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Accorgimenti per una lavanderia bella e funzionale.

Accorgimenti per una lavanderia bella e funzionale.

A volte quando si ristruttura la propria casa si tendono a sottovalutare quegli spazi apparentemente opzionali, che possono essere presenti oppure no a seconda degli spazi, ma che alla prova dei fatti hanno un’importanza funzionale molto elevata.

Ne è esempio la stanza lavanderia e/o stireria, uno spazio interamente dedicato al bucato, fondamentale per la vita quotidiana ma sempre ricavato dagli spazi morti piuttosto che da un apposito stanzino.

Il rischio di questo ambiente è che si riduca ad essere un semplice sgabuzzino, buio e perennemente disordinato, che si discosta completamente dallo stile della casa, quasi non ne facesse parte.

Si sa che il segreto per una bella casa è l’armonia tra tutte le sue componenti, estetiche e funzionali, e tutti i suoi ambienti. Per questo è importante avere accorgimenti anche per la lavanderia, in modo da renderla il più possibile uno spazio vivibile, esteticamente gradevole e funzionale.

Ci sono diversi aspetti da considerare: le dimensioni a disposizione, l’illuminazione, l’areazione. Farsi guidare da un professionista, in questi casi, diventa una scelta praticamente obbligata: sono molte le soluzioni possibili che spesso sfuggono ad uno sguardo profano, ma che possono davvero fare la differenza tra un ambiente vincente ed uno a dir poco… deprimente!

Sovrapporre gli elettrodomestici.

Un primo accorgimento fondamentale per risparmiare spazio può essere quello di sovrapporre asciugatrice e lavatrice, specie quando si utilizzano mobili copri lavatrice. In genere 6 mq sono sufficienti per progettare uno spazio adatto sia a lavare che a stirare i vestiti.

Grazie ad una vasta scelta di colori e modelli disponibili sul mercato, entrambi gli elettrodomestici possono essere armonizzati senza problemi con lo stile dell’ambiente e del resto della casa; lo spazio che si guadagna sovrapponendole può essere reinvestito in modo intelligente in un piano da lavoro sopra cui piegare e disporre i panni sporchi o appena lavati, così come in un angolo in cui usare asse e ferro da stiro.

Scaffali e mensole.

Un altro accorgimento per progettare in modo strategico la lavanderia, vista la metratura ridotta, è sfruttare al massimo lo spazio verticale, con mensole e scaffali che aiutino ad organizzare meglio gli oggetti e a rendere il tutto più efficiente ed ordinato.

Detersivi, ammorbidenti ed altri prodotti utili al bucato potranno così trovare spazio su mensole a parete o scaffali sospesi, liberando spazio utile a terra ed essendo subito a portata di mano.

Se la metratura lo consente, una scaffalatura più ampia consente di ospitare anche altri elementi utili: asciugamani, lenzuola, generica biancheria.

Un’illuminazione ottimale.

Funzionalità ed accoglienza dipendono sempre strettamente dalla qualità dell’illuminazione. Un ambiente buio, per quanto ben organizzato e stilisticamente curato, risulterà sempre spento e sacrificato. Inoltre una scarsa illuminazione inficia le funzionalità di un ambiente, rendendo più difficoltoso e malsano lavorarci.

È sempre bene, ove possibile, sfruttare in primo luogo le fonti di luce naturale. È quindi ideale progettare una lavanderia in uno spazio dotato di una o più finestre. Se ciò non è possibile, meglio indirizzarsi verso un’illuminazione a LED brillante, salubre e economicamente conveniente.

Una lampada o plafoniera posizionata al centro della stanza garantisce un’illuminazione ampia e diffusa, mentre altre soluzioni aggiuntive, come faretti o lampade a binario, possono aiutare ad illuminare singole zone di lavoro.

Un aspetto da non sottovalutare è il tono di luce scelto: colori neutri o freddi sono ottimali per questo specifico ambiente, in quanto affaticano poco la vista e permettono di distinguere i colori del bucato con più facilità.

Sistema di areazione.

Un giusto impianto di areazione influenza tutte le attività all’interno della vostra lavanderia: determina il tempo di asciugatura dei vestiti ma anche la salubrità del vostro ambiente di lavoro, impedendo la formazione di muffe ed umidità.

Anche in questo caso, il primo elemento utile è la presenza di eventuali finestre, fonti di luce e ventilazione naturali. Se ciò non fosse possibile, occorre indirizzarsi verso un sistema di ventilazione meccanica, con ad esempio un estrattore d’aria, molto utile per rimuovere umidità e consentire la circolazione di aria fresca e pulita.

Si può considerare anche l’utilizzo di un deumidificatore, per tenere sotto controllo l’umidità.

Stendibiancheria.

Stendere i panni in lavanderia è sicuramente un’opzione molto comoda per evitare di occupare altri spazi della casa in modo anti estetico; inoltre, se l’ambiente della lavanderia è ben pensato ed organizzato, può essere il luogo ideale per ottenere un’asciugatura efficace e rapida.

Anche se la metratura è molto ridotta, non è detto si debba sacrificare lo stendibiancheria: basta optare per un modello retrattile o a scomparsa, ripiegabile e quindi salvaspazio se non in uso.

Se lo spazio lo consente è invece molto pratico uno stendibiancheria a torre, che offre diversi piani di asciugatura, oppure addirittura uno stendibiancheria a soffitto, molto utile per sfruttare la verticalità di stanze con il soffitto alto.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa. Se siete persone originali, estrose, con un gran voglia di raccontare la vostra unicità anche attraverso gli spazi della vostra casa, lo stile boho chic fa decisamente per voi! Il nome di questo stile deriva dall’unione del termine bohemian, che richiama lo stile di vita di intellettuali ed artisti del XIX secolo, la parola francese chic, sinonimo di eleganza. Nasce agli inizi del 2000, come nuova tendenza nel settore della moda destinata a raggiungere presto anche quello dell’interior design. Lo stile boho chic è un piccolo universo di citazioni e suggestioni: far west, movimento hippy, stile etnico e quello nordico. Unisce tratti più minimali ad altri decisamente ricchi ed estrosi: la parola chiave è originalità, ed infatti si compone di molti pezzi unici, al punto che ogni casa acquisisce inevitabilmente una propria personalità spiccata e totalmente diversa da ogni altra. Tra innovazione e tradizione. Il fascino del boho chic è dato proprio dall’essere un originale mix tra ciò che è moderno e nuovo e ciò che invece è vintage. Ogni spazio così si anima di ricordi, aneddoti e storie da raccontare legate alla vita degli abitanti della casa. Nessuna casa in stile boho chic assomiglia ad un’altra perché tutte le persone sono uniche nel loro vissuto. Eppure, alcuni elementi di questo stile possono essere riconoscibili. Avete presente il Coachella Music Festival, che si svolge in California annualmente? Bene, l’atmosfera che si respira e soprattutto la mise dei partecipanti e del pubblico sono perfettamente in stile boho chic. Colori sgargianti ma anche al contrario chiari e candidi, stoffe per lo più naturali, richiami hippie, un’eccentricità che punta ad un’armonia ed una serenità senza tempo. L’arte di riciclare. Un’ altra caratteristica importante dello stile boho chic è la sua sostenibilità: gran parte dei suoi elementi si ottengono donando nuova vita e funzionalità ad oggetti ed arredi del passato. Questa operazione non è solo “etica” ma anche molto affascinante e, in un certo senso, artistica: bisogna diventare maestri nella ricerca di vecchi cimeli e tesori, facendo rivivere i ricordi più preziosi. Ci vuole pazienza e creatività: una casa boho chic è in continua trasformazione. Gli elementi dello stile boho chic. In particolare l’arredamento boho chic prevede l’utilizzo di: accessori ed arredi dal sapore etnico; mobili per lo più in legno grezzo o in arte povera; filati naturali come il cotone, il lino, stoffe ricamate finemente, tessuti San Gallo, ecc.; piante e fiori anche esotici, veri o artificiali come i kokedama; arredi e complementi di classe, anche moderni, magari trattati con colori luminosi come l’oro e l’argento; dettagli colorati, accessori stravaganti, decorazioni anche mistiche o dal mood spirituale o religioso come cuori votivi, crocifissi, santini, ecc. Lo stile boho chic è davvero particolare e richiama molto quelle case coloniali di un tempo, ricche per qualità dei mobili, rasserenanti, vivaci ma allo stesso tempo composte. Questo genere mixa dettagli ed arredi di terre lontane con il gusto europeo e grazie all’abilità di un progettista si potrà portare questa atmosfera anche nelle case urbane di oggi. Molto utilizzate nell’arredamento in stile boho chic sono le lanterne orientali, i pouf multicolore etnici sia provenienti da isole lontane sia realizzati in Italia. Immancabili sono poi complementi d’arredo iconici che donano maggiore modernità agli ambienti: tappeti, quadri e stampe, specchi, poltrone in vimini o midollino, ma anche sedute da appendere al soffitto. Tutto però deve essere di gran classe: questa è la sostanziale differenza tra boho ed il più comune etnico. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento!

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento! Il pavimento è una delle componenti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa. Scegliere il materiale più adatto potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto: a giorno d’oggi i materiali disponibili sono sempre di più. Se quelli di ultima generazione offrono vantaggi innovativi, anche quelli più tradizionali possono riservare delle sorprese e diventare delle nuove tendenze. Uno di questi è proprio il linoleum, uno dei materiali ormai più in voga del momento. Uno dei suoi più grandi pregi è la sostenibilità e la capacità di adattarsi a molti stili ed ambienti differenti. Inventato in Scozia negli anni ’60, viene oggi utilizzato per edifici pubblici e privati, per ambienti esterni, interni e per capannoni industriali. Degno di nota è l’incremento del suo utilizzo proprio in ambito privato: resiliente, facile da curare e altamente igienico. Linoleum: un identikit. Il linoleum è un materiale totalmente amico dell’ambiente: la sua ecosostenibilità è dovuta alla sua composizione in materie prime naturali quali resina, sughero, tuta, olio di semi di lino. Si tratta di un rivestimento resiliente ed elastico, piuttosto sottile, facilmente lavorabile e lavabile, nonché isolante ed impermeabile. È inoltre totalmente riciclabile, dura a lungo ed ha proprietà antiscivolo, che lo rendono anche piuttosto sicuro in caso di bambini ed anziani. Quest’ultima caratteristica giustifica chiaramente il suo ampio utilizzo, nel corso dei decenni, in edifici pubblici come ospedali, scuole, palestre, aeroporti, biblioteche, cinema. Come detto sopra, attualmente il suo utilizzo si sta decisamente diffondendo anche in ambito privato, grazie alla sua versatilità e resistenza, nonché alla sua capacità di creare ambienti caldi, accoglienti, confortevoli. Via libera dunque al suo utilizzo in alberghi ed abitazioni, tenendo presente che scegliere il linoleum come rivestimento significa optare per una soluzione rapida ed efficiente. Un pavimento in linoleum può essere velocemente sovrapposto ad una pavimentazione preesistente oltre che disposto come supporto di nuova costruzione. Qualche svantaggio: tende a deformarsi nel tempo a causa di temperatura e sbalzi termici, nonché dell’umidità che può essere presente in ambienti come il bagno o la cucina; necessita davvero di una posa a regola d’arte, che eviti la formazione di sacche d’aria o umidità sotto la sua superficie, col rischio di compromettere l’ambiente circostante. Ricapitolando, un pavimento in linoleum è una soluzione economica, pratica ed ecologica, perfetta se il budget di ristrutturazione è contenuto. Basti pensare che il suo costo base di partenza si aggira sui 22 euro al mq, indecentemente dal taglio a piastrella o a rotolo. Una variazione di prezzo è prevista sulla base della tipologia e dello spessore. Come posare il linoleum. Il linoleum può essere posato a colla oppure a secco. Scegliere fra le due tipologie dipende molto dal tipo di ambiente circostante al pavimento: se l’esigenza primaria è l’igiene conviene optare per una posa a secco, che garantisce una pulizia più facile ed efficace, mentre per un piccolo ambiente senza esigenze particolari si può scegliere invece una posa a colla, perfetta in caso di un taglio del linoleum a piastrelle. La praticità di questo materiale si traduce nella possibilità di poterlo installare in autonomia, sebbene sia fondamentale fare molta attenzione ad evitare la formazione di sacche d’aria o di umidità, come detto sopra. È consigliabile, a questo proposito, aiutarsi con uno spazzolone per meglio stenderlo ed evitare corrugamenti. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress.

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress. Spesso si pensa di ristrutturare la propria casa autonomamente, senza sapere a quante complicazioni burocratiche si vada incontro. Noi di Ristrutturare Casa Italia vogliamo proporvi una breve guida, facile ed intuitiva, su quali sono le principali pratiche edilizie (e non solo) necessarie per le ristrutturazioni. Non sempre è necessaria una pratica edilizia per ristrutturare casa, anche se lo è nella maggior parte dei casi. Ci sono inoltre documenti collaterali che vanno allegati o comunque che potrebbero essere richiesti. Bisogna tenere presente che è una materia estremamente complessa dal punto di vista legale, regolamentata non solo a livello nazionale ma anche regionale e comunale. La casistica pertanto è davvero infinita, e quindi è sempre necessario rivolgersi a professionisti che esaminino il vostro caso e curino le migliori soluzioni per voi. Noi di Ristrutturare Casa Italia metteremo a vostra disposizione professionisti altamente qualificati, che sappiano guidarvi passo dopo passo. Perché le pratiche edilizie sono importanti? Presupposto obbligatorio per poter fruire delle detrazioni fiscali, è che la casa sia in regola. Lavori eseguiti senza pratica edilizia quando era necessaria, o con pratiche edilizie incomplete e/o sbagliate, non hanno diritto alle detrazioni fiscali, che possono essere revocate dall’Agenzia delle Entrate fino a cinque anni dopo quello di godimento, anche con la restituzione delle somme già godute. La burocrazia edilizia. Il riferimento legislativo italiano per tutto ciò che riguarda i procedimenti edilizi privati è il Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 380/2001. Questo testo normativo si riferisce a tutte le opere edilizie nel loro complesso, quindi sia ristrutturazioni che nuove costruzioni. I tipi di interventi edilizi possibili sono stati suddivisi, all’art. 3 del T.U.E. in sei categorie, sulla base del loro impatto sull’assetto edilizio complessivo: Manutenzione Ordinaria Manutenzione Straordinaria Restauro e Risanamento Conservativo Ristrutturazione Edilizia Nuova Costruzione  Ristrutturazione Urbanistica Le due categorie che interessano la maggioranza delle ristrutturazioni sono le prime due: manutenzione ordinaria e straordinaria. Mentre le ultime due riguardano interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, la terza e la quarta riguardano gli edifici vincolati, cioè una minima parte degli edifici costruiti. È importante poi tenere presente che i Piani Regolatori Comunali disciplinano le categorie di intervento applicabili ad un singolo edificio o una determinata parte del territorio. Sicuramente le prime due categorie di intervento sono sempre applicabili a tutti gli edifici esistenti, in quanto fondamentali per garantirne la funzionalità. Inoltre è bene ricordare che nessun intervento edilizio può essere effettuato su edifici che presentano abusi o difformità. Quali opere rientrano nella manutenzione ordinaria? Rientrano in questa categoria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. Si parla quindi di pavimenti, sanitari, porte, finestre, finiture varie, rivestimenti ecc. ma anche di controsoffitti, rifacimento di intonaci, condizionatori, pannelli fotovoltaici e riparazione degli impianti esistenti. Quali opere rientrano nella manutenzione straordinaria? Rientrano in questa categoria “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati, necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”. Si parla quindi di lavori edilizi ed impiantistici oppure di interventi rilevanti dal punto di vista urbanistico. Le pratiche edilizie. In caso di opere rientranti nella manutenzione ordinaria non è necessario presentare alcuna pratica edilizia, infatti si sta parlando di edilizia libera. Attenzione però: alcuni comuni possono comunque richiedere la presentazione di una comunicazione per determinati tipi di interventi rientranti nella manutenzione ordinaria Invece, in caso di opere rientranti nella manutenzione straordinaria, ma senza l’esecuzione di opere strutturali, la pratica edilizia da presentare è la CILA. In questo caso la manutenzione straordinaria si dice “leggera” ed è la classica tipologia di intervento della maggior parte delle ristrutturazioni. Per le opere rientranti nella manutenzione straordinaria ma che prevedono anche l’esecuzione lavori strutturali, la pratica edilizia da presentare è la SCIA. In questo caso si parla di manutenzione straordinaria “pesante”. La CILA. La sigla CILA sta per comunicazione di inizio lavori asseverata. Da ciò si evince che: è una comunicazione e non una richiesta di autorizzazione 2) deve essere asseverata: cioè ci deve essere qualcuno che, apponendo un timbro e una firma, certifichi che tutto quello dichiarato nella pratica edilizia è corretto. Questo qualcuno è obbligatoriamente un tecnico abilitato: architetto, ingegnere o geometra. In sintesi la pratica dovrà contenere: la comunicazione resa su un modello a firma del titolare di diritti sull’immobile (proprietario, usufruttuario, locatario, etc.);  l’asseverazione a firma del tecnico abilitato, anche questa resa su un modello;  una serie di allegati (documenti di identità di tutti i soggetti coinvolti, ricevuta di versamento dei diritti di segreteria – solitamente tra i 50 e i 300 euro -, gli elaborati progettuali – solitamente una relazione, una pianta dello stato di fatto ed una pianta del progetto). Può inoltre essere necessario allegare: piante con gli schemi impiantistici, stima dei rifiuti prodotti dalle demolizioni con relativo contratto di discarica per lo smaltimento, dichiarazione di affidamento di incarico al tecnico con sua dichiarazione di avvenuto pagamento, DURC dell’impresa con dichiarazione di contratto collettivo applicato, titolo di proprietà dell’immobile, planimetria e visura catastale. Resta ferma la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre obblighi

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Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio!

Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio! Rinnovare la propria casa in modo ecosostenibile è ancora più conveniente per te e per l’ambiente. Spesso non occorre sostituire completamente l’arredamento: basta dare nuova linfa a quello esistente. Se qualche mobile ormai non è più di vostro gusto e ha decisamente molti anni di vita, potrebbe essere la perfetta occasione per cimentarvi in una pratica antica ed affascinante, dai risultati sorprendenti. Stiamo parlando del decapaggio, una tecnica raffinata che è quasi un’arte e che potrebbe rivelarsi anche molto divertente da soli o in compagnia. Consiste nel rimuovere lo strato superficiale della vernice di un mobile per conferirgli un aspetto volutamente consumato e dare l’impressione che sia molto più antico. È una strategia che consente di ridare nuova vita a mobili che magari, per molti motivi, ci hanno stufato o sono danneggiati. A cosa serve? Il termine decapare deriva dal francese decapèr, che significa rimuovere la cappa, la copertura, e la tecnica ha origini molto antiche, rintracciabili alla metà del 1700 circa. Gli artigiani decapavano il legno per proteggerlo dai tarli, lavandolo prima con la soda e passando poi una mano di calce con cui disinfestarne pori e fessure. Oggi numerosi corsi di fai da te hanno permesso la riscoperta e diffusione di quest’arte manuale che permette di recuperare mobili antichi o semplicemente di renderli più affascinanti ed adatti a precise esigenze di gusto. È infatti sempre più diffuso il cosiddetto shabby chic, uno stile basato sull’utilizzo di un arredamento volutamente antichizzato, con l’utilizzo di vernici dalle tinte tenui, quasi sbiadite, che richiamano l’epoca vittoriana o addirittura rinascimentale. Sono oggetto di decapaggio non solo mobili vecchi, ma anche in legno grezzo: si può lavorare quindi anche su elementi di arredamento appena acquistati. La giusta tecnica. Per decapare un mobile occorre innanzitutto avere i giusti strumenti: occhiali, guanti protettivi, un pennello piatto, una spazzola metallica, della lana d’acciaio, meglio se a grana extra, stucco, carta vetrata, vernice acrilica chiara e scura. Per procedere è opportuno trovarsi all’aperto o in un locale ben ventilato, dal momento che si utilizzeranno vernici e si produrranno sostanze nocive come polveri sottili; è inoltre consigliabile dotarsi delle giuste protezioni, come una tuta, dei guanti, degli occhiali e una mascherina. Prese queste precauzioni, si può iniziare a decapare il proprio mobile: carteggiare con la carta vetrata per rimuovere accuratamente la vernice Stuccare le parti danneggiate e lasciare asciugare Spazzolare la superficie del legno con la spazzola metallica, in modo da creare piccoli solchi che faciliteranno la penetrazione della cera Impregnare la lana d’acciaio con la pasta di cera e spalmarla sul legno Lasciare asciugare per circa 30 minuti Usare di nuovo la lana d’acciaio, immersa questa volta nella cera più scura, per rimuovere la cera chiara ed ottenere l’effetto desiderato Lucidare il mobile secondo il proprio gusto Tipologie e manutenzione. La manutenzione di un mobile decapato non richiede altro che la rimozione della polvere in eccesso ed un panno imbevuto di cera chiara per mobili. Le tipologie di questa tecnica invece sono molte: shabby chic, per una casa elegante e raffinata, shabby french per richiamare atmosfere francesi di fine Ottocento, shabby total white se gli arredi saranno totalmente bianchi, country chic per un effetto rustico ma elegante, rustic worn per un rustico vissuto. È possibile decapare moltissimi mobili diversi: poltrone, sedie, sgabelli, tavoli di qualunque forma e dimensione, divani, specchiere, armadi, madie, mensole, cassettiere. Potrete davvero dare sfogo alla vostra creatività! Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Calore e comfort con il grès effetto legno.

Calore e comfort con il grès effetto legno. Il grès porcellanato effetto legno è una scelta sicuramente innovativa, perché si parla di un tipo di ceramica compatta, lavorata fino a raggiungere un alto grado di durezza e resistenza ad agenti chimici ed atmosferici, nonché a sollecitazioni meccaniche come graffi, abrasioni, flessioni, urti. Il grès effetto legno è inoltre impermeabile ai liquidi, ma senza l’utilizzo di impermeabilizzanti chimici, vernici o resine, cosa che lo rende un materiale molto più salubre rispetto ad alternative simili. Quante sensazioni può dare un pavimento sotto i nostri piedi? Infinite. Calore, sicurezza, comfort, pulizia, ricercatezza. Nel vasto panorama delle possibilità di rivestimento, il nostro showroom in questo articolo ve ne propone una che raduna tutte queste caratteristiche e non solo. Una caratteristica importante per qualunque pavimento è quella di essere il più possibile resistente al tempo ed all’usura: il grès porcellanato effetto legno sicuramente soddisfa queste esigenze, essendo un rivestimento ideale per qualunque zona della casa. Non assorbe odori e non rilascia sostanze nocive per l’uomo, non si usura nel tempo e resiste ad un elevato calpestio. È questa una scelta notevole anche da un punto di vista strettamente estetico: il calore armonioso del legno, elegante e raffinato, si combina ad una serie di vantaggi rispetto ad un’alternativa in vero legno o in altri materiali che lo imitano. Infatti non è solo economicamente più conveniente, ma anche più ecologico, dal momento che previene la deforestazione e predilige l’utilizzo di materiali di scarto (argille, sabbie e feldspati) che ne fondano la resistenza. La sua versatilità lo rende ottimo per gli interni come per gli esterni ed è possibile sbizzarrirsi con le molteplici possibilità cromatiche e di texture: spesso si scelgono colori chiari, perfetti da abbinare a decine di altre tonalità, per gli effetti più estrosi ed originali. Ma non sono da sottovalutare neppure le sue tonalità più scure, come ad esempio il marrone o il nero, che ben si prestano a contrasti piacevoli, sorprendenti, da valorizzare e bilanciare con l’illuminotecnica; così come può essere un’ottima alternativa il grigio, che in accostamento a tonalità più forti ed accese rimane neutro ma viene valorizzato al massimo. È un materiale facile da gestire nel tempo, non necessitando di tutte le cure specifiche di cui invece ha bisogno un pavimento in parquet, e per tenerlo pulito è sufficiente acqua ed un detergente specifico per pavimenti. È quindi un materiale jolly, adatto ai più diversi stili di arredamento: dai più classici ai più moderni, dal minimal ai più eccentrici, proponendo un’eleganza ed una semplicità durature, che non passano mai di moda. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Romanticismo e natura: lo stile provenzale.

Romanticismo e natura: lo stile provenzale. Chi è stato in Provenza almeno una volta nella vita, sicuramente subirà il fascino dello stile provenzale: quell’atmosfera tersa, lenta, poetica, che accompagna le campagne e le città del sud della Francia. Un’aura che rimane nel cuore e che sa ispirare, al punto da non riuscire a dimenticarla. Se desiderate portarla con voi, nella vostra casa, sappiate che è possibile! Ma andiamo con ordine: innanzitutto lo stile provenzale affonda le sue radici nel 1600, nella Versailles di Luigi XIV che ingaggiò i più prestigiosi artisti ed artigiani dell’epoca per renderla un’icona assoluta di lusso e stile. Gli influssi della capitale si diffusero presto anche in campagna, in particolare nel territorio provenzale. Ed ecco che rustiche case contadine cominciano ad impreziosirsi di influenze lussuose provenienti da Parigi, segnando per sempre la cifra distintiva dello stile provenzale. Oggi l’arredamento in stile provenzale si è ormai consolidato come uno dei più amati al mondo. Ricordando lo shabby chic e lo stile country francese, si presenta come un affascinante mix di comfort, raffinatezza ed un’elegante rusticità che lo rendono sofisticato e genuino allo stesso tempo. In particolare si differenzia dallo shabby chic sopra citato per l’atmosfera: qui infatti vige un mood più romantico, fatato, si azzardano di più tinte glicine, lilla, salvia, mentre nello shabby è preferito il candore del bianco e delle tinte neutre. Colori naturali, tinte pastello e tanta fantasia. I colori e la natura del sud della Francia splendono cristallizzati in questo genere di arredamento. Una vita semplice, en plen air, armoniosa e rilassata, sono la fonte di questa estetica così vivace ed accogliente. La delicatezza è il comune denominatore dei colori e dei materiali usati: la lavanda spicca su tutti, dal fiore così diffuso in Provenza, che ogni anno regala meravigliose ed abbondanti fioriture. Molto utilizzate anche tutte le altre tinte pastello (in particolare verde salvia ed azzurro) meglio se intrecciate con con varianti del bianco e dell’avorio, del blu e del giallo. Lo stile provenzale utilizza molto anche i tessuti: soprattutto lino e cotone leggero, da usare con tende, cuscini, divani, sofà, biancheria e trapunte. Le fantasie predilette sono invece quelle floreali. I materiali. Il legno è il principale materiale utilizzato in questo stile: si tratta però di legno recuperato e decapato a regola d’arte, ovvero sottoposto ad una tecnica che regale un aspetto antichizzato e vissuto. Un altro materiale ricorrente, che si ritrova in sedie, testiere o tavolini, è il ferro battuto, di solito laccato di bianco o avorio. Il gusto decorativo per far fiorire la tua casa. Fiori, fiori ed ancora fiori! I motivi floreali sono il cuore di questo stile, che vuole rendere tutto il respiro delle campagne provenzali, la vitalità e le piccole gioie di una vita rilassata, in armonia con la natura ed i suoi colori. Lavanda, salvia, ranuncoli, rose, margherite, gipsofila… è davvero vasto il panorama di possibilità da applicare a questo stile. Il risultato sarà sorprendente: un profumato abbraccio di accoglienza e comfort, rinforzato dall’utilizzo di candele, cuscini, tendaggi, tappeti, mazzi di fiori freschi, saponette profumate, cesti di pot-pourri in materiali naturali come il vimini, ma anche pentole in rame e porcellane sapientemente esposte. Come arredare in stile provenzale. Potrai ricreare comunque un ambiente provenzale utilizzando tutti i topic dello shabby chic, arricchendoli con: decorazioni che richiamano la provenza come quadretti naturalistici, magari con scritte in francese o simili. tende e tessuti nei toni pastello; fiori freschi o secchi come la lavanda, capace pure di regalare fragranze rasserenanti; rivestimenti non prettamente bianchi, ma anche polverosi come il rosa cipria, il verde pistacchio o il salvia, il crema, il grigio, ecc.; Lo stile provenzale è perfetto per arredare casa in campagna, ma pure nelle case al mare o di villeggiatura, dal momento che ispira leggerezza, primavera ed estate. Nelle case rustiche poi si ha la possibilità di sfruttare proprio l’architettura tipica, cornice ideale per questo genere d’arredo. Ed anche in questo caso può essere mitigato e personalizzato grazie all’intervento di un abile architetto. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Sfrutta al meglio l’ingresso di casa!

Sfrutta al meglio l’ingresso di casa!

L’ingresso della propria casa è una sorta di biglietto da visita, un antipasto, il brano di apertura di un concerto: è la prima impressione che accoglie un visitatore e trasmette le energie dello stile della casa.

Trovare le migliori strategie per arredarlo è molto importante, soprattutto se lo spazio a disposizione non è molto. In questo caso sarà importante organizzare e curare ogni centimetro, in modo che il vostro ingresso non risulti né spoglio né eccessivamente caotico e disordinato.

Alcuni elementi garantiscono un effetto armonioso, caldo e personale.

Mobili per l’ingresso.

I mobili all’ingresso sono un mix di funzionalità e senso di accoglienza.

Si può optare per una consolle, che non occupa molto spazio e offre un fondamentale supporto di appoggio per chiavi, borsette, telefono accessori: ne sono disponibili in molti stili e varianti diverse, da completare con un pratico specchio.

Un’altra soluzione sono i cubi componibili, che possono adattarsi perfettamente alle dimensioni dell’ingresso, dotati di ante e cassetti, perfetti per salvare spazio ed organizzare gli oggetti.

Le cassapanche hanno una duplice funzione, contenitiva e d’appoggio: perfette per contenere scarpe ed accessori, ma anche per fornire un valido sostegno per indossarle o sostare nella zona.

Una scarpiera.

Le scarpiere slim sono perfette per occupare poco spazio, magari proprio dietro la porta d’ingresso; ancora più vantaggiosi i modelli con apertura scorrevole.

Appendiabiti.

Un elemento immancabile di ogni ingresso è l’appendiabiti. Quelli a muro sono un’ottima opzione per recuperare spazio e sono inoltre discreti e poco appariscenti. L’ideale se l’ingresso conduce direttamente in cucina o soggiorno.

È inoltre possibile optare direttamente per dei classici ganci da disporre sulla parete o per gli appendiabiti da terra, da integrare con mensole e specchi.

Elementi estetici e funzionali.

Rientrano in questa categoria tutti quegli elementi che, oltre ad essere utili, contribuiscono a rendere l’ingresso un ambiente di stile.

Ne sono esempio gli specchi, un ottimo strumento per rendere l’ingresso visivamente più ampio, luminoso ed arioso, specie se a tutta parete; e i quadri, classica fonte di calore, eleganza ed effetti suggestivi. Oltre a catturare l’attenzione, quelli colorati aggiungono un tono di vivacità all’insieme.

Via libera anche a piante, vasi e fiori: sia freschi che finti, sono un must per dare raffinatezza a qualunque stile. Basta solo scegliere le varietà ed i colori più adatti.

Mensole.

Sfruttare la verticalità delle pareti è una mossa strategica per valorizzare al massimo uno spazio ristretto. Ecco che arredare un ingresso con le mensole lo rende interessante, funzionale, ricco di dettagli come foto, libri o piante.

A seconda del loro scopo principale, anche la tipologia delle mensole può variare sensibilmente.

Illuminazione.

Come sempre l’illuminazione gioca un ruolo fondamentale sull’estetica, la vivibilità e la percezione di un ambiente.

Se gli ingressi sono generalmente poco luminosi, le luci LED, che per certi versi ricordano l’illuminazione naturale, sono perfette per creare un’illuminazione diffusa. Se inserite sotto i mobili o fra certi elementi architettonici, possono creare bellissimi effetti suggestivi e scenografici, che modellano i volumi in modo da renderli più spaziosi. Faretti sul soffitto o a pavimento, applique, lampade da terra completano il ventaglio di opzioni per rendere la percezione dell’ambiente più ariosa ed ampia.

Rivestimenti.

Quando si hanno spazi ristretti, la parola d’ordine sono sempre i colori tenui, che non appesantiscono l’atmosfera e l’effetto visivo. È pur vero che ci si può sempre adattare alle proprie esigenze di gusto, di stile e di conformazione della casa: se l’ingresso si apre direttamente su un open space, una buona scelte può essere quella di usare rivestimenti di colori contrastanti rispetto a quelli di quest’ultimo, in modo da separare chiaramente gli ambienti.

