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Riscaldamento a termosifone: quali tipi?

L’impianto di riscaldamento a termosifoni è il più utilizzato nonostante il crescente affermarsi dell’impianto a pavimento. Scopriamone caratteristiche, elementi e schema.

L’impianto di riscaldamento a termosifoni – o a elementi radianti – è stato per anni l’impianto più scelto ed installato nelle nuove abitazioni.

Attualmente sta subendo il ritorno in voga di sistemi alternativi di riscaldamento, come le stufe a legna e a pellet e gli impianti di riscaldamento a pavimento.

L’impianto di riscaldamento ha come unico scopo il mantenimento di temperature adeguate al benessere e al comfort all’interno di un ambiente, principalmente nel periodo invernale.

Sostanzialmente gli impianti di riscaldamento si dividono in due tipologie.

Impianti centralizzati.

Sono impianti con un’unica caldaia a condensazione che serve più di un’unità abitativa nello stesso complesso residenziale.

Generalmente per questo tipo di impianti si sceglie un’alimentazione a metano.

Gli impianti centralizzati, se ben regolati, hanno un rendimento globale più elevato e quindi, di conseguenza, sono quelli che garantiscono un maggiore risparmio energetico.

L’unico difetto è rappresentato dal fatto che questo tipo di impianto non permette una gestione differenziata e personalizzata per ogni unità abitativa: per questo motivo è possibile che l’impianto venga messo in funzione anche in momenti superflui.

Per ovviare al problema descritto, a partire da gennaio 2017 la legge impone che i termosifoni serviti da impianti di riscaldamento centralizzato siano dotati di valvole termostatiche per la regolazione della temperatura.

Impianti autonomi.

Sono impianti a servizio di una sola unità abitativa. Questi garantiscono la personalizzazione delle temperature e la piena gestione dei cicli di accensione e spegnimento, in base alle necessità.

Elementi di un impianto.

Il cuore dell’impianto di riscaldamento a termosifoni è la caldaia alimentata a metano. Essa ha la funzione di scaldare l’acqua da inviare ai termosifoni mediante dei tubi di distribuzione.

In ogni stanza dell’unità abitativa viene installato un termosifone, dimensionato in base alle effettive dimensioni della stanza. Più grande è l’ambiente, infatti, più grande sarà l’elemento radiante.

Tipologie di termosifoni.

In commercio ci sono termosifoni di diverse forme e dimensioni ma, in base al materiale in cui sono formati, è possibile dividerli in tre sole categorie.

I termosifoni in ghisa.

Sono termosifoni molto pesanti, per questo la loro installazione a muro può richiedere la predisposizione di appositi rinforzi.

L’acqua che passa all’interno dei termosifoni in ghisa scalda il materiale molto lentamente e per questo il calore impiega molto più tempo ad attraversare lo strato del radiatore e a diffondersi nell’ambiante.

Allo stesso tempo gli elementi radianti di questo tipo si raffreddano meno rapidamente di quelli in alluminio ed acciaio. Sono inoltre molto resistenti alla corrosione dovuta all’acqua in circolazione.

I termosifoni in alluminio.

Sono gli elementi radianti più leggeri, meno ingombranti e più economici in commercio.

Si scaldano, diffondono il calore e si raffreddano con maggiore rapidità.

Se l’acqua che circola al loro interno ha ph alcalino, a lungo andare può corroderli.

I termosifoni in acciaio.

Sono i termosifoni più costosi in commercio ed hanno caratteristiche intermedie se confrontati con gli elementi in alluminio ed in ghisa.

Gli elementi radianti in alluminio generalmente vengono utilizzati dagli arredatori per dare un tocco di design (termo design) alle stanze, infatti ne esistono di diverse forme.

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