacimento di intonaci, condizionatori, pannelli fotovoltaici e riparazione degli impianti esistenti. Quali opere rientrano nella manutenzione straordinaria? Rientrano in questa categoria “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati, necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”. Si parla quindi di lavori edilizi ed impiantistici oppure di interventi rilevanti dal punto di vista urbanistico. Le pratiche edilizie. In caso di opere rientranti nella manutenzione ordinaria non è necessario presentare alcuna pratica edilizia, infatti si sta parlando di edilizia libera. Attenzione però: alcuni comuni possono comunque richiedere la presentazione di una comunicazione per determinati tipi di interventi rientranti nella manutenzione ordinaria Invece, in caso di opere rientranti nella manutenzione straordinaria, ma senza l’esecuzione di opere strutturali, la pratica edilizia da presentare è la CILA. In questo caso la manutenzione straordinaria si dice “leggera” ed è la classica tipologia di intervento della maggior parte delle ristrutturazioni. Per le opere rientranti nella manutenzione straordinaria ma che prevedono anche l’esecuzione lavori strutturali, la pratica edilizia da presentare è la SCIA. In questo caso si parla di manutenzione straordinaria “pesante”. La CILA. La sigla CILA sta per comunicazione di inizio lavori asseverata. Da ciò si evince che: è una comunicazione e non una richiesta di autorizzazione 2) deve essere asseverata: cioè ci deve essere qualcuno che, apponendo un timbro e una firma, certifichi che tutto quello dichiarato nella pratica edilizia è corretto. Questo qualcuno è obbligatoriamente un tecnico abilitato: architetto, ingegnere o geometra. In sintesi la pratica dovrà contenere: la comunicazione resa su un modello a firma del titolare di diritti sull’immobile (proprietario, usufruttuario, locatario, etc.);  l’asseverazione a firma del tecnico abilitato, anche questa resa su un modello;  una serie di allegati (documenti di identità di tutti i soggetti coinvolti, ricevuta di versamento dei diritti di segreteria – solitamente tra i 50 e i 300 euro -, gli elaborati progettuali – solitamente una relazione, una pianta dello stato di fatto ed una pianta del progetto). Può inoltre essere necessario allegare: piante con gli schemi impiantistici, stima dei rifiuti prodotti dalle demolizioni con relativo contratto di discarica per lo smaltimento, dichiarazione di affidamento di incarico al tecnico con sua dichiarazione di avvenuto pagamento, DURC dell’impresa con dichiarazione di contratto collettivo applicato, titolo di proprietà dell’immobile, planimetria e visura catastale. Resta ferma la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre obblighi

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Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio!

Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio! Rinnovare la propria casa in modo ecosostenibile è ancora più conveniente per te e per l’ambiente. Spesso non occorre sostituire completamente l’arredamento: basta dare nuova linfa a quello esistente. Se qualche mobile ormai non è più di vostro gusto e ha decisamente molti anni di vita, potrebbe essere la perfetta occasione per cimentarvi in una pratica antica ed affascinante, dai risultati sorprendenti. Stiamo parlando del decapaggio, una tecnica raffinata che è quasi un’arte e che potrebbe rivelarsi anche molto divertente da soli o in compagnia. Consiste nel rimuovere lo strato superficiale della vernice di un mobile per conferirgli un aspetto volutamente consumato e dare l’impressione che sia molto più antico. È una strategia che consente di ridare nuova vita a mobili che magari, per molti motivi, ci hanno stufato o sono danneggiati. A cosa serve? Il termine decapare deriva dal francese decapèr, che significa rimuovere la cappa, la copertura, e la tecnica ha origini molto antiche, rintracciabili alla metà del 1700 circa. Gli artigiani decapavano il legno per proteggerlo dai tarli, lavandolo prima con la soda e passando poi una mano di calce con cui disinfestarne pori e fessure. Oggi numerosi corsi di fai da te hanno permesso la riscoperta e diffusione di quest’arte manuale che permette di recuperare mobili antichi o semplicemente di renderli più affascinanti ed adatti a precise esigenze di gusto. È infatti sempre più diffuso il cosiddetto shabby chic, uno stile basato sull’utilizzo di un arredamento volutamente antichizzato, con l’utilizzo di vernici dalle tinte tenui, quasi sbiadite, che richiamano l’epoca vittoriana o addirittura rinascimentale. Sono oggetto di decapaggio non solo mobili vecchi, ma anche in legno grezzo: si può lavorare quindi anche su elementi di arredamento appena acquistati. La giusta tecnica. Per decapare un mobile occorre innanzitutto avere i giusti strumenti: occhiali, guanti protettivi, un pennello piatto, una spazzola metallica, della lana d’acciaio, meglio se a grana extra, stucco, carta vetrata, vernice acrilica chiara e scura. Per procedere è opportuno trovarsi all’aperto o in un locale ben ventilato, dal momento che si utilizzeranno vernici e si produrranno sostanze nocive come polveri sottili; è inoltre consigliabile dotarsi delle giuste protezioni, come una tuta, dei guanti, degli occhiali e una mascherina. Prese queste precauzioni, si può iniziare a decapare il proprio mobile: carteggiare con la carta vetrata per rimuovere accuratamente la vernice Stuccare le parti danneggiate e lasciare asciugare Spazzolare la superficie del legno con la spazzola metallica, in modo da creare piccoli solchi che faciliteranno la penetrazione della cera Impregnare la lana d’acciaio con la pasta di cera e spalmarla sul legno Lasciare asciugare per circa 30 minuti Usare di nuovo la lana d’acciaio, immersa questa volta nella cera più scura, per rimuovere la cera chiara ed ottenere l’effetto desiderato Lucidare il mobile secondo il proprio gusto Tipologie e manutenzione. La manutenzione di un mobile decapato non richiede altro che la rimozione della polvere in eccesso ed un panno imbevuto di cera chiara per mobili. Le tipologie di questa tecnica invece sono molte: shabby chic, per una casa elegante e raffinata, shabby french per richiamare atmosfere francesi di fine Ottocento, shabby total white se gli arredi saranno totalmente bianchi, country chic per un effetto rustico ma elegante, rustic worn per un rustico vissuto. È possibile decapare moltissimi mobili diversi: poltrone, sedie, sgabelli, tavoli di qualunque forma e dimensione, divani, specchiere, armadi, madie, mensole, cassettiere. Potrete davvero dare sfogo alla vostra creatività! Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Calore e comfort con il grès effetto legno.

Calore e comfort con il grès effetto legno. Il grès porcellanato effetto legno è una scelta sicuramente innovativa, perché si parla di un tipo di ceramica compatta, lavorata fino a raggiungere un alto grado di durezza e resistenza ad agenti chimici ed atmosferici, nonché a sollecitazioni meccaniche come graffi, abrasioni, flessioni, urti. Il grès effetto legno è inoltre impermeabile ai liquidi, ma senza l’utilizzo di impermeabilizzanti chimici, vernici o resine, cosa che lo rende un materiale molto più salubre rispetto ad alternative simili. Quante sensazioni può dare un pavimento sotto i nostri piedi? Infinite. Calore, sicurezza, comfort, pulizia, ricercatezza. Nel vasto panorama delle possibilità di rivestimento, il nostro showroom in questo articolo ve ne propone una che raduna tutte queste caratteristiche e non solo. Una caratteristica importante per qualunque pavimento è quella di essere il più possibile resistente al tempo ed all’usura: il grès porcellanato effetto legno sicuramente soddisfa queste esigenze, essendo un rivestimento ideale per qualunque zona della casa. Non assorbe odori e non rilascia sostanze nocive per l’uomo, non si usura nel tempo e resiste ad un elevato calpestio. È questa una scelta notevole anche da un punto di vista strettamente estetico: il calore armonioso del legno, elegante e raffinato, si combina ad una serie di vantaggi rispetto ad un’alternativa in vero legno o in altri materiali che lo imitano. Infatti non è solo economicamente più conveniente, ma anche più ecologico, dal momento che previene la deforestazione e predilige l’utilizzo di materiali di scarto (argille, sabbie e feldspati) che ne fondano la resistenza. La sua versatilità lo rende ottimo per gli interni come per gli esterni ed è possibile sbizzarrirsi con le molteplici possibilità cromatiche e di texture: spesso si scelgono colori chiari, perfetti da abbinare a decine di altre tonalità, per gli effetti più estrosi ed originali. Ma non sono da sottovalutare neppure le sue tonalità più scure, come ad esempio il marrone o il nero, che ben si prestano a contrasti piacevoli, sorprendenti, da valorizzare e bilanciare con l’illuminotecnica; così come può essere un’ottima alternativa il grigio, che in accostamento a tonalità più forti ed accese rimane neutro ma viene valorizzato al massimo. È un materiale facile da gestire nel tempo, non necessitando di tutte le cure specifiche di cui invece ha bisogno un pavimento in parquet, e per tenerlo pulito è sufficiente acqua ed un detergente specifico per pavimenti. È quindi un materiale jolly, adatto ai più diversi stili di arredamento: dai più classici ai più moderni, dal minimal ai più eccentrici, proponendo un’eleganza ed una semplicità durature, che non passano mai di moda. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Romanticismo e natura: lo stile provenzale.

Romanticismo e natura: lo stile provenzale. Chi è stato in Provenza almeno una volta nella vita, sicuramente subirà il fascino dello stile provenzale: quell’atmosfera tersa, lenta, poetica, che accompagna le campagne e le città del sud della Francia. Un’aura che rimane nel cuore e che sa ispirare, al punto da non riuscire a dimenticarla. Se desiderate portarla con voi, nella vostra casa, sappiate che è possibile! Ma andiamo con ordine: innanzitutto lo stile provenzale affonda le sue radici nel 1600, nella Versailles di Luigi XIV che ingaggiò i più prestigiosi artisti ed artigiani dell’epoca per renderla un’icona assoluta di lusso e stile. Gli influssi della capitale si diffusero presto anche in campagna, in particolare nel territorio provenzale. Ed ecco che rustiche case contadine cominciano ad impreziosirsi di influenze lussuose provenienti da Parigi, segnando per sempre la cifra distintiva dello stile provenzale. Oggi l’arredamento in stile provenzale si è ormai consolidato come uno dei più amati al mondo. Ricordando lo shabby chic e lo stile country francese, si presenta come un affascinante mix di comfort, raffinatezza ed un’elegante rusticità che lo rendono sofisticato e genuino allo stesso tempo. In particolare si differenzia dallo shabby chic sopra citato per l’atmosfera: qui infatti vige un mood più romantico, fatato, si azzardano di più tinte glicine, lilla, salvia, mentre nello shabby è preferito il candore del bianco e delle tinte neutre. Colori naturali, tinte pastello e tanta fantasia. I colori e la natura del sud della Francia splendono cristallizzati in questo genere di arredamento. Una vita semplice, en plen air, armoniosa e rilassata, sono la fonte di questa estetica così vivace ed accogliente. La delicatezza è il comune denominatore dei colori e dei materiali usati: la lavanda spicca su tutti, dal fiore così diffuso in Provenza, che ogni anno regala meravigliose ed abbondanti fioriture. Molto utilizzate anche tutte le altre tinte pastello (in particolare verde salvia ed azzurro) meglio se intrecciate con con varianti del bianco e dell’avorio, del blu e del giallo. Lo stile provenzale utilizza molto anche i tessuti: soprattutto lino e cotone leggero, da usare con tende, cuscini, divani, sofà, biancheria e trapunte. Le fantasie predilette sono invece quelle floreali. I materiali. Il legno è il principale materiale utilizzato in questo stile: si tratta però di legno recuperato e decapato a regola d’arte, ovvero sottoposto ad una tecnica che regale un aspetto antichizzato e vissuto. Un altro materiale ricorrente, che si ritrova in sedie, testiere o tavolini, è il ferro battuto, di solito laccato di bianco o avorio. Il gusto decorativo per far fiorire la tua casa. Fiori, fiori ed ancora fiori! I motivi floreali sono il cuore di questo stile, che vuole rendere tutto il respiro delle campagne provenzali, la vitalità e le piccole gioie di una vita rilassata, in armonia con la natura ed i suoi colori. Lavanda, salvia, ranuncoli, rose, margherite, gipsofila… è davvero vasto il panorama di possibilità da applicare a questo stile. Il risultato sarà sorprendente: un profumato abbraccio di accoglienza e comfort, rinforzato dall’utilizzo di candele, cuscini, tendaggi, tappeti, mazzi di fiori freschi, saponette profumate, cesti di pot-pourri in materiali naturali come il vimini, ma anche pentole in rame e porcellane sapientemente esposte. Come arredare in stile provenzale. Potrai ricreare comunque un ambiente provenzale utilizzando tutti i topic dello shabby chic, arricchendoli con: decorazioni che richiamano la provenza come quadretti naturalistici, magari con scritte in francese o simili. tende e tessuti nei toni pastello; fiori freschi o secchi come la lavanda, capace pure di regalare fragranze rasserenanti; rivestimenti non prettamente bianchi, ma anche polverosi come il rosa cipria, il verde pistacchio o il salvia, il crema, il grigio, ecc.; Lo stile provenzale è perfetto per arredare casa in campagna, ma pure nelle case al mare o di villeggiatura, dal momento che ispira leggerezza, primavera ed estate. Nelle case rustiche poi si ha la possibilità di sfruttare proprio l’architettura tipica, cornice ideale per questo genere d’arredo. Ed anche in questo caso può essere mitigato e personalizzato grazie all’intervento di un abile architetto. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Il Corian, un rivestimento dai mille usi.

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Il Corian, un rivestimento dai mille usi.

Oggi vi portiamo alla scoperta di un materiale perfetto per rivestimenti di ogni tipo: il Corian.

Brevettato nel 1967, è stato fin da subito utilizzato con grande fortuna negli ambiti più diversi: ripiani, zona living, bagno, cucina, ma anche arredi outdoor e locali pubblici. In breve tempo si è consolidato come elemento versatile e molto gettonato nel design di molti stili di arredamento.

È un materiale naturale, composto da minerali, resina acrilica ed eventuale aggiunta di pigmenti colorati.

I punti di forza del Corian.

Uno dei principali pregi del Corian è la sua resistenza: non è soggetto ad usura o deformazioni nel tempo, e per questo si presta benissimo ad un intenso utilizzo quotidiano, resistendo ad urti e scalfiture. Perfetto quindi per i rivestimenti della cucina o del bagno, nonché per le zone living abitate anche da bambini e giochi.

Un altro aspetto importante è il suo essere igienico ed assolutamente non tossico, cosa che lo rende perfetto per palestre, ospedali, scuole ed altri luoghi pubblici: è liscio, con giunzioni impercettibili, molto facile da pulire; inoltre in normali condizioni ambientali non emette alcuna sostanza tossica. Persino bruciando, il fumo rilasciato non contiene gas tossici.

Il Corian è un materiale che tende a durare molto a lungo, anche grazie alla facilità con cui può essere riparato: è sufficienti utilizzare detergenti abrasivi delicati ed una spugnetta abrasiva. Il più delle volte quindi non necessita di essere sostituito.

Il colore si distribuisce in maniera uniforme in tutto il materiale, che non si sfalda e si presenta sempre molto solido, facile da assemblare ad altre componenti magari per la realizzazione di mobili, grazie alle sue giunzioni praticamente invisibili.

Il Corian si presta molto bene ad essere modellato ad alte temperature, attraverso stampi in legno o ferro: in questo modo è piuttosto semplice ottenere le forme e dimensioni più diverse. Ciò lo rende un elemento molto versatile nel design di ogni stile.

È inoltre un materiale traslucido, molto apprezzabile nelle tinte chiare e nei formati più sottili, con cui è possibile realizzare bellissimi elementi di arredo: lampade, divisori, vasi e molti altri.

Dove e come utilizzare il Corian.

Come già detto, il Corian si presta alle più diverse soluzioni di arredo.

Gli ambienti perfetti per questo materiale sono sicuramente il bagno e la cucina, ovvero dove sono più utili le sue proprietà igieniche.

In bagno si può utilizzare come rivestimento per mobili, lavabili, vasche e piatti doccia; in cucina invece è indicato soprattutto per creare top di ogni forma e dimensione.

Nella zona living, invece, il Corian dà sfoggio soprattutto delle sue grandi possibilità estetiche: con l’uso di questo materiale, un interior designer professionista sarà in grado di dare vita a progetti estrosi ed originali, con elementi di arredo di qualsiasi tipo: pareti attrezzate, librerie, sedie, lampade, elementi divisori, mensole e molti altri.

Negli ambienti outdoor, infine, il Corian si farà apprezzare per la sua durabilità nel tempo e la sua resistenza alle sollecitazioni degli agenti atmosferici: lettini, tavolini e prendisole non avranno molto da temere, perché realizzati con un materiale assolutamente solido e resistente.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa. Se siete persone originali, estrose, con un gran voglia di raccontare la vostra unicità anche attraverso gli spazi della vostra casa, lo stile boho chic fa decisamente per voi! Il nome di questo stile deriva dall’unione del termine bohemian, che richiama lo stile di vita di intellettuali ed artisti del XIX secolo, la parola francese chic, sinonimo di eleganza. Nasce agli inizi del 2000, come nuova tendenza nel settore della moda destinata a raggiungere presto anche quello dell’interior design. Lo stile boho chic è un piccolo universo di citazioni e suggestioni: far west, movimento hippy, stile etnico e quello nordico. Unisce tratti più minimali ad altri decisamente ricchi ed estrosi: la parola chiave è originalità, ed infatti si compone di molti pezzi unici, al punto che ogni casa acquisisce inevitabilmente una propria personalità spiccata e totalmente diversa da ogni altra. Tra innovazione e tradizione. Il fascino del boho chic è dato proprio dall’essere un originale mix tra ciò che è moderno e nuovo e ciò che invece è vintage. Ogni spazio così si anima di ricordi, aneddoti e storie da raccontare legate alla vita degli abitanti della casa. Nessuna casa in stile boho chic assomiglia ad un’altra perché tutte le persone sono uniche nel loro vissuto. Eppure, alcuni elementi di questo stile possono essere riconoscibili. Avete presente il Coachella Music Festival, che si svolge in California annualmente? Bene, l’atmosfera che si respira e soprattutto la mise dei partecipanti e del pubblico sono perfettamente in stile boho chic. Colori sgargianti ma anche al contrario chiari e candidi, stoffe per lo più naturali, richiami hippie, un’eccentricità che punta ad un’armonia ed una serenità senza tempo. L’arte di riciclare. Un’ altra caratteristica importante dello stile boho chic è la sua sostenibilità: gran parte dei suoi elementi si ottengono donando nuova vita e funzionalità ad oggetti ed arredi del passato. Questa operazione non è solo “etica” ma anche molto affascinante e, in un certo senso, artistica: bisogna diventare maestri nella ricerca di vecchi cimeli e tesori, facendo rivivere i ricordi più preziosi. Ci vuole pazienza e creatività: una casa boho chic è in continua trasformazione. Gli elementi dello stile boho chic. In particolare l’arredamento boho chic prevede l’utilizzo di: accessori ed arredi dal sapore etnico; mobili per lo più in legno grezzo o in arte povera; filati naturali come il cotone, il lino, stoffe ricamate finemente, tessuti San Gallo, ecc.; piante e fiori anche esotici, veri o artificiali come i kokedama; arredi e complementi di classe, anche moderni, magari trattati con colori luminosi come l’oro e l’argento; dettagli colorati, accessori stravaganti, decorazioni anche mistiche o dal mood spirituale o religioso come cuori votivi, crocifissi, santini, ecc. Lo stile boho chic è davvero particolare e richiama molto quelle case coloniali di un tempo, ricche per qualità dei mobili, rasserenanti, vivaci ma allo stesso tempo composte. Questo genere mixa dettagli ed arredi di terre lontane con il gusto europeo e grazie all’abilità di un progettista si potrà portare questa atmosfera anche nelle case urbane di oggi. Molto utilizzate nell’arredamento in stile boho chic sono le lanterne orientali, i pouf multicolore etnici sia provenienti da isole lontane sia realizzati in Italia. Immancabili sono poi complementi d’arredo iconici che donano maggiore modernità agli ambienti: tappeti, quadri e stampe, specchi, poltrone in vimini o midollino, ma anche sedute da appendere al soffitto. Tutto però deve essere di gran classe: questa è la sostanziale differenza tra boho ed il più comune etnico. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento!

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento! Il pavimento è una delle componenti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa. Scegliere il materiale più adatto potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto: a giorno d’oggi i materiali disponibili sono sempre di più. Se quelli di ultima generazione offrono vantaggi innovativi, anche quelli più tradizionali possono riservare delle sorprese e diventare delle nuove tendenze. Uno di questi è proprio il linoleum, uno dei materiali ormai più in voga del momento. Uno dei suoi più grandi pregi è la sostenibilità e la capacità di adattarsi a molti stili ed ambienti differenti. Inventato in Scozia negli anni ’60, viene oggi utilizzato per edifici pubblici e privati, per ambienti esterni, interni e per capannoni industriali. Degno di nota è l’incremento del suo utilizzo proprio in ambito privato: resiliente, facile da curare e altamente igienico. Linoleum: un identikit. Il linoleum è un materiale totalmente amico dell’ambiente: la sua ecosostenibilità è dovuta alla sua composizione in materie prime naturali quali resina, sughero, tuta, olio di semi di lino. Si tratta di un rivestimento resiliente ed elastico, piuttosto sottile, facilmente lavorabile e lavabile, nonché isolante ed impermeabile. È inoltre totalmente riciclabile, dura a lungo ed ha proprietà antiscivolo, che lo rendono anche piuttosto sicuro in caso di bambini ed anziani. Quest’ultima caratteristica giustifica chiaramente il suo ampio utilizzo, nel corso dei decenni, in edifici pubblici come ospedali, scuole, palestre, aeroporti, biblioteche, cinema. Come detto sopra, attualmente il suo utilizzo si sta decisamente diffondendo anche in ambito privato, grazie alla sua versatilità e resistenza, nonché alla sua capacità di creare ambienti caldi, accoglienti, confortevoli. Via libera dunque al suo utilizzo in alberghi ed abitazioni, tenendo presente che scegliere il linoleum come rivestimento significa optare per una soluzione rapida ed efficiente. Un pavimento in linoleum può essere velocemente sovrapposto ad una pavimentazione preesistente oltre che disposto come supporto di nuova costruzione. Qualche svantaggio: tende a deformarsi nel tempo a causa di temperatura e sbalzi termici, nonché dell’umidità che può essere presente in ambienti come il bagno o la cucina; necessita davvero di una posa a regola d’arte, che eviti la formazione di sacche d’aria o umidità sotto la sua superficie, col rischio di compromettere l’ambiente circostante. Ricapitolando, un pavimento in linoleum è una soluzione economica, pratica ed ecologica, perfetta se il budget di ristrutturazione è contenuto. Basti pensare che il suo costo base di partenza si aggira sui 22 euro al mq, indecentemente dal taglio a piastrella o a rotolo. Una variazione di prezzo è prevista sulla base della tipologia e dello spessore. Come posare il linoleum. Il linoleum può essere posato a colla oppure a secco. Scegliere fra le due tipologie dipende molto dal tipo di ambiente circostante al pavimento: se l’esigenza primaria è l’igiene conviene optare per una posa a secco, che garantisce una pulizia più facile ed efficace, mentre per un piccolo ambiente senza esigenze particolari si può scegliere invece una posa a colla, perfetta in caso di un taglio del linoleum a piastrelle. La praticità di questo materiale si traduce nella possibilità di poterlo installare in autonomia, sebbene sia fondamentale fare molta attenzione ad evitare la formazione di sacche d’aria o di umidità, come detto sopra. È consigliabile, a questo proposito, aiutarsi con uno spazzolone per meglio stenderlo ed evitare corrugamenti. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress.

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress. Spesso si pensa di ristrutturare la propria casa autonomamente, senza sapere a quante complicazioni burocratiche si vada incontro. Noi di Ristrutturare Casa Italia vogliamo proporvi una breve guida, facile ed intuitiva, su quali sono le principali pratiche edilizie (e non solo) necessarie per le ristrutturazioni. Non sempre è necessaria una pratica edilizia per ristrutturare casa, anche se lo è nella maggior parte dei casi. Ci sono inoltre documenti collaterali che vanno allegati o comunque che potrebbero essere richiesti. Bisogna tenere presente che è una materia estremamente complessa dal punto di vista legale, regolamentata non solo a livello nazionale ma anche regionale e comunale. La casistica pertanto è davvero infinita, e quindi è sempre necessario rivolgersi a professionisti che esaminino il vostro caso e curino le migliori soluzioni per voi. Noi di Ristrutturare Casa Italia metteremo a vostra disposizione professionisti altamente qualificati, che sappiano guidarvi passo dopo passo. Perché le pratiche edilizie sono importanti? Presupposto obbligatorio per poter fruire delle detrazioni fiscali, è che la casa sia in regola. Lavori eseguiti senza pratica edilizia quando era necessaria, o con pratiche edilizie incomplete e/o sbagliate, non hanno diritto alle detrazioni fiscali, che possono essere revocate dall’Agenzia delle Entrate fino a cinque anni dopo quello di godimento, anche con la restituzione delle somme già godute. La burocrazia edilizia. Il riferimento legislativo italiano per tutto ciò che riguarda i procedimenti edilizi privati è il Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 380/2001. Questo testo normativo si riferisce a tutte le opere edilizie nel loro complesso, quindi sia ristrutturazioni che nuove costruzioni. I tipi di interventi edilizi possibili sono stati suddivisi, all’art. 3 del T.U.E. in sei categorie, sulla base del loro impatto sull’assetto edilizio complessivo: Manutenzione Ordinaria Manutenzione Straordinaria Restauro e Risanamento Conservativo Ristrutturazione Edilizia Nuova Costruzione  Ristrutturazione Urbanistica Le due categorie che interessano la maggioranza delle ristrutturazioni sono le prime due: manutenzione ordinaria e straordinaria. Mentre le ultime due riguardano interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, la terza e la quarta riguardano gli edifici vincolati, cioè una minima parte degli edifici costruiti. È importante poi tenere presente che i Piani Regolatori Comunali disciplinano le categorie di intervento applicabili ad un singolo edificio o una determinata parte del territorio. Sicuramente le prime due categorie di intervento sono sempre applicabili a tutti gli edifici esistenti, in quanto fondamentali per garantirne la funzionalità. Inoltre è bene ricordare che nessun intervento edilizio può essere effettuato su edifici che presentano abusi o difformità. Quali opere rientrano nella manutenzione ordinaria? Rientrano in questa categoria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. Si parla quindi di pavimenti, sanitari, porte, finestre, finiture varie, rivestimenti ecc. ma anche di controsoffitti, rifacimento di intonaci, condizionatori, pannelli fotovoltaici e riparazione degli impianti esistenti. Quali opere rientrano nella manutenzione straordinaria? Rientrano in questa categoria “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati, necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”. Si parla quindi di lavori edilizi ed impiantistici oppure di interventi rilevanti dal punto di vista urbanistico. Le pratiche edilizie. In caso di opere rientranti nella manutenzione ordinaria non è necessario presentare alcuna pratica edilizia, infatti si sta parlando di edilizia libera. Attenzione però: alcuni comuni possono comunque richiedere la presentazione di una comunicazione per determinati tipi di interventi rientranti nella manutenzione ordinaria Invece, in caso di opere rientranti nella manutenzione straordinaria, ma senza l’esecuzione di opere strutturali, la pratica edilizia da presentare è la CILA. In questo caso la manutenzione straordinaria si dice “leggera” ed è la classica tipologia di intervento della maggior parte delle ristrutturazioni. Per le opere rientranti nella manutenzione straordinaria ma che prevedono anche l’esecuzione lavori strutturali, la pratica edilizia da presentare è la SCIA. In questo caso si parla di manutenzione straordinaria “pesante”. La CILA. La sigla CILA sta per comunicazione di inizio lavori asseverata. Da ciò si evince che: è una comunicazione e non una richiesta di autorizzazione 2) deve essere asseverata: cioè ci deve essere qualcuno che, apponendo un timbro e una firma, certifichi che tutto quello dichiarato nella pratica edilizia è corretto. Questo qualcuno è obbligatoriamente un tecnico abilitato: architetto, ingegnere o geometra. In sintesi la pratica dovrà contenere: la comunicazione resa su un modello a firma del titolare di diritti sull’immobile (proprietario, usufruttuario, locatario, etc.);  l’asseverazione a firma del tecnico abilitato, anche questa resa su un modello;  una serie di allegati (documenti di identità di tutti i soggetti coinvolti, ricevuta di versamento dei diritti di segreteria – solitamente tra i 50 e i 300 euro -, gli elaborati progettuali – solitamente una relazione, una pianta dello stato di fatto ed una pianta del progetto). Può inoltre essere necessario allegare: piante con gli schemi impiantistici, stima dei rifiuti prodotti dalle demolizioni con relativo contratto di discarica per lo smaltimento, dichiarazione di affidamento di incarico al tecnico con sua dichiarazione di avvenuto pagamento, DURC dell’impresa con dichiarazione di contratto collettivo applicato, titolo di proprietà dell’immobile, planimetria e visura catastale. Resta ferma la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre obblighi

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Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio!

Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio! Rinnovare la propria casa in modo ecosostenibile è ancora più conveniente per te e per l’ambiente. Spesso non occorre sostituire completamente l’arredamento: basta dare nuova linfa a quello esistente. Se qualche mobile ormai non è più di vostro gusto e ha decisamente molti anni di vita, potrebbe essere la perfetta occasione per cimentarvi in una pratica antica ed affascinante, dai risultati sorprendenti. Stiamo parlando del decapaggio, una tecnica raffinata che è quasi un’arte e che potrebbe rivelarsi anche molto divertente da soli o in compagnia. Consiste nel rimuovere lo strato superficiale della vernice di un mobile per conferirgli un aspetto volutamente consumato e dare l’impressione che sia molto più antico. È una strategia che consente di ridare nuova vita a mobili che magari, per molti motivi, ci hanno stufato o sono danneggiati. A cosa serve? Il termine decapare deriva dal francese decapèr, che significa rimuovere la cappa, la copertura, e la tecnica ha origini molto antiche, rintracciabili alla metà del 1700 circa. Gli artigiani decapavano il legno per proteggerlo dai tarli, lavandolo prima con la soda e passando poi una mano di calce con cui disinfestarne pori e fessure. Oggi numerosi corsi di fai da te hanno permesso la riscoperta e diffusione di quest’arte manuale che permette di recuperare mobili antichi o semplicemente di renderli più affascinanti ed adatti a precise esigenze di gusto. È infatti sempre più diffuso il cosiddetto shabby chic, uno stile basato sull’utilizzo di un arredamento volutamente antichizzato, con l’utilizzo di vernici dalle tinte tenui, quasi sbiadite, che richiamano l’epoca vittoriana o addirittura rinascimentale. Sono oggetto di decapaggio non solo mobili vecchi, ma anche in legno grezzo: si può lavorare quindi anche su elementi di arredamento appena acquistati. La giusta tecnica. Per decapare un mobile occorre innanzitutto avere i giusti strumenti: occhiali, guanti protettivi, un pennello piatto, una spazzola metallica, della lana d’acciaio, meglio se a grana extra, stucco, carta vetrata, vernice acrilica chiara e scura. Per procedere è opportuno trovarsi all’aperto o in un locale ben ventilato, dal momento che si utilizzeranno vernici e si produrranno sostanze nocive come polveri sottili; è inoltre consigliabile dotarsi delle giuste protezioni, come una tuta, dei guanti, degli occhiali e una mascherina. Prese queste precauzioni, si può iniziare a decapare il proprio mobile: carteggiare con la carta vetrata per rimuovere accuratamente la vernice Stuccare le parti danneggiate e lasciare asciugare Spazzolare la superficie del legno con la spazzola metallica, in modo da creare piccoli solchi che faciliteranno la penetrazione della cera Impregnare la lana d’acciaio con la pasta di cera e spalmarla sul legno Lasciare asciugare per circa 30 minuti Usare di nuovo la lana d’acciaio, immersa questa volta nella cera più scura, per rimuovere la cera chiara ed ottenere l’effetto desiderato Lucidare il mobile secondo il proprio gusto Tipologie e manutenzione. La manutenzione di un mobile decapato non richiede altro che la rimozione della polvere in eccesso ed un panno imbevuto di cera chiara per mobili. Le tipologie di questa tecnica invece sono molte: shabby chic, per una casa elegante e raffinata, shabby french per richiamare atmosfere francesi di fine Ottocento, shabby total white se gli arredi saranno totalmente bianchi, country chic per un effetto rustico ma elegante, rustic worn per un rustico vissuto. È possibile decapare moltissimi mobili diversi: poltrone, sedie, sgabelli, tavoli di qualunque forma e dimensione, divani, specchiere, armadi, madie, mensole, cassettiere. Potrete davvero dare sfogo alla vostra creatività! Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Calore e comfort con il grès effetto legno.

Calore e comfort con il grès effetto legno. Il grès porcellanato effetto legno è una scelta sicuramente innovativa, perché si parla di un tipo di ceramica compatta, lavorata fino a raggiungere un alto grado di durezza e resistenza ad agenti chimici ed atmosferici, nonché a sollecitazioni meccaniche come graffi, abrasioni, flessioni, urti. Il grès effetto legno è inoltre impermeabile ai liquidi, ma senza l’utilizzo di impermeabilizzanti chimici, vernici o resine, cosa che lo rende un materiale molto più salubre rispetto ad alternative simili. Quante sensazioni può dare un pavimento sotto i nostri piedi? Infinite. Calore, sicurezza, comfort, pulizia, ricercatezza. Nel vasto panorama delle possibilità di rivestimento, il nostro showroom in questo articolo ve ne propone una che raduna tutte queste caratteristiche e non solo. Una caratteristica importante per qualunque pavimento è quella di essere il più possibile resistente al tempo ed all’usura: il grès porcellanato effetto legno sicuramente soddisfa queste esigenze, essendo un rivestimento ideale per qualunque zona della casa. Non assorbe odori e non rilascia sostanze nocive per l’uomo, non si usura nel tempo e resiste ad un elevato calpestio. È questa una scelta notevole anche da un punto di vista strettamente estetico: il calore armonioso del legno, elegante e raffinato, si combina ad una serie di vantaggi rispetto ad un’alternativa in vero legno o in altri materiali che lo imitano. Infatti non è solo economicamente più conveniente, ma anche più ecologico, dal momento che previene la deforestazione e predilige l’utilizzo di materiali di scarto (argille, sabbie e feldspati) che ne fondano la resistenza. La sua versatilità lo rende ottimo per gli interni come per gli esterni ed è possibile sbizzarrirsi con le molteplici possibilità cromatiche e di texture: spesso si scelgono colori chiari, perfetti da abbinare a decine di altre tonalità, per gli effetti più estrosi ed originali. Ma non sono da sottovalutare neppure le sue tonalità più scure, come ad esempio il marrone o il nero, che ben si prestano a contrasti piacevoli, sorprendenti, da valorizzare e bilanciare con l’illuminotecnica; così come può essere un’ottima alternativa il grigio, che in accostamento a tonalità più forti ed accese rimane neutro ma viene valorizzato al massimo. È un materiale facile da gestire nel tempo, non necessitando di tutte le cure specifiche di cui invece ha bisogno un pavimento in parquet, e per tenerlo pulito è sufficiente acqua ed un detergente specifico per pavimenti. È quindi un materiale jolly, adatto ai più diversi stili di arredamento: dai più classici ai più moderni, dal minimal ai più eccentrici, proponendo un’eleganza ed una semplicità durature, che non passano mai di moda. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Romanticismo e natura: lo stile provenzale.

Romanticismo e natura: lo stile provenzale. Chi è stato in Provenza almeno una volta nella vita, sicuramente subirà il fascino dello stile provenzale: quell’atmosfera tersa, lenta, poetica, che accompagna le campagne e le città del sud della Francia. Un’aura che rimane nel cuore e che sa ispirare, al punto da non riuscire a dimenticarla. Se desiderate portarla con voi, nella vostra casa, sappiate che è possibile! Ma andiamo con ordine: innanzitutto lo stile provenzale affonda le sue radici nel 1600, nella Versailles di Luigi XIV che ingaggiò i più prestigiosi artisti ed artigiani dell’epoca per renderla un’icona assoluta di lusso e stile. Gli influssi della capitale si diffusero presto anche in campagna, in particolare nel territorio provenzale. Ed ecco che rustiche case contadine cominciano ad impreziosirsi di influenze lussuose provenienti da Parigi, segnando per sempre la cifra distintiva dello stile provenzale. Oggi l’arredamento in stile provenzale si è ormai consolidato come uno dei più amati al mondo. Ricordando lo shabby chic e lo stile country francese, si presenta come un affascinante mix di comfort, raffinatezza ed un’elegante rusticità che lo rendono sofisticato e genuino allo stesso tempo. In particolare si differenzia dallo shabby chic sopra citato per l’atmosfera: qui infatti vige un mood più romantico, fatato, si azzardano di più tinte glicine, lilla, salvia, mentre nello shabby è preferito il candore del bianco e delle tinte neutre. Colori naturali, tinte pastello e tanta fantasia. I colori e la natura del sud della Francia splendono cristallizzati in questo genere di arredamento. Una vita semplice, en plen air, armoniosa e rilassata, sono la fonte di questa estetica così vivace ed accogliente. La delicatezza è il comune denominatore dei colori e dei materiali usati: la lavanda spicca su tutti, dal fiore così diffuso in Provenza, che ogni anno regala meravigliose ed abbondanti fioriture. Molto utilizzate anche tutte le altre tinte pastello (in particolare verde salvia ed azzurro) meglio se intrecciate con con varianti del bianco e dell’avorio, del blu e del giallo. Lo stile provenzale utilizza molto anche i tessuti: soprattutto lino e cotone leggero, da usare con tende, cuscini, divani, sofà, biancheria e trapunte. Le fantasie predilette sono invece quelle floreali. I materiali. Il legno è il principale materiale utilizzato in questo stile: si tratta però di legno recuperato e decapato a regola d’arte, ovvero sottoposto ad una tecnica che regale un aspetto antichizzato e vissuto. Un altro materiale ricorrente, che si ritrova in sedie, testiere o tavolini, è il ferro battuto, di solito laccato di bianco o avorio. Il gusto decorativo per far fiorire la tua casa. Fiori, fiori ed ancora fiori! I motivi floreali sono il cuore di questo stile, che vuole rendere tutto il respiro delle campagne provenzali, la vitalità e le piccole gioie di una vita rilassata, in armonia con la natura ed i suoi colori. Lavanda, salvia, ranuncoli, rose, margherite, gipsofila… è davvero vasto il panorama di possibilità da applicare a questo stile. Il risultato sarà sorprendente: un profumato abbraccio di accoglienza e comfort, rinforzato dall’utilizzo di candele, cuscini, tendaggi, tappeti, mazzi di fiori freschi, saponette profumate, cesti di pot-pourri in materiali naturali come il vimini, ma anche pentole in rame e porcellane sapientemente esposte. Come arredare in stile provenzale. Potrai ricreare comunque un ambiente provenzale utilizzando tutti i topic dello shabby chic, arricchendoli con: decorazioni che richiamano la provenza come quadretti naturalistici, magari con scritte in francese o simili. tende e tessuti nei toni pastello; fiori freschi o secchi come la lavanda, capace pure di regalare fragranze rasserenanti; rivestimenti non prettamente bianchi, ma anche polverosi come il rosa cipria, il verde pistacchio o il salvia, il crema, il grigio, ecc.; Lo stile provenzale è perfetto per arredare casa in campagna, ma pure nelle case al mare o di villeggiatura, dal momento che ispira leggerezza, primavera ed estate. Nelle case rustiche poi si ha la possibilità di sfruttare proprio l’architettura tipica, cornice ideale per questo genere d’arredo. Ed anche in questo caso può essere mitigato e personalizzato grazie all’intervento di un abile architetto. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Pratico, versatile e low cost: alla scoperta del linoleum!

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Pratico, versatile e low cost: scopri i vantaggi del linoleum!

Il pavimento è una delle componenti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa. Scegliere il materiale più adatto potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto: a giorno d’oggi i materiali disponibili sono sempre di più.

Se quelli di ultima generazione offrono vantaggi innovativi, anche quelli più tradizionali possono riservare delle sorprese e diventare delle nuove tendenze.

Uno di questi è proprio il linoleum, uno dei materiali ormai più in voga del momento. Uno dei suoi più grandi pregi è la sostenibilità e la capacità di adattarsi a molti stili ed ambienti differenti.

Inventato in Scozia negli anni ’60, viene oggi utilizzato per edifici pubblici e privati, per ambienti esterni, interni e per capannoni industriali.

Degno di nota è l’incremento del suo utilizzo proprio in ambito privato: resiliente, facile da curare e altamente igienico.

Linoleum: un identikit.

Il linoleum è un materiale totalmente amico dell’ambiente: la sua ecosostenibilità è dovuta alla sua composizione in materie prime naturali quali resina, sughero, tuta, olio di semi di lino.

Si tratta di un rivestimento resiliente ed elastico, piuttosto sottile, facilmente lavorabile e lavabile, nonché isolante ed impermeabile. È inoltre totalmente riciclabile, dura a lungo ed ha proprietà antiscivolo, che lo rendono anche piuttosto sicuro in caso di bambini ed anziani. Quest’ultima caratteristica giustifica chiaramente il suo ampio utilizzo, nel corso dei decenni, in edifici pubblici come ospedali, scuole, palestre, aeroporti, biblioteche, cinema.

Come detto sopra, attualmente il suo utilizzo si sta decisamente diffondendo anche in ambito privato, grazie alla sua versatilità e resistenza, nonché alla sua capacità di creare ambienti caldi, accoglienti, confortevoli. Via libera dunque al suo utilizzo in alberghi ed abitazioni, tenendo presente che scegliere il linoleum come rivestimento significa optare per una soluzione rapida ed efficiente.

Un pavimento in linoleum può essere velocemente sovrapposto ad una pavimentazione preesistente oltre che disposto come supporto di nuova costruzione.

Qualche svantaggio: tende a deformarsi nel tempo a causa di temperatura e sbalzi termici, nonché dell’umidità che può essere presente in ambienti come il bagno o la cucina; necessita davvero di una posa a regola d’arte, che eviti la formazione di sacche d’aria o umidità sotto la sua superficie, col rischio di compromettere l’ambiente circostante.

Ricapitolando, un pavimento in linoleum è una soluzione economica, pratica ed ecologica, perfetta se il budget di ristrutturazione è contenuto.

Basti pensare che il suo costo base di partenza si aggira sui 22 euro al mq, indecentemente dal taglio a piastrella o a rotolo. Una variazione di prezzo è prevista sulla base della tipologia e dello spessore.

Come posare il linoleum.

Il linoleum può essere posato a colla oppure a secco. Scegliere fra le due tipologie dipende molto dal tipo di ambiente circostante al pavimento: se l’esigenza primaria è l’igiene conviene optare per una posa a secco, che garantisce una pulizia più facile ed efficace, mentre per un piccolo ambiente senza esigenze particolari si può scegliere invece una posa a colla, perfetta in caso di un taglio del linoleum a piastrelle.

La praticità di questo materiale si traduce nella possibilità di poterlo installare in autonomia, sebbene sia fondamentale fare molta attenzione ad evitare la formazione di sacche d’aria o di umidità, come detto sopra. È consigliabile, a questo proposito, aiutarsi con uno spazzolone per meglio stenderlo ed evitare corrugamenti.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa. Se siete persone originali, estrose, con un gran voglia di raccontare la vostra unicità anche attraverso gli spazi della vostra casa, lo stile boho chic fa decisamente per voi! Il nome di questo stile deriva dall’unione del termine bohemian, che richiama lo stile di vita di intellettuali ed artisti del XIX secolo, la parola francese chic, sinonimo di eleganza. Nasce agli inizi del 2000, come nuova tendenza nel settore della moda destinata a raggiungere presto anche quello dell’interior design. Lo stile boho chic è un piccolo universo di citazioni e suggestioni: far west, movimento hippy, stile etnico e quello nordico. Unisce tratti più minimali ad altri decisamente ricchi ed estrosi: la parola chiave è originalità, ed infatti si compone di molti pezzi unici, al punto che ogni casa acquisisce inevitabilmente una propria personalità spiccata e totalmente diversa da ogni altra. Tra innovazione e tradizione. Il fascino del boho chic è dato proprio dall’essere un originale mix tra ciò che è moderno e nuovo e ciò che invece è vintage. Ogni spazio così si anima di ricordi, aneddoti e storie da raccontare legate alla vita degli abitanti della casa. Nessuna casa in stile boho chic assomiglia ad un’altra perché tutte le persone sono uniche nel loro vissuto. Eppure, alcuni elementi di questo stile possono essere riconoscibili. Avete presente il Coachella Music Festival, che si svolge in California annualmente? Bene, l’atmosfera che si respira e soprattutto la mise dei partecipanti e del pubblico sono perfettamente in stile boho chic. Colori sgargianti ma anche al contrario chiari e candidi, stoffe per lo più naturali, richiami hippie, un’eccentricità che punta ad un’armonia ed una serenità senza tempo. L’arte di riciclare. Un’ altra caratteristica importante dello stile boho chic è la sua sostenibilità: gran parte dei suoi elementi si ottengono donando nuova vita e funzionalità ad oggetti ed arredi del passato. Questa operazione non è solo “etica” ma anche molto affascinante e, in un certo senso, artistica: bisogna diventare maestri nella ricerca di vecchi cimeli e tesori, facendo rivivere i ricordi più preziosi. Ci vuole pazienza e creatività: una casa boho chic è in continua trasformazione. Gli elementi dello stile boho chic. In particolare l’arredamento boho chic prevede l’utilizzo di: accessori ed arredi dal sapore etnico; mobili per lo più in legno grezzo o in arte povera; filati naturali come il cotone, il lino, stoffe ricamate finemente, tessuti San Gallo, ecc.; piante e fiori anche esotici, veri o artificiali come i kokedama; arredi e complementi di classe, anche moderni, magari trattati con colori luminosi come l’oro e l’argento; dettagli colorati, accessori stravaganti, decorazioni anche mistiche o dal mood spirituale o religioso come cuori votivi, crocifissi, santini, ecc. Lo stile boho chic è davvero particolare e richiama molto quelle case coloniali di un tempo, ricche per qualità dei mobili, rasserenanti, vivaci ma allo stesso tempo composte. Questo genere mixa dettagli ed arredi di terre lontane con il gusto europeo e grazie all’abilità di un progettista si potrà portare questa atmosfera anche nelle case urbane di oggi. Molto utilizzate nell’arredamento in stile boho chic sono le lanterne orientali, i pouf multicolore etnici sia provenienti da isole lontane sia realizzati in Italia. Immancabili sono poi complementi d’arredo iconici che donano maggiore modernità agli ambienti: tappeti, quadri e stampe, specchi, poltrone in vimini o midollino, ma anche sedute da appendere al soffitto. Tutto però deve essere di gran classe: questa è la sostanziale differenza tra boho ed il più comune etnico. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento!

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento! Il pavimento è una delle componenti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa. Scegliere il materiale più adatto potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto: a giorno d’oggi i materiali disponibili sono sempre di più. Se quelli di ultima generazione offrono vantaggi innovativi, anche quelli più tradizionali possono riservare delle sorprese e diventare delle nuove tendenze. Uno di questi è proprio il linoleum, uno dei materiali ormai più in voga del momento. Uno dei suoi più grandi pregi è la sostenibilità e la capacità di adattarsi a molti stili ed ambienti differenti. Inventato in Scozia negli anni ’60, viene oggi utilizzato per edifici pubblici e privati, per ambienti esterni, interni e per capannoni industriali. Degno di nota è l’incremento del suo utilizzo proprio in ambito privato: resiliente, facile da curare e altamente igienico. Linoleum: un identikit. Il linoleum è un materiale totalmente amico dell’ambiente: la sua ecosostenibilità è dovuta alla sua composizione in materie prime naturali quali resina, sughero, tuta, olio di semi di lino. Si tratta di un rivestimento resiliente ed elastico, piuttosto sottile, facilmente lavorabile e lavabile, nonché isolante ed impermeabile. È inoltre totalmente riciclabile, dura a lungo ed ha proprietà antiscivolo, che lo rendono anche piuttosto sicuro in caso di bambini ed anziani. Quest’ultima caratteristica giustifica chiaramente il suo ampio utilizzo, nel corso dei decenni, in edifici pubblici come ospedali, scuole, palestre, aeroporti, biblioteche, cinema. Come detto sopra, attualmente il suo utilizzo si sta decisamente diffondendo anche in ambito privato, grazie alla sua versatilità e resistenza, nonché alla sua capacità di creare ambienti caldi, accoglienti, confortevoli. Via libera dunque al suo utilizzo in alberghi ed abitazioni, tenendo presente che scegliere il linoleum come rivestimento significa optare per una soluzione rapida ed efficiente. Un pavimento in linoleum può essere velocemente sovrapposto ad una pavimentazione preesistente oltre che disposto come supporto di nuova costruzione. Qualche svantaggio: tende a deformarsi nel tempo a causa di temperatura e sbalzi termici, nonché dell’umidità che può essere presente in ambienti come il bagno o la cucina; necessita davvero di una posa a regola d’arte, che eviti la formazione di sacche d’aria o umidità sotto la sua superficie, col rischio di compromettere l’ambiente circostante. Ricapitolando, un pavimento in linoleum è una soluzione economica, pratica ed ecologica, perfetta se il budget di ristrutturazione è contenuto. Basti pensare che il suo costo base di partenza si aggira sui 22 euro al mq, indecentemente dal taglio a piastrella o a rotolo. Una variazione di prezzo è prevista sulla base della tipologia e dello spessore. Come posare il linoleum. Il linoleum può essere posato a colla oppure a secco. Scegliere fra le due tipologie dipende molto dal tipo di ambiente circostante al pavimento: se l’esigenza primaria è l’igiene conviene optare per una posa a secco, che garantisce una pulizia più facile ed efficace, mentre per un piccolo ambiente senza esigenze particolari si può scegliere invece una posa a colla, perfetta in caso di un taglio del linoleum a piastrelle. La praticità di questo materiale si traduce nella possibilità di poterlo installare in autonomia, sebbene sia fondamentale fare molta attenzione ad evitare la formazione di sacche d’aria o di umidità, come detto sopra. È consigliabile, a questo proposito, aiutarsi con uno spazzolone per meglio stenderlo ed evitare corrugamenti. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress.

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress. Spesso si pensa di ristrutturare la propria casa autonomamente, senza sapere a quante complicazioni burocratiche si vada incontro. Noi di Ristrutturare Casa Italia vogliamo proporvi una breve guida, facile ed intuitiva, su quali sono le principali pratiche edilizie (e non solo) necessarie per le ristrutturazioni. Non sempre è necessaria una pratica edilizia per ristrutturare casa, anche se lo è nella maggior parte dei casi. Ci sono inoltre documenti collaterali che vanno allegati o comunque che potrebbero essere richiesti. Bisogna tenere presente che è una materia estremamente complessa dal punto di vista legale, regolamentata non solo a livello nazionale ma anche regionale e comunale. La casistica pertanto è davvero infinita, e quindi è sempre necessario rivolgersi a professionisti che esaminino il vostro caso e curino le migliori soluzioni per voi. Noi di Ristrutturare Casa Italia metteremo a vostra disposizione professionisti altamente qualificati, che sappiano guidarvi passo dopo passo. Perché le pratiche edilizie sono importanti? Presupposto obbligatorio per poter fruire delle detrazioni fiscali, è che la casa sia in regola. Lavori eseguiti senza pratica edilizia quando era necessaria, o con pratiche edilizie incomplete e/o sbagliate, non hanno diritto alle detrazioni fiscali, che possono essere revocate dall’Agenzia delle Entrate fino a cinque anni dopo quello di godimento, anche con la restituzione delle somme già godute. La burocrazia edilizia. Il riferimento legislativo italiano per tutto ciò che riguarda i procedimenti edilizi privati è il Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 380/2001. Questo testo normativo si riferisce a tutte le opere edilizie nel loro complesso, quindi sia ristrutturazioni che nuove costruzioni. I tipi di interventi edilizi possibili sono stati suddivisi, all’art. 3 del T.U.E. in sei categorie, sulla base del loro impatto sull’assetto edilizio complessivo: Manutenzione Ordinaria Manutenzione Straordinaria Restauro e Risanamento Conservativo Ristrutturazione Edilizia Nuova Costruzione  Ristrutturazione Urbanistica Le due categorie che interessano la maggioranza delle ristrutturazioni sono le prime due: manutenzione ordinaria e straordinaria. Mentre le ultime due riguardano interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, la terza e la quarta riguardano gli edifici vincolati, cioè una minima parte degli edifici costruiti. È importante poi tenere presente che i Piani Regolatori Comunali disciplinano le categorie di intervento applicabili ad un singolo edificio o una determinata parte del territorio. Sicuramente le prime due categorie di intervento sono sempre applicabili a tutti gli edifici esistenti, in quanto fondamentali per garantirne la funzionalità. Inoltre è bene ricordare che nessun intervento edilizio può essere effettuato su edifici che presentano abusi o difformità. Quali opere rientrano nella manutenzione ordinaria? Rientrano in questa categoria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. Si parla quindi di pavimenti, sanitari, porte, finestre, finiture varie, rivestimenti ecc. ma anche di controsoffitti, rifacimento di intonaci, condizionatori, pannelli fotovoltaici e riparazione degli impianti esistenti. Quali opere rientrano nella manutenzione straordinaria? Rientrano in questa categoria “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati, necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”. Si parla quindi di lavori edilizi ed impiantistici oppure di interventi rilevanti dal punto di vista urbanistico. Le pratiche edilizie. In caso di opere rientranti nella manutenzione ordinaria non è necessario presentare alcuna pratica edilizia, infatti si sta parlando di edilizia libera. Attenzione però: alcuni comuni possono comunque richiedere la presentazione di una comunicazione per determinati tipi di interventi rientranti nella manutenzione ordinaria Invece, in caso di opere rientranti nella manutenzione straordinaria, ma senza l’esecuzione di opere strutturali, la pratica edilizia da presentare è la CILA. In questo caso la manutenzione straordinaria si dice “leggera” ed è la classica tipologia di intervento della maggior parte delle ristrutturazioni. Per le opere rientranti nella manutenzione straordinaria ma che prevedono anche l’esecuzione lavori strutturali, la pratica edilizia da presentare è la SCIA. In questo caso si parla di manutenzione straordinaria “pesante”. La CILA. La sigla CILA sta per comunicazione di inizio lavori asseverata. Da ciò si evince che: è una comunicazione e non una richiesta di autorizzazione 2) deve essere asseverata: cioè ci deve essere qualcuno che, apponendo un timbro e una firma, certifichi che tutto quello dichiarato nella pratica edilizia è corretto. Questo qualcuno è obbligatoriamente un tecnico abilitato: architetto, ingegnere o geometra. In sintesi la pratica dovrà contenere: la comunicazione resa su un modello a firma del titolare di diritti sull’immobile (proprietario, usufruttuario, locatario, etc.);  l’asseverazione a firma del tecnico abilitato, anche questa resa su un modello;  una serie di allegati (documenti di identità di tutti i soggetti coinvolti, ricevuta di versamento dei diritti di segreteria – solitamente tra i 50 e i 300 euro -, gli elaborati progettuali – solitamente una relazione, una pianta dello stato di fatto ed una pianta del progetto). Può inoltre essere necessario allegare: piante con gli schemi impiantistici, stima dei rifiuti prodotti dalle demolizioni con relativo contratto di discarica per lo smaltimento, dichiarazione di affidamento di incarico al tecnico con sua dichiarazione di avvenuto pagamento, DURC dell’impresa con dichiarazione di contratto collettivo applicato, titolo di proprietà dell’immobile, planimetria e visura catastale. Resta ferma la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre obblighi

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Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio!

Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio! Rinnovare la propria casa in modo ecosostenibile è ancora più conveniente per te e per l’ambiente. Spesso non occorre sostituire completamente l’arredamento: basta dare nuova linfa a quello esistente. Se qualche mobile ormai non è più di vostro gusto e ha decisamente molti anni di vita, potrebbe essere la perfetta occasione per cimentarvi in una pratica antica ed affascinante, dai risultati sorprendenti. Stiamo parlando del decapaggio, una tecnica raffinata che è quasi un’arte e che potrebbe rivelarsi anche molto divertente da soli o in compagnia. Consiste nel rimuovere lo strato superficiale della vernice di un mobile per conferirgli un aspetto volutamente consumato e dare l’impressione che sia molto più antico. È una strategia che consente di ridare nuova vita a mobili che magari, per molti motivi, ci hanno stufato o sono danneggiati. A cosa serve? Il termine decapare deriva dal francese decapèr, che significa rimuovere la cappa, la copertura, e la tecnica ha origini molto antiche, rintracciabili alla metà del 1700 circa. Gli artigiani decapavano il legno per proteggerlo dai tarli, lavandolo prima con la soda e passando poi una mano di calce con cui disinfestarne pori e fessure. Oggi numerosi corsi di fai da te hanno permesso la riscoperta e diffusione di quest’arte manuale che permette di recuperare mobili antichi o semplicemente di renderli più affascinanti ed adatti a precise esigenze di gusto. È infatti sempre più diffuso il cosiddetto shabby chic, uno stile basato sull’utilizzo di un arredamento volutamente antichizzato, con l’utilizzo di vernici dalle tinte tenui, quasi sbiadite, che richiamano l’epoca vittoriana o addirittura rinascimentale. Sono oggetto di decapaggio non solo mobili vecchi, ma anche in legno grezzo: si può lavorare quindi anche su elementi di arredamento appena acquistati. La giusta tecnica. Per decapare un mobile occorre innanzitutto avere i giusti strumenti: occhiali, guanti protettivi, un pennello piatto, una spazzola metallica, della lana d’acciaio, meglio se a grana extra, stucco, carta vetrata, vernice acrilica chiara e scura. Per procedere è opportuno trovarsi all’aperto o in un locale ben ventilato, dal momento che si utilizzeranno vernici e si produrranno sostanze nocive come polveri sottili; è inoltre consigliabile dotarsi delle giuste protezioni, come una tuta, dei guanti, degli occhiali e una mascherina. Prese queste precauzioni, si può iniziare a decapare il proprio mobile: carteggiare con la carta vetrata per rimuovere accuratamente la vernice Stuccare le parti danneggiate e lasciare asciugare Spazzolare la superficie del legno con la spazzola metallica, in modo da creare piccoli solchi che faciliteranno la penetrazione della cera Impregnare la lana d’acciaio con la pasta di cera e spalmarla sul legno Lasciare asciugare per circa 30 minuti Usare di nuovo la lana d’acciaio, immersa questa volta nella cera più scura, per rimuovere la cera chiara ed ottenere l’effetto desiderato Lucidare il mobile secondo il proprio gusto Tipologie e manutenzione. La manutenzione di un mobile decapato non richiede altro che la rimozione della polvere in eccesso ed un panno imbevuto di cera chiara per mobili. Le tipologie di questa tecnica invece sono molte: shabby chic, per una casa elegante e raffinata, shabby french per richiamare atmosfere francesi di fine Ottocento, shabby total white se gli arredi saranno totalmente bianchi, country chic per un effetto rustico ma elegante, rustic worn per un rustico vissuto. È possibile decapare moltissimi mobili diversi: poltrone, sedie, sgabelli, tavoli di qualunque forma e dimensione, divani, specchiere, armadi, madie, mensole, cassettiere. Potrete davvero dare sfogo alla vostra creatività! Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Calore e comfort con il grès effetto legno.

Calore e comfort con il grès effetto legno. Il grès porcellanato effetto legno è una scelta sicuramente innovativa, perché si parla di un tipo di ceramica compatta, lavorata fino a raggiungere un alto grado di durezza e resistenza ad agenti chimici ed atmosferici, nonché a sollecitazioni meccaniche come graffi, abrasioni, flessioni, urti. Il grès effetto legno è inoltre impermeabile ai liquidi, ma senza l’utilizzo di impermeabilizzanti chimici, vernici o resine, cosa che lo rende un materiale molto più salubre rispetto ad alternative simili. Quante sensazioni può dare un pavimento sotto i nostri piedi? Infinite. Calore, sicurezza, comfort, pulizia, ricercatezza. Nel vasto panorama delle possibilità di rivestimento, il nostro showroom in questo articolo ve ne propone una che raduna tutte queste caratteristiche e non solo. Una caratteristica importante per qualunque pavimento è quella di essere il più possibile resistente al tempo ed all’usura: il grès porcellanato effetto legno sicuramente soddisfa queste esigenze, essendo un rivestimento ideale per qualunque zona della casa. Non assorbe odori e non rilascia sostanze nocive per l’uomo, non si usura nel tempo e resiste ad un elevato calpestio. È questa una scelta notevole anche da un punto di vista strettamente estetico: il calore armonioso del legno, elegante e raffinato, si combina ad una serie di vantaggi rispetto ad un’alternativa in vero legno o in altri materiali che lo imitano. Infatti non è solo economicamente più conveniente, ma anche più ecologico, dal momento che previene la deforestazione e predilige l’utilizzo di materiali di scarto (argille, sabbie e feldspati) che ne fondano la resistenza. La sua versatilità lo rende ottimo per gli interni come per gli esterni ed è possibile sbizzarrirsi con le molteplici possibilità cromatiche e di texture: spesso si scelgono colori chiari, perfetti da abbinare a decine di altre tonalità, per gli effetti più estrosi ed originali. Ma non sono da sottovalutare neppure le sue tonalità più scure, come ad esempio il marrone o il nero, che ben si prestano a contrasti piacevoli, sorprendenti, da valorizzare e bilanciare con l’illuminotecnica; così come può essere un’ottima alternativa il grigio, che in accostamento a tonalità più forti ed accese rimane neutro ma viene valorizzato al massimo. È un materiale facile da gestire nel tempo, non necessitando di tutte le cure specifiche di cui invece ha bisogno un pavimento in parquet, e per tenerlo pulito è sufficiente acqua ed un detergente specifico per pavimenti. È quindi un materiale jolly, adatto ai più diversi stili di arredamento: dai più classici ai più moderni, dal minimal ai più eccentrici, proponendo un’eleganza ed una semplicità durature, che non passano mai di moda. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Romanticismo e natura: lo stile provenzale.

Romanticismo e natura: lo stile provenzale. Chi è stato in Provenza almeno una volta nella vita, sicuramente subirà il fascino dello stile provenzale: quell’atmosfera tersa, lenta, poetica, che accompagna le campagne e le città del sud della Francia. Un’aura che rimane nel cuore e che sa ispirare, al punto da non riuscire a dimenticarla. Se desiderate portarla con voi, nella vostra casa, sappiate che è possibile! Ma andiamo con ordine: innanzitutto lo stile provenzale affonda le sue radici nel 1600, nella Versailles di Luigi XIV che ingaggiò i più prestigiosi artisti ed artigiani dell’epoca per renderla un’icona assoluta di lusso e stile. Gli influssi della capitale si diffusero presto anche in campagna, in particolare nel territorio provenzale. Ed ecco che rustiche case contadine cominciano ad impreziosirsi di influenze lussuose provenienti da Parigi, segnando per sempre la cifra distintiva dello stile provenzale. Oggi l’arredamento in stile provenzale si è ormai consolidato come uno dei più amati al mondo. Ricordando lo shabby chic e lo stile country francese, si presenta come un affascinante mix di comfort, raffinatezza ed un’elegante rusticità che lo rendono sofisticato e genuino allo stesso tempo. In particolare si differenzia dallo shabby chic sopra citato per l’atmosfera: qui infatti vige un mood più romantico, fatato, si azzardano di più tinte glicine, lilla, salvia, mentre nello shabby è preferito il candore del bianco e delle tinte neutre. Colori naturali, tinte pastello e tanta fantasia. I colori e la natura del sud della Francia splendono cristallizzati in questo genere di arredamento. Una vita semplice, en plen air, armoniosa e rilassata, sono la fonte di questa estetica così vivace ed accogliente. La delicatezza è il comune denominatore dei colori e dei materiali usati: la lavanda spicca su tutti, dal fiore così diffuso in Provenza, che ogni anno regala meravigliose ed abbondanti fioriture. Molto utilizzate anche tutte le altre tinte pastello (in particolare verde salvia ed azzurro) meglio se intrecciate con con varianti del bianco e dell’avorio, del blu e del giallo. Lo stile provenzale utilizza molto anche i tessuti: soprattutto lino e cotone leggero, da usare con tende, cuscini, divani, sofà, biancheria e trapunte. Le fantasie predilette sono invece quelle floreali. I materiali. Il legno è il principale materiale utilizzato in questo stile: si tratta però di legno recuperato e decapato a regola d’arte, ovvero sottoposto ad una tecnica che regale un aspetto antichizzato e vissuto. Un altro materiale ricorrente, che si ritrova in sedie, testiere o tavolini, è il ferro battuto, di solito laccato di bianco o avorio. Il gusto decorativo per far fiorire la tua casa. Fiori, fiori ed ancora fiori! I motivi floreali sono il cuore di questo stile, che vuole rendere tutto il respiro delle campagne provenzali, la vitalità e le piccole gioie di una vita rilassata, in armonia con la natura ed i suoi colori. Lavanda, salvia, ranuncoli, rose, margherite, gipsofila… è davvero vasto il panorama di possibilità da applicare a questo stile. Il risultato sarà sorprendente: un profumato abbraccio di accoglienza e comfort, rinforzato dall’utilizzo di candele, cuscini, tendaggi, tappeti, mazzi di fiori freschi, saponette profumate, cesti di pot-pourri in materiali naturali come il vimini, ma anche pentole in rame e porcellane sapientemente esposte. Come arredare in stile provenzale. Potrai ricreare comunque un ambiente provenzale utilizzando tutti i topic dello shabby chic, arricchendoli con: decorazioni che richiamano la provenza come quadretti naturalistici, magari con scritte in francese o simili. tende e tessuti nei toni pastello; fiori freschi o secchi come la lavanda, capace pure di regalare fragranze rasserenanti; rivestimenti non prettamente bianchi, ma anche polverosi come il rosa cipria, il verde pistacchio o il salvia, il crema, il grigio, ecc.; Lo stile provenzale è perfetto per arredare casa in campagna, ma pure nelle case al mare o di villeggiatura, dal momento che ispira leggerezza, primavera ed estate. Nelle case rustiche poi si ha la possibilità di sfruttare proprio l’architettura tipica, cornice ideale per questo genere d’arredo. Ed anche in questo caso può essere mitigato e personalizzato grazie all’intervento di un abile architetto. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Abbellisci la tua casa con la pampa.

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Abbellisci la tua casa con la pampa.

Ristrutturare la propria casa comporta una serie di scelte in termini di interior design, volte a renderla personale e calda.

Per gli amanti della natura, le piante giocano un ruolo fondamentale in questo senso: rendono l’ambiente subito molto più accogliente e sereno.

Ma quante opportunità esistono, in concreto, per dare alla propria casa un’aura green?

Uno dei trend del momento è rappresentato dalla pampa, una graminacea molto affascinante, dalle infiorescenze leggere, colorate e vaporose, che si è da qualche tempo imposta nel panorama dell’interior design.

La pampa, dal nome scientifico di Cortaderia Selloana, è una pianta perenne  di origine sudamericana, che cresce facilmente sia in terra che in vaso; la sua altezza si aggira tra i 2 e i 4 metri e la sua fioritura si sviluppa dal mese di agosto fino alla primavera seguente, anche se è possibile acquistarle tutto l’anno. Le sue infiorescenze, molto caratteristiche e di grande impatto estetico, valorizzano gli angoli di abitazioni e giardini in cui sono posizionate, creando un fascino senza tempo: i colori vanno dal tabacco al rosa, dall’argento al crema. Sono un incrocio tra una spiga di grano ed una grande e soffice piuma.

Importata negli Stati Uniti dagli anni ’70, è solo da qualche anno divenuta una vera e propria tendenza internazionale nell’ambito del design decorativo per interni ed esterni: oltre al suo grande impatto estetico è anche molto pratica, necessitando di poche cure.

Un fascino autunnale.

La pampa risulta particolarmente indicata per decorare la casa in autunno. Spesso non viene acquistata ma direttamente coltivata in autonomia, per poi essere essiccata e cosparsa di lacca per i capelli in modo da conservarsi intatta.

Nel caso si scelga questa opzione, è bene tagliare alcuni gambi tenendo conto della lunghezza desiderata, rimuovere le foglie situate alla base degli steli, legarli con uno spago o un elastico e poi lasciarli appesi a testa in giù per circa tre settimane, in un luogo fresco ed asciutto.

Le varietà della pampa.

Un altro punto di forza della pampa sono le sue varietà, che la rendono un elemento decorativo ancora più flessibile e versatile, adatto ai più diversi tipi di ambiente.

La Monstrosa, ritenuta da molti quella più affascinante a livello estetico, è caratterizzata da infiorescenze simili a piume color argento, soffici e splendenti; la Pumila, la Patagonia e la Highfield Pink sono invece dotate di pennacchi color rosa pallido; la Sunningdale Silver ha invece fiori argentati e foglie color grigio verde.

Dove usare la pampa.

Che sia sopra un ripiano o un mobile, addossate ad una parete oppure sospese, da sole in vaso oppure a formare composizioni e ghirlande insieme ad altre tipologie floreali e vegetali, le pampa si caratterizzano per la loro capacità di creare decorazioni a lunga durata, romantiche e vaporose, dal fascino elegante e discreto.

Un ambiente decorato dalle pampa acquista un aura raffinata ma mai appesantita, perfetta per integrare tutti gli stili di arredamento, dal classico al minimal.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa. Se siete persone originali, estrose, con un gran voglia di raccontare la vostra unicità anche attraverso gli spazi della vostra casa, lo stile boho chic fa decisamente per voi! Il nome di questo stile deriva dall’unione del termine bohemian, che richiama lo stile di vita di intellettuali ed artisti del XIX secolo, la parola francese chic, sinonimo di eleganza. Nasce agli inizi del 2000, come nuova tendenza nel settore della moda destinata a raggiungere presto anche quello dell’interior design. Lo stile boho chic è un piccolo universo di citazioni e suggestioni: far west, movimento hippy, stile etnico e quello nordico. Unisce tratti più minimali ad altri decisamente ricchi ed estrosi: la parola chiave è originalità, ed infatti si compone di molti pezzi unici, al punto che ogni casa acquisisce inevitabilmente una propria personalità spiccata e totalmente diversa da ogni altra. Tra innovazione e tradizione. Il fascino del boho chic è dato proprio dall’essere un originale mix tra ciò che è moderno e nuovo e ciò che invece è vintage. Ogni spazio così si anima di ricordi, aneddoti e storie da raccontare legate alla vita degli abitanti della casa. Nessuna casa in stile boho chic assomiglia ad un’altra perché tutte le persone sono uniche nel loro vissuto. Eppure, alcuni elementi di questo stile possono essere riconoscibili. Avete presente il Coachella Music Festival, che si svolge in California annualmente? Bene, l’atmosfera che si respira e soprattutto la mise dei partecipanti e del pubblico sono perfettamente in stile boho chic. Colori sgargianti ma anche al contrario chiari e candidi, stoffe per lo più naturali, richiami hippie, un’eccentricità che punta ad un’armonia ed una serenità senza tempo. L’arte di riciclare. Un’ altra caratteristica importante dello stile boho chic è la sua sostenibilità: gran parte dei suoi elementi si ottengono donando nuova vita e funzionalità ad oggetti ed arredi del passato. Questa operazione non è solo “etica” ma anche molto affascinante e, in un certo senso, artistica: bisogna diventare maestri nella ricerca di vecchi cimeli e tesori, facendo rivivere i ricordi più preziosi. Ci vuole pazienza e creatività: una casa boho chic è in continua trasformazione. Gli elementi dello stile boho chic. In particolare l’arredamento boho chic prevede l’utilizzo di: accessori ed arredi dal sapore etnico; mobili per lo più in legno grezzo o in arte povera; filati naturali come il cotone, il lino, stoffe ricamate finemente, tessuti San Gallo, ecc.; piante e fiori anche esotici, veri o artificiali come i kokedama; arredi e complementi di classe, anche moderni, magari trattati con colori luminosi come l’oro e l’argento; dettagli colorati, accessori stravaganti, decorazioni anche mistiche o dal mood spirituale o religioso come cuori votivi, crocifissi, santini, ecc. Lo stile boho chic è davvero particolare e richiama molto quelle case coloniali di un tempo, ricche per qualità dei mobili, rasserenanti, vivaci ma allo stesso tempo composte. Questo genere mixa dettagli ed arredi di terre lontane con il gusto europeo e grazie all’abilità di un progettista si potrà portare questa atmosfera anche nelle case urbane di oggi. Molto utilizzate nell’arredamento in stile boho chic sono le lanterne orientali, i pouf multicolore etnici sia provenienti da isole lontane sia realizzati in Italia. Immancabili sono poi complementi d’arredo iconici che donano maggiore modernità agli ambienti: tappeti, quadri e stampe, specchi, poltrone in vimini o midollino, ma anche sedute da appendere al soffitto. Tutto però deve essere di gran classe: questa è la sostanziale differenza tra boho ed il più comune etnico. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento!

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento! Il pavimento è una delle componenti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa. Scegliere il materiale più adatto potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto: a giorno d’oggi i materiali disponibili sono sempre di più. Se quelli di ultima generazione offrono vantaggi innovativi, anche quelli più tradizionali possono riservare delle sorprese e diventare delle nuove tendenze. Uno di questi è proprio il linoleum, uno dei materiali ormai più in voga del momento. Uno dei suoi più grandi pregi è la sostenibilità e la capacità di adattarsi a molti stili ed ambienti differenti. Inventato in Scozia negli anni ’60, viene oggi utilizzato per edifici pubblici e privati, per ambienti esterni, interni e per capannoni industriali. Degno di nota è l’incremento del suo utilizzo proprio in ambito privato: resiliente, facile da curare e altamente igienico. Linoleum: un identikit. Il linoleum è un materiale totalmente amico dell’ambiente: la sua ecosostenibilità è dovuta alla sua composizione in materie prime naturali quali resina, sughero, tuta, olio di semi di lino. Si tratta di un rivestimento resiliente ed elastico, piuttosto sottile, facilmente lavorabile e lavabile, nonché isolante ed impermeabile. È inoltre totalmente riciclabile, dura a lungo ed ha proprietà antiscivolo, che lo rendono anche piuttosto sicuro in caso di bambini ed anziani. Quest’ultima caratteristica giustifica chiaramente il suo ampio utilizzo, nel corso dei decenni, in edifici pubblici come ospedali, scuole, palestre, aeroporti, biblioteche, cinema. Come detto sopra, attualmente il suo utilizzo si sta decisamente diffondendo anche in ambito privato, grazie alla sua versatilità e resistenza, nonché alla sua capacità di creare ambienti caldi, accoglienti, confortevoli. Via libera dunque al suo utilizzo in alberghi ed abitazioni, tenendo presente che scegliere il linoleum come rivestimento significa optare per una soluzione rapida ed efficiente. Un pavimento in linoleum può essere velocemente sovrapposto ad una pavimentazione preesistente oltre che disposto come supporto di nuova costruzione. Qualche svantaggio: tende a deformarsi nel tempo a causa di temperatura e sbalzi termici, nonché dell’umidità che può essere presente in ambienti come il bagno o la cucina; necessita davvero di una posa a regola d’arte, che eviti la formazione di sacche d’aria o umidità sotto la sua superficie, col rischio di compromettere l’ambiente circostante. Ricapitolando, un pavimento in linoleum è una soluzione economica, pratica ed ecologica, perfetta se il budget di ristrutturazione è contenuto. Basti pensare che il suo costo base di partenza si aggira sui 22 euro al mq, indecentemente dal taglio a piastrella o a rotolo. Una variazione di prezzo è prevista sulla base della tipologia e dello spessore. Come posare il linoleum. Il linoleum può essere posato a colla oppure a secco. Scegliere fra le due tipologie dipende molto dal tipo di ambiente circostante al pavimento: se l’esigenza primaria è l’igiene conviene optare per una posa a secco, che garantisce una pulizia più facile ed efficace, mentre per un piccolo ambiente senza esigenze particolari si può scegliere invece una posa a colla, perfetta in caso di un taglio del linoleum a piastrelle. La praticità di questo materiale si traduce nella possibilità di poterlo installare in autonomia, sebbene sia fondamentale fare molta attenzione ad evitare la formazione di sacche d’aria o di umidità, come detto sopra. È consigliabile, a questo proposito, aiutarsi con uno spazzolone per meglio stenderlo ed evitare corrugamenti. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress.

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress. Spesso si pensa di ristrutturare la propria casa autonomamente, senza sapere a quante complicazioni burocratiche si vada incontro. Noi di Ristrutturare Casa Italia vogliamo proporvi una breve guida, facile ed intuitiva, su quali sono le principali pratiche edilizie (e non solo) necessarie per le ristrutturazioni. Non sempre è necessaria una pratica edilizia per ristrutturare casa, anche se lo è nella maggior parte dei casi. Ci sono inoltre documenti collaterali che vanno allegati o comunque che potrebbero essere richiesti. Bisogna tenere presente che è una materia estremamente complessa dal punto di vista legale, regolamentata non solo a livello nazionale ma anche regionale e comunale. La casistica pertanto è davvero infinita, e quindi è sempre necessario rivolgersi a professionisti che esaminino il vostro caso e curino le migliori soluzioni per voi. Noi di Ristrutturare Casa Italia metteremo a vostra disposizione professionisti altamente qualificati, che sappiano guidarvi passo dopo passo. Perché le pratiche edilizie sono importanti? Presupposto obbligatorio per poter fruire delle detrazioni fiscali, è che la casa sia in regola. Lavori eseguiti senza pratica edilizia quando era necessaria, o con pratiche edilizie incomplete e/o sbagliate, non hanno diritto alle detrazioni fiscali, che possono essere revocate dall’Agenzia delle Entrate fino a cinque anni dopo quello di godimento, anche con la restituzione delle somme già godute. La burocrazia edilizia. Il riferimento legislativo italiano per tutto ciò che riguarda i procedimenti edilizi privati è il Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 380/2001. Questo testo normativo si riferisce a tutte le opere edilizie nel loro complesso, quindi sia ristrutturazioni che nuove costruzioni. I tipi di interventi edilizi possibili sono stati suddivisi, all’art. 3 del T.U.E. in sei categorie, sulla base del loro impatto sull’assetto edilizio complessivo: Manutenzione Ordinaria Manutenzione Straordinaria Restauro e Risanamento Conservativo Ristrutturazione Edilizia Nuova Costruzione  Ristrutturazione Urbanistica Le due categorie che interessano la maggioranza delle ristrutturazioni sono le prime due: manutenzione ordinaria e straordinaria. Mentre le ultime due riguardano interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, la terza e la quarta riguardano gli edifici vincolati, cioè una minima parte degli edifici costruiti. È importante poi tenere presente che i Piani Regolatori Comunali disciplinano le categorie di intervento applicabili ad un singolo edificio o una determinata parte del territorio. Sicuramente le prime due categorie di intervento sono sempre applicabili a tutti gli edifici esistenti, in quanto fondamentali per garantirne la funzionalità. Inoltre è bene ricordare che nessun intervento edilizio può essere effettuato su edifici che presentano abusi o difformità. Quali opere rientrano nella manutenzione ordinaria? Rientrano in questa categoria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. Si parla quindi di pavimenti, sanitari, porte, finestre, finiture varie, rivestimenti ecc. ma anche di controsoffitti, rifacimento di intonaci, condizionatori, pannelli fotovoltaici e riparazione degli impianti esistenti. Quali opere rientrano nella manutenzione straordinaria? Rientrano in questa categoria “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati, necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”. Si parla quindi di lavori edilizi ed impiantistici oppure di interventi rilevanti dal punto di vista urbanistico. Le pratiche edilizie. In caso di opere rientranti nella manutenzione ordinaria non è necessario presentare alcuna pratica edilizia, infatti si sta parlando di edilizia libera. Attenzione però: alcuni comuni possono comunque richiedere la presentazione di una comunicazione per determinati tipi di interventi rientranti nella manutenzione ordinaria Invece, in caso di opere rientranti nella manutenzione straordinaria, ma senza l’esecuzione di opere strutturali, la pratica edilizia da presentare è la CILA. In questo caso la manutenzione straordinaria si dice “leggera” ed è la classica tipologia di intervento della maggior parte delle ristrutturazioni. Per le opere rientranti nella manutenzione straordinaria ma che prevedono anche l’esecuzione lavori strutturali, la pratica edilizia da presentare è la SCIA. In questo caso si parla di manutenzione straordinaria “pesante”. La CILA. La sigla CILA sta per comunicazione di inizio lavori asseverata. Da ciò si evince che: è una comunicazione e non una richiesta di autorizzazione 2) deve essere asseverata: cioè ci deve essere qualcuno che, apponendo un timbro e una firma, certifichi che tutto quello dichiarato nella pratica edilizia è corretto. Questo qualcuno è obbligatoriamente un tecnico abilitato: architetto, ingegnere o geometra. In sintesi la pratica dovrà contenere: la comunicazione resa su un modello a firma del titolare di diritti sull’immobile (proprietario, usufruttuario, locatario, etc.);  l’asseverazione a firma del tecnico abilitato, anche questa resa su un modello;  una serie di allegati (documenti di identità di tutti i soggetti coinvolti, ricevuta di versamento dei diritti di segreteria – solitamente tra i 50 e i 300 euro -, gli elaborati progettuali – solitamente una relazione, una pianta dello stato di fatto ed una pianta del progetto). Può inoltre essere necessario allegare: piante con gli schemi impiantistici, stima dei rifiuti prodotti dalle demolizioni con relativo contratto di discarica per lo smaltimento, dichiarazione di affidamento di incarico al tecnico con sua dichiarazione di avvenuto pagamento, DURC dell’impresa con dichiarazione di contratto collettivo applicato, titolo di proprietà dell’immobile, planimetria e visura catastale. Resta ferma la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre obblighi

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Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio!

Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio! Rinnovare la propria casa in modo ecosostenibile è ancora più conveniente per te e per l’ambiente. Spesso non occorre sostituire completamente l’arredamento: basta dare nuova linfa a quello esistente. Se qualche mobile ormai non è più di vostro gusto e ha decisamente molti anni di vita, potrebbe essere la perfetta occasione per cimentarvi in una pratica antica ed affascinante, dai risultati sorprendenti. Stiamo parlando del decapaggio, una tecnica raffinata che è quasi un’arte e che potrebbe rivelarsi anche molto divertente da soli o in compagnia. Consiste nel rimuovere lo strato superficiale della vernice di un mobile per conferirgli un aspetto volutamente consumato e dare l’impressione che sia molto più antico. È una strategia che consente di ridare nuova vita a mobili che magari, per molti motivi, ci hanno stufato o sono danneggiati. A cosa serve? Il termine decapare deriva dal francese decapèr, che significa rimuovere la cappa, la copertura, e la tecnica ha origini molto antiche, rintracciabili alla metà del 1700 circa. Gli artigiani decapavano il legno per proteggerlo dai tarli, lavandolo prima con la soda e passando poi una mano di calce con cui disinfestarne pori e fessure. Oggi numerosi corsi di fai da te hanno permesso la riscoperta e diffusione di quest’arte manuale che permette di recuperare mobili antichi o semplicemente di renderli più affascinanti ed adatti a precise esigenze di gusto. È infatti sempre più diffuso il cosiddetto shabby chic, uno stile basato sull’utilizzo di un arredamento volutamente antichizzato, con l’utilizzo di vernici dalle tinte tenui, quasi sbiadite, che richiamano l’epoca vittoriana o addirittura rinascimentale. Sono oggetto di decapaggio non solo mobili vecchi, ma anche in legno grezzo: si può lavorare quindi anche su elementi di arredamento appena acquistati. La giusta tecnica. Per decapare un mobile occorre innanzitutto avere i giusti strumenti: occhiali, guanti protettivi, un pennello piatto, una spazzola metallica, della lana d’acciaio, meglio se a grana extra, stucco, carta vetrata, vernice acrilica chiara e scura. Per procedere è opportuno trovarsi all’aperto o in un locale ben ventilato, dal momento che si utilizzeranno vernici e si produrranno sostanze nocive come polveri sottili; è inoltre consigliabile dotarsi delle giuste protezioni, come una tuta, dei guanti, degli occhiali e una mascherina. Prese queste precauzioni, si può iniziare a decapare il proprio mobile: carteggiare con la carta vetrata per rimuovere accuratamente la vernice Stuccare le parti danneggiate e lasciare asciugare Spazzolare la superficie del legno con la spazzola metallica, in modo da creare piccoli solchi che faciliteranno la penetrazione della cera Impregnare la lana d’acciaio con la pasta di cera e spalmarla sul legno Lasciare asciugare per circa 30 minuti Usare di nuovo la lana d’acciaio, immersa questa volta nella cera più scura, per rimuovere la cera chiara ed ottenere l’effetto desiderato Lucidare il mobile secondo il proprio gusto Tipologie e manutenzione. La manutenzione di un mobile decapato non richiede altro che la rimozione della polvere in eccesso ed un panno imbevuto di cera chiara per mobili. Le tipologie di questa tecnica invece sono molte: shabby chic, per una casa elegante e raffinata, shabby french per richiamare atmosfere francesi di fine Ottocento, shabby total white se gli arredi saranno totalmente bianchi, country chic per un effetto rustico ma elegante, rustic worn per un rustico vissuto. È possibile decapare moltissimi mobili diversi: poltrone, sedie, sgabelli, tavoli di qualunque forma e dimensione, divani, specchiere, armadi, madie, mensole, cassettiere. Potrete davvero dare sfogo alla vostra creatività! Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Calore e comfort con il grès effetto legno.