La carta da parati può essere una buona scelta,  in grado di catturare l’attenzione e dare un tocco di stile deciso e personale; oppure puntare tutto sul pavimento, magari con fantasie e motivi che lo differenzino più nettamente da quegli degli altri spazi.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa. Se siete persone originali, estrose, con un gran voglia di raccontare la vostra unicità anche attraverso gli spazi della vostra casa, lo stile boho chic fa decisamente per voi! Il nome di questo stile deriva dall’unione del termine bohemian, che richiama lo stile di vita di intellettuali ed artisti del XIX secolo, la parola francese chic, sinonimo di eleganza. Nasce agli inizi del 2000, come nuova tendenza nel settore della moda destinata a raggiungere presto anche quello dell’interior design. Lo stile boho chic è un piccolo universo di citazioni e suggestioni: far west, movimento hippy, stile etnico e quello nordico. Unisce tratti più minimali ad altri decisamente ricchi ed estrosi: la parola chiave è originalità, ed infatti si compone di molti pezzi unici, al punto che ogni casa acquisisce inevitabilmente una propria personalità spiccata e totalmente diversa da ogni altra. Tra innovazione e tradizione. Il fascino del boho chic è dato proprio dall’essere un originale mix tra ciò che è moderno e nuovo e ciò che invece è vintage. Ogni spazio così si anima di ricordi, aneddoti e storie da raccontare legate alla vita degli abitanti della casa. Nessuna casa in stile boho chic assomiglia ad un’altra perché tutte le persone sono uniche nel loro vissuto. Eppure, alcuni elementi di questo stile possono essere riconoscibili. Avete presente il Coachella Music Festival, che si svolge in California annualmente? Bene, l’atmosfera che si respira e soprattutto la mise dei partecipanti e del pubblico sono perfettamente in stile boho chic. Colori sgargianti ma anche al contrario chiari e candidi, stoffe per lo più naturali, richiami hippie, un’eccentricità che punta ad un’armonia ed una serenità senza tempo. L’arte di riciclare. Un’ altra caratteristica importante dello stile boho chic è la sua sostenibilità: gran parte dei suoi elementi si ottengono donando nuova vita e funzionalità ad oggetti ed arredi del passato. Questa operazione non è solo “etica” ma anche molto affascinante e, in un certo senso, artistica: bisogna diventare maestri nella ricerca di vecchi cimeli e tesori, facendo rivivere i ricordi più preziosi. Ci vuole pazienza e creatività: una casa boho chic è in continua trasformazione. Gli elementi dello stile boho chic. In particolare l’arredamento boho chic prevede l’utilizzo di: accessori ed arredi dal sapore etnico; mobili per lo più in legno grezzo o in arte povera; filati naturali come il cotone, il lino, stoffe ricamate finemente, tessuti San Gallo, ecc.; piante e fiori anche esotici, veri o artificiali come i kokedama; arredi e complementi di classe, anche moderni, magari trattati con colori luminosi come l’oro e l’argento; dettagli colorati, accessori stravaganti, decorazioni anche mistiche o dal mood spirituale o religioso come cuori votivi, crocifissi, santini, ecc. Lo stile boho chic è davvero particolare e richiama molto quelle case coloniali di un tempo, ricche per qualità dei mobili, rasserenanti, vivaci ma allo stesso tempo composte. Questo genere mixa dettagli ed arredi di terre lontane con il gusto europeo e grazie all’abilità di un progettista si potrà portare questa atmosfera anche nelle case urbane di oggi. Molto utilizzate nell’arredamento in stile boho chic sono le lanterne orientali, i pouf multicolore etnici sia provenienti da isole lontane sia realizzati in Italia. Immancabili sono poi complementi d’arredo iconici che donano maggiore modernità agli ambienti: tappeti, quadri e stampe, specchi, poltrone in vimini o midollino, ma anche sedute da appendere al soffitto. Tutto però deve essere di gran classe: questa è la sostanziale differenza tra boho ed il più comune etnico. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento!

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento! Il pavimento è una delle componenti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa. Scegliere il materiale più adatto potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto: a giorno d’oggi i materiali disponibili sono sempre di più. Se quelli di ultima generazione offrono vantaggi innovativi, anche quelli più tradizionali possono riservare delle sorprese e diventare delle nuove tendenze. Uno di questi è proprio il linoleum, uno dei materiali ormai più in voga del momento. Uno dei suoi più grandi pregi è la sostenibilità e la capacità di adattarsi a molti stili ed ambienti differenti. Inventato in Scozia negli anni ’60, viene oggi utilizzato per edifici pubblici e privati, per ambienti esterni, interni e per capannoni industriali. Degno di nota è l’incremento del suo utilizzo proprio in ambito privato: resiliente, facile da curare e altamente igienico. Linoleum: un identikit. Il linoleum è un materiale totalmente amico dell’ambiente: la sua ecosostenibilità è dovuta alla sua composizione in materie prime naturali quali resina, sughero, tuta, olio di semi di lino. Si tratta di un rivestimento resiliente ed elastico, piuttosto sottile, facilmente lavorabile e lavabile, nonché isolante ed impermeabile. È inoltre totalmente riciclabile, dura a lungo ed ha proprietà antiscivolo, che lo rendono anche piuttosto sicuro in caso di bambini ed anziani. Quest’ultima caratteristica giustifica chiaramente il suo ampio utilizzo, nel corso dei decenni, in edifici pubblici come ospedali, scuole, palestre, aeroporti, biblioteche, cinema. Come detto sopra, attualmente il suo utilizzo si sta decisamente diffondendo anche in ambito privato, grazie alla sua versatilità e resistenza, nonché alla sua capacità di creare ambienti caldi, accoglienti, confortevoli. Via libera dunque al suo utilizzo in alberghi ed abitazioni, tenendo presente che scegliere il linoleum come rivestimento significa optare per una soluzione rapida ed efficiente. Un pavimento in linoleum può essere velocemente sovrapposto ad una pavimentazione preesistente oltre che disposto come supporto di nuova costruzione. Qualche svantaggio: tende a deformarsi nel tempo a causa di temperatura e sbalzi termici, nonché dell’umidità che può essere presente in ambienti come il bagno o la cucina; necessita davvero di una posa a regola d’arte, che eviti la formazione di sacche d’aria o umidità sotto la sua superficie, col rischio di compromettere l’ambiente circostante. Ricapitolando, un pavimento in linoleum è una soluzione economica, pratica ed ecologica, perfetta se il budget di ristrutturazione è contenuto. Basti pensare che il suo costo base di partenza si aggira sui 22 euro al mq, indecentemente dal taglio a piastrella o a rotolo. Una variazione di prezzo è prevista sulla base della tipologia e dello spessore. Come posare il linoleum. Il linoleum può essere posato a colla oppure a secco. Scegliere fra le due tipologie dipende molto dal tipo di ambiente circostante al pavimento: se l’esigenza primaria è l’igiene conviene optare per una posa a secco, che garantisce una pulizia più facile ed efficace, mentre per un piccolo ambiente senza esigenze particolari si può scegliere invece una posa a colla, perfetta in caso di un taglio del linoleum a piastrelle. La praticità di questo materiale si traduce nella possibilità di poterlo installare in autonomia, sebbene sia fondamentale fare molta attenzione ad evitare la formazione di sacche d’aria o di umidità, come detto sopra. È consigliabile, a questo proposito, aiutarsi con uno spazzolone per meglio stenderlo ed evitare corrugamenti. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress.

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress. Spesso si pensa di ristrutturare la propria casa autonomamente, senza sapere a quante complicazioni burocratiche si vada incontro. Noi di Ristrutturare Casa Italia vogliamo proporvi una breve guida, facile ed intuitiva, su quali sono le principali pratiche edilizie (e non solo) necessarie per le ristrutturazioni. Non sempre è necessaria una pratica edilizia per ristrutturare casa, anche se lo è nella maggior parte dei casi. Ci sono inoltre documenti collaterali che vanno allegati o comunque che potrebbero essere richiesti. Bisogna tenere presente che è una materia estremamente complessa dal punto di vista legale, regolamentata non solo a livello nazionale ma anche regionale e comunale. La casistica pertanto è davvero infinita, e quindi è sempre necessario rivolgersi a professionisti che esaminino il vostro caso e curino le migliori soluzioni per voi. Noi di Ristrutturare Casa Italia metteremo a vostra disposizione professionisti altamente qualificati, che sappiano guidarvi passo dopo passo. Perché le pratiche edilizie sono importanti? Presupposto obbligatorio per poter fruire delle detrazioni fiscali, è che la casa sia in regola. Lavori eseguiti senza pratica edilizia quando era necessaria, o con pratiche edilizie incomplete e/o sbagliate, non hanno diritto alle detrazioni fiscali, che possono essere revocate dall’Agenzia delle Entrate fino a cinque anni dopo quello di godimento, anche con la restituzione delle somme già godute. La burocrazia edilizia. Il riferimento legislativo italiano per tutto ciò che riguarda i procedimenti edilizi privati è il Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 380/2001. Questo testo normativo si riferisce a tutte le opere edilizie nel loro complesso, quindi sia ristrutturazioni che nuove costruzioni. I tipi di interventi edilizi possibili sono stati suddivisi, all’art. 3 del T.U.E. in sei categorie, sulla base del loro impatto sull’assetto edilizio complessivo: Manutenzione Ordinaria Manutenzione Straordinaria Restauro e Risanamento Conservativo Ristrutturazione Edilizia Nuova Costruzione  Ristrutturazione Urbanistica Le due categorie che interessano la maggioranza delle ristrutturazioni sono le prime due: manutenzione ordinaria e straordinaria. Mentre le ultime due riguardano interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, la terza e la quarta riguardano gli edifici vincolati, cioè una minima parte degli edifici costruiti. È importante poi tenere presente che i Piani Regolatori Comunali disciplinano le categorie di intervento applicabili ad un singolo edificio o una determinata parte del territorio. Sicuramente le prime due categorie di intervento sono sempre applicabili a tutti gli edifici esistenti, in quanto fondamentali per garantirne la funzionalità. Inoltre è bene ricordare che nessun intervento edilizio può essere effettuato su edifici che presentano abusi o difformità. Quali opere rientrano nella manutenzione ordinaria? Rientrano in questa categoria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. Si parla quindi di pavimenti, sanitari, porte, finestre, finiture varie, rivestimenti ecc. ma anche di controsoffitti, rifacimento di intonaci, condizionatori, pannelli fotovoltaici e riparazione degli impianti esistenti. Quali opere rientrano nella manutenzione straordinaria? Rientrano in questa categoria “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati, necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”. Si parla quindi di lavori edilizi ed impiantistici oppure di interventi rilevanti dal punto di vista urbanistico. Le pratiche edilizie. In caso di opere rientranti nella manutenzione ordinaria non è necessario presentare alcuna pratica edilizia, infatti si sta parlando di edilizia libera. Attenzione però: alcuni comuni possono comunque richiedere la presentazione di una comunicazione per determinati tipi di interventi rientranti nella manutenzione ordinaria Invece, in caso di opere rientranti nella manutenzione straordinaria, ma senza l’esecuzione di opere strutturali, la pratica edilizia da presentare è la CILA. In questo caso la manutenzione straordinaria si dice “leggera” ed è la classica tipologia di intervento della maggior parte delle ristrutturazioni. Per le opere rientranti nella manutenzione straordinaria ma che prevedono anche l’esecuzione lavori strutturali, la pratica edilizia da presentare è la SCIA. In questo caso si parla di manutenzione straordinaria “pesante”. La CILA. La sigla CILA sta per comunicazione di inizio lavori asseverata. Da ciò si evince che: è una comunicazione e non una richiesta di autorizzazione 2) deve essere asseverata: cioè ci deve essere qualcuno che, apponendo un timbro e una firma, certifichi che tutto quello dichiarato nella pratica edilizia è corretto. Questo qualcuno è obbligatoriamente un tecnico abilitato: architetto, ingegnere o geometra. In sintesi la pratica dovrà contenere: la comunicazione resa su un modello a firma del titolare di diritti sull’immobile (proprietario, usufruttuario, locatario, etc.);  l’asseverazione a firma del tecnico abilitato, anche questa resa su un modello;  una serie di allegati (documenti di identità di tutti i soggetti coinvolti, ricevuta di versamento dei diritti di segreteria – solitamente tra i 50 e i 300 euro -, gli elaborati progettuali – solitamente una relazione, una pianta dello stato di fatto ed una pianta del progetto). Può inoltre essere necessario allegare: piante con gli schemi impiantistici, stima dei rifiuti prodotti dalle demolizioni con relativo contratto di discarica per lo smaltimento, dichiarazione di affidamento di incarico al tecnico con sua dichiarazione di avvenuto pagamento, DURC dell’impresa con dichiarazione di contratto collettivo applicato, titolo di proprietà dell’immobile, planimetria e visura catastale. Resta ferma la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre obblighi

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Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio!

Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio! Rinnovare la propria casa in modo ecosostenibile è ancora più conveniente per te e per l’ambiente. Spesso non occorre sostituire completamente l’arredamento: basta dare nuova linfa a quello esistente. Se qualche mobile ormai non è più di vostro gusto e ha decisamente molti anni di vita, potrebbe essere la perfetta occasione per cimentarvi in una pratica antica ed affascinante, dai risultati sorprendenti. Stiamo parlando del decapaggio, una tecnica raffinata che è quasi un’arte e che potrebbe rivelarsi anche molto divertente da soli o in compagnia. Consiste nel rimuovere lo strato superficiale della vernice di un mobile per conferirgli un aspetto volutamente consumato e dare l’impressione che sia molto più antico. È una strategia che consente di ridare nuova vita a mobili che magari, per molti motivi, ci hanno stufato o sono danneggiati. A cosa serve? Il termine decapare deriva dal francese decapèr, che significa rimuovere la cappa, la copertura, e la tecnica ha origini molto antiche, rintracciabili alla metà del 1700 circa. Gli artigiani decapavano il legno per proteggerlo dai tarli, lavandolo prima con la soda e passando poi una mano di calce con cui disinfestarne pori e fessure. Oggi numerosi corsi di fai da te hanno permesso la riscoperta e diffusione di quest’arte manuale che permette di recuperare mobili antichi o semplicemente di renderli più affascinanti ed adatti a precise esigenze di gusto. È infatti sempre più diffuso il cosiddetto shabby chic, uno stile basato sull’utilizzo di un arredamento volutamente antichizzato, con l’utilizzo di vernici dalle tinte tenui, quasi sbiadite, che richiamano l’epoca vittoriana o addirittura rinascimentale. Sono oggetto di decapaggio non solo mobili vecchi, ma anche in legno grezzo: si può lavorare quindi anche su elementi di arredamento appena acquistati. La giusta tecnica. Per decapare un mobile occorre innanzitutto avere i giusti strumenti: occhiali, guanti protettivi, un pennello piatto, una spazzola metallica, della lana d’acciaio, meglio se a grana extra, stucco, carta vetrata, vernice acrilica chiara e scura. Per procedere è opportuno trovarsi all’aperto o in un locale ben ventilato, dal momento che si utilizzeranno vernici e si produrranno sostanze nocive come polveri sottili; è inoltre consigliabile dotarsi delle giuste protezioni, come una tuta, dei guanti, degli occhiali e una mascherina. Prese queste precauzioni, si può iniziare a decapare il proprio mobile: carteggiare con la carta vetrata per rimuovere accuratamente la vernice Stuccare le parti danneggiate e lasciare asciugare Spazzolare la superficie del legno con la spazzola metallica, in modo da creare piccoli solchi che faciliteranno la penetrazione della cera Impregnare la lana d’acciaio con la pasta di cera e spalmarla sul legno Lasciare asciugare per circa 30 minuti Usare di nuovo la lana d’acciaio, immersa questa volta nella cera più scura, per rimuovere la cera chiara ed ottenere l’effetto desiderato Lucidare il mobile secondo il proprio gusto Tipologie e manutenzione. La manutenzione di un mobile decapato non richiede altro che la rimozione della polvere in eccesso ed un panno imbevuto di cera chiara per mobili. Le tipologie di questa tecnica invece sono molte: shabby chic, per una casa elegante e raffinata, shabby french per richiamare atmosfere francesi di fine Ottocento, shabby total white se gli arredi saranno totalmente bianchi, country chic per un effetto rustico ma elegante, rustic worn per un rustico vissuto. È possibile decapare moltissimi mobili diversi: poltrone, sedie, sgabelli, tavoli di qualunque forma e dimensione, divani, specchiere, armadi, madie, mensole, cassettiere. Potrete davvero dare sfogo alla vostra creatività! Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Calore e comfort con il grès effetto legno.

Calore e comfort con il grès effetto legno. Il grès porcellanato effetto legno è una scelta sicuramente innovativa, perché si parla di un tipo di ceramica compatta, lavorata fino a raggiungere un alto grado di durezza e resistenza ad agenti chimici ed atmosferici, nonché a sollecitazioni meccaniche come graffi, abrasioni, flessioni, urti. Il grès effetto legno è inoltre impermeabile ai liquidi, ma senza l’utilizzo di impermeabilizzanti chimici, vernici o resine, cosa che lo rende un materiale molto più salubre rispetto ad alternative simili. Quante sensazioni può dare un pavimento sotto i nostri piedi? Infinite. Calore, sicurezza, comfort, pulizia, ricercatezza. Nel vasto panorama delle possibilità di rivestimento, il nostro showroom in questo articolo ve ne propone una che raduna tutte queste caratteristiche e non solo. Una caratteristica importante per qualunque pavimento è quella di essere il più possibile resistente al tempo ed all’usura: il grès porcellanato effetto legno sicuramente soddisfa queste esigenze, essendo un rivestimento ideale per qualunque zona della casa. Non assorbe odori e non rilascia sostanze nocive per l’uomo, non si usura nel tempo e resiste ad un elevato calpestio. È questa una scelta notevole anche da un punto di vista strettamente estetico: il calore armonioso del legno, elegante e raffinato, si combina ad una serie di vantaggi rispetto ad un’alternativa in vero legno o in altri materiali che lo imitano. Infatti non è solo economicamente più conveniente, ma anche più ecologico, dal momento che previene la deforestazione e predilige l’utilizzo di materiali di scarto (argille, sabbie e feldspati) che ne fondano la resistenza. La sua versatilità lo rende ottimo per gli interni come per gli esterni ed è possibile sbizzarrirsi con le molteplici possibilità cromatiche e di texture: spesso si scelgono colori chiari, perfetti da abbinare a decine di altre tonalità, per gli effetti più estrosi ed originali. Ma non sono da sottovalutare neppure le sue tonalità più scure, come ad esempio il marrone o il nero, che ben si prestano a contrasti piacevoli, sorprendenti, da valorizzare e bilanciare con l’illuminotecnica; così come può essere un’ottima alternativa il grigio, che in accostamento a tonalità più forti ed accese rimane neutro ma viene valorizzato al massimo. È un materiale facile da gestire nel tempo, non necessitando di tutte le cure specifiche di cui invece ha bisogno un pavimento in parquet, e per tenerlo pulito è sufficiente acqua ed un detergente specifico per pavimenti. È quindi un materiale jolly, adatto ai più diversi stili di arredamento: dai più classici ai più moderni, dal minimal ai più eccentrici, proponendo un’eleganza ed una semplicità durature, che non passano mai di moda. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Romanticismo e natura: lo stile provenzale.

Romanticismo e natura: lo stile provenzale. Chi è stato in Provenza almeno una volta nella vita, sicuramente subirà il fascino dello stile provenzale: quell’atmosfera tersa, lenta, poetica, che accompagna le campagne e le città del sud della Francia. Un’aura che rimane nel cuore e che sa ispirare, al punto da non riuscire a dimenticarla. Se desiderate portarla con voi, nella vostra casa, sappiate che è possibile! Ma andiamo con ordine: innanzitutto lo stile provenzale affonda le sue radici nel 1600, nella Versailles di Luigi XIV che ingaggiò i più prestigiosi artisti ed artigiani dell’epoca per renderla un’icona assoluta di lusso e stile. Gli influssi della capitale si diffusero presto anche in campagna, in particolare nel territorio provenzale. Ed ecco che rustiche case contadine cominciano ad impreziosirsi di influenze lussuose provenienti da Parigi, segnando per sempre la cifra distintiva dello stile provenzale. Oggi l’arredamento in stile provenzale si è ormai consolidato come uno dei più amati al mondo. Ricordando lo shabby chic e lo stile country francese, si presenta come un affascinante mix di comfort, raffinatezza ed un’elegante rusticità che lo rendono sofisticato e genuino allo stesso tempo. In particolare si differenzia dallo shabby chic sopra citato per l’atmosfera: qui infatti vige un mood più romantico, fatato, si azzardano di più tinte glicine, lilla, salvia, mentre nello shabby è preferito il candore del bianco e delle tinte neutre. Colori naturali, tinte pastello e tanta fantasia. I colori e la natura del sud della Francia splendono cristallizzati in questo genere di arredamento. Una vita semplice, en plen air, armoniosa e rilassata, sono la fonte di questa estetica così vivace ed accogliente. La delicatezza è il comune denominatore dei colori e dei materiali usati: la lavanda spicca su tutti, dal fiore così diffuso in Provenza, che ogni anno regala meravigliose ed abbondanti fioriture. Molto utilizzate anche tutte le altre tinte pastello (in particolare verde salvia ed azzurro) meglio se intrecciate con con varianti del bianco e dell’avorio, del blu e del giallo. Lo stile provenzale utilizza molto anche i tessuti: soprattutto lino e cotone leggero, da usare con tende, cuscini, divani, sofà, biancheria e trapunte. Le fantasie predilette sono invece quelle floreali. I materiali. Il legno è il principale materiale utilizzato in questo stile: si tratta però di legno recuperato e decapato a regola d’arte, ovvero sottoposto ad una tecnica che regale un aspetto antichizzato e vissuto. Un altro materiale ricorrente, che si ritrova in sedie, testiere o tavolini, è il ferro battuto, di solito laccato di bianco o avorio. Il gusto decorativo per far fiorire la tua casa. Fiori, fiori ed ancora fiori! I motivi floreali sono il cuore di questo stile, che vuole rendere tutto il respiro delle campagne provenzali, la vitalità e le piccole gioie di una vita rilassata, in armonia con la natura ed i suoi colori. Lavanda, salvia, ranuncoli, rose, margherite, gipsofila… è davvero vasto il panorama di possibilità da applicare a questo stile. Il risultato sarà sorprendente: un profumato abbraccio di accoglienza e comfort, rinforzato dall’utilizzo di candele, cuscini, tendaggi, tappeti, mazzi di fiori freschi, saponette profumate, cesti di pot-pourri in materiali naturali come il vimini, ma anche pentole in rame e porcellane sapientemente esposte. Come arredare in stile provenzale. Potrai ricreare comunque un ambiente provenzale utilizzando tutti i topic dello shabby chic, arricchendoli con: decorazioni che richiamano la provenza come quadretti naturalistici, magari con scritte in francese o simili. tende e tessuti nei toni pastello; fiori freschi o secchi come la lavanda, capace pure di regalare fragranze rasserenanti; rivestimenti non prettamente bianchi, ma anche polverosi come il rosa cipria, il verde pistacchio o il salvia, il crema, il grigio, ecc.; Lo stile provenzale è perfetto per arredare casa in campagna, ma pure nelle case al mare o di villeggiatura, dal momento che ispira leggerezza, primavera ed estate. Nelle case rustiche poi si ha la possibilità di sfruttare proprio l’architettura tipica, cornice ideale per questo genere d’arredo. Ed anche in questo caso può essere mitigato e personalizzato grazie all’intervento di un abile architetto. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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LED per il soggiorno: una scelta vantaggiosa.

LED per il soggiorno: una scelta vantaggiosa.

Illuminare un ambiente nel modo più appropriato e strategico è un aspetto davvero molto importante quando si parla di ristrutturare casa.

Ogni spazio della casa ha le sue esigenze e particolarità, non solo funzionali ma anche stilistiche.

Il soggiorno, nello specifico, è una zona multifunzionale: può essere un ambiente di relax e condivisione, come una zona dedita anche a certe attività di lavoro, alla lettura, allo svago, persino a certe attività di cura della persona e del benessere psicofisico.

La sua illuminazione deve strategicamente tenere conto di tutte le sue potenzialità, così come dello stile di arredamento e delle esigenze di ottimizzazione energetica.

Scegliere un’illuminazione a LED può essere molto intelligente e vantaggioso dal punto di vista pratico ed economico. Le luci a LED sono note per il loro basso consumo energetico, la loro lunga durata e la grande varietà estetica, di tonalità ed intensità luminosa.

Ad ogni momento la sua giusta atmosfera.

Ogni funzione del vostro soggiorno richiede idealmente un’atmosfera diversa. Le luci a LED consentono proprio questo: anziché trovare una soluzione di compromesso valida per ogni occasione, potrete creare un’atmosfera personalizzata, variando l’intensità della vostra illuminazione e, perché no, anche la sua tonalità.

Una soluzione molto efficace è quella dell’illuminazione a strati, che coinvolgendo diverse fonti luminose crea un effetto vario ed equilibrato.

Oltre all’illuminazione generale, garantita anche dal contributo della luce naturale che però varia nella giornata e nelle stagioni, si può puntare all’illuminazione di punti specifici con lampade da tavolo o da terra, luci ad incasso e faretti.

I vari tipi di luci a LED.

Esistono varie tipologie di luci a LED, in grado di creare soluzioni differenti. Le strisce a LED, perfette per illuminare mobili, scaffali, librerie, in grado di creare effetti di illuminazione accattivanti e versatili; i faretti a LED, a binario o incassati, per mettere in risalto singoli elementi di pregio come opere d’arte, foto, elementi architettonici da valorizzare; lampade da tavolo e da pavimento, per garantire una luce morbida e discreta negli angoli più intimi del soggiorno; lampade a sospensione ideali per un’illuminazione più diffusa, disponibili in tantissime varianti di design e in grado di dare quel tocco di personalità in più allo stile di arredamento.

Un elemento di stile.

Per scegliere i giusti elementi di illuminazione, è necessario avere bene a fuoco lo stile di arredamento della propria casa e del proprio soggiorno.

Se si tratta di un ambiente più moderno e minimalista, occorreranno luci a LED dal design semplice ed essenziale. Tonalità di luce bianca neutra aiuteranno a creare un effetto pulito, chiaro ed uniforme, perfetto sia per giochi di illuminazione accattivanti lungo mobili e mensole, sia per fonti di luce direzionata o diffusa.

Se lo stile generale è invece più rustico, le lampade in legno o altri materiali naturali saranno perfette per garantire un’atmosfera calda, rilassata ed intima, magari con tonalità ambrate ed un’intensità regolabile su livelli più soffusi.

Al rigore di uno stile scandinavo, si potranno abbinare luci a LED chiare e luminose, adatte a creare effetti ariosi e mozzafiato che renderanno il tuo soggiorno un ambiente raffinato, elegante ma non severo.

Magari una serie di luci decorative è quello che farà al caso vostro, perfetta per arricchire una parete vuota o attrezzata di elementi funzionali. L’effetto così ottenuto sarà assolutamente scenografico e suggestivo!

Non da ultimo, le luci a LED consentono di ottenere massima libertà in termini di colori: un’illuminazione diversa a seconda dell’atmosfera desiderata, dell’umore, del periodo dell’anno e del momento della giornata.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa. Se siete persone originali, estrose, con un gran voglia di raccontare la vostra unicità anche attraverso gli spazi della vostra casa, lo stile boho chic fa decisamente per voi! Il nome di questo stile deriva dall’unione del termine bohemian, che richiama lo stile di vita di intellettuali ed artisti del XIX secolo, la parola francese chic, sinonimo di eleganza. Nasce agli inizi del 2000, come nuova tendenza nel settore della moda destinata a raggiungere presto anche quello dell’interior design. Lo stile boho chic è un piccolo universo di citazioni e suggestioni: far west, movimento hippy, stile etnico e quello nordico. Unisce tratti più minimali ad altri decisamente ricchi ed estrosi: la parola chiave è originalità, ed infatti si compone di molti pezzi unici, al punto che ogni casa acquisisce inevitabilmente una propria personalità spiccata e totalmente diversa da ogni altra. Tra innovazione e tradizione. Il fascino del boho chic è dato proprio dall’essere un originale mix tra ciò che è moderno e nuovo e ciò che invece è vintage. Ogni spazio così si anima di ricordi, aneddoti e storie da raccontare legate alla vita degli abitanti della casa. Nessuna casa in stile boho chic assomiglia ad un’altra perché tutte le persone sono uniche nel loro vissuto. Eppure, alcuni elementi di questo stile possono essere riconoscibili. Avete presente il Coachella Music Festival, che si svolge in California annualmente? Bene, l’atmosfera che si respira e soprattutto la mise dei partecipanti e del pubblico sono perfettamente in stile boho chic. Colori sgargianti ma anche al contrario chiari e candidi, stoffe per lo più naturali, richiami hippie, un’eccentricità che punta ad un’armonia ed una serenità senza tempo. L’arte di riciclare. Un’ altra caratteristica importante dello stile boho chic è la sua sostenibilità: gran parte dei suoi elementi si ottengono donando nuova vita e funzionalità ad oggetti ed arredi del passato. Questa operazione non è solo “etica” ma anche molto affascinante e, in un certo senso, artistica: bisogna diventare maestri nella ricerca di vecchi cimeli e tesori, facendo rivivere i ricordi più preziosi. Ci vuole pazienza e creatività: una casa boho chic è in continua trasformazione. Gli elementi dello stile boho chic. In particolare l’arredamento boho chic prevede l’utilizzo di: accessori ed arredi dal sapore etnico; mobili per lo più in legno grezzo o in arte povera; filati naturali come il cotone, il lino, stoffe ricamate finemente, tessuti San Gallo, ecc.; piante e fiori anche esotici, veri o artificiali come i kokedama; arredi e complementi di classe, anche moderni, magari trattati con colori luminosi come l’oro e l’argento; dettagli colorati, accessori stravaganti, decorazioni anche mistiche o dal mood spirituale o religioso come cuori votivi, crocifissi, santini, ecc. Lo stile boho chic è davvero particolare e richiama molto quelle case coloniali di un tempo, ricche per qualità dei mobili, rasserenanti, vivaci ma allo stesso tempo composte. Questo genere mixa dettagli ed arredi di terre lontane con il gusto europeo e grazie all’abilità di un progettista si potrà portare questa atmosfera anche nelle case urbane di oggi. Molto utilizzate nell’arredamento in stile boho chic sono le lanterne orientali, i pouf multicolore etnici sia provenienti da isole lontane sia realizzati in Italia. Immancabili sono poi complementi d’arredo iconici che donano maggiore modernità agli ambienti: tappeti, quadri e stampe, specchi, poltrone in vimini o midollino, ma anche sedute da appendere al soffitto. Tutto però deve essere di gran classe: questa è la sostanziale differenza tra boho ed il più comune etnico. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento!

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento! Il pavimento è una delle componenti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa. Scegliere il materiale più adatto potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto: a giorno d’oggi i materiali disponibili sono sempre di più. Se quelli di ultima generazione offrono vantaggi innovativi, anche quelli più tradizionali possono riservare delle sorprese e diventare delle nuove tendenze. Uno di questi è proprio il linoleum, uno dei materiali ormai più in voga del momento. Uno dei suoi più grandi pregi è la sostenibilità e la capacità di adattarsi a molti stili ed ambienti differenti. Inventato in Scozia negli anni ’60, viene oggi utilizzato per edifici pubblici e privati, per ambienti esterni, interni e per capannoni industriali. Degno di nota è l’incremento del suo utilizzo proprio in ambito privato: resiliente, facile da curare e altamente igienico. Linoleum: un identikit. Il linoleum è un materiale totalmente amico dell’ambiente: la sua ecosostenibilità è dovuta alla sua composizione in materie prime naturali quali resina, sughero, tuta, olio di semi di lino. Si tratta di un rivestimento resiliente ed elastico, piuttosto sottile, facilmente lavorabile e lavabile, nonché isolante ed impermeabile. È inoltre totalmente riciclabile, dura a lungo ed ha proprietà antiscivolo, che lo rendono anche piuttosto sicuro in caso di bambini ed anziani. Quest’ultima caratteristica giustifica chiaramente il suo ampio utilizzo, nel corso dei decenni, in edifici pubblici come ospedali, scuole, palestre, aeroporti, biblioteche, cinema. Come detto sopra, attualmente il suo utilizzo si sta decisamente diffondendo anche in ambito privato, grazie alla sua versatilità e resistenza, nonché alla sua capacità di creare ambienti caldi, accoglienti, confortevoli. Via libera dunque al suo utilizzo in alberghi ed abitazioni, tenendo presente che scegliere il linoleum come rivestimento significa optare per una soluzione rapida ed efficiente. Un pavimento in linoleum può essere velocemente sovrapposto ad una pavimentazione preesistente oltre che disposto come supporto di nuova costruzione. Qualche svantaggio: tende a deformarsi nel tempo a causa di temperatura e sbalzi termici, nonché dell’umidità che può essere presente in ambienti come il bagno o la cucina; necessita davvero di una posa a regola d’arte, che eviti la formazione di sacche d’aria o umidità sotto la sua superficie, col rischio di compromettere l’ambiente circostante. Ricapitolando, un pavimento in linoleum è una soluzione economica, pratica ed ecologica, perfetta se il budget di ristrutturazione è contenuto. Basti pensare che il suo costo base di partenza si aggira sui 22 euro al mq, indecentemente dal taglio a piastrella o a rotolo. Una variazione di prezzo è prevista sulla base della tipologia e dello spessore. Come posare il linoleum. Il linoleum può essere posato a colla oppure a secco. Scegliere fra le due tipologie dipende molto dal tipo di ambiente circostante al pavimento: se l’esigenza primaria è l’igiene conviene optare per una posa a secco, che garantisce una pulizia più facile ed efficace, mentre per un piccolo ambiente senza esigenze particolari si può scegliere invece una posa a colla, perfetta in caso di un taglio del linoleum a piastrelle. La praticità di questo materiale si traduce nella possibilità di poterlo installare in autonomia, sebbene sia fondamentale fare molta attenzione ad evitare la formazione di sacche d’aria o di umidità, come detto sopra. È consigliabile, a questo proposito, aiutarsi con uno spazzolone per meglio stenderlo ed evitare corrugamenti. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress.

