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Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio!

Rinnovare la propria casa in modo ecosostenibile è ancora più conveniente per te e per l’ambiente. Spesso non occorre sostituire completamente l’arredamento: basta dare nuova linfa a quello esistente.

Se qualche mobile ormai non è più di vostro gusto e ha decisamente molti anni di vita, potrebbe essere la perfetta occasione per cimentarvi in una pratica antica ed affascinante, dai risultati sorprendenti.

Stiamo parlando del decapaggio, una tecnica raffinata che è quasi un’arte e che potrebbe rivelarsi anche molto divertente da soli o in compagnia.

Consiste nel rimuovere lo strato superficiale della vernice di un mobile per conferirgli un aspetto volutamente consumato e dare l’impressione che sia molto più antico. È una strategia che consente di ridare nuova vita a mobili che magari, per molti motivi, ci hanno stufato o sono danneggiati.

A cosa serve?

Il termine decapare deriva dal francese decapèr, che significa rimuovere la cappa, la copertura, e la tecnica ha origini molto antiche, rintracciabili alla metà del 1700 circa.

Gli artigiani decapavano il legno per proteggerlo dai tarli, lavandolo prima con la soda e passando poi una mano di calce con cui disinfestarne pori e fessure.

Oggi numerosi corsi di fai da te hanno permesso la riscoperta e diffusione di quest’arte manuale che permette di recuperare mobili antichi o semplicemente di renderli più affascinanti ed adatti a precise esigenze di gusto.

È infatti sempre più diffuso il cosiddetto shabby chic, uno stile basato sull’utilizzo di un arredamento volutamente antichizzato, con l’utilizzo di vernici dalle tinte tenui, quasi sbiadite, che richiamano l’epoca vittoriana o addirittura rinascimentale.

Sono oggetto di decapaggio non solo mobili vecchi, ma anche in legno grezzo: si può lavorare quindi anche su elementi di arredamento appena acquistati.

La giusta tecnica.

Per decapare un mobile occorre innanzitutto avere i giusti strumenti: occhiali, guanti protettivi, un pennello piatto, una spazzola metallica, della lana d’acciaio, meglio se a grana extra, stucco, carta vetrata, vernice acrilica chiara e scura.

Per procedere è opportuno trovarsi all’aperto o in un locale ben ventilato, dal momento che si utilizzeranno vernici e si produrranno sostanze nocive come polveri sottili; è inoltre consigliabile dotarsi delle giuste protezioni, come una tuta, dei guanti, degli occhiali e una mascherina.

Prese queste precauzioni, si può iniziare a decapare il proprio mobile:

  1. carteggiare con la carta vetrata per rimuovere accuratamente la vernice
  2. Stuccare le parti danneggiate e lasciare asciugare
  3. Spazzolare la superficie del legno con la spazzola metallica, in modo da creare piccoli solchi che faciliteranno la penetrazione della cera
  4. Impregnare la lana d’acciaio con la pasta di cera e spalmarla sul legno
  5. Lasciare asciugare per circa 30 minuti
  6. Usare di nuovo la lana d’acciaio, immersa questa volta nella cera più scura, per rimuovere la cera chiara ed ottenere l’effetto desiderato
  7. Lucidare il mobile secondo il proprio gusto

Tipologie e manutenzione.

La manutenzione di un mobile decapato non richiede altro che la rimozione della polvere in eccesso ed un panno imbevuto di cera chiara per mobili. Le tipologie di questa tecnica invece sono molte: shabby chic, per una casa elegante e raffinata, shabby french per richiamare atmosfere francesi di fine Ottocento, shabby total white se gli arredi saranno totalmente bianchi, country chic per un effetto rustico ma elegante, rustic worn per un rustico vissuto.

È possibile decapare moltissimi mobili diversi: poltrone, sedie, sgabelli, tavoli di qualunque forma e dimensione, divani, specchiere, armadi, madie, mensole, cassettiere.

Potrete davvero dare sfogo alla vostra creatività!

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