Calore e comfort con il grès effetto legno. Il grès porcellanato effetto legno è una scelta sicuramente innovativa, perché si parla di un tipo di ceramica compatta, lavorata fino a raggiungere un alto grado di durezza e resistenza ad agenti chimici ed atmosferici, nonché a sollecitazioni meccaniche come graffi, abrasioni, flessioni, urti. Il grès effetto legno è inoltre impermeabile ai liquidi, ma senza l’utilizzo di impermeabilizzanti chimici, vernici o resine, cosa che lo rende un materiale molto più salubre rispetto ad alternative simili. Quante sensazioni può dare un pavimento sotto i nostri piedi? Infinite. Calore, sicurezza, comfort, pulizia, ricercatezza. Nel vasto panorama delle possibilità di rivestimento, il nostro showroom in questo articolo ve ne propone una che raduna tutte queste caratteristiche e non solo. Una caratteristica importante per qualunque pavimento è quella di essere il più possibile resistente al tempo ed all’usura: il grès porcellanato effetto legno sicuramente soddisfa queste esigenze, essendo un rivestimento ideale per qualunque zona della casa. Non assorbe odori e non rilascia sostanze nocive per l’uomo, non si usura nel tempo e resiste ad un elevato calpestio. È questa una scelta notevole anche da un punto di vista strettamente estetico: il calore armonioso del legno, elegante e raffinato, si combina ad una serie di vantaggi rispetto ad un’alternativa in vero legno o in altri materiali che lo imitano. Infatti non è solo economicamente più conveniente, ma anche più ecologico, dal momento che previene la deforestazione e predilige l’utilizzo di materiali di scarto (argille, sabbie e feldspati) che ne fondano la resistenza. La sua versatilità lo rende ottimo per gli interni come per gli esterni ed è possibile sbizzarrirsi con le molteplici possibilità cromatiche e di texture: spesso si scelgono colori chiari, perfetti da abbinare a decine di altre tonalità, per gli effetti più estrosi ed originali. Ma non sono da sottovalutare neppure le sue tonalità più scure, come ad esempio il marrone o il nero, che ben si prestano a contrasti piacevoli, sorprendenti, da valorizzare e bilanciare con l’illuminotecnica; così come può essere un’ottima alternativa il grigio, che in accostamento a tonalità più forti ed accese rimane neutro ma viene valorizzato al massimo. È un materiale facile da gestire nel tempo, non necessitando di tutte le cure specifiche di cui invece ha bisogno un pavimento in parquet, e per tenerlo pulito è sufficiente acqua ed un detergente specifico per pavimenti. È quindi un materiale jolly, adatto ai più diversi stili di arredamento: dai più classici ai più moderni, dal minimal ai più eccentrici, proponendo un’eleganza ed una semplicità durature, che non passano mai di moda. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Romanticismo e natura: lo stile provenzale.

Romanticismo e natura: lo stile provenzale. Chi è stato in Provenza almeno una volta nella vita, sicuramente subirà il fascino dello stile provenzale: quell’atmosfera tersa, lenta, poetica, che accompagna le campagne e le città del sud della Francia. Un’aura che rimane nel cuore e che sa ispirare, al punto da non riuscire a dimenticarla. Se desiderate portarla con voi, nella vostra casa, sappiate che è possibile! Ma andiamo con ordine: innanzitutto lo stile provenzale affonda le sue radici nel 1600, nella Versailles di Luigi XIV che ingaggiò i più prestigiosi artisti ed artigiani dell’epoca per renderla un’icona assoluta di lusso e stile. Gli influssi della capitale si diffusero presto anche in campagna, in particolare nel territorio provenzale. Ed ecco che rustiche case contadine cominciano ad impreziosirsi di influenze lussuose provenienti da Parigi, segnando per sempre la cifra distintiva dello stile provenzale. Oggi l’arredamento in stile provenzale si è ormai consolidato come uno dei più amati al mondo. Ricordando lo shabby chic e lo stile country francese, si presenta come un affascinante mix di comfort, raffinatezza ed un’elegante rusticità che lo rendono sofisticato e genuino allo stesso tempo. In particolare si differenzia dallo shabby chic sopra citato per l’atmosfera: qui infatti vige un mood più romantico, fatato, si azzardano di più tinte glicine, lilla, salvia, mentre nello shabby è preferito il candore del bianco e delle tinte neutre. Colori naturali, tinte pastello e tanta fantasia. I colori e la natura del sud della Francia splendono cristallizzati in questo genere di arredamento. Una vita semplice, en plen air, armoniosa e rilassata, sono la fonte di questa estetica così vivace ed accogliente. La delicatezza è il comune denominatore dei colori e dei materiali usati: la lavanda spicca su tutti, dal fiore così diffuso in Provenza, che ogni anno regala meravigliose ed abbondanti fioriture. Molto utilizzate anche tutte le altre tinte pastello (in particolare verde salvia ed azzurro) meglio se intrecciate con con varianti del bianco e dell’avorio, del blu e del giallo. Lo stile provenzale utilizza molto anche i tessuti: soprattutto lino e cotone leggero, da usare con tende, cuscini, divani, sofà, biancheria e trapunte. Le fantasie predilette sono invece quelle floreali. I materiali. Il legno è il principale materiale utilizzato in questo stile: si tratta però di legno recuperato e decapato a regola d’arte, ovvero sottoposto ad una tecnica che regale un aspetto antichizzato e vissuto. Un altro materiale ricorrente, che si ritrova in sedie, testiere o tavolini, è il ferro battuto, di solito laccato di bianco o avorio. Il gusto decorativo per far fiorire la tua casa. Fiori, fiori ed ancora fiori! I motivi floreali sono il cuore di questo stile, che vuole rendere tutto il respiro delle campagne provenzali, la vitalità e le piccole gioie di una vita rilassata, in armonia con la natura ed i suoi colori. Lavanda, salvia, ranuncoli, rose, margherite, gipsofila… è davvero vasto il panorama di possibilità da applicare a questo stile. Il risultato sarà sorprendente: un profumato abbraccio di accoglienza e comfort, rinforzato dall’utilizzo di candele, cuscini, tendaggi, tappeti, mazzi di fiori freschi, saponette profumate, cesti di pot-pourri in materiali naturali come il vimini, ma anche pentole in rame e porcellane sapientemente esposte. Come arredare in stile provenzale. Potrai ricreare comunque un ambiente provenzale utilizzando tutti i topic dello shabby chic, arricchendoli con: decorazioni che richiamano la provenza come quadretti naturalistici, magari con scritte in francese o simili. tende e tessuti nei toni pastello; fiori freschi o secchi come la lavanda, capace pure di regalare fragranze rasserenanti; rivestimenti non prettamente bianchi, ma anche polverosi come il rosa cipria, il verde pistacchio o il salvia, il crema, il grigio, ecc.; Lo stile provenzale è perfetto per arredare casa in campagna, ma pure nelle case al mare o di villeggiatura, dal momento che ispira leggerezza, primavera ed estate. Nelle case rustiche poi si ha la possibilità di sfruttare proprio l’architettura tipica, cornice ideale per questo genere d’arredo. Ed anche in questo caso può essere mitigato e personalizzato grazie all’intervento di un abile architetto. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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I vantaggi di scegliere Ristrutturare Casa Italia.

I vantaggi di scegliere Ristrutturare Casa Italia.

Decidere di ristrutturare la propria casa è un passo importante, ma lo è anche scegliere se gestire i lavori in autonomia oppure affidarsi ad un’azienda di ristrutturazioni chiavi in mano.

La nostra azienda ti offre diversi vantaggi, nero su bianco.

Pratiche amministrative: garantiamo e ci prendiamo cura noi di tutto!

Quando si decide di ristrutturare, specialmente quando si decide di spostare o demolire pareti, è necessario che sia verificata con estrema attenzione la fattibilità del lavoro e che vengano presentati all’Ufficio Comunale i relativi documenti. Per liberarti da ogni incombenza o preoccupazione, noi ti garantiamo un tecnico che non solo esaminerà ogni aspetto architettonico e di sicurezza, ma sbrigherà per tuo conto ogni procedura burocratica/legale.

Interior design: ascoltiamo, ideiamo e creiamo spazi di felicità!

Tutto parte dai tuoi desideri, noi ci preoccupiamo di creare la giusta armonia con ispirate ed oculate scelte di arredo: i colori, i pavimenti, le trame e la disposizione dei mobili fanno davvero la differenza quando si vuole dare carattere e bellezza alla propria abitazione. Per questo Ristrutturare Casa ti accompagna, ti ascolta e ti consiglia anche in queste scelte, aiutandoti a definire il tuo stile e mettendo in equilibrio le esigenze pratiche e funzionali con gli aspetti puramente estetici.

Direzione Lavori: affinché tutto venga eseguito a Regola d’Arte.

La ristrutturazione è assegnata al direttore dei lavori, indicato anche in tutte le pratiche amministrative, che ha il compito di verificare che l’esecuzione delle opere rispetti le norme, sia conforme con il progetto presentato in Comune e che tutto venga eseguito a regola d’arte. Tuteliamo i tuoi interessi durante tutto il lavoro grazie ad una costante verifica dello stato di avanzamento e un continuo dialogo tra direttore dei lavori e caposquadra.

Progettazione esecutiva: ogni fase è quotata e definita con precisione.

Il buon esito della ristrutturazione è dovuto soprattutto alla cura del dettaglio, che deve partire fin dalla fase di progettazione. Per questo i nostri architetti, prima dell’inizio di un cantiere, redigono sempre con molta attenzione i disegni esecutivi degli impianti, delle eventuali demolizioni e delle costruzioni. Tutto viene quotato e commentato, definendo per iscritto e con precisione ogni fase della ristrutturazione.

Unico interlocutore: nessuna preoccupazione e hai tutto sotto controllo.

Ristrutturare Casa ti assegna un architetto che ti accompagnerà lungo tutto il percorso della ristrutturazione: dal momento del sopralluogo fino alla consegna delle chiavi. L’architetto si occupa del rilievo metrico e fotografico dell’immobile, dello sviluppo del progetto e del computo metrico estimativo dei costi. Ti aiuta nell’acquisto consigliandoti materiali e finiture, fa i tuoi interessi con fornitori e maestranze, controllando che tutto venga eseguito a regola d’arte.

Maestranze selezionate: ditta certificata e lavoratori in regola.

L’ufficio tecnico di Ristrutturare Casa seleziona costantemente e con estrema attenzione solo ditte con un’esperienza almeno decennale e maestranze che dimostrino di essere certificate ed in regola, allo scopo di garantirti il massimo in termini di qualità e affidabilità. I muratori, gli idraulici, gli elettricisti, i piastrellisti, i parquettisti, i serramentisti, i fabbri, i falegnami e tutti gli artigiani che lavorano con Ristrutturare Casa hanno intrapreso con noi un rapporto di continua crescita e aggiornamento professionale.

Caposquadra dedicato: esclusivo per te e per tutta la durata dei lavori.

Ristrutturare Casa ti assegna e garantisce un caposquadra dedicato che segue sul posto ed ogni giorno i lavori del cantiere. Comunica tempestivamente agli architetti l’avanzamento delle opere, coordina l’intervento dei vari artigiani e dà loro precise istruzioni su come procedere dal punto di vista pratico e operativo. Il capocantiere, coadiuvato dall’architetto, ti assicura il rispetto dei tempi e la qualità dei lavori.

Lavori garantiti e certificati: ti garantiamo il lavoro di ristrutturazione!

Ristrutturare Casa ti dà la garanzia su tutti i lavori effettuati e ti fornisce le dichiarazioni di conformità per tutti gli impianti installati. Ogni elemento del nostro team segue costanti aggiornamenti al fine di garantirti il massimo rispetto delle norme in materia su ogni intervento eseguito presso la tua casa. Con questa garanzia non dovrai rifare la casa per i prossimi 50 anni.

Zero rischi di costi aggiuntivi: zero assoluto.

Ristrutturare Casa, prima di iniziare qualsiasi lavoro, farà un sopralluogo accurato presso la tua abitazione, aiutandoti a progettare un piano di ristrutturazione sensato ed adeguato al tuo budget. A quel punto inseriremo i possibili lavori aggiuntivi SPECIFICANDONE L’EVENTUALE COSTO! Ad esempio, se devi cambiare il pavimento e, abbiamo il sospetto che il fondo possa essere da rifare, il costo te lo mettiamo in preventivo PRIMA di farti firmare. Attenzione: il nostro preventivo è COMPRENSIVO DI TUTTO.

Soluzione finanziaria: rilassati, ci sono nostri consulenti!

I nostri consulenti finanziari troveranno per te la migliore soluzione, affinché il pagamento possa essere dilazionato in più quote in modo che voi possiate vivere la vostra casa al meglio e senza pensieri.

Garanzia legale e fiscale: ci occupiamo noi di tutto.

I nostri specialisti saranno a tua disposizione: un commercialista, per seguire con cura ogni comunicazione all’agenzia delle entrate, ed il nostro avvocato, che si prenderà cura della contrattualistica e delle comunicazioni importi. Zero rischi, rispondiamo noi di tutto.

Zero rischi di tempi aggiuntivi: nemmeno un giorno di ritardo.

Noi non promettiamo tempistiche che non possiamo rispettare (è assolutamente impossibile se si vuole eseguire un lavoro tecnicamente impeccabile). Però ti garantiamo, E LO SCRIVIAMO NEL CONTRATTO, che se un certo giorno ti diciamo che i lavori sono finiti… i lavori quel giorno sono finiti! Altrimenti uno sconto del 60% sull’anno. Ovvero del 5% al mese dal primo giorno.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa. Se siete persone originali, estrose, con un gran voglia di raccontare la vostra unicità anche attraverso gli spazi della vostra casa, lo stile boho chic fa decisamente per voi! Il nome di questo stile deriva dall’unione del termine bohemian, che richiama lo stile di vita di intellettuali ed artisti del XIX secolo, la parola francese chic, sinonimo di eleganza. Nasce agli inizi del 2000, come nuova tendenza nel settore della moda destinata a raggiungere presto anche quello dell’interior design. Lo stile boho chic è un piccolo universo di citazioni e suggestioni: far west, movimento hippy, stile etnico e quello nordico. Unisce tratti più minimali ad altri decisamente ricchi ed estrosi: la parola chiave è originalità, ed infatti si compone di molti pezzi unici, al punto che ogni casa acquisisce inevitabilmente una propria personalità spiccata e totalmente diversa da ogni altra. Tra innovazione e tradizione. Il fascino del boho chic è dato proprio dall’essere un originale mix tra ciò che è moderno e nuovo e ciò che invece è vintage. Ogni spazio così si anima di ricordi, aneddoti e storie da raccontare legate alla vita degli abitanti della casa. Nessuna casa in stile boho chic assomiglia ad un’altra perché tutte le persone sono uniche nel loro vissuto. Eppure, alcuni elementi di questo stile possono essere riconoscibili. Avete presente il Coachella Music Festival, che si svolge in California annualmente? Bene, l’atmosfera che si respira e soprattutto la mise dei partecipanti e del pubblico sono perfettamente in stile boho chic. Colori sgargianti ma anche al contrario chiari e candidi, stoffe per lo più naturali, richiami hippie, un’eccentricità che punta ad un’armonia ed una serenità senza tempo. L’arte di riciclare. Un’ altra caratteristica importante dello stile boho chic è la sua sostenibilità: gran parte dei suoi elementi si ottengono donando nuova vita e funzionalità ad oggetti ed arredi del passato. Questa operazione non è solo “etica” ma anche molto affascinante e, in un certo senso, artistica: bisogna diventare maestri nella ricerca di vecchi cimeli e tesori, facendo rivivere i ricordi più preziosi. Ci vuole pazienza e creatività: una casa boho chic è in continua trasformazione. Gli elementi dello stile boho chic. In particolare l’arredamento boho chic prevede l’utilizzo di: accessori ed arredi dal sapore etnico; mobili per lo più in legno grezzo o in arte povera; filati naturali come il cotone, il lino, stoffe ricamate finemente, tessuti San Gallo, ecc.; piante e fiori anche esotici, veri o artificiali come i kokedama; arredi e complementi di classe, anche moderni, magari trattati con colori luminosi come l’oro e l’argento; dettagli colorati, accessori stravaganti, decorazioni anche mistiche o dal mood spirituale o religioso come cuori votivi, crocifissi, santini, ecc. Lo stile boho chic è davvero particolare e richiama molto quelle case coloniali di un tempo, ricche per qualità dei mobili, rasserenanti, vivaci ma allo stesso tempo composte. Questo genere mixa dettagli ed arredi di terre lontane con il gusto europeo e grazie all’abilità di un progettista si potrà portare questa atmosfera anche nelle case urbane di oggi. Molto utilizzate nell’arredamento in stile boho chic sono le lanterne orientali, i pouf multicolore etnici sia provenienti da isole lontane sia realizzati in Italia. Immancabili sono poi complementi d’arredo iconici che donano maggiore modernità agli ambienti: tappeti, quadri e stampe, specchi, poltrone in vimini o midollino, ma anche sedute da appendere al soffitto. Tutto però deve essere di gran classe: questa è la sostanziale differenza tra boho ed il più comune etnico. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento!

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento! Il pavimento è una delle componenti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa. Scegliere il materiale più adatto potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto: a giorno d’oggi i materiali disponibili sono sempre di più. Se quelli di ultima generazione offrono vantaggi innovativi, anche quelli più tradizionali possono riservare delle sorprese e diventare delle nuove tendenze. Uno di questi è proprio il linoleum, uno dei materiali ormai più in voga del momento. Uno dei suoi più grandi pregi è la sostenibilità e la capacità di adattarsi a molti stili ed ambienti differenti. Inventato in Scozia negli anni ’60, viene oggi utilizzato per edifici pubblici e privati, per ambienti esterni, interni e per capannoni industriali. Degno di nota è l’incremento del suo utilizzo proprio in ambito privato: resiliente, facile da curare e altamente igienico. Linoleum: un identikit. Il linoleum è un materiale totalmente amico dell’ambiente: la sua ecosostenibilità è dovuta alla sua composizione in materie prime naturali quali resina, sughero, tuta, olio di semi di lino. Si tratta di un rivestimento resiliente ed elastico, piuttosto sottile, facilmente lavorabile e lavabile, nonché isolante ed impermeabile. È inoltre totalmente riciclabile, dura a lungo ed ha proprietà antiscivolo, che lo rendono anche piuttosto sicuro in caso di bambini ed anziani. Quest’ultima caratteristica giustifica chiaramente il suo ampio utilizzo, nel corso dei decenni, in edifici pubblici come ospedali, scuole, palestre, aeroporti, biblioteche, cinema. Come detto sopra, attualmente il suo utilizzo si sta decisamente diffondendo anche in ambito privato, grazie alla sua versatilità e resistenza, nonché alla sua capacità di creare ambienti caldi, accoglienti, confortevoli. Via libera dunque al suo utilizzo in alberghi ed abitazioni, tenendo presente che scegliere il linoleum come rivestimento significa optare per una soluzione rapida ed efficiente. Un pavimento in linoleum può essere velocemente sovrapposto ad una pavimentazione preesistente oltre che disposto come supporto di nuova costruzione. Qualche svantaggio: tende a deformarsi nel tempo a causa di temperatura e sbalzi termici, nonché dell’umidità che può essere presente in ambienti come il bagno o la cucina; necessita davvero di una posa a regola d’arte, che eviti la formazione di sacche d’aria o umidità sotto la sua superficie, col rischio di compromettere l’ambiente circostante. Ricapitolando, un pavimento in linoleum è una soluzione economica, pratica ed ecologica, perfetta se il budget di ristrutturazione è contenuto. Basti pensare che il suo costo base di partenza si aggira sui 22 euro al mq, indecentemente dal taglio a piastrella o a rotolo. Una variazione di prezzo è prevista sulla base della tipologia e dello spessore. Come posare il linoleum. Il linoleum può essere posato a colla oppure a secco. Scegliere fra le due tipologie dipende molto dal tipo di ambiente circostante al pavimento: se l’esigenza primaria è l’igiene conviene optare per una posa a secco, che garantisce una pulizia più facile ed efficace, mentre per un piccolo ambiente senza esigenze particolari si può scegliere invece una posa a colla, perfetta in caso di un taglio del linoleum a piastrelle. La praticità di questo materiale si traduce nella possibilità di poterlo installare in autonomia, sebbene sia fondamentale fare molta attenzione ad evitare la formazione di sacche d’aria o di umidità, come detto sopra. È consigliabile, a questo proposito, aiutarsi con uno spazzolone per meglio stenderlo ed evitare corrugamenti. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress.

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress. Spesso si pensa di ristrutturare la propria casa autonomamente, senza sapere a quante complicazioni burocratiche si vada incontro. Noi di Ristrutturare Casa Italia vogliamo proporvi una breve guida, facile ed intuitiva, su quali sono le principali pratiche edilizie (e non solo) necessarie per le ristrutturazioni. Non sempre è necessaria una pratica edilizia per ristrutturare casa, anche se lo è nella maggior parte dei casi. Ci sono inoltre documenti collaterali che vanno allegati o comunque che potrebbero essere richiesti. Bisogna tenere presente che è una materia estremamente complessa dal punto di vista legale, regolamentata non solo a livello nazionale ma anche regionale e comunale. La casistica pertanto è davvero infinita, e quindi è sempre necessario rivolgersi a professionisti che esaminino il vostro caso e curino le migliori soluzioni per voi. Noi di Ristrutturare Casa Italia metteremo a vostra disposizione professionisti altamente qualificati, che sappiano guidarvi passo dopo passo. Perché le pratiche edilizie sono importanti? Presupposto obbligatorio per poter fruire delle detrazioni fiscali, è che la casa sia in regola. Lavori eseguiti senza pratica edilizia quando era necessaria, o con pratiche edilizie incomplete e/o sbagliate, non hanno diritto alle detrazioni fiscali, che possono essere revocate dall’Agenzia delle Entrate fino a cinque anni dopo quello di godimento, anche con la restituzione delle somme già godute. La burocrazia edilizia. Il riferimento legislativo italiano per tutto ciò che riguarda i procedimenti edilizi privati è il Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 380/2001. Questo testo normativo si riferisce a tutte le opere edilizie nel loro complesso, quindi sia ristrutturazioni che nuove costruzioni. I tipi di interventi edilizi possibili sono stati suddivisi, all’art. 3 del T.U.E. in sei categorie, sulla base del loro impatto sull’assetto edilizio complessivo: Manutenzione Ordinaria Manutenzione Straordinaria Restauro e Risanamento Conservativo Ristrutturazione Edilizia Nuova Costruzione  Ristrutturazione Urbanistica Le due categorie che interessano la maggioranza delle ristrutturazioni sono le prime due: manutenzione ordinaria e straordinaria. Mentre le ultime due riguardano interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, la terza e la quarta riguardano gli edifici vincolati, cioè una minima parte degli edifici costruiti. È importante poi tenere presente che i Piani Regolatori Comunali disciplinano le categorie di intervento applicabili ad un singolo edificio o una determinata parte del territorio. Sicuramente le prime due categorie di intervento sono sempre applicabili a tutti gli edifici esistenti, in quanto fondamentali per garantirne la funzionalità. Inoltre è bene ricordare che nessun intervento edilizio può essere effettuato su edifici che presentano abusi o difformità. Quali opere rientrano nella manutenzione ordinaria? Rientrano in questa categoria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. Si parla quindi di pavimenti, sanitari, porte, finestre, finiture varie, rivestimenti ecc. ma anche di controsoffitti, rifacimento di intonaci, condizionatori, pannelli fotovoltaici e riparazione degli impianti esistenti. Quali opere rientrano nella manutenzione straordinaria? Rientrano in questa categoria “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati, necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”. Si parla quindi di lavori edilizi ed impiantistici oppure di interventi rilevanti dal punto di vista urbanistico. Le pratiche edilizie. In caso di opere rientranti nella manutenzione ordinaria non è necessario presentare alcuna pratica edilizia, infatti si sta parlando di edilizia libera. Attenzione però: alcuni comuni possono comunque richiedere la presentazione di una comunicazione per determinati tipi di interventi rientranti nella manutenzione ordinaria Invece, in caso di opere rientranti nella manutenzione straordinaria, ma senza l’esecuzione di opere strutturali, la pratica edilizia da presentare è la CILA. In questo caso la manutenzione straordinaria si dice “leggera” ed è la classica tipologia di intervento della maggior parte delle ristrutturazioni. Per le opere rientranti nella manutenzione straordinaria ma che prevedono anche l’esecuzione lavori strutturali, la pratica edilizia da presentare è la SCIA. In questo caso si parla di manutenzione straordinaria “pesante”. La CILA. La sigla CILA sta per comunicazione di inizio lavori asseverata. Da ciò si evince che: è una comunicazione e non una richiesta di autorizzazione 2) deve essere asseverata: cioè ci deve essere qualcuno che, apponendo un timbro e una firma, certifichi che tutto quello dichiarato nella pratica edilizia è corretto. Questo qualcuno è obbligatoriamente un tecnico abilitato: architetto, ingegnere o geometra. In sintesi la pratica dovrà contenere: la comunicazione resa su un modello a firma del titolare di diritti sull’immobile (proprietario, usufruttuario, locatario, etc.);  l’asseverazione a firma del tecnico abilitato, anche questa resa su un modello;  una serie di allegati (documenti di identità di tutti i soggetti coinvolti, ricevuta di versamento dei diritti di segreteria – solitamente tra i 50 e i 300 euro -, gli elaborati progettuali – solitamente una relazione, una pianta dello stato di fatto ed una pianta del progetto). Può inoltre essere necessario allegare: piante con gli schemi impiantistici, stima dei rifiuti prodotti dalle demolizioni con relativo contratto di discarica per lo smaltimento, dichiarazione di affidamento di incarico al tecnico con sua dichiarazione di avvenuto pagamento, DURC dell’impresa con dichiarazione di contratto collettivo applicato, titolo di proprietà dell’immobile, planimetria e visura catastale. Resta ferma la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre obblighi

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Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio!

Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio! Rinnovare la propria casa in modo ecosostenibile è ancora più conveniente per te e per l’ambiente. Spesso non occorre sostituire completamente l’arredamento: basta dare nuova linfa a quello esistente. Se qualche mobile ormai non è più di vostro gusto e ha decisamente molti anni di vita, potrebbe essere la perfetta occasione per cimentarvi in una pratica antica ed affascinante, dai risultati sorprendenti. Stiamo parlando del decapaggio, una tecnica raffinata che è quasi un’arte e che potrebbe rivelarsi anche molto divertente da soli o in compagnia. Consiste nel rimuovere lo strato superficiale della vernice di un mobile per conferirgli un aspetto volutamente consumato e dare l’impressione che sia molto più antico. È una strategia che consente di ridare nuova vita a mobili che magari, per molti motivi, ci hanno stufato o sono danneggiati. A cosa serve? Il termine decapare deriva dal francese decapèr, che significa rimuovere la cappa, la copertura, e la tecnica ha origini molto antiche, rintracciabili alla metà del 1700 circa. Gli artigiani decapavano il legno per proteggerlo dai tarli, lavandolo prima con la soda e passando poi una mano di calce con cui disinfestarne pori e fessure. Oggi numerosi corsi di fai da te hanno permesso la riscoperta e diffusione di quest’arte manuale che permette di recuperare mobili antichi o semplicemente di renderli più affascinanti ed adatti a precise esigenze di gusto. È infatti sempre più diffuso il cosiddetto shabby chic, uno stile basato sull’utilizzo di un arredamento volutamente antichizzato, con l’utilizzo di vernici dalle tinte tenui, quasi sbiadite, che richiamano l’epoca vittoriana o addirittura rinascimentale. Sono oggetto di decapaggio non solo mobili vecchi, ma anche in legno grezzo: si può lavorare quindi anche su elementi di arredamento appena acquistati. La giusta tecnica. Per decapare un mobile occorre innanzitutto avere i giusti strumenti: occhiali, guanti protettivi, un pennello piatto, una spazzola metallica, della lana d’acciaio, meglio se a grana extra, stucco, carta vetrata, vernice acrilica chiara e scura. Per procedere è opportuno trovarsi all’aperto o in un locale ben ventilato, dal momento che si utilizzeranno vernici e si produrranno sostanze nocive come polveri sottili; è inoltre consigliabile dotarsi delle giuste protezioni, come una tuta, dei guanti, degli occhiali e una mascherina. Prese queste precauzioni, si può iniziare a decapare il proprio mobile: carteggiare con la carta vetrata per rimuovere accuratamente la vernice Stuccare le parti danneggiate e lasciare asciugare Spazzolare la superficie del legno con la spazzola metallica, in modo da creare piccoli solchi che faciliteranno la penetrazione della cera Impregnare la lana d’acciaio con la pasta di cera e spalmarla sul legno Lasciare asciugare per circa 30 minuti Usare di nuovo la lana d’acciaio, immersa questa volta nella cera più scura, per rimuovere la cera chiara ed ottenere l’effetto desiderato Lucidare il mobile secondo il proprio gusto Tipologie e manutenzione. La manutenzione di un mobile decapato non richiede altro che la rimozione della polvere in eccesso ed un panno imbevuto di cera chiara per mobili. Le tipologie di questa tecnica invece sono molte: shabby chic, per una casa elegante e raffinata, shabby french per richiamare atmosfere francesi di fine Ottocento, shabby total white se gli arredi saranno totalmente bianchi, country chic per un effetto rustico ma elegante, rustic worn per un rustico vissuto. È possibile decapare moltissimi mobili diversi: poltrone, sedie, sgabelli, tavoli di qualunque forma e dimensione, divani, specchiere, armadi, madie, mensole, cassettiere. Potrete davvero dare sfogo alla vostra creatività! Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Calore e comfort con il grès effetto legno.