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress. Spesso si pensa di ristrutturare la propria casa autonomamente, senza sapere a quante complicazioni burocratiche si vada incontro. Noi di Ristrutturare Casa Italia vogliamo proporvi una breve guida, facile ed intuitiva, su quali sono le principali pratiche edilizie (e non solo) necessarie per le ristrutturazioni. Non sempre è necessaria una pratica edilizia per ristrutturare casa, anche se lo è nella maggior parte dei casi. Ci sono inoltre documenti collaterali che vanno allegati o comunque che potrebbero essere richiesti. Bisogna tenere presente che è una materia estremamente complessa dal punto di vista legale, regolamentata non solo a livello nazionale ma anche regionale e comunale. La casistica pertanto è davvero infinita, e quindi è sempre necessario rivolgersi a professionisti che esaminino il vostro caso e curino le migliori soluzioni per voi. Noi di Ristrutturare Casa Italia metteremo a vostra disposizione professionisti altamente qualificati, che sappiano guidarvi passo dopo passo. Perché le pratiche edilizie sono importanti? Presupposto obbligatorio per poter fruire delle detrazioni fiscali, è che la casa sia in regola. Lavori eseguiti senza pratica edilizia quando era necessaria, o con pratiche edilizie incomplete e/o sbagliate, non hanno diritto alle detrazioni fiscali, che possono essere revocate dall’Agenzia delle Entrate fino a cinque anni dopo quello di godimento, anche con la restituzione delle somme già godute. La burocrazia edilizia. Il riferimento legislativo italiano per tutto ciò che riguarda i procedimenti edilizi privati è il Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 380/2001. Questo testo normativo si riferisce a tutte le opere edilizie nel loro complesso, quindi sia ristrutturazioni che nuove costruzioni. I tipi di interventi edilizi possibili sono stati suddivisi, all’art. 3 del T.U.E. in sei categorie, sulla base del loro impatto sull’assetto edilizio complessivo: Manutenzione Ordinaria Manutenzione Straordinaria Restauro e Risanamento Conservativo Ristrutturazione Edilizia Nuova Costruzione  Ristrutturazione Urbanistica Le due categorie che interessano la maggioranza delle ristrutturazioni sono le prime due: manutenzione ordinaria e straordinaria. Mentre le ultime due riguardano interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, la terza e la quarta riguardano gli edifici vincolati, cioè una minima parte degli edifici costruiti. È importante poi tenere presente che i Piani Regolatori Comunali disciplinano le categorie di intervento applicabili ad un singolo edificio o una determinata parte del territorio. Sicuramente le prime due categorie di intervento sono sempre applicabili a tutti gli edifici esistenti, in quanto fondamentali per garantirne la funzionalità. Inoltre è bene ricordare che nessun intervento edilizio può essere effettuato su edifici che presentano abusi o difformità. Quali opere rientrano nella manutenzione ordinaria? Rientrano in questa categoria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. Si parla quindi di pavimenti, sanitari, porte, finestre, finiture varie, rivestimenti ecc. ma anche di controsoffitti, rifacimento di intonaci, condizionatori, pannelli fotovoltaici e riparazione degli impianti esistenti. Quali opere rientrano nella manutenzione straordinaria? Rientrano in questa categoria “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati, necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”. Si parla quindi di lavori edilizi ed impiantistici oppure di interventi rilevanti dal punto di vista urbanistico. Le pratiche edilizie. In caso di opere rientranti nella manutenzione ordinaria non è necessario presentare alcuna pratica edilizia, infatti si sta parlando di edilizia libera. Attenzione però: alcuni comuni possono comunque richiedere la presentazione di una comunicazione per determinati tipi di interventi rientranti nella manutenzione ordinaria Invece, in caso di opere rientranti nella manutenzione straordinaria, ma senza l’esecuzione di opere strutturali, la pratica edilizia da presentare è la CILA. In questo caso la manutenzione straordinaria si dice “leggera” ed è la classica tipologia di intervento della maggior parte delle ristrutturazioni. Per le opere rientranti nella manutenzione straordinaria ma che prevedono anche l’esecuzione lavori strutturali, la pratica edilizia da presentare è la SCIA. In questo caso si parla di manutenzione straordinaria “pesante”. La CILA. La sigla CILA sta per comunicazione di inizio lavori asseverata. Da ciò si evince che: è una comunicazione e non una richiesta di autorizzazione 2) deve essere asseverata: cioè ci deve essere qualcuno che, apponendo un timbro e una firma, certifichi che tutto quello dichiarato nella pratica edilizia è corretto. Questo qualcuno è obbligatoriamente un tecnico abilitato: architetto, ingegnere o geometra. In sintesi la pratica dovrà contenere: la comunicazione resa su un modello a firma del titolare di diritti sull’immobile (proprietario, usufruttuario, locatario, etc.);  l’asseverazione a firma del tecnico abilitato, anche questa resa su un modello;  una serie di allegati (documenti di identità di tutti i soggetti coinvolti, ricevuta di versamento dei diritti di segreteria – solitamente tra i 50 e i 300 euro -, gli elaborati progettuali – solitamente una relazione, una pianta dello stato di fatto ed una pianta del progetto). Può inoltre essere necessario allegare: piante con gli schemi impiantistici, stima dei rifiuti prodotti dalle demolizioni con relativo contratto di discarica per lo smaltimento, dichiarazione di affidamento di incarico al tecnico con sua dichiarazione di avvenuto pagamento, DURC dell’impresa con dichiarazione di contratto collettivo applicato, titolo di proprietà dell’immobile, planimetria e visura catastale. Resta ferma la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre obblighi

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Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio!

Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio! Rinnovare la propria casa in modo ecosostenibile è ancora più conveniente per te e per l’ambiente. Spesso non occorre sostituire completamente l’arredamento: basta dare nuova linfa a quello esistente. Se qualche mobile ormai non è più di vostro gusto e ha decisamente molti anni di vita, potrebbe essere la perfetta occasione per cimentarvi in una pratica antica ed affascinante, dai risultati sorprendenti. Stiamo parlando del decapaggio, una tecnica raffinata che è quasi un’arte e che potrebbe rivelarsi anche molto divertente da soli o in compagnia. Consiste nel rimuovere lo strato superficiale della vernice di un mobile per conferirgli un aspetto volutamente consumato e dare l’impressione che sia molto più antico. È una strategia che consente di ridare nuova vita a mobili che magari, per molti motivi, ci hanno stufato o sono danneggiati. A cosa serve? Il termine decapare deriva dal francese decapèr, che significa rimuovere la cappa, la copertura, e la tecnica ha origini molto antiche, rintracciabili alla metà del 1700 circa. Gli artigiani decapavano il legno per proteggerlo dai tarli, lavandolo prima con la soda e passando poi una mano di calce con cui disinfestarne pori e fessure. Oggi numerosi corsi di fai da te hanno permesso la riscoperta e diffusione di quest’arte manuale che permette di recuperare mobili antichi o semplicemente di renderli più affascinanti ed adatti a precise esigenze di gusto. È infatti sempre più diffuso il cosiddetto shabby chic, uno stile basato sull’utilizzo di un arredamento volutamente antichizzato, con l’utilizzo di vernici dalle tinte tenui, quasi sbiadite, che richiamano l’epoca vittoriana o addirittura rinascimentale. Sono oggetto di decapaggio non solo mobili vecchi, ma anche in legno grezzo: si può lavorare quindi anche su elementi di arredamento appena acquistati. La giusta tecnica. Per decapare un mobile occorre innanzitutto avere i giusti strumenti: occhiali, guanti protettivi, un pennello piatto, una spazzola metallica, della lana d’acciaio, meglio se a grana extra, stucco, carta vetrata, vernice acrilica chiara e scura. Per procedere è opportuno trovarsi all’aperto o in un locale ben ventilato, dal momento che si utilizzeranno vernici e si produrranno sostanze nocive come polveri sottili; è inoltre consigliabile dotarsi delle giuste protezioni, come una tuta, dei guanti, degli occhiali e una mascherina. Prese queste precauzioni, si può iniziare a decapare il proprio mobile: carteggiare con la carta vetrata per rimuovere accuratamente la vernice Stuccare le parti danneggiate e lasciare asciugare Spazzolare la superficie del legno con la spazzola metallica, in modo da creare piccoli solchi che faciliteranno la penetrazione della cera Impregnare la lana d’acciaio con la pasta di cera e spalmarla sul legno Lasciare asciugare per circa 30 minuti Usare di nuovo la lana d’acciaio, immersa questa volta nella cera più scura, per rimuovere la cera chiara ed ottenere l’effetto desiderato Lucidare il mobile secondo il proprio gusto Tipologie e manutenzione. La manutenzione di un mobile decapato non richiede altro che la rimozione della polvere in eccesso ed un panno imbevuto di cera chiara per mobili. Le tipologie di questa tecnica invece sono molte: shabby chic, per una casa elegante e raffinata, shabby french per richiamare atmosfere francesi di fine Ottocento, shabby total white se gli arredi saranno totalmente bianchi, country chic per un effetto rustico ma elegante, rustic worn per un rustico vissuto. È possibile decapare moltissimi mobili diversi: poltrone, sedie, sgabelli, tavoli di qualunque forma e dimensione, divani, specchiere, armadi, madie, mensole, cassettiere. Potrete davvero dare sfogo alla vostra creatività! Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Calore e comfort con il grès effetto legno.

Calore e comfort con il grès effetto legno. Il grès porcellanato effetto legno è una scelta sicuramente innovativa, perché si parla di un tipo di ceramica compatta, lavorata fino a raggiungere un alto grado di durezza e resistenza ad agenti chimici ed atmosferici, nonché a sollecitazioni meccaniche come graffi, abrasioni, flessioni, urti. Il grès effetto legno è inoltre impermeabile ai liquidi, ma senza l’utilizzo di impermeabilizzanti chimici, vernici o resine, cosa che lo rende un materiale molto più salubre rispetto ad alternative simili. Quante sensazioni può dare un pavimento sotto i nostri piedi? Infinite. Calore, sicurezza, comfort, pulizia, ricercatezza. Nel vasto panorama delle possibilità di rivestimento, il nostro showroom in questo articolo ve ne propone una che raduna tutte queste caratteristiche e non solo. Una caratteristica importante per qualunque pavimento è quella di essere il più possibile resistente al tempo ed all’usura: il grès porcellanato effetto legno sicuramente soddisfa queste esigenze, essendo un rivestimento ideale per qualunque zona della casa. Non assorbe odori e non rilascia sostanze nocive per l’uomo, non si usura nel tempo e resiste ad un elevato calpestio. È questa una scelta notevole anche da un punto di vista strettamente estetico: il calore armonioso del legno, elegante e raffinato, si combina ad una serie di vantaggi rispetto ad un’alternativa in vero legno o in altri materiali che lo imitano. Infatti non è solo economicamente più conveniente, ma anche più ecologico, dal momento che previene la deforestazione e predilige l’utilizzo di materiali di scarto (argille, sabbie e feldspati) che ne fondano la resistenza. La sua versatilità lo rende ottimo per gli interni come per gli esterni ed è possibile sbizzarrirsi con le molteplici possibilità cromatiche e di texture: spesso si scelgono colori chiari, perfetti da abbinare a decine di altre tonalità, per gli effetti più estrosi ed originali. Ma non sono da sottovalutare neppure le sue tonalità più scure, come ad esempio il marrone o il nero, che ben si prestano a contrasti piacevoli, sorprendenti, da valorizzare e bilanciare con l’illuminotecnica; così come può essere un’ottima alternativa il grigio, che in accostamento a tonalità più forti ed accese rimane neutro ma viene valorizzato al massimo. È un materiale facile da gestire nel tempo, non necessitando di tutte le cure specifiche di cui invece ha bisogno un pavimento in parquet, e per tenerlo pulito è sufficiente acqua ed un detergente specifico per pavimenti. È quindi un materiale jolly, adatto ai più diversi stili di arredamento: dai più classici ai più moderni, dal minimal ai più eccentrici, proponendo un’eleganza ed una semplicità durature, che non passano mai di moda. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Romanticismo e natura: lo stile provenzale.

Romanticismo e natura: lo stile provenzale. Chi è stato in Provenza almeno una volta nella vita, sicuramente subirà il fascino dello stile provenzale: quell’atmosfera tersa, lenta, poetica, che accompagna le campagne e le città del sud della Francia. Un’aura che rimane nel cuore e che sa ispirare, al punto da non riuscire a dimenticarla. Se desiderate portarla con voi, nella vostra casa, sappiate che è possibile! Ma andiamo con ordine: innanzitutto lo stile provenzale affonda le sue radici nel 1600, nella Versailles di Luigi XIV che ingaggiò i più prestigiosi artisti ed artigiani dell’epoca per renderla un’icona assoluta di lusso e stile. Gli influssi della capitale si diffusero presto anche in campagna, in particolare nel territorio provenzale. Ed ecco che rustiche case contadine cominciano ad impreziosirsi di influenze lussuose provenienti da Parigi, segnando per sempre la cifra distintiva dello stile provenzale. Oggi l’arredamento in stile provenzale si è ormai consolidato come uno dei più amati al mondo. Ricordando lo shabby chic e lo stile country francese, si presenta come un affascinante mix di comfort, raffinatezza ed un’elegante rusticità che lo rendono sofisticato e genuino allo stesso tempo. In particolare si differenzia dallo shabby chic sopra citato per l’atmosfera: qui infatti vige un mood più romantico, fatato, si azzardano di più tinte glicine, lilla, salvia, mentre nello shabby è preferito il candore del bianco e delle tinte neutre. Colori naturali, tinte pastello e tanta fantasia. I colori e la natura del sud della Francia splendono cristallizzati in questo genere di arredamento. Una vita semplice, en plen air, armoniosa e rilassata, sono la fonte di questa estetica così vivace ed accogliente. La delicatezza è il comune denominatore dei colori e dei materiali usati: la lavanda spicca su tutti, dal fiore così diffuso in Provenza, che ogni anno regala meravigliose ed abbondanti fioriture. Molto utilizzate anche tutte le altre tinte pastello (in particolare verde salvia ed azzurro) meglio se intrecciate con con varianti del bianco e dell’avorio, del blu e del giallo. Lo stile provenzale utilizza molto anche i tessuti: soprattutto lino e cotone leggero, da usare con tende, cuscini, divani, sofà, biancheria e trapunte. Le fantasie predilette sono invece quelle floreali. I materiali. Il legno è il principale materiale utilizzato in questo stile: si tratta però di legno recuperato e decapato a regola d’arte, ovvero sottoposto ad una tecnica che regale un aspetto antichizzato e vissuto. Un altro materiale ricorrente, che si ritrova in sedie, testiere o tavolini, è il ferro battuto, di solito laccato di bianco o avorio. Il gusto decorativo per far fiorire la tua casa. Fiori, fiori ed ancora fiori! I motivi floreali sono il cuore di questo stile, che vuole rendere tutto il respiro delle campagne provenzali, la vitalità e le piccole gioie di una vita rilassata, in armonia con la natura ed i suoi colori. Lavanda, salvia, ranuncoli, rose, margherite, gipsofila… è davvero vasto il panorama di possibilità da applicare a questo stile. Il risultato sarà sorprendente: un profumato abbraccio di accoglienza e comfort, rinforzato dall’utilizzo di candele, cuscini, tendaggi, tappeti, mazzi di fiori freschi, saponette profumate, cesti di pot-pourri in materiali naturali come il vimini, ma anche pentole in rame e porcellane sapientemente esposte. Come arredare in stile provenzale. Potrai ricreare comunque un ambiente provenzale utilizzando tutti i topic dello shabby chic, arricchendoli con: decorazioni che richiamano la provenza come quadretti naturalistici, magari con scritte in francese o simili. tende e tessuti nei toni pastello; fiori freschi o secchi come la lavanda, capace pure di regalare fragranze rasserenanti; rivestimenti non prettamente bianchi, ma anche polverosi come il rosa cipria, il verde pistacchio o il salvia, il crema, il grigio, ecc.; Lo stile provenzale è perfetto per arredare casa in campagna, ma pure nelle case al mare o di villeggiatura, dal momento che ispira leggerezza, primavera ed estate. Nelle case rustiche poi si ha la possibilità di sfruttare proprio l’architettura tipica, cornice ideale per questo genere d’arredo. Ed anche in questo caso può essere mitigato e personalizzato grazie all’intervento di un abile architetto. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Mosaico in cucina: lusso e carattere.

Mosaico in cucina: lusso e carattere.

Fra le tante soluzioni di rivestimento per la cucina, oggi parliamo del mosaico, una scelta tradizionale ma anche flessibile ed adatta agli stili più moderni ed originali.

Se un tempo si usavano davvero le tessere, una per una, fino a comporre il disegno o fantasia desiderati, oggi la soluzione più in voga è quella del gres porcellanato effetto mosaico, materiale dai mille utilizzi, in grado di creare motivi geometrici adatti ad ogni esigenza.

Scegliere un rivestimento con effetto mosaico significa sicuramente richiamare una storia millenaria ed un fascino lussuoso senza tempo: il suo carattere forte, deciso, caratterizza marcatamente ogni ambiente al quale viene destinato, compresa la cucina.

Quella del grès, nello specifico, è anche una soluzione piuttosto pratica ed economica, che permette di ottenere infinite fantasie geometriche e non, e di adattarsi a qualunque gusto o esigenza di stile. Mixando colori, texture, disegni, è possibile trovare il giusto equilibrio per ogni realtà.

Ecco alcune delle soluzioni principali.

Tono su tono.

Se il monotono è sicuramente un classico senza tempo, scegliere di abbinare diverse gradazioni permette di ottenere un effetto raffinato, tridimensionale e di rompere quella monotonia un po’ statica in cui si rischia di cadere con la prima opzione.

Colori a contrasto.

Per chi ama invece gli effetti decisi, di grande impatto, un’ottima opzione può essere quella di giocare sui contrasti: un rivestimento a mosaico di un colore decisamente diverso rispetto a quello predominante in cucina può creare uno stacco scenografico, mettere in risalto alcuni elementi, rompere nettamente la monotonia.

Stampe e creatività.

Il rivestimento a mosaico è in generale un grande amico della creatività: grazie alle infinite varianti delle sue tessere, giocando con forme, colori, dimensioni, è possibile esplorare gli effetti più diversi. Si possono ricreare fantasie e stampe di proprio gradimento e modellare la personalità della propria cucina, sbizzarrendosi con scritte, motivi, giochi cromatici. Rivestire una certa parete e lasciare libere le altre permette inoltre di organizzare e dividere gli spazi visivamente, plasmando i volumi della vostra cucina in modo originale e personale.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa. Se siete persone originali, estrose, con un gran voglia di raccontare la vostra unicità anche attraverso gli spazi della vostra casa, lo stile boho chic fa decisamente per voi! Il nome di questo stile deriva dall’unione del termine bohemian, che richiama lo stile di vita di intellettuali ed artisti del XIX secolo, la parola francese chic, sinonimo di eleganza. Nasce agli inizi del 2000, come nuova tendenza nel settore della moda destinata a raggiungere presto anche quello dell’interior design. Lo stile boho chic è un piccolo universo di citazioni e suggestioni: far west, movimento hippy, stile etnico e quello nordico. Unisce tratti più minimali ad altri decisamente ricchi ed estrosi: la parola chiave è originalità, ed infatti si compone di molti pezzi unici, al punto che ogni casa acquisisce inevitabilmente una propria personalità spiccata e totalmente diversa da ogni altra. Tra innovazione e tradizione. Il fascino del boho chic è dato proprio dall’essere un originale mix tra ciò che è moderno e nuovo e ciò che invece è vintage. Ogni spazio così si anima di ricordi, aneddoti e storie da raccontare legate alla vita degli abitanti della casa. Nessuna casa in stile boho chic assomiglia ad un’altra perché tutte le persone sono uniche nel loro vissuto. Eppure, alcuni elementi di questo stile possono essere riconoscibili. Avete presente il Coachella Music Festival, che si svolge in California annualmente? Bene, l’atmosfera che si respira e soprattutto la mise dei partecipanti e del pubblico sono perfettamente in stile boho chic. Colori sgargianti ma anche al contrario chiari e candidi, stoffe per lo più naturali, richiami hippie, un’eccentricità che punta ad un’armonia ed una serenità senza tempo. L’arte di riciclare. Un’ altra caratteristica importante dello stile boho chic è la sua sostenibilità: gran parte dei suoi elementi si ottengono donando nuova vita e funzionalità ad oggetti ed arredi del passato. Questa operazione non è solo “etica” ma anche molto affascinante e, in un certo senso, artistica: bisogna diventare maestri nella ricerca di vecchi cimeli e tesori, facendo rivivere i ricordi più preziosi. Ci vuole pazienza e creatività: una casa boho chic è in continua trasformazione. Gli elementi dello stile boho chic. In particolare l’arredamento boho chic prevede l’utilizzo di: accessori ed arredi dal sapore etnico; mobili per lo più in legno grezzo o in arte povera; filati naturali come il cotone, il lino, stoffe ricamate finemente, tessuti San Gallo, ecc.; piante e fiori anche esotici, veri o artificiali come i kokedama; arredi e complementi di classe, anche moderni, magari trattati con colori luminosi come l’oro e l’argento; dettagli colorati, accessori stravaganti, decorazioni anche mistiche o dal mood spirituale o religioso come cuori votivi, crocifissi, santini, ecc. Lo stile boho chic è davvero particolare e richiama molto quelle case coloniali di un tempo, ricche per qualità dei mobili, rasserenanti, vivaci ma allo stesso tempo composte. Questo genere mixa dettagli ed arredi di terre lontane con il gusto europeo e grazie all’abilità di un progettista si potrà portare questa atmosfera anche nelle case urbane di oggi. Molto utilizzate nell’arredamento in stile boho chic sono le lanterne orientali, i pouf multicolore etnici sia provenienti da isole lontane sia realizzati in Italia. Immancabili sono poi complementi d’arredo iconici che donano maggiore modernità agli ambienti: tappeti, quadri e stampe, specchi, poltrone in vimini o midollino, ma anche sedute da appendere al soffitto. Tutto però deve essere di gran classe: questa è la sostanziale differenza tra boho ed il più comune etnico. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento!

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento! Il pavimento è una delle componenti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa. Scegliere il materiale più adatto potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto: a giorno d’oggi i materiali disponibili sono sempre di più. Se quelli di ultima generazione offrono vantaggi innovativi, anche quelli più tradizionali possono riservare delle sorprese e diventare delle nuove tendenze. Uno di questi è proprio il linoleum, uno dei materiali ormai più in voga del momento. Uno dei suoi più grandi pregi è la sostenibilità e la capacità di adattarsi a molti stili ed ambienti differenti. Inventato in Scozia negli anni ’60, viene oggi utilizzato per edifici pubblici e privati, per ambienti esterni, interni e per capannoni industriali. Degno di nota è l’incremento del suo utilizzo proprio in ambito privato: resiliente, facile da curare e altamente igienico. Linoleum: un identikit. Il linoleum è un materiale totalmente amico dell’ambiente: la sua ecosostenibilità è dovuta alla sua composizione in materie prime naturali quali resina, sughero, tuta, olio di semi di lino. Si tratta di un rivestimento resiliente ed elastico, piuttosto sottile, facilmente lavorabile e lavabile, nonché isolante ed impermeabile. È inoltre totalmente riciclabile, dura a lungo ed ha proprietà antiscivolo, che lo rendono anche piuttosto sicuro in caso di bambini ed anziani. Quest’ultima caratteristica giustifica chiaramente il suo ampio utilizzo, nel corso dei decenni, in edifici pubblici come ospedali, scuole, palestre, aeroporti, biblioteche, cinema. Come detto sopra, attualmente il suo utilizzo si sta decisamente diffondendo anche in ambito privato, grazie alla sua versatilità e resistenza, nonché alla sua capacità di creare ambienti caldi, accoglienti, confortevoli. Via libera dunque al suo utilizzo in alberghi ed abitazioni, tenendo presente che scegliere il linoleum come rivestimento significa optare per una soluzione rapida ed efficiente. Un pavimento in linoleum può essere velocemente sovrapposto ad una pavimentazione preesistente oltre che disposto come supporto di nuova costruzione. Qualche svantaggio: tende a deformarsi nel tempo a causa di temperatura e sbalzi termici, nonché dell’umidità che può essere presente in ambienti come il bagno o la cucina; necessita davvero di una posa a regola d’arte, che eviti la formazione di sacche d’aria o umidità sotto la sua superficie, col rischio di compromettere l’ambiente circostante. Ricapitolando, un pavimento in linoleum è una soluzione economica, pratica ed ecologica, perfetta se il budget di ristrutturazione è contenuto. Basti pensare che il suo costo base di partenza si aggira sui 22 euro al mq, indecentemente dal taglio a piastrella o a rotolo. Una variazione di prezzo è prevista sulla base della tipologia e dello spessore. Come posare il linoleum. Il linoleum può essere posato a colla oppure a secco. Scegliere fra le due tipologie dipende molto dal tipo di ambiente circostante al pavimento: se l’esigenza primaria è l’igiene conviene optare per una posa a secco, che garantisce una pulizia più facile ed efficace, mentre per un piccolo ambiente senza esigenze particolari si può scegliere invece una posa a colla, perfetta in caso di un taglio del linoleum a piastrelle. La praticità di questo materiale si traduce nella possibilità di poterlo installare in autonomia, sebbene sia fondamentale fare molta attenzione ad evitare la formazione di sacche d’aria o di umidità, come detto sopra. È consigliabile, a questo proposito, aiutarsi con uno spazzolone per meglio stenderlo ed evitare corrugamenti. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress.

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress. Spesso si pensa di ristrutturare la propria casa autonomamente, senza sapere a quante complicazioni burocratiche si vada incontro. Noi di Ristrutturare Casa Italia vogliamo proporvi una breve guida, facile ed intuitiva, su quali sono le principali pratiche edilizie (e non solo) necessarie per le ristrutturazioni. Non sempre è necessaria una pratica edilizia per ristrutturare casa, anche se lo è nella maggior parte dei casi. Ci sono inoltre documenti collaterali che vanno allegati o comunque che potrebbero essere richiesti. Bisogna tenere presente che è una materia estremamente complessa dal punto di vista legale, regolamentata non solo a livello nazionale ma anche regionale e comunale. La casistica pertanto è davvero infinita, e quindi è sempre necessario rivolgersi a professionisti che esaminino il vostro caso e curino le migliori soluzioni per voi. Noi di Ristrutturare Casa Italia metteremo a vostra disposizione professionisti altamente qualificati, che sappiano guidarvi passo dopo passo. Perché le pratiche edilizie sono importanti? Presupposto obbligatorio per poter fruire delle detrazioni fiscali, è che la casa sia in regola. Lavori eseguiti senza pratica edilizia quando era necessaria, o con pratiche edilizie incomplete e/o sbagliate, non hanno diritto alle detrazioni fiscali, che possono essere revocate dall’Agenzia delle Entrate fino a cinque anni dopo quello di godimento, anche con la restituzione delle somme già godute. La burocrazia edilizia. Il riferimento legislativo italiano per tutto ciò che riguarda i procedimenti edilizi privati è il Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 380/2001. Questo testo normativo si riferisce a tutte le opere edilizie nel loro complesso, quindi sia ristrutturazioni che nuove costruzioni. I tipi di interventi edilizi possibili sono stati suddivisi, all’art. 3 del T.U.E. in sei categorie, sulla base del loro impatto sull’assetto edilizio complessivo: Manutenzione Ordinaria Manutenzione Straordinaria Restauro e Risanamento Conservativo Ristrutturazione Edilizia Nuova Costruzione  Ristrutturazione Urbanistica Le due categorie che interessano la maggioranza delle ristrutturazioni sono le prime due: manutenzione ordinaria e straordinaria. Mentre le ultime due riguardano interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, la terza e la quarta riguardano gli edifici vincolati, cioè una minima parte degli edifici costruiti. È importante poi tenere presente che i Piani Regolatori Comunali disciplinano le categorie di intervento applicabili ad un singolo edificio o una determinata parte del territorio. Sicuramente le prime due categorie di intervento sono sempre applicabili a tutti gli edifici esistenti, in quanto fondamentali per garantirne la funzionalità. Inoltre è bene ricordare che nessun intervento edilizio può essere effettuato su edifici che presentano abusi o difformità. Quali opere rientrano nella manutenzione ordinaria? Rientrano in questa categoria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. Si parla quindi di pavimenti, sanitari, porte, finestre, finiture varie, rivestimenti ecc. ma anche di controsoffitti, rifacimento di intonaci, condizionatori, pannelli fotovoltaici e riparazione degli impianti esistenti. Quali opere rientrano nella manutenzione straordinaria? Rientrano in questa categoria “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati, necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”. Si parla quindi di lavori edilizi ed impiantistici oppure di interventi rilevanti dal punto di vista urbanistico. Le pratiche edilizie. In caso di opere rientranti nella manutenzione ordinaria non è necessario presentare alcuna pratica edilizia, infatti si sta parlando di edilizia libera. Attenzione però: alcuni comuni possono comunque richiedere la presentazione di una comunicazione per determinati tipi di interventi rientranti nella manutenzione ordinaria Invece, in caso di opere rientranti nella manutenzione straordinaria, ma senza l’esecuzione di opere strutturali, la pratica edilizia da presentare è la CILA. In questo caso la manutenzione straordinaria si dice “leggera” ed è la classica tipologia di intervento della maggior parte delle ristrutturazioni. Per le opere rientranti nella manutenzione straordinaria ma che prevedono anche l’esecuzione lavori strutturali, la pratica edilizia da presentare è la SCIA. In questo caso si parla di manutenzione straordinaria “pesante”. La CILA. La sigla CILA sta per comunicazione di inizio lavori asseverata. Da ciò si evince che: è una comunicazione e non una richiesta di autorizzazione 2) deve essere asseverata: cioè ci deve essere qualcuno che, apponendo un timbro e una firma, certifichi che tutto quello dichiarato nella pratica edilizia è corretto. Questo qualcuno è obbligatoriamente un tecnico abilitato: architetto, ingegnere o geometra. In sintesi la pratica dovrà contenere: la comunicazione resa su un modello a firma del titolare di diritti sull’immobile (proprietario, usufruttuario, locatario, etc.);  l’asseverazione a firma del tecnico abilitato, anche questa resa su un modello;  una serie di allegati (documenti di identità di tutti i soggetti coinvolti, ricevuta di versamento dei diritti di segreteria – solitamente tra i 50 e i 300 euro -, gli elaborati progettuali – solitamente una relazione, una pianta dello stato di fatto ed una pianta del progetto). Può inoltre essere necessario allegare: piante con gli schemi impiantistici, stima dei rifiuti prodotti dalle demolizioni con relativo contratto di discarica per lo smaltimento, dichiarazione di affidamento di incarico al tecnico con sua dichiarazione di avvenuto pagamento, DURC dell’impresa con dichiarazione di contratto collettivo applicato, titolo di proprietà dell’immobile, planimetria e visura catastale. Resta ferma la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre obblighi

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Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio!

Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio! Rinnovare la propria casa in modo ecosostenibile è ancora più conveniente per te e per l’ambiente. Spesso non occorre sostituire completamente l’arredamento: basta dare nuova linfa a quello esistente. Se qualche mobile ormai non è più di vostro gusto e ha decisamente molti anni di vita, potrebbe essere la perfetta occasione per cimentarvi in una pratica antica ed affascinante, dai risultati sorprendenti. Stiamo parlando del decapaggio, una tecnica raffinata che è quasi un’arte e che potrebbe rivelarsi anche molto divertente da soli o in compagnia. Consiste nel rimuovere lo strato superficiale della vernice di un mobile per conferirgli un aspetto volutamente consumato e dare l’impressione che sia molto più antico. È una strategia che consente di ridare nuova vita a mobili che magari, per molti motivi, ci hanno stufato o sono danneggiati. A cosa serve? Il termine decapare deriva dal francese decapèr, che significa rimuovere la cappa, la copertura, e la tecnica ha origini molto antiche, rintracciabili alla metà del 1700 circa. Gli artigiani decapavano il legno per proteggerlo dai tarli, lavandolo prima con la soda e passando poi una mano di calce con cui disinfestarne pori e fessure. Oggi numerosi corsi di fai da te hanno permesso la riscoperta e diffusione di quest’arte manuale che permette di recuperare mobili antichi o semplicemente di renderli più affascinanti ed adatti a precise esigenze di gusto. È infatti sempre più diffuso il cosiddetto shabby chic, uno stile basato sull’utilizzo di un arredamento volutamente antichizzato, con l’utilizzo di vernici dalle tinte tenui, quasi sbiadite, che richiamano l’epoca vittoriana o addirittura rinascimentale. Sono oggetto di decapaggio non solo mobili vecchi, ma anche in legno grezzo: si può lavorare quindi anche su elementi di arredamento appena acquistati. La giusta tecnica. Per decapare un mobile occorre innanzitutto avere i giusti strumenti: occhiali, guanti protettivi, un pennello piatto, una spazzola metallica, della lana d’acciaio, meglio se a grana extra, stucco, carta vetrata, vernice acrilica chiara e scura. Per procedere è opportuno trovarsi all’aperto o in un locale ben ventilato, dal momento che si utilizzeranno vernici e si produrranno sostanze nocive come polveri sottili; è inoltre consigliabile dotarsi delle giuste protezioni, come una tuta, dei guanti, degli occhiali e una mascherina. Prese queste precauzioni, si può iniziare a decapare il proprio mobile: carteggiare con la carta vetrata per rimuovere accuratamente la vernice Stuccare le parti danneggiate e lasciare asciugare Spazzolare la superficie del legno con la spazzola metallica, in modo da creare piccoli solchi che faciliteranno la penetrazione della cera Impregnare la lana d’acciaio con la pasta di cera e spalmarla sul legno Lasciare asciugare per circa 30 minuti Usare di nuovo la lana d’acciaio, immersa questa volta nella cera più scura, per rimuovere la cera chiara ed ottenere l’effetto desiderato Lucidare il mobile secondo il proprio gusto Tipologie e manutenzione. La manutenzione di un mobile decapato non richiede altro che la rimozione della polvere in eccesso ed un panno imbevuto di cera chiara per mobili. Le tipologie di questa tecnica invece sono molte: shabby chic, per una casa elegante e raffinata, shabby french per richiamare atmosfere francesi di fine Ottocento, shabby total white se gli arredi saranno totalmente bianchi, country chic per un effetto rustico ma elegante, rustic worn per un rustico vissuto. È possibile decapare moltissimi mobili diversi: poltrone, sedie, sgabelli, tavoli di qualunque forma e dimensione, divani, specchiere, armadi, madie, mensole, cassettiere. Potrete davvero dare sfogo alla vostra creatività! Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Calore e comfort con il grès effetto legno.

