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Sai cos’è un impianto elettrico a norma? 

Te lo spiego subito: si tratta di un impianto conforme a tutte le prescrizioni normative che sono contenuti nei testi di legge nazionali e comunitari. 

Per essere in regola e per garantire il massimo standard di sicurezza ai cittadini, un impianto elettrico deve rispettare la norma Cei 64-8, oltre che la variante V3 introdotta nello scorso 2011. 

Queste norme individuano tre differenti livelli qualitativi di un impianto elettrico a norma e stabiliscono gli standard minimi delle prestazioni che devono essere fornite dagli stessi impianti elettrici di ultima generazione.

La cosa più importante che occorre sapere è che ciascun impianto elettrico deve obbligatoriamente essere adeguato alla potenza impegnata all’interno di una singola abitazione, che varia a seconda della grandezza dell’immobile: più è grande più aumenta la potenza.

Impianto elettrico a norma, ecco le componenti essenziali

Sai qual è il componente principale di un impianto elettrico a norma? Semplice, il centralino! Questo dovrà possedere un interruttore generale e minimo due interruttori differenziali. 

Il numero totale delle linee varia a seconda della grandezza della propria casa, ma anche dal livello dell’impianto che il cliente decide di usare. Il contatore, lo strumento che misura tutti i consumi energetici, si troverà all’interno dell’interruttore generale.

Da questo, i fili conduttori si collegheranno al centralino singolo che non è altro che il quadro elettrico della casa. Nella stragrande maggioranza dei casi questo viene posto in prossimità della porta d’ingresso dell’abitazione.

 È bene sottolineare che il centralino contiene all’interno, oltre agli altri interruttori, anche i salvavita.

Per un impianto elettrico a norma che sia adibito a utilizzo domestico occorrono diverse prese di corrente per collegare ciascun elettrodomestico e ciascun punto luce per la gestione dell’illuminazione esterna e interna all’abitazione. 

A questo si aggiunge anche il sistema di messa a terra per proteggere cittadini e impianti da tensioni elettriche di qualsiasi tipologia. Solitamente, un impianto elettrico a norma e moderno è costituito da tre differenti livelli:

  • 10 Ampere come alimentatore e per la gestione dell’illuminazione;
  • 16 Ampere per le prese di corrente;
  • 12 V fondamentale per i circuiti di chiamata.

Ecco qual è il costo di un impianto elettrico a norma

Prima di entrare nello specifico nel discorso dei costi di un impianto elettrico a norma, occorre precisare che si tratta di un investimento a lungo termine e che, onde evitare di sprecare tempo e denaro, occorre sempre affidarsi a personale specializzato e con esperienza. 

Scegliendo il giusto esperto potrete chiedere anche un preventivo per l’installazione del vostro impianto elettrico a norma, così da non avere sorprese al termine dei lavori.

Mediamente il costo di un impianto completo è di circa 50 o 60 euro per ciascun punto luce; facciamo un esempio: in una casa di circa 75 mq con una cinquantina di punti luce, il costo totale per un impianto elettrico a norma è di 2.500 o 3 mila euro, Iva esclusa. All’interno del prezzo, però, sono inclusi i costi della manodopera e dei materiali utilizzati.

Impianto elettrico esistente, quanto costa metterlo a norma

Chi possiede, invece, un immobile vecchio con un impianto elettrico ormai obsoleto e, soprattutto, non a norma, deve adoperarsi per ottimizzarlo e renderlo conforme alle normative vigenti, con interventi più o meno importanti da effettuare. 

Per mettere a norma un impianto elettrico già esistente i costi sono variabili e cambiano a seconda dell’intervento che gli esperti dovranno effettuare. Facciamo qualche esempio:

  • un impianto esterno, protetto da canaline ma non collocato all’interno del muro, richiede un costo inferiore, anche se l’impatto estetico non sarà dei migliori esteticamente parlando;
  • un impianto nel muro o nel pavimento, invece, avrà un costo più elevato, ma un’estetica migliore.

Cos’altro fa alzare il prezzo di un impianto elettrico a norma? Semplice, la sostituzione dei componenti dello stesso, con dei materiali più recenti e performanti. 

Per mettere a norma un impianto, a seconda delle dimensioni dell’edificio e della posizione dello stesso, si spenderanno tra i 2.500 e i 4 mila euro. Anche in questo caso, il consiglio è quello di richiedere subito un preventivo ad un team di esperti nel settore.

Impianto elettrico a norma, detrazione del 50%

Per chi effettua una ristrutturazione della casa fino al 31 dicembre 2024 è possibile godere di una detrazione fiscale del 50% con un limite massimo di spesa di 96 mila euro. 

Ricordiamo, infatti, che oltre alle spese necessarie per l’esecuzione dei lavori di ristrutturazione, ai fini della detrazione è possibile considerare anche le spese per la messa in regola degli edifici ai sensi del DM 37/2008 – ex legge 46/90: gli impianti elettrici. 

Cosa aspetti? Richiedi subito un preventivo gratuito agli esperti di Ristrutturare Casa Italia.

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