Calore e comfort con il grès effetto legno. Il grès porcellanato effetto legno è una scelta sicuramente innovativa, perché si parla di un tipo di ceramica compatta, lavorata fino a raggiungere un alto grado di durezza e resistenza ad agenti chimici ed atmosferici, nonché a sollecitazioni meccaniche come graffi, abrasioni, flessioni, urti. Il grès effetto legno è inoltre impermeabile ai liquidi, ma senza l’utilizzo di impermeabilizzanti chimici, vernici o resine, cosa che lo rende un materiale molto più salubre rispetto ad alternative simili. Quante sensazioni può dare un pavimento sotto i nostri piedi? Infinite. Calore, sicurezza, comfort, pulizia, ricercatezza. Nel vasto panorama delle possibilità di rivestimento, il nostro showroom in questo articolo ve ne propone una che raduna tutte queste caratteristiche e non solo. Una caratteristica importante per qualunque pavimento è quella di essere il più possibile resistente al tempo ed all’usura: il grès porcellanato effetto legno sicuramente soddisfa queste esigenze, essendo un rivestimento ideale per qualunque zona della casa. Non assorbe odori e non rilascia sostanze nocive per l’uomo, non si usura nel tempo e resiste ad un elevato calpestio. È questa una scelta notevole anche da un punto di vista strettamente estetico: il calore armonioso del legno, elegante e raffinato, si combina ad una serie di vantaggi rispetto ad un’alternativa in vero legno o in altri materiali che lo imitano. Infatti non è solo economicamente più conveniente, ma anche più ecologico, dal momento che previene la deforestazione e predilige l’utilizzo di materiali di scarto (argille, sabbie e feldspati) che ne fondano la resistenza. La sua versatilità lo rende ottimo per gli interni come per gli esterni ed è possibile sbizzarrirsi con le molteplici possibilità cromatiche e di texture: spesso si scelgono colori chiari, perfetti da abbinare a decine di altre tonalità, per gli effetti più estrosi ed originali. Ma non sono da sottovalutare neppure le sue tonalità più scure, come ad esempio il marrone o il nero, che ben si prestano a contrasti piacevoli, sorprendenti, da valorizzare e bilanciare con l’illuminotecnica; così come può essere un’ottima alternativa il grigio, che in accostamento a tonalità più forti ed accese rimane neutro ma viene valorizzato al massimo. È un materiale facile da gestire nel tempo, non necessitando di tutte le cure specifiche di cui invece ha bisogno un pavimento in parquet, e per tenerlo pulito è sufficiente acqua ed un detergente specifico per pavimenti. È quindi un materiale jolly, adatto ai più diversi stili di arredamento: dai più classici ai più moderni, dal minimal ai più eccentrici, proponendo un’eleganza ed una semplicità durature, che non passano mai di moda. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Romanticismo e natura: lo stile provenzale.

Romanticismo e natura: lo stile provenzale. Chi è stato in Provenza almeno una volta nella vita, sicuramente subirà il fascino dello stile provenzale: quell’atmosfera tersa, lenta, poetica, che accompagna le campagne e le città del sud della Francia. Un’aura che rimane nel cuore e che sa ispirare, al punto da non riuscire a dimenticarla. Se desiderate portarla con voi, nella vostra casa, sappiate che è possibile! Ma andiamo con ordine: innanzitutto lo stile provenzale affonda le sue radici nel 1600, nella Versailles di Luigi XIV che ingaggiò i più prestigiosi artisti ed artigiani dell’epoca per renderla un’icona assoluta di lusso e stile. Gli influssi della capitale si diffusero presto anche in campagna, in particolare nel territorio provenzale. Ed ecco che rustiche case contadine cominciano ad impreziosirsi di influenze lussuose provenienti da Parigi, segnando per sempre la cifra distintiva dello stile provenzale. Oggi l’arredamento in stile provenzale si è ormai consolidato come uno dei più amati al mondo. Ricordando lo shabby chic e lo stile country francese, si presenta come un affascinante mix di comfort, raffinatezza ed un’elegante rusticità che lo rendono sofisticato e genuino allo stesso tempo. In particolare si differenzia dallo shabby chic sopra citato per l’atmosfera: qui infatti vige un mood più romantico, fatato, si azzardano di più tinte glicine, lilla, salvia, mentre nello shabby è preferito il candore del bianco e delle tinte neutre. Colori naturali, tinte pastello e tanta fantasia. I colori e la natura del sud della Francia splendono cristallizzati in questo genere di arredamento. Una vita semplice, en plen air, armoniosa e rilassata, sono la fonte di questa estetica così vivace ed accogliente. La delicatezza è il comune denominatore dei colori e dei materiali usati: la lavanda spicca su tutti, dal fiore così diffuso in Provenza, che ogni anno regala meravigliose ed abbondanti fioriture. Molto utilizzate anche tutte le altre tinte pastello (in particolare verde salvia ed azzurro) meglio se intrecciate con con varianti del bianco e dell’avorio, del blu e del giallo. Lo stile provenzale utilizza molto anche i tessuti: soprattutto lino e cotone leggero, da usare con tende, cuscini, divani, sofà, biancheria e trapunte. Le fantasie predilette sono invece quelle floreali. I materiali. Il legno è il principale materiale utilizzato in questo stile: si tratta però di legno recuperato e decapato a regola d’arte, ovvero sottoposto ad una tecnica che regale un aspetto antichizzato e vissuto. Un altro materiale ricorrente, che si ritrova in sedie, testiere o tavolini, è il ferro battuto, di solito laccato di bianco o avorio. Il gusto decorativo per far fiorire la tua casa. Fiori, fiori ed ancora fiori! I motivi floreali sono il cuore di questo stile, che vuole rendere tutto il respiro delle campagne provenzali, la vitalità e le piccole gioie di una vita rilassata, in armonia con la natura ed i suoi colori. Lavanda, salvia, ranuncoli, rose, margherite, gipsofila… è davvero vasto il panorama di possibilità da applicare a questo stile. Il risultato sarà sorprendente: un profumato abbraccio di accoglienza e comfort, rinforzato dall’utilizzo di candele, cuscini, tendaggi, tappeti, mazzi di fiori freschi, saponette profumate, cesti di pot-pourri in materiali naturali come il vimini, ma anche pentole in rame e porcellane sapientemente esposte. Come arredare in stile provenzale. Potrai ricreare comunque un ambiente provenzale utilizzando tutti i topic dello shabby chic, arricchendoli con: decorazioni che richiamano la provenza come quadretti naturalistici, magari con scritte in francese o simili. tende e tessuti nei toni pastello; fiori freschi o secchi come la lavanda, capace pure di regalare fragranze rasserenanti; rivestimenti non prettamente bianchi, ma anche polverosi come il rosa cipria, il verde pistacchio o il salvia, il crema, il grigio, ecc.; Lo stile provenzale è perfetto per arredare casa in campagna, ma pure nelle case al mare o di villeggiatura, dal momento che ispira leggerezza, primavera ed estate. Nelle case rustiche poi si ha la possibilità di sfruttare proprio l’architettura tipica, cornice ideale per questo genere d’arredo. Ed anche in questo caso può essere mitigato e personalizzato grazie all’intervento di un abile architetto. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Ingrandisci la tua casa con l’arredamento!

Ristrutturare Casa | Ristrutturare Bagno

Ingrandisci la tua casa con l’arredamento!

Se la casa è piccola, non disperarti: ingrandiscila! Sembrerà impossibile, ma esaltare gli spazi della propria casa al massimo, pur con metratura limitata, è davvero possibile e senza trucchi di magia.

Una sfida audace per i professionisti del settore, che con la loro conoscenza degli effetti e delle soluzioni possibili sapranno consigliarti nel modo più appropriato.

È bene tenere a mente che affidarsi ai gusti personali, in questo caso, proprio non basta: occorre interrogarsi su come poter sfruttare gli ambienti non solo risparmiando spazio ma creando anche effetti di maggiore ampiezza e luminosità.

Disporre i mobili in maniera intelligente, un pizzico di creatività ed il gioco è fatto: la vostra casa potrà trasformarsi in un piccolo gioiello di funzionalità e stile, pronta per accogliere le persone in modo ottimale.

Bellezza su misura.

Innanzitutto sfatiamo un mito: una casa piccola non deve per forza essere sinonimo di rinunce, disordine, mancanza di opportunità e trascuratezza. Bisogna sempre partire da una giusta prospettiva di ottimismo, che miri a mettere in risalto i punti di forza e non a deprimere per ciò che manca. Semplicemente perché, così, può essere che non manchi proprio nulla!

Come negli Stati Uniti ed in Giappone sono già molto diffuse micro-case che si rivelano delle vere e proprie gemme di innovazione, personalità e comfort, così anche la tua casa può diventare un concentrato di armonia, comodità e bellezza. Basta solo sapere quali strumenti utilizzare ed in che modo farlo.

Riorganizzare uno spazio, ripensarlo da capo facendo tabula rasa di tutto ciò che è obsoleto e non necessario, può essere un atto molto potente, non solo in termini pratici ma anche, per così dire, spirituali: un bel gesto per purificare il proprio ambiente vitale, le proprie energie, e ripartire all’insegna di un nuovo inizio da vivere in uno spazio finalmente adatto alle proprie esigenze.

Niente di più attinente con il ristrutturare casa!

Come creare spazio in casa.

Quali accorgimenti si possono prendere, dunque, per far sì che la propria casa sia effettivamente più accogliente, spaziosa e vivibile?

Innanzitutto è bene puntare sull’apertura degli spazi: via libera agli ambienti aperti e senza elementi divisori che creino un senso di oppressione.

Un open space potrebbe essere la soluzione ideale per garantire più luce e creare un ambiente arioso, armonioso, che trasmetta subito un senso di capienza e distensione.

Per evidenziare le differenti funzionalità degli spazi si può optare per arredi come librerie, penisole, tavoli, pareti mobili o in vetrocemento, separé e porte scorrevoli: in questo caso otterrete la doppia funzione di garantirvi una grande luminosità senza rinunciare alla privacy e ad un uso dinamico degli spazi.

Altro escamotage da tenere presente è l’utilizzo di colori chiari e luminosi, primo fra tutti il bianco, per pareti, pavimenti ed arredi. Queste tonalità infatti esaltano la percezione dello spazio, donando un effetto arioso, di luminosità e freschezza.

Da non dimenticare l’importanza della luce! Ci viene in aiuto non solo  l’illuminazione naturale, che certamente per quanto possibile deve essere presente in gran quantità, ma anche quella artificiale, per creare dei giochi di luce ed ombre perfetti per rimodellare gli spazi a nostro vantaggio.

Sono proprio le luci a disegnare la percezione degli spazi, per questo ad esempio i faretti ad incastro potrebbero essere una soluzione a dir poco ottimale per creare sapienti effetti di volume.

È importante anche creare nuove fonti di luce, aprendo dei vani tra un ambiente e l’altro per eliminare gli ostacoli che ne impediscano il passaggio.

Via libera anche a vetrate, specchi e pareti con aperture che amplifichino la prospettiva e creino potenti giochi di riflessi.

Arredi salvaspazio.

Quali arredi consentono di guadagnare spazio prezioso?

Innanzitutto è importante scegliere dei mobili che abbiano dimensioni adeguate agli spazi che andranno ad arredare: se troppo grandi creeranno un immediato effetto claustrofobico!

Inoltre gli arredi sono un’ottima opportunità per creare effettivamente dello spazio in più: letti a soppalco, divani letto, elettrodomestici polifunzionali, arredi contenitore o a scomparsa permettono tutti di sfruttare al massimo le potenzialità di un ambiente, sfruttando quegli spazi ed altezze nascosti che rappresentano risorse importantissime per la tua casa.

Un interior designer saprà sicuramente guidarti attraverso sapienti giochi di volume con nicchie, mensole, strutture in cartongesso, un materiale principe quando si parla di modellare gli spazi attraverso soluzioni innovative ed originali.

E non si può certo parlare di cartongesso senza pensare al controsoffitto: una soluzione ottima per sfruttare la capienza della tua casa in senso verticale!

Progettare ambienti su più livelli permette di immaginare una casa completamente diversa, con una conformazione nuova e spazi che nemmeno si pensava di avere!

Boho chic: eleganza originale ed estrosa.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa. Se siete persone originali, estrose, con un gran voglia di raccontare la vostra unicità anche attraverso gli spazi della vostra casa, lo stile boho chic fa decisamente per voi! Il nome di questo stile deriva dall’unione del termine bohemian, che richiama lo stile di vita di intellettuali ed artisti del XIX secolo, la parola francese chic, sinonimo di eleganza. Nasce agli inizi del 2000, come nuova tendenza nel settore della moda destinata a raggiungere presto anche quello dell’interior design. Lo stile boho chic è un piccolo universo di citazioni e suggestioni: far west, movimento hippy, stile etnico e quello nordico. Unisce tratti più minimali ad altri decisamente ricchi ed estrosi: la parola chiave è originalità, ed infatti si compone di molti pezzi unici, al punto che ogni casa acquisisce inevitabilmente una propria personalità spiccata e totalmente diversa da ogni altra. Tra innovazione e tradizione. Il fascino del boho chic è dato proprio dall’essere un originale mix tra ciò che è moderno e nuovo e ciò che invece è vintage. Ogni spazio così si anima di ricordi, aneddoti e storie da raccontare legate alla vita degli abitanti della casa. Nessuna casa in stile boho chic assomiglia ad un’altra perché tutte le persone sono uniche nel loro vissuto. Eppure, alcuni elementi di questo stile possono essere riconoscibili. Avete presente il Coachella Music Festival, che si svolge in California annualmente? Bene, l’atmosfera che si respira e soprattutto la mise dei partecipanti e del pubblico sono perfettamente in stile boho chic. Colori sgargianti ma anche al contrario chiari e candidi, stoffe per lo più naturali, richiami hippie, un’eccentricità che punta ad un’armonia ed una serenità senza tempo. L’arte di riciclare. Un’ altra caratteristica importante dello stile boho chic è la sua sostenibilità: gran parte dei suoi elementi si ottengono donando nuova vita e funzionalità ad oggetti ed arredi del passato. Questa operazione non è solo “etica” ma anche molto affascinante e, in un certo senso, artistica: bisogna diventare maestri nella ricerca di vecchi cimeli e tesori, facendo rivivere i ricordi più preziosi. Ci vuole pazienza e creatività: una casa boho chic è in continua trasformazione. Gli elementi dello stile boho chic. In particolare l’arredamento boho chic prevede l’utilizzo di: accessori ed arredi dal sapore etnico; mobili per lo più in legno grezzo o in arte povera; filati naturali come il cotone, il lino, stoffe ricamate finemente, tessuti San Gallo, ecc.; piante e fiori anche esotici, veri o artificiali come i kokedama; arredi e complementi di classe, anche moderni, magari trattati con colori luminosi come l’oro e l’argento; dettagli colorati, accessori stravaganti, decorazioni anche mistiche o dal mood spirituale o religioso come cuori votivi, crocifissi, santini, ecc. Lo stile boho chic è davvero particolare e richiama molto quelle case coloniali di un tempo, ricche per qualità dei mobili, rasserenanti, vivaci ma allo stesso tempo composte. Questo genere mixa dettagli ed arredi di terre lontane con il gusto europeo e grazie all’abilità di un progettista si potrà portare questa atmosfera anche nelle case urbane di oggi. Molto utilizzate nell’arredamento in stile boho chic sono le lanterne orientali, i pouf multicolore etnici sia provenienti da isole lontane sia realizzati in Italia. Immancabili sono poi complementi d’arredo iconici che donano maggiore modernità agli ambienti: tappeti, quadri e stampe, specchi, poltrone in vimini o midollino, ma anche sedute da appendere al soffitto. Tutto però deve essere di gran classe: questa è la sostanziale differenza tra boho ed il più comune etnico. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento!

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento! Il pavimento è una delle componenti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa. Scegliere il materiale più adatto potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto: a giorno d’oggi i materiali disponibili sono sempre di più. Se quelli di ultima generazione offrono vantaggi innovativi, anche quelli più tradizionali possono riservare delle sorprese e diventare delle nuove tendenze. Uno di questi è proprio il linoleum, uno dei materiali ormai più in voga del momento. Uno dei suoi più grandi pregi è la sostenibilità e la capacità di adattarsi a molti stili ed ambienti differenti. Inventato in Scozia negli anni ’60, viene oggi utilizzato per edifici pubblici e privati, per ambienti esterni, interni e per capannoni industriali. Degno di nota è l’incremento del suo utilizzo proprio in ambito privato: resiliente, facile da curare e altamente igienico. Linoleum: un identikit. Il linoleum è un materiale totalmente amico dell’ambiente: la sua ecosostenibilità è dovuta alla sua composizione in materie prime naturali quali resina, sughero, tuta, olio di semi di lino. Si tratta di un rivestimento resiliente ed elastico, piuttosto sottile, facilmente lavorabile e lavabile, nonché isolante ed impermeabile. È inoltre totalmente riciclabile, dura a lungo ed ha proprietà antiscivolo, che lo rendono anche piuttosto sicuro in caso di bambini ed anziani. Quest’ultima caratteristica giustifica chiaramente il suo ampio utilizzo, nel corso dei decenni, in edifici pubblici come ospedali, scuole, palestre, aeroporti, biblioteche, cinema. Come detto sopra, attualmente il suo utilizzo si sta decisamente diffondendo anche in ambito privato, grazie alla sua versatilità e resistenza, nonché alla sua capacità di creare ambienti caldi, accoglienti, confortevoli. Via libera dunque al suo utilizzo in alberghi ed abitazioni, tenendo presente che scegliere il linoleum come rivestimento significa optare per una soluzione rapida ed efficiente. Un pavimento in linoleum può essere velocemente sovrapposto ad una pavimentazione preesistente oltre che disposto come supporto di nuova costruzione. Qualche svantaggio: tende a deformarsi nel tempo a causa di temperatura e sbalzi termici, nonché dell’umidità che può essere presente in ambienti come il bagno o la cucina; necessita davvero di una posa a regola d’arte, che eviti la formazione di sacche d’aria o umidità sotto la sua superficie, col rischio di compromettere l’ambiente circostante. Ricapitolando, un pavimento in linoleum è una soluzione economica, pratica ed ecologica, perfetta se il budget di ristrutturazione è contenuto. Basti pensare che il suo costo base di partenza si aggira sui 22 euro al mq, indecentemente dal taglio a piastrella o a rotolo. Una variazione di prezzo è prevista sulla base della tipologia e dello spessore. Come posare il linoleum. Il linoleum può essere posato a colla oppure a secco. Scegliere fra le due tipologie dipende molto dal tipo di ambiente circostante al pavimento: se l’esigenza primaria è l’igiene conviene optare per una posa a secco, che garantisce una pulizia più facile ed efficace, mentre per un piccolo ambiente senza esigenze particolari si può scegliere invece una posa a colla, perfetta in caso di un taglio del linoleum a piastrelle. La praticità di questo materiale si traduce nella possibilità di poterlo installare in autonomia, sebbene sia fondamentale fare molta attenzione ad evitare la formazione di sacche d’aria o di umidità, come detto sopra. È consigliabile, a questo proposito, aiutarsi con uno spazzolone per meglio stenderlo ed evitare corrugamenti. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress.

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress. Spesso si pensa di ristrutturare la propria casa autonomamente, senza sapere a quante complicazioni burocratiche si vada incontro. Noi di Ristrutturare Casa Italia vogliamo proporvi una breve guida, facile ed intuitiva, su quali sono le principali pratiche edilizie (e non solo) necessarie per le ristrutturazioni. Non sempre è necessaria una pratica edilizia per ristrutturare casa, anche se lo è nella maggior parte dei casi. Ci sono inoltre documenti collaterali che vanno allegati o comunque che potrebbero essere richiesti. Bisogna tenere presente che è una materia estremamente complessa dal punto di vista legale, regolamentata non solo a livello nazionale ma anche regionale e comunale. La casistica pertanto è davvero infinita, e quindi è sempre necessario rivolgersi a professionisti che esaminino il vostro caso e curino le migliori soluzioni per voi. Noi di Ristrutturare Casa Italia metteremo a vostra disposizione professionisti altamente qualificati, che sappiano guidarvi passo dopo passo. Perché le pratiche edilizie sono importanti? Presupposto obbligatorio per poter fruire delle detrazioni fiscali, è che la casa sia in regola. Lavori eseguiti senza pratica edilizia quando era necessaria, o con pratiche edilizie incomplete e/o sbagliate, non hanno diritto alle detrazioni fiscali, che possono essere revocate dall’Agenzia delle Entrate fino a cinque anni dopo quello di godimento, anche con la restituzione delle somme già godute. La burocrazia edilizia. Il riferimento legislativo italiano per tutto ciò che riguarda i procedimenti edilizi privati è il Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 380/2001. Questo testo normativo si riferisce a tutte le opere edilizie nel loro complesso, quindi sia ristrutturazioni che nuove costruzioni. I tipi di interventi edilizi possibili sono stati suddivisi, all’art. 3 del T.U.E. in sei categorie, sulla base del loro impatto sull’assetto edilizio complessivo: Manutenzione Ordinaria Manutenzione Straordinaria Restauro e Risanamento Conservativo Ristrutturazione Edilizia Nuova Costruzione  Ristrutturazione Urbanistica Le due categorie che interessano la maggioranza delle ristrutturazioni sono le prime due: manutenzione ordinaria e straordinaria. Mentre le ultime due riguardano interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, la terza e la quarta riguardano gli edifici vincolati, cioè una minima parte degli edifici costruiti. È importante poi tenere presente che i Piani Regolatori Comunali disciplinano le categorie di intervento applicabili ad un singolo edificio o una determinata parte del territorio. Sicuramente le prime due categorie di intervento sono sempre applicabili a tutti gli edifici esistenti, in quanto fondamentali per garantirne la funzionalità. Inoltre è bene ricordare che nessun intervento edilizio può essere effettuato su edifici che presentano abusi o difformità. Quali opere rientrano nella manutenzione ordinaria? Rientrano in questa categoria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. Si parla quindi di pavimenti, sanitari, porte, finestre, finiture varie, rivestimenti ecc. ma anche di controsoffitti, rifacimento di intonaci, condizionatori, pannelli fotovoltaici e riparazione degli impianti esistenti. Quali opere rientrano nella manutenzione straordinaria? Rientrano in questa categoria “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati, necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”. Si parla quindi di lavori edilizi ed impiantistici oppure di interventi rilevanti dal punto di vista urbanistico. Le pratiche edilizie. In caso di opere rientranti nella manutenzione ordinaria non è necessario presentare alcuna pratica edilizia, infatti si sta parlando di edilizia libera. Attenzione però: alcuni comuni possono comunque richiedere la presentazione di una comunicazione per determinati tipi di interventi rientranti nella manutenzione ordinaria Invece, in caso di opere rientranti nella manutenzione straordinaria, ma senza l’esecuzione di opere strutturali, la pratica edilizia da presentare è la CILA. In questo caso la manutenzione straordinaria si dice “leggera” ed è la classica tipologia di intervento della maggior parte delle ristrutturazioni. Per le opere rientranti nella manutenzione straordinaria ma che prevedono anche l’esecuzione lavori strutturali, la pratica edilizia da presentare è la SCIA. In questo caso si parla di manutenzione straordinaria “pesante”. La CILA. La sigla CILA sta per comunicazione di inizio lavori asseverata. Da ciò si evince che: è una comunicazione e non una richiesta di autorizzazione 2) deve essere asseverata: cioè ci deve essere qualcuno che, apponendo un timbro e una firma, certifichi che tutto quello dichiarato nella pratica edilizia è corretto. Questo qualcuno è obbligatoriamente un tecnico abilitato: architetto, ingegnere o geometra. In sintesi la pratica dovrà contenere: la comunicazione resa su un modello a firma del titolare di diritti sull’immobile (proprietario, usufruttuario, locatario, etc.);  l’asseverazione a firma del tecnico abilitato, anche questa resa su un modello;  una serie di allegati (documenti di identità di tutti i soggetti coinvolti, ricevuta di versamento dei diritti di segreteria – solitamente tra i 50 e i 300 euro -, gli elaborati progettuali – solitamente una relazione, una pianta dello stato di fatto ed una pianta del progetto). Può inoltre essere necessario allegare: piante con gli schemi impiantistici, stima dei rifiuti prodotti dalle demolizioni con relativo contratto di discarica per lo smaltimento, dichiarazione di affidamento di incarico al tecnico con sua dichiarazione di avvenuto pagamento, DURC dell’impresa con dichiarazione di contratto collettivo applicato, titolo di proprietà dell’immobile, planimetria e visura catastale. Resta ferma la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre obblighi

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Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio!

Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio! Rinnovare la propria casa in modo ecosostenibile è ancora più conveniente per te e per l’ambiente. Spesso non occorre sostituire completamente l’arredamento: basta dare nuova linfa a quello esistente. Se qualche mobile ormai non è più di vostro gusto e ha decisamente molti anni di vita, potrebbe essere la perfetta occasione per cimentarvi in una pratica antica ed affascinante, dai risultati sorprendenti. Stiamo parlando del decapaggio, una tecnica raffinata che è quasi un’arte e che potrebbe rivelarsi anche molto divertente da soli o in compagnia. Consiste nel rimuovere lo strato superficiale della vernice di un mobile per conferirgli un aspetto volutamente consumato e dare l’impressione che sia molto più antico. È una strategia che consente di ridare nuova vita a mobili che magari, per molti motivi, ci hanno stufato o sono danneggiati. A cosa serve? Il termine decapare deriva dal francese decapèr, che significa rimuovere la cappa, la copertura, e la tecnica ha origini molto antiche, rintracciabili alla metà del 1700 circa. Gli artigiani decapavano il legno per proteggerlo dai tarli, lavandolo prima con la soda e passando poi una mano di calce con cui disinfestarne pori e fessure. Oggi numerosi corsi di fai da te hanno permesso la riscoperta e diffusione di quest’arte manuale che permette di recuperare mobili antichi o semplicemente di renderli più affascinanti ed adatti a precise esigenze di gusto. È infatti sempre più diffuso il cosiddetto shabby chic, uno stile basato sull’utilizzo di un arredamento volutamente antichizzato, con l’utilizzo di vernici dalle tinte tenui, quasi sbiadite, che richiamano l’epoca vittoriana o addirittura rinascimentale. Sono oggetto di decapaggio non solo mobili vecchi, ma anche in legno grezzo: si può lavorare quindi anche su elementi di arredamento appena acquistati. La giusta tecnica. Per decapare un mobile occorre innanzitutto avere i giusti strumenti: occhiali, guanti protettivi, un pennello piatto, una spazzola metallica, della lana d’acciaio, meglio se a grana extra, stucco, carta vetrata, vernice acrilica chiara e scura. Per procedere è opportuno trovarsi all’aperto o in un locale ben ventilato, dal momento che si utilizzeranno vernici e si produrranno sostanze nocive come polveri sottili; è inoltre consigliabile dotarsi delle giuste protezioni, come una tuta, dei guanti, degli occhiali e una mascherina. Prese queste precauzioni, si può iniziare a decapare il proprio mobile: carteggiare con la carta vetrata per rimuovere accuratamente la vernice Stuccare le parti danneggiate e lasciare asciugare Spazzolare la superficie del legno con la spazzola metallica, in modo da creare piccoli solchi che faciliteranno la penetrazione della cera Impregnare la lana d’acciaio con la pasta di cera e spalmarla sul legno Lasciare asciugare per circa 30 minuti Usare di nuovo la lana d’acciaio, immersa questa volta nella cera più scura, per rimuovere la cera chiara ed ottenere l’effetto desiderato Lucidare il mobile secondo il proprio gusto Tipologie e manutenzione. La manutenzione di un mobile decapato non richiede altro che la rimozione della polvere in eccesso ed un panno imbevuto di cera chiara per mobili. Le tipologie di questa tecnica invece sono molte: shabby chic, per una casa elegante e raffinata, shabby french per richiamare atmosfere francesi di fine Ottocento, shabby total white se gli arredi saranno totalmente bianchi, country chic per un effetto rustico ma elegante, rustic worn per un rustico vissuto. È possibile decapare moltissimi mobili diversi: poltrone, sedie, sgabelli, tavoli di qualunque forma e dimensione, divani, specchiere, armadi, madie, mensole, cassettiere. Potrete davvero dare sfogo alla vostra creatività! Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Calore e comfort con il grès effetto legno.