Calore e comfort con il grès effetto legno. Il grès porcellanato effetto legno è una scelta sicuramente innovativa, perché si parla di un tipo di ceramica compatta, lavorata fino a raggiungere un alto grado di durezza e resistenza ad agenti chimici ed atmosferici, nonché a sollecitazioni meccaniche come graffi, abrasioni, flessioni, urti. Il grès effetto legno è inoltre impermeabile ai liquidi, ma senza l’utilizzo di impermeabilizzanti chimici, vernici o resine, cosa che lo rende un materiale molto più salubre rispetto ad alternative simili. Quante sensazioni può dare un pavimento sotto i nostri piedi? Infinite. Calore, sicurezza, comfort, pulizia, ricercatezza. Nel vasto panorama delle possibilità di rivestimento, il nostro showroom in questo articolo ve ne propone una che raduna tutte queste caratteristiche e non solo. Una caratteristica importante per qualunque pavimento è quella di essere il più possibile resistente al tempo ed all’usura: il grès porcellanato effetto legno sicuramente soddisfa queste esigenze, essendo un rivestimento ideale per qualunque zona della casa. Non assorbe odori e non rilascia sostanze nocive per l’uomo, non si usura nel tempo e resiste ad un elevato calpestio. È questa una scelta notevole anche da un punto di vista strettamente estetico: il calore armonioso del legno, elegante e raffinato, si combina ad una serie di vantaggi rispetto ad un’alternativa in vero legno o in altri materiali che lo imitano. Infatti non è solo economicamente più conveniente, ma anche più ecologico, dal momento che previene la deforestazione e predilige l’utilizzo di materiali di scarto (argille, sabbie e feldspati) che ne fondano la resistenza. La sua versatilità lo rende ottimo per gli interni come per gli esterni ed è possibile sbizzarrirsi con le molteplici possibilità cromatiche e di texture: spesso si scelgono colori chiari, perfetti da abbinare a decine di altre tonalità, per gli effetti più estrosi ed originali. Ma non sono da sottovalutare neppure le sue tonalità più scure, come ad esempio il marrone o il nero, che ben si prestano a contrasti piacevoli, sorprendenti, da valorizzare e bilanciare con l’illuminotecnica; così come può essere un’ottima alternativa il grigio, che in accostamento a tonalità più forti ed accese rimane neutro ma viene valorizzato al massimo. È un materiale facile da gestire nel tempo, non necessitando di tutte le cure specifiche di cui invece ha bisogno un pavimento in parquet, e per tenerlo pulito è sufficiente acqua ed un detergente specifico per pavimenti. È quindi un materiale jolly, adatto ai più diversi stili di arredamento: dai più classici ai più moderni, dal minimal ai più eccentrici, proponendo un’eleganza ed una semplicità durature, che non passano mai di moda. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Romanticismo e natura: lo stile provenzale.

Romanticismo e natura: lo stile provenzale. Chi è stato in Provenza almeno una volta nella vita, sicuramente subirà il fascino dello stile provenzale: quell’atmosfera tersa, lenta, poetica, che accompagna le campagne e le città del sud della Francia. Un’aura che rimane nel cuore e che sa ispirare, al punto da non riuscire a dimenticarla. Se desiderate portarla con voi, nella vostra casa, sappiate che è possibile! Ma andiamo con ordine: innanzitutto lo stile provenzale affonda le sue radici nel 1600, nella Versailles di Luigi XIV che ingaggiò i più prestigiosi artisti ed artigiani dell’epoca per renderla un’icona assoluta di lusso e stile. Gli influssi della capitale si diffusero presto anche in campagna, in particolare nel territorio provenzale. Ed ecco che rustiche case contadine cominciano ad impreziosirsi di influenze lussuose provenienti da Parigi, segnando per sempre la cifra distintiva dello stile provenzale. Oggi l’arredamento in stile provenzale si è ormai consolidato come uno dei più amati al mondo. Ricordando lo shabby chic e lo stile country francese, si presenta come un affascinante mix di comfort, raffinatezza ed un’elegante rusticità che lo rendono sofisticato e genuino allo stesso tempo. In particolare si differenzia dallo shabby chic sopra citato per l’atmosfera: qui infatti vige un mood più romantico, fatato, si azzardano di più tinte glicine, lilla, salvia, mentre nello shabby è preferito il candore del bianco e delle tinte neutre. Colori naturali, tinte pastello e tanta fantasia. I colori e la natura del sud della Francia splendono cristallizzati in questo genere di arredamento. Una vita semplice, en plen air, armoniosa e rilassata, sono la fonte di questa estetica così vivace ed accogliente. La delicatezza è il comune denominatore dei colori e dei materiali usati: la lavanda spicca su tutti, dal fiore così diffuso in Provenza, che ogni anno regala meravigliose ed abbondanti fioriture. Molto utilizzate anche tutte le altre tinte pastello (in particolare verde salvia ed azzurro) meglio se intrecciate con con varianti del bianco e dell’avorio, del blu e del giallo. Lo stile provenzale utilizza molto anche i tessuti: soprattutto lino e cotone leggero, da usare con tende, cuscini, divani, sofà, biancheria e trapunte. Le fantasie predilette sono invece quelle floreali. I materiali. Il legno è il principale materiale utilizzato in questo stile: si tratta però di legno recuperato e decapato a regola d’arte, ovvero sottoposto ad una tecnica che regale un aspetto antichizzato e vissuto. Un altro materiale ricorrente, che si ritrova in sedie, testiere o tavolini, è il ferro battuto, di solito laccato di bianco o avorio. Il gusto decorativo per far fiorire la tua casa. Fiori, fiori ed ancora fiori! I motivi floreali sono il cuore di questo stile, che vuole rendere tutto il respiro delle campagne provenzali, la vitalità e le piccole gioie di una vita rilassata, in armonia con la natura ed i suoi colori. Lavanda, salvia, ranuncoli, rose, margherite, gipsofila… è davvero vasto il panorama di possibilità da applicare a questo stile. Il risultato sarà sorprendente: un profumato abbraccio di accoglienza e comfort, rinforzato dall’utilizzo di candele, cuscini, tendaggi, tappeti, mazzi di fiori freschi, saponette profumate, cesti di pot-pourri in materiali naturali come il vimini, ma anche pentole in rame e porcellane sapientemente esposte. Come arredare in stile provenzale. Potrai ricreare comunque un ambiente provenzale utilizzando tutti i topic dello shabby chic, arricchendoli con: decorazioni che richiamano la provenza come quadretti naturalistici, magari con scritte in francese o simili. tende e tessuti nei toni pastello; fiori freschi o secchi come la lavanda, capace pure di regalare fragranze rasserenanti; rivestimenti non prettamente bianchi, ma anche polverosi come il rosa cipria, il verde pistacchio o il salvia, il crema, il grigio, ecc.; Lo stile provenzale è perfetto per arredare casa in campagna, ma pure nelle case al mare o di villeggiatura, dal momento che ispira leggerezza, primavera ed estate. Nelle case rustiche poi si ha la possibilità di sfruttare proprio l’architettura tipica, cornice ideale per questo genere d’arredo. Ed anche in questo caso può essere mitigato e personalizzato grazie all’intervento di un abile architetto. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Feng Shui: energia positiva per il tuo riposo.

Ristrutturare Casa | Ristrutturare Bagno

Feng Shui: energia positiva per il tuo riposo.

Il Feng Shui è una tecnica orientale che, attraverso l’arredamento e l’organizzazione architettonica degli spazi, genera positività e una serena energia in tutta la casa.

Un ambiente in particolare è in grado di beneficiare molto di questa pratica che si colloca a metà tra funzionalità e spiritualità: la camera da letto.

Una camera da letto è un rifugio sicuro in cui concentrarsi su di sé, sul riposo ed il relax lontano dagli stress quotidiani, un luogo di pace ed anche di sana meditazione. Come renderla ancora più accogliente e serena con il Feng Shue?

Simmetrie e libertà.

Una camera da letto libera ed ariosa è una camera da letto sana.  Occorre quindi evitare il più possibile di opprimere gli spazi con arredi superflui, che in qualche modo limitino la libera circolazione delle energie positive.

Via libera alla valorizzazione delle simmetrie, con scelte di arredo che rispecchino questo principio: due comodini uguali, due lampade uguali, due vasi uguali, eccetera.

I mobili.

Linee semplici e mobili bassi: questi gli ingredienti principali del Feng Shui, che permetteranno di realizzare un ambiente leggero ed armonico.

I letti bassi realizzati in materiali come il legno, in colori chiari e neutri, disposti lontani da porte e finestre, garantiranno un riposo rigenerante.

I colori.

Via libera a tonalità chiare, neutre, riposanti, come il bianco, il beige, il panna, l’azzurro, il rosa, il verde, il violetto e tutte le nuance pastello. Contribuiscono a far percepire la stanza come un luogo accogliente e di benessere, simile alla natura.

Anche i rivestimenti sono molto importanti in questo senso: legno, piastrelle, cotto nei toni della terra trasmetteranno un senso di stabilità, genuino contatto con le proprie radici interiori, pace. Nelle nostre follie natalizie, presso il nostro Real Showroom, troverete moltissime soluzoni adatte, a prezzi scontatissimi.

Elementi da evitare.

Nella camera da letto vanno evitati tutti quegli elementi che in qualche modo siano fonte di stress, senso di pericolo o che minino a vario titolo il senso di pace e serenità: no a specchi (perlomeno a vista) e dispositivi elettronici.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa. Se siete persone originali, estrose, con un gran voglia di raccontare la vostra unicità anche attraverso gli spazi della vostra casa, lo stile boho chic fa decisamente per voi! Il nome di questo stile deriva dall’unione del termine bohemian, che richiama lo stile di vita di intellettuali ed artisti del XIX secolo, la parola francese chic, sinonimo di eleganza. Nasce agli inizi del 2000, come nuova tendenza nel settore della moda destinata a raggiungere presto anche quello dell’interior design. Lo stile boho chic è un piccolo universo di citazioni e suggestioni: far west, movimento hippy, stile etnico e quello nordico. Unisce tratti più minimali ad altri decisamente ricchi ed estrosi: la parola chiave è originalità, ed infatti si compone di molti pezzi unici, al punto che ogni casa acquisisce inevitabilmente una propria personalità spiccata e totalmente diversa da ogni altra. Tra innovazione e tradizione. Il fascino del boho chic è dato proprio dall’essere un originale mix tra ciò che è moderno e nuovo e ciò che invece è vintage. Ogni spazio così si anima di ricordi, aneddoti e storie da raccontare legate alla vita degli abitanti della casa. Nessuna casa in stile boho chic assomiglia ad un’altra perché tutte le persone sono uniche nel loro vissuto. Eppure, alcuni elementi di questo stile possono essere riconoscibili. Avete presente il Coachella Music Festival, che si svolge in California annualmente? Bene, l’atmosfera che si respira e soprattutto la mise dei partecipanti e del pubblico sono perfettamente in stile boho chic. Colori sgargianti ma anche al contrario chiari e candidi, stoffe per lo più naturali, richiami hippie, un’eccentricità che punta ad un’armonia ed una serenità senza tempo. L’arte di riciclare. Un’ altra caratteristica importante dello stile boho chic è la sua sostenibilità: gran parte dei suoi elementi si ottengono donando nuova vita e funzionalità ad oggetti ed arredi del passato. Questa operazione non è solo “etica” ma anche molto affascinante e, in un certo senso, artistica: bisogna diventare maestri nella ricerca di vecchi cimeli e tesori, facendo rivivere i ricordi più preziosi. Ci vuole pazienza e creatività: una casa boho chic è in continua trasformazione. Gli elementi dello stile boho chic. In particolare l’arredamento boho chic prevede l’utilizzo di: accessori ed arredi dal sapore etnico; mobili per lo più in legno grezzo o in arte povera; filati naturali come il cotone, il lino, stoffe ricamate finemente, tessuti San Gallo, ecc.; piante e fiori anche esotici, veri o artificiali come i kokedama; arredi e complementi di classe, anche moderni, magari trattati con colori luminosi come l’oro e l’argento; dettagli colorati, accessori stravaganti, decorazioni anche mistiche o dal mood spirituale o religioso come cuori votivi, crocifissi, santini, ecc. Lo stile boho chic è davvero particolare e richiama molto quelle case coloniali di un tempo, ricche per qualità dei mobili, rasserenanti, vivaci ma allo stesso tempo composte. Questo genere mixa dettagli ed arredi di terre lontane con il gusto europeo e grazie all’abilità di un progettista si potrà portare questa atmosfera anche nelle case urbane di oggi. Molto utilizzate nell’arredamento in stile boho chic sono le lanterne orientali, i pouf multicolore etnici sia provenienti da isole lontane sia realizzati in Italia. Immancabili sono poi complementi d’arredo iconici che donano maggiore modernità agli ambienti: tappeti, quadri e stampe, specchi, poltrone in vimini o midollino, ma anche sedute da appendere al soffitto. Tutto però deve essere di gran classe: questa è la sostanziale differenza tra boho ed il più comune etnico. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento!

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento! Il pavimento è una delle componenti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa. Scegliere il materiale più adatto potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto: a giorno d’oggi i materiali disponibili sono sempre di più. Se quelli di ultima generazione offrono vantaggi innovativi, anche quelli più tradizionali possono riservare delle sorprese e diventare delle nuove tendenze. Uno di questi è proprio il linoleum, uno dei materiali ormai più in voga del momento. Uno dei suoi più grandi pregi è la sostenibilità e la capacità di adattarsi a molti stili ed ambienti differenti. Inventato in Scozia negli anni ’60, viene oggi utilizzato per edifici pubblici e privati, per ambienti esterni, interni e per capannoni industriali. Degno di nota è l’incremento del suo utilizzo proprio in ambito privato: resiliente, facile da curare e altamente igienico. Linoleum: un identikit. Il linoleum è un materiale totalmente amico dell’ambiente: la sua ecosostenibilità è dovuta alla sua composizione in materie prime naturali quali resina, sughero, tuta, olio di semi di lino. Si tratta di un rivestimento resiliente ed elastico, piuttosto sottile, facilmente lavorabile e lavabile, nonché isolante ed impermeabile. È inoltre totalmente riciclabile, dura a lungo ed ha proprietà antiscivolo, che lo rendono anche piuttosto sicuro in caso di bambini ed anziani. Quest’ultima caratteristica giustifica chiaramente il suo ampio utilizzo, nel corso dei decenni, in edifici pubblici come ospedali, scuole, palestre, aeroporti, biblioteche, cinema. Come detto sopra, attualmente il suo utilizzo si sta decisamente diffondendo anche in ambito privato, grazie alla sua versatilità e resistenza, nonché alla sua capacità di creare ambienti caldi, accoglienti, confortevoli. Via libera dunque al suo utilizzo in alberghi ed abitazioni, tenendo presente che scegliere il linoleum come rivestimento significa optare per una soluzione rapida ed efficiente. Un pavimento in linoleum può essere velocemente sovrapposto ad una pavimentazione preesistente oltre che disposto come supporto di nuova costruzione. Qualche svantaggio: tende a deformarsi nel tempo a causa di temperatura e sbalzi termici, nonché dell’umidità che può essere presente in ambienti come il bagno o la cucina; necessita davvero di una posa a regola d’arte, che eviti la formazione di sacche d’aria o umidità sotto la sua superficie, col rischio di compromettere l’ambiente circostante. Ricapitolando, un pavimento in linoleum è una soluzione economica, pratica ed ecologica, perfetta se il budget di ristrutturazione è contenuto. Basti pensare che il suo costo base di partenza si aggira sui 22 euro al mq, indecentemente dal taglio a piastrella o a rotolo. Una variazione di prezzo è prevista sulla base della tipologia e dello spessore. Come posare il linoleum. Il linoleum può essere posato a colla oppure a secco. Scegliere fra le due tipologie dipende molto dal tipo di ambiente circostante al pavimento: se l’esigenza primaria è l’igiene conviene optare per una posa a secco, che garantisce una pulizia più facile ed efficace, mentre per un piccolo ambiente senza esigenze particolari si può scegliere invece una posa a colla, perfetta in caso di un taglio del linoleum a piastrelle. La praticità di questo materiale si traduce nella possibilità di poterlo installare in autonomia, sebbene sia fondamentale fare molta attenzione ad evitare la formazione di sacche d’aria o di umidità, come detto sopra. È consigliabile, a questo proposito, aiutarsi con uno spazzolone per meglio stenderlo ed evitare corrugamenti. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress.

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress. Spesso si pensa di ristrutturare la propria casa autonomamente, senza sapere a quante complicazioni burocratiche si vada incontro. Noi di Ristrutturare Casa Italia vogliamo proporvi una breve guida, facile ed intuitiva, su quali sono le principali pratiche edilizie (e non solo) necessarie per le ristrutturazioni. Non sempre è necessaria una pratica edilizia per ristrutturare casa, anche se lo è nella maggior parte dei casi. Ci sono inoltre documenti collaterali che vanno allegati o comunque che potrebbero essere richiesti. Bisogna tenere presente che è una materia estremamente complessa dal punto di vista legale, regolamentata non solo a livello nazionale ma anche regionale e comunale. La casistica pertanto è davvero infinita, e quindi è sempre necessario rivolgersi a professionisti che esaminino il vostro caso e curino le migliori soluzioni per voi. Noi di Ristrutturare Casa Italia metteremo a vostra disposizione professionisti altamente qualificati, che sappiano guidarvi passo dopo passo. Perché le pratiche edilizie sono importanti? Presupposto obbligatorio per poter fruire delle detrazioni fiscali, è che la casa sia in regola. Lavori eseguiti senza pratica edilizia quando era necessaria, o con pratiche edilizie incomplete e/o sbagliate, non hanno diritto alle detrazioni fiscali, che possono essere revocate dall’Agenzia delle Entrate fino a cinque anni dopo quello di godimento, anche con la restituzione delle somme già godute. La burocrazia edilizia. Il riferimento legislativo italiano per tutto ciò che riguarda i procedimenti edilizi privati è il Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 380/2001. Questo testo normativo si riferisce a tutte le opere edilizie nel loro complesso, quindi sia ristrutturazioni che nuove costruzioni. I tipi di interventi edilizi possibili sono stati suddivisi, all’art. 3 del T.U.E. in sei categorie, sulla base del loro impatto sull’assetto edilizio complessivo: Manutenzione Ordinaria Manutenzione Straordinaria Restauro e Risanamento Conservativo Ristrutturazione Edilizia Nuova Costruzione  Ristrutturazione Urbanistica Le due categorie che interessano la maggioranza delle ristrutturazioni sono le prime due: manutenzione ordinaria e straordinaria. Mentre le ultime due riguardano interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, la terza e la quarta riguardano gli edifici vincolati, cioè una minima parte degli edifici costruiti. È importante poi tenere presente che i Piani Regolatori Comunali disciplinano le categorie di intervento applicabili ad un singolo edificio o una determinata parte del territorio. Sicuramente le prime due categorie di intervento sono sempre applicabili a tutti gli edifici esistenti, in quanto fondamentali per garantirne la funzionalità. Inoltre è bene ricordare che nessun intervento edilizio può essere effettuato su edifici che presentano abusi o difformità. Quali opere rientrano nella manutenzione ordinaria? Rientrano in questa categoria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. Si parla quindi di pavimenti, sanitari, porte, finestre, finiture varie, rivestimenti ecc. ma anche di controsoffitti, rifacimento di intonaci, condizionatori, pannelli fotovoltaici e riparazione degli impianti esistenti. Quali opere rientrano nella manutenzione straordinaria? Rientrano in questa categoria “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati, necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”. Si parla quindi di lavori edilizi ed impiantistici oppure di interventi rilevanti dal punto di vista urbanistico. Le pratiche edilizie. In caso di opere rientranti nella manutenzione ordinaria non è necessario presentare alcuna pratica edilizia, infatti si sta parlando di edilizia libera. Attenzione però: alcuni comuni possono comunque richiedere la presentazione di una comunicazione per determinati tipi di interventi rientranti nella manutenzione ordinaria Invece, in caso di opere rientranti nella manutenzione straordinaria, ma senza l’esecuzione di opere strutturali, la pratica edilizia da presentare è la CILA. In questo caso la manutenzione straordinaria si dice “leggera” ed è la classica tipologia di intervento della maggior parte delle ristrutturazioni. Per le opere rientranti nella manutenzione straordinaria ma che prevedono anche l’esecuzione lavori strutturali, la pratica edilizia da presentare è la SCIA. In questo caso si parla di manutenzione straordinaria “pesante”. La CILA. La sigla CILA sta per comunicazione di inizio lavori asseverata. Da ciò si evince che: è una comunicazione e non una richiesta di autorizzazione 2) deve essere asseverata: cioè ci deve essere qualcuno che, apponendo un timbro e una firma, certifichi che tutto quello dichiarato nella pratica edilizia è corretto. Questo qualcuno è obbligatoriamente un tecnico abilitato: architetto, ingegnere o geometra. In sintesi la pratica dovrà contenere: la comunicazione resa su un modello a firma del titolare di diritti sull’immobile (proprietario, usufruttuario, locatario, etc.);  l’asseverazione a firma del tecnico abilitato, anche questa resa su un modello;  una serie di allegati (documenti di identità di tutti i soggetti coinvolti, ricevuta di versamento dei diritti di segreteria – solitamente tra i 50 e i 300 euro -, gli elaborati progettuali – solitamente una relazione, una pianta dello stato di fatto ed una pianta del progetto). Può inoltre essere necessario allegare: piante con gli schemi impiantistici, stima dei rifiuti prodotti dalle demolizioni con relativo contratto di discarica per lo smaltimento, dichiarazione di affidamento di incarico al tecnico con sua dichiarazione di avvenuto pagamento, DURC dell’impresa con dichiarazione di contratto collettivo applicato, titolo di proprietà dell’immobile, planimetria e visura catastale. Resta ferma la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre obblighi

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Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio!

Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio! Rinnovare la propria casa in modo ecosostenibile è ancora più conveniente per te e per l’ambiente. Spesso non occorre sostituire completamente l’arredamento: basta dare nuova linfa a quello esistente. Se qualche mobile ormai non è più di vostro gusto e ha decisamente molti anni di vita, potrebbe essere la perfetta occasione per cimentarvi in una pratica antica ed affascinante, dai risultati sorprendenti. Stiamo parlando del decapaggio, una tecnica raffinata che è quasi un’arte e che potrebbe rivelarsi anche molto divertente da soli o in compagnia. Consiste nel rimuovere lo strato superficiale della vernice di un mobile per conferirgli un aspetto volutamente consumato e dare l’impressione che sia molto più antico. È una strategia che consente di ridare nuova vita a mobili che magari, per molti motivi, ci hanno stufato o sono danneggiati. A cosa serve? Il termine decapare deriva dal francese decapèr, che significa rimuovere la cappa, la copertura, e la tecnica ha origini molto antiche, rintracciabili alla metà del 1700 circa. Gli artigiani decapavano il legno per proteggerlo dai tarli, lavandolo prima con la soda e passando poi una mano di calce con cui disinfestarne pori e fessure. Oggi numerosi corsi di fai da te hanno permesso la riscoperta e diffusione di quest’arte manuale che permette di recuperare mobili antichi o semplicemente di renderli più affascinanti ed adatti a precise esigenze di gusto. È infatti sempre più diffuso il cosiddetto shabby chic, uno stile basato sull’utilizzo di un arredamento volutamente antichizzato, con l’utilizzo di vernici dalle tinte tenui, quasi sbiadite, che richiamano l’epoca vittoriana o addirittura rinascimentale. Sono oggetto di decapaggio non solo mobili vecchi, ma anche in legno grezzo: si può lavorare quindi anche su elementi di arredamento appena acquistati. La giusta tecnica. Per decapare un mobile occorre innanzitutto avere i giusti strumenti: occhiali, guanti protettivi, un pennello piatto, una spazzola metallica, della lana d’acciaio, meglio se a grana extra, stucco, carta vetrata, vernice acrilica chiara e scura. Per procedere è opportuno trovarsi all’aperto o in un locale ben ventilato, dal momento che si utilizzeranno vernici e si produrranno sostanze nocive come polveri sottili; è inoltre consigliabile dotarsi delle giuste protezioni, come una tuta, dei guanti, degli occhiali e una mascherina. Prese queste precauzioni, si può iniziare a decapare il proprio mobile: carteggiare con la carta vetrata per rimuovere accuratamente la vernice Stuccare le parti danneggiate e lasciare asciugare Spazzolare la superficie del legno con la spazzola metallica, in modo da creare piccoli solchi che faciliteranno la penetrazione della cera Impregnare la lana d’acciaio con la pasta di cera e spalmarla sul legno Lasciare asciugare per circa 30 minuti Usare di nuovo la lana d’acciaio, immersa questa volta nella cera più scura, per rimuovere la cera chiara ed ottenere l’effetto desiderato Lucidare il mobile secondo il proprio gusto Tipologie e manutenzione. La manutenzione di un mobile decapato non richiede altro che la rimozione della polvere in eccesso ed un panno imbevuto di cera chiara per mobili. Le tipologie di questa tecnica invece sono molte: shabby chic, per una casa elegante e raffinata, shabby french per richiamare atmosfere francesi di fine Ottocento, shabby total white se gli arredi saranno totalmente bianchi, country chic per un effetto rustico ma elegante, rustic worn per un rustico vissuto. È possibile decapare moltissimi mobili diversi: poltrone, sedie, sgabelli, tavoli di qualunque forma e dimensione, divani, specchiere, armadi, madie, mensole, cassettiere. Potrete davvero dare sfogo alla vostra creatività! Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Calore e comfort con il grès effetto legno.

Calore e comfort con il grès effetto legno. Il grès porcellanato effetto legno è una scelta sicuramente innovativa, perché si parla di un tipo di ceramica compatta, lavorata fino a raggiungere un alto grado di durezza e resistenza ad agenti chimici ed atmosferici, nonché a sollecitazioni meccaniche come graffi, abrasioni, flessioni, urti. Il grès effetto legno è inoltre impermeabile ai liquidi, ma senza l’utilizzo di impermeabilizzanti chimici, vernici o resine, cosa che lo rende un materiale molto più salubre rispetto ad alternative simili. Quante sensazioni può dare un pavimento sotto i nostri piedi? Infinite. Calore, sicurezza, comfort, pulizia, ricercatezza. Nel vasto panorama delle possibilità di rivestimento, il nostro showroom in questo articolo ve ne propone una che raduna tutte queste caratteristiche e non solo. Una caratteristica importante per qualunque pavimento è quella di essere il più possibile resistente al tempo ed all’usura: il grès porcellanato effetto legno sicuramente soddisfa queste esigenze, essendo un rivestimento ideale per qualunque zona della casa. Non assorbe odori e non rilascia sostanze nocive per l’uomo, non si usura nel tempo e resiste ad un elevato calpestio. È questa una scelta notevole anche da un punto di vista strettamente estetico: il calore armonioso del legno, elegante e raffinato, si combina ad una serie di vantaggi rispetto ad un’alternativa in vero legno o in altri materiali che lo imitano. Infatti non è solo economicamente più conveniente, ma anche più ecologico, dal momento che previene la deforestazione e predilige l’utilizzo di materiali di scarto (argille, sabbie e feldspati) che ne fondano la resistenza. La sua versatilità lo rende ottimo per gli interni come per gli esterni ed è possibile sbizzarrirsi con le molteplici possibilità cromatiche e di texture: spesso si scelgono colori chiari, perfetti da abbinare a decine di altre tonalità, per gli effetti più estrosi ed originali. Ma non sono da sottovalutare neppure le sue tonalità più scure, come ad esempio il marrone o il nero, che ben si prestano a contrasti piacevoli, sorprendenti, da valorizzare e bilanciare con l’illuminotecnica; così come può essere un’ottima alternativa il grigio, che in accostamento a tonalità più forti ed accese rimane neutro ma viene valorizzato al massimo. È un materiale facile da gestire nel tempo, non necessitando di tutte le cure specifiche di cui invece ha bisogno un pavimento in parquet, e per tenerlo pulito è sufficiente acqua ed un detergente specifico per pavimenti. È quindi un materiale jolly, adatto ai più diversi stili di arredamento: dai più classici ai più moderni, dal minimal ai più eccentrici, proponendo un’eleganza ed una semplicità durature, che non passano mai di moda. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Romanticismo e natura: lo stile provenzale.

Romanticismo e natura: lo stile provenzale. Chi è stato in Provenza almeno una volta nella vita, sicuramente subirà il fascino dello stile provenzale: quell’atmosfera tersa, lenta, poetica, che accompagna le campagne e le città del sud della Francia. Un’aura che rimane nel cuore e che sa ispirare, al punto da non riuscire a dimenticarla. Se desiderate portarla con voi, nella vostra casa, sappiate che è possibile! Ma andiamo con ordine: innanzitutto lo stile provenzale affonda le sue radici nel 1600, nella Versailles di Luigi XIV che ingaggiò i più prestigiosi artisti ed artigiani dell’epoca per renderla un’icona assoluta di lusso e stile. Gli influssi della capitale si diffusero presto anche in campagna, in particolare nel territorio provenzale. Ed ecco che rustiche case contadine cominciano ad impreziosirsi di influenze lussuose provenienti da Parigi, segnando per sempre la cifra distintiva dello stile provenzale. Oggi l’arredamento in stile provenzale si è ormai consolidato come uno dei più amati al mondo. Ricordando lo shabby chic e lo stile country francese, si presenta come un affascinante mix di comfort, raffinatezza ed un’elegante rusticità che lo rendono sofisticato e genuino allo stesso tempo. In particolare si differenzia dallo shabby chic sopra citato per l’atmosfera: qui infatti vige un mood più romantico, fatato, si azzardano di più tinte glicine, lilla, salvia, mentre nello shabby è preferito il candore del bianco e delle tinte neutre. Colori naturali, tinte pastello e tanta fantasia. I colori e la natura del sud della Francia splendono cristallizzati in questo genere di arredamento. Una vita semplice, en plen air, armoniosa e rilassata, sono la fonte di questa estetica così vivace ed accogliente. La delicatezza è il comune denominatore dei colori e dei materiali usati: la lavanda spicca su tutti, dal fiore così diffuso in Provenza, che ogni anno regala meravigliose ed abbondanti fioriture. Molto utilizzate anche tutte le altre tinte pastello (in particolare verde salvia ed azzurro) meglio se intrecciate con con varianti del bianco e dell’avorio, del blu e del giallo. Lo stile provenzale utilizza molto anche i tessuti: soprattutto lino e cotone leggero, da usare con tende, cuscini, divani, sofà, biancheria e trapunte. Le fantasie predilette sono invece quelle floreali. I materiali. Il legno è il principale materiale utilizzato in questo stile: si tratta però di legno recuperato e decapato a regola d’arte, ovvero sottoposto ad una tecnica che regale un aspetto antichizzato e vissuto. Un altro materiale ricorrente, che si ritrova in sedie, testiere o tavolini, è il ferro battuto, di solito laccato di bianco o avorio. Il gusto decorativo per far fiorire la tua casa. Fiori, fiori ed ancora fiori! I motivi floreali sono il cuore di questo stile, che vuole rendere tutto il respiro delle campagne provenzali, la vitalità e le piccole gioie di una vita rilassata, in armonia con la natura ed i suoi colori. Lavanda, salvia, ranuncoli, rose, margherite, gipsofila… è davvero vasto il panorama di possibilità da applicare a questo stile. Il risultato sarà sorprendente: un profumato abbraccio di accoglienza e comfort, rinforzato dall’utilizzo di candele, cuscini, tendaggi, tappeti, mazzi di fiori freschi, saponette profumate, cesti di pot-pourri in materiali naturali come il vimini, ma anche pentole in rame e porcellane sapientemente esposte. Come arredare in stile provenzale. Potrai ricreare comunque un ambiente provenzale utilizzando tutti i topic dello shabby chic, arricchendoli con: decorazioni che richiamano la provenza come quadretti naturalistici, magari con scritte in francese o simili. tende e tessuti nei toni pastello; fiori freschi o secchi come la lavanda, capace pure di regalare fragranze rasserenanti; rivestimenti non prettamente bianchi, ma anche polverosi come il rosa cipria, il verde pistacchio o il salvia, il crema, il grigio, ecc.; Lo stile provenzale è perfetto per arredare casa in campagna, ma pure nelle case al mare o di villeggiatura, dal momento che ispira leggerezza, primavera ed estate. Nelle case rustiche poi si ha la possibilità di sfruttare proprio l’architettura tipica, cornice ideale per questo genere d’arredo. Ed anche in questo caso può essere mitigato e personalizzato grazie all’intervento di un abile architetto. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Arredare un monolocale con stile e creatività.

Arredare un monolocale con stile e creatività.

Arredare un monolocale non è semplice: le metrature ridotte richiedono accorgimenti strategici per sfruttare al meglio gli spazi. Tuttavia non si tratta di una missione impossibile: con una giusta visione e conoscenza delle soluzioni migliori, è possibile renderlo una piccola gemma di comfort e stile!

Vivere in un ambiente ridotto è diventata ormai una realtà sempre più comune soprattutto nelle grandi città, dove i costi sono piuttosto alti.

Un interior designer professionista, tuttavia, saprà darvi consigli preziosi, che seguano le linee guida strategiche principali nell’arredare questi spazi.

I colori.

Il primo elemento da tenere in considerazione sono proprio i colori: per ottenere un effetto visivo di maggiore ampiezza ed ariosità, è importante scegliere colori e nuance chiare e luminose, evitando accuratamente quelli troppo scuri o vivaci. In un monolocale è sempre importante evitare ogni forma di pesantezza, prediligendo invece tutto quello che richiama una luminosità armoniosa. Per questo motivo è bene mettere a fuoco una palette di riferimento e poi utilizzarla coerentemente in tutte le scelte di arredo, con frequenti richiami.

Mobili e finiture.

Le migliori scelte di arredo per spazi ridotti, sono in linea con esigenze di comfort, ottimizzazione degli spazi e multifunzionalità.

Piani di lavoro ribaltabili, tavoli estendibili, divani letti, arredi nascosti da estrarre ed usare all’occorrenza, armadi e librerie che sfruttino il più possibile l’altezza, soppalchi per sfruttare la metratura in verticale, vani portaoggetti per salvaguardare gli spazi e tenere in ordine la casa, rendendola più vivibile.

Illuminazione.

In questo caso è importante giocare con le fonti di luce e gli effetti prospettici.

La strategia vincente è optare per un’illuminazione il più possibile diffusa, grazie a lampade da tavolo e da terra, applique, abat-jour e faretti.

Da evitare i lampadari unici, che tendono a concentrare l’illuminazione in singoli punti, lasciando in ombra altre zone e contribuendo a far percepire l’ambiente più ristretto.

Le fonti di luci diffuse e strategiche, invece, aiutano a modellare lo spazio con giochi prospettici che orientano l’attenzione dell’osservatore su zone e dettagli particolari, come elementi di design ed open space.

Organizzare ambienti multifunzionali.

È bene inoltre organizzare gli spazi con elementi divisori leggeri, sempre nei colori della nostra palette di riferimento, per creare zone di privacy o differenziazioni funzionali, ma sempre senza rompere l’effetto open space e la sua ariosità e naturale luminosità. Sono indicati a questo scopo strutture autoportanti che non occupino tutta l’altezza, mensole ad altezze variabili, porte scorrevoli o telai semitrasparenti.

Un altro accorgimento importante sono tende e tessuti, che danno un tocco di calore e personalità e con le loro nuance leggere o pattern ricchi di stile sanno esprimere al meglio creatività e fantasia, per creare un ambiente davvero originale. Da non dimenticare anche vetri e specchi! Contribuiscono a favorire  l’illuminazione naturale e i giochi prospettici in grado di valorizzare al massimo le dimensioni del vostro monolocale.

Un interior designer saprà indicarvi i punti strategici per posizionarli a questo scopo, meglio sulla lunghezza dello spazio scelto.

Vantaggi e strategie.

Un ambiente piccolo non equivale per forza a rinunce e sacrifici: i suoi punti di forza sono il risparmio energetico (tempi rapidi di riscaldamento e raffreddamento, bassi consumi di elettricità) ed una vivibilità pratica e a portata di mano.

Un monolocale può diventare un’autentica gemma di stile, basta saper pensare alle giuste strategie: oggetti di design di tendenza e dinamici, cementino, nicchie ed altri elementi in cartongesso per un tocco di sorprendente contemporaneità, carta da parati in piccole porzioni, decorazioni su mobili e soffitto.

Le parole d’ordine sono creatività e fantasia!

Boho chic: eleganza originale ed estrosa.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa. Se siete persone originali, estrose, con un gran voglia di raccontare la vostra unicità anche attraverso gli spazi della vostra casa, lo stile boho chic fa decisamente per voi! Il nome di questo stile deriva dall’unione del termine bohemian, che richiama lo stile di vita di intellettuali ed artisti del XIX secolo, la parola francese chic, sinonimo di eleganza. Nasce agli inizi del 2000, come nuova tendenza nel settore della moda destinata a raggiungere presto anche quello dell’interior design. Lo stile boho chic è un piccolo universo di citazioni e suggestioni: far west, movimento hippy, stile etnico e quello nordico. Unisce tratti più minimali ad altri decisamente ricchi ed estrosi: la parola chiave è originalità, ed infatti si compone di molti pezzi unici, al punto che ogni casa acquisisce inevitabilmente una propria personalità spiccata e totalmente diversa da ogni altra. Tra innovazione e tradizione. Il fascino del boho chic è dato proprio dall’essere un originale mix tra ciò che è moderno e nuovo e ciò che invece è vintage. Ogni spazio così si anima di ricordi, aneddoti e storie da raccontare legate alla vita degli abitanti della casa. Nessuna casa in stile boho chic assomiglia ad un’altra perché tutte le persone sono uniche nel loro vissuto. Eppure, alcuni elementi di questo stile possono essere riconoscibili. Avete presente il Coachella Music Festival, che si svolge in California annualmente? Bene, l’atmosfera che si respira e soprattutto la mise dei partecipanti e del pubblico sono perfettamente in stile boho chic. Colori sgargianti ma anche al contrario chiari e candidi, stoffe per lo più naturali, richiami hippie, un’eccentricità che punta ad un’armonia ed una serenità senza tempo. L’arte di riciclare. Un’ altra caratteristica importante dello stile boho chic è la sua sostenibilità: gran parte dei suoi elementi si ottengono donando nuova vita e funzionalità ad oggetti ed arredi del passato. Questa operazione non è solo “etica” ma anche molto affascinante e, in un certo senso, artistica: bisogna diventare maestri nella ricerca di vecchi cimeli e tesori, facendo rivivere i ricordi più preziosi. Ci vuole pazienza e creatività: una casa boho chic è in continua trasformazione. Gli elementi dello stile boho chic. In particolare l’arredamento boho chic prevede l’utilizzo di: accessori ed arredi dal sapore etnico; mobili per lo più in legno grezzo o in arte povera; filati naturali come il cotone, il lino, stoffe ricamate finemente, tessuti San Gallo, ecc.; piante e fiori anche esotici, veri o artificiali come i kokedama; arredi e complementi di classe, anche moderni, magari trattati con colori luminosi come l’oro e l’argento; dettagli colorati, accessori stravaganti, decorazioni anche mistiche o dal mood spirituale o religioso come cuori votivi, crocifissi, santini, ecc. Lo stile boho chic è davvero particolare e richiama molto quelle case coloniali di un tempo, ricche per qualità dei mobili, rasserenanti, vivaci ma allo stesso tempo composte. Questo genere mixa dettagli ed arredi di terre lontane con il gusto europeo e grazie all’abilità di un progettista si potrà portare questa atmosfera anche nelle case urbane di oggi. Molto utilizzate nell’arredamento in stile boho chic sono le lanterne orientali, i pouf multicolore etnici sia provenienti da isole lontane sia realizzati in Italia. Immancabili sono poi complementi d’arredo iconici che donano maggiore modernità agli ambienti: tappeti, quadri e stampe, specchi, poltrone in vimini o midollino, ma anche sedute da appendere al soffitto. Tutto però deve essere di gran classe: questa è la sostanziale differenza tra boho ed il più comune etnico. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento!

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento! Il pavimento è una delle componenti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa. Scegliere il materiale più adatto potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto: a giorno d’oggi i materiali disponibili sono sempre di più. Se quelli di ultima generazione offrono vantaggi innovativi, anche quelli più tradizionali possono riservare delle sorprese e diventare delle nuove tendenze. Uno di questi è proprio il linoleum, uno dei materiali ormai più in voga del momento. Uno dei suoi più grandi pregi è la sostenibilità e la capacità di adattarsi a molti stili ed ambienti differenti. Inventato in Scozia negli anni ’60, viene oggi utilizzato per edifici pubblici e privati, per ambienti esterni, interni e per capannoni industriali. Degno di nota è l’incremento del suo utilizzo proprio in ambito privato: resiliente, facile da curare e altamente igienico. Linoleum: un identikit. Il linoleum è un materiale totalmente amico dell’ambiente: la sua ecosostenibilità è dovuta alla sua composizione in materie prime naturali quali resina, sughero, tuta, olio di semi di lino. Si tratta di un rivestimento resiliente ed elastico, piuttosto sottile, facilmente lavorabile e lavabile, nonché isolante ed impermeabile. È inoltre totalmente riciclabile, dura a lungo ed ha proprietà antiscivolo, che lo rendono anche piuttosto sicuro in caso di bambini ed anziani. Quest’ultima caratteristica giustifica chiaramente il suo ampio utilizzo, nel corso dei decenni, in edifici pubblici come ospedali, scuole, palestre, aeroporti, biblioteche, cinema. Come detto sopra, attualmente il suo utilizzo si sta decisamente diffondendo anche in ambito privato, grazie alla sua versatilità e resistenza, nonché alla sua capacità di creare ambienti caldi, accoglienti, confortevoli. Via libera dunque al suo utilizzo in alberghi ed abitazioni, tenendo presente che scegliere il linoleum come rivestimento significa optare per una soluzione rapida ed efficiente. Un pavimento in linoleum può essere velocemente sovrapposto ad una pavimentazione preesistente oltre che disposto come supporto di nuova costruzione. Qualche svantaggio: tende a deformarsi nel tempo a causa di temperatura e sbalzi termici, nonché dell’umidità che può essere presente in ambienti come il bagno o la cucina; necessita davvero di una posa a regola d’arte, che eviti la formazione di sacche d’aria o umidità sotto la sua superficie, col rischio di compromettere l’ambiente circostante. Ricapitolando, un pavimento in linoleum è una soluzione economica, pratica ed ecologica, perfetta se il budget di ristrutturazione è contenuto. Basti pensare che il suo costo base di partenza si aggira sui 22 euro al mq, indecentemente dal taglio a piastrella o a rotolo. Una variazione di prezzo è prevista sulla base della tipologia e dello spessore. Come posare il linoleum. Il linoleum può essere posato a colla oppure a secco. Scegliere fra le due tipologie dipende molto dal tipo di ambiente circostante al pavimento: se l’esigenza primaria è l’igiene conviene optare per una posa a secco, che garantisce una pulizia più facile ed efficace, mentre per un piccolo ambiente senza esigenze particolari si può scegliere invece una posa a colla, perfetta in caso di un taglio del linoleum a piastrelle. La praticità di questo materiale si traduce nella possibilità di poterlo installare in autonomia, sebbene sia fondamentale fare molta attenzione ad evitare la formazione di sacche d’aria o di umidità, come detto sopra. È consigliabile, a questo proposito, aiutarsi con uno spazzolone per meglio stenderlo ed evitare corrugamenti. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress.

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress. Spesso si pensa di ristrutturare la propria casa autonomamente, senza sapere a quante complicazioni burocratiche si vada incontro. Noi di Ristrutturare Casa Italia vogliamo proporvi una breve guida, facile ed intuitiva, su quali sono le principali pratiche edilizie (e non solo) necessarie per le ristrutturazioni. Non sempre è necessaria una pratica edilizia per ristrutturare casa, anche se lo è nella maggior parte dei casi. Ci sono inoltre documenti collaterali che vanno allegati o comunque che potrebbero essere richiesti. Bisogna tenere presente che è una materia estremamente complessa dal punto di vista legale, regolamentata non solo a livello nazionale ma anche regionale e comunale. La casistica pertanto è davvero infinita, e quindi è sempre necessario rivolgersi a professionisti che esaminino il vostro caso e curino le migliori soluzioni per voi. Noi di Ristrutturare Casa Italia metteremo a vostra disposizione professionisti altamente qualificati, che sappiano guidarvi passo dopo passo. Perché le pratiche edilizie sono importanti? Presupposto obbligatorio per poter fruire delle detrazioni fiscali, è che la casa sia in regola. Lavori eseguiti senza pratica edilizia quando era necessaria, o con pratiche edilizie incomplete e/o sbagliate, non hanno diritto alle detrazioni fiscali, che possono essere revocate dall’Agenzia delle Entrate fino a cinque anni dopo quello di godimento, anche con la restituzione delle somme già godute. La burocrazia edilizia. Il riferimento legislativo italiano per tutto ciò che riguarda i procedimenti edilizi privati è il Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 380/2001. Questo testo normativo si riferisce a tutte le opere edilizie nel loro complesso, quindi sia ristrutturazioni che nuove costruzioni. I tipi di interventi edilizi possibili sono stati suddivisi, all’art. 3 del T.U.E. in sei categorie, sulla base del loro impatto sull’assetto edilizio complessivo: Manutenzione Ordinaria Manutenzione Straordinaria Restauro e Risanamento Conservativo Ristrutturazione Edilizia Nuova Costruzione  Ristrutturazione Urbanistica Le due categorie che interessano la maggioranza delle ristrutturazioni sono le prime due: manutenzione ordinaria e straordinaria. Mentre le ultime due riguardano interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, la terza e la quarta riguardano gli edifici vincolati, cioè una minima parte degli edifici costruiti. È importante poi tenere presente che i Piani Regolatori Comunali disciplinano le categorie di intervento applicabili ad un singolo edificio o una determinata parte del territorio. Sicuramente le prime due categorie di intervento sono sempre applicabili a tutti gli edifici esistenti, in quanto fondamentali per garantirne la funzionalità. Inoltre è bene ricordare che nessun intervento edilizio può essere effettuato su edifici che presentano abusi o difformità. Quali opere rientrano nella manutenzione ordinaria? Rientrano in questa categoria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. Si parla quindi di pavimenti, sanitari, porte, finestre, finiture varie, rivestimenti ecc. ma anche di controsoffitti, rifacimento di intonaci, condizionatori, pannelli fotovoltaici e riparazione degli impianti esistenti. Quali opere rientrano nella manutenzione straordinaria? Rientrano in questa categoria “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati, necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”. Si parla quindi di lavori edilizi ed impiantistici oppure di interventi rilevanti dal punto di vista urbanistico. Le pratiche edilizie. In caso di opere rientranti nella manutenzione ordinaria non è necessario presentare alcuna pratica edilizia, infatti si sta parlando di edilizia libera. Attenzione però: alcuni comuni possono comunque richiedere la presentazione di una comunicazione per determinati tipi di interventi rientranti nella manutenzione ordinaria Invece, in caso di opere rientranti nella manutenzione straordinaria, ma senza l’esecuzione di opere strutturali, la pratica edilizia da presentare è la CILA. In questo caso la manutenzione straordinaria si dice “leggera” ed è la classica tipologia di intervento della maggior parte delle ristrutturazioni. Per le opere rientranti nella manutenzione straordinaria ma che prevedono anche l’esecuzione lavori strutturali, la pratica edilizia da presentare è la SCIA. In questo caso si parla di manutenzione straordinaria “pesante”. La CILA. La sigla CILA sta per comunicazione di inizio lavori asseverata. Da ciò si evince che: è una comunicazione e non una richiesta di autorizzazione 2) deve essere asseverata: cioè ci deve essere qualcuno che, apponendo un timbro e una firma, certifichi che tutto quello dichiarato nella pratica edilizia è corretto. Questo qualcuno è obbligatoriamente un tecnico abilitato: architetto, ingegnere o geometra. In sintesi la pratica dovrà contenere: la comunicazione resa su un modello a firma del titolare di diritti sull’immobile (proprietario, usufruttuario, locatario, etc.);  l’asseverazione a firma del tecnico abilitato, anche questa resa su un modello;  una serie di allegati (documenti di identità di tutti i soggetti coinvolti, ricevuta di versamento dei diritti di segreteria – solitamente tra i 50 e i 300 euro -, gli elaborati progettuali – solitamente una relazione, una pianta dello stato di fatto ed una pianta del progetto). Può inoltre essere necessario allegare: piante con gli schemi impiantistici, stima dei rifiuti prodotti dalle demolizioni con relativo contratto di discarica per lo smaltimento, dichiarazione di affidamento di incarico al tecnico con sua dichiarazione di avvenuto pagamento, DURC dell’impresa con dichiarazione di contratto collettivo applicato, titolo di proprietà dell’immobile, planimetria e visura catastale. Resta ferma la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre obblighi

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Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio!

Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio! Rinnovare la propria casa in modo ecosostenibile è ancora più conveniente per te e per l’ambiente. Spesso non occorre sostituire completamente l’arredamento: basta dare nuova linfa a quello esistente. Se qualche mobile ormai non è più di vostro gusto e ha decisamente molti anni di vita, potrebbe essere la perfetta occasione per cimentarvi in una pratica antica ed affascinante, dai risultati sorprendenti. Stiamo parlando del decapaggio, una tecnica raffinata che è quasi un’arte e che potrebbe rivelarsi anche molto divertente da soli o in compagnia. Consiste nel rimuovere lo strato superficiale della vernice di un mobile per conferirgli un aspetto volutamente consumato e dare l’impressione che sia molto più antico. È una strategia che consente di ridare nuova vita a mobili che magari, per molti motivi, ci hanno stufato o sono danneggiati. A cosa serve? Il termine decapare deriva dal francese decapèr, che significa rimuovere la cappa, la copertura, e la tecnica ha origini molto antiche, rintracciabili alla metà del 1700 circa. Gli artigiani decapavano il legno per proteggerlo dai tarli, lavandolo prima con la soda e passando poi una mano di calce con cui disinfestarne pori e fessure. Oggi numerosi corsi di fai da te hanno permesso la riscoperta e diffusione di quest’arte manuale che permette di recuperare mobili antichi o semplicemente di renderli più affascinanti ed adatti a precise esigenze di gusto. È infatti sempre più diffuso il cosiddetto shabby chic, uno stile basato sull’utilizzo di un arredamento volutamente antichizzato, con l’utilizzo di vernici dalle tinte tenui, quasi sbiadite, che richiamano l’epoca vittoriana o addirittura rinascimentale. Sono oggetto di decapaggio non solo mobili vecchi, ma anche in legno grezzo: si può lavorare quindi anche su elementi di arredamento appena acquistati. La giusta tecnica. Per decapare un mobile occorre innanzitutto avere i giusti strumenti: occhiali, guanti protettivi, un pennello piatto, una spazzola metallica, della lana d’acciaio, meglio se a grana extra, stucco, carta vetrata, vernice acrilica chiara e scura. Per procedere è opportuno trovarsi all’aperto o in un locale ben ventilato, dal momento che si utilizzeranno vernici e si produrranno sostanze nocive come polveri sottili; è inoltre consigliabile dotarsi delle giuste protezioni, come una tuta, dei guanti, degli occhiali e una mascherina. Prese queste precauzioni, si può iniziare a decapare il proprio mobile: carteggiare con la carta vetrata per rimuovere accuratamente la vernice Stuccare le parti danneggiate e lasciare asciugare Spazzolare la superficie del legno con la spazzola metallica, in modo da creare piccoli solchi che faciliteranno la penetrazione della cera Impregnare la lana d’acciaio con la pasta di cera e spalmarla sul legno Lasciare asciugare per circa 30 minuti Usare di nuovo la lana d’acciaio, immersa questa volta nella cera più scura, per rimuovere la cera chiara ed ottenere l’effetto desiderato Lucidare il mobile secondo il proprio gusto Tipologie e manutenzione. La manutenzione di un mobile decapato non richiede altro che la rimozione della polvere in eccesso ed un panno imbevuto di cera chiara per mobili. Le tipologie di questa tecnica invece sono molte: shabby chic, per una casa elegante e raffinata, shabby french per richiamare atmosfere francesi di fine Ottocento, shabby total white se gli arredi saranno totalmente bianchi, country chic per un effetto rustico ma elegante, rustic worn per un rustico vissuto. È possibile decapare moltissimi mobili diversi: poltrone, sedie, sgabelli, tavoli di qualunque forma e dimensione, divani, specchiere, armadi, madie, mensole, cassettiere. Potrete davvero dare sfogo alla vostra creatività! Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Calore e comfort con il grès effetto legno.

Calore e comfort con il grès effetto legno. Il grès porcellanato effetto legno è una scelta sicuramente innovativa, perché si parla di un tipo di ceramica compatta, lavorata fino a raggiungere un alto grado di durezza e resistenza ad agenti chimici ed atmosferici, nonché a sollecitazioni meccaniche come graffi, abrasioni, flessioni, urti. Il grès effetto legno è inoltre impermeabile ai liquidi, ma senza l’utilizzo di impermeabilizzanti chimici, vernici o resine, cosa che lo rende un materiale molto più salubre rispetto ad alternative simili. Quante sensazioni può dare un pavimento sotto i nostri piedi? Infinite. Calore, sicurezza, comfort, pulizia, ricercatezza. Nel vasto panorama delle possibilità di rivestimento, il nostro showroom in questo articolo ve ne propone una che raduna tutte queste caratteristiche e non solo. Una caratteristica importante per qualunque pavimento è quella di essere il più possibile resistente al tempo ed all’usura: il grès porcellanato effetto legno sicuramente soddisfa queste esigenze, essendo un rivestimento ideale per qualunque zona della casa. Non assorbe odori e non rilascia sostanze nocive per l’uomo, non si usura nel tempo e resiste ad un elevato calpestio. È questa una scelta notevole anche da un punto di vista strettamente estetico: il calore armonioso del legno, elegante e raffinato, si combina ad una serie di vantaggi rispetto ad un’alternativa in vero legno o in altri materiali che lo imitano. Infatti non è solo economicamente più conveniente, ma anche più ecologico, dal momento che previene la deforestazione e predilige l’utilizzo di materiali di scarto (argille, sabbie e feldspati) che ne fondano la resistenza. La sua versatilità lo rende ottimo per gli interni come per gli esterni ed è possibile sbizzarrirsi con le molteplici possibilità cromatiche e di texture: spesso si scelgono colori chiari, perfetti da abbinare a decine di altre tonalità, per gli effetti più estrosi ed originali. Ma non sono da sottovalutare neppure le sue tonalità più scure, come ad esempio il marrone o il nero, che ben si prestano a contrasti piacevoli, sorprendenti, da valorizzare e bilanciare con l’illuminotecnica; così come può essere un’ottima alternativa il grigio, che in accostamento a tonalità più forti ed accese rimane neutro ma viene valorizzato al massimo. È un materiale facile da gestire nel tempo, non necessitando di tutte le cure specifiche di cui invece ha bisogno un pavimento in parquet, e per tenerlo pulito è sufficiente acqua ed un detergente specifico per pavimenti. È quindi un materiale jolly, adatto ai più diversi stili di arredamento: dai più classici ai più moderni, dal minimal ai più eccentrici, proponendo un’eleganza ed una semplicità durature, che non passano mai di moda. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Romanticismo e natura: lo stile provenzale.

Romanticismo e natura: lo stile provenzale. Chi è stato in Provenza almeno una volta nella vita, sicuramente subirà il fascino dello stile provenzale: quell’atmosfera tersa, lenta, poetica, che accompagna le campagne e le città del sud della Francia. Un’aura che rimane nel cuore e che sa ispirare, al punto da non riuscire a dimenticarla. Se desiderate portarla con voi, nella vostra casa, sappiate che è possibile! Ma andiamo con ordine: innanzitutto lo stile provenzale affonda le sue radici nel 1600, nella Versailles di Luigi XIV che ingaggiò i più prestigiosi artisti ed artigiani dell’epoca per renderla un’icona assoluta di lusso e stile. Gli influssi della capitale si diffusero presto anche in campagna, in particolare nel territorio provenzale. Ed ecco che rustiche case contadine cominciano ad impreziosirsi di influenze lussuose provenienti da Parigi, segnando per sempre la cifra distintiva dello stile provenzale. Oggi l’arredamento in stile provenzale si è ormai consolidato come uno dei più amati al mondo. Ricordando lo shabby chic e lo stile country francese, si presenta come un affascinante mix di comfort, raffinatezza ed un’elegante rusticità che lo rendono sofisticato e genuino allo stesso tempo. In particolare si differenzia dallo shabby chic sopra citato per l’atmosfera: qui infatti vige un mood più romantico, fatato, si azzardano di più tinte glicine, lilla, salvia, mentre nello shabby è preferito il candore del bianco e delle tinte neutre. Colori naturali, tinte pastello e tanta fantasia. I colori e la natura del sud della Francia splendono cristallizzati in questo genere di arredamento. Una vita semplice, en plen air, armoniosa e rilassata, sono la fonte di questa estetica così vivace ed accogliente. La delicatezza è il comune denominatore dei colori e dei materiali usati: la lavanda spicca su tutti, dal fiore così diffuso in Provenza, che ogni anno regala meravigliose ed abbondanti fioriture. Molto utilizzate anche tutte le altre tinte pastello (in particolare verde salvia ed azzurro) meglio se intrecciate con con varianti del bianco e dell’avorio, del blu e del giallo. Lo stile provenzale utilizza molto anche i tessuti: soprattutto lino e cotone leggero, da usare con tende, cuscini, divani, sofà, biancheria e trapunte. Le fantasie predilette sono invece quelle floreali. I materiali. Il legno è il principale materiale utilizzato in questo stile: si tratta però di legno recuperato e decapato a regola d’arte, ovvero sottoposto ad una tecnica che regale un aspetto antichizzato e vissuto. Un altro materiale ricorrente, che si ritrova in sedie, testiere o tavolini, è il ferro battuto, di solito laccato di bianco o avorio. Il gusto decorativo per far fiorire la tua casa. Fiori, fiori ed ancora fiori! I motivi floreali sono il cuore di questo stile, che vuole rendere tutto il respiro delle campagne provenzali, la vitalità e le piccole gioie di una vita rilassata, in armonia con la natura ed i suoi colori. Lavanda, salvia, ranuncoli, rose, margherite, gipsofila… è davvero vasto il panorama di possibilità da applicare a questo stile. Il risultato sarà sorprendente: un profumato abbraccio di accoglienza e comfort, rinforzato dall’utilizzo di candele, cuscini, tendaggi, tappeti, mazzi di fiori freschi, saponette profumate, cesti di pot-pourri in materiali naturali come il vimini, ma anche pentole in rame e porcellane sapientemente esposte. Come arredare in stile provenzale. Potrai ricreare comunque un ambiente provenzale utilizzando tutti i topic dello shabby chic, arricchendoli con: decorazioni che richiamano la provenza come quadretti naturalistici, magari con scritte in francese o simili. tende e tessuti nei toni pastello; fiori freschi o secchi come la lavanda, capace pure di regalare fragranze rasserenanti; rivestimenti non prettamente bianchi, ma anche polverosi come il rosa cipria, il verde pistacchio o il salvia, il crema, il grigio, ecc.; Lo stile provenzale è perfetto per arredare casa in campagna, ma pure nelle case al mare o di villeggiatura, dal momento che ispira leggerezza, primavera ed estate. Nelle case rustiche poi si ha la possibilità di sfruttare proprio l’architettura tipica, cornice ideale per questo genere d’arredo. Ed anche in questo caso può essere mitigato e personalizzato grazie all’intervento di un abile architetto. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Lo stile inglese per la tua cucina.

Lo stile inglese per la tua cucina.

Quando si ristruttura la propria casa, uno degli aspetti più belli ma anche delicati è la scelta degli arredi. Ogni ambiente ha le sue necessità di spazio e le sue peculiarità sulla base di come andrà vissuto, per questo la cucina è forse una delle zone a cui prestare più attenzione.

Funzionalità, praticità, ma anche calore e stile: sono tutti elementi importanti per avere una cucina perfetta, ed armonizzarli non è semplice. Ci sono moltissime soluzioni possibili, materiali ed arredi che sembrano perfetti sui cataloghi ma che poi vanno calibrati sul tuo specifico spazio.

Fra le proposte dei nostri interiori designer c’è anche lo stile inglese: perfetto per chi ama il fascino british, quell’inconfondibile miscela di country ed eleganza, in grado di donare alla cucina un’aura raffinata ed accogliente.

Qui ci si riunisce per condividere i pasti ma anche per prepararli insieme, qui si nutre il corpo ed anche lo spirito: una cucina in stile inglese è una perfetta sintesi di praticità ed accoglienza, fascino dei dettagli e funzionalità.

Se nei dettagli questo stile ricorda indubbiamente il country ed anche lo stile rustico, l’impatto d’insieme è diverso e chiaramente british. Perfetto per una casa in campagna, ma anche per l’appartamento di chi ama le contaminazioni tra classico e moderno ed è affascinato da rivisitazioni contemporanee di classici vintage.

Materiali e colori.

Alla base di questo stile ci sono i colori chiari, come panna e beige, anche se il bianco è il colore che più spicca. Il materiale principalmente usato è il legno, che si presta benissimo a rivisitare gli elementi tradizionali con una freschezza tutta moderna; tuttavia non è raro anche il ferro battuto, perfetto per richiamare molti elementi antichi della storia britannica, e che è in grado di suggerire influenze Shabby, con effetti molto eleganti e gradevoli.

Gli arredi.

Ci sono alcuni elementi di arredo che sono tipici dello stile inglese: il bancone centrale, in una cucina bianca, che ricorda un’isola, ma viene usato in modo differente, sia come piano di lavoro e preparazione, sia come centro di condivisione e relax.

Le sedie in ferro battuto sono perfette per la zona pranzo, spesso riscaldate da cuscini che donano un tocco di accoglienza a tutto l’ambiente.

Un’altra particolarità di questo stile è l’incontro di spigoli e rotondità, una miscela di linee più squadrate che si armonizzano alla perfezione con morbide curve: piano cottura, cassetti, pensili, con elementi in oro che esaltano il bianco di base, trovano un perfetto connubio con le rotondità delle gambe di sedie e tavoli e della rubinetteria.

Le credenze sono un vero must tradizionale di questo stile, nelle quali esporre oggetti e stoviglie eleganti e preziosi, in ceramica magari decorata a mano.

Elementi decorativi.

Le decorazioni dello stile inglese sono volte soprattutto a rendere quell’effetto vissuto ed antico tipico di questo universo estetico. C’è molto spazio per l’originalità: ben vengano cimeli di famiglia, ninnoli e stoviglie eleganti in ceramica, pentole di rame ed orologi da parete. La parola chiave è “esporre”, quindi è fondamentale che tutti questi elementi siano ben in vista, contribuendo a creare un’atmosfera di accoglienza e dolcezza.

Come dimenticare poi il classico the delle 5? Ecco che set di tazze particolari, rigorosamente in porcellana, sono i benvenuti, sia come elemento decorativo che funzionale all’accoglienza degli ospiti.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa. Se siete persone originali, estrose, con un gran voglia di raccontare la vostra unicità anche attraverso gli spazi della vostra casa, lo stile boho chic fa decisamente per voi! Il nome di questo stile deriva dall’unione del termine bohemian, che richiama lo stile di vita di intellettuali ed artisti del XIX secolo, la parola francese chic, sinonimo di eleganza. Nasce agli inizi del 2000, come nuova tendenza nel settore della moda destinata a raggiungere presto anche quello dell’interior design. Lo stile boho chic è un piccolo universo di citazioni e suggestioni: far west, movimento hippy, stile etnico e quello nordico. Unisce tratti più minimali ad altri decisamente ricchi ed estrosi: la parola chiave è originalità, ed infatti si compone di molti pezzi unici, al punto che ogni casa acquisisce inevitabilmente una propria personalità spiccata e totalmente diversa da ogni altra. Tra innovazione e tradizione. Il fascino del boho chic è dato proprio dall’essere un originale mix tra ciò che è moderno e nuovo e ciò che invece è vintage. Ogni spazio così si anima di ricordi, aneddoti e storie da raccontare legate alla vita degli abitanti della casa. Nessuna casa in stile boho chic assomiglia ad un’altra perché tutte le persone sono uniche nel loro vissuto. Eppure, alcuni elementi di questo stile possono essere riconoscibili. Avete presente il Coachella Music Festival, che si svolge in California annualmente? Bene, l’atmosfera che si respira e soprattutto la mise dei partecipanti e del pubblico sono perfettamente in stile boho chic. Colori sgargianti ma anche al contrario chiari e candidi, stoffe per lo più naturali, richiami hippie, un’eccentricità che punta ad un’armonia ed una serenità senza tempo. L’arte di riciclare. Un’ altra caratteristica importante dello stile boho chic è la sua sostenibilità: gran parte dei suoi elementi si ottengono donando nuova vita e funzionalità ad oggetti ed arredi del passato. Questa operazione non è solo “etica” ma anche molto affascinante e, in un certo senso, artistica: bisogna diventare maestri nella ricerca di vecchi cimeli e tesori, facendo rivivere i ricordi più preziosi. Ci vuole pazienza e creatività: una casa boho chic è in continua trasformazione. Gli elementi dello stile boho chic. In particolare l’arredamento boho chic prevede l’utilizzo di: accessori ed arredi dal sapore etnico; mobili per lo più in legno grezzo o in arte povera; filati naturali come il cotone, il lino, stoffe ricamate finemente, tessuti San Gallo, ecc.; piante e fiori anche esotici, veri o artificiali come i kokedama; arredi e complementi di classe, anche moderni, magari trattati con colori luminosi come l’oro e l’argento; dettagli colorati, accessori stravaganti, decorazioni anche mistiche o dal mood spirituale o religioso come cuori votivi, crocifissi, santini, ecc. Lo stile boho chic è davvero particolare e richiama molto quelle case coloniali di un tempo, ricche per qualità dei mobili, rasserenanti, vivaci ma allo stesso tempo composte. Questo genere mixa dettagli ed arredi di terre lontane con il gusto europeo e grazie all’abilità di un progettista si potrà portare questa atmosfera anche nelle case urbane di oggi. Molto utilizzate nell’arredamento in stile boho chic sono le lanterne orientali, i pouf multicolore etnici sia provenienti da isole lontane sia realizzati in Italia. Immancabili sono poi complementi d’arredo iconici che donano maggiore modernità agli ambienti: tappeti, quadri e stampe, specchi, poltrone in vimini o midollino, ma anche sedute da appendere al soffitto. Tutto però deve essere di gran classe: questa è la sostanziale differenza tra boho ed il più comune etnico. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento!