Calore e comfort con il grès effetto legno. Il grès porcellanato effetto legno è una scelta sicuramente innovativa, perché si parla di un tipo di ceramica compatta, lavorata fino a raggiungere un alto grado di durezza e resistenza ad agenti chimici ed atmosferici, nonché a sollecitazioni meccaniche come graffi, abrasioni, flessioni, urti. Il grès effetto legno è inoltre impermeabile ai liquidi, ma senza l’utilizzo di impermeabilizzanti chimici, vernici o resine, cosa che lo rende un materiale molto più salubre rispetto ad alternative simili. Quante sensazioni può dare un pavimento sotto i nostri piedi? Infinite. Calore, sicurezza, comfort, pulizia, ricercatezza. Nel vasto panorama delle possibilità di rivestimento, il nostro showroom in questo articolo ve ne propone una che raduna tutte queste caratteristiche e non solo. Una caratteristica importante per qualunque pavimento è quella di essere il più possibile resistente al tempo ed all’usura: il grès porcellanato effetto legno sicuramente soddisfa queste esigenze, essendo un rivestimento ideale per qualunque zona della casa. Non assorbe odori e non rilascia sostanze nocive per l’uomo, non si usura nel tempo e resiste ad un elevato calpestio. È questa una scelta notevole anche da un punto di vista strettamente estetico: il calore armonioso del legno, elegante e raffinato, si combina ad una serie di vantaggi rispetto ad un’alternativa in vero legno o in altri materiali che lo imitano. Infatti non è solo economicamente più conveniente, ma anche più ecologico, dal momento che previene la deforestazione e predilige l’utilizzo di materiali di scarto (argille, sabbie e feldspati) che ne fondano la resistenza. La sua versatilità lo rende ottimo per gli interni come per gli esterni ed è possibile sbizzarrirsi con le molteplici possibilità cromatiche e di texture: spesso si scelgono colori chiari, perfetti da abbinare a decine di altre tonalità, per gli effetti più estrosi ed originali. Ma non sono da sottovalutare neppure le sue tonalità più scure, come ad esempio il marrone o il nero, che ben si prestano a contrasti piacevoli, sorprendenti, da valorizzare e bilanciare con l’illuminotecnica; così come può essere un’ottima alternativa il grigio, che in accostamento a tonalità più forti ed accese rimane neutro ma viene valorizzato al massimo. È un materiale facile da gestire nel tempo, non necessitando di tutte le cure specifiche di cui invece ha bisogno un pavimento in parquet, e per tenerlo pulito è sufficiente acqua ed un detergente specifico per pavimenti. È quindi un materiale jolly, adatto ai più diversi stili di arredamento: dai più classici ai più moderni, dal minimal ai più eccentrici, proponendo un’eleganza ed una semplicità durature, che non passano mai di moda. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Romanticismo e natura: lo stile provenzale.

Romanticismo e natura: lo stile provenzale. Chi è stato in Provenza almeno una volta nella vita, sicuramente subirà il fascino dello stile provenzale: quell’atmosfera tersa, lenta, poetica, che accompagna le campagne e le città del sud della Francia. Un’aura che rimane nel cuore e che sa ispirare, al punto da non riuscire a dimenticarla. Se desiderate portarla con voi, nella vostra casa, sappiate che è possibile! Ma andiamo con ordine: innanzitutto lo stile provenzale affonda le sue radici nel 1600, nella Versailles di Luigi XIV che ingaggiò i più prestigiosi artisti ed artigiani dell’epoca per renderla un’icona assoluta di lusso e stile. Gli influssi della capitale si diffusero presto anche in campagna, in particolare nel territorio provenzale. Ed ecco che rustiche case contadine cominciano ad impreziosirsi di influenze lussuose provenienti da Parigi, segnando per sempre la cifra distintiva dello stile provenzale. Oggi l’arredamento in stile provenzale si è ormai consolidato come uno dei più amati al mondo. Ricordando lo shabby chic e lo stile country francese, si presenta come un affascinante mix di comfort, raffinatezza ed un’elegante rusticità che lo rendono sofisticato e genuino allo stesso tempo. In particolare si differenzia dallo shabby chic sopra citato per l’atmosfera: qui infatti vige un mood più romantico, fatato, si azzardano di più tinte glicine, lilla, salvia, mentre nello shabby è preferito il candore del bianco e delle tinte neutre. Colori naturali, tinte pastello e tanta fantasia. I colori e la natura del sud della Francia splendono cristallizzati in questo genere di arredamento. Una vita semplice, en plen air, armoniosa e rilassata, sono la fonte di questa estetica così vivace ed accogliente. La delicatezza è il comune denominatore dei colori e dei materiali usati: la lavanda spicca su tutti, dal fiore così diffuso in Provenza, che ogni anno regala meravigliose ed abbondanti fioriture. Molto utilizzate anche tutte le altre tinte pastello (in particolare verde salvia ed azzurro) meglio se intrecciate con con varianti del bianco e dell’avorio, del blu e del giallo. Lo stile provenzale utilizza molto anche i tessuti: soprattutto lino e cotone leggero, da usare con tende, cuscini, divani, sofà, biancheria e trapunte. Le fantasie predilette sono invece quelle floreali. I materiali. Il legno è il principale materiale utilizzato in questo stile: si tratta però di legno recuperato e decapato a regola d’arte, ovvero sottoposto ad una tecnica che regale un aspetto antichizzato e vissuto. Un altro materiale ricorrente, che si ritrova in sedie, testiere o tavolini, è il ferro battuto, di solito laccato di bianco o avorio. Il gusto decorativo per far fiorire la tua casa. Fiori, fiori ed ancora fiori! I motivi floreali sono il cuore di questo stile, che vuole rendere tutto il respiro delle campagne provenzali, la vitalità e le piccole gioie di una vita rilassata, in armonia con la natura ed i suoi colori. Lavanda, salvia, ranuncoli, rose, margherite, gipsofila… è davvero vasto il panorama di possibilità da applicare a questo stile. Il risultato sarà sorprendente: un profumato abbraccio di accoglienza e comfort, rinforzato dall’utilizzo di candele, cuscini, tendaggi, tappeti, mazzi di fiori freschi, saponette profumate, cesti di pot-pourri in materiali naturali come il vimini, ma anche pentole in rame e porcellane sapientemente esposte. Come arredare in stile provenzale. Potrai ricreare comunque un ambiente provenzale utilizzando tutti i topic dello shabby chic, arricchendoli con: decorazioni che richiamano la provenza come quadretti naturalistici, magari con scritte in francese o simili. tende e tessuti nei toni pastello; fiori freschi o secchi come la lavanda, capace pure di regalare fragranze rasserenanti; rivestimenti non prettamente bianchi, ma anche polverosi come il rosa cipria, il verde pistacchio o il salvia, il crema, il grigio, ecc.; Lo stile provenzale è perfetto per arredare casa in campagna, ma pure nelle case al mare o di villeggiatura, dal momento che ispira leggerezza, primavera ed estate. Nelle case rustiche poi si ha la possibilità di sfruttare proprio l’architettura tipica, cornice ideale per questo genere d’arredo. Ed anche in questo caso può essere mitigato e personalizzato grazie all’intervento di un abile architetto. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Un country lussuoso: lo stile provenzale.

Un country lussuoso: lo stile provenzale.

L’arredamento in stile provenzale è uno dei più amati al mondo.

Ricordando lo shabby chic e lo stile country francese, si presenta come un affascinante mix di comfort, raffinatezza ed un’elegante rusticità che lo rendono sofisticato e genuino allo stesso tempo.

In particolare si differenzia dallo shabby chic sopra citato per l’atmosfera: qui infatti vige un mood più romantico, fatato, si azzardano di più tinte glicine, lilla, salvia, mentre nello shabby è preferito il candore del bianco e delle tinte neutre.

Lo stile provenzale affonda le sue radici nel 1600, nella Versailles di Luigi XIV che ingaggiò i più prestigiosi artisti ed artigiani dell’epoca per renderla un’icona assoluta di lusso e stile. Gli influssi della capitale si diffusero presto anche in campagna, in particolare nel territorio provenzale.

Ed ecco che rustiche case contadine cominciano ad impreziosirsi di influenze lussuose provenienti da Parigi, segnando per sempre la cifra distintiva dello stile provenzale.

Colori e fantasie dello stile provenzale.

I colori e la natura del sud della Francia splendono cristallizzati in questo genere di arredamento. Una vita semplice, en plen air, armoniosa e rilassata, sono la fonte di questa estetica così vivace ed accogliente.

La delicatezza è il comune denominatore dei colori e dei materiali usati: la lavanda spicca su tutti, dal fiore così diffuso in Provenza, che ogni anno regala meravigliose ed abbondanti fioriture.

Molto utilizzate anche tutte le altre tinte pastello (in particolare verde salvia ed azzurro) meglio se intrecciate con con varianti del bianco e dell’avorio, del blu e del giallo.

Lo stile provenzale utilizza molto anche i tessuti: soprattutto lino e cotone leggero, da usare con tende, cuscini, divani, sofà, biancheria e trapunte.

Le fantasie predilette sono invece quelle floreali.

I materiali dello stile provenzale.

Il legno è il principale materiale utilizzato in questo stile: si tratta però di legno recuperato e decapato a regola d’arte, ovvero sottoposto ad una tecnica che regale un aspetto antichizzato e vissuto.

Un altro materiale ricorrente, che si ritrova in sedie, testiere o tavolini, è il ferro battuto, di solito laccato di bianco o avorio.

Decorazioni in stile provenzale.

Fiori, fiori ed ancora fiori! I motivi floreali sono il cuore di questo stile, che vuole rendere tutto il respiro delle campagne provenzali, la vitalità e le piccole gioie di una vita rilassata, in armonia con la natura ed i suoi colori.

Lavanda, salvia, ranuncoli, rose, margherite, gipsofila… è davvero vasto il panorama di possibilità da applicare a questo stile.

Il risultato sarà sorprendente: un profumato abbraccio di accoglienza e comfort, rinforzato dall’utilizzo di candele, cuscini, tendaggi, tappeti, mazzi di fiori freschi, saponette profumate, cesti di pot-pourri in materiali naturali come il vimini, ma anche pentole in rame e porcellane sapientemente esposte.

Come arredare in stile provenzale.

Potrai ricreare comunque un ambiente provenzale utilizzando tutti i topic dello shabby chic, arricchendoli con:

  • fiori freschi o secchi come la lavanda, capace pure di regalare fragranze rasserenanti;
  • tende e tessuti nei toni pastello;
  • rivestimenti non prettamente bianchi, ma anche polverosi come il rosa cipria, il verde pistacchio o il salvia, il crema, il grigio, ecc.;
  • decorazioni che richiamano la provenza come quadretti naturalistici, magari con scritte in francese o simili.

Lo stile provenzale è perfetto per arredare casa in campagna, ma pure nelle case al mare o di villeggiatura, dal momento che ispira leggerezza, primavera ed estate.

Nelle case rustiche poi si ha la possibilità di sfruttare proprio l’architettura tipica, cornice ideale per questo genere d’arredo.

Ed anche in questo caso può essere mitigato e personalizzato grazie all’intervento di un abile architetto.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa. Se siete persone originali, estrose, con un gran voglia di raccontare la vostra unicità anche attraverso gli spazi della vostra casa, lo stile boho chic fa decisamente per voi! Il nome di questo stile deriva dall’unione del termine bohemian, che richiama lo stile di vita di intellettuali ed artisti del XIX secolo, la parola francese chic, sinonimo di eleganza. Nasce agli inizi del 2000, come nuova tendenza nel settore della moda destinata a raggiungere presto anche quello dell’interior design. Lo stile boho chic è un piccolo universo di citazioni e suggestioni: far west, movimento hippy, stile etnico e quello nordico. Unisce tratti più minimali ad altri decisamente ricchi ed estrosi: la parola chiave è originalità, ed infatti si compone di molti pezzi unici, al punto che ogni casa acquisisce inevitabilmente una propria personalità spiccata e totalmente diversa da ogni altra. Tra innovazione e tradizione. Il fascino del boho chic è dato proprio dall’essere un originale mix tra ciò che è moderno e nuovo e ciò che invece è vintage. Ogni spazio così si anima di ricordi, aneddoti e storie da raccontare legate alla vita degli abitanti della casa. Nessuna casa in stile boho chic assomiglia ad un’altra perché tutte le persone sono uniche nel loro vissuto. Eppure, alcuni elementi di questo stile possono essere riconoscibili. Avete presente il Coachella Music Festival, che si svolge in California annualmente? Bene, l’atmosfera che si respira e soprattutto la mise dei partecipanti e del pubblico sono perfettamente in stile boho chic. Colori sgargianti ma anche al contrario chiari e candidi, stoffe per lo più naturali, richiami hippie, un’eccentricità che punta ad un’armonia ed una serenità senza tempo. L’arte di riciclare. Un’ altra caratteristica importante dello stile boho chic è la sua sostenibilità: gran parte dei suoi elementi si ottengono donando nuova vita e funzionalità ad oggetti ed arredi del passato. Questa operazione non è solo “etica” ma anche molto affascinante e, in un certo senso, artistica: bisogna diventare maestri nella ricerca di vecchi cimeli e tesori, facendo rivivere i ricordi più preziosi. Ci vuole pazienza e creatività: una casa boho chic è in continua trasformazione. Gli elementi dello stile boho chic. In particolare l’arredamento boho chic prevede l’utilizzo di: accessori ed arredi dal sapore etnico; mobili per lo più in legno grezzo o in arte povera; filati naturali come il cotone, il lino, stoffe ricamate finemente, tessuti San Gallo, ecc.; piante e fiori anche esotici, veri o artificiali come i kokedama; arredi e complementi di classe, anche moderni, magari trattati con colori luminosi come l’oro e l’argento; dettagli colorati, accessori stravaganti, decorazioni anche mistiche o dal mood spirituale o religioso come cuori votivi, crocifissi, santini, ecc. Lo stile boho chic è davvero particolare e richiama molto quelle case coloniali di un tempo, ricche per qualità dei mobili, rasserenanti, vivaci ma allo stesso tempo composte. Questo genere mixa dettagli ed arredi di terre lontane con il gusto europeo e grazie all’abilità di un progettista si potrà portare questa atmosfera anche nelle case urbane di oggi. Molto utilizzate nell’arredamento in stile boho chic sono le lanterne orientali, i pouf multicolore etnici sia provenienti da isole lontane sia realizzati in Italia. Immancabili sono poi complementi d’arredo iconici che donano maggiore modernità agli ambienti: tappeti, quadri e stampe, specchi, poltrone in vimini o midollino, ma anche sedute da appendere al soffitto. Tutto però deve essere di gran classe: questa è la sostanziale differenza tra boho ed il più comune etnico. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento!

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento! Il pavimento è una delle componenti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa. Scegliere il materiale più adatto potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto: a giorno d’oggi i materiali disponibili sono sempre di più. Se quelli di ultima generazione offrono vantaggi innovativi, anche quelli più tradizionali possono riservare delle sorprese e diventare delle nuove tendenze. Uno di questi è proprio il linoleum, uno dei materiali ormai più in voga del momento. Uno dei suoi più grandi pregi è la sostenibilità e la capacità di adattarsi a molti stili ed ambienti differenti. Inventato in Scozia negli anni ’60, viene oggi utilizzato per edifici pubblici e privati, per ambienti esterni, interni e per capannoni industriali. Degno di nota è l’incremento del suo utilizzo proprio in ambito privato: resiliente, facile da curare e altamente igienico. Linoleum: un identikit. Il linoleum è un materiale totalmente amico dell’ambiente: la sua ecosostenibilità è dovuta alla sua composizione in materie prime naturali quali resina, sughero, tuta, olio di semi di lino. Si tratta di un rivestimento resiliente ed elastico, piuttosto sottile, facilmente lavorabile e lavabile, nonché isolante ed impermeabile. È inoltre totalmente riciclabile, dura a lungo ed ha proprietà antiscivolo, che lo rendono anche piuttosto sicuro in caso di bambini ed anziani. Quest’ultima caratteristica giustifica chiaramente il suo ampio utilizzo, nel corso dei decenni, in edifici pubblici come ospedali, scuole, palestre, aeroporti, biblioteche, cinema. Come detto sopra, attualmente il suo utilizzo si sta decisamente diffondendo anche in ambito privato, grazie alla sua versatilità e resistenza, nonché alla sua capacità di creare ambienti caldi, accoglienti, confortevoli. Via libera dunque al suo utilizzo in alberghi ed abitazioni, tenendo presente che scegliere il linoleum come rivestimento significa optare per una soluzione rapida ed efficiente. Un pavimento in linoleum può essere velocemente sovrapposto ad una pavimentazione preesistente oltre che disposto come supporto di nuova costruzione. Qualche svantaggio: tende a deformarsi nel tempo a causa di temperatura e sbalzi termici, nonché dell’umidità che può essere presente in ambienti come il bagno o la cucina; necessita davvero di una posa a regola d’arte, che eviti la formazione di sacche d’aria o umidità sotto la sua superficie, col rischio di compromettere l’ambiente circostante. Ricapitolando, un pavimento in linoleum è una soluzione economica, pratica ed ecologica, perfetta se il budget di ristrutturazione è contenuto. Basti pensare che il suo costo base di partenza si aggira sui 22 euro al mq, indecentemente dal taglio a piastrella o a rotolo. Una variazione di prezzo è prevista sulla base della tipologia e dello spessore. Come posare il linoleum. Il linoleum può essere posato a colla oppure a secco. Scegliere fra le due tipologie dipende molto dal tipo di ambiente circostante al pavimento: se l’esigenza primaria è l’igiene conviene optare per una posa a secco, che garantisce una pulizia più facile ed efficace, mentre per un piccolo ambiente senza esigenze particolari si può scegliere invece una posa a colla, perfetta in caso di un taglio del linoleum a piastrelle. La praticità di questo materiale si traduce nella possibilità di poterlo installare in autonomia, sebbene sia fondamentale fare molta attenzione ad evitare la formazione di sacche d’aria o di umidità, come detto sopra. È consigliabile, a questo proposito, aiutarsi con uno spazzolone per meglio stenderlo ed evitare corrugamenti. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress.

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress. Spesso si pensa di ristrutturare la propria casa autonomamente, senza sapere a quante complicazioni burocratiche si vada incontro. Noi di Ristrutturare Casa Italia vogliamo proporvi una breve guida, facile ed intuitiva, su quali sono le principali pratiche edilizie (e non solo) necessarie per le ristrutturazioni. Non sempre è necessaria una pratica edilizia per ristrutturare casa, anche se lo è nella maggior parte dei casi. Ci sono inoltre documenti collaterali che vanno allegati o comunque che potrebbero essere richiesti. Bisogna tenere presente che è una materia estremamente complessa dal punto di vista legale, regolamentata non solo a livello nazionale ma anche regionale e comunale. La casistica pertanto è davvero infinita, e quindi è sempre necessario rivolgersi a professionisti che esaminino il vostro caso e curino le migliori soluzioni per voi. Noi di Ristrutturare Casa Italia metteremo a vostra disposizione professionisti altamente qualificati, che sappiano guidarvi passo dopo passo. Perché le pratiche edilizie sono importanti? Presupposto obbligatorio per poter fruire delle detrazioni fiscali, è che la casa sia in regola. Lavori eseguiti senza pratica edilizia quando era necessaria, o con pratiche edilizie incomplete e/o sbagliate, non hanno diritto alle detrazioni fiscali, che possono essere revocate dall’Agenzia delle Entrate fino a cinque anni dopo quello di godimento, anche con la restituzione delle somme già godute. La burocrazia edilizia. Il riferimento legislativo italiano per tutto ciò che riguarda i procedimenti edilizi privati è il Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 380/2001. Questo testo normativo si riferisce a tutte le opere edilizie nel loro complesso, quindi sia ristrutturazioni che nuove costruzioni. I tipi di interventi edilizi possibili sono stati suddivisi, all’art. 3 del T.U.E. in sei categorie, sulla base del loro impatto sull’assetto edilizio complessivo: Manutenzione Ordinaria Manutenzione Straordinaria Restauro e Risanamento Conservativo Ristrutturazione Edilizia Nuova Costruzione  Ristrutturazione Urbanistica Le due categorie che interessano la maggioranza delle ristrutturazioni sono le prime due: manutenzione ordinaria e straordinaria. Mentre le ultime due riguardano interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, la terza e la quarta riguardano gli edifici vincolati, cioè una minima parte degli edifici costruiti. È importante poi tenere presente che i Piani Regolatori Comunali disciplinano le categorie di intervento applicabili ad un singolo edificio o una determinata parte del territorio. Sicuramente le prime due categorie di intervento sono sempre applicabili a tutti gli edifici esistenti, in quanto fondamentali per garantirne la funzionalità. Inoltre è bene ricordare che nessun intervento edilizio può essere effettuato su edifici che presentano abusi o difformità. Quali opere rientrano nella manutenzione ordinaria? Rientrano in questa categoria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. Si parla quindi di pavimenti, sanitari, porte, finestre, finiture varie, rivestimenti ecc. ma anche di controsoffitti, rifacimento di intonaci, condizionatori, pannelli fotovoltaici e riparazione degli impianti esistenti. Quali opere rientrano nella manutenzione straordinaria? Rientrano in questa categoria “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati, necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”. Si parla quindi di lavori edilizi ed impiantistici oppure di interventi rilevanti dal punto di vista urbanistico. Le pratiche edilizie. In caso di opere rientranti nella manutenzione ordinaria non è necessario presentare alcuna pratica edilizia, infatti si sta parlando di edilizia libera. Attenzione però: alcuni comuni possono comunque richiedere la presentazione di una comunicazione per determinati tipi di interventi rientranti nella manutenzione ordinaria Invece, in caso di opere rientranti nella manutenzione straordinaria, ma senza l’esecuzione di opere strutturali, la pratica edilizia da presentare è la CILA. In questo caso la manutenzione straordinaria si dice “leggera” ed è la classica tipologia di intervento della maggior parte delle ristrutturazioni. Per le opere rientranti nella manutenzione straordinaria ma che prevedono anche l’esecuzione lavori strutturali, la pratica edilizia da presentare è la SCIA. In questo caso si parla di manutenzione straordinaria “pesante”. La CILA. La sigla CILA sta per comunicazione di inizio lavori asseverata. Da ciò si evince che: è una comunicazione e non una richiesta di autorizzazione 2) deve essere asseverata: cioè ci deve essere qualcuno che, apponendo un timbro e una firma, certifichi che tutto quello dichiarato nella pratica edilizia è corretto. Questo qualcuno è obbligatoriamente un tecnico abilitato: architetto, ingegnere o geometra. In sintesi la pratica dovrà contenere: la comunicazione resa su un modello a firma del titolare di diritti sull’immobile (proprietario, usufruttuario, locatario, etc.);  l’asseverazione a firma del tecnico abilitato, anche questa resa su un modello;  una serie di allegati (documenti di identità di tutti i soggetti coinvolti, ricevuta di versamento dei diritti di segreteria – solitamente tra i 50 e i 300 euro -, gli elaborati progettuali – solitamente una relazione, una pianta dello stato di fatto ed una pianta del progetto). Può inoltre essere necessario allegare: piante con gli schemi impiantistici, stima dei rifiuti prodotti dalle demolizioni con relativo contratto di discarica per lo smaltimento, dichiarazione di affidamento di incarico al tecnico con sua dichiarazione di avvenuto pagamento, DURC dell’impresa con dichiarazione di contratto collettivo applicato, titolo di proprietà dell’immobile, planimetria e visura catastale. Resta ferma la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre obblighi

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Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio!

Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio! Rinnovare la propria casa in modo ecosostenibile è ancora più conveniente per te e per l’ambiente. Spesso non occorre sostituire completamente l’arredamento: basta dare nuova linfa a quello esistente. Se qualche mobile ormai non è più di vostro gusto e ha decisamente molti anni di vita, potrebbe essere la perfetta occasione per cimentarvi in una pratica antica ed affascinante, dai risultati sorprendenti. Stiamo parlando del decapaggio, una tecnica raffinata che è quasi un’arte e che potrebbe rivelarsi anche molto divertente da soli o in compagnia. Consiste nel rimuovere lo strato superficiale della vernice di un mobile per conferirgli un aspetto volutamente consumato e dare l’impressione che sia molto più antico. È una strategia che consente di ridare nuova vita a mobili che magari, per molti motivi, ci hanno stufato o sono danneggiati. A cosa serve? Il termine decapare deriva dal francese decapèr, che significa rimuovere la cappa, la copertura, e la tecnica ha origini molto antiche, rintracciabili alla metà del 1700 circa. Gli artigiani decapavano il legno per proteggerlo dai tarli, lavandolo prima con la soda e passando poi una mano di calce con cui disinfestarne pori e fessure. Oggi numerosi corsi di fai da te hanno permesso la riscoperta e diffusione di quest’arte manuale che permette di recuperare mobili antichi o semplicemente di renderli più affascinanti ed adatti a precise esigenze di gusto. È infatti sempre più diffuso il cosiddetto shabby chic, uno stile basato sull’utilizzo di un arredamento volutamente antichizzato, con l’utilizzo di vernici dalle tinte tenui, quasi sbiadite, che richiamano l’epoca vittoriana o addirittura rinascimentale. Sono oggetto di decapaggio non solo mobili vecchi, ma anche in legno grezzo: si può lavorare quindi anche su elementi di arredamento appena acquistati. La giusta tecnica. Per decapare un mobile occorre innanzitutto avere i giusti strumenti: occhiali, guanti protettivi, un pennello piatto, una spazzola metallica, della lana d’acciaio, meglio se a grana extra, stucco, carta vetrata, vernice acrilica chiara e scura. Per procedere è opportuno trovarsi all’aperto o in un locale ben ventilato, dal momento che si utilizzeranno vernici e si produrranno sostanze nocive come polveri sottili; è inoltre consigliabile dotarsi delle giuste protezioni, come una tuta, dei guanti, degli occhiali e una mascherina. Prese queste precauzioni, si può iniziare a decapare il proprio mobile: carteggiare con la carta vetrata per rimuovere accuratamente la vernice Stuccare le parti danneggiate e lasciare asciugare Spazzolare la superficie del legno con la spazzola metallica, in modo da creare piccoli solchi che faciliteranno la penetrazione della cera Impregnare la lana d’acciaio con la pasta di cera e spalmarla sul legno Lasciare asciugare per circa 30 minuti Usare di nuovo la lana d’acciaio, immersa questa volta nella cera più scura, per rimuovere la cera chiara ed ottenere l’effetto desiderato Lucidare il mobile secondo il proprio gusto Tipologie e manutenzione. La manutenzione di un mobile decapato non richiede altro che la rimozione della polvere in eccesso ed un panno imbevuto di cera chiara per mobili. Le tipologie di questa tecnica invece sono molte: shabby chic, per una casa elegante e raffinata, shabby french per richiamare atmosfere francesi di fine Ottocento, shabby total white se gli arredi saranno totalmente bianchi, country chic per un effetto rustico ma elegante, rustic worn per un rustico vissuto. È possibile decapare moltissimi mobili diversi: poltrone, sedie, sgabelli, tavoli di qualunque forma e dimensione, divani, specchiere, armadi, madie, mensole, cassettiere. Potrete davvero dare sfogo alla vostra creatività! Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Calore e comfort con il grès effetto legno.

Calore e comfort con il grès effetto legno. Il grès porcellanato effetto legno è una scelta sicuramente innovativa, perché si parla di un tipo di ceramica compatta, lavorata fino a raggiungere un alto grado di durezza e resistenza ad agenti chimici ed atmosferici, nonché a sollecitazioni meccaniche come graffi, abrasioni, flessioni, urti. Il grès effetto legno è inoltre impermeabile ai liquidi, ma senza l’utilizzo di impermeabilizzanti chimici, vernici o resine, cosa che lo rende un materiale molto più salubre rispetto ad alternative simili. Quante sensazioni può dare un pavimento sotto i nostri piedi? Infinite. Calore, sicurezza, comfort, pulizia, ricercatezza. Nel vasto panorama delle possibilità di rivestimento, il nostro showroom in questo articolo ve ne propone una che raduna tutte queste caratteristiche e non solo. Una caratteristica importante per qualunque pavimento è quella di essere il più possibile resistente al tempo ed all’usura: il grès porcellanato effetto legno sicuramente soddisfa queste esigenze, essendo un rivestimento ideale per qualunque zona della casa. Non assorbe odori e non rilascia sostanze nocive per l’uomo, non si usura nel tempo e resiste ad un elevato calpestio. È questa una scelta notevole anche da un punto di vista strettamente estetico: il calore armonioso del legno, elegante e raffinato, si combina ad una serie di vantaggi rispetto ad un’alternativa in vero legno o in altri materiali che lo imitano. Infatti non è solo economicamente più conveniente, ma anche più ecologico, dal momento che previene la deforestazione e predilige l’utilizzo di materiali di scarto (argille, sabbie e feldspati) che ne fondano la resistenza. La sua versatilità lo rende ottimo per gli interni come per gli esterni ed è possibile sbizzarrirsi con le molteplici possibilità cromatiche e di texture: spesso si scelgono colori chiari, perfetti da abbinare a decine di altre tonalità, per gli effetti più estrosi ed originali. Ma non sono da sottovalutare neppure le sue tonalità più scure, come ad esempio il marrone o il nero, che ben si prestano a contrasti piacevoli, sorprendenti, da valorizzare e bilanciare con l’illuminotecnica; così come può essere un’ottima alternativa il grigio, che in accostamento a tonalità più forti ed accese rimane neutro ma viene valorizzato al massimo. È un materiale facile da gestire nel tempo, non necessitando di tutte le cure specifiche di cui invece ha bisogno un pavimento in parquet, e per tenerlo pulito è sufficiente acqua ed un detergente specifico per pavimenti. È quindi un materiale jolly, adatto ai più diversi stili di arredamento: dai più classici ai più moderni, dal minimal ai più eccentrici, proponendo un’eleganza ed una semplicità durature, che non passano mai di moda. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Romanticismo e natura: lo stile provenzale.

Romanticismo e natura: lo stile provenzale. Chi è stato in Provenza almeno una volta nella vita, sicuramente subirà il fascino dello stile provenzale: quell’atmosfera tersa, lenta, poetica, che accompagna le campagne e le città del sud della Francia. Un’aura che rimane nel cuore e che sa ispirare, al punto da non riuscire a dimenticarla. Se desiderate portarla con voi, nella vostra casa, sappiate che è possibile! Ma andiamo con ordine: innanzitutto lo stile provenzale affonda le sue radici nel 1600, nella Versailles di Luigi XIV che ingaggiò i più prestigiosi artisti ed artigiani dell’epoca per renderla un’icona assoluta di lusso e stile. Gli influssi della capitale si diffusero presto anche in campagna, in particolare nel territorio provenzale. Ed ecco che rustiche case contadine cominciano ad impreziosirsi di influenze lussuose provenienti da Parigi, segnando per sempre la cifra distintiva dello stile provenzale. Oggi l’arredamento in stile provenzale si è ormai consolidato come uno dei più amati al mondo. Ricordando lo shabby chic e lo stile country francese, si presenta come un affascinante mix di comfort, raffinatezza ed un’elegante rusticità che lo rendono sofisticato e genuino allo stesso tempo. In particolare si differenzia dallo shabby chic sopra citato per l’atmosfera: qui infatti vige un mood più romantico, fatato, si azzardano di più tinte glicine, lilla, salvia, mentre nello shabby è preferito il candore del bianco e delle tinte neutre. Colori naturali, tinte pastello e tanta fantasia. I colori e la natura del sud della Francia splendono cristallizzati in questo genere di arredamento. Una vita semplice, en plen air, armoniosa e rilassata, sono la fonte di questa estetica così vivace ed accogliente. La delicatezza è il comune denominatore dei colori e dei materiali usati: la lavanda spicca su tutti, dal fiore così diffuso in Provenza, che ogni anno regala meravigliose ed abbondanti fioriture. Molto utilizzate anche tutte le altre tinte pastello (in particolare verde salvia ed azzurro) meglio se intrecciate con con varianti del bianco e dell’avorio, del blu e del giallo. Lo stile provenzale utilizza molto anche i tessuti: soprattutto lino e cotone leggero, da usare con tende, cuscini, divani, sofà, biancheria e trapunte. Le fantasie predilette sono invece quelle floreali. I materiali. Il legno è il principale materiale utilizzato in questo stile: si tratta però di legno recuperato e decapato a regola d’arte, ovvero sottoposto ad una tecnica che regale un aspetto antichizzato e vissuto. Un altro materiale ricorrente, che si ritrova in sedie, testiere o tavolini, è il ferro battuto, di solito laccato di bianco o avorio. Il gusto decorativo per far fiorire la tua casa. Fiori, fiori ed ancora fiori! I motivi floreali sono il cuore di questo stile, che vuole rendere tutto il respiro delle campagne provenzali, la vitalità e le piccole gioie di una vita rilassata, in armonia con la natura ed i suoi colori. Lavanda, salvia, ranuncoli, rose, margherite, gipsofila… è davvero vasto il panorama di possibilità da applicare a questo stile. Il risultato sarà sorprendente: un profumato abbraccio di accoglienza e comfort, rinforzato dall’utilizzo di candele, cuscini, tendaggi, tappeti, mazzi di fiori freschi, saponette profumate, cesti di pot-pourri in materiali naturali come il vimini, ma anche pentole in rame e porcellane sapientemente esposte. Come arredare in stile provenzale. Potrai ricreare comunque un ambiente provenzale utilizzando tutti i topic dello shabby chic, arricchendoli con: decorazioni che richiamano la provenza come quadretti naturalistici, magari con scritte in francese o simili. tende e tessuti nei toni pastello; fiori freschi o secchi come la lavanda, capace pure di regalare fragranze rasserenanti; rivestimenti non prettamente bianchi, ma anche polverosi come il rosa cipria, il verde pistacchio o il salvia, il crema, il grigio, ecc.; Lo stile provenzale è perfetto per arredare casa in campagna, ma pure nelle case al mare o di villeggiatura, dal momento che ispira leggerezza, primavera ed estate. Nelle case rustiche poi si ha la possibilità di sfruttare proprio l’architettura tipica, cornice ideale per questo genere d’arredo. Ed anche in questo caso può essere mitigato e personalizzato grazie all’intervento di un abile architetto. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Lo stile eclettico, tra varietà ed eccentricità.

Lo stile eclettico, tra varietà ed eccentricità.

Lo stile eclettico è amatissimo dagli eccentrici e perfetto pure per chi è indeciso su uno o più generi d’arredo.

Si tratta di una miscellanea di più correnti artistiche e/o architettoniche e nell’interior design vengono abbinati sapientemente accessori, mobili, tessuti, apparecchi illuminanti anche di stili differenti e molto lontani tra loro.

Con questo stile distinguersi dalla massa sarà assicurato: ciò che si può ricreare è un ambiente davvero unico, inimitabile e che unisce tutti i complementi amati dal proprietario di casa; non a caso sono soprattutto gli amanti dell’arte, specie i collezionisti dagli anni ’40 ad oggi, a prediligerlo e a farlo conoscere ai più.

Per avere una casa in stile eclettico potrai:

  • unire mobili e complementi, decorazioni e tessuti di stili anche molto diversi tra loro;
  • abbellire il tutto con oggetti iconici e/o opere d’arte di periodi differenti;
  • cercare un fil rouge che possa essere semplice da seguire, come un mix di due o tre colori, un tema, un pattern, ecc.

Sì, anche qui è necessario un fil rouge, un elemento che sia in grado di dare maggiore armonia progettuale e l’aiuto di un professionista si rivela più che necessario. Solo l’accostamento sapiente di elementi a prima vista inconciliabili potrà produrre un ambiente incredibilmente equilibrato e mai banale. Tuttavia basta un niente per cadere nel kitsch: per chi si improvvisa interior designer forse è meglio scegliere uno stile differente!

Boho chic: eleganza originale ed estrosa.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa. Se siete persone originali, estrose, con un gran voglia di raccontare la vostra unicità anche attraverso gli spazi della vostra casa, lo stile boho chic fa decisamente per voi! Il nome di questo stile deriva dall’unione del termine bohemian, che richiama lo stile di vita di intellettuali ed artisti del XIX secolo, la parola francese chic, sinonimo di eleganza. Nasce agli inizi del 2000, come nuova tendenza nel settore della moda destinata a raggiungere presto anche quello dell’interior design. Lo stile boho chic è un piccolo universo di citazioni e suggestioni: far west, movimento hippy, stile etnico e quello nordico. Unisce tratti più minimali ad altri decisamente ricchi ed estrosi: la parola chiave è originalità, ed infatti si compone di molti pezzi unici, al punto che ogni casa acquisisce inevitabilmente una propria personalità spiccata e totalmente diversa da ogni altra. Tra innovazione e tradizione. Il fascino del boho chic è dato proprio dall’essere un originale mix tra ciò che è moderno e nuovo e ciò che invece è vintage. Ogni spazio così si anima di ricordi, aneddoti e storie da raccontare legate alla vita degli abitanti della casa. Nessuna casa in stile boho chic assomiglia ad un’altra perché tutte le persone sono uniche nel loro vissuto. Eppure, alcuni elementi di questo stile possono essere riconoscibili. Avete presente il Coachella Music Festival, che si svolge in California annualmente? Bene, l’atmosfera che si respira e soprattutto la mise dei partecipanti e del pubblico sono perfettamente in stile boho chic. Colori sgargianti ma anche al contrario chiari e candidi, stoffe per lo più naturali, richiami hippie, un’eccentricità che punta ad un’armonia ed una serenità senza tempo. L’arte di riciclare. Un’ altra caratteristica importante dello stile boho chic è la sua sostenibilità: gran parte dei suoi elementi si ottengono donando nuova vita e funzionalità ad oggetti ed arredi del passato. Questa operazione non è solo “etica” ma anche molto affascinante e, in un certo senso, artistica: bisogna diventare maestri nella ricerca di vecchi cimeli e tesori, facendo rivivere i ricordi più preziosi. Ci vuole pazienza e creatività: una casa boho chic è in continua trasformazione. Gli elementi dello stile boho chic. In particolare l’arredamento boho chic prevede l’utilizzo di: accessori ed arredi dal sapore etnico; mobili per lo più in legno grezzo o in arte povera; filati naturali come il cotone, il lino, stoffe ricamate finemente, tessuti San Gallo, ecc.; piante e fiori anche esotici, veri o artificiali come i kokedama; arredi e complementi di classe, anche moderni, magari trattati con colori luminosi come l’oro e l’argento; dettagli colorati, accessori stravaganti, decorazioni anche mistiche o dal mood spirituale o religioso come cuori votivi, crocifissi, santini, ecc. Lo stile boho chic è davvero particolare e richiama molto quelle case coloniali di un tempo, ricche per qualità dei mobili, rasserenanti, vivaci ma allo stesso tempo composte. Questo genere mixa dettagli ed arredi di terre lontane con il gusto europeo e grazie all’abilità di un progettista si potrà portare questa atmosfera anche nelle case urbane di oggi. Molto utilizzate nell’arredamento in stile boho chic sono le lanterne orientali, i pouf multicolore etnici sia provenienti da isole lontane sia realizzati in Italia. Immancabili sono poi complementi d’arredo iconici che donano maggiore modernità agli ambienti: tappeti, quadri e stampe, specchi, poltrone in vimini o midollino, ma anche sedute da appendere al soffitto. Tutto però deve essere di gran classe: questa è la sostanziale differenza tra boho ed il più comune etnico. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento!

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento! Il pavimento è una delle componenti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa. Scegliere il materiale più adatto potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto: a giorno d’oggi i materiali disponibili sono sempre di più. Se quelli di ultima generazione offrono vantaggi innovativi, anche quelli più tradizionali possono riservare delle sorprese e diventare delle nuove tendenze. Uno di questi è proprio il linoleum, uno dei materiali ormai più in voga del momento. Uno dei suoi più grandi pregi è la sostenibilità e la capacità di adattarsi a molti stili ed ambienti differenti. Inventato in Scozia negli anni ’60, viene oggi utilizzato per edifici pubblici e privati, per ambienti esterni, interni e per capannoni industriali. Degno di nota è l’incremento del suo utilizzo proprio in ambito privato: resiliente, facile da curare e altamente igienico. Linoleum: un identikit. Il linoleum è un materiale totalmente amico dell’ambiente: la sua ecosostenibilità è dovuta alla sua composizione in materie prime naturali quali resina, sughero, tuta, olio di semi di lino. Si tratta di un rivestimento resiliente ed elastico, piuttosto sottile, facilmente lavorabile e lavabile, nonché isolante ed impermeabile. È inoltre totalmente riciclabile, dura a lungo ed ha proprietà antiscivolo, che lo rendono anche piuttosto sicuro in caso di bambini ed anziani. Quest’ultima caratteristica giustifica chiaramente il suo ampio utilizzo, nel corso dei decenni, in edifici pubblici come ospedali, scuole, palestre, aeroporti, biblioteche, cinema. Come detto sopra, attualmente il suo utilizzo si sta decisamente diffondendo anche in ambito privato, grazie alla sua versatilità e resistenza, nonché alla sua capacità di creare ambienti caldi, accoglienti, confortevoli. Via libera dunque al suo utilizzo in alberghi ed abitazioni, tenendo presente che scegliere il linoleum come rivestimento significa optare per una soluzione rapida ed efficiente. Un pavimento in linoleum può essere velocemente sovrapposto ad una pavimentazione preesistente oltre che disposto come supporto di nuova costruzione. Qualche svantaggio: tende a deformarsi nel tempo a causa di temperatura e sbalzi termici, nonché dell’umidità che può essere presente in ambienti come il bagno o la cucina; necessita davvero di una posa a regola d’arte, che eviti la formazione di sacche d’aria o umidità sotto la sua superficie, col rischio di compromettere l’ambiente circostante. Ricapitolando, un pavimento in linoleum è una soluzione economica, pratica ed ecologica, perfetta se il budget di ristrutturazione è contenuto. Basti pensare che il suo costo base di partenza si aggira sui 22 euro al mq, indecentemente dal taglio a piastrella o a rotolo. Una variazione di prezzo è prevista sulla base della tipologia e dello spessore. Come posare il linoleum. Il linoleum può essere posato a colla oppure a secco. Scegliere fra le due tipologie dipende molto dal tipo di ambiente circostante al pavimento: se l’esigenza primaria è l’igiene conviene optare per una posa a secco, che garantisce una pulizia più facile ed efficace, mentre per un piccolo ambiente senza esigenze particolari si può scegliere invece una posa a colla, perfetta in caso di un taglio del linoleum a piastrelle. La praticità di questo materiale si traduce nella possibilità di poterlo installare in autonomia, sebbene sia fondamentale fare molta attenzione ad evitare la formazione di sacche d’aria o di umidità, come detto sopra. È consigliabile, a questo proposito, aiutarsi con uno spazzolone per meglio stenderlo ed evitare corrugamenti. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress.

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress. Spesso si pensa di ristrutturare la propria casa autonomamente, senza sapere a quante complicazioni burocratiche si vada incontro. Noi di Ristrutturare Casa Italia vogliamo proporvi una breve guida, facile ed intuitiva, su quali sono le principali pratiche edilizie (e non solo) necessarie per le ristrutturazioni. Non sempre è necessaria una pratica edilizia per ristrutturare casa, anche se lo è nella maggior parte dei casi. Ci sono inoltre documenti collaterali che vanno allegati o comunque che potrebbero essere richiesti. Bisogna tenere presente che è una materia estremamente complessa dal punto di vista legale, regolamentata non solo a livello nazionale ma anche regionale e comunale. La casistica pertanto è davvero infinita, e quindi è sempre necessario rivolgersi a professionisti che esaminino il vostro caso e curino le migliori soluzioni per voi. Noi di Ristrutturare Casa Italia metteremo a vostra disposizione professionisti altamente qualificati, che sappiano guidarvi passo dopo passo. Perché le pratiche edilizie sono importanti? Presupposto obbligatorio per poter fruire delle detrazioni fiscali, è che la casa sia in regola. Lavori eseguiti senza pratica edilizia quando era necessaria, o con pratiche edilizie incomplete e/o sbagliate, non hanno diritto alle detrazioni fiscali, che possono essere revocate dall’Agenzia delle Entrate fino a cinque anni dopo quello di godimento, anche con la restituzione delle somme già godute. La burocrazia edilizia. Il riferimento legislativo italiano per tutto ciò che riguarda i procedimenti edilizi privati è il Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 380/2001. Questo testo normativo si riferisce a tutte le opere edilizie nel loro complesso, quindi sia ristrutturazioni che nuove costruzioni. I tipi di interventi edilizi possibili sono stati suddivisi, all’art. 3 del T.U.E. in sei categorie, sulla base del loro impatto sull’assetto edilizio complessivo: Manutenzione Ordinaria Manutenzione Straordinaria Restauro e Risanamento Conservativo Ristrutturazione Edilizia Nuova Costruzione  Ristrutturazione Urbanistica Le due categorie che interessano la maggioranza delle ristrutturazioni sono le prime due: manutenzione ordinaria e straordinaria. Mentre le ultime due riguardano interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, la terza e la quarta riguardano gli edifici vincolati, cioè una minima parte degli edifici costruiti. È importante poi tenere presente che i Piani Regolatori Comunali disciplinano le categorie di intervento applicabili ad un singolo edificio o una determinata parte del territorio. Sicuramente le prime due categorie di intervento sono sempre applicabili a tutti gli edifici esistenti, in quanto fondamentali per garantirne la funzionalità. Inoltre è bene ricordare che nessun intervento edilizio può essere effettuato su edifici che presentano abusi o difformità. Quali opere rientrano nella manutenzione ordinaria? Rientrano in questa categoria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. Si parla quindi di pavimenti, sanitari, porte, finestre, finiture varie, rivestimenti ecc. ma anche di controsoffitti, rifacimento di intonaci, condizionatori, pannelli fotovoltaici e riparazione degli impianti esistenti. Quali opere rientrano nella manutenzione straordinaria? Rientrano in questa categoria “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati, necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”. Si parla quindi di lavori edilizi ed impiantistici oppure di interventi rilevanti dal punto di vista urbanistico. Le pratiche edilizie. In caso di opere rientranti nella manutenzione ordinaria non è necessario presentare alcuna pratica edilizia, infatti si sta parlando di edilizia libera. Attenzione però: alcuni comuni possono comunque richiedere la presentazione di una comunicazione per determinati tipi di interventi rientranti nella manutenzione ordinaria Invece, in caso di opere rientranti nella manutenzione straordinaria, ma senza l’esecuzione di opere strutturali, la pratica edilizia da presentare è la CILA. In questo caso la manutenzione straordinaria si dice “leggera” ed è la classica tipologia di intervento della maggior parte delle ristrutturazioni. Per le opere rientranti nella manutenzione straordinaria ma che prevedono anche l’esecuzione lavori strutturali, la pratica edilizia da presentare è la SCIA. In questo caso si parla di manutenzione straordinaria “pesante”. La CILA. La sigla CILA sta per comunicazione di inizio lavori asseverata. Da ciò si evince che: è una comunicazione e non una richiesta di autorizzazione 2) deve essere asseverata: cioè ci deve essere qualcuno che, apponendo un timbro e una firma, certifichi che tutto quello dichiarato nella pratica edilizia è corretto. Questo qualcuno è obbligatoriamente un tecnico abilitato: architetto, ingegnere o geometra. In sintesi la pratica dovrà contenere: la comunicazione resa su un modello a firma del titolare di diritti sull’immobile (proprietario, usufruttuario, locatario, etc.);  l’asseverazione a firma del tecnico abilitato, anche questa resa su un modello;  una serie di allegati (documenti di identità di tutti i soggetti coinvolti, ricevuta di versamento dei diritti di segreteria – solitamente tra i 50 e i 300 euro -, gli elaborati progettuali – solitamente una relazione, una pianta dello stato di fatto ed una pianta del progetto). Può inoltre essere necessario allegare: piante con gli schemi impiantistici, stima dei rifiuti prodotti dalle demolizioni con relativo contratto di discarica per lo smaltimento, dichiarazione di affidamento di incarico al tecnico con sua dichiarazione di avvenuto pagamento, DURC dell’impresa con dichiarazione di contratto collettivo applicato, titolo di proprietà dell’immobile, planimetria e visura catastale. Resta ferma la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre obblighi

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Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio!

Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio! Rinnovare la propria casa in modo ecosostenibile è ancora più conveniente per te e per l’ambiente. Spesso non occorre sostituire completamente l’arredamento: basta dare nuova linfa a quello esistente. Se qualche mobile ormai non è più di vostro gusto e ha decisamente molti anni di vita, potrebbe essere la perfetta occasione per cimentarvi in una pratica antica ed affascinante, dai risultati sorprendenti. Stiamo parlando del decapaggio, una tecnica raffinata che è quasi un’arte e che potrebbe rivelarsi anche molto divertente da soli o in compagnia. Consiste nel rimuovere lo strato superficiale della vernice di un mobile per conferirgli un aspetto volutamente consumato e dare l’impressione che sia molto più antico. È una strategia che consente di ridare nuova vita a mobili che magari, per molti motivi, ci hanno stufato o sono danneggiati. A cosa serve? Il termine decapare deriva dal francese decapèr, che significa rimuovere la cappa, la copertura, e la tecnica ha origini molto antiche, rintracciabili alla metà del 1700 circa. Gli artigiani decapavano il legno per proteggerlo dai tarli, lavandolo prima con la soda e passando poi una mano di calce con cui disinfestarne pori e fessure. Oggi numerosi corsi di fai da te hanno permesso la riscoperta e diffusione di quest’arte manuale che permette di recuperare mobili antichi o semplicemente di renderli più affascinanti ed adatti a precise esigenze di gusto. È infatti sempre più diffuso il cosiddetto shabby chic, uno stile basato sull’utilizzo di un arredamento volutamente antichizzato, con l’utilizzo di vernici dalle tinte tenui, quasi sbiadite, che richiamano l’epoca vittoriana o addirittura rinascimentale. Sono oggetto di decapaggio non solo mobili vecchi, ma anche in legno grezzo: si può lavorare quindi anche su elementi di arredamento appena acquistati. La giusta tecnica. Per decapare un mobile occorre innanzitutto avere i giusti strumenti: occhiali, guanti protettivi, un pennello piatto, una spazzola metallica, della lana d’acciaio, meglio se a grana extra, stucco, carta vetrata, vernice acrilica chiara e scura. Per procedere è opportuno trovarsi all’aperto o in un locale ben ventilato, dal momento che si utilizzeranno vernici e si produrranno sostanze nocive come polveri sottili; è inoltre consigliabile dotarsi delle giuste protezioni, come una tuta, dei guanti, degli occhiali e una mascherina. Prese queste precauzioni, si può iniziare a decapare il proprio mobile: carteggiare con la carta vetrata per rimuovere accuratamente la vernice Stuccare le parti danneggiate e lasciare asciugare Spazzolare la superficie del legno con la spazzola metallica, in modo da creare piccoli solchi che faciliteranno la penetrazione della cera Impregnare la lana d’acciaio con la pasta di cera e spalmarla sul legno Lasciare asciugare per circa 30 minuti Usare di nuovo la lana d’acciaio, immersa questa volta nella cera più scura, per rimuovere la cera chiara ed ottenere l’effetto desiderato Lucidare il mobile secondo il proprio gusto Tipologie e manutenzione. La manutenzione di un mobile decapato non richiede altro che la rimozione della polvere in eccesso ed un panno imbevuto di cera chiara per mobili. Le tipologie di questa tecnica invece sono molte: shabby chic, per una casa elegante e raffinata, shabby french per richiamare atmosfere francesi di fine Ottocento, shabby total white se gli arredi saranno totalmente bianchi, country chic per un effetto rustico ma elegante, rustic worn per un rustico vissuto. È possibile decapare moltissimi mobili diversi: poltrone, sedie, sgabelli, tavoli di qualunque forma e dimensione, divani, specchiere, armadi, madie, mensole, cassettiere. Potrete davvero dare sfogo alla vostra creatività! Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Calore e comfort con il grès effetto legno.

Calore e comfort con il grès effetto legno. Il grès porcellanato effetto legno è una scelta sicuramente innovativa, perché si parla di un tipo di ceramica compatta, lavorata fino a raggiungere un alto grado di durezza e resistenza ad agenti chimici ed atmosferici, nonché a sollecitazioni meccaniche come graffi, abrasioni, flessioni, urti. Il grès effetto legno è inoltre impermeabile ai liquidi, ma senza l’utilizzo di impermeabilizzanti chimici, vernici o resine, cosa che lo rende un materiale molto più salubre rispetto ad alternative simili. Quante sensazioni può dare un pavimento sotto i nostri piedi? Infinite. Calore, sicurezza, comfort, pulizia, ricercatezza. Nel vasto panorama delle possibilità di rivestimento, il nostro showroom in questo articolo ve ne propone una che raduna tutte queste caratteristiche e non solo. Una caratteristica importante per qualunque pavimento è quella di essere il più possibile resistente al tempo ed all’usura: il grès porcellanato effetto legno sicuramente soddisfa queste esigenze, essendo un rivestimento ideale per qualunque zona della casa. Non assorbe odori e non rilascia sostanze nocive per l’uomo, non si usura nel tempo e resiste ad un elevato calpestio. È questa una scelta notevole anche da un punto di vista strettamente estetico: il calore armonioso del legno, elegante e raffinato, si combina ad una serie di vantaggi rispetto ad un’alternativa in vero legno o in altri materiali che lo imitano. Infatti non è solo economicamente più conveniente, ma anche più ecologico, dal momento che previene la deforestazione e predilige l’utilizzo di materiali di scarto (argille, sabbie e feldspati) che ne fondano la resistenza. La sua versatilità lo rende ottimo per gli interni come per gli esterni ed è possibile sbizzarrirsi con le molteplici possibilità cromatiche e di texture: spesso si scelgono colori chiari, perfetti da abbinare a decine di altre tonalità, per gli effetti più estrosi ed originali. Ma non sono da sottovalutare neppure le sue tonalità più scure, come ad esempio il marrone o il nero, che ben si prestano a contrasti piacevoli, sorprendenti, da valorizzare e bilanciare con l’illuminotecnica; così come può essere un’ottima alternativa il grigio, che in accostamento a tonalità più forti ed accese rimane neutro ma viene valorizzato al massimo. È un materiale facile da gestire nel tempo, non necessitando di tutte le cure specifiche di cui invece ha bisogno un pavimento in parquet, e per tenerlo pulito è sufficiente acqua ed un detergente specifico per pavimenti. È quindi un materiale jolly, adatto ai più diversi stili di arredamento: dai più classici ai più moderni, dal minimal ai più eccentrici, proponendo un’eleganza ed una semplicità durature, che non passano mai di moda. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Romanticismo e natura: lo stile provenzale.