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento! Il pavimento è una delle componenti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa. Scegliere il materiale più adatto potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto: a giorno d’oggi i materiali disponibili sono sempre di più. Se quelli di ultima generazione offrono vantaggi innovativi, anche quelli più tradizionali possono riservare delle sorprese e diventare delle nuove tendenze. Uno di questi è proprio il linoleum, uno dei materiali ormai più in voga del momento. Uno dei suoi più grandi pregi è la sostenibilità e la capacità di adattarsi a molti stili ed ambienti differenti. Inventato in Scozia negli anni ’60, viene oggi utilizzato per edifici pubblici e privati, per ambienti esterni, interni e per capannoni industriali. Degno di nota è l’incremento del suo utilizzo proprio in ambito privato: resiliente, facile da curare e altamente igienico. Linoleum: un identikit. Il linoleum è un materiale totalmente amico dell’ambiente: la sua ecosostenibilità è dovuta alla sua composizione in materie prime naturali quali resina, sughero, tuta, olio di semi di lino. Si tratta di un rivestimento resiliente ed elastico, piuttosto sottile, facilmente lavorabile e lavabile, nonché isolante ed impermeabile. È inoltre totalmente riciclabile, dura a lungo ed ha proprietà antiscivolo, che lo rendono anche piuttosto sicuro in caso di bambini ed anziani. Quest’ultima caratteristica giustifica chiaramente il suo ampio utilizzo, nel corso dei decenni, in edifici pubblici come ospedali, scuole, palestre, aeroporti, biblioteche, cinema. Come detto sopra, attualmente il suo utilizzo si sta decisamente diffondendo anche in ambito privato, grazie alla sua versatilità e resistenza, nonché alla sua capacità di creare ambienti caldi, accoglienti, confortevoli. Via libera dunque al suo utilizzo in alberghi ed abitazioni, tenendo presente che scegliere il linoleum come rivestimento significa optare per una soluzione rapida ed efficiente. Un pavimento in linoleum può essere velocemente sovrapposto ad una pavimentazione preesistente oltre che disposto come supporto di nuova costruzione. Qualche svantaggio: tende a deformarsi nel tempo a causa di temperatura e sbalzi termici, nonché dell’umidità che può essere presente in ambienti come il bagno o la cucina; necessita davvero di una posa a regola d’arte, che eviti la formazione di sacche d’aria o umidità sotto la sua superficie, col rischio di compromettere l’ambiente circostante. Ricapitolando, un pavimento in linoleum è una soluzione economica, pratica ed ecologica, perfetta se il budget di ristrutturazione è contenuto. Basti pensare che il suo costo base di partenza si aggira sui 22 euro al mq, indecentemente dal taglio a piastrella o a rotolo. Una variazione di prezzo è prevista sulla base della tipologia e dello spessore. Come posare il linoleum. Il linoleum può essere posato a colla oppure a secco. Scegliere fra le due tipologie dipende molto dal tipo di ambiente circostante al pavimento: se l’esigenza primaria è l’igiene conviene optare per una posa a secco, che garantisce una pulizia più facile ed efficace, mentre per un piccolo ambiente senza esigenze particolari si può scegliere invece una posa a colla, perfetta in caso di un taglio del linoleum a piastrelle. La praticità di questo materiale si traduce nella possibilità di poterlo installare in autonomia, sebbene sia fondamentale fare molta attenzione ad evitare la formazione di sacche d’aria o di umidità, come detto sopra. È consigliabile, a questo proposito, aiutarsi con uno spazzolone per meglio stenderlo ed evitare corrugamenti. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress.

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress. Spesso si pensa di ristrutturare la propria casa autonomamente, senza sapere a quante complicazioni burocratiche si vada incontro. Noi di Ristrutturare Casa Italia vogliamo proporvi una breve guida, facile ed intuitiva, su quali sono le principali pratiche edilizie (e non solo) necessarie per le ristrutturazioni. Non sempre è necessaria una pratica edilizia per ristrutturare casa, anche se lo è nella maggior parte dei casi. Ci sono inoltre documenti collaterali che vanno allegati o comunque che potrebbero essere richiesti. Bisogna tenere presente che è una materia estremamente complessa dal punto di vista legale, regolamentata non solo a livello nazionale ma anche regionale e comunale. La casistica pertanto è davvero infinita, e quindi è sempre necessario rivolgersi a professionisti che esaminino il vostro caso e curino le migliori soluzioni per voi. Noi di Ristrutturare Casa Italia metteremo a vostra disposizione professionisti altamente qualificati, che sappiano guidarvi passo dopo passo. Perché le pratiche edilizie sono importanti? Presupposto obbligatorio per poter fruire delle detrazioni fiscali, è che la casa sia in regola. Lavori eseguiti senza pratica edilizia quando era necessaria, o con pratiche edilizie incomplete e/o sbagliate, non hanno diritto alle detrazioni fiscali, che possono essere revocate dall’Agenzia delle Entrate fino a cinque anni dopo quello di godimento, anche con la restituzione delle somme già godute. La burocrazia edilizia. Il riferimento legislativo italiano per tutto ciò che riguarda i procedimenti edilizi privati è il Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 380/2001. Questo testo normativo si riferisce a tutte le opere edilizie nel loro complesso, quindi sia ristrutturazioni che nuove costruzioni. I tipi di interventi edilizi possibili sono stati suddivisi, all’art. 3 del T.U.E. in sei categorie, sulla base del loro impatto sull’assetto edilizio complessivo: Manutenzione Ordinaria Manutenzione Straordinaria Restauro e Risanamento Conservativo Ristrutturazione Edilizia Nuova Costruzione  Ristrutturazione Urbanistica Le due categorie che interessano la maggioranza delle ristrutturazioni sono le prime due: manutenzione ordinaria e straordinaria. Mentre le ultime due riguardano interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, la terza e la quarta riguardano gli edifici vincolati, cioè una minima parte degli edifici costruiti. È importante poi tenere presente che i Piani Regolatori Comunali disciplinano le categorie di intervento applicabili ad un singolo edificio o una determinata parte del territorio. Sicuramente le prime due categorie di intervento sono sempre applicabili a tutti gli edifici esistenti, in quanto fondamentali per garantirne la funzionalità. Inoltre è bene ricordare che nessun intervento edilizio può essere effettuato su edifici che presentano abusi o difformità. Quali opere rientrano nella manutenzione ordinaria? Rientrano in questa categoria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. Si parla quindi di pavimenti, sanitari, porte, finestre, finiture varie, rivestimenti ecc. ma anche di controsoffitti, rifacimento di intonaci, condizionatori, pannelli fotovoltaici e riparazione degli impianti esistenti. Quali opere rientrano nella manutenzione straordinaria? Rientrano in questa categoria “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati, necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”. Si parla quindi di lavori edilizi ed impiantistici oppure di interventi rilevanti dal punto di vista urbanistico. Le pratiche edilizie. In caso di opere rientranti nella manutenzione ordinaria non è necessario presentare alcuna pratica edilizia, infatti si sta parlando di edilizia libera. Attenzione però: alcuni comuni possono comunque richiedere la presentazione di una comunicazione per determinati tipi di interventi rientranti nella manutenzione ordinaria Invece, in caso di opere rientranti nella manutenzione straordinaria, ma senza l’esecuzione di opere strutturali, la pratica edilizia da presentare è la CILA. In questo caso la manutenzione straordinaria si dice “leggera” ed è la classica tipologia di intervento della maggior parte delle ristrutturazioni. Per le opere rientranti nella manutenzione straordinaria ma che prevedono anche l’esecuzione lavori strutturali, la pratica edilizia da presentare è la SCIA. In questo caso si parla di manutenzione straordinaria “pesante”. La CILA. La sigla CILA sta per comunicazione di inizio lavori asseverata. Da ciò si evince che: è una comunicazione e non una richiesta di autorizzazione 2) deve essere asseverata: cioè ci deve essere qualcuno che, apponendo un timbro e una firma, certifichi che tutto quello dichiarato nella pratica edilizia è corretto. Questo qualcuno è obbligatoriamente un tecnico abilitato: architetto, ingegnere o geometra. In sintesi la pratica dovrà contenere: la comunicazione resa su un modello a firma del titolare di diritti sull’immobile (proprietario, usufruttuario, locatario, etc.);  l’asseverazione a firma del tecnico abilitato, anche questa resa su un modello;  una serie di allegati (documenti di identità di tutti i soggetti coinvolti, ricevuta di versamento dei diritti di segreteria – solitamente tra i 50 e i 300 euro -, gli elaborati progettuali – solitamente una relazione, una pianta dello stato di fatto ed una pianta del progetto). Può inoltre essere necessario allegare: piante con gli schemi impiantistici, stima dei rifiuti prodotti dalle demolizioni con relativo contratto di discarica per lo smaltimento, dichiarazione di affidamento di incarico al tecnico con sua dichiarazione di avvenuto pagamento, DURC dell’impresa con dichiarazione di contratto collettivo applicato, titolo di proprietà dell’immobile, planimetria e visura catastale. Resta ferma la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre obblighi

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Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio!

Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio! Rinnovare la propria casa in modo ecosostenibile è ancora più conveniente per te e per l’ambiente. Spesso non occorre sostituire completamente l’arredamento: basta dare nuova linfa a quello esistente. Se qualche mobile ormai non è più di vostro gusto e ha decisamente molti anni di vita, potrebbe essere la perfetta occasione per cimentarvi in una pratica antica ed affascinante, dai risultati sorprendenti. Stiamo parlando del decapaggio, una tecnica raffinata che è quasi un’arte e che potrebbe rivelarsi anche molto divertente da soli o in compagnia. Consiste nel rimuovere lo strato superficiale della vernice di un mobile per conferirgli un aspetto volutamente consumato e dare l’impressione che sia molto più antico. È una strategia che consente di ridare nuova vita a mobili che magari, per molti motivi, ci hanno stufato o sono danneggiati. A cosa serve? Il termine decapare deriva dal francese decapèr, che significa rimuovere la cappa, la copertura, e la tecnica ha origini molto antiche, rintracciabili alla metà del 1700 circa. Gli artigiani decapavano il legno per proteggerlo dai tarli, lavandolo prima con la soda e passando poi una mano di calce con cui disinfestarne pori e fessure. Oggi numerosi corsi di fai da te hanno permesso la riscoperta e diffusione di quest’arte manuale che permette di recuperare mobili antichi o semplicemente di renderli più affascinanti ed adatti a precise esigenze di gusto. È infatti sempre più diffuso il cosiddetto shabby chic, uno stile basato sull’utilizzo di un arredamento volutamente antichizzato, con l’utilizzo di vernici dalle tinte tenui, quasi sbiadite, che richiamano l’epoca vittoriana o addirittura rinascimentale. Sono oggetto di decapaggio non solo mobili vecchi, ma anche in legno grezzo: si può lavorare quindi anche su elementi di arredamento appena acquistati. La giusta tecnica. Per decapare un mobile occorre innanzitutto avere i giusti strumenti: occhiali, guanti protettivi, un pennello piatto, una spazzola metallica, della lana d’acciaio, meglio se a grana extra, stucco, carta vetrata, vernice acrilica chiara e scura. Per procedere è opportuno trovarsi all’aperto o in un locale ben ventilato, dal momento che si utilizzeranno vernici e si produrranno sostanze nocive come polveri sottili; è inoltre consigliabile dotarsi delle giuste protezioni, come una tuta, dei guanti, degli occhiali e una mascherina. Prese queste precauzioni, si può iniziare a decapare il proprio mobile: carteggiare con la carta vetrata per rimuovere accuratamente la vernice Stuccare le parti danneggiate e lasciare asciugare Spazzolare la superficie del legno con la spazzola metallica, in modo da creare piccoli solchi che faciliteranno la penetrazione della cera Impregnare la lana d’acciaio con la pasta di cera e spalmarla sul legno Lasciare asciugare per circa 30 minuti Usare di nuovo la lana d’acciaio, immersa questa volta nella cera più scura, per rimuovere la cera chiara ed ottenere l’effetto desiderato Lucidare il mobile secondo il proprio gusto Tipologie e manutenzione. La manutenzione di un mobile decapato non richiede altro che la rimozione della polvere in eccesso ed un panno imbevuto di cera chiara per mobili. Le tipologie di questa tecnica invece sono molte: shabby chic, per una casa elegante e raffinata, shabby french per richiamare atmosfere francesi di fine Ottocento, shabby total white se gli arredi saranno totalmente bianchi, country chic per un effetto rustico ma elegante, rustic worn per un rustico vissuto. È possibile decapare moltissimi mobili diversi: poltrone, sedie, sgabelli, tavoli di qualunque forma e dimensione, divani, specchiere, armadi, madie, mensole, cassettiere. Potrete davvero dare sfogo alla vostra creatività! Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Calore e comfort con il grès effetto legno.

Calore e comfort con il grès effetto legno. Il grès porcellanato effetto legno è una scelta sicuramente innovativa, perché si parla di un tipo di ceramica compatta, lavorata fino a raggiungere un alto grado di durezza e resistenza ad agenti chimici ed atmosferici, nonché a sollecitazioni meccaniche come graffi, abrasioni, flessioni, urti. Il grès effetto legno è inoltre impermeabile ai liquidi, ma senza l’utilizzo di impermeabilizzanti chimici, vernici o resine, cosa che lo rende un materiale molto più salubre rispetto ad alternative simili. Quante sensazioni può dare un pavimento sotto i nostri piedi? Infinite. Calore, sicurezza, comfort, pulizia, ricercatezza. Nel vasto panorama delle possibilità di rivestimento, il nostro showroom in questo articolo ve ne propone una che raduna tutte queste caratteristiche e non solo. Una caratteristica importante per qualunque pavimento è quella di essere il più possibile resistente al tempo ed all’usura: il grès porcellanato effetto legno sicuramente soddisfa queste esigenze, essendo un rivestimento ideale per qualunque zona della casa. Non assorbe odori e non rilascia sostanze nocive per l’uomo, non si usura nel tempo e resiste ad un elevato calpestio. È questa una scelta notevole anche da un punto di vista strettamente estetico: il calore armonioso del legno, elegante e raffinato, si combina ad una serie di vantaggi rispetto ad un’alternativa in vero legno o in altri materiali che lo imitano. Infatti non è solo economicamente più conveniente, ma anche più ecologico, dal momento che previene la deforestazione e predilige l’utilizzo di materiali di scarto (argille, sabbie e feldspati) che ne fondano la resistenza. La sua versatilità lo rende ottimo per gli interni come per gli esterni ed è possibile sbizzarrirsi con le molteplici possibilità cromatiche e di texture: spesso si scelgono colori chiari, perfetti da abbinare a decine di altre tonalità, per gli effetti più estrosi ed originali. Ma non sono da sottovalutare neppure le sue tonalità più scure, come ad esempio il marrone o il nero, che ben si prestano a contrasti piacevoli, sorprendenti, da valorizzare e bilanciare con l’illuminotecnica; così come può essere un’ottima alternativa il grigio, che in accostamento a tonalità più forti ed accese rimane neutro ma viene valorizzato al massimo. È un materiale facile da gestire nel tempo, non necessitando di tutte le cure specifiche di cui invece ha bisogno un pavimento in parquet, e per tenerlo pulito è sufficiente acqua ed un detergente specifico per pavimenti. È quindi un materiale jolly, adatto ai più diversi stili di arredamento: dai più classici ai più moderni, dal minimal ai più eccentrici, proponendo un’eleganza ed una semplicità durature, che non passano mai di moda. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Romanticismo e natura: lo stile provenzale.

Romanticismo e natura: lo stile provenzale. Chi è stato in Provenza almeno una volta nella vita, sicuramente subirà il fascino dello stile provenzale: quell’atmosfera tersa, lenta, poetica, che accompagna le campagne e le città del sud della Francia. Un’aura che rimane nel cuore e che sa ispirare, al punto da non riuscire a dimenticarla. Se desiderate portarla con voi, nella vostra casa, sappiate che è possibile! Ma andiamo con ordine: innanzitutto lo stile provenzale affonda le sue radici nel 1600, nella Versailles di Luigi XIV che ingaggiò i più prestigiosi artisti ed artigiani dell’epoca per renderla un’icona assoluta di lusso e stile. Gli influssi della capitale si diffusero presto anche in campagna, in particolare nel territorio provenzale. Ed ecco che rustiche case contadine cominciano ad impreziosirsi di influenze lussuose provenienti da Parigi, segnando per sempre la cifra distintiva dello stile provenzale. Oggi l’arredamento in stile provenzale si è ormai consolidato come uno dei più amati al mondo. Ricordando lo shabby chic e lo stile country francese, si presenta come un affascinante mix di comfort, raffinatezza ed un’elegante rusticità che lo rendono sofisticato e genuino allo stesso tempo. In particolare si differenzia dallo shabby chic sopra citato per l’atmosfera: qui infatti vige un mood più romantico, fatato, si azzardano di più tinte glicine, lilla, salvia, mentre nello shabby è preferito il candore del bianco e delle tinte neutre. Colori naturali, tinte pastello e tanta fantasia. I colori e la natura del sud della Francia splendono cristallizzati in questo genere di arredamento. Una vita semplice, en plen air, armoniosa e rilassata, sono la fonte di questa estetica così vivace ed accogliente. La delicatezza è il comune denominatore dei colori e dei materiali usati: la lavanda spicca su tutti, dal fiore così diffuso in Provenza, che ogni anno regala meravigliose ed abbondanti fioriture. Molto utilizzate anche tutte le altre tinte pastello (in particolare verde salvia ed azzurro) meglio se intrecciate con con varianti del bianco e dell’avorio, del blu e del giallo. Lo stile provenzale utilizza molto anche i tessuti: soprattutto lino e cotone leggero, da usare con tende, cuscini, divani, sofà, biancheria e trapunte. Le fantasie predilette sono invece quelle floreali. I materiali. Il legno è il principale materiale utilizzato in questo stile: si tratta però di legno recuperato e decapato a regola d’arte, ovvero sottoposto ad una tecnica che regale un aspetto antichizzato e vissuto. Un altro materiale ricorrente, che si ritrova in sedie, testiere o tavolini, è il ferro battuto, di solito laccato di bianco o avorio. Il gusto decorativo per far fiorire la tua casa. Fiori, fiori ed ancora fiori! I motivi floreali sono il cuore di questo stile, che vuole rendere tutto il respiro delle campagne provenzali, la vitalità e le piccole gioie di una vita rilassata, in armonia con la natura ed i suoi colori. Lavanda, salvia, ranuncoli, rose, margherite, gipsofila… è davvero vasto il panorama di possibilità da applicare a questo stile. Il risultato sarà sorprendente: un profumato abbraccio di accoglienza e comfort, rinforzato dall’utilizzo di candele, cuscini, tendaggi, tappeti, mazzi di fiori freschi, saponette profumate, cesti di pot-pourri in materiali naturali come il vimini, ma anche pentole in rame e porcellane sapientemente esposte. Come arredare in stile provenzale. Potrai ricreare comunque un ambiente provenzale utilizzando tutti i topic dello shabby chic, arricchendoli con: decorazioni che richiamano la provenza come quadretti naturalistici, magari con scritte in francese o simili. tende e tessuti nei toni pastello; fiori freschi o secchi come la lavanda, capace pure di regalare fragranze rasserenanti; rivestimenti non prettamente bianchi, ma anche polverosi come il rosa cipria, il verde pistacchio o il salvia, il crema, il grigio, ecc.; Lo stile provenzale è perfetto per arredare casa in campagna, ma pure nelle case al mare o di villeggiatura, dal momento che ispira leggerezza, primavera ed estate. Nelle case rustiche poi si ha la possibilità di sfruttare proprio l’architettura tipica, cornice ideale per questo genere d’arredo. Ed anche in questo caso può essere mitigato e personalizzato grazie all’intervento di un abile architetto. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Rendi perfetto il tuo ufficio!

Rendi perfetto il tuo ufficio!

Sul lavoro il segreto per essere produttivi è sentirsi a proprio agio con se stessi e con le sfide che ci vedono protagonisti. Niente è più efficace del poter contare su un ambiente funzionale, ma anche sereno, accogliente, esteticamente di nostro gradimento.

Se le cure di solito si concentrano soprattutto sulla propria casa, anche il luogo in cui si lavora non è assolutamente da sottovalutare, sia che si tratti di un ufficio o di un apposito studio dentro la propria abitazione.

Primo elemento: la scrivania.

La scrivania è, naturalmente, l’elemento d’arredo principale di ogni ufficio: il piano su cui lavorerai ogni giorno, il punto di appoggio di tutti i tuoi strumenti. Per scegliere quella più adatta è necessario prestare attenzione innanzitutto alle dimensioni della stanza, alle proprie esigenze di spazio, all’inventario degli elementi che andranno ad occuparla del tutto o in parte.

In secondo luogo è bene chiedersi quale sia lo stile più adatto al proprio gusto ed alla propria personalità: se non sapete rispondere a  questa domanda, una buona soluzione può essere quella di prestare molta attenzione a ciò che piace o meno dal vivo e sui cataloghi. Con l’aiuto di un interior designer professionista sarà molto semplice mettere a fuoco lo stile più adatto.

Di solito gli ambienti più classici si sposano bene con scrivanie in mogano, quelli più moderni invece con ripiani dalle forme squadrate, essenziali, di colore nero o bianco.

Le sedie.

Ecco un altro elemento molto importante del vostro studio o ufficio: quello su cui passerete molte ore della vostra giornata. È un buon investimento puntare alla massima qualità possibile, cercando una soluzione comoda ed ergonomica, che sicuramente vi farà guadagnare in salute e benessere.

Sedie imbottite, in pelle o tessuto, sono perfette per studi classici, mentre sedie da ufficio ergonomiche o di design asseconderanno l’essenzialità di un ambiente contemporaneo.

Altri elementi di arredo.

Librerie, mensole, cassettiere: sono diversi gli elementi di arredo che contribuiscono a rendere un ufficio non un asettico luogo di lavoro ma un ambiente caldo ed accogliente, attraente per chi ci lavora ma anche per le altre persone che devono interfacciarsi con il suo proprietario.

Una bella libreria, oltre all’esigenza pratica di raccogliere ed organizzare libri e documenti vari, avrà anche il valore di arricchire il vostro ufficio in modo elegante ed autorevole. Se gli spazi non sono molto ampi è bene puntare invece su mensole ed altri elementi verticali.

Illuminazione.

L’illuminazione è un altro aspetto fondamentale per la qualità del vostro ambiente di lavoro. Luci adeguate si traducono in ore di lavoro salubri, senza affaticare la vista. La scelta migliore è installare diverse luci regolabili anziché un’unica fonte: questo vi permetterà di ottimizzare i consumi e di potervi adattare ai vari momenti della giornata, meglio se con un ufficio di base già molto ben illuminato dalla luce naturale.

Luci spot a soffitto, lampadari regolabili, lampade da terra: ci sono molte soluzioni diverse che un interior designer saprà consigliarvi nel modo migliore.

Estetica dell’ufficio.

In questo contesto rientrano tutte le scelte strettamente legate allo stile: dai colori alle decorazioni, ogni elemento contribuisce a creare un effetto di insieme che deve essere coerente ed esplicativo della personalità del professionista che lo occupa.

Si capisce come questo sia un elemento fondamentale anche per accogliere il pubblico.

Quadri e poster, colori luminosi e rilassanti, foto dei propri cari o di particolari eventi professionali, possono mettere in luce la storia personale e professionale del proprietario dell’ufficio, oltre a contribuire nella realizzazione di un ambiente sereno e disteso, perfetto per poter essere produttivi nel modo più efficace.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa. Se siete persone originali, estrose, con un gran voglia di raccontare la vostra unicità anche attraverso gli spazi della vostra casa, lo stile boho chic fa decisamente per voi! Il nome di questo stile deriva dall’unione del termine bohemian, che richiama lo stile di vita di intellettuali ed artisti del XIX secolo, la parola francese chic, sinonimo di eleganza. Nasce agli inizi del 2000, come nuova tendenza nel settore della moda destinata a raggiungere presto anche quello dell’interior design. Lo stile boho chic è un piccolo universo di citazioni e suggestioni: far west, movimento hippy, stile etnico e quello nordico. Unisce tratti più minimali ad altri decisamente ricchi ed estrosi: la parola chiave è originalità, ed infatti si compone di molti pezzi unici, al punto che ogni casa acquisisce inevitabilmente una propria personalità spiccata e totalmente diversa da ogni altra. Tra innovazione e tradizione. Il fascino del boho chic è dato proprio dall’essere un originale mix tra ciò che è moderno e nuovo e ciò che invece è vintage. Ogni spazio così si anima di ricordi, aneddoti e storie da raccontare legate alla vita degli abitanti della casa. Nessuna casa in stile boho chic assomiglia ad un’altra perché tutte le persone sono uniche nel loro vissuto. Eppure, alcuni elementi di questo stile possono essere riconoscibili. Avete presente il Coachella Music Festival, che si svolge in California annualmente? Bene, l’atmosfera che si respira e soprattutto la mise dei partecipanti e del pubblico sono perfettamente in stile boho chic. Colori sgargianti ma anche al contrario chiari e candidi, stoffe per lo più naturali, richiami hippie, un’eccentricità che punta ad un’armonia ed una serenità senza tempo. L’arte di riciclare. Un’ altra caratteristica importante dello stile boho chic è la sua sostenibilità: gran parte dei suoi elementi si ottengono donando nuova vita e funzionalità ad oggetti ed arredi del passato. Questa operazione non è solo “etica” ma anche molto affascinante e, in un certo senso, artistica: bisogna diventare maestri nella ricerca di vecchi cimeli e tesori, facendo rivivere i ricordi più preziosi. Ci vuole pazienza e creatività: una casa boho chic è in continua trasformazione. Gli elementi dello stile boho chic. In particolare l’arredamento boho chic prevede l’utilizzo di: accessori ed arredi dal sapore etnico; mobili per lo più in legno grezzo o in arte povera; filati naturali come il cotone, il lino, stoffe ricamate finemente, tessuti San Gallo, ecc.; piante e fiori anche esotici, veri o artificiali come i kokedama; arredi e complementi di classe, anche moderni, magari trattati con colori luminosi come l’oro e l’argento; dettagli colorati, accessori stravaganti, decorazioni anche mistiche o dal mood spirituale o religioso come cuori votivi, crocifissi, santini, ecc. Lo stile boho chic è davvero particolare e richiama molto quelle case coloniali di un tempo, ricche per qualità dei mobili, rasserenanti, vivaci ma allo stesso tempo composte. Questo genere mixa dettagli ed arredi di terre lontane con il gusto europeo e grazie all’abilità di un progettista si potrà portare questa atmosfera anche nelle case urbane di oggi. Molto utilizzate nell’arredamento in stile boho chic sono le lanterne orientali, i pouf multicolore etnici sia provenienti da isole lontane sia realizzati in Italia. Immancabili sono poi complementi d’arredo iconici che donano maggiore modernità agli ambienti: tappeti, quadri e stampe, specchi, poltrone in vimini o midollino, ma anche sedute da appendere al soffitto. Tutto però deve essere di gran classe: questa è la sostanziale differenza tra boho ed il più comune etnico. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento!

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento! Il pavimento è una delle componenti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa. Scegliere il materiale più adatto potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto: a giorno d’oggi i materiali disponibili sono sempre di più. Se quelli di ultima generazione offrono vantaggi innovativi, anche quelli più tradizionali possono riservare delle sorprese e diventare delle nuove tendenze. Uno di questi è proprio il linoleum, uno dei materiali ormai più in voga del momento. Uno dei suoi più grandi pregi è la sostenibilità e la capacità di adattarsi a molti stili ed ambienti differenti. Inventato in Scozia negli anni ’60, viene oggi utilizzato per edifici pubblici e privati, per ambienti esterni, interni e per capannoni industriali. Degno di nota è l’incremento del suo utilizzo proprio in ambito privato: resiliente, facile da curare e altamente igienico. Linoleum: un identikit. Il linoleum è un materiale totalmente amico dell’ambiente: la sua ecosostenibilità è dovuta alla sua composizione in materie prime naturali quali resina, sughero, tuta, olio di semi di lino. Si tratta di un rivestimento resiliente ed elastico, piuttosto sottile, facilmente lavorabile e lavabile, nonché isolante ed impermeabile. È inoltre totalmente riciclabile, dura a lungo ed ha proprietà antiscivolo, che lo rendono anche piuttosto sicuro in caso di bambini ed anziani. Quest’ultima caratteristica giustifica chiaramente il suo ampio utilizzo, nel corso dei decenni, in edifici pubblici come ospedali, scuole, palestre, aeroporti, biblioteche, cinema. Come detto sopra, attualmente il suo utilizzo si sta decisamente diffondendo anche in ambito privato, grazie alla sua versatilità e resistenza, nonché alla sua capacità di creare ambienti caldi, accoglienti, confortevoli. Via libera dunque al suo utilizzo in alberghi ed abitazioni, tenendo presente che scegliere il linoleum come rivestimento significa optare per una soluzione rapida ed efficiente. Un pavimento in linoleum può essere velocemente sovrapposto ad una pavimentazione preesistente oltre che disposto come supporto di nuova costruzione. Qualche svantaggio: tende a deformarsi nel tempo a causa di temperatura e sbalzi termici, nonché dell’umidità che può essere presente in ambienti come il bagno o la cucina; necessita davvero di una posa a regola d’arte, che eviti la formazione di sacche d’aria o umidità sotto la sua superficie, col rischio di compromettere l’ambiente circostante. Ricapitolando, un pavimento in linoleum è una soluzione economica, pratica ed ecologica, perfetta se il budget di ristrutturazione è contenuto. Basti pensare che il suo costo base di partenza si aggira sui 22 euro al mq, indecentemente dal taglio a piastrella o a rotolo. Una variazione di prezzo è prevista sulla base della tipologia e dello spessore. Come posare il linoleum. Il linoleum può essere posato a colla oppure a secco. Scegliere fra le due tipologie dipende molto dal tipo di ambiente circostante al pavimento: se l’esigenza primaria è l’igiene conviene optare per una posa a secco, che garantisce una pulizia più facile ed efficace, mentre per un piccolo ambiente senza esigenze particolari si può scegliere invece una posa a colla, perfetta in caso di un taglio del linoleum a piastrelle. La praticità di questo materiale si traduce nella possibilità di poterlo installare in autonomia, sebbene sia fondamentale fare molta attenzione ad evitare la formazione di sacche d’aria o di umidità, come detto sopra. È consigliabile, a questo proposito, aiutarsi con uno spazzolone per meglio stenderlo ed evitare corrugamenti. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress.