Romanticismo e natura: lo stile provenzale. Chi è stato in Provenza almeno una volta nella vita, sicuramente subirà il fascino dello stile provenzale: quell’atmosfera tersa, lenta, poetica, che accompagna le campagne e le città del sud della Francia. Un’aura che rimane nel cuore e che sa ispirare, al punto da non riuscire a dimenticarla. Se desiderate portarla con voi, nella vostra casa, sappiate che è possibile! Ma andiamo con ordine: innanzitutto lo stile provenzale affonda le sue radici nel 1600, nella Versailles di Luigi XIV che ingaggiò i più prestigiosi artisti ed artigiani dell’epoca per renderla un’icona assoluta di lusso e stile. Gli influssi della capitale si diffusero presto anche in campagna, in particolare nel territorio provenzale. Ed ecco che rustiche case contadine cominciano ad impreziosirsi di influenze lussuose provenienti da Parigi, segnando per sempre la cifra distintiva dello stile provenzale. Oggi l’arredamento in stile provenzale si è ormai consolidato come uno dei più amati al mondo. Ricordando lo shabby chic e lo stile country francese, si presenta come un affascinante mix di comfort, raffinatezza ed un’elegante rusticità che lo rendono sofisticato e genuino allo stesso tempo. In particolare si differenzia dallo shabby chic sopra citato per l’atmosfera: qui infatti vige un mood più romantico, fatato, si azzardano di più tinte glicine, lilla, salvia, mentre nello shabby è preferito il candore del bianco e delle tinte neutre. Colori naturali, tinte pastello e tanta fantasia. I colori e la natura del sud della Francia splendono cristallizzati in questo genere di arredamento. Una vita semplice, en plen air, armoniosa e rilassata, sono la fonte di questa estetica così vivace ed accogliente. La delicatezza è il comune denominatore dei colori e dei materiali usati: la lavanda spicca su tutti, dal fiore così diffuso in Provenza, che ogni anno regala meravigliose ed abbondanti fioriture. Molto utilizzate anche tutte le altre tinte pastello (in particolare verde salvia ed azzurro) meglio se intrecciate con con varianti del bianco e dell’avorio, del blu e del giallo. Lo stile provenzale utilizza molto anche i tessuti: soprattutto lino e cotone leggero, da usare con tende, cuscini, divani, sofà, biancheria e trapunte. Le fantasie predilette sono invece quelle floreali. I materiali. Il legno è il principale materiale utilizzato in questo stile: si tratta però di legno recuperato e decapato a regola d’arte, ovvero sottoposto ad una tecnica che regale un aspetto antichizzato e vissuto. Un altro materiale ricorrente, che si ritrova in sedie, testiere o tavolini, è il ferro battuto, di solito laccato di bianco o avorio. Il gusto decorativo per far fiorire la tua casa. Fiori, fiori ed ancora fiori! I motivi floreali sono il cuore di questo stile, che vuole rendere tutto il respiro delle campagne provenzali, la vitalità e le piccole gioie di una vita rilassata, in armonia con la natura ed i suoi colori. Lavanda, salvia, ranuncoli, rose, margherite, gipsofila… è davvero vasto il panorama di possibilità da applicare a questo stile. Il risultato sarà sorprendente: un profumato abbraccio di accoglienza e comfort, rinforzato dall’utilizzo di candele, cuscini, tendaggi, tappeti, mazzi di fiori freschi, saponette profumate, cesti di pot-pourri in materiali naturali come il vimini, ma anche pentole in rame e porcellane sapientemente esposte. Come arredare in stile provenzale. Potrai ricreare comunque un ambiente provenzale utilizzando tutti i topic dello shabby chic, arricchendoli con: decorazioni che richiamano la provenza come quadretti naturalistici, magari con scritte in francese o simili. tende e tessuti nei toni pastello; fiori freschi o secchi come la lavanda, capace pure di regalare fragranze rasserenanti; rivestimenti non prettamente bianchi, ma anche polverosi come il rosa cipria, il verde pistacchio o il salvia, il crema, il grigio, ecc.; Lo stile provenzale è perfetto per arredare casa in campagna, ma pure nelle case al mare o di villeggiatura, dal momento che ispira leggerezza, primavera ed estate. Nelle case rustiche poi si ha la possibilità di sfruttare proprio l’architettura tipica, cornice ideale per questo genere d’arredo. Ed anche in questo caso può essere mitigato e personalizzato grazie all’intervento di un abile architetto. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Un mare di possibilità: lo stile mediterraneo.

Un mare di possibilità: lo stile mediterraneo.

Come dice anche lo stesso nome, lo stile mediterraneo è tipicamente utilizzato nelle località di mare.

Non è un genere unico generalmente giocato sui toni chiari e dell’azzurro, come ad esempio in Grecia, ma, ogni località del mediterraneo, si caratterizza per i suoi oggetti e accessori tipici.

Questa è una particolarità unica e ogni area geografica avrà il suo personale stile mediterraneo.

Per esempio a Sciacca, in Sicilia, saranno presenti le famose ceramiche dipinte a mano, a Pantelleria richiami ed oggettistica che ricorda le tartarughe, simbolo dell’isola, e così via.

Per ricreare, genericamente, lo stile d’arredo mediterraneo serviranno:

  • colori chiari che ricordino il cielo ed il mare: l’azzurro, il turchese in tutte le sue sfumature, il blu navy, il bianco, il sabbia;
  • materiali naturali come il legno, verniciato o grezzo;
  • tessuti naturali come il cotone, il lino, la rafia, la corda, che siano chiari, monocromatici o con fantasie marittime;
  • suppellettili in stile marinaro come nodi navali, reti da pesca, conchiglie, oggetti d’artigianato tipico.

Lo stile mediterraneo può essere anche addolcito, cioè reso più discreto e moderno, specie in appartamenti che distano un po’ dal mare o che sono ubicati in città.

Così facendo il mood difficilmente stancherà e si avrà la possibilità di personalizzare al massimo, senza rinunciare ad un genere più contemporaneo.

Gli abbinamenti vincenti? Sicuramente l’utilizzo di maioliche e ceramiche del posto, da unire ad arredi minimali o moderni e a colori chiari e mai troppo accesi.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa. Se siete persone originali, estrose, con un gran voglia di raccontare la vostra unicità anche attraverso gli spazi della vostra casa, lo stile boho chic fa decisamente per voi! Il nome di questo stile deriva dall’unione del termine bohemian, che richiama lo stile di vita di intellettuali ed artisti del XIX secolo, la parola francese chic, sinonimo di eleganza. Nasce agli inizi del 2000, come nuova tendenza nel settore della moda destinata a raggiungere presto anche quello dell’interior design. Lo stile boho chic è un piccolo universo di citazioni e suggestioni: far west, movimento hippy, stile etnico e quello nordico. Unisce tratti più minimali ad altri decisamente ricchi ed estrosi: la parola chiave è originalità, ed infatti si compone di molti pezzi unici, al punto che ogni casa acquisisce inevitabilmente una propria personalità spiccata e totalmente diversa da ogni altra. Tra innovazione e tradizione. Il fascino del boho chic è dato proprio dall’essere un originale mix tra ciò che è moderno e nuovo e ciò che invece è vintage. Ogni spazio così si anima di ricordi, aneddoti e storie da raccontare legate alla vita degli abitanti della casa. Nessuna casa in stile boho chic assomiglia ad un’altra perché tutte le persone sono uniche nel loro vissuto. Eppure, alcuni elementi di questo stile possono essere riconoscibili. Avete presente il Coachella Music Festival, che si svolge in California annualmente? Bene, l’atmosfera che si respira e soprattutto la mise dei partecipanti e del pubblico sono perfettamente in stile boho chic. Colori sgargianti ma anche al contrario chiari e candidi, stoffe per lo più naturali, richiami hippie, un’eccentricità che punta ad un’armonia ed una serenità senza tempo. L’arte di riciclare. Un’ altra caratteristica importante dello stile boho chic è la sua sostenibilità: gran parte dei suoi elementi si ottengono donando nuova vita e funzionalità ad oggetti ed arredi del passato. Questa operazione non è solo “etica” ma anche molto affascinante e, in un certo senso, artistica: bisogna diventare maestri nella ricerca di vecchi cimeli e tesori, facendo rivivere i ricordi più preziosi. Ci vuole pazienza e creatività: una casa boho chic è in continua trasformazione. Gli elementi dello stile boho chic. In particolare l’arredamento boho chic prevede l’utilizzo di: accessori ed arredi dal sapore etnico; mobili per lo più in legno grezzo o in arte povera; filati naturali come il cotone, il lino, stoffe ricamate finemente, tessuti San Gallo, ecc.; piante e fiori anche esotici, veri o artificiali come i kokedama; arredi e complementi di classe, anche moderni, magari trattati con colori luminosi come l’oro e l’argento; dettagli colorati, accessori stravaganti, decorazioni anche mistiche o dal mood spirituale o religioso come cuori votivi, crocifissi, santini, ecc. Lo stile boho chic è davvero particolare e richiama molto quelle case coloniali di un tempo, ricche per qualità dei mobili, rasserenanti, vivaci ma allo stesso tempo composte. Questo genere mixa dettagli ed arredi di terre lontane con il gusto europeo e grazie all’abilità di un progettista si potrà portare questa atmosfera anche nelle case urbane di oggi. Molto utilizzate nell’arredamento in stile boho chic sono le lanterne orientali, i pouf multicolore etnici sia provenienti da isole lontane sia realizzati in Italia. Immancabili sono poi complementi d’arredo iconici che donano maggiore modernità agli ambienti: tappeti, quadri e stampe, specchi, poltrone in vimini o midollino, ma anche sedute da appendere al soffitto. Tutto però deve essere di gran classe: questa è la sostanziale differenza tra boho ed il più comune etnico. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento!

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento! Il pavimento è una delle componenti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa. Scegliere il materiale più adatto potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto: a giorno d’oggi i materiali disponibili sono sempre di più. Se quelli di ultima generazione offrono vantaggi innovativi, anche quelli più tradizionali possono riservare delle sorprese e diventare delle nuove tendenze. Uno di questi è proprio il linoleum, uno dei materiali ormai più in voga del momento. Uno dei suoi più grandi pregi è la sostenibilità e la capacità di adattarsi a molti stili ed ambienti differenti. Inventato in Scozia negli anni ’60, viene oggi utilizzato per edifici pubblici e privati, per ambienti esterni, interni e per capannoni industriali. Degno di nota è l’incremento del suo utilizzo proprio in ambito privato: resiliente, facile da curare e altamente igienico. Linoleum: un identikit. Il linoleum è un materiale totalmente amico dell’ambiente: la sua ecosostenibilità è dovuta alla sua composizione in materie prime naturali quali resina, sughero, tuta, olio di semi di lino. Si tratta di un rivestimento resiliente ed elastico, piuttosto sottile, facilmente lavorabile e lavabile, nonché isolante ed impermeabile. È inoltre totalmente riciclabile, dura a lungo ed ha proprietà antiscivolo, che lo rendono anche piuttosto sicuro in caso di bambini ed anziani. Quest’ultima caratteristica giustifica chiaramente il suo ampio utilizzo, nel corso dei decenni, in edifici pubblici come ospedali, scuole, palestre, aeroporti, biblioteche, cinema. Come detto sopra, attualmente il suo utilizzo si sta decisamente diffondendo anche in ambito privato, grazie alla sua versatilità e resistenza, nonché alla sua capacità di creare ambienti caldi, accoglienti, confortevoli. Via libera dunque al suo utilizzo in alberghi ed abitazioni, tenendo presente che scegliere il linoleum come rivestimento significa optare per una soluzione rapida ed efficiente. Un pavimento in linoleum può essere velocemente sovrapposto ad una pavimentazione preesistente oltre che disposto come supporto di nuova costruzione. Qualche svantaggio: tende a deformarsi nel tempo a causa di temperatura e sbalzi termici, nonché dell’umidità che può essere presente in ambienti come il bagno o la cucina; necessita davvero di una posa a regola d’arte, che eviti la formazione di sacche d’aria o umidità sotto la sua superficie, col rischio di compromettere l’ambiente circostante. Ricapitolando, un pavimento in linoleum è una soluzione economica, pratica ed ecologica, perfetta se il budget di ristrutturazione è contenuto. Basti pensare che il suo costo base di partenza si aggira sui 22 euro al mq, indecentemente dal taglio a piastrella o a rotolo. Una variazione di prezzo è prevista sulla base della tipologia e dello spessore. Come posare il linoleum. Il linoleum può essere posato a colla oppure a secco. Scegliere fra le due tipologie dipende molto dal tipo di ambiente circostante al pavimento: se l’esigenza primaria è l’igiene conviene optare per una posa a secco, che garantisce una pulizia più facile ed efficace, mentre per un piccolo ambiente senza esigenze particolari si può scegliere invece una posa a colla, perfetta in caso di un taglio del linoleum a piastrelle. La praticità di questo materiale si traduce nella possibilità di poterlo installare in autonomia, sebbene sia fondamentale fare molta attenzione ad evitare la formazione di sacche d’aria o di umidità, come detto sopra. È consigliabile, a questo proposito, aiutarsi con uno spazzolone per meglio stenderlo ed evitare corrugamenti. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress.

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress. Spesso si pensa di ristrutturare la propria casa autonomamente, senza sapere a quante complicazioni burocratiche si vada incontro. Noi di Ristrutturare Casa Italia vogliamo proporvi una breve guida, facile ed intuitiva, su quali sono le principali pratiche edilizie (e non solo) necessarie per le ristrutturazioni. Non sempre è necessaria una pratica edilizia per ristrutturare casa, anche se lo è nella maggior parte dei casi. Ci sono inoltre documenti collaterali che vanno allegati o comunque che potrebbero essere richiesti. Bisogna tenere presente che è una materia estremamente complessa dal punto di vista legale, regolamentata non solo a livello nazionale ma anche regionale e comunale. La casistica pertanto è davvero infinita, e quindi è sempre necessario rivolgersi a professionisti che esaminino il vostro caso e curino le migliori soluzioni per voi. Noi di Ristrutturare Casa Italia metteremo a vostra disposizione professionisti altamente qualificati, che sappiano guidarvi passo dopo passo. Perché le pratiche edilizie sono importanti? Presupposto obbligatorio per poter fruire delle detrazioni fiscali, è che la casa sia in regola. Lavori eseguiti senza pratica edilizia quando era necessaria, o con pratiche edilizie incomplete e/o sbagliate, non hanno diritto alle detrazioni fiscali, che possono essere revocate dall’Agenzia delle Entrate fino a cinque anni dopo quello di godimento, anche con la restituzione delle somme già godute. La burocrazia edilizia. Il riferimento legislativo italiano per tutto ciò che riguarda i procedimenti edilizi privati è il Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 380/2001. Questo testo normativo si riferisce a tutte le opere edilizie nel loro complesso, quindi sia ristrutturazioni che nuove costruzioni. I tipi di interventi edilizi possibili sono stati suddivisi, all’art. 3 del T.U.E. in sei categorie, sulla base del loro impatto sull’assetto edilizio complessivo: Manutenzione Ordinaria Manutenzione Straordinaria Restauro e Risanamento Conservativo Ristrutturazione Edilizia Nuova Costruzione  Ristrutturazione Urbanistica Le due categorie che interessano la maggioranza delle ristrutturazioni sono le prime due: manutenzione ordinaria e straordinaria. Mentre le ultime due riguardano interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, la terza e la quarta riguardano gli edifici vincolati, cioè una minima parte degli edifici costruiti. È importante poi tenere presente che i Piani Regolatori Comunali disciplinano le categorie di intervento applicabili ad un singolo edificio o una determinata parte del territorio. Sicuramente le prime due categorie di intervento sono sempre applicabili a tutti gli edifici esistenti, in quanto fondamentali per garantirne la funzionalità. Inoltre è bene ricordare che nessun intervento edilizio può essere effettuato su edifici che presentano abusi o difformità. Quali opere rientrano nella manutenzione ordinaria? Rientrano in questa categoria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. Si parla quindi di pavimenti, sanitari, porte, finestre, finiture varie, rivestimenti ecc. ma anche di controsoffitti, rifacimento di intonaci, condizionatori, pannelli fotovoltaici e riparazione degli impianti esistenti. Quali opere rientrano nella manutenzione straordinaria? Rientrano in questa categoria “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati, necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”. Si parla quindi di lavori edilizi ed impiantistici oppure di interventi rilevanti dal punto di vista urbanistico. Le pratiche edilizie. In caso di opere rientranti nella manutenzione ordinaria non è necessario presentare alcuna pratica edilizia, infatti si sta parlando di edilizia libera. Attenzione però: alcuni comuni possono comunque richiedere la presentazione di una comunicazione per determinati tipi di interventi rientranti nella manutenzione ordinaria Invece, in caso di opere rientranti nella manutenzione straordinaria, ma senza l’esecuzione di opere strutturali, la pratica edilizia da presentare è la CILA. In questo caso la manutenzione straordinaria si dice “leggera” ed è la classica tipologia di intervento della maggior parte delle ristrutturazioni. Per le opere rientranti nella manutenzione straordinaria ma che prevedono anche l’esecuzione lavori strutturali, la pratica edilizia da presentare è la SCIA. In questo caso si parla di manutenzione straordinaria “pesante”. La CILA. La sigla CILA sta per comunicazione di inizio lavori asseverata. Da ciò si evince che: è una comunicazione e non una richiesta di autorizzazione 2) deve essere asseverata: cioè ci deve essere qualcuno che, apponendo un timbro e una firma, certifichi che tutto quello dichiarato nella pratica edilizia è corretto. Questo qualcuno è obbligatoriamente un tecnico abilitato: architetto, ingegnere o geometra. In sintesi la pratica dovrà contenere: la comunicazione resa su un modello a firma del titolare di diritti sull’immobile (proprietario, usufruttuario, locatario, etc.);  l’asseverazione a firma del tecnico abilitato, anche questa resa su un modello;  una serie di allegati (documenti di identità di tutti i soggetti coinvolti, ricevuta di versamento dei diritti di segreteria – solitamente tra i 50 e i 300 euro -, gli elaborati progettuali – solitamente una relazione, una pianta dello stato di fatto ed una pianta del progetto). Può inoltre essere necessario allegare: piante con gli schemi impiantistici, stima dei rifiuti prodotti dalle demolizioni con relativo contratto di discarica per lo smaltimento, dichiarazione di affidamento di incarico al tecnico con sua dichiarazione di avvenuto pagamento, DURC dell’impresa con dichiarazione di contratto collettivo applicato, titolo di proprietà dell’immobile, planimetria e visura catastale. Resta ferma la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre obblighi

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Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio!

Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio! Rinnovare la propria casa in modo ecosostenibile è ancora più conveniente per te e per l’ambiente. Spesso non occorre sostituire completamente l’arredamento: basta dare nuova linfa a quello esistente. Se qualche mobile ormai non è più di vostro gusto e ha decisamente molti anni di vita, potrebbe essere la perfetta occasione per cimentarvi in una pratica antica ed affascinante, dai risultati sorprendenti. Stiamo parlando del decapaggio, una tecnica raffinata che è quasi un’arte e che potrebbe rivelarsi anche molto divertente da soli o in compagnia. Consiste nel rimuovere lo strato superficiale della vernice di un mobile per conferirgli un aspetto volutamente consumato e dare l’impressione che sia molto più antico. È una strategia che consente di ridare nuova vita a mobili che magari, per molti motivi, ci hanno stufato o sono danneggiati. A cosa serve? Il termine decapare deriva dal francese decapèr, che significa rimuovere la cappa, la copertura, e la tecnica ha origini molto antiche, rintracciabili alla metà del 1700 circa. Gli artigiani decapavano il legno per proteggerlo dai tarli, lavandolo prima con la soda e passando poi una mano di calce con cui disinfestarne pori e fessure. Oggi numerosi corsi di fai da te hanno permesso la riscoperta e diffusione di quest’arte manuale che permette di recuperare mobili antichi o semplicemente di renderli più affascinanti ed adatti a precise esigenze di gusto. È infatti sempre più diffuso il cosiddetto shabby chic, uno stile basato sull’utilizzo di un arredamento volutamente antichizzato, con l’utilizzo di vernici dalle tinte tenui, quasi sbiadite, che richiamano l’epoca vittoriana o addirittura rinascimentale. Sono oggetto di decapaggio non solo mobili vecchi, ma anche in legno grezzo: si può lavorare quindi anche su elementi di arredamento appena acquistati. La giusta tecnica. Per decapare un mobile occorre innanzitutto avere i giusti strumenti: occhiali, guanti protettivi, un pennello piatto, una spazzola metallica, della lana d’acciaio, meglio se a grana extra, stucco, carta vetrata, vernice acrilica chiara e scura. Per procedere è opportuno trovarsi all’aperto o in un locale ben ventilato, dal momento che si utilizzeranno vernici e si produrranno sostanze nocive come polveri sottili; è inoltre consigliabile dotarsi delle giuste protezioni, come una tuta, dei guanti, degli occhiali e una mascherina. Prese queste precauzioni, si può iniziare a decapare il proprio mobile: carteggiare con la carta vetrata per rimuovere accuratamente la vernice Stuccare le parti danneggiate e lasciare asciugare Spazzolare la superficie del legno con la spazzola metallica, in modo da creare piccoli solchi che faciliteranno la penetrazione della cera Impregnare la lana d’acciaio con la pasta di cera e spalmarla sul legno Lasciare asciugare per circa 30 minuti Usare di nuovo la lana d’acciaio, immersa questa volta nella cera più scura, per rimuovere la cera chiara ed ottenere l’effetto desiderato Lucidare il mobile secondo il proprio gusto Tipologie e manutenzione. La manutenzione di un mobile decapato non richiede altro che la rimozione della polvere in eccesso ed un panno imbevuto di cera chiara per mobili. Le tipologie di questa tecnica invece sono molte: shabby chic, per una casa elegante e raffinata, shabby french per richiamare atmosfere francesi di fine Ottocento, shabby total white se gli arredi saranno totalmente bianchi, country chic per un effetto rustico ma elegante, rustic worn per un rustico vissuto. È possibile decapare moltissimi mobili diversi: poltrone, sedie, sgabelli, tavoli di qualunque forma e dimensione, divani, specchiere, armadi, madie, mensole, cassettiere. Potrete davvero dare sfogo alla vostra creatività! Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Calore e comfort con il grès effetto legno.

Calore e comfort con il grès effetto legno. Il grès porcellanato effetto legno è una scelta sicuramente innovativa, perché si parla di un tipo di ceramica compatta, lavorata fino a raggiungere un alto grado di durezza e resistenza ad agenti chimici ed atmosferici, nonché a sollecitazioni meccaniche come graffi, abrasioni, flessioni, urti. Il grès effetto legno è inoltre impermeabile ai liquidi, ma senza l’utilizzo di impermeabilizzanti chimici, vernici o resine, cosa che lo rende un materiale molto più salubre rispetto ad alternative simili. Quante sensazioni può dare un pavimento sotto i nostri piedi? Infinite. Calore, sicurezza, comfort, pulizia, ricercatezza. Nel vasto panorama delle possibilità di rivestimento, il nostro showroom in questo articolo ve ne propone una che raduna tutte queste caratteristiche e non solo. Una caratteristica importante per qualunque pavimento è quella di essere il più possibile resistente al tempo ed all’usura: il grès porcellanato effetto legno sicuramente soddisfa queste esigenze, essendo un rivestimento ideale per qualunque zona della casa. Non assorbe odori e non rilascia sostanze nocive per l’uomo, non si usura nel tempo e resiste ad un elevato calpestio. È questa una scelta notevole anche da un punto di vista strettamente estetico: il calore armonioso del legno, elegante e raffinato, si combina ad una serie di vantaggi rispetto ad un’alternativa in vero legno o in altri materiali che lo imitano. Infatti non è solo economicamente più conveniente, ma anche più ecologico, dal momento che previene la deforestazione e predilige l’utilizzo di materiali di scarto (argille, sabbie e feldspati) che ne fondano la resistenza. La sua versatilità lo rende ottimo per gli interni come per gli esterni ed è possibile sbizzarrirsi con le molteplici possibilità cromatiche e di texture: spesso si scelgono colori chiari, perfetti da abbinare a decine di altre tonalità, per gli effetti più estrosi ed originali. Ma non sono da sottovalutare neppure le sue tonalità più scure, come ad esempio il marrone o il nero, che ben si prestano a contrasti piacevoli, sorprendenti, da valorizzare e bilanciare con l’illuminotecnica; così come può essere un’ottima alternativa il grigio, che in accostamento a tonalità più forti ed accese rimane neutro ma viene valorizzato al massimo. È un materiale facile da gestire nel tempo, non necessitando di tutte le cure specifiche di cui invece ha bisogno un pavimento in parquet, e per tenerlo pulito è sufficiente acqua ed un detergente specifico per pavimenti. È quindi un materiale jolly, adatto ai più diversi stili di arredamento: dai più classici ai più moderni, dal minimal ai più eccentrici, proponendo un’eleganza ed una semplicità durature, che non passano mai di moda. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Romanticismo e natura: lo stile provenzale.

Romanticismo e natura: lo stile provenzale. Chi è stato in Provenza almeno una volta nella vita, sicuramente subirà il fascino dello stile provenzale: quell’atmosfera tersa, lenta, poetica, che accompagna le campagne e le città del sud della Francia. Un’aura che rimane nel cuore e che sa ispirare, al punto da non riuscire a dimenticarla. Se desiderate portarla con voi, nella vostra casa, sappiate che è possibile! Ma andiamo con ordine: innanzitutto lo stile provenzale affonda le sue radici nel 1600, nella Versailles di Luigi XIV che ingaggiò i più prestigiosi artisti ed artigiani dell’epoca per renderla un’icona assoluta di lusso e stile. Gli influssi della capitale si diffusero presto anche in campagna, in particolare nel territorio provenzale. Ed ecco che rustiche case contadine cominciano ad impreziosirsi di influenze lussuose provenienti da Parigi, segnando per sempre la cifra distintiva dello stile provenzale. Oggi l’arredamento in stile provenzale si è ormai consolidato come uno dei più amati al mondo. Ricordando lo shabby chic e lo stile country francese, si presenta come un affascinante mix di comfort, raffinatezza ed un’elegante rusticità che lo rendono sofisticato e genuino allo stesso tempo. In particolare si differenzia dallo shabby chic sopra citato per l’atmosfera: qui infatti vige un mood più romantico, fatato, si azzardano di più tinte glicine, lilla, salvia, mentre nello shabby è preferito il candore del bianco e delle tinte neutre. Colori naturali, tinte pastello e tanta fantasia. I colori e la natura del sud della Francia splendono cristallizzati in questo genere di arredamento. Una vita semplice, en plen air, armoniosa e rilassata, sono la fonte di questa estetica così vivace ed accogliente. La delicatezza è il comune denominatore dei colori e dei materiali usati: la lavanda spicca su tutti, dal fiore così diffuso in Provenza, che ogni anno regala meravigliose ed abbondanti fioriture. Molto utilizzate anche tutte le altre tinte pastello (in particolare verde salvia ed azzurro) meglio se intrecciate con con varianti del bianco e dell’avorio, del blu e del giallo. Lo stile provenzale utilizza molto anche i tessuti: soprattutto lino e cotone leggero, da usare con tende, cuscini, divani, sofà, biancheria e trapunte. Le fantasie predilette sono invece quelle floreali. I materiali. Il legno è il principale materiale utilizzato in questo stile: si tratta però di legno recuperato e decapato a regola d’arte, ovvero sottoposto ad una tecnica che regale un aspetto antichizzato e vissuto. Un altro materiale ricorrente, che si ritrova in sedie, testiere o tavolini, è il ferro battuto, di solito laccato di bianco o avorio. Il gusto decorativo per far fiorire la tua casa. Fiori, fiori ed ancora fiori! I motivi floreali sono il cuore di questo stile, che vuole rendere tutto il respiro delle campagne provenzali, la vitalità e le piccole gioie di una vita rilassata, in armonia con la natura ed i suoi colori. Lavanda, salvia, ranuncoli, rose, margherite, gipsofila… è davvero vasto il panorama di possibilità da applicare a questo stile. Il risultato sarà sorprendente: un profumato abbraccio di accoglienza e comfort, rinforzato dall’utilizzo di candele, cuscini, tendaggi, tappeti, mazzi di fiori freschi, saponette profumate, cesti di pot-pourri in materiali naturali come il vimini, ma anche pentole in rame e porcellane sapientemente esposte. Come arredare in stile provenzale. Potrai ricreare comunque un ambiente provenzale utilizzando tutti i topic dello shabby chic, arricchendoli con: decorazioni che richiamano la provenza come quadretti naturalistici, magari con scritte in francese o simili. tende e tessuti nei toni pastello; fiori freschi o secchi come la lavanda, capace pure di regalare fragranze rasserenanti; rivestimenti non prettamente bianchi, ma anche polverosi come il rosa cipria, il verde pistacchio o il salvia, il crema, il grigio, ecc.; Lo stile provenzale è perfetto per arredare casa in campagna, ma pure nelle case al mare o di villeggiatura, dal momento che ispira leggerezza, primavera ed estate. Nelle case rustiche poi si ha la possibilità di sfruttare proprio l’architettura tipica, cornice ideale per questo genere d’arredo. Ed anche in questo caso può essere mitigato e personalizzato grazie all’intervento di un abile architetto. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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