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress. Spesso si pensa di ristrutturare la propria casa autonomamente, senza sapere a quante complicazioni burocratiche si vada incontro. Noi di Ristrutturare Casa Italia vogliamo proporvi una breve guida, facile ed intuitiva, su quali sono le principali pratiche edilizie (e non solo) necessarie per le ristrutturazioni. Non sempre è necessaria una pratica edilizia per ristrutturare casa, anche se lo è nella maggior parte dei casi. Ci sono inoltre documenti collaterali che vanno allegati o comunque che potrebbero essere richiesti. Bisogna tenere presente che è una materia estremamente complessa dal punto di vista legale, regolamentata non solo a livello nazionale ma anche regionale e comunale. La casistica pertanto è davvero infinita, e quindi è sempre necessario rivolgersi a professionisti che esaminino il vostro caso e curino le migliori soluzioni per voi. Noi di Ristrutturare Casa Italia metteremo a vostra disposizione professionisti altamente qualificati, che sappiano guidarvi passo dopo passo. Perché le pratiche edilizie sono importanti? Presupposto obbligatorio per poter fruire delle detrazioni fiscali, è che la casa sia in regola. Lavori eseguiti senza pratica edilizia quando era necessaria, o con pratiche edilizie incomplete e/o sbagliate, non hanno diritto alle detrazioni fiscali, che possono essere revocate dall’Agenzia delle Entrate fino a cinque anni dopo quello di godimento, anche con la restituzione delle somme già godute. La burocrazia edilizia. Il riferimento legislativo italiano per tutto ciò che riguarda i procedimenti edilizi privati è il Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 380/2001. Questo testo normativo si riferisce a tutte le opere edilizie nel loro complesso, quindi sia ristrutturazioni che nuove costruzioni. I tipi di interventi edilizi possibili sono stati suddivisi, all’art. 3 del T.U.E. in sei categorie, sulla base del loro impatto sull’assetto edilizio complessivo: Manutenzione Ordinaria Manutenzione Straordinaria Restauro e Risanamento Conservativo Ristrutturazione Edilizia Nuova Costruzione  Ristrutturazione Urbanistica Le due categorie che interessano la maggioranza delle ristrutturazioni sono le prime due: manutenzione ordinaria e straordinaria. Mentre le ultime due riguardano interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, la terza e la quarta riguardano gli edifici vincolati, cioè una minima parte degli edifici costruiti. È importante poi tenere presente che i Piani Regolatori Comunali disciplinano le categorie di intervento applicabili ad un singolo edificio o una determinata parte del territorio. Sicuramente le prime due categorie di intervento sono sempre applicabili a tutti gli edifici esistenti, in quanto fondamentali per garantirne la funzionalità. Inoltre è bene ricordare che nessun intervento edilizio può essere effettuato su edifici che presentano abusi o difformità. Quali opere rientrano nella manutenzione ordinaria? Rientrano in questa categoria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. Si parla quindi di pavimenti, sanitari, porte, finestre, finiture varie, rivestimenti ecc. ma anche di controsoffitti, rifacimento di intonaci, condizionatori, pannelli fotovoltaici e riparazione degli impianti esistenti. Quali opere rientrano nella manutenzione straordinaria? Rientrano in questa categoria “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati, necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”. Si parla quindi di lavori edilizi ed impiantistici oppure di interventi rilevanti dal punto di vista urbanistico. Le pratiche edilizie. In caso di opere rientranti nella manutenzione ordinaria non è necessario presentare alcuna pratica edilizia, infatti si sta parlando di edilizia libera. Attenzione però: alcuni comuni possono comunque richiedere la presentazione di una comunicazione per determinati tipi di interventi rientranti nella manutenzione ordinaria Invece, in caso di opere rientranti nella manutenzione straordinaria, ma senza l’esecuzione di opere strutturali, la pratica edilizia da presentare è la CILA. In questo caso la manutenzione straordinaria si dice “leggera” ed è la classica tipologia di intervento della maggior parte delle ristrutturazioni. Per le opere rientranti nella manutenzione straordinaria ma che prevedono anche l’esecuzione lavori strutturali, la pratica edilizia da presentare è la SCIA. In questo caso si parla di manutenzione straordinaria “pesante”. La CILA. La sigla CILA sta per comunicazione di inizio lavori asseverata. Da ciò si evince che: è una comunicazione e non una richiesta di autorizzazione 2) deve essere asseverata: cioè ci deve essere qualcuno che, apponendo un timbro e una firma, certifichi che tutto quello dichiarato nella pratica edilizia è corretto. Questo qualcuno è obbligatoriamente un tecnico abilitato: architetto, ingegnere o geometra. In sintesi la pratica dovrà contenere: la comunicazione resa su un modello a firma del titolare di diritti sull’immobile (proprietario, usufruttuario, locatario, etc.);  l’asseverazione a firma del tecnico abilitato, anche questa resa su un modello;  una serie di allegati (documenti di identità di tutti i soggetti coinvolti, ricevuta di versamento dei diritti di segreteria – solitamente tra i 50 e i 300 euro -, gli elaborati progettuali – solitamente una relazione, una pianta dello stato di fatto ed una pianta del progetto). Può inoltre essere necessario allegare: piante con gli schemi impiantistici, stima dei rifiuti prodotti dalle demolizioni con relativo contratto di discarica per lo smaltimento, dichiarazione di affidamento di incarico al tecnico con sua dichiarazione di avvenuto pagamento, DURC dell’impresa con dichiarazione di contratto collettivo applicato, titolo di proprietà dell’immobile, planimetria e visura catastale. Resta ferma la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre obblighi

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Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio!

Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio! Rinnovare la propria casa in modo ecosostenibile è ancora più conveniente per te e per l’ambiente. Spesso non occorre sostituire completamente l’arredamento: basta dare nuova linfa a quello esistente. Se qualche mobile ormai non è più di vostro gusto e ha decisamente molti anni di vita, potrebbe essere la perfetta occasione per cimentarvi in una pratica antica ed affascinante, dai risultati sorprendenti. Stiamo parlando del decapaggio, una tecnica raffinata che è quasi un’arte e che potrebbe rivelarsi anche molto divertente da soli o in compagnia. Consiste nel rimuovere lo strato superficiale della vernice di un mobile per conferirgli un aspetto volutamente consumato e dare l’impressione che sia molto più antico. È una strategia che consente di ridare nuova vita a mobili che magari, per molti motivi, ci hanno stufato o sono danneggiati. A cosa serve? Il termine decapare deriva dal francese decapèr, che significa rimuovere la cappa, la copertura, e la tecnica ha origini molto antiche, rintracciabili alla metà del 1700 circa. Gli artigiani decapavano il legno per proteggerlo dai tarli, lavandolo prima con la soda e passando poi una mano di calce con cui disinfestarne pori e fessure. Oggi numerosi corsi di fai da te hanno permesso la riscoperta e diffusione di quest’arte manuale che permette di recuperare mobili antichi o semplicemente di renderli più affascinanti ed adatti a precise esigenze di gusto. È infatti sempre più diffuso il cosiddetto shabby chic, uno stile basato sull’utilizzo di un arredamento volutamente antichizzato, con l’utilizzo di vernici dalle tinte tenui, quasi sbiadite, che richiamano l’epoca vittoriana o addirittura rinascimentale. Sono oggetto di decapaggio non solo mobili vecchi, ma anche in legno grezzo: si può lavorare quindi anche su elementi di arredamento appena acquistati. La giusta tecnica. Per decapare un mobile occorre innanzitutto avere i giusti strumenti: occhiali, guanti protettivi, un pennello piatto, una spazzola metallica, della lana d’acciaio, meglio se a grana extra, stucco, carta vetrata, vernice acrilica chiara e scura. Per procedere è opportuno trovarsi all’aperto o in un locale ben ventilato, dal momento che si utilizzeranno vernici e si produrranno sostanze nocive come polveri sottili; è inoltre consigliabile dotarsi delle giuste protezioni, come una tuta, dei guanti, degli occhiali e una mascherina. Prese queste precauzioni, si può iniziare a decapare il proprio mobile: carteggiare con la carta vetrata per rimuovere accuratamente la vernice Stuccare le parti danneggiate e lasciare asciugare Spazzolare la superficie del legno con la spazzola metallica, in modo da creare piccoli solchi che faciliteranno la penetrazione della cera Impregnare la lana d’acciaio con la pasta di cera e spalmarla sul legno Lasciare asciugare per circa 30 minuti Usare di nuovo la lana d’acciaio, immersa questa volta nella cera più scura, per rimuovere la cera chiara ed ottenere l’effetto desiderato Lucidare il mobile secondo il proprio gusto Tipologie e manutenzione. La manutenzione di un mobile decapato non richiede altro che la rimozione della polvere in eccesso ed un panno imbevuto di cera chiara per mobili. Le tipologie di questa tecnica invece sono molte: shabby chic, per una casa elegante e raffinata, shabby french per richiamare atmosfere francesi di fine Ottocento, shabby total white se gli arredi saranno totalmente bianchi, country chic per un effetto rustico ma elegante, rustic worn per un rustico vissuto. È possibile decapare moltissimi mobili diversi: poltrone, sedie, sgabelli, tavoli di qualunque forma e dimensione, divani, specchiere, armadi, madie, mensole, cassettiere. Potrete davvero dare sfogo alla vostra creatività! Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Calore e comfort con il grès effetto legno.

Calore e comfort con il grès effetto legno. Il grès porcellanato effetto legno è una scelta sicuramente innovativa, perché si parla di un tipo di ceramica compatta, lavorata fino a raggiungere un alto grado di durezza e resistenza ad agenti chimici ed atmosferici, nonché a sollecitazioni meccaniche come graffi, abrasioni, flessioni, urti. Il grès effetto legno è inoltre impermeabile ai liquidi, ma senza l’utilizzo di impermeabilizzanti chimici, vernici o resine, cosa che lo rende un materiale molto più salubre rispetto ad alternative simili. Quante sensazioni può dare un pavimento sotto i nostri piedi? Infinite. Calore, sicurezza, comfort, pulizia, ricercatezza. Nel vasto panorama delle possibilità di rivestimento, il nostro showroom in questo articolo ve ne propone una che raduna tutte queste caratteristiche e non solo. Una caratteristica importante per qualunque pavimento è quella di essere il più possibile resistente al tempo ed all’usura: il grès porcellanato effetto legno sicuramente soddisfa queste esigenze, essendo un rivestimento ideale per qualunque zona della casa. Non assorbe odori e non rilascia sostanze nocive per l’uomo, non si usura nel tempo e resiste ad un elevato calpestio. È questa una scelta notevole anche da un punto di vista strettamente estetico: il calore armonioso del legno, elegante e raffinato, si combina ad una serie di vantaggi rispetto ad un’alternativa in vero legno o in altri materiali che lo imitano. Infatti non è solo economicamente più conveniente, ma anche più ecologico, dal momento che previene la deforestazione e predilige l’utilizzo di materiali di scarto (argille, sabbie e feldspati) che ne fondano la resistenza. La sua versatilità lo rende ottimo per gli interni come per gli esterni ed è possibile sbizzarrirsi con le molteplici possibilità cromatiche e di texture: spesso si scelgono colori chiari, perfetti da abbinare a decine di altre tonalità, per gli effetti più estrosi ed originali. Ma non sono da sottovalutare neppure le sue tonalità più scure, come ad esempio il marrone o il nero, che ben si prestano a contrasti piacevoli, sorprendenti, da valorizzare e bilanciare con l’illuminotecnica; così come può essere un’ottima alternativa il grigio, che in accostamento a tonalità più forti ed accese rimane neutro ma viene valorizzato al massimo. È un materiale facile da gestire nel tempo, non necessitando di tutte le cure specifiche di cui invece ha bisogno un pavimento in parquet, e per tenerlo pulito è sufficiente acqua ed un detergente specifico per pavimenti. È quindi un materiale jolly, adatto ai più diversi stili di arredamento: dai più classici ai più moderni, dal minimal ai più eccentrici, proponendo un’eleganza ed una semplicità durature, che non passano mai di moda. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Romanticismo e natura: lo stile provenzale.

Romanticismo e natura: lo stile provenzale. Chi è stato in Provenza almeno una volta nella vita, sicuramente subirà il fascino dello stile provenzale: quell’atmosfera tersa, lenta, poetica, che accompagna le campagne e le città del sud della Francia. Un’aura che rimane nel cuore e che sa ispirare, al punto da non riuscire a dimenticarla. Se desiderate portarla con voi, nella vostra casa, sappiate che è possibile! Ma andiamo con ordine: innanzitutto lo stile provenzale affonda le sue radici nel 1600, nella Versailles di Luigi XIV che ingaggiò i più prestigiosi artisti ed artigiani dell’epoca per renderla un’icona assoluta di lusso e stile. Gli influssi della capitale si diffusero presto anche in campagna, in particolare nel territorio provenzale. Ed ecco che rustiche case contadine cominciano ad impreziosirsi di influenze lussuose provenienti da Parigi, segnando per sempre la cifra distintiva dello stile provenzale. Oggi l’arredamento in stile provenzale si è ormai consolidato come uno dei più amati al mondo. Ricordando lo shabby chic e lo stile country francese, si presenta come un affascinante mix di comfort, raffinatezza ed un’elegante rusticità che lo rendono sofisticato e genuino allo stesso tempo. In particolare si differenzia dallo shabby chic sopra citato per l’atmosfera: qui infatti vige un mood più romantico, fatato, si azzardano di più tinte glicine, lilla, salvia, mentre nello shabby è preferito il candore del bianco e delle tinte neutre. Colori naturali, tinte pastello e tanta fantasia. I colori e la natura del sud della Francia splendono cristallizzati in questo genere di arredamento. Una vita semplice, en plen air, armoniosa e rilassata, sono la fonte di questa estetica così vivace ed accogliente. La delicatezza è il comune denominatore dei colori e dei materiali usati: la lavanda spicca su tutti, dal fiore così diffuso in Provenza, che ogni anno regala meravigliose ed abbondanti fioriture. Molto utilizzate anche tutte le altre tinte pastello (in particolare verde salvia ed azzurro) meglio se intrecciate con con varianti del bianco e dell’avorio, del blu e del giallo. Lo stile provenzale utilizza molto anche i tessuti: soprattutto lino e cotone leggero, da usare con tende, cuscini, divani, sofà, biancheria e trapunte. Le fantasie predilette sono invece quelle floreali. I materiali. Il legno è il principale materiale utilizzato in questo stile: si tratta però di legno recuperato e decapato a regola d’arte, ovvero sottoposto ad una tecnica che regale un aspetto antichizzato e vissuto. Un altro materiale ricorrente, che si ritrova in sedie, testiere o tavolini, è il ferro battuto, di solito laccato di bianco o avorio. Il gusto decorativo per far fiorire la tua casa. Fiori, fiori ed ancora fiori! I motivi floreali sono il cuore di questo stile, che vuole rendere tutto il respiro delle campagne provenzali, la vitalità e le piccole gioie di una vita rilassata, in armonia con la natura ed i suoi colori. Lavanda, salvia, ranuncoli, rose, margherite, gipsofila… è davvero vasto il panorama di possibilità da applicare a questo stile. Il risultato sarà sorprendente: un profumato abbraccio di accoglienza e comfort, rinforzato dall’utilizzo di candele, cuscini, tendaggi, tappeti, mazzi di fiori freschi, saponette profumate, cesti di pot-pourri in materiali naturali come il vimini, ma anche pentole in rame e porcellane sapientemente esposte. Come arredare in stile provenzale. Potrai ricreare comunque un ambiente provenzale utilizzando tutti i topic dello shabby chic, arricchendoli con: decorazioni che richiamano la provenza come quadretti naturalistici, magari con scritte in francese o simili. tende e tessuti nei toni pastello; fiori freschi o secchi come la lavanda, capace pure di regalare fragranze rasserenanti; rivestimenti non prettamente bianchi, ma anche polverosi come il rosa cipria, il verde pistacchio o il salvia, il crema, il grigio, ecc.; Lo stile provenzale è perfetto per arredare casa in campagna, ma pure nelle case al mare o di villeggiatura, dal momento che ispira leggerezza, primavera ed estate. Nelle case rustiche poi si ha la possibilità di sfruttare proprio l’architettura tipica, cornice ideale per questo genere d’arredo. Ed anche in questo caso può essere mitigato e personalizzato grazie all’intervento di un abile architetto. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Alternative al riscaldamento tradizionale.

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Alternative al riscaldamento tradizionale.

Sta per arrivare il periodo più freddo dell’anno e, se i riscaldamenti sono ormai accesi, trovare alcune alternative per rendere gli ambienti più caldi senza di loro può essere molto utile sia in termini ecologici, sia di risparmio sulla bolletta.

Ciò potrebbe essere molto utile anche per spazi particolari, come un garage, una stanza particolarmente fredda e distante dal termostato, oppure una seconda casa senza impianto tradizionale.

Stufe a biomassa.

Le stufe a legna o a pellet possono essere una scelta molto valida se si vuole evitare il riscaldamento a metano. Laddove non sia presente un impianto tradizionale, si ricorre a caldaie a biomassa e termostufe per generare l’acqua calda necessaria ai termosifoni.

Sono sicuramente ricche di vantaggi: ecologiche, facili da posizionare, di grande impatto estetico con le loro fiamme a vista ed in grado di riscaldare anche ambienti vicini a quello dove sono state posizionate. Sono economiche, programmabili e dotate di una buona autonomia.

Meno comoda è la gestione del combustibile, che va caricato nella stufa manualmente ed è abbastanza impegnativo anche per quanto riguarda lo stoccaggio.

Riscaldamento elettrico.

Il riscaldamento elettrico, essendo una soluzione piuttosto dispendiosa, può essere indicato soprattutto per un singolo ambiente, che magari necessita di essere riscaldato solo di tanto in tanto.

In questo caso si potrà scegliere tra termoconvettori e termoventilatori, stufette a infrarossi, a petrolio, a gas o a bioetanolo.

Tra i loro punti di forza c’è la praticità con cui possono essere installati e spostati, nonché la rapidità con cui riescono a riscaldare un ambiente. Sono inoltre molto sicuri, poiché non emettono fumi e quindi non necessitano di uno sfogo all’esterno.

Pompe di calore.

Le pompe di calore rappresentano un sistema di riscaldamento del futuro: nelle abitazioni di nuova costruzione vengono sicuramente preferite al tradizionale impianto a gas.

Consentono infatti un risparmio considerevole, possono rinfrescare oltre che riscaldare e non emettono fumi di combustione. Per una piena sostenibilità ecologica (ed economica), tuttavia, ove possibile è necessario abbinare questo sistema a dei pannelli fotovoltaici, così da abbattere i consumi.

Nelle case di nuova realizzazione, le pompe di calore si utilizzano tramite serpentine a pavimento a bassa temperatura, altrimenti fan coil o spalti ad aria. È una scelta molto valida anche come integrazione e supporto ad un sistema di riscaldamento tradizionale, permettendo di intervenire su quegli ambienti che rimangono particolarmente freddi.

Se scegliere un riscaldamento con pompa di calore comporta un investimento iniziale, questo viene ampiamente recuperato sul lungo periodo, con risparmi significativi sia economici sia in termini energetici e quindi ecologici.

In questi casi è sempre bene rivolgersi a dei tecnici specializzati per valutare le soluzioni migliori e per calcolare un preventivo che tenga conto anche di alcuni accorgimenti importanti, al fine di contenere il consumo energetico e di calore.

Potrebbe essere importante sostituire i serramenti, rendere l’involucro della casa meno dispersivo, applicare una membrana isolante sui muri esterni, se possibile inserire un impianto fotovoltaico o solare termico, oppure ancora uno smart system per l’ottimizzazione dei consumi.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa. Se siete persone originali, estrose, con un gran voglia di raccontare la vostra unicità anche attraverso gli spazi della vostra casa, lo stile boho chic fa decisamente per voi! Il nome di questo stile deriva dall’unione del termine bohemian, che richiama lo stile di vita di intellettuali ed artisti del XIX secolo, la parola francese chic, sinonimo di eleganza. Nasce agli inizi del 2000, come nuova tendenza nel settore della moda destinata a raggiungere presto anche quello dell’interior design. Lo stile boho chic è un piccolo universo di citazioni e suggestioni: far west, movimento hippy, stile etnico e quello nordico. Unisce tratti più minimali ad altri decisamente ricchi ed estrosi: la parola chiave è originalità, ed infatti si compone di molti pezzi unici, al punto che ogni casa acquisisce inevitabilmente una propria personalità spiccata e totalmente diversa da ogni altra. Tra innovazione e tradizione. Il fascino del boho chic è dato proprio dall’essere un originale mix tra ciò che è moderno e nuovo e ciò che invece è vintage. Ogni spazio così si anima di ricordi, aneddoti e storie da raccontare legate alla vita degli abitanti della casa. Nessuna casa in stile boho chic assomiglia ad un’altra perché tutte le persone sono uniche nel loro vissuto. Eppure, alcuni elementi di questo stile possono essere riconoscibili. Avete presente il Coachella Music Festival, che si svolge in California annualmente? Bene, l’atmosfera che si respira e soprattutto la mise dei partecipanti e del pubblico sono perfettamente in stile boho chic. Colori sgargianti ma anche al contrario chiari e candidi, stoffe per lo più naturali, richiami hippie, un’eccentricità che punta ad un’armonia ed una serenità senza tempo. L’arte di riciclare. Un’ altra caratteristica importante dello stile boho chic è la sua sostenibilità: gran parte dei suoi elementi si ottengono donando nuova vita e funzionalità ad oggetti ed arredi del passato. Questa operazione non è solo “etica” ma anche molto affascinante e, in un certo senso, artistica: bisogna diventare maestri nella ricerca di vecchi cimeli e tesori, facendo rivivere i ricordi più preziosi. Ci vuole pazienza e creatività: una casa boho chic è in continua trasformazione. Gli elementi dello stile boho chic. In particolare l’arredamento boho chic prevede l’utilizzo di: accessori ed arredi dal sapore etnico; mobili per lo più in legno grezzo o in arte povera; filati naturali come il cotone, il lino, stoffe ricamate finemente, tessuti San Gallo, ecc.; piante e fiori anche esotici, veri o artificiali come i kokedama; arredi e complementi di classe, anche moderni, magari trattati con colori luminosi come l’oro e l’argento; dettagli colorati, accessori stravaganti, decorazioni anche mistiche o dal mood spirituale o religioso come cuori votivi, crocifissi, santini, ecc. Lo stile boho chic è davvero particolare e richiama molto quelle case coloniali di un tempo, ricche per qualità dei mobili, rasserenanti, vivaci ma allo stesso tempo composte. Questo genere mixa dettagli ed arredi di terre lontane con il gusto europeo e grazie all’abilità di un progettista si potrà portare questa atmosfera anche nelle case urbane di oggi. Molto utilizzate nell’arredamento in stile boho chic sono le lanterne orientali, i pouf multicolore etnici sia provenienti da isole lontane sia realizzati in Italia. Immancabili sono poi complementi d’arredo iconici che donano maggiore modernità agli ambienti: tappeti, quadri e stampe, specchi, poltrone in vimini o midollino, ma anche sedute da appendere al soffitto. Tutto però deve essere di gran classe: questa è la sostanziale differenza tra boho ed il più comune etnico. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento!

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento! Il pavimento è una delle componenti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa. Scegliere il materiale più adatto potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto: a giorno d’oggi i materiali disponibili sono sempre di più. Se quelli di ultima generazione offrono vantaggi innovativi, anche quelli più tradizionali possono riservare delle sorprese e diventare delle nuove tendenze. Uno di questi è proprio il linoleum, uno dei materiali ormai più in voga del momento. Uno dei suoi più grandi pregi è la sostenibilità e la capacità di adattarsi a molti stili ed ambienti differenti. Inventato in Scozia negli anni ’60, viene oggi utilizzato per edifici pubblici e privati, per ambienti esterni, interni e per capannoni industriali. Degno di nota è l’incremento del suo utilizzo proprio in ambito privato: resiliente, facile da curare e altamente igienico. Linoleum: un identikit. Il linoleum è un materiale totalmente amico dell’ambiente: la sua ecosostenibilità è dovuta alla sua composizione in materie prime naturali quali resina, sughero, tuta, olio di semi di lino. Si tratta di un rivestimento resiliente ed elastico, piuttosto sottile, facilmente lavorabile e lavabile, nonché isolante ed impermeabile. È inoltre totalmente riciclabile, dura a lungo ed ha proprietà antiscivolo, che lo rendono anche piuttosto sicuro in caso di bambini ed anziani. Quest’ultima caratteristica giustifica chiaramente il suo ampio utilizzo, nel corso dei decenni, in edifici pubblici come ospedali, scuole, palestre, aeroporti, biblioteche, cinema. Come detto sopra, attualmente il suo utilizzo si sta decisamente diffondendo anche in ambito privato, grazie alla sua versatilità e resistenza, nonché alla sua capacità di creare ambienti caldi, accoglienti, confortevoli. Via libera dunque al suo utilizzo in alberghi ed abitazioni, tenendo presente che scegliere il linoleum come rivestimento significa optare per una soluzione rapida ed efficiente. Un pavimento in linoleum può essere velocemente sovrapposto ad una pavimentazione preesistente oltre che disposto come supporto di nuova costruzione. Qualche svantaggio: tende a deformarsi nel tempo a causa di temperatura e sbalzi termici, nonché dell’umidità che può essere presente in ambienti come il bagno o la cucina; necessita davvero di una posa a regola d’arte, che eviti la formazione di sacche d’aria o umidità sotto la sua superficie, col rischio di compromettere l’ambiente circostante. Ricapitolando, un pavimento in linoleum è una soluzione economica, pratica ed ecologica, perfetta se il budget di ristrutturazione è contenuto. Basti pensare che il suo costo base di partenza si aggira sui 22 euro al mq, indecentemente dal taglio a piastrella o a rotolo. Una variazione di prezzo è prevista sulla base della tipologia e dello spessore. Come posare il linoleum. Il linoleum può essere posato a colla oppure a secco. Scegliere fra le due tipologie dipende molto dal tipo di ambiente circostante al pavimento: se l’esigenza primaria è l’igiene conviene optare per una posa a secco, che garantisce una pulizia più facile ed efficace, mentre per un piccolo ambiente senza esigenze particolari si può scegliere invece una posa a colla, perfetta in caso di un taglio del linoleum a piastrelle. La praticità di questo materiale si traduce nella possibilità di poterlo installare in autonomia, sebbene sia fondamentale fare molta attenzione ad evitare la formazione di sacche d’aria o di umidità, come detto sopra. È consigliabile, a questo proposito, aiutarsi con uno spazzolone per meglio stenderlo ed evitare corrugamenti. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress.

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress. Spesso si pensa di ristrutturare la propria casa autonomamente, senza sapere a quante complicazioni burocratiche si vada incontro. Noi di Ristrutturare Casa Italia vogliamo proporvi una breve guida, facile ed intuitiva, su quali sono le principali pratiche edilizie (e non solo) necessarie per le ristrutturazioni. Non sempre è necessaria una pratica edilizia per ristrutturare casa, anche se lo è nella maggior parte dei casi. Ci sono inoltre documenti collaterali che vanno allegati o comunque che potrebbero essere richiesti. Bisogna tenere presente che è una materia estremamente complessa dal punto di vista legale, regolamentata non solo a livello nazionale ma anche regionale e comunale. La casistica pertanto è davvero infinita, e quindi è sempre necessario rivolgersi a professionisti che esaminino il vostro caso e curino le migliori soluzioni per voi. Noi di Ristrutturare Casa Italia metteremo a vostra disposizione professionisti altamente qualificati, che sappiano guidarvi passo dopo passo. Perché le pratiche edilizie sono importanti? Presupposto obbligatorio per poter fruire delle detrazioni fiscali, è che la casa sia in regola. Lavori eseguiti senza pratica edilizia quando era necessaria, o con pratiche edilizie incomplete e/o sbagliate, non hanno diritto alle detrazioni fiscali, che possono essere revocate dall’Agenzia delle Entrate fino a cinque anni dopo quello di godimento, anche con la restituzione delle somme già godute. La burocrazia edilizia. Il riferimento legislativo italiano per tutto ciò che riguarda i procedimenti edilizi privati è il Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 380/2001. Questo testo normativo si riferisce a tutte le opere edilizie nel loro complesso, quindi sia ristrutturazioni che nuove costruzioni. I tipi di interventi edilizi possibili sono stati suddivisi, all’art. 3 del T.U.E. in sei categorie, sulla base del loro impatto sull’assetto edilizio complessivo: Manutenzione Ordinaria Manutenzione Straordinaria Restauro e Risanamento Conservativo Ristrutturazione Edilizia Nuova Costruzione  Ristrutturazione Urbanistica Le due categorie che interessano la maggioranza delle ristrutturazioni sono le prime due: manutenzione ordinaria e straordinaria. Mentre le ultime due riguardano interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, la terza e la quarta riguardano gli edifici vincolati, cioè una minima parte degli edifici costruiti. È importante poi tenere presente che i Piani Regolatori Comunali disciplinano le categorie di intervento applicabili ad un singolo edificio o una determinata parte del territorio. Sicuramente le prime due categorie di intervento sono sempre applicabili a tutti gli edifici esistenti, in quanto fondamentali per garantirne la funzionalità. Inoltre è bene ricordare che nessun intervento edilizio può essere effettuato su edifici che presentano abusi o difformità. Quali opere rientrano nella manutenzione ordinaria? Rientrano in questa categoria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. Si parla quindi di pavimenti, sanitari, porte, finestre, finiture varie, rivestimenti ecc. ma anche di controsoffitti, rifacimento di intonaci, condizionatori, pannelli fotovoltaici e riparazione degli impianti esistenti. Quali opere rientrano nella manutenzione straordinaria? Rientrano in questa categoria “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati, necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”. Si parla quindi di lavori edilizi ed impiantistici oppure di interventi rilevanti dal punto di vista urbanistico. Le pratiche edilizie. In caso di opere rientranti nella manutenzione ordinaria non è necessario presentare alcuna pratica edilizia, infatti si sta parlando di edilizia libera. Attenzione però: alcuni comuni possono comunque richiedere la presentazione di una comunicazione per determinati tipi di interventi rientranti nella manutenzione ordinaria Invece, in caso di opere rientranti nella manutenzione straordinaria, ma senza l’esecuzione di opere strutturali, la pratica edilizia da presentare è la CILA. In questo caso la manutenzione straordinaria si dice “leggera” ed è la classica tipologia di intervento della maggior parte delle ristrutturazioni. Per le opere rientranti nella manutenzione straordinaria ma che prevedono anche l’esecuzione lavori strutturali, la pratica edilizia da presentare è la SCIA. In questo caso si parla di manutenzione straordinaria “pesante”. La CILA. La sigla CILA sta per comunicazione di inizio lavori asseverata. Da ciò si evince che: è una comunicazione e non una richiesta di autorizzazione 2) deve essere asseverata: cioè ci deve essere qualcuno che, apponendo un timbro e una firma, certifichi che tutto quello dichiarato nella pratica edilizia è corretto. Questo qualcuno è obbligatoriamente un tecnico abilitato: architetto, ingegnere o geometra. In sintesi la pratica dovrà contenere: la comunicazione resa su un modello a firma del titolare di diritti sull’immobile (proprietario, usufruttuario, locatario, etc.);  l’asseverazione a firma del tecnico abilitato, anche questa resa su un modello;  una serie di allegati (documenti di identità di tutti i soggetti coinvolti, ricevuta di versamento dei diritti di segreteria – solitamente tra i 50 e i 300 euro -, gli elaborati progettuali – solitamente una relazione, una pianta dello stato di fatto ed una pianta del progetto). Può inoltre essere necessario allegare: piante con gli schemi impiantistici, stima dei rifiuti prodotti dalle demolizioni con relativo contratto di discarica per lo smaltimento, dichiarazione di affidamento di incarico al tecnico con sua dichiarazione di avvenuto pagamento, DURC dell’impresa con dichiarazione di contratto collettivo applicato, titolo di proprietà dell’immobile, planimetria e visura catastale. Resta ferma la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre obblighi

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Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio!

Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio! Rinnovare la propria casa in modo ecosostenibile è ancora più conveniente per te e per l’ambiente. Spesso non occorre sostituire completamente l’arredamento: basta dare nuova linfa a quello esistente. Se qualche mobile ormai non è più di vostro gusto e ha decisamente molti anni di vita, potrebbe essere la perfetta occasione per cimentarvi in una pratica antica ed affascinante, dai risultati sorprendenti. Stiamo parlando del decapaggio, una tecnica raffinata che è quasi un’arte e che potrebbe rivelarsi anche molto divertente da soli o in compagnia. Consiste nel rimuovere lo strato superficiale della vernice di un mobile per conferirgli un aspetto volutamente consumato e dare l’impressione che sia molto più antico. È una strategia che consente di ridare nuova vita a mobili che magari, per molti motivi, ci hanno stufato o sono danneggiati. A cosa serve? Il termine decapare deriva dal francese decapèr, che significa rimuovere la cappa, la copertura, e la tecnica ha origini molto antiche, rintracciabili alla metà del 1700 circa. Gli artigiani decapavano il legno per proteggerlo dai tarli, lavandolo prima con la soda e passando poi una mano di calce con cui disinfestarne pori e fessure. Oggi numerosi corsi di fai da te hanno permesso la riscoperta e diffusione di quest’arte manuale che permette di recuperare mobili antichi o semplicemente di renderli più affascinanti ed adatti a precise esigenze di gusto. È infatti sempre più diffuso il cosiddetto shabby chic, uno stile basato sull’utilizzo di un arredamento volutamente antichizzato, con l’utilizzo di vernici dalle tinte tenui, quasi sbiadite, che richiamano l’epoca vittoriana o addirittura rinascimentale. Sono oggetto di decapaggio non solo mobili vecchi, ma anche in legno grezzo: si può lavorare quindi anche su elementi di arredamento appena acquistati. La giusta tecnica. Per decapare un mobile occorre innanzitutto avere i giusti strumenti: occhiali, guanti protettivi, un pennello piatto, una spazzola metallica, della lana d’acciaio, meglio se a grana extra, stucco, carta vetrata, vernice acrilica chiara e scura. Per procedere è opportuno trovarsi all’aperto o in un locale ben ventilato, dal momento che si utilizzeranno vernici e si produrranno sostanze nocive come polveri sottili; è inoltre consigliabile dotarsi delle giuste protezioni, come una tuta, dei guanti, degli occhiali e una mascherina. Prese queste precauzioni, si può iniziare a decapare il proprio mobile: carteggiare con la carta vetrata per rimuovere accuratamente la vernice Stuccare le parti danneggiate e lasciare asciugare Spazzolare la superficie del legno con la spazzola metallica, in modo da creare piccoli solchi che faciliteranno la penetrazione della cera Impregnare la lana d’acciaio con la pasta di cera e spalmarla sul legno Lasciare asciugare per circa 30 minuti Usare di nuovo la lana d’acciaio, immersa questa volta nella cera più scura, per rimuovere la cera chiara ed ottenere l’effetto desiderato Lucidare il mobile secondo il proprio gusto Tipologie e manutenzione. La manutenzione di un mobile decapato non richiede altro che la rimozione della polvere in eccesso ed un panno imbevuto di cera chiara per mobili. Le tipologie di questa tecnica invece sono molte: shabby chic, per una casa elegante e raffinata, shabby french per richiamare atmosfere francesi di fine Ottocento, shabby total white se gli arredi saranno totalmente bianchi, country chic per un effetto rustico ma elegante, rustic worn per un rustico vissuto. È possibile decapare moltissimi mobili diversi: poltrone, sedie, sgabelli, tavoli di qualunque forma e dimensione, divani, specchiere, armadi, madie, mensole, cassettiere. Potrete davvero dare sfogo alla vostra creatività! Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Calore e comfort con il grès effetto legno.

Calore e comfort con il grès effetto legno. Il grès porcellanato effetto legno è una scelta sicuramente innovativa, perché si parla di un tipo di ceramica compatta, lavorata fino a raggiungere un alto grado di durezza e resistenza ad agenti chimici ed atmosferici, nonché a sollecitazioni meccaniche come graffi, abrasioni, flessioni, urti. Il grès effetto legno è inoltre impermeabile ai liquidi, ma senza l’utilizzo di impermeabilizzanti chimici, vernici o resine, cosa che lo rende un materiale molto più salubre rispetto ad alternative simili. Quante sensazioni può dare un pavimento sotto i nostri piedi? Infinite. Calore, sicurezza, comfort, pulizia, ricercatezza. Nel vasto panorama delle possibilità di rivestimento, il nostro showroom in questo articolo ve ne propone una che raduna tutte queste caratteristiche e non solo. Una caratteristica importante per qualunque pavimento è quella di essere il più possibile resistente al tempo ed all’usura: il grès porcellanato effetto legno sicuramente soddisfa queste esigenze, essendo un rivestimento ideale per qualunque zona della casa. Non assorbe odori e non rilascia sostanze nocive per l’uomo, non si usura nel tempo e resiste ad un elevato calpestio. È questa una scelta notevole anche da un punto di vista strettamente estetico: il calore armonioso del legno, elegante e raffinato, si combina ad una serie di vantaggi rispetto ad un’alternativa in vero legno o in altri materiali che lo imitano. Infatti non è solo economicamente più conveniente, ma anche più ecologico, dal momento che previene la deforestazione e predilige l’utilizzo di materiali di scarto (argille, sabbie e feldspati) che ne fondano la resistenza. La sua versatilità lo rende ottimo per gli interni come per gli esterni ed è possibile sbizzarrirsi con le molteplici possibilità cromatiche e di texture: spesso si scelgono colori chiari, perfetti da abbinare a decine di altre tonalità, per gli effetti più estrosi ed originali. Ma non sono da sottovalutare neppure le sue tonalità più scure, come ad esempio il marrone o il nero, che ben si prestano a contrasti piacevoli, sorprendenti, da valorizzare e bilanciare con l’illuminotecnica; così come può essere un’ottima alternativa il grigio, che in accostamento a tonalità più forti ed accese rimane neutro ma viene valorizzato al massimo. È un materiale facile da gestire nel tempo, non necessitando di tutte le cure specifiche di cui invece ha bisogno un pavimento in parquet, e per tenerlo pulito è sufficiente acqua ed un detergente specifico per pavimenti. È quindi un materiale jolly, adatto ai più diversi stili di arredamento: dai più classici ai più moderni, dal minimal ai più eccentrici, proponendo un’eleganza ed una semplicità durature, che non passano mai di moda. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Romanticismo e natura: lo stile provenzale.

Romanticismo e natura: lo stile provenzale. Chi è stato in Provenza almeno una volta nella vita, sicuramente subirà il fascino dello stile provenzale: quell’atmosfera tersa, lenta, poetica, che accompagna le campagne e le città del sud della Francia. Un’aura che rimane nel cuore e che sa ispirare, al punto da non riuscire a dimenticarla. Se desiderate portarla con voi, nella vostra casa, sappiate che è possibile! Ma andiamo con ordine: innanzitutto lo stile provenzale affonda le sue radici nel 1600, nella Versailles di Luigi XIV che ingaggiò i più prestigiosi artisti ed artigiani dell’epoca per renderla un’icona assoluta di lusso e stile. Gli influssi della capitale si diffusero presto anche in campagna, in particolare nel territorio provenzale. Ed ecco che rustiche case contadine cominciano ad impreziosirsi di influenze lussuose provenienti da Parigi, segnando per sempre la cifra distintiva dello stile provenzale. Oggi l’arredamento in stile provenzale si è ormai consolidato come uno dei più amati al mondo. Ricordando lo shabby chic e lo stile country francese, si presenta come un affascinante mix di comfort, raffinatezza ed un’elegante rusticità che lo rendono sofisticato e genuino allo stesso tempo. In particolare si differenzia dallo shabby chic sopra citato per l’atmosfera: qui infatti vige un mood più romantico, fatato, si azzardano di più tinte glicine, lilla, salvia, mentre nello shabby è preferito il candore del bianco e delle tinte neutre. Colori naturali, tinte pastello e tanta fantasia. I colori e la natura del sud della Francia splendono cristallizzati in questo genere di arredamento. Una vita semplice, en plen air, armoniosa e rilassata, sono la fonte di questa estetica così vivace ed accogliente. La delicatezza è il comune denominatore dei colori e dei materiali usati: la lavanda spicca su tutti, dal fiore così diffuso in Provenza, che ogni anno regala meravigliose ed abbondanti fioriture. Molto utilizzate anche tutte le altre tinte pastello (in particolare verde salvia ed azzurro) meglio se intrecciate con con varianti del bianco e dell’avorio, del blu e del giallo. Lo stile provenzale utilizza molto anche i tessuti: soprattutto lino e cotone leggero, da usare con tende, cuscini, divani, sofà, biancheria e trapunte. Le fantasie predilette sono invece quelle floreali. I materiali. Il legno è il principale materiale utilizzato in questo stile: si tratta però di legno recuperato e decapato a regola d’arte, ovvero sottoposto ad una tecnica che regale un aspetto antichizzato e vissuto. Un altro materiale ricorrente, che si ritrova in sedie, testiere o tavolini, è il ferro battuto, di solito laccato di bianco o avorio. Il gusto decorativo per far fiorire la tua casa. Fiori, fiori ed ancora fiori! I motivi floreali sono il cuore di questo stile, che vuole rendere tutto il respiro delle campagne provenzali, la vitalità e le piccole gioie di una vita rilassata, in armonia con la natura ed i suoi colori. Lavanda, salvia, ranuncoli, rose, margherite, gipsofila… è davvero vasto il panorama di possibilità da applicare a questo stile. Il risultato sarà sorprendente: un profumato abbraccio di accoglienza e comfort, rinforzato dall’utilizzo di candele, cuscini, tendaggi, tappeti, mazzi di fiori freschi, saponette profumate, cesti di pot-pourri in materiali naturali come il vimini, ma anche pentole in rame e porcellane sapientemente esposte. Come arredare in stile provenzale. Potrai ricreare comunque un ambiente provenzale utilizzando tutti i topic dello shabby chic, arricchendoli con: decorazioni che richiamano la provenza come quadretti naturalistici, magari con scritte in francese o simili. tende e tessuti nei toni pastello; fiori freschi o secchi come la lavanda, capace pure di regalare fragranze rasserenanti; rivestimenti non prettamente bianchi, ma anche polverosi come il rosa cipria, il verde pistacchio o il salvia, il crema, il grigio, ecc.; Lo stile provenzale è perfetto per arredare casa in campagna, ma pure nelle case al mare o di villeggiatura, dal momento che ispira leggerezza, primavera ed estate. Nelle case rustiche poi si ha la possibilità di sfruttare proprio l’architettura tipica, cornice ideale per questo genere d’arredo. Ed anche in questo caso può essere mitigato e personalizzato grazie all’intervento di un abile architetto. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Consigli per un bagno in muratura perfetto.

Ristrutturare Casa | Ristrutturare Bagno

Consigli per un bagno in muratura perfetto.

Semplicità e genuinità sono gli ingredienti principali di un bagno in muratura: una scelta classica ma non per questo meno ricca di fascino, che dura nel tempo e che rende molto accogliente l’ambiente tipico del relax e della cura del corpo.

Ristrutturare il proprio bagno richiede sempre una grande attenzione per la funzionalità, l’ottimizzazione degli spazi e la scelta delle finiture per curare la bellezza estetica dell’ambiente.

Un bagno in muratura: tutti i pregi.

Questa tipologia di bagno, naturalmente, è realizzata totalmente in muratura.

I sanitari sono incassati al muro in una struttura di cemento, legno e mattoni.

Sono inoltre tipici di questa soluzione i muretti rivestiti di cemento, pietra, marmo, piastrelle ecc.

Chi sceglie un bagno in muratura, sicuramente va incontro a numerosi vantaggi, quali ad esempio la robustezza e la capacità di durare a lungo nel tempo: si tratta di un grande classico senza tempo, che difficilmente vi stancherà o vi creerà problemi di sorta, resistente agli urti e all’umidità, e molto versatile. Si adatta perfettamente alle esigenze di ognuno ed anche alle contaminazioni tra stili differenti, senza perdere quel’aura armoniosa ed accogliente che subito sa rendere un bagno un luogo perfetto per il comfort.

Un bagno in muratura è inoltre piuttosto igienico perché di facile pulizia: non perderete ore di tempo prezioso per tenerlo pulito!

Inoltre lo si può personalizzare con grande facilità: potrete dare sfogo a tutta la vostra creatività nella scelta di molti accessori che diano un tocco di colore, di profumo e di delicatezza. Cuscini, asciugamani, pensili ed armadi per la biancheria, candele, pot pourri, pampa, contenitori e vasi di un certo pregio, decorazioni vegetali e floreali… insomma, le possibilità sono davvero tantissime! Fra le decorazioni che meglio si sposano con un bagno in muratura è bene non dimenticare il legno intarsiato, che dà un tocco di nobiltà antica, così come marmo, granito, maioliche, porcellana e vetro.

Rusticità e modernità.

Se avete la campagna nel cuore, approfittate di un bagno in muratura per far rinascere quella magica atmosfera tipica delle case rustiche: via libera a materiali ed accessori naturali come pietra, ferro, legno ma anche fibre naturali. Colori caldi ed intensi contribuiranno ad enfatizzare quel calore spontaneo e genuino tipico di questo stile, completato magari dalla scelta di sanitari retrò, dalle linee sinuose, dai dettagli importanti e riccamente decorati.

Se invece ricercate un atmosfera decisamente più moderna e di tendenza, ecco che il vostro bagno in muratura ancora una volta saprà adattarsi alla perfezione: meglio optare per rivestimenti come la pietra o la resina, rigorosamente in colori neutri, e sanitari sospesi, squadrati e sobri, senza troppi fronzoli o decori. Stessa cosa vale per la rubinetteria, da preferire in forme squadrate e minimaliste.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa.

Boho chic: eleganza originale ed estrosa. Se siete persone originali, estrose, con un gran voglia di raccontare la vostra unicità anche attraverso gli spazi della vostra casa, lo stile boho chic fa decisamente per voi! Il nome di questo stile deriva dall’unione del termine bohemian, che richiama lo stile di vita di intellettuali ed artisti del XIX secolo, la parola francese chic, sinonimo di eleganza. Nasce agli inizi del 2000, come nuova tendenza nel settore della moda destinata a raggiungere presto anche quello dell’interior design. Lo stile boho chic è un piccolo universo di citazioni e suggestioni: far west, movimento hippy, stile etnico e quello nordico. Unisce tratti più minimali ad altri decisamente ricchi ed estrosi: la parola chiave è originalità, ed infatti si compone di molti pezzi unici, al punto che ogni casa acquisisce inevitabilmente una propria personalità spiccata e totalmente diversa da ogni altra. Tra innovazione e tradizione. Il fascino del boho chic è dato proprio dall’essere un originale mix tra ciò che è moderno e nuovo e ciò che invece è vintage. Ogni spazio così si anima di ricordi, aneddoti e storie da raccontare legate alla vita degli abitanti della casa. Nessuna casa in stile boho chic assomiglia ad un’altra perché tutte le persone sono uniche nel loro vissuto. Eppure, alcuni elementi di questo stile possono essere riconoscibili. Avete presente il Coachella Music Festival, che si svolge in California annualmente? Bene, l’atmosfera che si respira e soprattutto la mise dei partecipanti e del pubblico sono perfettamente in stile boho chic. Colori sgargianti ma anche al contrario chiari e candidi, stoffe per lo più naturali, richiami hippie, un’eccentricità che punta ad un’armonia ed una serenità senza tempo. L’arte di riciclare. Un’ altra caratteristica importante dello stile boho chic è la sua sostenibilità: gran parte dei suoi elementi si ottengono donando nuova vita e funzionalità ad oggetti ed arredi del passato. Questa operazione non è solo “etica” ma anche molto affascinante e, in un certo senso, artistica: bisogna diventare maestri nella ricerca di vecchi cimeli e tesori, facendo rivivere i ricordi più preziosi. Ci vuole pazienza e creatività: una casa boho chic è in continua trasformazione. Gli elementi dello stile boho chic. In particolare l’arredamento boho chic prevede l’utilizzo di: accessori ed arredi dal sapore etnico; mobili per lo più in legno grezzo o in arte povera; filati naturali come il cotone, il lino, stoffe ricamate finemente, tessuti San Gallo, ecc.; piante e fiori anche esotici, veri o artificiali come i kokedama; arredi e complementi di classe, anche moderni, magari trattati con colori luminosi come l’oro e l’argento; dettagli colorati, accessori stravaganti, decorazioni anche mistiche o dal mood spirituale o religioso come cuori votivi, crocifissi, santini, ecc. Lo stile boho chic è davvero particolare e richiama molto quelle case coloniali di un tempo, ricche per qualità dei mobili, rasserenanti, vivaci ma allo stesso tempo composte. Questo genere mixa dettagli ed arredi di terre lontane con il gusto europeo e grazie all’abilità di un progettista si potrà portare questa atmosfera anche nelle case urbane di oggi. Molto utilizzate nell’arredamento in stile boho chic sono le lanterne orientali, i pouf multicolore etnici sia provenienti da isole lontane sia realizzati in Italia. Immancabili sono poi complementi d’arredo iconici che donano maggiore modernità agli ambienti: tappeti, quadri e stampe, specchi, poltrone in vimini o midollino, ma anche sedute da appendere al soffitto. Tutto però deve essere di gran classe: questa è la sostanziale differenza tra boho ed il più comune etnico. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento!

Linoleum, una soluzione vantaggiosa per il tuo pavimento! Il pavimento è una delle componenti più importanti quando si parla di ristrutturare la propria casa. Scegliere il materiale più adatto potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto: a giorno d’oggi i materiali disponibili sono sempre di più. Se quelli di ultima generazione offrono vantaggi innovativi, anche quelli più tradizionali possono riservare delle sorprese e diventare delle nuove tendenze. Uno di questi è proprio il linoleum, uno dei materiali ormai più in voga del momento. Uno dei suoi più grandi pregi è la sostenibilità e la capacità di adattarsi a molti stili ed ambienti differenti. Inventato in Scozia negli anni ’60, viene oggi utilizzato per edifici pubblici e privati, per ambienti esterni, interni e per capannoni industriali. Degno di nota è l’incremento del suo utilizzo proprio in ambito privato: resiliente, facile da curare e altamente igienico. Linoleum: un identikit. Il linoleum è un materiale totalmente amico dell’ambiente: la sua ecosostenibilità è dovuta alla sua composizione in materie prime naturali quali resina, sughero, tuta, olio di semi di lino. Si tratta di un rivestimento resiliente ed elastico, piuttosto sottile, facilmente lavorabile e lavabile, nonché isolante ed impermeabile. È inoltre totalmente riciclabile, dura a lungo ed ha proprietà antiscivolo, che lo rendono anche piuttosto sicuro in caso di bambini ed anziani. Quest’ultima caratteristica giustifica chiaramente il suo ampio utilizzo, nel corso dei decenni, in edifici pubblici come ospedali, scuole, palestre, aeroporti, biblioteche, cinema. Come detto sopra, attualmente il suo utilizzo si sta decisamente diffondendo anche in ambito privato, grazie alla sua versatilità e resistenza, nonché alla sua capacità di creare ambienti caldi, accoglienti, confortevoli. Via libera dunque al suo utilizzo in alberghi ed abitazioni, tenendo presente che scegliere il linoleum come rivestimento significa optare per una soluzione rapida ed efficiente. Un pavimento in linoleum può essere velocemente sovrapposto ad una pavimentazione preesistente oltre che disposto come supporto di nuova costruzione. Qualche svantaggio: tende a deformarsi nel tempo a causa di temperatura e sbalzi termici, nonché dell’umidità che può essere presente in ambienti come il bagno o la cucina; necessita davvero di una posa a regola d’arte, che eviti la formazione di sacche d’aria o umidità sotto la sua superficie, col rischio di compromettere l’ambiente circostante. Ricapitolando, un pavimento in linoleum è una soluzione economica, pratica ed ecologica, perfetta se il budget di ristrutturazione è contenuto. Basti pensare che il suo costo base di partenza si aggira sui 22 euro al mq, indecentemente dal taglio a piastrella o a rotolo. Una variazione di prezzo è prevista sulla base della tipologia e dello spessore. Come posare il linoleum. Il linoleum può essere posato a colla oppure a secco. Scegliere fra le due tipologie dipende molto dal tipo di ambiente circostante al pavimento: se l’esigenza primaria è l’igiene conviene optare per una posa a secco, che garantisce una pulizia più facile ed efficace, mentre per un piccolo ambiente senza esigenze particolari si può scegliere invece una posa a colla, perfetta in caso di un taglio del linoleum a piastrelle. La praticità di questo materiale si traduce nella possibilità di poterlo installare in autonomia, sebbene sia fondamentale fare molta attenzione ad evitare la formazione di sacche d’aria o di umidità, come detto sopra. È consigliabile, a questo proposito, aiutarsi con uno spazzolone per meglio stenderlo ed evitare corrugamenti. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress.

Burocrazia edilizia: quello che devi sapere, senza stress. Spesso si pensa di ristrutturare la propria casa autonomamente, senza sapere a quante complicazioni burocratiche si vada incontro. Noi di Ristrutturare Casa Italia vogliamo proporvi una breve guida, facile ed intuitiva, su quali sono le principali pratiche edilizie (e non solo) necessarie per le ristrutturazioni. Non sempre è necessaria una pratica edilizia per ristrutturare casa, anche se lo è nella maggior parte dei casi. Ci sono inoltre documenti collaterali che vanno allegati o comunque che potrebbero essere richiesti. Bisogna tenere presente che è una materia estremamente complessa dal punto di vista legale, regolamentata non solo a livello nazionale ma anche regionale e comunale. La casistica pertanto è davvero infinita, e quindi è sempre necessario rivolgersi a professionisti che esaminino il vostro caso e curino le migliori soluzioni per voi. Noi di Ristrutturare Casa Italia metteremo a vostra disposizione professionisti altamente qualificati, che sappiano guidarvi passo dopo passo. Perché le pratiche edilizie sono importanti? Presupposto obbligatorio per poter fruire delle detrazioni fiscali, è che la casa sia in regola. Lavori eseguiti senza pratica edilizia quando era necessaria, o con pratiche edilizie incomplete e/o sbagliate, non hanno diritto alle detrazioni fiscali, che possono essere revocate dall’Agenzia delle Entrate fino a cinque anni dopo quello di godimento, anche con la restituzione delle somme già godute. La burocrazia edilizia. Il riferimento legislativo italiano per tutto ciò che riguarda i procedimenti edilizi privati è il Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 380/2001. Questo testo normativo si riferisce a tutte le opere edilizie nel loro complesso, quindi sia ristrutturazioni che nuove costruzioni. I tipi di interventi edilizi possibili sono stati suddivisi, all’art. 3 del T.U.E. in sei categorie, sulla base del loro impatto sull’assetto edilizio complessivo: Manutenzione Ordinaria Manutenzione Straordinaria Restauro e Risanamento Conservativo Ristrutturazione Edilizia Nuova Costruzione  Ristrutturazione Urbanistica Le due categorie che interessano la maggioranza delle ristrutturazioni sono le prime due: manutenzione ordinaria e straordinaria. Mentre le ultime due riguardano interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, la terza e la quarta riguardano gli edifici vincolati, cioè una minima parte degli edifici costruiti. È importante poi tenere presente che i Piani Regolatori Comunali disciplinano le categorie di intervento applicabili ad un singolo edificio o una determinata parte del territorio. Sicuramente le prime due categorie di intervento sono sempre applicabili a tutti gli edifici esistenti, in quanto fondamentali per garantirne la funzionalità. Inoltre è bene ricordare che nessun intervento edilizio può essere effettuato su edifici che presentano abusi o difformità. Quali opere rientrano nella manutenzione ordinaria? Rientrano in questa categoria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. Si parla quindi di pavimenti, sanitari, porte, finestre, finiture varie, rivestimenti ecc. ma anche di controsoffitti, rifacimento di intonaci, condizionatori, pannelli fotovoltaici e riparazione degli impianti esistenti. Quali opere rientrano nella manutenzione straordinaria? Rientrano in questa categoria “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati, necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”. Si parla quindi di lavori edilizi ed impiantistici oppure di interventi rilevanti dal punto di vista urbanistico. Le pratiche edilizie. In caso di opere rientranti nella manutenzione ordinaria non è necessario presentare alcuna pratica edilizia, infatti si sta parlando di edilizia libera. Attenzione però: alcuni comuni possono comunque richiedere la presentazione di una comunicazione per determinati tipi di interventi rientranti nella manutenzione ordinaria Invece, in caso di opere rientranti nella manutenzione straordinaria, ma senza l’esecuzione di opere strutturali, la pratica edilizia da presentare è la CILA. In questo caso la manutenzione straordinaria si dice “leggera” ed è la classica tipologia di intervento della maggior parte delle ristrutturazioni. Per le opere rientranti nella manutenzione straordinaria ma che prevedono anche l’esecuzione lavori strutturali, la pratica edilizia da presentare è la SCIA. In questo caso si parla di manutenzione straordinaria “pesante”. La CILA. La sigla CILA sta per comunicazione di inizio lavori asseverata. Da ciò si evince che: è una comunicazione e non una richiesta di autorizzazione 2) deve essere asseverata: cioè ci deve essere qualcuno che, apponendo un timbro e una firma, certifichi che tutto quello dichiarato nella pratica edilizia è corretto. Questo qualcuno è obbligatoriamente un tecnico abilitato: architetto, ingegnere o geometra. In sintesi la pratica dovrà contenere: la comunicazione resa su un modello a firma del titolare di diritti sull’immobile (proprietario, usufruttuario, locatario, etc.);  l’asseverazione a firma del tecnico abilitato, anche questa resa su un modello;  una serie di allegati (documenti di identità di tutti i soggetti coinvolti, ricevuta di versamento dei diritti di segreteria – solitamente tra i 50 e i 300 euro -, gli elaborati progettuali – solitamente una relazione, una pianta dello stato di fatto ed una pianta del progetto). Può inoltre essere necessario allegare: piante con gli schemi impiantistici, stima dei rifiuti prodotti dalle demolizioni con relativo contratto di discarica per lo smaltimento, dichiarazione di affidamento di incarico al tecnico con sua dichiarazione di avvenuto pagamento, DURC dell’impresa con dichiarazione di contratto collettivo applicato, titolo di proprietà dell’immobile, planimetria e visura catastale. Resta ferma la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre obblighi

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Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio!

Nuova vita ai tuoi mobili col decapaggio! Rinnovare la propria casa in modo ecosostenibile è ancora più conveniente per te e per l’ambiente. Spesso non occorre sostituire completamente l’arredamento: basta dare nuova linfa a quello esistente. Se qualche mobile ormai non è più di vostro gusto e ha decisamente molti anni di vita, potrebbe essere la perfetta occasione per cimentarvi in una pratica antica ed affascinante, dai risultati sorprendenti. Stiamo parlando del decapaggio, una tecnica raffinata che è quasi un’arte e che potrebbe rivelarsi anche molto divertente da soli o in compagnia. Consiste nel rimuovere lo strato superficiale della vernice di un mobile per conferirgli un aspetto volutamente consumato e dare l’impressione che sia molto più antico. È una strategia che consente di ridare nuova vita a mobili che magari, per molti motivi, ci hanno stufato o sono danneggiati. A cosa serve? Il termine decapare deriva dal francese decapèr, che significa rimuovere la cappa, la copertura, e la tecnica ha origini molto antiche, rintracciabili alla metà del 1700 circa. Gli artigiani decapavano il legno per proteggerlo dai tarli, lavandolo prima con la soda e passando poi una mano di calce con cui disinfestarne pori e fessure. Oggi numerosi corsi di fai da te hanno permesso la riscoperta e diffusione di quest’arte manuale che permette di recuperare mobili antichi o semplicemente di renderli più affascinanti ed adatti a precise esigenze di gusto. È infatti sempre più diffuso il cosiddetto shabby chic, uno stile basato sull’utilizzo di un arredamento volutamente antichizzato, con l’utilizzo di vernici dalle tinte tenui, quasi sbiadite, che richiamano l’epoca vittoriana o addirittura rinascimentale. Sono oggetto di decapaggio non solo mobili vecchi, ma anche in legno grezzo: si può lavorare quindi anche su elementi di arredamento appena acquistati. La giusta tecnica. Per decapare un mobile occorre innanzitutto avere i giusti strumenti: occhiali, guanti protettivi, un pennello piatto, una spazzola metallica, della lana d’acciaio, meglio se a grana extra, stucco, carta vetrata, vernice acrilica chiara e scura. Per procedere è opportuno trovarsi all’aperto o in un locale ben ventilato, dal momento che si utilizzeranno vernici e si produrranno sostanze nocive come polveri sottili; è inoltre consigliabile dotarsi delle giuste protezioni, come una tuta, dei guanti, degli occhiali e una mascherina. Prese queste precauzioni, si può iniziare a decapare il proprio mobile: carteggiare con la carta vetrata per rimuovere accuratamente la vernice Stuccare le parti danneggiate e lasciare asciugare Spazzolare la superficie del legno con la spazzola metallica, in modo da creare piccoli solchi che faciliteranno la penetrazione della cera Impregnare la lana d’acciaio con la pasta di cera e spalmarla sul legno Lasciare asciugare per circa 30 minuti Usare di nuovo la lana d’acciaio, immersa questa volta nella cera più scura, per rimuovere la cera chiara ed ottenere l’effetto desiderato Lucidare il mobile secondo il proprio gusto Tipologie e manutenzione. La manutenzione di un mobile decapato non richiede altro che la rimozione della polvere in eccesso ed un panno imbevuto di cera chiara per mobili. Le tipologie di questa tecnica invece sono molte: shabby chic, per una casa elegante e raffinata, shabby french per richiamare atmosfere francesi di fine Ottocento, shabby total white se gli arredi saranno totalmente bianchi, country chic per un effetto rustico ma elegante, rustic worn per un rustico vissuto. È possibile decapare moltissimi mobili diversi: poltrone, sedie, sgabelli, tavoli di qualunque forma e dimensione, divani, specchiere, armadi, madie, mensole, cassettiere. Potrete davvero dare sfogo alla vostra creatività! Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Calore e comfort con il grès effetto legno.

Calore e comfort con il grès effetto legno. Il grès porcellanato effetto legno è una scelta sicuramente innovativa, perché si parla di un tipo di ceramica compatta, lavorata fino a raggiungere un alto grado di durezza e resistenza ad agenti chimici ed atmosferici, nonché a sollecitazioni meccaniche come graffi, abrasioni, flessioni, urti. Il grès effetto legno è inoltre impermeabile ai liquidi, ma senza l’utilizzo di impermeabilizzanti chimici, vernici o resine, cosa che lo rende un materiale molto più salubre rispetto ad alternative simili. Quante sensazioni può dare un pavimento sotto i nostri piedi? Infinite. Calore, sicurezza, comfort, pulizia, ricercatezza. Nel vasto panorama delle possibilità di rivestimento, il nostro showroom in questo articolo ve ne propone una che raduna tutte queste caratteristiche e non solo. Una caratteristica importante per qualunque pavimento è quella di essere il più possibile resistente al tempo ed all’usura: il grès porcellanato effetto legno sicuramente soddisfa queste esigenze, essendo un rivestimento ideale per qualunque zona della casa. Non assorbe odori e non rilascia sostanze nocive per l’uomo, non si usura nel tempo e resiste ad un elevato calpestio. È questa una scelta notevole anche da un punto di vista strettamente estetico: il calore armonioso del legno, elegante e raffinato, si combina ad una serie di vantaggi rispetto ad un’alternativa in vero legno o in altri materiali che lo imitano. Infatti non è solo economicamente più conveniente, ma anche più ecologico, dal momento che previene la deforestazione e predilige l’utilizzo di materiali di scarto (argille, sabbie e feldspati) che ne fondano la resistenza. La sua versatilità lo rende ottimo per gli interni come per gli esterni ed è possibile sbizzarrirsi con le molteplici possibilità cromatiche e di texture: spesso si scelgono colori chiari, perfetti da abbinare a decine di altre tonalità, per gli effetti più estrosi ed originali. Ma non sono da sottovalutare neppure le sue tonalità più scure, come ad esempio il marrone o il nero, che ben si prestano a contrasti piacevoli, sorprendenti, da valorizzare e bilanciare con l’illuminotecnica; così come può essere un’ottima alternativa il grigio, che in accostamento a tonalità più forti ed accese rimane neutro ma viene valorizzato al massimo. È un materiale facile da gestire nel tempo, non necessitando di tutte le cure specifiche di cui invece ha bisogno un pavimento in parquet, e per tenerlo pulito è sufficiente acqua ed un detergente specifico per pavimenti. È quindi un materiale jolly, adatto ai più diversi stili di arredamento: dai più classici ai più moderni, dal minimal ai più eccentrici, proponendo un’eleganza ed una semplicità durature, che non passano mai di moda. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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Romanticismo e natura: lo stile provenzale.

Romanticismo e natura: lo stile provenzale. Chi è stato in Provenza almeno una volta nella vita, sicuramente subirà il fascino dello stile provenzale: quell’atmosfera tersa, lenta, poetica, che accompagna le campagne e le città del sud della Francia. Un’aura che rimane nel cuore e che sa ispirare, al punto da non riuscire a dimenticarla. Se desiderate portarla con voi, nella vostra casa, sappiate che è possibile! Ma andiamo con ordine: innanzitutto lo stile provenzale affonda le sue radici nel 1600, nella Versailles di Luigi XIV che ingaggiò i più prestigiosi artisti ed artigiani dell’epoca per renderla un’icona assoluta di lusso e stile. Gli influssi della capitale si diffusero presto anche in campagna, in particolare nel territorio provenzale. Ed ecco che rustiche case contadine cominciano ad impreziosirsi di influenze lussuose provenienti da Parigi, segnando per sempre la cifra distintiva dello stile provenzale. Oggi l’arredamento in stile provenzale si è ormai consolidato come uno dei più amati al mondo. Ricordando lo shabby chic e lo stile country francese, si presenta come un affascinante mix di comfort, raffinatezza ed un’elegante rusticità che lo rendono sofisticato e genuino allo stesso tempo. In particolare si differenzia dallo shabby chic sopra citato per l’atmosfera: qui infatti vige un mood più romantico, fatato, si azzardano di più tinte glicine, lilla, salvia, mentre nello shabby è preferito il candore del bianco e delle tinte neutre. Colori naturali, tinte pastello e tanta fantasia. I colori e la natura del sud della Francia splendono cristallizzati in questo genere di arredamento. Una vita semplice, en plen air, armoniosa e rilassata, sono la fonte di questa estetica così vivace ed accogliente. La delicatezza è il comune denominatore dei colori e dei materiali usati: la lavanda spicca su tutti, dal fiore così diffuso in Provenza, che ogni anno regala meravigliose ed abbondanti fioriture. Molto utilizzate anche tutte le altre tinte pastello (in particolare verde salvia ed azzurro) meglio se intrecciate con con varianti del bianco e dell’avorio, del blu e del giallo. Lo stile provenzale utilizza molto anche i tessuti: soprattutto lino e cotone leggero, da usare con tende, cuscini, divani, sofà, biancheria e trapunte. Le fantasie predilette sono invece quelle floreali. I materiali. Il legno è il principale materiale utilizzato in questo stile: si tratta però di legno recuperato e decapato a regola d’arte, ovvero sottoposto ad una tecnica che regale un aspetto antichizzato e vissuto. Un altro materiale ricorrente, che si ritrova in sedie, testiere o tavolini, è il ferro battuto, di solito laccato di bianco o avorio. Il gusto decorativo per far fiorire la tua casa. Fiori, fiori ed ancora fiori! I motivi floreali sono il cuore di questo stile, che vuole rendere tutto il respiro delle campagne provenzali, la vitalità e le piccole gioie di una vita rilassata, in armonia con la natura ed i suoi colori. Lavanda, salvia, ranuncoli, rose, margherite, gipsofila… è davvero vasto il panorama di possibilità da applicare a questo stile. Il risultato sarà sorprendente: un profumato abbraccio di accoglienza e comfort, rinforzato dall’utilizzo di candele, cuscini, tendaggi, tappeti, mazzi di fiori freschi, saponette profumate, cesti di pot-pourri in materiali naturali come il vimini, ma anche pentole in rame e porcellane sapientemente esposte. Come arredare in stile provenzale. Potrai ricreare comunque un ambiente provenzale utilizzando tutti i topic dello shabby chic, arricchendoli con: decorazioni che richiamano la provenza come quadretti naturalistici, magari con scritte in francese o simili. tende e tessuti nei toni pastello; fiori freschi o secchi come la lavanda, capace pure di regalare fragranze rasserenanti; rivestimenti non prettamente bianchi, ma anche polverosi come il rosa cipria, il verde pistacchio o il salvia, il crema, il grigio, ecc.; Lo stile provenzale è perfetto per arredare casa in campagna, ma pure nelle case al mare o di villeggiatura, dal momento che ispira leggerezza, primavera ed estate. Nelle case rustiche poi si ha la possibilità di sfruttare proprio l’architettura tipica, cornice ideale per questo genere d’arredo. Ed anche in questo caso può essere mitigato e personalizzato grazie all’intervento di un abile architetto. Contatti Sede legale: Savona via Gramsci 6/4 Telefono: 800909275 Email: info@ristrutturare-casa-italia.com Facebook-f Youtube © 2023 Tutti i diritti riservati Ristrutturare Casa Italia P. iva 01797970090         Policy Privacy    Cookie Policy

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